Visualizzazione post con etichetta giallo italiano. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta giallo italiano. Mostra tutti i post

mercoledì 22 dicembre 2021

Centoventotto (A. Mafessoni)

 

Andrea Mafessoni è un giovane autore coraggioso. 

Dico coraggioso perché propone una storia ed un personaggio che, secondo il mio parere, non sono per tutti ma per lettori che amano il mistero, il giallo ma soprattutto il coraggio. Mi riferisco al coraggio di una scrittura che sembra mordere attimi nella sua fugacità e che offre un personaggio non necessariamente simpatico ed empatico per un lettore tradizionale.

Rick – un giovane informatico milanese - non è un personaggio che si muove per accaparrarsi le simpatia dei lettori: questa è l’impressione che ho avuto nell’assistere alla sua evoluzione, nel tentare di seguire i suoi ragionamenti, le sue deduzioni. Mi è sembrato quasi una macchina, in alcuni passaggi, come se fosse privo di sentimenti e di emozioni. Si trova ad indagare attorno ad un omicidio con un atteggiamento di sufficiente, dando l’idea di una marginale partecipazione. È una sensazione che ho provato solo all’inizio del suo percorso investigativo, però, perché ben presto la situazione cambia.

Non è un personaggio eccessivamente impostato. Anzi, i suoi comportamenti in più punti mi hanno lasciata un po’ interdetta. Probabilmente era proprio questo l’obiettivo dell’autore: colpire il lettore in modo originale e affatto scontato, usando quasi il suo personaggio come arma di “disturbo” se mi viene concesso il termine.

Molti i riferimenti all’ambiente informatico che è quello in cui vive e di cui si nutre il protagonista ma, a ben guardare, anche l’autore che con una terminologia precisa e puntuale dimostra di non aver inserito concetti a caso o per sentito dire.

La storia, in breve, si snoda attorno alla morte violenta di Claudio Moneta, dirigente della Mirror, azienda nella quale il protagonista lavora. Riccardo Senna, Rick per gli amici, si trova invischiato in una storia più grande di lui così come il lettore si trova tra le mani una narrazione particolare che non risparmia soprese e colpi di scena.

La mia non è una mente incline alla matematica, devo ammetterlo, ai sistemi binari, alle cifre, alle combinazioni eppure mi sono divertita nel leggere i tanti riferimenti al mondo informatico. Ho anche sorriso, in alcuni passaggi, mentre in altri mi sono chiesta se quello che trovavo scritto tra quelle righe fosse possibile oppure no.

Consigliato agli amanti del genere che amano sperimentare qualche cosa di atipico.
***
Centoventotto
Andrea Mafessoni
0111edizioni
190 pagine
15.30 euro copertina flessibile - 4.99 Kindle  

martedì 21 dicembre 2021

La casa di tolleranza. Tre avventure del commissario Bordelli


 

Non conoscevo il commissario Bordelli se non per sentito dire ed ho iniziato da qui, da tre racconti che l’autore propone tornando alle origini della carriera di quel commissario di cui ha tanto parlato nella serie che lo hanno per protagonista.

Ho incontrato, così, un giovane vice commissario che, nel ’49, all’età di 39 anni, è in Pubblica Sicurezza da due. Porta nella mente e nel cuore ricordi di un recente passato che vorrebbe ma non può cancellare, di quella guerra che gli è rimasta appiccicata addosso e che ogni tanto fanno capolino tra i suoi pensieri. Ho subito visto in lui un uomo sensibile, buono, acuto, pronto a mettersi in gioco per arrivare alla verità anche quando ha per le mani qualche cosa di diverso da un caso ufficiale passato per i fascicoli depositati sui tavoli delle forze dell’ordine.

Nel primo racconto, quello che poi ha dato il titolo al libro – La casa di tolleranza – Bordelli (simpatico l’abbinamento tra Bordelli e casa di tolleranza) conosce una giovane donna che presta servizio in quel posto. Nella casa di tolleranza deve fare dei controlli ma l’occasione gli apre le porte di un’amicizia profonda con Rosa, che poi apparirà anche nel secondo racconto ambientato sempre a Firenze ma 9 anni dopo. Bordelli si trova ad indagare su un caso che, in partenza, un caso non è ma è il frutto di dubbi legati ad una misteriosa presenza. Curioso ma anche voglioso di fare chiarezza il vice commissario usa tatto, discrezione ma anche grande acume per venire a capo di quel mistero.

Nove anni dopo Rosa è sempre presente ed il mistero arriva da un cimitero: una stranezza che porterà Bordelli a fare un viaggio indietro nel tempo in un periodo sgradevole che ancora gli brucia sulla pelle e che ha segnato in modo definitivo la vita di tante persone. È una storia di amicizia e tradimento, di soldi e di affetti, tanto dolore legato ai campi di concentramento e a tutto ciò che hanno comportato.

Nell’ultimo racconto siamo a Natale del 1966 quando Bordelli ricorda di essersi ritrovato, alla vigilia di Natale del ’43, con due sconosciuti a condividere ricordi: il più giovane, un ufficiale del San Marco di 20 anni, fiorentino come lui ed un certo Curzio Malaparte (inserito come omaggio alla sua persona ma frutto della fantasia dell’autore in questo contesto) che era sulla Linea Gustav come ufficiale di collegamento presso l’Alto Comando Americano. Il primo ad evocare ricordi è proprio Bordelli che rammenta una grande amicizia di quando era un bambino ma che porta ancora nel cuore. Poi toccherà al ventenne raccontare degli aneddoti divertenti per chiudere con Malaparte che è stato testimone di storie terribili e ne racconta una, agghiacciante, che fa stringere il cuore.

Sono momenti di grande intimità tra persone che non si conoscono ma che si trovano a condividere l’esperienza della guerra ed ho apprezzato il modo in cui Vichi ha saputo rendere, con delicatezza, tematiche importanti.

Scritti in modo scorrevole, i tre racconti mi hanno fatto venire voglia di conoscere meglio questo personaggio di cui ho sentito tanto parlare ma con il quale solo ora ho preso confidenza. Sono contenta di aver scelto di iniziare da qui. Ci sono diverse avventure che lo hanno per protagonista e le cercherò, giusto per farmi un'idea di come è diventato quel giovane vice commissario.
***
La casa di tolleranza. Tre avventure del commissario Bordelli
Marco Vichi
Guanda editore
pag. 252
16.00 euro copertina flessibile, 9.99 Kindle

mercoledì 6 ottobre 2021

Cinque indagini romane per Rocco Schiavone (A. Manzini)

 

Io non amo i racconti e solitamente li evito. 

Mi piacciono le storie più strutturate, più approfondite e spesso i racconti mi lasciano addosso una sensazione di velocità, di sospeso.

Con Rocco Schiavone, alle prese con le sue cinque indagini precedenti al trasferimento in quel di Aosta (noto a tutti coloro che conoscono il personaggio) questa sensazione è stata un po' attutita dal fatto che, comunque, avessi familiarità con il protagonista avendo letto le altre sue avventure per cui tutto sommato mi sono adattata alla lettura.

Posto che i Sellerio mi piacciono come volumi da tenere tra le mani, da sfogliare e tenere comodamente in borsa per occupare ogni momento libero, in questo caso ho trovato cinque racconti pubblicati prima delle vicende che caratterizzano il Rocco Schiavone che Manzini ha presentato al pubblico. 

Che Rocco avesse una condotta un po' particolare chi conosce le sue avventure lo sa già.

Che è stato trasferito per punizione, anche questo chi lo conosce lo sa già. 

Che abbia delle abitudini molto particolari, ai limiti della legge (se non oltre tali limiti) assieme ai suoi amici di sempre, pure si sa.

Quello che non si sa è come ha vissuto il periodo precedente a quel fatidico trasferimento e come affrontasse, all'epoca, i vari casi che gli arrivavano tra le mani. Questo è quanto viene proposto nella raccolta di racconti delle cinque indagini di quando Rocco Schiavone lavorava nella Capitale.

Ne L'accattone Rocco è alle prese con la morte violenta di un uomo anziano che per campare accattava cibo e avanzi ai margini del mercato cittadino (dove è stato trovato cadavere) facendo concorrenza ad altri coetanei nella stessa condizione. A chi può aver pestato i piedi un uomo come lui?

Cambia il periodo ne Le ferie d'agosto quando un'auto piomba nel messo della filiale della Banca di Piazzale Anco Marzio di Ostia ferendo il cassiere e un paio di clienti che si stavano servendo agli sportelli. Niente è come sembra e l'arguzia, lo spirito d'osservazione di Schiavone porteranno a galla delle verità che esulano dalla rapina pura e semplice.

Arriviamo alla vigilia di Natale con Buon Natale, Rocco, quando due persone anziane vengono rinvenute prive di vita nel proprio appartamento. Anche nella triste storia dei coniugi Moresi emergono circostanze che portano a galla questioni di soldi ben diverse da quelle che inizialmente si vorrebbero far credere.

Ne La ruzzica de li porci, titolo che più degli altri rende l'ambientazione romana, ci si sposta in un locale mondano nel quartiere Testaccio di Roma. Perché quel cadavere si trova proprio in quel punto? Cosa può aver scatenato la ferocia della mano assassina?

L'ultimo racconto è quello che, secondo me, esula dalle caratteristiche di tutti gli altri. Il caso che alla fine Schiavone si trova per le mani, volente o nolente, non ha niente a che fare con i casi più canonici che lo vedono indagare su cadaveri e violenze varie. Questa volta ha a che fare con una violenza differente e la vicenda si svolge anche in un momento particolare della sua vita, proprio alla vigilia del fatidico trasferimento.

In tutti i racconti viene proposto il filo conduttore dei pensieri che non abbandonano mai Schiavone: il dialogo immaginario con la sua Marina è sempre struggente, soprattutto per chi avesse letto 7/7/2007 che è il libro più doloroso e straziante della serie proposta da Manzini al suo pubblico.

Complessivamente Schiavone non delude, il suo acume è sempre presente così come il suo essere un personaggio dalle caratteristiche contrastanti. La lettura, però, è scivolata via con più lentezza di quanto non sarebbe avvenuto se avessi avuto tra le mani cinque libri piuttosto che cinque racconti. La consapevolezza che le varie avventure sarebbero, per forza di cose, finite in fretta mi ha influenzata nel ritmo di lettura tanto che ho alternato un altro libro a questo per potermelo godere più a lungo.

Sono strana, lo so. Ma tant'è!
***
Cinque indagini romane per Rocco Schiavone
Antonio Manzini
Sellerio Editore Palermo
248 pagine
14.00 euro copertina flessibile - 9.99 Kindle

martedì 29 giugno 2021

È come il male (B. Quintini)

Dopo aver visto morire tra le sue braccia una bambino nell'ambito di un'azione non autorizzata, il poliziotto Mathias Novari è perseguitato da un passato che, sotto forma di incubi notturni, non gli dà tregua. Nemmeno al presenza al suo fianco della collega Marina Bruni lo aiuta a cancellare definitivamente ricordi che lo hanno segnato nel profondo.  Quando, all'improvviso, si trova ad avere per le mani le coordinate di un luogo in cui verrà poi trovato un corpo martoriato di un uomo, la tranquillità che cerca va definitivamente in archivio.

 Ciò che lo aspetta lo spiazza e lo minaccia da vicino.

Si apre, infatti, un'avventura (la seconda, visto che gli stessi protagonisti li si ritova anche in un volume precedente) che vedrà il passato tornare a chiedere il conto e a farlo in modo violento attorno ad un uomo che vorrebbe solo un po' di pace ma che si trova minacciato da vicino e, volente o nolente, invischiato in una serie di morti che apparentemente non hanno nulla a che fare con lui.

Dall'Italia dovrà spostarsi a Malaga dove il corpo nazionale di Polizia Spagnola si avvale della collaborazione di un chiaroveggente di professione capace di immedesimarsi nelle vittime di omicidi che stanno di recente sconvolgendo il paese. Una collaborazione che fa fatica a digerire, quella con la Polizia Spagnola: ne sono la prova i rapporti freddi e distaccati con cui vengono mossi i primi passi da entrambe le parti. Ben presto, però, il gioco di squadra avrà la meglio, nonostante tutto.

Trent'anni. Tale il tempo passato da quando una serie di atroci violenze si verificò a danno di ragazzini evasi da un carcere minorile e non solo. Qualcuno ha pagato con la vita, qualcun altro con una condanna ingiusta: in ogni caso giorno dopo giorno emerge una realtà che nessuno mai avrebbe potuto immaginare e che porta a galla violenze di ogni genere fino a quella estrema, la morte.

Messaggi da decifrare, situazioni piuttosto scenografie e montate ad arte a tratti difficili da credere come realizzabili concretamente secondo le modalità indicate ma un ritmo narrativo sempre molto alto, cambiamenti di fronte che lasciano senza fiato, suspense assicurata. Ed anche una riflessione sulla seconda opportunità che spesso viene concessa a chi ha commesso degli errori. Spesso, ma non sempre.

A parte qualche sviluppo un bel po' fantasioso - ma che nel complesso ci può stare - devo segnalare qualche svista, qualche errore nel formato che ho avuto io tra le mani in lettura con il mio Kindle, ma niente che disturbi la lettura più di tanto. Magari nel cartaceo si tratta di dettagli che non sono presenti.

Una lettura che mi ha piacevolmente intrattenuta (per quanto possa dirsi piacevole lo scorrimento di sangue legato a delitti efferati... ma mi riferisco al genere che, comunque, leggo volentieri) e che consiglio a chi, come me, ama storie di questo tipo.

Quintini è un autore interessante, l'ho già detto in occasione della recensione del volume precedente. Mi auguro che scriva altro e che si parli maggiormente di lui e dei suoi lavori. Merita!
***
È come il male
Beppe Quintini
Independently published
364 pagine
15.50 euro copertina flessibile - Kindle Unlimited

giovedì 27 maggio 2021

Il male non dimentica. La Trilogia del Male vol. 3 (R. Costantini)

Il passato torna a tormentare Michele Balistreri che, nel terzo volume della Trilogia del Male, torna continuamente a quel 31 agosto del 1969 quando sua madre precipitò da una scogliera. Non ha mai accettato che possa essersi trattato di un suicidio. Non ha mai chiuso del tutto le ricerche del possibile colpevole così come non ha mai rinunciato a chiedersi chi, di coloro che erano nei pressi della scogliera quel giorno, possa aver avuto l'occasione e il motivo per spingerla giù.

Nell'estate del 2011 Michele è tormentato. Mentre la sua terra natia è nel mezzo di una violenta guerra civile, la morte di una giovane e della sua bambina di due anni lo porta nuovamente faccia a faccia con quella donna con la quale ha chiuso i ponti, non certo in modo tranquillo, qualche tempo prima. Linda Nardi, quella donna che ha tentato di dimenticare e di considerare come un capitolo chiuso (per colpa sua) e che non si tira indietro da una missione pericolosa, in nome dalla verità. 

Michele non può restare indifferente e sente la necessità di difenderla, costi quel che costi.

Si rende conto ben presto di quale sia la rete che è stata tesa, nel tempo, e nella quale Linda rischia di finire. E tutto lo porta nuovamente al suo passato, ai suoi fantasmi, alle ombra che lo tormentano oggi più che mai, anche se a quarant'anni di distanza da quel terribile giorno. Quella di sua madre è stata la morte che lo ha segnato più di tutte. Più della morte della piccola Nadia, più di quella di suo nonno che, seppur avvenuta in modo naturale e non per mano violenta, lo ha lasciato con un vuoto profondo. 

Tanti sono i dubbi che lo attanagliano, tanti i dettagli che affiorano e - questo l'aspetto che mi è piaciuto di più di questo romanzo - emergono nuovi punti di vista che portano il lettore a guardare gli eventi con occhi diversi.

In questo terzo volume, infatti, l'autore propone stralci dei libri precedenti, situazioni già note e delle quali il lettore conosce già l'epilogo ma proposti secondo punti di vista diversi, dando voce ad altri personaggi che danno la loro versione dei fatti. Si ha una visione a 360° delle vicende di allora, quelle che rappresentano il peso maggiore per Michele e che si sommano alle preoccupazioni di oggi, diventato oramai un uomo che non ha molte prospettive e molti stimoli. Ha dato tanto nella sua vita, Michele, ed oggi si sente svuotato fino a che, però, ciò che gli accade attorno non richiede ancora tutta la sua attenzione, la sua astuzia e la sua sensibilità.

Secondo il mio parere la trilogia si chiude nel migliore dei modi e non manca il colpo di scena finale. Scrittura fluida, ricca, capace di tenere attaccato il lettore alle pagine. Con me è stato così. Ho letto la triloga in un breve arco temporale per la gran voglia di conoscere meglio questo personaggio che mi ero persa e attorno al quale nutrivo tanta curiosità. 

Il Michele di oggi, l'uomo rassegnato, trova un nuovo spiraglio alla fine di questo volume che non è più legato ad un passato con il quale chiudere i conti ma con un futuro tutto da scrivere.

In questo mese di maggio che volge verso la fine Costantini è stata, per il momento, la sorpresa più grandi in una trilogia che ho letto con piacere anche se ammetto che in alcuni passaggi piuttosto intricati ho temuto di perdermi. 

Ps. particolarmente azzeccata e rappresentativa la copertina che, dei tre volumi, mi è piaciuta di più.
***
Il male non dimentica. La Trilogia del Male vol. 3
Roberto Costantini
Marsilio editore
525 pagine
12.00 euro copertina flessibile

mercoledì 26 maggio 2021

Il misterioso caso di Villa Grada. Le indagini del tenente Roversi vol. 4 (G. Zucca)

Per il tenente Giorgio Roversi è arrivato il momento di svelare ai lettori che lo hanno seguito fin qui cosa lo lega a Flavia e Roberto: i suoi due amici che sono fini in galera, accusati entrambi di omicidio.

 Nel quarto volume della serie che lo vede per protagonista, infatti, prende una pausa dal suo lavoro in Sardegna per fare visita a sua madre, in quel di Bologna. 

Ma non c'è solo sua madre ad attenderlo nella terra in cui è nato e cresciuto e dalla quale è stato allontanato per motivi disciplinari. Ad attenderlo c'è una vera e propria missione: dimostrare che i suoi due amici sono innocenti. Da dove cominciare, però? Soprattutto quando non è certo in veste di tutore della legge che può muoversi ed indagare? Anche stavolta si troverà a mettere insieme tanti pezzi di un puzzle che, a dire il vero, si incastrano a fatica l'uno con l'altro, tante sono le ipotesi che si rincorrono fino a ben oltre la metà del libro. Una vicenda intricata che, questa volta più di quanto non sia avvenuto in precedenza, mi è sembrata un po' troppo articolata e a tratta un po' noiosa, sono sincera. Non vedevo l'ora di arrivare a capire se il colpevole venisse individuato in qualcuno che non fosse ne' Flavia ne' Roberto. Non sono riuscita a seguire i tanti discorsi fatti (perché moltissimi sono i dialoghi nei quali si struttura la narrazione) che vedevano montare ipotesi su ipotesi per poi far crollare tutto in un nulla di fatto. Probabilmente è stato un problema mio: Zucca scrive bene e costruisce storie ben articolate. Stavolta ma sento di dire... anche troppo! Nei vari dialoghi vengono proposte spiegazioni che i vari interlocutori si danno l'un l'altro ma credo che la narrazione, stavolta, avrebbe potuto essere alleggerita ed arrivare più in fretta alla soluzione. Caso intricato, è vero... e forse il problema sta proprio in questo.

Anche stavolta Roversi si troverà ad indagare accanto ad una squadra sui generis nella quale non manca il suo amico Luigi Gualandi, ex ufficia­le veterinario dell’Arma che già, in precedenza, è stato fondamentale per l'epilogo delle varie situazioni.

Anche stavolta si sommano due misteri anche se quello relativo a Flavia e Roberto ruba la scena all'altro che resta un mero diversivo di secondo piano. 

Ed anche stavolta, come in precedenza, ci sono degli animali che hanno un ruolo di primo piano nell'avventura che Roversi e Gualandi si trovano a vivere: stavolta siamo nel mondo dell'ippica, lontani dalla campagna sarda che, comunque, aspetta il ritorno del tenente oramai adottato a pieno titolo. 

Dei quattro che ho letto, pur avendo fornito chiarimenti su una vicenda chiave, legata all'allontanamento di Roversi dalla sua città, è quello che mi è sembrato più confuso.
***
Il misterioso caso di Villa Grada. Le indagini del tenente Roversi vol. 4
Gavinio Zucca
416 pagine
Newton Compton editori
9.90 euro copertina flessibile, 2.99 kindle

martedì 25 maggio 2021

Alle radici del male - La Trilogia del Male vol. 2 (R. Costantini)

Il secondo volume della Trilogia del Male fa conoscere ai lettori la vita di Mike Balistreri, un ragazzino che vive in Libia assieme alla sua famiglia, quando ancora l'idea di diventare un poliziotto non lo sfiorava affatto. La sua infanzia, la sua adolescenza, la sua giovinezza: Mike è furbo, senza ideali, pronto a qualunque compromesso. 

Il romanzo è strutturato in due parti ben distinte.

Siamo nell'anno 1958 e Mike vive a Tripoli ed ha tutta la vita davanti. Con loro ci sono i libici e gli americani, stretti da un rapporto di buon vicinato e di amicizia.

Sei Al Bakri sono i libici: il capofamiglia Mohammed, i quattro figli maschi Farid, Salim, Ahmed e Karim, e la sorellina più piccola, Nadia. Con loro le due mogli di Mohammed che hanno, però, un ruolo di secondo piano. Poi ci sono i tre Hunt, gli americani: William, sua moglie Marlene e la loro figlia Laura. La famiglia di Mike, invece, è formata da suo nonno Giuseppe, suo padre Salvatore, sua madre Italia, lui e suo fratello maggiore Alberto. 

Ben presto da  compagni di giochi Mike, Ahmed, Karim e Nico (un suo compagno di scuola) arriveranno a stringere un vero e proprio patto di sangue che niente e nessuno potrà mai spezzare, nel bene e nel male. Da qui a diventare membri di una vera e propria organizzazione ben rodata per fare soldi il passo è breve e la violenza non sarà esclusa da quel patto in virtù del quale, ben presto, ognuno di loro verrà messo alla prova. Mike è il capo ed ha tutte le caratteristiche richieste ad una figura di spicco. Quando Nadia, sorellina degli amici libici, scompare nel nulla e viene poi ritrovata cadavere dopo ave subito terribili torture, qualche cosa si spezza e sul gruppo di amici iniziano ad allungarsi delle ombre che, giorno dopo giorno, rischiano di inghiottirli. Mike vuole arrivare alla verità e coinvolgerà tutto il gruppo nella sua ricerca del colpevole: mentre è impegnato a fare luce su un così violento e tragico episodio, Mike vede cambiare la situazione attorno a se con nuovi affari e personaggi importanti che iniziano ad affermarsi nella scena politica fino al grande cambiamento con l'arrivo di Gheddafi. Vicende politiche che turbano il giovane ma che non arrivano a quello che sarà l'apice della sua disperazione: la misteriosa morte di Italia, sua madre. Costretto a lasciare la sua terra, Mike se ne va senza riuscire a lasciarsi mai alle spalle quanto successo in terra libica.

Nel settembre del 1982 Michele Balistreri, diventato commissario, è a Roma e - dopo il fallimento con il caso Sordi, di cui si narra nel primo volume - è impegnato a fare luce (senza troppa convinzione) sulla morte di Anita, una giovane sudamericana assassinata. Allo stesso tempo, per saldare un debito di riconoscenza, si troverà anche a vigilare sulla figlia di un suo collega, al quale deve la vita. 

A 32 anni Michele Balestrieri non è più quel Mike, quel Michelino dei tempi passati, anche se ben presto realizzerà che il passato torna sempre a chiedere il conto. Inevitabile tornare a ripercorrere quei sentieri della memoria che tornano a portare, con forza, dolore e conti ancora aperti.

Quel Michele svogliato, poco attento, poco interessato a ciò che gli accade attorno negli anno '80 non ha nulla a che fare con quel giovane che ha scritto sulla sua pelle un percorso doloroso, fatto di amicizie e tradimenti, di passioni e delusioni, di illusioni e speranze. Mi sono trovata tra le mani una storia che mi ha lasciata senza parole. Una storia intensa, dolorosa, violenta anche. Molto. Quella storia che  Michele Balistreri sa di avere cucita addosso e che torna a bruciare sulla sua pelle. 

In un crescendo di emozioni, Costantini offre al lettore una storia nella storia. Non sono solo i casi che si trova a risolvere a tenere alta la tensione ma tutti quei legami che emergono, pagina dopo pagina, e rendono l'avventura un vero groviglio di contatti, rapporti, responsabilità in un viaggio indietro nel tempo che offre nella prima parte la narrazione migliore, più incalzante. 

Lo avevo detto nel primo volume ed anche in questa seconda tappa devo dire che in alcuni punti ho rischiato di perdermi anche per via di alcune divagazioni di cui avrei fatto volentieri a meno. Mi sono munita nuovamente di carta e penna per tenere nota dei tanti incastri che venivano piano piano a galla e che, ne ero certa, sarebbero stati importanti.
***
Alle radici del male. La trilogia del Male vol. 2
Roberto Costantini
Marsilio editore
700 pagine
12.00 euro copertina flessibile, 7.99 kindle

sabato 22 maggio 2021

Tu sei il male - La Trilogia del Male vol. 1 (R. Costantini)

Ho preso il primo volume de La Trilogia del Male di Roberto Costantini con uno scambio ed aspettavo l'occasione giusta per leggerlo. Mi sono immersa nel mondo di Michele Balistreri con tutti i suoi demoni, i suoi sensi di colpa, le sue verità. Il primo volume della trilogia è anche il libro d’esordio di un autore che, secondo il mio parere, ha imbastito una trama complessa e molto ricca.

Diversi i livelli temporali nei quali si struttura la narrazione.

Nel 1982, a Roma, Michele Balistreri è un commissario di polizia poco più che trentenne e lavora al commissariato di Vigna Clara. Si porta  cucito addosso un passato tutt’altro che tranquillo, segnato da scelte politiche forti e da un carattere particolarmente irruento. Quando, la sera dell’11 luglio 1982, l’Italia si appresta a disputare la finale dei mitici mondiali, Michele ed il suo amico Angelo Dioguardi, un suo coetaneo che lavora per il Cardinale Alessandrini, si apre il mistero attorno alla scomparsa di Elisa Sordi: una giovane che lavora per Angelo. La scomparsa rivelerà ben presto un delitto sul quale Michele si trova ad indagare senza troppa convinzione. Nessun colpevole viene smascherato per quella morte.  

Anni dopo, nel 2005, Michele è a capo della Sezione speciale stranieri di Roma. Due donne vengono uccise: Samantha Rossi, una giovane studentessa e Nadia, prostituta moldava trovata morta in un pozzo. Le indagini portano sul pista di assassini rumeni e ciò scatena una decisa reazione sociale contro i rom. Su entrambi i casi indaga Balistreri che, con i suoi collaboratori ed assieme ad una giornalista di un importante giornale locale, trovano elementi che dipingono un quadro via via più complesso soprattutto quando si aggiungono altre morti. Il suicidio della mamma di Elisa Sordi, in concomitanza con la finale dei mondiali tra Italia e Francia, irrompe nel presente di Balistreri riportando a galla una storia mai chiusa che si lega a doppio filo, a quanto pare, con le morti più recenti.

Una trama complessa, difficile da seguire a tratti se non con molta concentrazione - ammetto di aver anche preso degli appunti - ma ad alta tensione e capace di tenere il lettore sulle spine fino alla fine.

Il Balistreri della prima parte del romanzo non mi è piaciuto dal punto di vista caratteriale. Cambia molto con il passare del tempo e diventa un uomo molto diverso dal ragazzo che è stato. Cambiano i suoi modi, cambia il suo atteggiamento nei confronti del prossimo e cambia il suo modo di affrontare la propria vita e tutto ciò che le mette davanti.

Tra ambienti religiosi e salotti importanti si dipana una storia ben congeniata e dai risvolti inaspettati. Alcune circostante, romanzate ovviamente, mi hanno fatto riflettere su fatti di cronaca rimasti insoluti rispetto ai quali mi è anche sorto il dubbio che possano anche essere stati insabbiati... non è poi così assurdo, no?

Il cambiamento di Balistreri è l'elemento che mi ha maggiormente stupita e positivamente colpita. Le indagini non sono affatto semplici, tanti i personaggi che entrano in scena, tanti gli interrogativi a cui dare risposte, tanti i dubbi che si rincorrono, i dettagli che a volte sfuggono e a volte, invece, no.

Letto con soddisfazione anche se in alcuni punti temevo di non venirne fuori.

***
Tu sei il male. La trilogia del Male vol. 1
Roberto Costantini
Marsilio editore
667 pagine
13.20 euro copertina rigida - 12.00 euro copertina flessibile - 7.99 Kindle

martedì 18 maggio 2021

Il delitto di Saccargia. Le indagini del tenente Roversi vol. 3 (G. Zucca)

Il crimine, si sa, non rispetta nemmeno le festività. Ecco, dunque, che il tenente Giorgio Roversi, pronto a chiedere una licenza per tornare a trovare sua madre in quel di Bologna a Natale, si trova ad indagare non su uno ma su due casi che richiedono tutta la sua attenzione nel terzo volume della serie che lo vede protagonisti in terra sarda: Il delitto di Saccargia.

Inizialmente la morte di Bobore Salvatore Mazzoni sembra un incidente. Ma lo è davvero?

Quello che ben presto assumerà i chiari contorni di un delitto si è consumato in un luogo che non risparmia le sue suggestioni e la vittima è un noto dongiovanni del posto con la passione per l'intaglio del legno. I soggetti delle sue statuine, a quanto pare, richiamano le sue vicende amorose e proprio qui Roversi troverà una particolare chiave di lettura di quanto accaduto a Saccargia.

Come avvenuto nei primi due volumi, il tenente si muove in una terra che non conosce bene ma che, piano piano, lo sta adottando e gli si sta svelando timidamente. Impara a muoversi nel territorio, Roversi, ma ha anche stretto dei cordiali rapporti con la gente del posto che ha visto in lui una persona di cui potersi fidare, dai modi corretti e dall'astuzia sopraffina. 

Sempre molto suggestive le descrizioni dei vari luoghi con un tenente che non mira a stupire ma a coinvolgere il lettore nei suoi ragionamenti. 

Accanto al delitto principale si apre un altro filone di indagine per Roversi, su un ipotetico duplice delitto commesso anni prima a danno di due carabinieri. Una pista vecchia mai battuta del tutto, a dire il vero.

Ma non basta. Se Roversi è impegnato su questo duplice fronte, altri due personaggi che ha imparato a conoscere bene e dei quali sa di potersi fidare sono impegati in altre ricerche. 

Michele, il tuttofare di Villa Flora, è stato incaricato di fare luce sulla misteriosa scomparsa di un medaglione prezioso. Nessuno deve sapere di questa indagine e il suo modo di fare circospetto ma non del tutto prudente gli provocherà qualche guaio.

Luigi Gualandi, proprietario di Villa Flora, diventato ben presto un collaboratore ufficioso di Roversi, fa una capatina in quel di Bologna dove un'amica del tenente è finita nei guai per una questione che era stata solo accennata nel volume precedente e che ora trova una spiegazione. Il lettore trova maggiore  chiarezza, vede svelato qualche mistero ma restano tanti dubbi e, soprattutto, una giovane donna in carcere per un delitto che non si capisce bene se sia stato davvero da lei commesso. Roversi, impegnato con morte di Bobore, poco può fare per Flavia, questo il nome della sua amica finita in carcere, ma Gualandi è un ottimo segugio e porterà informazioni preziose.

La vicenda di Flavia non si conclude per cui c'è da aspettarsi che si torni a parlare di lei nel prossimo volume.

E di animali stavolta ne abbiamo? Dopo il cane Argo, il maialino Giovannino e dopo il misterioso gattone rosso, stavolta a rubare la scena è un gallo molto particolare... e che fa, a dire il vero, una brutta fine!

Piacevole lettura, forse qualche divagazione di troppo ma un intrattenimento senza troppe pretese.
***
Il delitto di Saccargia. Le indagini del tenente Roversi vol. 3
Gavino Zucca
Newton Compton Editori
380 pagine
9.90 euro copertina flessibile - 2.99 euro Kindle

domenica 16 maggio 2021

Molière col morto (P. Poggi)

Il teatro La Fenice di Venezia è il grande protagonista del giallo narrato in Molière col morto, letto in collaborazione con Thrillernord. Perché se è vero come è vero che la vicenda si snoda attorno al ritrovamento del cadavere di Marcellina Feltre, l'attrice che avrebbe dovuto interpretare Celimene ne Il misantropo di Molière sotto ai riflettori del prestigioso teatro veneziano, è anche vero che è l'ambiente del teatro a rubare la scena al giallo.

 

Questa, almeno, l'impressione che ho avuto io e non mi è dispiaciuta affatto.

Ad indagare attorno alla morte della giovane e bella attrice è il commissario Eriberto Passalacqua che, assieme al suo collaboratore Bartolomeo Cadorna, si rende conto fin da subito che l'indagine è destinata a procedere a rilento: si trova ad indagare nel mondo del teatro ed ha a che fare, per lo più, con attori tutti molto bravi ad interpretare la parte di chi non sa niente di quanto accaduto.

In effetti è proprio così: il commissario passa in rassegna più volte, uno per uno, coloro che erano all'interno del teatro e che avrebbero potuto stringere le mani attorno al collo della poveretta.

Dai loro racconti emergono elementi che dipingono un quadro ricco di dettagli su chi fosse la vittima, quale fosse il suo carattere, la sua indole e le sue abitudini ma poco dicono in merito a chi potrebbe essere il colpevole. Attori, costumisti, sarte, fonici, regista, aiuto regista e tutti gli altri vengono rivoltati come dei calzini, sentiti più volte per avere, però, l'impressione di essere sempre ad un punto morto.

In questo contesto si inserisce anche un'altra morte, quella del figlio di una delle persone che erano a teatro quell'8 ottobre 1979 quando venne rinvenuto il cadavere dell'attrice. Non un omicidio, stavolta, ma una tragedia che si somma alla tragedia e che rende la situazione ancora più tesa e complessa.

Ho apprezzato lo stile dell'autore che riesce anche a strappare più di un sorriso grazie a dei personaggi che appaiono molto verosimili, con quei dialetti così particolari, che si intrecciano su un canovaccio alternativo a quello dello spettacolo: il canovaccio della vita. Alcuni sono davvero molto molto simpatici. E poi c'è il commissario: all'inizio mi è sembrata una persona che passasse in secondo piano rispetto a quel mondo così magico come può essere quello del teatro. Piano piano, però, si svela e si mostra con tutta la sofferenza che una dolorosa perdita può provocare: una vicenda personale che emerge con discrezione e delicatezza completando l'immagine di quell'uomo che non si presenta affatto come un supereroe ma come un uomo pronto a fare la sua parte, con i suoi mezzi, per risalire alla verità. Piano piano, per lui, si svela anche un legame particolare con il mondo del teatro e tutto ciò lo rende molto umano, mai sopra le righe.

Io ammetto di essere stata affascinata più dal mondo del teatro che dall'indagine che, comunque, ha una svolta particolare sul finale... Affascinante l'idea di dare voce ad un testimone che resta misterioso fino alla fine e che è, com'è facile immaginare, uno di coloro che mente alla perfezione, da bravo attore di teatro.

Si legge tra le righe la competenza dell'autore, affatto nuovo al mondo del teatro, e questo attribuisce alla storia quel tocco in più che me l'ha resa gradevole ed interessante. 

L'autore, inoltre, dimostra che per rendere un giallo interessante ci sono tante  vie che non sono necessariamente quella dei dettagli macabri, dei fiumi di sangue e così via discorrendo. 

***
Molière col morto
Pierfrancesco Poggi
Solferino editore
336 pagine
18.50 euro copertina flessibile - 9.99 Kindle

venerdì 14 maggio 2021

Il giallo di Montelepre. Le indagini del tenente Roversi - vol. 2 (G. Zucca)

 Seconda avventura per il tenente Roversi e la sua allegra compagnia.

Giusto qualche giorno fa mi sono piacevolmente intrattenuta con il primo libro della serie che ha per protagonista il tenente Roversi ed ora ho voluto togliermi qualche curiosità andando avanti con il secondo volume.

Perché se è vero come è vero che le vicende misteriose del libro che ha aperto al serie si sono comunque concluse permettendo di arrivare al colpevole, è altrettanto vero che ci sono dei sospesi attorno ai quali, soprattutto a livello personale, restano degli aspetti da chiarire.

Innanzitutto va detto che, a differenza di altre serie in cui ci sono comunque indagini, commissari e assassini da trovare, non viene fatto alcun riferimento a vicende personali che sono state introdotte in precedenza per cui credo di poter dire che chi non leggesse la serie in ordine perderebbe dei tasselli importanti per inquadrare il personaggio.

Questa volta, ad un paio di settimane dall'arrivo del tenente in Sardegna, un doppio omicidio lo tiene occupato e questa volta si tratta di clochard che vivevano per strada e le cui morti violente appaiono decisamente fuori luogo, immotivate. Eppure così non è il tenente, assieme alla sua improvvisata (ma non sprovveduta) squadra speciale, si mette sulle tracce di chi può aver compiuto gesti tanto sconsiderati.

Anche questa volta c'è un animale ad avere un ruolo importante. Non si tratta di Giovannino, maialino incontrato in precedenza, e nemmeno di Argo, il cane di famiglia che pure ogni tanto viene nominato ma è un bel gattone rosso la cui presenza è piuttosto misteriosa e... indicativa di qualche cosa che non va.

In questo secondo episodio si svela qualcosina del passato di Giorgio Roversi ma non molto, a dire il vero. Compare una persona dal suo passato ma non vengono ancora scoperte tutte le carte per cui per sapere di più su di lui bisognerà andare avanti.

Anche stavolta protagonisti sono gli ambienti in cui le vicende sono ambientate: una Sardegna che, seppur non in primissimo piano come nel primo volume, fa sempre la sua parte con le sue tradizioni, le sue abitudini e... con la sua scaramanzia.

Lettura piacevole e non troppo impegnativa.
***
Il giallo di Montelepre. Le indagini del tenente Roversi (vol. 2)
Gavino Zucca
Newton Compton Editori
314 pagine
12.90 copertina flessibile - 5.60 copertina rigida - Kindle Unlimited

venerdì 24 aprile 2020

Un segreto non è per sempre (A. Gazzola)

Seconda avventura di Alice Allevi. Lo dico subito: trama molto arzigogolata (la stessa autrice lo ammette in coda dal libro così come ammette che questo è il libro a cui è maggiormente affezionata) e Alice più detective che medico legale.
Ho apprezzato l'attenzione nel mettere a punto una trama così strutturata, ho apprezzato l'abilità dell'autrice di mettere in piedi una storia di questo tipo ma io Alice, per quel poco che la conosco, la preferisco con il camice bianco, quando si perde i cadaveri lungo i corridoi o quando fa cadere teschi preziosissimi...

Questa volta la storia prende le mosse da una richiesta di interdizione per un anziano scrittore. Alice viene immediatamente coinvolta dal commissario Calligaris che l'aveva lasciata, in chiusura del libro precedente, con una proposta ben precisa: aiutarlo nei casi che si in futuro fossero arrivati alla sua attenzione, soprattutto per via del suo spirito d'osservazione, per la sua testardaggine, per la sua attenzione ai particolari ed anche per il suo buon cuore. Caratteristica, questa, che a volte penalizza i professionisti nella loro attività quotidiana ma che, nel caso di Alice, l'aiuta nel non volersi fermare alle apparenze e voler arrivare a fare di tutto affinchè emerga la verità dei fatti.

Konrad Azais è il personaggio da cui tutto ha inizio. 
E' un anziano molto singolare, un artista (e come tutti gli artisti che si rispettino è un po' strano ed ha anche una passato un po' burrascoso) burbero ed eccentrico nei confronti del quale i figli intendono chiedere l'interdizione. Nella relativa perizia Calligaris coinvolge Alice che da questo momento in avanti si vedrà alle prese con un sospetto caso di suicidio visto che proprio Azais viene trovato morto, probabilmente suicida... ma non troppo.

Da legami familiari molto particolari, equilibri filiali estremamente delicati, vecchi amori, nuove passioni, piccole prove disseminata in giro, un testamento capace di indispettire qualcuno, una lettera d'addio alquanto sospetta, Alice si troverà a fare l'investigatrice più di quanto non faccia il medico legale.
Il punto, secondo il me, è tutto qui.
Brava, intuitiva, tenace, testarda, intelligente come ha già dimostrato di essere, ma l'ho vista completamente fuori da quello che dovrebbe essere il suo ambiente: l'Istituto di Medicina Legale.
Claudio Conforti, il suo insegnante, ha un ruolo marginale in questa storia così come tutto l'ambiente accademico. 
Anche la sua vita personale passa in secondo piano in questo secondo libro con un ex amore lontano, sempre più lontano, pensieri sempre meno chiari, desideri ancor meno chiari. 

Alice è presa, presissima dalle indagini e quando non è fisicamente con Calligaris è con lui mentalmente visto che non riesce a staccarsi dal caso. Anche stavolta, infatti, quando il cadavere arriva sul tavolo di marmo dell'Istituto per l'autopsia, Alice è già coinvolta visto che conosce la vittima e lo sarà sempre di più proprio per via del suo ruolo esterno all'Istituto stesso.

La preferisco nelle vesti di medico legale/investigatrice per caso e non il contrario. Ma è una mia opinione che nulla toglie alla struttura delle storia, allo spessore dei personaggi e tutto il resto.
La famiglia Azais, anzi, ha molto da raccontare. Molto più di quanto si possa pensare all'inizio.

Un altro aspetto che mi ha un po' disturbata (l'avevo già notato nel precedente libro ma credevo che fosse un caso...) è il continuo riferimento a marchi (negozi d'abbigliamento, prodotti di vario tipo) che nulla danno alla narrazione, non la arricchiscono se non in termini di pubblicità. Se si parla di un vestito particolarmente fantasioso non credo che sia necessario dire da quale catena d'abbigliamento realmente esistente arrivi. Magari sono io ad essere pignola ma ho letto parecchia pubblicità tra le righe.

A parte questi rilievi la storia pur essendo un tantino macchinosa si segue bene, lo stile è scorrevole e credo che andrò avanti con la serie, sperando di ritrovare Alice con un bisturi in mano e, magari, con Arthur accanto (questo è un mio desiderio, più che altro!).
***
Un segreto non è per sempre 
Alessia Gazzola
415 pagine
TEA editori
8.99 formato Kindle - 10.00 euro copertina rigida - 4.75 copertina flessibile

domenica 19 gennaio 2020

Enigma in luogo di mare (Fruttero & Lucentini)

Devo ammettere una mia mancanza: Enigma in luogo di mare è il primo libro di Fruttero & Lucentini che ho avuto occasione di leggere. E' una mancanza grave, me ne sono resa conto durante la lettura, così come mi sono resa conto che si tratta dell'ultimo giallo da loro scritto.

I due autori hanno donato nobiltà letteraria ad un genere, il giallo, che spesso sacrifica la ricercatezza stilistica sull'altare della scorrevolezza, della semplicità di lettura.
Lo stile ricercato, in alcuni passaggi anche ridondante, le descrizioni meticolose e particolari, inusuali oserei dire, mi hanno catturata in un ambiente reso alla perfezione con personaggi descritti con ironia e verosimiglianza. 

Siamo in una piccola località non lontana da Grosseto. Nella Pineta della Gualdana, proprietà esclusivamente privata, si ergono 153 villette per lo più nascoste dalla vegetazione ed abitate soprattutto nel periodo estivo da famiglie benestanti che vi si recano per passare le vacanze.
Siamo, però, in un periodo particolare dell'anno visto che mancano pochi giorni a Natale e lo scenario è tutt'altro che estivo. Anzi, le timide luci che arrivano dalle villette - non molte - abitate per l'occasione, sembra che non riescano a riscaldare l'ambiente. Un ambiente in cui convergono diverse storie: storie di noia, di quotidiana sopportazione ma anche storie di lussuria e di ambizione, storie di un successo che sembra oramai verso il tramonto. Proprio tra queste storie vanno ricercate le esistenze più tormentate, quelle che diventeranno protagoniste del mistero che si cela in quella pineta che sembra più lugubre del solito. 

Lo scenario, poi, è tutt'altro che festivo visto che il ritrovamento di un cadavere di un uomo e la scomparsa di due coniugi, tutti e tre temporaneamente resistenti nella Gualdana, rendono la situazione piuttosto particolare. 

Quella che descrivono gli autori è una normalità forzata, di quelle che si vengono a creare quando più persone si trovano a convivere - seppur ognuna nelle proprie abitazioni - in un ambiente circoscritto. Le chiacchiere passano da bocca in bocca, le apparenze fanno fatica ad essere salvate, le difficoltà quotidiane vengono, in un modo o nell'altro, esasperate. Perchè, se è vero come è vero, che la pineta offre un posto lontano dal mondo, una quiete estrema ed una immobilità che si avvicina all'irrealità, è anche vero che questo mette ognuno davanti alle proprie fragilità, alle proprie debolezze, alle proprie manie. E se ci scappa un morto, o forse tre, la situazione si complica.

Ciò che mi ha maggiormente colpita è lo stile che, secondo il mio parere, predomina sulla storia, sugli indizi, sulle indagini portate avanti in modo più o meno ufficiale.

Mi ha poi colpita quel senso di normalità che traspare dal racconto, anche quando il rinvenimento di un cadavere dovrebbe smuovere un po' gli animi: le varie situazioni si dipanano con normalità estrema, come se nulla fosse successo e, soprattutto, senza che nessun sospetto si alimenti a danno di qualcuno degli abitanti della Gualdana. Il cadavere c'è, è vero, i due scomprasi sono scomparsi, anche questo è vero, ma si può forse cambiare l'equilibro di un tranquillo e borghese angolo di mondo per tutto questo? E' come se nessuno si scomponga più di tanti nei giorni che seguono al ritrovamento fino alla soluzione del caso. E' un luogo riservato per sua natura, la Gualdana, e sembra che tutti intendano mantenere questa riservatezza anche davanti alla morte, all'omicidio, alla scomparsa.

Altra cosa che mi ha colpita, il fatto che fino a metà - più o meno - non ci sia l'ombra di un mistero. La prima parte del libro è riservata a tracciare i caratteri dei vari personaggi e lanciare qualche indizio su chi potrebbe fare cosa. Delle piccole esche... così le ho considerate.

Tra i personaggi, alcuni mi hanno maggiormente colpita.

La prima è Katia. Una ragazza a cui non sono stata capace di attribuire un'età che si ritrova nella Gualdana in cerca di successo, al seguito di un personaggio attempato che potrebbe farla conoscere a personaggi importanti ed al quale si concede considerando ciò come una sorta di biglietto da pagare per un futuro di successo. Una ragazza senza troppi scrupoli, dal bel caratterino e capace di prendere al volo le occasioni che le si presentano, senza dare troppo importanza al contorno

E poi la signora Zeme: una donna sempre sull'orlo di una crisi di nervi, depressa, in balìa delle medicine e capace di alternare momenti di insopportabile sovraeccitazione a momenti di silenzio altrettanto insopportabile. Dev'essere davvero difficile stare accanto ad una persona così.

Tra i personaggi maschili, su tutti domina Monforti: un depresso dichiarato che ospita nel suo appartamento sua sorella e suo cognato (che non vede l'ora di andarsene via verso altri lidi) e che con fare discreto dimostrerà, prima di tutti a se stesso, di non essere poi così depresso. Piuttosto pessimista, diciamo così, ma non proprio depresso come ha sempre creduto.

Ammetto che la lettura è proceduta più lentamente del previsto, in alcuni punti mi sono anche persa tra i vari ragionamenti ma poi, nel finale, è stato interessante capire come gli autori abbiano portato il lettore a svelare l'arcano... in modo piuttosto diretto, a dire il vero. Ma non dico altro per non togliere il gusto della lettura a chi questa storia ancora non la conoscesse.

E' un libro che suggerisco a chi volesse leggere un giallo di classe, stilisticamente diverso dai gialli a cui il lettore medio (io mi ritengo tale) è abituato. Lo consiglio ai lettori più esigenti, più raffinati ma anche a chi volesse togliersi una curiosità e toccare con mano la differenza. Chissà che non ne resti poi affascinato?

Io ho letto un'edizione che mi è piaciuta molto, appartenente alla collana Le stade del giallo de La biblioteca di Repubblica. 
***
Enigma in luogo di mare
Fruttero & Lucentini
Mondadori editore per La biblioteca di Repubblica
pag. 373
5.90 euro + il prezzo del quotidiano