lunedì 12 aprile 2021

La principessa si salva da sola (A. Lovelace)

Amanda Lovelace è una poetessa che ha catturato l'attenzione grazie ai social network. Ha messo nero su bianco frammenti della sua anima ed ha incuriosito l'editore americano di Rupi Kaur nonché di noti "Instapoets", i nuovi poeti che arrivano dalla rete.

Ed eccoli qui, i frammenti della sua anima.

Sono frammenti raccolti in un libro che porta alla luce un percorso di crescita personale e di consapevolezza di se', delle proprie potenzialità, della propria forza. Quella forza che non ha bisogno di nessun per emergere, come una principessa che realizza di poter diventare regina senza l'intervento di alcun principe azzurro. Bello, no?

Quello di Amanda è un invito a confidare nelle proprie capacità, a scoprire il propri talenti e a metterli a frutto seguendo un percorso che, seppur minato da dolori, perdite ed insuccessi, non si lasci in alcun modo portare in una diversa direzione da quella desiderata nel proprio intimo. 

E se nella prima parte del libro i suoi pensieri sono quelli di una bambina che è in perenne attesa del tanto declamato principe azzurro, pian piano le pagine appaiono intrise di difficoltà, disagio, di non accettazione, giudizi, fragilità. Tra le pagine si legge un percorso fatto di paure, delusioni ed anche di controsensi secondo il mio parare, soprattutto per quel che concerne il rapporto con sua madre. Un rapporto inizialmente conflittuale (ammetto che si tratta di una parte che mi ha toccata molto da vicino, avendo una figlia adolescente ed uno pre-adolescente) che sfocia, poi, nella profonda mancanza e nella malinconia. Poi il rapporto con l'amore, con chi tale amore incarnava o credeva di incarnare fino ad arrivare al riscatto che passa solo per l'accettazione e valorizzazione della propria persona, delle proprie capacità e caratteristiche come talenti da spendere senza se e senza ma, per conquistare il proprio posto del mondo.

Il messaggio è chiaro: non è facile ma è possibile. Non ci saranno principi azzurri a sguainare la spada lungo il cammino ma perché una donna dovrebbe avere bisogno di ciò per trovare la propria dimensione?

Nella parte finale del libro ho trovato un messaggio di speranza e parole motivazionali che trovo indispensabili per una generazione - gli adolescenti di oggi soprattutto... ma non solo per loro - sempre troppo chiusi in loro stessi e sempre più convinti che non ci sia una via d'uscita a quel malessere latente che una serie di situazioni e circostanze, oggi più che mai, hanno messo sul loro cammino.
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La principessa si salva da sola
Amanda Lovelace
Sperling & Kupfer
195 pagine
14.25 copertina rigida - 9.99 Kindle

domenica 11 aprile 2021

La casa di Ade. Eroi dell'Olimpo. Vol. 4 (R. Riordan)

Li avevamo lasciati alle  prese con un'avventura tutt'altro che facile e li ritroviamo, l'uno accanto all'altra, nelle viscere del Tartaro pronti a portare a termine la loro impresa. Annabeth e Percy si trovano in un posto in cui mai nessuno vorrebbe trovarsi. Sono tra i morti, nella zona più profonda degli inferi dove dovrebbero - il condizionale è d'obbligo - restare confinati coloro che non sono più in vita. 

 

Dovrebbero.

Eh già, perché l'obiettivo di Gea, dea della terra, madre dei titani, dei giganti dei ciclopi e di mostri di ogni forma e dimensione è quello di far tornare i suoi figli tra i viventi per poter tornare a governare lei stessa!

Annabeth e Percy hanno il compito di chiudere, assieme agli altri loro compagni d'avventura che, però, si trovano dall'altra parte, a sigillare le Porte della Morte da cui Gea sta facendo tornare in vita il suo esercito di mostri. 

Jason, Leo, Piper, Haze e Nico devono fare la loro parte per aiutare Annabeth e Percy nell'impresa ma, come al solito, il tempo scorre velocemente e le difficoltà che incontrano sul loro cammino sono tante così come tanti sono i rischi connessi alla presenza di mostri al servizio di Gea.

Anche in questa missione i pericoli sono sempre dietro l'angolo per tutti e in più d'un caso si arriva a sfiorare la fine. L'autore oramai mi ha abitata a descrizioni minuziose in fatto di incontri-scontri ed ambientazioni fantastiche così come mi ha abituata a continui capovolgimenti di fronte.

Ciò che più mi piace di questa serie - e lo stesso posso dire della precedente - è che ognuno dei personaggi che Percy ha accanto ha una storia da raccontare e ad ogni capitolo si aggiungono dettagli che permettono di conoscere meglio i loro trascorsi ma anche il loro carattere, le loro caratteristiche, le loro fragilità.

Su tutto, domina l'amicizia che lega i vari personaggi. Ed è un'amicizia che ha per protagonisti anche dei personaggi secondari che, a rigor di logica, tutto dovrebbero essere meno che amici ma che - spesso a sorpresa - fanno il loro ingresso trionfale nelle more del racconto e cambiano le sorti dei nostri eroi.

Anche stavolta il finale è aperto, l'avventura non è finita e l'autore lo dice subito, prima ancora di iniziare con il primo capitolo quando si scusa per quello che definisce l'ultimo finale in sospeso, segno che stiamo per arrivare alla fine della serie. Io, intanto, mi sono procurata il volume successivo: quando un'avventura mi cattura non riesco a restare per molto tempo in sospeso, con un finale che invita ad andare avanti con la lettura.

Qualche tempo fa mi sono confrontata con altri lettori che hanno trovato ripetitive le storie narrate in serie troppo lunghe... bhè, in questo caso si parla sempre di missioni, di pericoli, di scontri ma ogni volta l'avventura è diversa, tanti - tantissimi - sono i personaggi che entrano in scena e io non mi sono mai annoiata tra queste pagine per cui per me il pericolo di ripetitività nella narrazione non si corre affatto. Poi, ovviamente, sono punti di vista e io rispetto anche quello altrui. Fatto sta che il volume 5, per quanto mi riguarda, è pronto sul comodino.

Anche in questo caso, come nei volumi precedenti, è presente un utilissimo glossario che consiglio di consultare ogni volta che si ha l'impressione di non riuscire a comprendere dei passaggi per via di termini desueti o, comunque, poco conosciuti.
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La casa di Ade. Eroi dell'Olimpo
Rick Riordan
Mondadori editore
574 pagine (copertina flessibile)
12.00 euro copertina flessibile, 17.00 euro copertina rigida, 6.99 Kindle

martedì 6 aprile 2021

L'anatra sposa (M. Ceroni)

 

La vita scorre senza troppi scossoni a Ghiarole, sulla riva del fiume Po, con i suoi ritmi, le sue abitudini, i suoi rituali. 

Anche la piena del fiume fa parte di quella routine pur portando ogni volta distruzione e lavoro necessario per riconquistare un minimo di normalità, per riappropriarsi dei proprio spazi e degli angolini di un'esistenza che appare sempre uguale a se stessa. Si apre così, proprio con i postumi della piena del fiume, il racconto della vita di un paese che sembra non riservare molte soprese che non vadano oltre uno spettacolo al teatrino o l'arrivo di una famiglia di fuori, una famiglia Milanese che ha acquistato una casa in paese. Piccole novità che si intrecciano con quella consuetudine che è propria dei paesi di provincia nei quali tutti sanno tutto di tutti.

Eppure, anche se tutti si conoscono, c'è una casina più isolata di altre nella quale l'esistenza sembra scorrere più lentamente che altrove e dalla quale tutti prendono discretamente le distanze. È la casa della Signora e delle sue due figlie: Alda, la figlia minore, dal carattere schivo, fiero e sicuro; Nevia, la figlia maggiore, una ragazza che ha un rapporto molto particolare con la vita, un po' svagata e rinchiusa nel suo mondo. In paese si pensa a quelle tre donne con compassione. Ognuna particolare a modo suo, ognuna abituata ad un'esistenza nella quale il rapporto con gli altri non è contemplato fatta esclusione per l'anziana Nene che frequenta abitualmente quella casa sfortunata.

L'autrice racconta con delicatezza, nel libro L'anatra sposa che ho letto in collaborazione con Thrillernord, la storia di una periferia dove le chiacchiere, i pettegolezzi arrivano prima di qualunque verità e possono fare male. 

Molto male. Ne sa qualche cosa Ermanno, l'Ermanno delle suore. Un uomo timorato di Dio che è al servizio del convento per piccole riparazioni ma anche di quanti, in paese, possano avere bisogno della sua abilità nell'aggiustare ciò che ha bisogno di essere aggiustato. Un santo, tale si considera. Non è un peccatore, Ermanno. È un uomo semplice, devoto, corretto e sincero eppure all'improvviso per lui le cose cambiano. Ermanno è un personaggio che mi ha intenerita ed è quello che maggiormente mi ha emozionata. Mi ha fatto pensare a quei meccanismi di paese che troppo spesso si innescano per un nonnulla con quella superficialità e quel pregiudizio che, nella maggior parte dei casi, portano fuori strada.

La vicenda che scombina le carte ha per protagonista, suo malgrado, Nevia: quella ragazza semplice che si trova ad affrontare una situazione della quale non comprende appieno la portata. 

È una storia nella quale c'è chi fa delle scelte che determinano alcuni particolari eventi, nella quale ci sono colpe non del tutto considerate come tali ma anche nella quale si ha tanta voglia di riscatto.

La scrittura è scorrevole, i personaggi ben delineati e le descrizioni degli ambienti efficaci. Ho seguito con una certa curiosità le varie vicende ma sono rimasta con l'idea, sul finale, di diversi sospesi. Diverse esistenze restano sospese lasciando quasi pensare alla possibilità che la storia possa proseguire, ad una sorta di finale aperto.
Chissà!
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L'anatra sposa
Marta Ceroni
Bompiani editore
200 pagine
16.15 euro copertina flessibile, 10.99 euro Kindle

mercoledì 31 marzo 2021

La signora dei funerali (M. Wickham)

Il suo obiettivo è chiaro: entrare nella vita di ricchi vedovi, conquistarli, spennarli e abbandonarli. In soldoni è questa la storia di Fleur Daxeny donna molto bella e di gran fascino pronta a tutto per arrivare al risultato che si è posta.

 
Donna senza scrupoli, vera professionista dell'imbroglio con i fiocchi. E nessuno se ne accorge fino a che lei non è lontana. Di solito.

Tutto quello che programma le riesce anche bene e ogni volta è pronta a voltare pagina senza troppi rimpianti. 

Fleur è un personaggio con il quale si rischia di entrare in conflitto fin da subito. Per me è stato così. Mi sono detta fin dalle prime pagine che fosse poco credibile come personaggio, che fossero troppo esagerati i suoi comportamenti, troppo facile che non venga mai scoperta da nessuno... poi, durante la lettura, mi sono resa conto che di truffatori in giro ce ne sono tanti e tanti sono anche donne. Se ne sentono dalle cronache quotidiane reali, perché non dovrebbe essere credibile un personaggio di un romanzo che si comportasse in quel modo? 

Ecco, dunque, che l'iniziale conflitto si è trasformato in un senso di disagio davanti ad una donna che possa comportarsi in quel modo. La sua capacità di conquistare non solo un uomo ma un'intera famiglia, in un momento così delicato come quello che segue alla perdita di una moglie, di una sorella, di una madre ben presto si rivela come un toccasana per tutti con la consapevolezza, da parte del lettore, che è tutto destinato a finire. Il vedovo di turno rinasce a nuova vita ed anche coloro che gli stanno attorno e che si rendono conto che esiste un presente con Fleur ma che un passato, senza di lei, è come se non fosse mai esistito. O, comunque, non è stato ciò che ognuno di loro ha creduto.

In una commedia degli equivoci, del detto non detto, dell'apparire a tutti i costi diversi da come non si è realmente ma anche nella quale il denaro domina su tutto, si toccano tematiche importanti come la mancanza di dialogo, l'importanza dei rapporti interpersonali che non si limitino alla partita di golf o all'aperitivo di sera, a quanto conti l'apparenza e cosa voglia dire, davvero, essere felice. 

Pensavo di avere tra le mani una storia leggera, che mi avrebbe anche fatto sorridere invece mi ha fatto prima innervosire, poi riflettere. Ho incontrato personaggi profondamente soli, la stessa Fleur lo è. Mi sono innervosita per alcuni comportamenti, ho gioito per delle piccole, grandi conquiste, ho odiato alcuni personaggi troppo superficiali per essere inseriti in un certo contesto e ho provato tanta, tanta tenerezza per i due adolescenti che compaiono improvvisamente l'uno nella vita dell'altro come se fosse una reciproca medicina.

Una è Zara, la figlia di Fleur. A soli 13 anni porta sulle spalle un vissuto che non ha niente a che fare con la spensieratezza della sua età ed è molto più matura di ciò che si potrebbe pensare. E' una ragazzina sola che non ha mai conosciuto suo padre e del quale non sa nemmeno il nome (per scelta della madre) e che è stata iscritta a 5 anni nelle migliori scuole che, però, l'hanno vista lontana anche dall'unico affetto rimastole, quello di sua madre. Magra, molto magra, troppo magra e perfettamente consapevole di avere una madre che fa quello che fa per una precisa scelta, Zara porta anch'essa un'aria di novità in una famiglia che già deve molto a sua madre in fatto di cambiamenti.

E poi Anthony. Adolescente di poco più grande di Zara, è figlio del vedovo di turno. Profondamente solo anche lui pur vivendo in una famiglia che non lesina attenzioni nei suoi confronti. Eppure... 

Sono tutte queste esistenze che si incrociano e che, seppur destinare a fare i conti con una grandissima delusione (fatta eccezione per Fleur che va dritta verso il suo obiettivo) potrebbero subire una decisa virata verso una direzione inaspettata.

Lieto fine? Mha... dipende dai punti di vista.
Ps: magari il nome dell'autrice, su due piedi, non dice molto ma se dicessi Sophie Kinsella renderei l'idea dello stile del racconto?
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La signora dei funerali
Madeleine Wickham
Mondadori editore
285 pagine
9.50 copertina rigida, 7.79 copertina flessibile, 6.99 Kindle

martedì 30 marzo 2021

L'amore che mi porta a te (C. Bruni)

Il romance non è un genere che amo. O meglio, leggo volentieri storie d'amore, ogni tanto, ma non quando sono superficiali, melense e che si basano esclusivamente (o quasi) su descrizioni di incontri intimi tra i protagonisti. 

Con L'amore che mi porta a te - primo volume della serie Le distanze dell'amore) mi sono trovata tra le mani una storia d'amore, è vero, ma anche una storia di paura, di sofferenza, di coraggio, di speranza. Vengono descritte scene intime ma in modo discreto e al momento giusto, peraltro con una scrittura scorrevole, ricca di dettagli dal punto di vista descrittivo e non banale.

Non ho problemi ad ammettere che si tratta di un romance di cui leggerei volentieri il seguito anche se la storia dei protagonisti può essere considerata autoconclusiva anche leggendo questo solo volume.

Quella raccontata è la storia di due anime tormentate che si incontrano. Accade tutto molto velocemente, a dire il vero: questa è la prima cosa che ho pensato. Come se fosse una favola destinata ad avere per forza un lieto fine, per come impostata. Mi è sembrato tutto troppo bello e troppo semplice per essere interessante, all'inizio. Poi, però, mi sono ricreduta perché sia Juliette che Damian - i due protagonisti principali - hanno una storia da raccontare che travalica il loro presente. Portano entrambi il peso di storie passate che, però, li hanno segnati profondamente sia dal punto di vista psicologico che fisico e  per entrambi non sono ancora capitoli definitivamente chiusi. 

Entrambi hanno subito delle violenze suppur in modi e per motivi differenti. E se, da una parte, lei è sempre vissuta nell'ombra di una famiglia che ha fatto di tutto per ridurre ai minimi termini la sua esistenza, dall'altra lui è stato vittima di un rapimento e di violenza inferta anche da una persona a lui vicina, molto vicina, che mai avrebbe immaginato potesse arrivare a tanto. Fin dall'inizio si comprende questa situazione sia a carico di lui che di lei ma solo strada facendo ne vengono svelati i dettagli e questo tiene alta l'attenzione del lettore anche oltre la mera storia d'amore. Questa cosa mi è piaciuta. I personaggi sono ben resi, con le loro caratteristiche, i loro punti di forza e le loro fragilità. 

In alcuni punti devo ammettere di aver ritrovato la stessa fretta che avevo notato all'inizio (come quando entra in scena Irene, una vecchia amica per Damian ma con delle mire ben precise su di lui) ed anche in questo caso mi è sembrato tutto troppo semplice ma ci può stare. 

Damian ha due fratelli con i quali divide la proprietà e la gestione del Paradise Resort di Miami e pian piano emergono anche dettagli della loro storia che, se non ho capito male, saranno poi ripresi nel volume successivo.

Ho trovato molto dolce il percorso di avvicinamento dei due protagonisti che vedono cadere, pian piano, le barriere che avevano innalzato contro il resto del mondo e l'uno trova giovamento nella presenza e nelle attenzioni dell'altro. Una favola... l'ho pensato davvero e come tale l'ho letto per cui non sono andata troppo per il sottile.. Ed anche se Juliette tutto può essere definita meno che una ragazza fortunata visto ciò che le ha riservato la vita, nell'incontrare Damian riscatta tutta la sofferenza che ha vissuto fino a pochi attimi prima dall'essere ritrovata, coperta di sangue e di lividi, nella stalla del resort che pian piano diventerà la sua casa.

Non manca qualche colpo di scena e, onestamente, sono curiosa di leggere il successivo. Difficilmente mi accade con un romance. Non è un libro perfetto, veloce e poco approfondito in alcuni punti, con rapide svolte in situazioni che nella realtà seguono, di solito, percorsi molto più complessi, ma godibile, 
leggibile e... che lascia addosso la curiosità per il prosieguo.

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L'amore che mi porta a te
Carmen Bruni
Amazon Publishing
315 pagine
9.99 euro copertina flessibile, Kindle Unlimited

Lachesis (F. Zaninoni)

Lavorare in un ospedale psichiatrico ed avere a che fare con pazienti letteralmente fuori di testa credo richieda un gran self control e tanta calma oltre ad un'adeguata preparazione dal punto di vista professionale. 

Se, poi, un dottore - una dottoressa nel nostro caso - ha un passato che torna a bussare alla porta della sua coscienza e un maniaco spunta alle sue costole, la situazione si complica. 

Nel libro Lachesis, letto in collaborazione con Thrillernord, Cassie White lavora al Greenlife General Hospital ed ha a che fare quotidianamente, assieme al suo staff, con persone con disturbi mentali. 

Dal giorno in cui viene ricoverata una nuova paziente che mostra palesemente di soffrire di Disturbo Dissociativo dell'Identità (DDI) la sua vita cambia e non in meglio. Da quel giorno qualcuno tenta di portare a galla un passato di cui Cassie vorrebbe tanto liberarsi ma che ancora allunga la sua ombra sulla sua coscienza. Ha perso un fratello e sente il peso della colpa. A tutto ciò si sommano concrete minacce di morte messe in atto da una mente malata che rischia di far impazzire anche lei, proprio come capita ai suoi pazienti. 

Rischia di perdere la testa, Cassie. E non solo dal punto di vista fisico visto che viene minacciata di morte in modo molto concreto, ma anche il suo equilibrio psicologico si dimostra, ogni giorno di più, più fragile che mai. Rischia di non essere creduta, di essere considerata lei stessa una pazza e, soprattutto, rischia di non avere più punti di riferimento visto che quella mente malata che la tortura psicologicamente riesce a seminare elementi che la fanno dubitare di tutto e di tutti.

Sa che la persona che la minaccia conosce il suo passato visto che emergono alcuni elementi che solo poche persone potrebbero conoscere. Sa anche che è una persona molto vicina al suo ambiente di lavoro per via delle situazioni che vengono a crearsi. Quello che non sa, fino in fondo, è di chi davvero fidarsi e chi, invece, si sta prendendo gioco di lei. 

Nel disegno di quella mente malata finiranno anche delle persone che pagano per colpe che non hanno. E il peso di quelle morti, di quelle violenze si riflette un giorno dopo l'altro nell'equilibrio mentale della dottoressa White.

La scrittura è molto incalzante. L'autrice conosce l'ambiente di cui parla o, per lo meno, rende molto bene scenari ed ambientazioni mediche. La scrittura è scorrevole e l'evoluzione degli eventi segue un ritmo molto alto tanto che, ad un certo punto, mi sono chiesta come si potesse arrivare ad una conclusione nelle poche pagine che mi restavano da leggere.

In effetti sul finale ho riscontrato qualche elemento che mi ha fatto un po' storcere il naso ma questo non pesa più di tanto sul piatto della bilancia che porterebbe a non consigliare un libro così. Anzi, lo consiglio a chi ama i thriller psicologici, a chi ama il ritmo ed il medical thriller.

Un aspetto che ho molto apprezzato è il fatto che l'autrice non abbia calcato la mano su un possibile risvolto romance della situazione lasciando spazio esclusivamente al thriller senza distrazioni. Quella della "deviazione romance"  è una possibilità che avrebbe potuto concretizzarsi senza troppa fatica visto che ce ne sarebbero state le condizioni: ho apprezzato la scelta dell'autrice, sotto questo aspetto. 

Ad un certo punto ho creduto di essermi fatta un'idea precisa di quale fosse la mano omicida ma l'intricata situazione mi impediva di avere elementi reali che deponessero a favore di tale idea. Non avevo elementi perchè... sbagliavo! Ed il finale mi ha comunque sorpresa anche se, ad esempio, avrei dato un po' più di credibilità alla dottoressa senza farla somigliare troppo ad un Rambo al femminile in una determinata circostanza... ma va bene così.

Quella di Federica Zainoni è una penna da tenere d'occhio, promette proprio bene se continua su questo filone.
Parere mio, ovviamente.
***
Lachesis
Federica Zaninoni
Kimerik editore
306 pagine
19.00 euro copertina flessibile - 6.29 Kindle

lunedì 29 marzo 2021

Volevo essere una gatta morta (C. Moscardelli)

Volevo essere una gatta morta è il libro d'esordio di Chiara Moscardelli. Un'autrice che ho avuto il piacere di conoscere e di apprezzare, di grande simpatia e persona empatica all'ennesima potenza. 

Chiara è una trentenne che racconta, non senza ironia, le vicende che l'hanno convinta ad aver sbagliato qualche cosa nei suoi atteggiamenti, nel suo modo di essere e di relazionarsi con il mondo. E' una ragazza un po' impacciata, la classica "capitano tutte a me", perennemente alla ricerca di un uomo che non arriva e con amici che fanno squadra con lei senza lesinare i loro consigli e le loro irriverenti considerazioni.

Il suo è uno status che non è lontano da tante ragazze che si sentono inadeguate in un mondo in cui è la bellezza che conta, è l'appeal, l'aspetto e l'atteggiamento. Il classico atteggiamento da gatta morta. Ciò che lei non è e che non riesce ad essere nemmeno sforzandosi.

Ecco, dunque, che il lettore si trova a sorridere delle sue disavventure anche quando, a dire il vero, ci sarebbe poco da ridere, soprattutto secondo il suo punto di vista.

Lo stile della Moscardelli è scorrevole e diretto, per una lettura di intrattenimento che avevo già apprezzato nella prima avventura di Teresa Papavero ma che, in questo libro di esordio, appare molto autobiografico. E' Chiara la protagonista e, suo malgrado, la sua esistenza è piena di situazioni imbarazzanti che contribuiscono a renderla sempre più impacciata e sempre più lontana dalla gatta morta di turno. Su tutto spicca l'amicizia che è arrivata quasi in modo inaspettato ma che non la molla. La sua ristretta cerchia d'amici è anch'essa pittoresca e, nel complesso, viene dipinto un quadro di normalità ai limiti della commedia quotidiana. Chiara sa che sui suoi amici può contare, sempre. Sugli uomini, invece, intesi come compagni di vita o, più semplicemente, compagni d'una notte qualche dubbio ce l'ha, e a motivo.

Sono arrivata un po' tardi a leggere questo libro ma evidentemente era questo il momento giusto: avevo bisogno di un po' di leggerezza, di prendermi una pausa da tematiche più impegnative (non che il disagio di una giovane donna single a trent'anni non possa essere impegnativo, non dico questo, ma lo stile di scrittura ha reso tutto molto scorrevole, anche nei momenti in cui ci si sarebbe potuti benissimo lasciare andare alla disperazione) e questo libro che era nel mio Kindle da un po' era lì a farmi l'occhiolino. Il libro giusto nel momento giusto.
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Volevo essere una gatta morta
Chiara Moscardelli
Giunti Editore
224 pagine
8.90 euro copertina flessibile - Kindle Unlimited