lunedì 16 settembre 2019

Felicità per umani (P.Z. Reizin)

Nel leggere le primissime pagine di Felicità per umani ho subito pensato al film War Games: correva l'anno 1983 e si ipotizzava un mondo in cui le macchine iniziassero ad acquistare autonomia al punto tale da sfiorare una guerra mondiale, per loro iniziativa.

Siamo un bel po' di anni dopo e la storia raccontata da Reizin parte dallo stesso presupposto: IA - intelligenze artificiali - create dall'uomo, diventano talmente autonome da riuscire a vagare nella rete ed arrivare addirittura ad interrogarsi su sentimenti, gusti ed emozioni. IA che controllano la vita umana e che ne influenzano l'evoluzione al punto tale da creare situazioni che, senza interferenze di questo tipo, probabilmente non si sarebbero mai verificate.

E' quello che succede a Iari e Iaia: due algoritmi che vagano nella rete, spiano vite, si intromettono in un modo o nell'altro per modificare gli eventi. Lo fanno a fin di bene, questo è i loro intento, ma quando subentra una terza IA che viene messa in circolazione dai programmatori allo scopo di riportare ordine, la situazione cambia.

A farne le spese, o comunque, a subire le conseguenze del comportamento di Iari e Iaia, sono due umani in cerca della felicità: Jen e Tom.
Si incontrano - non certo per caso - si innamorano ma vivono una storia molto particolare.

Non è un romanzo rosa punto e basta. Si parla di amore, è vero, ma l'autore offre diversi spunti per riflettere sul rapporto tra uomo e macchine, su dove si potrebbe arrivare e su quanto gli eventi possano sfuggire di mano.

Secondo il mio parere l'autore si dilunga troppo in diverse situazioni rendendo la narrazione più lenta e a tratti noiosa soprattutto nella seconda parte. I personaggi principali, Jen e Tom, sembrano vivere in una bolla di sapone e a tratti ho trovato assurde alcune situazioni. Sono personaggi che restano piatti, che non acquistano spessore nel corso della storia. E il ruolo degli algoritmi ad un certo punto troppo pesante. Credo che l'autore avrebbe perfettamente reso l'idea anche senza calcare troppo la mano. Se penso, poi, a come la situazione si risolve mi domando: non lo si poteva fare prima ed evitare tante complicazioni?


Onestamente mi sarebbe piaciuto approfondire maggiormente l'aspetto che riguarda il rapporto tra Tom e suo figlio. Un ragazzo particolare che sembra quasi comparire per sbaglio in una storia in cui gli viene riservare poco spazio e senza una particolare incisività. Verso la fine ha anche un ruolo importante ma sembra quasi una macchia scura su un foglio bianco più che un personaggio in un certo qual modo determinante ai fini degli sviluppi della storia. Ho avuto questa impressione e mi sarebbe piaciuto che avesse maggiore rilevanza, che venisse approfondito un po' di più come personaggio.

Non è un libro che rileggerei. Lo consiglio a chi fosse alla ricerca di una lettura leggera che offra qualche spunto di riflessione, anche divertente, ma senza troppe aspettative. Sono più di 500 pagine ma non ha niente a che vedere con letture di pari pagine ma decisamente più impegnative e strutturate che ho letto di recente.
***
Felicità per umani
P. Z. Reizin
Rizzoli Editore
506 pagine
20.00 euro

mercoledì 11 settembre 2019

The hunger - Affamati (A. Katsu)

Ho letto il libro The hunger - Affamati senza troppe aspettative.
Immaginavo storie di zombie o di vampiri (magari sarebbe stato diverso, il titolo... assetati?) e mi sono trovata davanti alla rivisitazione di una storia realmente accaduta - l'ho capito leggendo i ringraziamenti finali visto che non avevo letto ne' la trama ne' recensioni prima di prenderlo tra le mani - rispetto alla quale l'autrice si è presa qualche libertà ma nella quale non sono comparsi ne' gli uni ne' gli altri.

Il fatto che si sia voluto in qualche modo romanzare un tragico episodio costato realmente la vita a tante persone non mi ha disturbata più di tanto. L'autrice ha scelto di calcare la mano sull'aspetto più tragico di una spedizione di pionieri nel West realmente esistita nell'inverno a cavallo tra il 1846 ed il 1847: la fame, il freddo, la disperazione, la lotta per la sopravvivenza. 
Ci può stare, alla fine, in un racconto che non vuole essere propriamente un reportage o un racconto storico.

Quello che mi ha mandata letteralmente nel pallone è stato, invece, il gran numero di personaggi, anche con nomi non semplici da ricordare, e che mi ha davvero messa in confusione. Ad un certo punto ho cercato di tracciare dei legami tra le persone, di fare mente locale su chi fosse l'uno o l'altro ma ci ho rinunciato perchè, oggettivamente, mi sono un tantino persa. La scelta obbligata, a quel punto, era tra due opzioni: andare avanti senza andare troppo per il sottile sui personaggi oppure tornare indietro e rileggere tutto con calma, magari anche prendendo appunti. Ho scelto la prima opzione perchè, soprattutto tenendo conto che si tratta di un genere che non è propriamente nelle mie corde, non mi andava di perdere altro tempo.

Ho cercato di andare avanti cercando di focalizzare l'attenzione su alcuni personaggi, quelli che mi sono sembrati personaggi chiave, per non perdermi del tutto.

Così, ho conosciuto la storia di persone che, nel tentativo di andare verso un futuro migliore, si sono trovate a vivere un'esperienza terribile, devastante, in mezzo alla neve, con provviste scarse, con una minaccia perenne da parte di misteriosi esseri affamati di carne umana.
Non mostri, non zombie, non uomini: una via di mezzo. 

La fame, le forti nevicate e una strana malattia che devasta gli uomini e li trasforma in mostri proprio come la rabbia agisce sui cani rendendoli violenti e assetati di sangue: questi sono gli elementi che caratterizzano la storia che, tutto sommato, pur nelle parti in cui l'autrice ha calcato maggiormente la mano, funziona. Peccato per la confusione dovuta ai tanti personaggi.

Ho individuato, comunque, i due personaggi a mio giudizio più interessanti.
Tamsen Donner: una donna (e il nome non mi ha fatto pensare di certo ad una donna all'inizio) che ha un ruolo dominante in tutta la storia. Anche se viene in qualche modo dipinta come una che non vede l'ora di sgattaiolare fuori dal letto matrimoniale (di un matrimonio voluto non certo per amore) a ben guardare resta accanto alla sua famiglia e a suo marito fino alla fine. Fa di tutto per aiutare la propria famiglia a sopravvivere. 

E poi c'è Stanton: un uomo enigmatico, dal passato burrascoso che, pure, avrà un ruolo importante all'interno del gruppo proprio come Tamsen che, oltre ad essere una madre pronta a difendere le persone che ama, ha anche un dono particolare (se vogliamo chiamarlo così) e sente in modo chiaro ciò che gli altri nemmeno immaginano.

Li ho apprezzati solo verso la fine, nel momento in cui ho conosciuto la loro storia grazie a dei flashback sul loro passato: consiglio di fare attenzione alle date che vengono riportate all'inizio dei capitoli... è importante, per non essere tratti in inganno e arrivare a confondersi anche sulle vicende oltre che sui nomi.

Non è un libro che rileggerei, su questo non ho dubbi. 
Mi ha fatto venire un po' di mal di testa con tutti quei nomi ma è comunque ben scritto. Buone le intenzioni seppur ci sia qualche cosa da migliorare, da semplificare nella trama che, comunque, funziona. Soprattutto perchè, di base, è una storia vera e per questo - a parte qualche aspetto un tantino sopra le righe - piuttosto credibile.
*** 
The hunger. Affamati
Alma Katsu
Newton Compton Editore
379 pagine
Kindle Unlimited

venerdì 6 settembre 2019

La luce sugli oceani (M.L.Stedman) - Venerdì del libro

La luce sugli oceani è uno di quei libri che riservano delle sorprese al lettore. 
Uno di quei libri che magari possono apparire lenti all'inizio ma che, poi, dimostrano che la narrazione non è stata affatto casuale anche quando si poteva pensare il contrario.

Stedman racconta una storia d'amore. 
O meglio, racconta tante storie d'amore che si sommano, si intrecciano, cercano di farsi spazio.

Tom è il guardiano del faro. Isabel è sua moglie.
Vivono da soli su un'isola che è diventata il loro mondo e non sentono il bisogno di tornare alla vita precedente, alla terraferma, alla vicinanza con le rispettive famiglie. Manca solo un figlio. Quel figlio che tanto hanno voluto ma che, più d'una volta, è arrivato ma se n'è andato lasciando un grande vuoto soprattutto in lei, in Isabel.

Nel momento in cui vedono avvicinarsi una barca e sentono il flebile vagito di un bambino, o meglio di una bambina, la vita al faro cambia per la coppia.
Isabel non ha dubbi: è un segno del Signore. Colui che toglie e che dà, dopo aver tanto tolto alla giovane coppia ora ha deciso di dare una splendida bambina.
Tom è dibattuto tra l'amore per la moglie, la voglia di famiglia e il senso di responsabilità che lo spinge ad annotare nel registro del faro quanto accaduto. La bambina non era sola nella barca: un uomo, con lei. Un cadavere. Quello di suo padre, pensano Tom e Isabel.
Deducono che la bambina sia sola al mondo e trovano giusto tenerla e farla passare per quel figlio che, dopo altri due in precedenza, è morto appena nato.

A cosa può portare tutto ciò?

La storia non mi è sembrata affatto male fin dall'inizio ma ho subito avuto l'impressione che la narrazione avrebbe tenuto un passo piuttosto lento. Vengono raccontati tanti dettagli - a volte con descrizioni minuziose che nulla sembrano dare alla storia se non allungare l'attesa del lettore che attende una svolta - e questo mi ha un pochino rallentata nella lettura.

Poi, però, arriva la svolta. Arriva l'accelerazione la curiosità per arrivare ad una fine che si fa fatica ad immaginare perchè dolorosa, qualunque essa possa essere.

Eh sì, perchè ad una vita felice grazie all'arrivo, in un modo così inaspettato, di un piccolo angelo con i riccioli biondi, si somma la voce di una coscienza che inizia a bussare alle orecchie ed al cuore di quel guardiano del faro che non ce la fa più a tacere, a vivere la sua felicità sapendo che per essa è stata sacrificata quella di qualcun altro: di un'altra madre.

Ciò che più mi è piaciuto di questo libro è stata l'abilità dell'autrice di far affezionare il lettore ad un personaggio e di farlo arrivare a comprendere le sue ragioni per poi scompigliare le carte e proporne un altro, di personaggio, in maniera altrettanto forte ed incisiva tanto da insinuare qualche dubbio in chi legge, soprattutto quando le ragioni dell'uno sono uguali e contrarie a quelle dell'altro.
Brava, in questo molto brava.

Il lettore arriva ad interrogarsi su fino a che punto ci si possa spingere quando si è mossi dalla convinzione di agire per il bene altrui, dove sia il limite tra la propria felicità e quella degli altri, su cosa sia giusto e cosa non lo sia. Ci si chiede fino a che punto ci si possa spingere nel compiere una scelta d'amore... quanto possa essere giusta una scelta che, comunque, cambia la vita di qualcuno senza che questo qualcuno possa avere voce in capitolo...

E' un libro emozionante, che fa riflettere sulla fragilità umana, sulla ricerca della felicità, sul dolore che la felicità altrui può provocare... Un gran bel libro. Sono contenta di averlo letto anche se, non posso negarlo, non credevo che la lettura sarebbe proceduta con i ritmi che invece ho rispettato. Credevo di ingranare subito la storia e che le pagine sarebbero volate vai in fretta invece non è stato così. E' una storia della quale non ci si può perdere nemmeno un dettaglio per sentirla veramente, per mettersi nei panni di quei personaggi, per sentire il dolore, la sofferenza, la gioia che trapela dalle pagine.

Con questa lettura torno a partecipare, dopo un periodo di assenza, al Venerdì del libro di oggi consigliando caldamente la storia di Tom, di Isabel e della loro bambina.

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La luce sugli oceani
M.L. Stedman 
Garzanti Editore
360 pagine
9.90 euro

giovedì 29 agosto 2019

Aspirante fata (S. Kinsella)

Dopo aver conosciuto Ella e la sua famiglia ho letto anche il secondo volume della serie che Sophie Kinsella ha scritto per le lettrici più giovani: Aspirante Fata.
Ella è una bambina che sa che un giorno - quando sarà più grande - diventerà una fata. E' una caratteristica di tutte le donne di famiglia quella di essere, da adulte, delle fate e toccherà anche a lei.
Intanto, in attesa di crescere, la sua quotidianità è fatta di avventure strampalate che hanno per protagonista la ragazzina e sua madre, Fata Mammetta, che è un fata un po' distratta e sempre pronta a combinare un sacco di guai. 

Così è stato nel primo volume, così è anche stavolta.

Questa volta ho trovato le storie davvero molto elementari, più di quanto non lo fossero nel primo volume: forse l'autrice ha dato per scontato che chi si fosse trovato a leggere il volume n. 2 avesse già tutti gli elementi in mano per riconoscere i personaggi o, semplicemente, il primo volume ha funzionato di più.
Fatto sta che, pur non disprezzando letture per ragazzi, che di tanto in tanto mi concedo anche per staccare con letture più impegnative e più pesanti, stavolta mi sono sembrati episodi scritti in modo semplice - forse troppo - ma anche così inverosimili da far storcere il naso anche agli amanti della magia. 

Che sia alle prese con una scimmia scherzosa o con un armadio magico, è sempre la mamma che crea pasticci ed Ella che corre ai ripari. Che ci sia di mezzo una valanga di gelato o un'altra (perchè anche nel primo volume si parlava di lei) festa di compleanno da organizzare, il copione è sempre lo stesso e, alla lunga, trovo che diventi un tantino ripetitivo.
Ok, Ella sta facendo pratica per diventare fata e dimostra di sapere il fatto suo ma mi aspettavo una crescita, anche se minima, dei personaggi. 

Apprezzabile, come nel primo volume, la copertina rigida e le pagine finali con dei giochini per i giovani lettori ma nel complesso mi aspettavo qualche cosa di più. 
Se penso che ci ho speso pure 12.90 euro per comprarlo mi dispiace un po'. Mi aspettavo davvero qualcosa di più del primo volume che, se può essere gradevole perchè permette di conoscere personaggi e storie nuove, poi però rappresenta pur sempre un precedente per i volumi successivi.
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Aspirante Fata
Sophie Kinsella
Mondadori Editore
165 pagine
12.90 euro

giovedì 22 agosto 2019

Magica amicizia (A. Bouchard)

Nei miei ultimi giorni di ferie al mare mi sono concessa una pausa - dopo un libro piuttosto importante - con alcune storie per ragazzi. Tra queste rientra Magica Amicizia che ho letto in e-book facendo prendere al lettore anche un po' di sabbia!

E' un libro di Andrea Bouchard che contiene anche delle illustrazioni che mi sono piaciute (non so dire se siano a colori oppure no, io ho il Kindle in bianco e nero) ma sono graziose e completano la storia.

I protagonisti sono quattro bambini nati tutti nello stesso giorno e depositari di alcune caratteristiche che li accomunano più di quanto essi stessi possano pensare.
Pandora è una bambina dolce tanto da profumare di crema al limone. Con un sorriso riesce a trasformare un sasso in un cioccolatino e riesce a far comparire dal nulla delle succulente torte.
Musli ama gli animali con i quali comunica in modo straordinariamente efficace.
Mobli ama le invenzioni e ne sa sempre una più degli altri tanto da riuscire anche ad entrare in contatto - non si sa bene come - con gli oggetti che lo circondano.
Viola ha un rapporto speciale con la natura: vive in una casa sull'albero e si arrampica con sorprendente velocità e abilità.  

Nel momento in cui i quattro bambini si incontrano, tutti nel giorno del rispettivo compleanno, la loro vita cambia: entra in scena un pericoloso criminale che rapisce bambini, hanno a che fare con un mistero da risolvere ed una soluzione da trovare ma, soprattutto, hanno un legame d'amicizia da difendere e preservare, così quello che costi.

Così, ognuno mette in campo il suo talento per riuscire a salvare parecchi bambini rapiti dal cattivone di turno e, tra di essi, anche due di loro (ma lasciamo il dubbio sui loro nomi, giusto per non svelare tutto).

Onestamente, seppur ben scritto, ho trovato la storia molto semplice anche se carica di fantasia e di un pizzico di magia. Se questo può essere, da una parte, un pregio per i lettori più giovani, può essere un difetto per i giovani lettori più incalliti in quanto potrebbe risultare prevedibile ed anche un tantino monotona. 
Quelli che vorrebbero essere colpi di scena non lo sono poi così tanto e tutto scivola via in modo avventuroso, è vero, ma estremamente semplice ed anche un tantino prevedibile.
E' classificato come libro per ragazzi ma credo che sarebbe stato opportuno indicare un'età di lettura non troppo alta: ho letto libri per ragazzi di ben altro stampo e capaci di tenere incollato alle pagine anche un lettore maturo. Mettere un'età per la quale il libro è consigliato - o magari c'è ma io non mi ci sono imbattuta? Bho, non mi sembra - darebbe qualche indicazione in più per chi lo volesse leggere.
 
Se lo proponessi a mia figlia, che ha 14 anni, lo rispedirebbe al mittente senza troppi complimenti.
***
Magica amicizia
Andrea Bouchard
Salani Editore
183 pagine
5.99 euro in e-book

martedì 20 agosto 2019

Un compleanno fantastrofico (A. Strada)

Una storia semplice, adatta ai lettori più giovani, ma che contiene un importante messaggio: non cercare mai di essere diversi da ciò che si è per farsi accettare dagli altri.

Teresa è una bambina che non ha mai avuto una festa di compleanno perchè la sua famiglia ha sempre ritenuto che una festa del genere fosse troppo comune. Ora, alle soglie dei suoi nove anni, punta i piedi: vuole una festa di compleanno come tutti gli altri bambini suoi coetanei. 

La sua non è una famiglia come tutte le altre: ognuno dei suoi membri è un tantino particolare (come la zia che fa la cartomante, la mamma che è una frana in cucina e tutti gli altri): sarà davvero una buona idea invitare i suoi compagni di classe? Coloro che - tranne il suo amico del cuore - la guardano sempre un po' di traverso perchè considerata strana? 
Ma si... proviamoci! E festa sia.

Ognuno cercherà di fare la sua parte, in alcuni casi andando anche contro la propria natura (prima tra tutte, la mamma che preparerà un torta!!!) pur di accontentare Teresa ma ci sono tutte le premesse affinchè la festa si riveli un vero distastro.

Teresa ce la mette tutta e cerca di attirare i suoi compagni di classe (piuttosto scettici, a dire il vero) promettendo una festa mirabolante e grandi attrazioni. Non è tanto per lei che i suoi compagni accettano quanto per le promesse che sembrano tali da offrire uno spettacolo davvero unico.

Ma non è semplice mantenere promesse che, già in partenza, sono quasi impossibili come coinvolgere gli animali di casa in mirabolanti performances... e ben presto ogni magagna verrà scoperta da tutti.

Delusione? Non proprio... perchè se ognuno recupera il suo reale modo di essere e lo offre agli altri con sincerità, le cose possono cambiare!

In questo libro si parla di famiglia, di amicizia, di originalità. Non lo si fa in modo approfondito, non c'è da aspettarsi che i personaggi vengano delinati in modo approfondito ma è una lettura gradevole per ragazzini che vogliano conoscere una storia divertent ma che abbia anche qualche cosa da dire e da trasmettere.

Ho molto apprezzato l'uso della font leggimi, appositamente studiata per chi ha difficoltà di lettura e in particolare per chi ha problemi di dislessia così come l'utilizzo di una spaziatura più ampia del normale per favorire la lettura. Inoltre, il testo è sempre allineato a sinistra e le parole non vengono mai sillabate così come le illustrazioni non interrompono le righe del testo.
Buona, ottima cosa, per favorire la lettura anche per chi avesse delle difficoltà.
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Un compleanno fantastrofico
Annalisa Strada
Piemme (collana Il battello a vapore)
154 pagine
9.00 euro

domenica 18 agosto 2019

Shining (S. King)

Non si può certo dire che sia una lettura da ombrellone, non tanto per i contenuti - che pure sono particolari - quanto per la mole del volume che arriva quasi a 600 pagine. Io, però, Shining di Stephen King ce l'ho fatto diventare visto che l'ho portato con costanza con me al mare in questi giorni nonostante la sdraio da scaricare, l'ombrellone, le due seggioline, la borsa con gli asciugamani, il frigo, i giochi e tutto il resto.

Si tratta di un famosissimo romanzo di King - non serve che lo dica io! - dal quale è stato tratto anche un film - che non ho visto - e credo che la trama sia nota a tutti o, se non altro, a molti.

L'Overlook è un hotel che si trova sulle montagne del Colorado. E' un luogo isolato - si trova a 65 chilometri dal più vicino centro abitato - ed è un posto inquietante, misterioso ed attorno al quale circolano voci molto particolari che assumeranno sempre più concretezza con l'evolversi della storia.

Jack Torrence, dopo essere stato allontanato dal suo lavoro di insegnante per avere aggredito uno studente, accetta l'incarico di custode all'Overlook dove si trasferisce per l'inverno - periodo in cui la struttura è chiusa - assieme a sua moglie e suo figlio Danny di cinque anni.

Danny non è un bambino come tutti: possiede un dono, l'aura, che gli permette di percepire ciò che altri non riescono nemmeno lontanamente ad immaginare, di vedere fatti accaduti o che accadranno in futuro. E non è il solo: prima che tutti i dipendenti dell'hotel se ne vadano dopo aver concluso il loro periodo lavorativo, Danny incontra Dick Hallorann, cuoco afroamericano dell'hotel - e i due si riconoscono in quanto hanno lo stesso dono anche se, per stessa ammissione di quest'ultimo, Danny brilla molto più di qualunque altra persona nelle loro stesse codizioni abbia mai incontrato. Il dono del ragazzino è molto potente, più potente di quanto Dick non abbia avuto modo di rilevare in tutte le altre persone come loro che ha incontrato.

Il compito di Jack, in particolare, è quello di tenere sotto controllo la caldaia dell'albergo che potrebbe avere degli sbalzi di temperatura e provocare tragiche conseuenze. Sarà proprio vivendo giorno dopo giorno nell'Overlook che qualche cosa cambierà Jack fino a farlo sconfinare nella pazzia.

Ex alcolizzato, l'uomo è riuscito a tenersi lontano dall'alcol fino a riacquisire quell'equilibrio che ora lo ha portato a riallacciare i rapporti con sua moglie e suo figlio. Ma nell'Overlook tutto ciò viene nuovamente rimesso in discussione fino a rendere quell'uomo un pericolo.

Non dico altro. Non credo che serva.
Mi limito ad alcune considerazioni.
La storia - un thriller ad alta tensione nel quale King non rinuncia al soprannaturale - è strutturata in modo tale da fornire moltissime informazioni al lettore. La personalità dei personaggi, in particolare di Jack, viene resa alla perfezione con dovizia di particolari. E' un uomo fragile che ha anche avuto degli atteggiamenti violenti nei confronti di una famiglia con la quale ora è alla ricerca di una nuova serenità. La sua fragilità è palpabile e il contatto con l'hotel maledetto lo metterà a dura, durissima prova.

King indaga nella realtà dell'alcolismo e dei rapporti familiari, guarda a fondo nell'anima dei protagonisti ed oltre a mettere nelle mani del lettore una storia ad alta tensione, che lascia con il fiato sospeso fino all'ultima parola (soprattutto chi, come me, non ha visto il film) consegna anche dei personaggi che offrono più di un motivo per farsi amare ma anche odiare, in diversa misura l'uno dall'altro. Non lesina dettagli, descrizioni, riferimenti, ricordi per dare vita ad un romanzo ricco e articolato senza mai scadere nel banale perchè ogni elemento fornisce al lettore una tessera utile per meglio comprendere la storia.

Io ho odiato profondamente la moglie di Jack quando non è stata capace di reagire alla violenza compiuta da suo marito nei confronti di suo figlio in epoca non sospetta, quando ancora l'Overlook non era nei piani. Nella stessa misura, ho apprezzato il suo ruolo nella parte finale del libro quando ha lottato con le unghie e con i denti per difendere il ragazzino. 

Ho anche provato compassione per un Jack Torrence incapace di controllare il male che si è impossessato di lui e trovo che in questo vada riconosciuta una grande abilità all'autore: far emergere il lato umano di colui che diventa un mostro, in preda ad una forza che non riesce a controllare. 

Un mostro, ecco cosa diventa Jack, ma suo figlio riesce perfettamente a comprendere che quell'essere non è suo padre... e a scorgere umanità in quegli occhi nel momento in cui la cosa si allontana - anche solo per pochi attimi - da lui. Ecco, ho molto apprezzato questa capacità di King: non crea personaggi cattivi ma li rende vittime di qualche cosa di cattivo salvaguardando, comunque, il loro lato umano e amorevole che fa fatica a lottare ed emergere rispetto al male che ha più forza. E' come se volesse dire che non c'è uomo cattivo al mondo ma ci sono vittime della cattiveria e del male che si impossessano di loro.

Finale ad altissima tensione, letto con fatica in alcuni punti (probabilmente per via della scarsa concentrazione in alcuni momenti, sotto l'ombrellone) ma comunque gran ben libro.
***
Shining
Stephen King
Bompiani Editore
588 pagine
14.00 euro