lunedì 26 luglio 2021

Trilogia di New York (P. Auster)

  

Città di vetro, Fantasmi e La stanza chiusa

Questi i tre romanzi raccolti ne La trilogia di New York di Paul Auster, pubblicati tra il 1985 e il 1987. 

Ho preso tra le mani questo libro senza sapere cosa aspettarmi. E devo ammettere di essere rimasta spiazzata, soprattutto nei primi due racconti. Anzi, nel secondo ancor più di quanto non lo sia stata con il primo.

Città di vetro. L’autore di romanzi polizieschi Daniel Quinn riceve una telefonata nel cuore della notte e si trova immischiato in un caso che non era destinato a lui. L’interlocutore è alla ricerca di Paul Auster, un detective privato a cui affidare un incarico delicato. Quinn decide di accettare pur nella consapevolezza di non essere la persona giusta. Inizia così un’avventura che a me, onestamente, è sembrata un po’ confusa con persone che sembrano sdoppiarsi, identità che si accavallano, situazioni illusorie, pedinamenti ed indagini che sembrano non portare da nessuna parte.

Fantasmi. Questo secondo breve romanzo della trilogia mi è sembrato ancora più confuso ed irreale. Stavolta ad indagare è Blue, un detective di professione che ben presto finirà per identificarsi nell’uomo su cui sta indagando creando una situazione che sfugge al controllo, per lo meno questa è stata la sensazione che ho avuto io.

La stanza chiusa è il terzo romanzo della trilogia ed è quello che mi ha appassionata di più. Mi è sembrato più lineare, pur nella sua assurdità, e alla fine si scopre anche quel fil rouge che lo lega agli altri due racconti con punti di contatto e similitudini. Il protagonista, di cui non è dato sapere il nome, di fatto perde la sua identità infilandosi nell’esistenza di un altro, vivendo la sua vita e facendo scelte che consolideranno ciò che lui ritiene giusto proteggere sopra tutto: quella vita che ha creato sovrapponendosi alla vita di un altro, costretto a farlo perché chiamato in causa e non certo per la propria volontà.

Su tutto domina una New York nella quale perdersi. Non solo fisicamente – che pure può accadere tra i tanti vicoli e le tante zone – quanto dal punto di vista umano, personale, smarrendo la propria identità, perdendo pezzi della propria anima, lasciandosi sfuggire di mano le rispettive esistenze per abbracciarne altre in modo più o meno rischioso.

Si tratta di tre detective-stories che possono essere lette separatamente in quanto autoconclusive ma che hanno un legame l’una con le altre e lo si scopre, appunto, arrivati al terzo racconto.

In sostanza le tre storie sono una storia sola, ma ognuna rappresenta un mio diverso stadio della consapevolezza di essa.

Se lo consiglio? Bhè... posso dire che non lo rileggerei, questo sì. E lo consiglio a chi voglia sperimentare una lettura particolare e che, magari, sappia apprezzarne lo stile più di quanto non sia riuscita a fare io.
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Trilogia di New York (Città di vetro, Fantasmi, La stanza chiusa)
Paul Auster
Einaudi Editore
316 pagine
12.50 copertina flessibile, 6.99 Kindle 

mercoledì 21 luglio 2021

Assassinio a Pedra Manna. Le indagini del tenente Roversi vol. 5 (G. Zucca)

Il tenente Roversi sta per legare a doppio filo la sua vita a quella terra che lo ha adottato dal punto di vista lavorativo e che ha tutte le carte in regola per legarlo anche sul lato personale. Terra affascinante e misteriosa, la Sardegna ha tante frecce al suo arco per conquistarlo definitivamente ed una di queste risponde al nome di Caterina.

Giorgio Roversi, bolognese d'origine, fanatico della scorza di cioccolato e di Tex Willer, è arrivato in Sardegna per motivi disciplinari che, arrivato alla sua quinta avventura, sono oramai lontani e relegati nei meandri più lontani della memoria.

Ora c'è il cuore che lo chiama a mettere radici, non senza qualche intoppo che, per un carabiniere dell'epoca, potrebbe rappresentare un grande problema. Ecco, dunque, che si apre un primo filone d'indagine, quello che lo porterà a fare luce assieme a due collaboratori d'eccezione sui legami familiari dalla sua amata portando a galla scelte remote tenute nascoste per un buon fine.

Ma l'indagine vera e propria porterà il lettore a scoprire una Sardegna misteriosa facendo un salto indietro nel tempo fino a risalire alla storia raccontata da reperti archeologici di epoca nuragica. Perché proprio attorno al ritrovamento di un reperto archeologico si snoda una storia che metterà sul piatto della bilancia un paio di vittime, una squadra investigativa molto sui generis ma oramai consolidata accanto a Roversi e un assassino pronto a tutto. 

Anche questa volta lo stile narrativo è lineare e partecipativo per il lettore che, grazie ai tanti discorsi e alle tante congetture che Roversi condivide con don Luigi Gualandi - che fu il primo ad accogliere con calore il tenente in Sardegna al suo arrivo, gettando le basi per un grande e fraterno rapporto d'amicizia prima che di collaborazione a tutto tondo - segue le indagini anche quando i pensieri le portano lontano dalla verità.

Anche stavolta la Sardegna è la grande protagonista di un racconto che coinvolge piacevolmente e affascina grazie ai suoi luoghi, alle sue tradizioni, al calore di una terra che rappresenta il valore aggiunto del romanzo.
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Assassinio a Pedra Manna. Le indagini del tenente Roversi vol. 5
Gavino Zucca
Newton&Compton editori
352 pagine
9.90 copertina flessibile, 0.99 Kindle

domenica 18 luglio 2021

Retorica. L'arte di saper convincere (R. Morelli)

 
 
Comunicazione persuasiva per parlare meglio, esprimersi senza timore e persuadere con le parole.

Solitamente nel mio lavoro mi occupo di comunicazione scritta, non parlata ma aiuto gli altri ad essere persuasivi, convincenti mettendo a punto testi efficaci che poi, però, spetta a loro trasmettere. Per migliorare le mi conoscenze e, di conseguenze, lavorare meglio, ho letto il libro Retorica. L'arte di saper convincere. 

L'ho fatto per pura curiosità più che per necessità e devo dire che, pur non contenendo chissà quale verità sconosciuta e pur ribadendo concetti che sono già noti, aiuta a mettere in ordine le idee e ad operare in modo più metodico.

Si parte da un presupposto che non è poi così scontato: ogni volta che si parla con qualcuno in un certo senso si vende se stessi. Quantomeno, si vende la propria idea. C'è la necessità di arrivare all'interlocutore affinchè "compri" (faccia proprio) ciò che si sta vendendo (trasmettendo). Ecco dunque che imparare ad essere persuasivi non è un'arte che compete solo coloro che si occupano di marketing, di politica o che abitualmente salgono su un palco e parlano davanti ad un pubblico ma può essere utile a tutti, nella vita di ogni giorno.

Ognuno ha un pubblico, grande o ridotto che sia, ogni volta  che esprime un pensiero. Farlo in modo corretto ed efficace permette di raggiungere in modo più rapido l'obiettivo che ci si è posto.

Partendo da tale consapevolezza l'autore aiuta a migliorarsi con delle precise tecniche che permettono di  esporre il proprio pensiero in modo efficace. 

Allenare la memoria per essere più sciolti nel discorso, usare delle immagini, far attenzione al linguaggio del corpo, al tono di voce, all'attenzione per ciò che dice l'altro interlocutore ma anche a catturare il pubblico con lo sguardo, con le pause adatte, con accelerazioni e rallentamenti: sono tanti gli accorgimenti, più o meno scontati, che vengono suggeriti dopo aver fatto un'introduzione iniziale su ciò che si intende per retorica, anche con richiami di carattere storico.

Per mio uso personale ho declinato i vari suggerimenti in modo tale da affinare il mio modo di scrivere ma, pensando al mio lavoro accanto ad altre persone, ho anche fatto miei i suggerimenti da utilizzare per aiutare gli altri.

Poi dal punto di vista teorico si passa anche a dei suggerimenti pratici perché, come ben dice l'autore, si può essere preparati quanto si vuole sull'argomento da esporre, si può sapere alla perfezione come comportarsi a livello di gestualità, linguaggio del corpo e tono di voce, ma se ci si blocca nel momento in cui si apre la bocca tutta la teoria sarà inutile.

Ecco, allora, alcuni suggerimenti utili per superare la paura di parlare in pubblico.

Devo ammettere che è stata una lettura utile per mettere ordine nelle idee: niente di straordinariamente nuovo, lo ripeto, ma un'utile guida che aiuta a comprendere che il successo personale in qualunque ambito non piove dal cielo ma si costruisce con pazienza e dedizione. Bisogna applicarsi con cura, pianificare e, anche nel caso in cui di dovesse improvvisare, bisogna essere preparati a farlo in modo corretto ed efficace.
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Retorica. L'arte di saper convincere
Roberto Morelli
‎Independently published
120 pagine
12.99 copertina flessibile, 16.99 copertina rigida, Kindle Unlimited

sabato 17 luglio 2021

La tua casa pagherà (S. Cha)

Quella narrata nel libro La tua casa pagherà, letto in collaborazione con Thrillernord, è una storia molto attuale. Una storia che si basa sui difficili equilibri sociali che sono, purtroppo, più attuali che mai in America.

Ispirato alla vicenda di Latasha Harlins - una ragazza afroamericana di 15 anni entrata in un negozio di liquori per comprare un succo d’arancia e uccisa da un colpo di pistola sparato dalla proprietaria del negozio che la credeva una ladra – il libro intreccia le vite di due famiglie apparentemente lontane ma legate, loro malgrado, da un doppio filo.

Si tratta della famiglia afro-americana di Shawn e di quella di origini coreane di Grace.

Con un passato che ha segnato la vita di molti dei membri delle due famiglie, con un dolore ancora vivo, con una rabbia latente ed una voglia di vendetta tenuta a bada per anni ma pronta ad esplodere, la morte di una donna, seguita ad un’aggressione all’interno della sua farmacia, riapre capitoli che si pensava fossero stati chiusi con la loro dose di dolore e di sofferenza al seguito.

Quella afro-americana è la famiglia di una ragazzina, che nel libro si chiama Ava, la cui sorte richiama la vicenda di Latasha Harlins: una famiglia sgangherata, con trascorsi all’interno di gang tutt’altro che tranquille ed un presente fatto di un delicato equilibrio conquistato a fatica. Quella di origini coreane è la famiglia di Grace che, a seguito di un episodio violento, viene a conoscenza di una verità che la sconvolge e la colpisce nel profondo. Dal momento in cui sotto la verità inizia a scavare sotto ai suoi piedi un buco nero, Grace ha la sensazione di esserne risucchiata ogni giorno di più ed è combattuta tra la volontà di preservare i legami familiari e quella di ottenere un perdono che cerca di conquistarsi con coraggio.

Ho avuto per le mani una storia dolorosa. Da qualunque punto di vista le si guardi, le vicende sono dolorose, tanto più se si pensa che si è trattato di una storia vera, seppur romanzata, a prendere vita con una narrazione efficace, emozionante e che non lascia trasparire nessuna forma di pregiudizio. L’autrice mette nelle mani del lettore una storia che arriva al lettore in modo diretto ed evoca non solo la vicenda che l’ha ispirata ma anche, purtroppo, tanti situazioni attuali che hanno come protagoniste vittime di colore, forze dell’ordine bianche, scontri tra etnie, difficoltà di comunicazione, di comprensione (e non intendo verbale) e convivenza che si consumano, ancora oggi, sotto i cieli di un mondo senza frontiere ma con tanti, troppi limiti.
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La tua casa pagherà
Steph Cha
21lettere editore
380 pagine
18.00 euro copertina flessibile, 5.99 Kindle

giovedì 8 luglio 2021

Tutta colpa del mare (e anche un po' di un mojito) - (C. Parenti)

È difficile per me recensire Tutta colpa del mare (e anche un po' di mojito). Non perché sia un libro difficile, tutto il contrario. È un libro d'intrattenimento che si legge in fretta. 

Per me è difficile perché non è un genere che amo e non riesco a mettermi nei panni di chi, invece, ama storie d'amore, romanticismo bla bla bla... ma non è nemmeno per questo che mi sento critica.

 L'autrice scrive in modo chiaro e scorrevole, intrattiene il lettore con una storia che fa sospirare. 

Un passato che torna a bussare alla porta, un amore adolescenziale mai dimenticato, la necessità di ritrovare se' stessi e dare una dimensione reale alla propria vita, il sacrificio d'amore, l'amore... Ci sta e mi piace anche l'idea che la protagonista decida di prendere in mano la propria vita, gettare la maschera che ha indossato anni prima e vivere appieno le proprie emozioni. Mi piace anche l'idea di un amore che è resistito alla lontananza ed al passare del tempo. Tutto molto bello e molto romantico.

Non mi piace, però, il messaggio che passa: che ci si debba stordire con superalcolici per potersi ritrovare, per affrontare con coraggio scelte difficili, per scrollarsi di dosso un presente che è diventato troppo stretto. Non mi piace che si trasmetta l'idea che sono gli alcolici a dare il coraggio di fare determinate scelte, tutto qui. E mi spiace dirlo, sarò pure antica, ma non sono d'accordo con l'idea che divertimento ed alcolici debbano andare necessariamente a braccetto. Aiuteranno a sciogliere un po' i freni ma non mi piace comunque che passi un messaggio di questo tipo. Non me ne voglia l'autrice, non me ne vogliano le sue estimatrici ma io non metto in discussione la scrittura... è proprio questa cosa che mi ha disturbata.

È tutto molto amplificato: l'ostentazione della ricchezza, il minimizzare le conseguenze delle proprie azioni, i comportamenti coraggiosi tenuti durante il black out di quella serata (black out mentale perché pare che al mattino nessuno ricordi nulla di quanto accaduto)...

La parte più piacevole, essendo la narrazione proposta su due piani temporali, è quella del racconto dell'amore adolescenziale. Anche lì tutto molto amplificato, ma ci sta... quando sono degli adolescenti a fare i conti con il primo, grande amore, ci sta. L'idea che sia l'amore per la vita, il voler lasciare tutto insieme, l'intensità di un sentimento nato poche settimane prima, le emozioni capaci di stravolgere: ci sta tutto. A 15 anni, però. 

Che a 30 anni debba essere un uso smodato di alcol nell'arco di una notte la strada per mettersi in discussione - e che soprattutto passi l'idea che in questo modo è tutto più facile - non mi è piaciuto.

È un mio limite mentale, lo so. Però la penso così.
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Tutta colpa del mare (e anche un po' di un mojito)
Chiara Parenti
BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
pag. 319
10.00 euro copertina flessibile, 2.99 Kindle

giovedì 1 luglio 2021

Cannibali moderni (A. Scotto di Carlo)

 Un romanzo in cui il narratore non c’è.

Dialoghi, solo (o quasi) dialoghi.
Letto mai un romanzo di questo tipo? Io sì, con Cannibali moderni.
 
Il protagonista è Miki: fa il barista di mestiere ma aspira ad altro. Vorrebbe fare l’attore, si sente portato per ammaliare il grande pubblico ed è in attesa della sua occasione. Quando entra nel bar un anziano che risponde al nome di Don Cristò, la sua sorte sta per cambiare. Da quel momento l’anziano troverà in Miki una persona capace di ascoltare, di comprendere, di condividere. Trova qualcuno che riempie la sua solitudine, quella in cui è caduto dopo la morte della sua amata moglie Stella (venti anni prima) e della cagnolina che era rimasta come sua unica compagnia. Da qui ad offrire una lavoro al ragazzo il passo è breve: un lavoro come assistente personale, come persona di fiducia per un anziano che è ricco sfondato (questo Miki lo scoprirà strada facendo) e che ha un progetto molto ambizioso in mente per lui.
Quello che gli manca è il tempo, proprio come era accaduto in precedenza per concretizzare il suo sogno d’amore con Stella: non ci sono soldi che tengano quando la morte bussa alla porta e scrive la parola fine con doppia sottolineatura. 
 
A questo punto la narrazione, inizialmente un po’ lenta e confusa, trova un suo equilibrio. Da lettrice profana di questo stile narrativo ho fatto un po’ fatica nelle prime pagine a capire bene cosa volesse fare l’autore. Poi, però, pian piano sono entrata nel meccanismo e la velocità, i cambi di fronte, i botta e risposta non mi hanno più spiazzata.
 
Senza dubbio originale, non c’è che dire. 
 
La vita di Miki si trova davanti ad un bivio quando il ragazzo viene accusato di aver creato le condizioni che hanno portato il cuore di Don Cristò a fermarsi. Parecchi elementi depongono a suo sfavore ma lui racconta una verità diversa. Ecco la necessità di affrontare un processo, di affidarsi ad un legale, di difendersi facendo forza su una verità che si fa fatica a considerare tale secondo il punto di vista, per lo meno iniziale, di chi dovrebbe difenderlo.
Le indagini, il processo… non voglio spoilerare niente ma mi sia concesso dire che per tutto il libro è un continuo botta e risposta in quello che tecnicamente, ora lo so, viene definito ghostoryteller book. Per me è stata un’esperienza mai fatta prima.
Sulla qualità di quello che viene definito thriller psicologico non mi pronuncio perchè mi sono concentrata maggiormente sulla particolarità della narrazione che mi ha impegnata un bel po' però posso dire che è stata un'esperienza che mi mancava.
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Cannibali moderni
Antonio Scotto di Carlo
Independently published  
459 pagine
11.99 copertina flessibile - Kindle Unlimited 

mercoledì 30 giugno 2021

Mancherai all'infinito (M. Ollerongis)

Libro arrivato in casa mia su richiesta di mia figlia che, se non ho capito male, segue l'autore su Instagram. Non scrive male, Mattia Ollerongis. Solo che la storia non mi è sembrata affatto originale e a tratti anche un po' ridondante.

Triste, una storia triste che è collegata ad un addio, al trovarsi e al perdersi nel periodo più delicato della propria vita, quando si vive il primo amore.

 
La storia è quella di Mattia e Anita. Ma non solo quella...

Il loro è un grande amore giovanile che si è alimentato in fretta e che si è nutrito, giorno dopo giorno, di tante reciproche attenzioni che hanno anche cambiato Mattia, lasciando in lui un segno profondo. Poi arriva il distacco, la separazione, l'allontanamento e la sofferenza. 

La narrazioni si snoda su due piani temporali: oggi Mattia parla in prima persona e racconta il vuoto che gli è rimasto dentro così come racconta la voglia di ritrovare quella ragazza di cui sente ancora la presenza nonostante non si vedano da un po'. Non riesce a digerire l'allontanamento improvviso che ha subito e non riesce a darsi pace. Chiude le porte a tutto e a tutti, non ha entusiasmo, non riesce a guardare verso un futuro che gli sembra vuoto senza di lei.

Nel raccontare la storia con Anita si va indietro nel tempo e la narrazione è in terza persona. Viene raccontata una storia fresca, spontanea, intensa, fatta di piccoli gesti che hanno lasciato, però, cicatrici profonde nel momento in cui quel "noi" è venuto a mancare.

Si parla d'amore ma anche di amicizia. Di chi c'è anche quando viene messo da parte da un sentimento più intenso ed improvviso, travolgente. Di chi si allontana ma c'è anche nella distanza...

Tra le pagine si trovano tante frasi ad effetto ma quella che mi è rimasta appiccicata addosso è stata una profonda tristezza. Anche se il finale risolleva il morale aprendo le porte alla speranza, per gran parte del libro ho sentito una tristezza latente (e vista la storia non poteva essere altrimenti, a dire il vero) di cui onestamente in questo momento non avevo proprio bisogno.

Magari non era il momento giusto. Magari non era il libro per me. 

Dico sempre che quando un libro emoziona ha raggiunto il suo obiettivo e la tristezza è pur sempre una sensazione, un'emozione... però ora dovrò cercare per forza qualche cosa di più allegro perché ho l'impressione di essere rimasta con le ruote a terra giunta all'ultima pagina.
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Mancherai all'infinito
Mattia Ollerongis
Sperling & Kupfer
212 pagine
15.90 euro copertina rigida, 9.90 copertinta flessibile, Kindle unlimited