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mercoledì 26 aprile 2023

La principessa di ghiaccio. I delitti di Fjällbacka vol. 1 (C. Läckberg)

 
Ci ho messo un bel po' ad avvicinarmi alla Läckberg ma alla fine sono arrivata anche io ad immergermi ne I delitti di Fjällbacka.

E' uno di quei libri di cui ho sentito tanto parlare nel corso del tempo ma da cui mi sono sempre tenuta alla larga. Un po’ troppo sovraesposto a ridosso dell’uscita, l’ho lasciato sedimentare per un po’ prima di prenderlo in considerazione.

Solo ora è arrivato il suo momento e mi sono immersa, con piacere, in un mondo a me lontano ma dal grande fascino. Tanti i personaggi che non sono stati semplici da memorizzare soprattutto perché anch'essi poco familiari. Ho aggirato l'ostacolo senza farmi troppe domande e concentrandomi con calma su ognuno senza avere fretta di avere collegamenti immediatamente a portata di mano.

In breve: siamo in Svezia, nella cittadina di Fjällbacka. Erika di mestiere fa la scrittrice e si trova, suo malgrado, a vivere un’esperienza degna dei migliori romanzi gialli. Quando a Fjällbacka viene ritrovato il cadavere di una giovane donna apparentemente suicidatasi nella vasca da bagno di casa Erika verrà travolta agli eventi: la vittima era una sua amica e lei si sente coinvolta pur avendola persa di vista da tempo. Erika inizia ad indagare ed i tasselli che metterà insieme la porteranno piuttosto lontano, al di là di dove lei stessa avrebbe mai immaginato di poter arrivare.
Se, sul campo, si trova impegnata davanti a quello che appare sempre meno con i contorni di un suicidio, dal lato più strettamente personale la situazione con sua sorella inizia ad incrinarsi per via dell'influenza di suo cognato... e non è una situazione affatto facile da gestire.

Sul fronte delle indagini Erika ritrova un vecchio amico, Patrik Hedstrom, accanto al quale si troverà a riportare alla luce una serie di misteri legati ad un passato che sembra voler tornare a chiedere il conto
 
I toni si mantengono sempre piuttosto alti e malgrado una parentesi rosa, che vede coinvolti Erika e Patrik, l'autrice offre ai lettori un thriller ben strutturato, incalzante, godibile e che induce ad andare avanti con la serie. E' davvero un suicidio? O c'è un assassino in circolazione? Bhè... questo non posso dirlo, sarebbe un antipatico spoiler!
 
Di autori nordici non ne conosco molti, autrici ancora meno. E sono contenta di aver finalmente fatto la sconoscenza di Camilla che, devo ammetterlo, ho snobbato a lungo. Troppo, probabilmente!

Lettura che consiglio a chi ama poi seguire i protagonisti seriali e non si lascia spaventare da quella che sembra una schiera infinita di personaggi.
***
La principessa di ghiaccio
Camilla Läckberg
Marsilio editore
pag. 458
13.00 euro copertina flessibile, 7.99 Kindle

domenica 30 gennaio 2022

L'età straniera (M. Mender)

L'età straniera non è un libro semplice. Non perché la trama sia difficile o intricata... tutt'altro. La trama di per sé è piuttosto lineare. Forse è lo stile di scrittura a complicare le cose, riflesso di una personalità complessa e in cerca del suo equilibrio che si addice, però, perfettamente al personaggio che l'autrice ha inteso rendere al lettore.

Leo vive con sua madre Margherita ed il nuovo compagno di lei, arrivato dopo la morte di suo padre. Su di loro pesa l'assenza di quel padre che è venuto a mancare, scomparso tra le onde del mare. 

Florin è un ragazzino rumeno senza una effettiva famiglia alle spalle e per vivere si prostituisce. 

Nel momento in cui la madre di Leo decide di aiutare questo ragazzino ed ospitarlo in casa con loro per Leo gli equilibri fino ad ora raggiunti cambiano.

Quella quiete raggiunta nella sua solitudine viene spazzata via dalla semplice presenza di quella figura silenziosa che, a dirla tutta, non dà alcun fastidio se non fosse per l'aver invaso con la sua persona i suoi spazi, aver cambiato la routine delle sue giornate, aver reclamato in un modo o nell'altro le attenzioni di sua madre.

Sono coetanei, Florin e Leo. Sono entrambi soli. Perché se anche è vero che Leo una famiglia ce l'ha, si sente solo, fiaccato dal peso di sensi di colpa ed inquietudini proprie di quell'età.

L'io narrante è quello di Leo: voce pungente, ironica, acida a tratti, fin troppo distaccata e critica per nascondere, secondo il mio parere, quel subbuglio interiore che si agita nel suo profondo. Perchè che lo voglia ammettere oppure no, quel ragazzino che è piombato in casa sulla scia dello spirito di crocerossina di sua madre non gli è affatto indifferente come vorrebbe. Ed anche se è scontroso nei suoi confronti, antipatico a tratti, ho letto in Leo un cambiamento, dall'inizio del libro alla fine, soprattutto quando si rende conto che non è Florin il male del mondo. 

Il male del mondo è altrove e, spesso, è ben celato sotto una parvenza di rispettabilità.

Leo non è un personaggio che posso ricordare come simpatico. No, non lo è affatto. Vive un momento particolare della sua vita, però, questo gli va riconosciuto come attenuante perché ho avuto l'impressione che tirasse fuori le unghie a mo' di difesa preventiva per mostrare poi, sul finale, quella sensibilità che è 
rimasta celata, per tutto il tempo, sotto il tentativo di prendere le distanze da Florin, il corpo estraneo.

Stile particolare, dicevo, un po' disturbante ma che, a ben guardare, rende bene la rabbia che può provare un adolescente che si trova  a vivere una situazione di questo tipo.

Personalmente è un libro che non rileggerei.
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L'età straniera
Marina Mander
Marsilio Editore
206 pagine
16.00 euro copertina flessibile, 9.90 Kindle

martedì 17 agosto 2021

L'occhio del leopardo (H. Mankell)

È l'Africa la grande protagonista del libro L'occhio del leopardo. L'Africa con il suo fascino ed i suoi misteri, le sue superstizioni e la sua cultura, i suoi costumi e le sue emozioni. 

A raccontare tutto ciò è Hans Olofson: un uomo che arriva nello Zambia inseguendo un sogno che non era il suo, senza un obiettivo preciso in mente a dire il vero. 

 Ho avuto l'impressione che nel presentare la figura di Hans Olofson, con dei continui tuffi del passato che ne tratteggiano la personalità assieme alla descrizioni della sua esperienza africana, l'autore abbia voluto mettere tra le mani dei lettori un personaggio che non si svela mai completamente.

Non ho ben capito dove volesse arrivare quell'uomo: ha voluto inseguire un sogno non suo quasi come riscatto di una vita che non ha avuto altrove ma senza un obiettivo ben preciso. Per questo a tratti quell'uomo sembra spaesato, perso tra i suoi pensieri, le sue congetture, in un'Africa che non fa sconti e che ben presto presenta anche il suo volto violento.

La protagonista è, comunque, l'Africa così come lo è il difficile rapporto tra bianchi e neri. 

Gli sforzi messi in atto dal protagonista per cambiare le cose, per abbattere le distanze, per trovare un punto di equilibrio non portano dove vorrebbe. Quello che Hans definisce il più calpestato dei mondi fa fatica a guardare al futuro con occhi diversi e più liberi.

Devo ammettere che la lettura è andata avanti più a rilento di quanto non avessi previsto e faccio anche fatica a raccontare in modo efficace (questa è la mia sensazione, stavolta) cosa ho trovato in questa storia se non la sofferenza di una terra che si manifesta che ho ben trovato nelle parole del protagonista quando ammette di aver compreso che l'Africa è stata immolata sull'altare dell'Occidente e derubata del suo futuro per due o tre generazioni.  

Hans è speranzoso, è certo che sia il momento di dare una svolta, che ora tutto ciò sia passato. Ma è davvero così? Lui cerca di immaginare l'Africa del futuro e la vede nelle mani delle donne, donne che sostengono il continente sulla loro testa. Siamo nel febbraio del 1988 quando Hans sta per dare una svolta alla sua vita e alla sua esperienza africana: si chiede cosa abbia realmente costruito durante il periodo in cui è stato in quei luoghi, fa i conti con quella che si delinea come una sconfitta su tutta la linea, almeno secondo il suo punto di vista.

Ma a lui cosa resta dell'Africa? Partito nelle vesti di un vagabondo con una meta non troppo definita, chi è Hans Olofson dopo la sua esperienza in quella misteriosa terra?
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L'occhio del leopardo
Henning Mankell
Marsilio editore
333 pagine
18.00 euro copertina rigida - 11.99 Kindle

giovedì 27 maggio 2021

Il male non dimentica. La Trilogia del Male vol. 3 (R. Costantini)

Il passato torna a tormentare Michele Balistreri che, nel terzo volume della Trilogia del Male, torna continuamente a quel 31 agosto del 1969 quando sua madre precipitò da una scogliera. Non ha mai accettato che possa essersi trattato di un suicidio. Non ha mai chiuso del tutto le ricerche del possibile colpevole così come non ha mai rinunciato a chiedersi chi, di coloro che erano nei pressi della scogliera quel giorno, possa aver avuto l'occasione e il motivo per spingerla giù.

Nell'estate del 2011 Michele è tormentato. Mentre la sua terra natia è nel mezzo di una violenta guerra civile, la morte di una giovane e della sua bambina di due anni lo porta nuovamente faccia a faccia con quella donna con la quale ha chiuso i ponti, non certo in modo tranquillo, qualche tempo prima. Linda Nardi, quella donna che ha tentato di dimenticare e di considerare come un capitolo chiuso (per colpa sua) e che non si tira indietro da una missione pericolosa, in nome dalla verità. 

Michele non può restare indifferente e sente la necessità di difenderla, costi quel che costi.

Si rende conto ben presto di quale sia la rete che è stata tesa, nel tempo, e nella quale Linda rischia di finire. E tutto lo porta nuovamente al suo passato, ai suoi fantasmi, alle ombra che lo tormentano oggi più che mai, anche se a quarant'anni di distanza da quel terribile giorno. Quella di sua madre è stata la morte che lo ha segnato più di tutte. Più della morte della piccola Nadia, più di quella di suo nonno che, seppur avvenuta in modo naturale e non per mano violenta, lo ha lasciato con un vuoto profondo. 

Tanti sono i dubbi che lo attanagliano, tanti i dettagli che affiorano e - questo l'aspetto che mi è piaciuto di più di questo romanzo - emergono nuovi punti di vista che portano il lettore a guardare gli eventi con occhi diversi.

In questo terzo volume, infatti, l'autore propone stralci dei libri precedenti, situazioni già note e delle quali il lettore conosce già l'epilogo ma proposti secondo punti di vista diversi, dando voce ad altri personaggi che danno la loro versione dei fatti. Si ha una visione a 360° delle vicende di allora, quelle che rappresentano il peso maggiore per Michele e che si sommano alle preoccupazioni di oggi, diventato oramai un uomo che non ha molte prospettive e molti stimoli. Ha dato tanto nella sua vita, Michele, ed oggi si sente svuotato fino a che, però, ciò che gli accade attorno non richiede ancora tutta la sua attenzione, la sua astuzia e la sua sensibilità.

Secondo il mio parere la trilogia si chiude nel migliore dei modi e non manca il colpo di scena finale. Scrittura fluida, ricca, capace di tenere attaccato il lettore alle pagine. Con me è stato così. Ho letto la triloga in un breve arco temporale per la gran voglia di conoscere meglio questo personaggio che mi ero persa e attorno al quale nutrivo tanta curiosità. 

Il Michele di oggi, l'uomo rassegnato, trova un nuovo spiraglio alla fine di questo volume che non è più legato ad un passato con il quale chiudere i conti ma con un futuro tutto da scrivere.

In questo mese di maggio che volge verso la fine Costantini è stata, per il momento, la sorpresa più grandi in una trilogia che ho letto con piacere anche se ammetto che in alcuni passaggi piuttosto intricati ho temuto di perdermi. 

Ps. particolarmente azzeccata e rappresentativa la copertina che, dei tre volumi, mi è piaciuta di più.
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Il male non dimentica. La Trilogia del Male vol. 3
Roberto Costantini
Marsilio editore
525 pagine
12.00 euro copertina flessibile

martedì 25 maggio 2021

Alle radici del male - La Trilogia del Male vol. 2 (R. Costantini)

Il secondo volume della Trilogia del Male fa conoscere ai lettori la vita di Mike Balistreri, un ragazzino che vive in Libia assieme alla sua famiglia, quando ancora l'idea di diventare un poliziotto non lo sfiorava affatto. La sua infanzia, la sua adolescenza, la sua giovinezza: Mike è furbo, senza ideali, pronto a qualunque compromesso. 

Il romanzo è strutturato in due parti ben distinte.

Siamo nell'anno 1958 e Mike vive a Tripoli ed ha tutta la vita davanti. Con loro ci sono i libici e gli americani, stretti da un rapporto di buon vicinato e di amicizia.

Sei Al Bakri sono i libici: il capofamiglia Mohammed, i quattro figli maschi Farid, Salim, Ahmed e Karim, e la sorellina più piccola, Nadia. Con loro le due mogli di Mohammed che hanno, però, un ruolo di secondo piano. Poi ci sono i tre Hunt, gli americani: William, sua moglie Marlene e la loro figlia Laura. La famiglia di Mike, invece, è formata da suo nonno Giuseppe, suo padre Salvatore, sua madre Italia, lui e suo fratello maggiore Alberto. 

Ben presto da  compagni di giochi Mike, Ahmed, Karim e Nico (un suo compagno di scuola) arriveranno a stringere un vero e proprio patto di sangue che niente e nessuno potrà mai spezzare, nel bene e nel male. Da qui a diventare membri di una vera e propria organizzazione ben rodata per fare soldi il passo è breve e la violenza non sarà esclusa da quel patto in virtù del quale, ben presto, ognuno di loro verrà messo alla prova. Mike è il capo ed ha tutte le caratteristiche richieste ad una figura di spicco. Quando Nadia, sorellina degli amici libici, scompare nel nulla e viene poi ritrovata cadavere dopo ave subito terribili torture, qualche cosa si spezza e sul gruppo di amici iniziano ad allungarsi delle ombre che, giorno dopo giorno, rischiano di inghiottirli. Mike vuole arrivare alla verità e coinvolgerà tutto il gruppo nella sua ricerca del colpevole: mentre è impegnato a fare luce su un così violento e tragico episodio, Mike vede cambiare la situazione attorno a se con nuovi affari e personaggi importanti che iniziano ad affermarsi nella scena politica fino al grande cambiamento con l'arrivo di Gheddafi. Vicende politiche che turbano il giovane ma che non arrivano a quello che sarà l'apice della sua disperazione: la misteriosa morte di Italia, sua madre. Costretto a lasciare la sua terra, Mike se ne va senza riuscire a lasciarsi mai alle spalle quanto successo in terra libica.

Nel settembre del 1982 Michele Balistreri, diventato commissario, è a Roma e - dopo il fallimento con il caso Sordi, di cui si narra nel primo volume - è impegnato a fare luce (senza troppa convinzione) sulla morte di Anita, una giovane sudamericana assassinata. Allo stesso tempo, per saldare un debito di riconoscenza, si troverà anche a vigilare sulla figlia di un suo collega, al quale deve la vita. 

A 32 anni Michele Balestrieri non è più quel Mike, quel Michelino dei tempi passati, anche se ben presto realizzerà che il passato torna sempre a chiedere il conto. Inevitabile tornare a ripercorrere quei sentieri della memoria che tornano a portare, con forza, dolore e conti ancora aperti.

Quel Michele svogliato, poco attento, poco interessato a ciò che gli accade attorno negli anno '80 non ha nulla a che fare con quel giovane che ha scritto sulla sua pelle un percorso doloroso, fatto di amicizie e tradimenti, di passioni e delusioni, di illusioni e speranze. Mi sono trovata tra le mani una storia che mi ha lasciata senza parole. Una storia intensa, dolorosa, violenta anche. Molto. Quella storia che  Michele Balistreri sa di avere cucita addosso e che torna a bruciare sulla sua pelle. 

In un crescendo di emozioni, Costantini offre al lettore una storia nella storia. Non sono solo i casi che si trova a risolvere a tenere alta la tensione ma tutti quei legami che emergono, pagina dopo pagina, e rendono l'avventura un vero groviglio di contatti, rapporti, responsabilità in un viaggio indietro nel tempo che offre nella prima parte la narrazione migliore, più incalzante. 

Lo avevo detto nel primo volume ed anche in questa seconda tappa devo dire che in alcuni punti ho rischiato di perdermi anche per via di alcune divagazioni di cui avrei fatto volentieri a meno. Mi sono munita nuovamente di carta e penna per tenere nota dei tanti incastri che venivano piano piano a galla e che, ne ero certa, sarebbero stati importanti.
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Alle radici del male. La trilogia del Male vol. 2
Roberto Costantini
Marsilio editore
700 pagine
12.00 euro copertina flessibile, 7.99 kindle