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martedì 27 agosto 2024

Indaga, detective. Autori vari

 

Stavamo venendo fuori dal periodo dell’isolamento dovuto al Covid 19. E Suzzara, luogo in cui si svolgeva il festival Nebbia Gialla, si trova a pochi chilometri da casa di una mia cara amica. Vuoi la voglia di assaporare un po’ di libertà, vuoi l’amore per la lettura e – in particolare – per il genere giallo, vuoi per la nostalgia della mia amia, ricordo di aver preso l’occasione al volo: proprio durante il festival Nebbia Gialla, tre le tante presentazioni di libri, ho saputo della pubblicazione della raccolta Indaga, detective (Piemme, 2022) scritta da 12 grandi firme del panorama crime italiano. Diversi di loro erano lì, davanti a me, compreso Paolo Roversi da cui è nata l’idea di fare, tra l’altro, del bene visto che i proventi della vendita del volume vanno interamente alla Croce Rossa Italiana.

Già dalla prima pagina, la prefazione, mi sono trovata a casa mia con quel Commissario Ricciardi che tanto bene conosco e che, nel presentare il lavoro, ha raccontato come fossero i vari personaggi (quelli che noi definiamo seriale) a chiedere, spesso, che si parli nuovamente di loro.

Dodici racconti, dodici autori, dodici personaggi seriali.

Come dico spesso, anche stavolta alla fine di ognuno ho avuto la sensazione di avere tra le mani qualche cosa di incompiuto. I racconti mi piacciono poco, questa è la verità… e seppur proposti in punta di penna, ognuno con il proprio stile narrativo, sono rimasta con l’amaro in bocca.

Diciamo subito che dei 12 personaggi proposti non ne conoscevo nessuno, fatta eccezione per Ricciardi in prefazione oltre che per Iole e Libera di Rosa Teruzzi. Con tutti gli altri per me è stato il primo incontro in assoluto: quello che mi è rimasto più impresso è il personaggio di Laura Damiani perché conosco una persona che porta questo nome e questo cognome.

Lasciando ad ognuno il gusto della lettura delle 12 storie mi permetto di fare qualche osservazione generale. I personaggi seriali non sono sempre i protagonisti, ma comunque compaiono. Elemento comune è la pandemia di cui ognuno, in modo più o meno marcato, parla. Per qualcuno è un riferimento più marcato, per altri vengono indicati elementi che permettono di identificare senza fatica quel preciso momento storico.

Consiglio la lettura di questa antologia agli amanti dei racconti e, nello specifico, agli amanti dei racconti gialli, ai nostalgici dei vari personaggi citati ma anche a chi quei personaggi non li conosce ancora e vorrebbe un piccolo assaggio per poi, eventualmente, decidere di recuperare tutto il resto. Ma consiglio la lettura anche a chi volesse fare del bene a prescindere da tutto il resto, viste le finalità della vendita dei diritti d'autore del volume.
***
Indaga, detective
Autori vari
pag. 302
Rizzoli editore

martedì 1 agosto 2023

Le invisibili (G. Genisi, M. Oliva, M. Venezia, G. Verasani)

Non amo i racconti. Da sempre. Preferisco letture più corpose, storie più articolate di quelle che si consumano in poche pagine.
Il libro Le invisibili, però, mi incuriosiva. Innanzitutto perché parte di una collana che mi piace particolarmente – Nero Rizzoli – e poi perché mi incuriosivano le autrici coinvolte. Donne intente a scrivere storie di donne declinate in un modo particolare: il noir.
Tutte e quattro mettono su carta – ognuna secondo il proprio stile – storie di donne che, in un modo o nell’altro, hanno a che fare con la morte. Perché la provocano, la vivono quotidianamente, la anelano…
Sono donne che hanno una vita come tante, una famiglia come tante ma una storia particolare che, a quanto pare, solo loro conoscono. Perché è nel loro intimo che si insedia il male. Perché è nei momenti meno prevedibili che quel male emerge e trova la sua manifestazione.
Sono tutte donne che iniziano a fare i conti con loro stesse, con i loro istinti fino ad ora nascosti, con le loro inclinazioni più profonde. Sono donne che hanno subito e che non intendono più farlo o, per lo meno, che cercano il modo migliore per riscattare una vita vissuta sottotono e all’ombra di qualcuno. Che sia un marito, un agente, una madre, un intero paese.

A guardarle sono donne come tante: con gli occhi stropicciati al mattino, con qualche chilo di troppo, con una bellezza celata dietro ad un abbigliamento modesto giusto per non dare troppo nell’occhio. Ma sono anche donne di successo, arrivate all’apice dopo quella che per molti è stata una scalata ma che per loro è stato il destino.
Per tutte loro l’unica via d’uscita è la morte. Non la propria, però! 

Una premessa: trattandosi di autrici che hanno scritto dei libri con dei protagonisti seriali e non avendoli letti, per me tutti i personaggi che vengono citati sono nuovi di zecca.
Lo è il Maresciallo Lopez che indaga su un omicidio avvenuto in una baia con richiami alla presenza di sirene.
Lo è l’Ispettrice Micol Medici che si trova ad indagare sulla morte di un importane discografico e su un giro di giovani di belle speranze, tutte potenzialmente interessate a farlo fuori.
Lo è il Sostituto Procuratore
Imma Tattaranni che raccoglie – sotto forma di lettera – la confessione di una donna che sta scontando la sua pena e che sceglie proprio lei per fare chiarezza su alcuni aspetti oscuri della vicenda che l’ha vista protagonista.
Da ultima, ma non credo che sia un personaggio seriale, arriva la storia di Rachele che mette in piedi un accordo alquanto sui generis con una donna, Connie, vittima delle angherie di suo marito.

Sono tutti racconti scorrevoli (devo ammettere che quello che mi ha appassionata più di tutte è stato il terzo, quello scritto a mo' di lettera) con donne che vengono ben descritte seppur in poche pagine.
Ognuno dei vari racconti avrebbe potenzialmente potuto essere strutturato maggiormente ma devo ammettere che l’abilità di un autore, un’autrice in questo caso, sta anche nel dare compiutezza ad una storia quando non si hanno troppe pagine a disposizione.
Resto dell’idea che i racconti mi lascino sempre addosso un certo senso di incompiuto e, potendo scegliere, sceglierei un romanzo più strutturato ma devo dire che tutto sommato la lettura de Le invisibili, non è stata poi così male.

Chissà che non mi venga voglia di andare a recuperare le serie le cui protagonista ho incrociato tra queste pagine!
***
Le invisibili
G. Genisi, M. Oliva, M. Venezia, G. Verasani
Rizzoli editore (collana Nero Rizzoli)
228 pag.
16.00 euro copertina flessibile, 9.99 Kindle, audiolibro

martedì 28 marzo 2023

I figli degli altri (C. Bonvicini)

Non amo le raccolte di racconti. Mi lasciano sempre quel senso di incompiuto addosso che, invece, con romanzi più strutturati raramente accade. Ho sempre la sensazione di non avere tempo di affezionarmi ai personaggi che è già il momento di vederli andare via. Sempre quel retrogusto amaro in bocca di quando si sarebbe voluto sapere di più, senza avere avuto l'occasione per farlo.

Anche con I figli degli altri è andata così.

L'idea di fondo non mi è dispiaciuta affatto: analizzare il rapporto di alcune persone con i figli degli altri. 

Nelle cinque storie narrate si entra in contatto con legami particolari, quelli - appunto - con figli non propri. Per scelta o per via delle circostanze c'è chi si trova a stringere dei legami (più o meno sani) con i figli deli altri.

Tra le righe dei vari racconti - sull'ultimo non mi pronuncio perché è talmente breve ed atipico che non riesco a giudicarlo - emergono storie di maternità mancate, solitudini da colmare, vuoti profondi in cerca di essere in qualche modo sanati. 

Un affresco tutto al femminile - perché sono le donne le principali protagoniste anche se attorno a loro  gravitano altri personaggi - che indaga sul delicato tema della maternità, del suo desiderio e delle sue molteplici e inaspettate forme.  Anche quando, di fatto, maternità concreta non lo è.

La storia che mi ha maggiormente coinvolta è stata quella dell'amante perfetta (consapevole di esserlo... e si sta bene così) che, dopo aver lasciato l'uomo che amava, inizia a frequentare i suoi bambini in modo clandestino. 

Sono, comunque, tutte storie di legami che nella quotidianità si rincorrono tra le nostre case, sotto ai portici, lungo le vie. Chi può dire di non avere, in un modo o nell'altro, legami con i figli degli altri? Siano essi figli dei vicini, del proprio compagno, del collega di lavoro o dell'insegnante di danza? Tutto sta nel capire quando questi rapporti possono degenerare o stringere troppo le fila fino a straripare verso la morbosità o un qualche cosa di sconveniente o non sano.

Nonostante la scrittura scorrevole dell'autrice le storie non mi hanno presa del tutto. Curiosità per gli sviluppi, in alcuni casi, ma sostanziale amarezza per la velocità in cui si sono esaurite le storie.

Si tratta di un mio limite, lo so. E continuo a tentare, cerco di farmeli piacere ma... non ci riesco proprio.

Li ho sempre evitati, i racconti, e continuerò ad evitarli mi sa.
***
I figli degli altri
Caterina Bonvicini
Einaudi editore
181 pagine
12.50 copertina flessibile, Audible

mercoledì 6 ottobre 2021

Cinque indagini romane per Rocco Schiavone (A. Manzini)

 

Io non amo i racconti e solitamente li evito. 

Mi piacciono le storie più strutturate, più approfondite e spesso i racconti mi lasciano addosso una sensazione di velocità, di sospeso.

Con Rocco Schiavone, alle prese con le sue cinque indagini precedenti al trasferimento in quel di Aosta (noto a tutti coloro che conoscono il personaggio) questa sensazione è stata un po' attutita dal fatto che, comunque, avessi familiarità con il protagonista avendo letto le altre sue avventure per cui tutto sommato mi sono adattata alla lettura.

Posto che i Sellerio mi piacciono come volumi da tenere tra le mani, da sfogliare e tenere comodamente in borsa per occupare ogni momento libero, in questo caso ho trovato cinque racconti pubblicati prima delle vicende che caratterizzano il Rocco Schiavone che Manzini ha presentato al pubblico. 

Che Rocco avesse una condotta un po' particolare chi conosce le sue avventure lo sa già.

Che è stato trasferito per punizione, anche questo chi lo conosce lo sa già. 

Che abbia delle abitudini molto particolari, ai limiti della legge (se non oltre tali limiti) assieme ai suoi amici di sempre, pure si sa.

Quello che non si sa è come ha vissuto il periodo precedente a quel fatidico trasferimento e come affrontasse, all'epoca, i vari casi che gli arrivavano tra le mani. Questo è quanto viene proposto nella raccolta di racconti delle cinque indagini di quando Rocco Schiavone lavorava nella Capitale.

Ne L'accattone Rocco è alle prese con la morte violenta di un uomo anziano che per campare accattava cibo e avanzi ai margini del mercato cittadino (dove è stato trovato cadavere) facendo concorrenza ad altri coetanei nella stessa condizione. A chi può aver pestato i piedi un uomo come lui?

Cambia il periodo ne Le ferie d'agosto quando un'auto piomba nel messo della filiale della Banca di Piazzale Anco Marzio di Ostia ferendo il cassiere e un paio di clienti che si stavano servendo agli sportelli. Niente è come sembra e l'arguzia, lo spirito d'osservazione di Schiavone porteranno a galla delle verità che esulano dalla rapina pura e semplice.

Arriviamo alla vigilia di Natale con Buon Natale, Rocco, quando due persone anziane vengono rinvenute prive di vita nel proprio appartamento. Anche nella triste storia dei coniugi Moresi emergono circostanze che portano a galla questioni di soldi ben diverse da quelle che inizialmente si vorrebbero far credere.

Ne La ruzzica de li porci, titolo che più degli altri rende l'ambientazione romana, ci si sposta in un locale mondano nel quartiere Testaccio di Roma. Perché quel cadavere si trova proprio in quel punto? Cosa può aver scatenato la ferocia della mano assassina?

L'ultimo racconto è quello che, secondo me, esula dalle caratteristiche di tutti gli altri. Il caso che alla fine Schiavone si trova per le mani, volente o nolente, non ha niente a che fare con i casi più canonici che lo vedono indagare su cadaveri e violenze varie. Questa volta ha a che fare con una violenza differente e la vicenda si svolge anche in un momento particolare della sua vita, proprio alla vigilia del fatidico trasferimento.

In tutti i racconti viene proposto il filo conduttore dei pensieri che non abbandonano mai Schiavone: il dialogo immaginario con la sua Marina è sempre struggente, soprattutto per chi avesse letto 7/7/2007 che è il libro più doloroso e straziante della serie proposta da Manzini al suo pubblico.

Complessivamente Schiavone non delude, il suo acume è sempre presente così come il suo essere un personaggio dalle caratteristiche contrastanti. La lettura, però, è scivolata via con più lentezza di quanto non sarebbe avvenuto se avessi avuto tra le mani cinque libri piuttosto che cinque racconti. La consapevolezza che le varie avventure sarebbero, per forza di cose, finite in fretta mi ha influenzata nel ritmo di lettura tanto che ho alternato un altro libro a questo per potermelo godere più a lungo.

Sono strana, lo so. Ma tant'è!
***
Cinque indagini romane per Rocco Schiavone
Antonio Manzini
Sellerio Editore Palermo
248 pagine
14.00 euro copertina flessibile - 9.99 Kindle

martedì 26 novembre 2019

Il mio nome è Jack Reacher (L. Child)

Recensito per Thrillernord
Grazie ai racconti brevi che danno vita a Io sono Jack Reacher ho avuto modo di conoscere un personaggio che mi era (ancora) sconosciuto. Lo ammetto, non avevo letto nessuna avventura che avesse come protagonista questo personaggio, prima d’ora, ed è stato un piacere fare la sua conoscenza grazie a racconti autoconclusivi che permettono di tracciare i contorni di una figura che emerge in modo chiaro dalle descrizioni di Lee Child. Più che le storie in quanto tali, più che i misteri, le stranezze, le situazioni, gli episodi che vengono narrati, ciò che colpisce – almeno nel mio caso, in quanto lettrice profana – sono proprio le caratteristiche dell’ex militare, senza fissa dimora Jack Reacher che attirano l’attenzione.

Innanzitutto l’aspetto fisico: un uomo imponente, dal fisico ingombrante, non troppo attento al proprio aspetto e senza un luogo in cui tornare. Va dove ha voglia di andare, con il minimo indispensabile al seguito: spazzolino da viaggio, passaporto, carta di credito.
E poi il suo modo di fare: è un ex militare che dimostra di essere molto intuitivo e logico nelle sue scelte, ha un forte spirito di osservazione e questa cosa viene sottolineata anche dall’autore con precise descrizioni di persone, luoghi e circostanze.
Ha un modo di fare un po’ particolare: non è più in servizio ma, si sa, certe abitudini tardano a morire per cui anche se non dovrebbe si trova a mettere lo zampino un po’ qui e un po’ là!
Dimostra di avere un grande cuore e di non andare alla ricerca di onori di nessun tipo: non ha perso le vecchie abitudini, quelle che aveva quando ancora era in servizio, e questa cosa emerge con chiarezza ogni volta che, pur non avendo alcun obbligo e alcun titolo per farlo, cerca di dare un contributo per la risoluzione di situazioni ingarbugliate…

Ho apprezzato soprattutto la meticolosità nelle descrizioni e il personaggio mi piace. I racconti brevi sono molto efficaci, trasmettono molto seppur in poche pagine: trasmettono molto di lui, soprattutto, e questa cosa mi ha messo addosso una gran voglia di recuperare la serie che lo vede come protagonista, rimediando così a quella che, ora lo so, è una mia mancanza.
Per chi conoscesse già il personaggio e avesse letto le sue avventure niente paura: sono racconti inediti che consiglio di recuperare.
Per chi non lo conosce ancora… bhè, è ora di fare la sua conoscenza, come lo è stato per me, iniziando da qui, perché no?
***
Il mio nome è Jack Reacher
Lee Child
Longanesi Editore
215 pagine
6.99 e-book
16.90 cartaceo