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venerdì 18 maggio 2018

Voci nel parco (A. Browne) - Venerdì del libro

Compiere un'azione, in presenza di altre persone, assume un diverso sapore a seconda del punto di vista da cui tale azione viene guardata.

Con Voci nel parco,  il lettore si rende conto proprio di questo.
Pubblicato di recente (per la prima volta in Italia) l'albo, scritto ed illustrato da Anthony Browne, offre quattro diversi punti di vista da parte dei persgonaggi che si incontrano, o che si imbattono l'uno nell'altro. Stessa ambientazione per le varie situazioni ma personaggi diversi che vedono dal proprio punto di vista la loro passeggiata nel parco e gli incontri con gli altri.

Il parco è sempre lo stesso così come la passeggiata è quella. Ciò che cambia è l'umore dei personaggi, la loro predisposizione all'incontro con l'altro, i loro pregiudizi e le loro sensiblità.
Il tutto emerge con testi scritti con caratteri diversi - un carattere per ogni personaggio o coppia di personaggi - con un diverso registro linguistico e con illustrazioni ricche di dettagli e di colori.
La prima voce a cui viene dato spazio è quello di una mamma che accompagna al pacro suo figlio ed il loro cane: è una mamma piuttosto schiva, che non sembra affatto contenta di un'uscita al parco. E' piuttosto arrogante a dire il vero, e vede quello splendido ambiente che è il parco come un luogo da evitare, carico di pericoli e foriero di brutti incontri.

La seconda voce è quella di un papà disoccupato: anche lui va al parco con sua figlia ed il suo cane ma il suo atteggiamento è del tutto precedente a quello della signora della prima voce.

La terza voce è quella del figlio della signora di poco fa: a differenza di sua madre, il ragazzino vive positivamente l'esperienza dell'uscita al parco grazie anche ad un incontro, quello stesso che invece sua madre guarda con scetticismo.

La quarta voce è proprio di questa bambina ed il personaggio più allegro e spensierato in assoluto. La sua solarità e positivià permettono di chiudere la lettura con un sorriso sulle labbra.

Due bambini e due adulti che danno un sapore diverso allo stesso evento. 
Un albo che fa riflettere. Un albo da guardare oltre che da leggere.
Bel formato cartonato, grande quanto basta per poter osservare al meglio le immagini e seguire la storia. Adatto anche per letture a voce alta dove i più piccoli vengono invitati a seguire proprio le immagini, a completamento delle parole.

Suggerisco questo albo illustrato per il Venerdì del libro. Edito da Camelozampa nella collana Le piume, consigliato dai 6 anni d'età.

lunedì 7 marzo 2016

Una sera #abassavoce anche quest'anno

In occasione della la Giornata mondiale della lettura a voce alta che cade il 5 marzo, ho voluto ripetere l'esperienza dello scorso anno
Anche se, per il 2016, la proposta di Nati per leggere è stata differente e si svolgeva soprattutto sul web,  io e i miei figli siamo tornati ad aprire la porta di casa nostra per una lettura della buonanotte collettiva. Non il 5 - per via di impegni non ci è stato possibile - ma ieri sera. Seppur con un giorno di ritardo, abbiamo invitato bambini e bambine a recarsi in casa nostra per alcune letture della buonanotte: dalle ore 21.00 alle 21.30 abbiamo trasformato la nostra lettura più intima, quella della sera, in una lettura a voce alta aperta a tutti. O meglio, a tutti coloro che avrebbero risposto il nostro invito.
Hanno risposto in quattro: Asia, Irene, Yuri e Alessio ci hanno onorati della loro compagnia e, assieme ai miei due figli, hanno ascoltato le letture scelte per loro.
Prima dell'arrivo degli ospito con i miei bimbi ho scelto le letture da proporre e mi hanno aiutato ad allestire la stanza, rendendola più accogliente e più "a tema" mettendo dei libri sul tavolo, affinchè i nostri piccoli ospiti potessero sfogliarli, se avessero voluto. Altri erano a terra, altri accanto al punto in cui ho scelto di sistemarmi per leggere. Niente di speciale, ma i libri hanno creato la giusta atmosfera.
Ho scelto un libro pop up de Il Piccolo Principe ed è stato molto bello vedere come la curiosità dei piccoli uditori fosse stimolata dalle parole ma anche dalle immagini, dalle figure che prendevano vita. Nonostante la stanchezza e il sonno, i bimbi hanno gradito... almeno questo mi è sembrato di capire. 
Ho letto solo alcune pagine del libro - magari nel dettaglio avrò modo di parlarne più avanti. Merita davvero - per poi passare ad una lettura diversa, più adatta a conciliare il sonno: Buona notte bambini.

Credo di poter dire che sia stata una bella serata. Almeno dal mio punto di vista.
Con i miei figli è stato bello scegliere letture che potessero piacere agli altri, nello spirito della condivisione. 
Ci ha fatto indubbiamente piacere che qualcuno abbia accolto il nostro invito, seppur lanciato solamente ieri mattina e senza troppo preavviso.
E' stato bello leggere la curiosità negli occhi dei piccoli uditori così come è stato bello vedere che si avvicinavano, di tanto in tanto, a me ed ai libri per vedere meglio le immagini e seguire meglio la storia.
E' stato bello vedere che non avevano voglia di andare via, nonostante le storie fossero finite!
E, alla fine, è stato bello trattenerci qualche minuto con le mamme per quattro chiacchiere ad un biscottino prima di andare tutti a nanna!
Bella esperienza, anche quest'anno.

venerdì 5 febbraio 2016

Che fatica mettere a letto papà (C. Saudo) - Venerdì del libro

La sera è sempre difficile portare a nanna un bimbo, lo sanno tutti i genitori, giusto?
Pochi, però, forse sanno che a volte può essere difficile anche mettere a letto... i papà! Uno, in particolare, il protagonista del libro Che fatica mettere a letto... papà! 

Ci vuole tanta pazienza, bisogna coccolarlo, e poi coccolarlo ancora, tenergli la mano, rimboccargli le coperte. 

Lo sa bene il suo bambino, che è la voce narrante del libro. Un bambino che con dolcezza riesce a tranquillizzare suo padre che... ha paura del buio! Eh si, è proprio questo il problema!
Il libro è davvero carino. Molto belle le illustrazioni, con testi semplici e che ben si prestano anche per una lettura ad alta voce.
E' stato proprio in occasione di una lettura di questo tipo che ho conosciuto questo libro. Nell'ambito del progetto Favole in corsia, al quale partecipo come lettrice volontaria, mi sono ritrovata a sfogliare e poi leggere ad alta voce - questo bel libro che mi ha catturata e che ha superato a pieni voti la prova con la lettura ai bimbi dell'ospedale in cui, assieme alle altre volontarie, abbiamo iniziato a leggere.

Lo abbiamo infilato nel cestino che abbiamo portato in corsia e lo abbiamo proposto senza titubanza. Alla fine la storia strappa un sorriso e non si potrebbe avere un risultato migliore dopo la lettura di una storia, soprattutto ad un bimbo che soffre.
In particolare, l'abbiamo proposto una bimba che era proprio in braccio a suo padre ed anche per questo l'effetto è stato amplificato perchè visto che, nella narrazione, si è cercato di fare in modo che la piccina potesse immaginare suo padre nelle vesti di quell'omone grande e grosso che, ogni sera, chiede a suo figlio di essere accompagnato ed essere portato a letto.
Marilisa, poi, (la tutor dell'Associazione La luna a dondolo che ha seguito le nuove volontarie alla loro prima esperienza con la lettura in corsia) grazie alle sue capacità interpretative, ha letto facendo le classiche "vocine" che hanno reso la storia ancora più simpatica e divertente.

E' un libro molto bello che consiglio: non sono solo i piccoli che hanno paura del buio, questa storia ne è la prova. Anche i grandi a volte hanno paura e possono essere i piccoli ad aiutarli.

Lo consiglio per questo Venerdì del libro e mi auguro di trovarlo in qualche biblioteca della zona per proporlo anche ai miei figli. Sono certa che apprezzeranno!

lunedì 23 marzo 2015

Pezzettino (L. Lionni)

Alla fine ho dovuto recensirlo anche io.
Pezzettino ci è piaciuto tanto così non ho potuto fare a meno di rendere conto della nostra lettura anche se so che si tratta di un gran classico rispetto al quale sono state scritte decine, centinaia di recensioni.

Lo abbiamo letto come lettura della buona notte ed è piaciuto, in particolare, a mio figlio. 

Per chi non lo conoscesse - ma sono certa che saranno in pochi - Pezzettino è... un pezzettino piccino piccino che crede di essere parte di qualche suo amico che, grande e grosso, deve avere per forza perso un pezzettino come lui...

Cerca in lungo e in largo qualcuno che avesse perso un pezzettino, pronto com'era a rimettersi al suo posto ma... nessuno, proprio nessuno sostiene di aver perso qualcosa.

Ad un certo punto, però, si rende conto di essere anche lui composto da tanti pezzettini più piccoli e si rende conto di... essere se stesso, di avere un'identità ed essere così com'è. Lui, così piccolo e insignificante, scopre di avere un'identità al pari di tutti gli altri e di essere anche lui l'insieme di tanti pezzettini più piccoli... cosa che non avrebbe mai immaginato.

E' una storia molto tenera per come è raccontata. Bella, anche nelle immagini che lasciano spazio alla fantasia dei piccoli lettori che vedono in quegli insiemi di quadratini chissà quali personaggi fantastici.

E' un libro piccino ma prezioso, a mio modo di vedere.
Il testo suona come una musica. Le forme ed i colori fanno tutto il resto. 

Mia figlia che è qui accanto a me, nel leggere ciò che sto scrivendo ha una precisazione da fare.
"Mamma, non è vero che è piaciuto in particolar modo solo a tuo figlio. Anche a tua figlia è piaciuta molto questa storia... l'ho anche letta a tuo figlio più di una volta quando tu eri di là a fare le tue cose"... Aggiungo, dunque, per doverosa precisione, che Pezzettino è piaciuto tanto anche alla principessa di casa. Hanno tenuto il libro sul comodino per diversi giorni e si tratta di un vero posto d'onore...
***
Pezzettino
Leo Lionni
Babalibri (collana Bababum)
euro 5.80

giovedì 26 febbraio 2015

Arcobaleno e gli abissi marini (M. Pfister)

Arcobaleno è un pesciolino meraviglioso. Ha delle bellissime scaglie luminose ed il più bello di tutti i mari. Allo stesso tempo, però, è anche molto vanitoso e questo lo rende sempre più solo.
La storia ha inizio da qui e nel libro Arcobaleno e gli abissi marini siamo davanti ad un'altra avventura del Pesciolino Arcobaleno che, nel primo libro - Arcobaleno il Pesciolino più bello di tutti i mari - prende il via.

La storia: Arcobaleno è rimasto con una sola scaglia scintillante dopo avere regalato le altre ai suoi amici pesci ma, per una sfortunata coincidenza, la perde. La scaglia va a finire sul fondo del mare, risucchiata dall'abisso più profondo e lui, senza paura, decide di partire alla ricerca. Ma in fondo al mare cosa troverà? Che pericoli si celano in quel profondo blu? 
Arcobaleno incontra dei nuovi amici, gli abitanti degli abissi ed ancora una volta - come avvenuto nella storia che dà il via alla serie - sarà proprio grazie a questi amici che riuscirà a ritrovare la sua scaglia, il suo tesoro.

Il libro propone delle immagini molto colorate e con dettagli scintillanti, a tutta pagina e che rendono perfettamente l'idea del mare, della profondità degli abissi e tutto il resto. E' di gran formato, con copertina cartonata, edizioni Nord-Sud trovato ad un'offerta speciale di 9.90 euro che ritengo siano stati spesi più che bene. Le immagini non riescono a rendere la bellezza dei dettagli scintillanti... oppure si? A ben guardare si riesce a capire dove sono i brillantini e si può immaginare il bell'effetto che fanno, immagini di questo tipo, davanti agli occhi di un bimbo che, oltre a rimanere catturato dalla storia, si lascia affascinare anche dallo scintillio!
A noi la storia è piaciuta molto. L'amicizia è l'argomento portante del racconto e trovo che sia una storia molto positiva - nel senso che lancia un messaggio positivo - e davvero carina da leggere.

Noi abbiamo il libro ed abbiamo anche ascoltato questa assieme ad altre storie del Pesciolino Arcobaleno in occasione di un laboratorio di lettura a cui abbiamo partecipato di recente. Ci siamo anche divertiti a realizzare i nostri pesciolini Arcobaleno usando cartoncini, pezzettini di cartoncino ed anche pezzettini di pelle brillante come indicato qui... Ecco il risultato con il pesciolino della principessa di casa a sinistra e quello dell'ometto di casa a destra.

A dire il vero ci siamo anche divertiti, a casa, a creare altri pesciolini seguendo un diverso prototipo che abbiamo trovato nella rete. Non sono carini?
Nel primo caso, quelli fatti al laboratorio di lettura, si tratta di marionette che vengono tenute in mano grazie ad una specie di impugnatura realizzata con una striscia di cartoncino mentre quelli che abbiamo fatto a casa si reggono su due cannucce, sono delle vere e proprie marionette che per via del corpo centrale a fisarmonica si possono anche muovere.
 

martedì 6 dicembre 2011

Leggere a voce alta ai bambini. Da Nati per Leggere ho imparato che...

Un momento della lettura in libreria
Ieri pomeriggio ho portato la mia bambina in una libreria, in zona, in occasione dell'appuntamento del lunedì con le letture di libri ad alta voce. C'eravamo già state in passato ma ne eravamo uscite soddisfatte per metà. Abbiamo voluto riprovare.
La lettrice ha proposto quattro libri dopo di che la mia bimba si è stancata ed abbiamo lasciato il gruppo alle prese con una quinta lettura decisamente più "da grandi". Rispetto all'esperienza precedente è andata meglio: la lettrice ha reso i bambini partecipi, ci ha messo un po' di enfasi ma... ha commesso anche qualche errore.

Mentre ascoltavo le storie - io ero mimetizzata tra i bambini perchè la mia principessina mi voleva vicina (ma và?) - ho affinato il mio senso critico rispetto alla situazione. Avevo già da tempo una mia opinione in merito a come si dovessero proporre letture ai bambini e le mie convinzioni, anche stavolta, sono state confermate da quanto detto nel corso di un incontro organizzato da Nati per leggere al quale ho partecipato non molto tempo fa. Nel corso dell'incontro Elena Carrano, lettrice volontaria, ci ha dato delle dritte su come leggere a voce alta ai bambini ho avuto a mia disposizione degli strumenti ben precisi grazie ai quali valutare la qualità della lettura. Tutto questo non per essere acida ed ipercritica ma per rendervi partecipi di quelle che dovrebbero essere le regole da seguire per leggere un libro ad alta voce ad un bambino.

Una delle regole che ho imparato - ed una delle conferme che ho avuto da Nati per leggere - è relativa al fatto che il lettore non possa improvvisare. Deve già conoscere il testo che si appresta a leggere per renderlo al meglio. Non si può i leggere il libro per la prima volta al giovane pubblico perchè i bambini sono molto attenti e se, come è capitato ieri pomeriggio, la lettrice sbaglia un'intonazione, non si accorge che sul fondo della pagina c'è un'altra riga, non rispetta la punteggiatura cambiando il senso alla frase, possono restare un po' interdetti. Per sua ammissione la lettrice non conosceva i libri che stava proponendo: errore. Perchè leggere prima della lettura pubblica? Non solo per prendere confidenza con la storia ma anche per verificarne la fluidità e per rendersi conto se è adatta per essere proposta. Nel leggere a voce alta non è importante tanto leggere bene quanto emozionare con la lettura, trasmettere qualche cosa. Il lettore, conoscendo il testo, è più sicuro. Malgrado ciò, quando legge ai bambini deve fare in modo che sia come se leggesse quella storia per la prima volta. Come? Creando meraviglia, facendo le dovute pause, partecipando allo stupore che determinate frasi alimentano...

Fare attenzione all'uso della voce. La voce è lo strumento principe nella lettura di un libro ad alta voce. Un attore importante al pari delle parole pronunciate, se non di più. E un attore ancora più importante delle immagini. Il tono della voce trasmette emozioni, mette in moto l'immaginazione, alimenta reazioni. Usare un tono piatto, una voce sempre uguale a se stessa non permette di rendere la storia come si dovrebbe. Questo non vuol dire che si debba esagerare. Non serve rendere troppo teatrale la scena ma si può anche usare il corpo per enfatizzare alcune parti ricordando, però, che si tratta pur sempre di un adulto che legge ad un bambino. Il lettore non deve rendersi ridicolo con gesti o atteggiamenti plateali per catturare l'attenzione di piccoli, imitare il loro modo di fare etc... Deve saper emozionare il piccolo ascoltatore grazie alla storia ma, soprattutto, grazie alla sua voce. 

Qualche altra buona regola da seguire nel leggere libri a voce alta ai bambini.

Creare un ambiente adatto: nei limiti del possibile, sarebbe opportuno creare un ambiente accogliente anche seguendo dei semplici e piccoli accorgimenti. Qualche tappeto, cuscini colorati, seggiole a misura di bambino creano un ambiente favorevole alla lettura ad alta voce. Lo si può fare anche in casa: ci si può ritagliare un angolino della cameretta, faccio un esempio, per creare una situazione tranquilla e accogliente. Rispetto alla nostra esperienza precedente devo dire che ieri pomeriggio lo spazio in cui eravamo ad ascoltare la lettura tutto sommato non è stato niente male. Coloro che passavano attorno a noi, intenti a sbirciare tra i libri, non hanno disturbato più di tanto e non c'era confusione.

Creare un rapporto di empatia con i bambini. Se si entra nelle corde dei bambini, se ci si presenta nel modo giusto, li si incuriosisce e si è in sintonia con loro sarà tutto più facile. Non ha senso dire, in modo asettico, il proprio nome e cominciare a leggere in modo meccanico senza creare un rapporto preliminare con i bambini.
Scegliere libri adatti all'età dei bambini che ascoltano. E' impensabile che un bambino possa seguire una lettura che non è troppo adatta a lui per l'uso di termini difficili, per frasi troppo lunghe, per un'eccessiva lunghezza della storia, tale da richiedere tempi di attenzione non adatti alla sua età. Su questo posso dire che ieri è andata bene: sono stati proposti libri adatti per la mia bimba anche se, alla fine, qualche bambino più grande ha insistito affinchè si aggiungesse un'altra lettura non prevista.

Non leggere in modo distratto. Il lettore deve avere cura di chi ascolta nel senso che non può mettersi davanti ai bambini pensando - uso una frase che prendo in prestito da Elena Garrano - "...vabbè, mi tocca... e facciamolo!". Leggere un libro tanto per ottemperare ad un obbligo o senza provare piacere nel farlo vuol dire non trasmettere nulla a chi ascolta. Basta leggere una storia con amore... Meglio se si legge una storia che piace al lettore (perché se non piace non si riesce a trasmettere molto) e possibilimente che si ritiene possa piacere anche a chi ascolta.

Un lettore per quanti bambini? Uno, dieci, venti?
Per ottenere un buon risultato Nati per leggere suggerisce un determinato rapporto lettore/bambino. Un rapporto indicativo, lo sottolineo, perchè mi rendo conto che in alcune situazioni non è facile rispettare i parametri indicati (penso ai nidi dove c'è una sola insegnante con tanti bambini piccoli....).
Nati per leggere suggerisce: 
* 1 lettore / 1 bambino per letture a bimbi fino a 18 mesi di età. Il rapporto è soggettivo, il contatto è più diretto ed esclusivo perchè a quell'età il bambino ha bisogno di stare più vicino all'adulto che legge e predilige il contatto con lui;
* 1 lettore / 3-4 bambini di età compresa tra i 18 mesi ed i tre anni;
* 1 lettore / 20 bambini dai tre anni in su.

Spero di non aver fatto confusione... Ho cercato di mettere in ordine i pensieri di cui ho fatto tesoro in occasione dell'incontro con Elena e, sperando di essere utile, ho voluto renderne partecipi i lettori del mio blog. 
Vorrei sottolineare un punto: il discorso del rapporto tra lettore e bambini riguarda per lo più i lettori volontari, gli insegnanti, gli operatori di laboratori cui partecipano più bambini... Ma le regole che ho indicato sopra credo che siano utili anche a mamma e papà quando si apprestano a leggere una storia al loro bimbo. A me sono state utili. In molti casi si è trattato di conferme ad idee che mi ero già fatta sull'argomento e ne ho fatto tesoro. 

Regole troppo difficili da seguire? Ma no... Io credo di no. Elena ci ha detto chiaramente che non bisogna essere dei professionisti. Basta mettere amore nella lettura e... avere la consapevolezza di avere uno strumento capace di emozionare...

Sperando di non aver annoiato e di essere stata utile almeno un po' vi auguro buona lettura.  

Ps. mi auguro che momenti di lettura a voce alta ce ne siano sempre di più.... in casa ma anche in altri luoghi che ben si prestano allo scopo. 

mercoledì 20 luglio 2011

Pluff, in acqua! (I libri del bebè)

Oggi vorrei proporre una lettura piccola piccola per lettori piccoli piccoli. Si tratta di un libro quadrato, di quelli cartonati, che è indicato per bambini dai sei mesi in avanti. Eh si, avete letto bene, dai sei mesi di vita!

Si intitola Pluff, in acqua e racconta con brevissime frasi e delle immagini tutte da guardare l'avventura di un neonato nella vasca da bagno. Una situazione molto semplice ma che permette al bambino di osservare i particolari e ricondurre la circostanza a quando è lui stesso a fare il bagnetto. Evocando il piacere di quel momento si stimolano le sensazioni positive che a ciò sono legate ma si permette anche di iniziare ad ascoltare, guardare e condividere il piacere della lettura.
Fa parte della collana I libri del bebè, una collana che consta di altri tre titoli sviluppati più o meno nello stesso modo.
Le illustrazioni sono piuttosto semplici e con immagini armoniche e regolare, colori vivaci ma non troppo aggressivi e testi davvero molto brevi.

E' un'edizione del 2008 e costa 3.60 euro e noi l’abbiamo trovato in biblioteca. I miei bimbi hanno quattro e cinque anni e mezzo: sono abituati a storie più strutturate ma anche un librettino così ha catturato la loro attenzione. Mentre leggo loro le brevi frasi li vedo attentissimi a scrutare le immagini, fanno caso ad ogni dettaglio ed è comunque un bell’allenamento!
Può sembrare assurdo pensare ad un libro per un bambino di sei mesi ma studi scientifici hanno dimostrato che sentir leggere una storia fa bene ai bambini fin da piccolissimi. Leggere una storia, per "piccola" che sia, a voce alta al proprio bimbo gli permette di aprire la mente e ricevere stimoli importanti.
***
Pluff, in acqua!
I libri del bebè
AER Edizioni
3.60 euro

mercoledì 2 giugno 2010

Casa Mia (Soledad Bravi)

Ma lo sai dove vivono le scimmiette? E le trote? Dove abita il clown? E dove abitano le palle di Natale?
Con il libro Casa Mia ognuno avrà il suo posto. Sia esso un oggetto, una persona o un animale. Il tutto con illustrazioni che parlano ancora prima delle parole. Parole che, a ben guardare, non sono molte e sono destinate ad essere lette da un adulto.

Casa Mia - titolo originale Chez Moi - è un libro cartonato, quadrato nelle dimensioni. I bambini si trovano tra le mani un libro di 14 x 14 cm, di uno spessore pari a 120 pagine che sono anch’esse cartonate, come la copertina, ma di un cartoncino più leggero. Non fogli tradizionali, come i libri più classici, ma un cartoncino che vuole essere più resistente visto che si tratta di un libro destinato a piccole mani, quelle di piccoli lettori in erba (che ancora leggere non sanno).
E’ un libro edito da una casa editrice a me sconosciuta – Babalibri – e costa 13.50 euro: i testi e le illustrazioni sono di Soledad Bravi e a dire il vero di testi ce ne sono davvero pochi.
Le illustrazioni la fanno da padrone e si strutturano su tutte e due le pagine: l’immagine inizia nella pagina di destra e termina in quella di sinistra (o viceversa, fate voi!).
Sono immagini semplici e ben colorate che sembrano uscite dalla fantasia di un bambino. Alcune fanno ridere i miei bimbi perchè sono tutt'altro che perfette! Simpatiche immagini!
I testi non sono testi ma parole.
Sulle pagine di sinistra è indicato il nome del personaggio, dell’animale o dell’oggetto a cui si intende dare adeguata sistemazione e sulla pagina di destra è indicata l’allocazione giusta.
Qualche esempio?
Le galline – il pollaio
Il ragno – la ragnatela
L’anatra – lo stagno.
I miei bimbi riescono a “leggere” le immagini e guardando le illustrazioni riescono a capire entrambe le parole… ma non sempre perché andando avanti con le pagine le cose si fanno più difficili.
Difficile spiegare, ad esempio, quale sia la casa delle sardine (la scatola di sardine) visto che i miei piccoli si chiedono innanzitutto cosa sono le sardine e perché, saputo che sono dei pesci, non vivono nel mare con tutti gli altri.
Così come non è facile motivare il fatto che il pesce rosso non viva nel mare con tutti gli altri ma in una boccia di vetro…
Difficile spiegare chi sia lo Yeti che vive nella caverna… Ma che è un mostro? Ma i mostri non esistono, vero mamma?
E perché il canarino, che è un uccellino, non può volare nel cielo ma sta in una gabbia?
Insomma, non è un libro così semplice come si potrebbe pensare. Stimola qualche riflessione ed è uno strumento di crescita culturale per i piccoli lettori che riescono ad imparare cose nuove (i miei bimbi hanno rispettivamente quattro anni e mezzo e tre anni) e pongono anche delle domande legittime…
Ma come. Gli alunni vivono nella scuola? Non vivono a casa loro?
Il pellerossa vive nel tepee? E che cos’è un pellerossa? E come si dice? Te-che? Tepee? Non è un indiano che vive in una tenda?

Noi abbiamo preso questo libro in biblioteca e devo dire che all’inizio l’ho sottovaluto… Sulle prime ho pensato che fosse troppo semplice proporre abbinamenti piuttosto scontati ai miei bimbi… Però mi sbagliavo.

Costa un pochino, è vero. Però è realizzato in un buon materiale e non è per niente male.
Lo consiglio per bimbi che, pur non sapendo ancora leggere, abbiano tanta voglia di imparare ed abbiano al loro fianco genitori pronti a stare loro accanto nel loro più importante periodo di crescita.
E’ un prodotto che arriva dalla Francia, tradotto in italiano da Federica Rocca e… stampato in Cina, nel 2008.

***
Casa Mia
Soledad Bravi
Babalibri
13.50 euro