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giovedì 29 giugno 2023

Il figlio del mare. La saga dei Da Mar (D. Morosinotto)

Morosinotto mi ha conquistata con la storia di Shi Yue ed ancora una volta conferma quanto i libri per ragazzi possano essere appassionanti anche per lettori più maturi.

Dopo aver letto le mirabolanti avventure di una ragazza coraggiosa, stavolta abbiamo a che fare con le avventure di un ragazzo, un adolescente che, seppur vissuto in un'epoca e in un luogo diversi da Shi Yue, dimostra la stessa tenacia, lo stesso coraggio, la stessa determinazione.

Lo stile dell'autore affascina, conquista, modella un personaggio che entra nel cuore dei lettori anche stavolta. E lo fa mettendo su carta un'avventura grandiosa, nel corso della quale quel ragazzino si metterà in gioco non solo per difendere la sua terra ma anche per andare alla ricerca di sé stesso. 

Siamo nel 452 d.C. e Pietro, questo il suo nome, porta avanti con orgoglio il suo lavoro di guardiano dei maiali. Almeno fino a quando l'imminente arrivo degli Unni non impone anche a lui di lasciare tutto ed impugnare le armi contro il nemico. L’Impero Romano è oramai al declino e la minaccia degli Unni è ogni giorno più concreta. Pietro non si tira indietro quando viene chiamato a svolgere il suo dovere per difendere la sua terra, la sua gente. 

Con l’arrivo degli Unni e l’inizio della guerra prende avvio per lui un’avventura che lo porterà al cospetto del temutissimo Attila, che lascia morte ovunque passa. Il giovane contadino dalle origini barbare, figlio di un uomo che veniva dal mare, saprà affrontare a testa alta le prove che la vita ha in serbo per lui.

Alcune circostanze lo porteranno a vivere situazioni che, da semplice contadino qual è, non avrebbe mai potuto nemmeno immaginare e il suo carattere, la sua capacità decisionale, il suo istinto lo porteranno a guardare sempre avanti con fiducia e coraggio. Lo porteranno anche a conoscere qualcuno che non avrebbe mai pensato nemmeno di poter avvicinare, a dire il vero.

Per chi ama l'avventura, per chi ama personaggi coraggiosi, per chi vuole perdersi in luoghi lontani è il romanzo adatto. Perfetto per giovani lettori ma appassionante anche per lettori più grandi. E poi... questo ragazzino sogna di fondare una città sull'acqua... quella che sarà la nostra bellissima Venezia: un grande sogno, no? Lo realizzerà davvero?
 
Libro che consiglio anche come lettura delle vacanze per chi si è lasciato la scuola alle spalle e cerca un po' si svago all'insegna dell'avventura e della buona scrittura.
 
Un dubbio mi resta: il sottotitolo La saga dei Da Mar lascia presagire ad un seguito? I presupposti ci sono tutti, eccome!!!! 

Ps. diciamo la verità. Morosinotto mi ha conquistata, per la primissima volta, con Il rinomato catalogo Walker & Dawn, una grandissima sorpresa. Poi è arrivata Shi Yue ed ora Pietro. Li consiglio tutti!
***
Il figlio del mare
Davide Morosinotto
Mondadori editore
369 pagine
17.00 euro copertina rigida, 8.99 Kindle, Audiolibro

lunedì 27 marzo 2023

Una lettera coi codini (C. Antonini)

Messico, 1914. Guerra Civile. Il papà di Johanna,  ingegnere ferroviario americano che lavora a Città del Messico, per difendere sua figlia dai pericoli legati al momento storico che stanno vivendo, la allontana spedendola oltre la frontiere come se fosse una lettera.

Una lettera, esatto, con tanto di francobollo e destinatario che altri non sarebbe se non sua madre che, per motivi di salute, era già fuori dal territorio messicano da qualche tempo.

La ragazzina, dodici anni appena, si trova stipata in un vagone postale assieme ad altre lettere e pacchi: ad un'iniziale paura, più che comprensibile, si sostituirà ben presto il coraggio di chi si troverà a vivere un'avventura che mai avrebbe potuto immaginare. 

Da Città del Messico fino a El Paso: questo il percorso che il treno sta affrontando e la promessa di suo padre è quella di raggiungere lei e la madre (che l'attende a destinazione) appena sarà possibile. 

Ma... c'è un ma. E non è solo il fatto che il controllore e il suo aiutante si accorgono di quella strana lettera quanto l'arrivo a bordo di un manipolo di guerriglieri al seguito di tal Pancho Villa intenti a scortare un anziano americano, il giornalista Ambrose Bierce. Una figura che resta marginale per gran parte del libro... ma che riserva qualche sorpesa.

Ha inizio un'avventura che, farcita di una buona dose si fantasia, vedrà la ragazzina affrontare pericoli e situazioni  più grandi di lei: dimostrerà coraggio, intuizione ed anche un pizzico d'incoscienza che, in certi momenti, è più che utile. 

L'avventura la porterà a conoscere persone che diventeranno più di compagni di viaggio: scoprirà l'amicizia ma anche i valori legati alla rivoluzione, lo spirito di sacrificio, l'impegno sociale... concetti importanti che onestamente in alcuni passaggi avrei approfondito (ad esempio avrei speso qualche parola in più per far capire da quale tipo di pericolo scappa la ragazzina...) senza ovviamente rendere la narrazione pesante con riferimento politici.

L'autore riesce a catturare l'attenzione del lettore che si affeziona ai personaggi: a quella ragazzina, in particolare, ma anche agli altri, ognuno dei quali è importante ai fini dell'evolvere della storia. 

É un libro che consiglio a giovani lettori che vogliano vivere un'avventura ma che siano anche disposti ad aprire la propria mente rispetto a vicende storiche che, seppur non approfondite, sono comunque una parte importane del racconto.

Non mi aspettavo una storia di questo tipo: ho preso questo libro in prestito in biblioteca perchè, avendo intenzione di regalarlo alla figlia di una mia amica, volevo capire se fosse adatto a lei oppure no.  

Lo consiglio vivamente e non solo a giovani lettori: storia godibile anche per un lettore più maturo che non abbia pregiudizi nei confronti di storie pensate per ragazzi.
***
Una lettera coi codini
Christian Antonini
Giunti editore
pag. 292
8.90 euro copertina flessibile, Kindle Unlimited, Audiolibro

martedì 27 dicembre 2022

Il pianeta degli alberi di Natale (G. Rodari)

 

 Sogno, fantascienza, magia, mondi paralleli. In due parole, Gianni Rodari.

In questo periodo natalizio ho sperimentato quanto possa essere divertente cercare libri da leggere ai bambini, a voce alta, nelle scuole. Il pianeta degli alberi di Natale, a dire il vero, non ho potuto prenderlo in prestito perchè era già fuori e sarebbe rientrato dopo un paio di settimane ma quando la bibliotecaria me lo ha citato mi sono incuriosita e l'ho preso in prestito dal circuito Mlol in versione ebook. Per mia curiosità, però, non certo per proporlo come lettura ad alta voce visto che per questo ci vogliono libri da sfogliare, da tenere tra le mani, da mostrare, da far toccare ai piccoli.

In perfetto stile Rodari, la storia che viene narrata è quella di un bambino che si ritrova, all'improvviso, in un mondo lontano. Dopo aver ricevuto un cavallo a dondolo in dono per il suo compleanno - dono poco apprezzato, a dire il vero, perché "da piccoli" - il bambino affronta un fantastico viaggio verso un pianeta in cui gli abitanti non hanno nome, le cose non si comprano, non esistono soldi e, di conseguenza, si può prendere tutto ciò che si vuole senza sborsare nessun denaro.

A ben guardare il pianeta sembra realizzare ogni desiderio che si possa avere: si mangia senza pagare, si dorme nella casa che si desidera, si cammina in vie che non hanno nome e che potrebbero anche avere il proprio, si viene serviti da gentilissimo robot che pensano a fare tutto. Una vita da sogno dove, però, non mancano le minacce... una di queste rappresenterà una prova per il nostro protagonista visto che dovrà trovare una soluzione, un modo per superare il pericolo lavorando d'astuzia e senza la minima violenza.

Una prova importante per un bambino: affrontare un problema, trovare una soluzione mettendo in moto l'ingegno anche in un mondo dove sembra che tutto sia semplice, dove le soluzioni si possono trovare ovunque.

Considerando che è stato pubblicato la prima volta nel 1962 credo di poter dire che il tema proposto, un tema fantastico, è decisamente lontano dai fantasy di oggi ma, comunque, capace di far viaggiare i più piccoli con la fantasia.

Rodari, poi, ha uno stile riconoscibilissimo: diverte, cattura, porta lontano con le parole e non si smentisce inserendo, nelle ultime pagine, anche delle filastrocche che hanno tutte a che fare con il mondo in cui il nostro protagonista viene a trovarsi. Non mancano oggetti che funzionano al contrario, situazioni capovolte e simili.

Storia simpatica da proporre ai bambini come lettura della buona notte, con la certezza che possano poi viaggiare lontano, in un fantastico sogno.
***
Il pianeta degli alberi di Natale
Gianni Rodari
Einaudi editore
142 pagine
12.50 euro copertina flessibile, 15.00 euro copertina rigida

mercoledì 28 settembre 2022

Bosconero (F. Salvaterra)

Bosconero è un luogo misterioso. 

Tante sono le storie che vengono raccontate in merito alla popolazione che vi abita e non sono affatto storie piacevoli. Si trova ai margini della Collina Solitaria dove abita Ron, un dodicenne che è affascinato dalle storie che gli raccontava suo nonno e che, ora che lo ha perduto per sempre, vorrebbe tanto averlo ancora accanto soprattutto in occasione di un’avventura che mai e poi mai avrebbe immaginato di vivere: andare a cercare la sua sorellina Lucy, sparita improvvisamente da casa e probabilmente inghiottita dal  bosco. O meglio, rapita e finita chissà dove per mano di un qualche mostro che in quel misterioso luogo abita.

Ma come può essere vero tutto ciò? Sarà sicuramente la sola fantasia del nonno ad aver creato mostri e presenze misteriose all’interno di un ambiente, il bosco, dal quale solitamente si preferisce che i più piccoli restino lontani per via dei tanti pericoli che, pur senza mostri di sorta, vi si incontrano.

Ron sperimenterà sulla sua pelle che quei racconti non erano poi così fantasiosi e sentirà la presenza del nonno più vicino che mai anche grazie a degli oggetti che lo accompagneranno nel suo viaggio.

La storia - letta in collaborazione con Thrillernord - è fantastica e i mostri evocati, con tanto di descrizioni piuttosto precise, possono togliere qualche ora di sonno ai giovani lettori meno coraggiosi. E’ una storia ben strutturata, con tutti gli elementi che si incastrano nel modo giusto, ben scritta, carica di tensione e di personaggi che fanno virare il racconto verso il noir in alcuni momenti, sempre a misura di giovani lettori. Anche le descrizioni più cruente sono rese a loro misura e fanno paura, è vero, ma senza esagerazioni. 

L’epilogo è una sorpresa. Per me, almeno, lo è stata ed ho pensato ad una storia che richiama le favole classiche, quelle d’altri tempi anche se interpretata in chiave moderna.

Anche se in alcuni momenti, soprattutto nella parte che porta verso il finale, avrei preferito una narrazione più veloce (ma è un mio limite davanti a capitoli molto descrittivi ma necessari in questo tipo di storie nelle quali l’atmosfera descritta, oltre ai personaggi, è fondamentale per trasmettere un certo tipo di emozioni), devo dire che è una lettura gradevole per giovani lettori che volessero approcciarsi (o che amassero) il genere. Mostri e presenze inquietanti non fanno paura a quel ragazzino tutta scuola e casa: un messaggio per tutti, per coloro che si trovano ad affrontare i loro mostri quotidiani e che credono di non avere gli strumenti giusti per farlo. Ron dimostra che non è così, che il male può essere sconfitto e che, a ben guardare, potrebbe anche celare qualche cosa di diverso da ciò che ci viene narrato o che si percepisce come mostruoso. 

Ragazzino coraggioso, Ron è il protagonista di una storia dai mille pericoli che, a ben guardare, si svolge nell’arco di poche ore che a lui, però, sembrano anni per via delle tante insidie che si trova ad affrontare.

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Bosconero
Filippo Salvaterra
Il Puntino editore
284 pagine
14.00 euro copertina flessibile, Kindle Unlimited

venerdì 27 maggio 2022

Benvenuti ad Addamsville. È ora di affrontare i tuoi demoni (F. Zappia)

L’ultimo libro di Francesca Zappia, letto in collaborazione con Thrillernord, è perfetto per chi cerca un’eroina incompresa, vittima dei pregiudizi ma coraggiosa al punto tale da mettere in gioco la sua vita per il bene della sua città e delle persone che ama. È perfetto per chi cerca un’avventura ad alta tensione con una buona dose di fantasia, di mistero, di anime che vagano tra la morte e non morte, di pericoli da tenere lontani da una città che ha una strana, stranissima fama. 

È perfetto anche per chi sia disposto a dare fiducia a giovani protagonisti che si rivelano più in gamba di tanti adulti messi insieme ma anche a chi voglia affrontare un’avventura in cui niente è come sembra, nessuno (o quasi) è chi sembra.

Zora è una ragazzina che fa fatica ad essere compresa e creduta da chi le ha appiccicato un’etichetta addosso soprattutto per via dei trascorsi di alcuni membri della sua famiglia. Vive con sua sorella maggiore e sente il peso dell’assenza di una madre che tutti danno per morta ma che lei sa che non lo è: perché lei vede le anime dei morti e quella di sua madre proprio non c’è. Sente anche il peso delle colpe di un padre che sta scontando la sua pena ma che si tramuta, giorno dopo giorno, in una pena implicita anche per loro due fatta di pregiudizi, di commenti pesanti, diffidenza, rancori. Ma Zora è consapevole di avere un compito ben preciso da portare avanti, un compito che la porterà a liberare la città da presenze pericolose, molto pericolose.

Lungo il suo cammino incontrerà alleati inaspettati, farà scoperte sconvolgenti e, soprattutto, si troverà a lottare con le unghie e con i denti (…mi ha colpita e rende molto bene l’idea l’immagine di questa ragazzina con una pesante accetta in mano, strumento che le è necessario più di ogni altro per portare a termine la sua missione) contro una minaccia della quale sembra di rendersi conto solo lei.

Io non amo particolarmente demoni e fantasmi ma devo dire che in questo contesto sono inseriti in modo molto efficace. La storia di una città “maledetta”, di una ragazzina considerata quasi come la feccia della società… una storia di riscatto, di coraggio.... Storia di fantasia, quella di Zora è un’avventura per ragazzi ben scritta e capace, ne sono convinta, di catturare giovani lettori amanti del brivido ma anche lettori più maturi pronti a dare una possibilità ad una storia di presenze oscure e minacce terrificanti.

***
Benvenuti ad Addamsville
Francesca Zappia
Giunti Editore
324 pagine
14.00 euro copertina flessibile, 8.90 Kindle

domenica 20 marzo 2022

Green. La trilogia delle gemme vol. 3 (K. Gier)

 La trilogia delle gemme è arrivata al gran finale. 

Finalmente, aggiungo io. Perché ad un certo punto ho pensato che la narrazione fosse un po' troppo trascinata per le lunghe. La storia arriva a maturazione con continui salti nel passato che, lo ammetto, ad un certo punto ho anche fatto fatica a seguire ed ho smesso di cercare di comprendere appieno tanta era la voglia di arrivare a capire quale sarebbe stato il gran finale.

Un breve cenno alla storia, ai suoi sviluppi precedenti, viene dato anche in questo terzo capitolo per permettere a chi avesse perso gli altri due di orientarsi. Devo ammettere che chi iniziasse la lettura da qui a mo' di volume unico si perderebbe tanti dettagli che, invece, sono necessari per capire bene di cosa stiamo parlando. 

Siamo con Gwendolin e Gideon, due giovani che hanno il gene dei viaggi nel tempo. Lei ha visto cambiare la sua vita in due settimane: è da due settimane, infatti, che ha scoperto di avere questo dono e di essere la protagonista di una grande avventura. Non mancheranno pericoli e imparerà sulla sua pelle che niente è come sembra. Nemmeno lo scopo della sua missione è quello che le è sempre stato detto. Dovrebbero essere in ballo le sorti dell'umanità: ma è davvero così? I pericoli che Gwen e Gideon si trovano ad affrontare sono davvero necessari per salvare il mondo?

Non posso andare oltre nei dettagli della trama che è piuttosto intricata: basti sapere che i due viaggiano nel tempo (e non sono gli unici) alla ricerca di un cronografo perduto che dovrebbe essere la chiave di volta di tutta l'avventura. Metteteci un pizzico di romanticismo, buoni e cattivi che non si capisce bene da quale parte stiano, incontri con personaggi vissuti nel passato, qualche cambiamento di vicende che avrebbero dovuto andare diversamente ed il gioco è fatto. 

Si tratta di un fantasy adatto per giovani lettori che amino l'avventura fantastica ed anche le storie d'amore a loro misura. 

Ad un certo punto devo ammettere che la narrazione mi è sembrata tirata troppo per le lunghe ed onestamente avrei tolto qualche pagina... sul finale la storia arriva ad una svolta che, secondo me, poteva arrivare molto prima. 

Va detto che la struttura narrativa non è affatto semplice soprattutto per via dei salti nel passato, degli incontri con i personaggi dell'epoca... ad un certo punto ho anche smesso di cercare di capire con esattezza il contesto storico e la cognizione del tempo ed ho lasciato correre senza soffermarmi troppo sui dettagli.

Non è una lettura che sconsiglio ma va considerata per quella che è, senza troppe pretese. 

Un ultimo dettaglio: ad un certo punto nella mia mente ho cercato di dare un volto ai protagonisti perché dalle descrizioni mi sono parsi davvero belli ed affascinanti, tanto da sentire il bisogno di dare loro forma concreta.
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Green. La trilogia delle gemme vol. 3
Kerstin Gier
TEA editore
432 pagine
12.00 euro copertina flessibile, 7.99 kindle

sabato 22 gennaio 2022

Agata De Gotici e il fantasma del topo (C. Riddell)

Non capisco il perché del titolo, in questa storia. Mi aspettavo che quel topolino fantasma fosse il fulcro del racconto invece compare (diciamo compare, ma essendo un fantasma nemmeno compare in modo chiaro) ma la vicenda va in tutt'altra direzione.


Io l'avrei intitolato Agata De Gotici e il Club della Soffitta... avrebbe avuto più senso ma, ovviamente, si tratta di un'osservazione del tutto personale. 

Però tant'è. Accanto ad Agata, che vive in un enorme palazzo con suo padre e personale di servizio di diversa foggia e fattezze, non è il topolino il protagonista ma una serie di personaggi che la ragazzina ha avuto sempre attorno ma dei quali non si è mai accorta. Si tratta del personale di servizio, principalmente, oltre che a due giovani ospiti che rappresentano, nel complesso, una squadra affiatata e sprezzante del pericolo.

Eh già, perché la ragazzina si troverà ad affrontare una situazione potenzialmente pericolosa tra le mura del palazzo di suo padre con l'aiuto di personaggi bizzarri ma di gran cuore. 

Si tratta di un libro per ragazzi che si presenta molto bene e ammetto che quando l'ho comprato per mia figlia mi sono lasciata attirare dalla copertina rigida e nera con decori argento, pagine viola e quel pizzico di mistero che ho avvertito prendendo il volume tra le mani. Se non ho capito male Agata è la protagonista di una serie ma non mi sono curata, all'epoca, di iniziare dal principio. Volevo solo proporre a mia figlia una lettura fuori dalla sua comfort zone ma... credo che non l'abbia mai letto così ho voluto togliermi io la curiosità di capire di cosa stessimo parlando.

Agata è una ragazzina dolce e delicata, intelligente e coraggiosa. Trovo che sia un esempio positivo per giovani lettori anche se, a dirla tutta, non è poi del tutto ubbidiente. Sfido io, però, ad essere ubbidiente quando qualcuno pianifica la tua vita già dalla scelta dei vestiti che devi indossare ogni mattina!

Insomma, la vita a palazzo non è poi così rose e fiori come si può pensare e le avventure non mancano anche quando tutto sembra ben pianificato nei minimi dettagli. Questa avventura lo dimostra. Avventura che può mettere paura ai giovani lettori? Ma no... li coinvolge nelle varie peripezie con personaggi bizzarri, questo si, ma non c'è niente di terrificante se non le ambientazioni un po' dark che vengono proposte ma nulla più.

Interessanti le note che vengono proposte di tanto in tanto per fornire spiegazioni, più o meno fantasiose, a termini e situazioni che arricchiscono la storia. Sono delle note a piè di pagina scritte dal piede amputato di un famoso scrittore che perse il suddetto piede nella battaglia di Baden-Baden-Wurtenmberg-Baden ed è proprio un piede mozzato l'immagine che le identifica!

Consigliato per giovani lettori che vogliano vivere avventure ambientate in un palazzo spettrale ma nel quale si snodano personaggi divertenti seppur bizzarri, ai quali non manca di certo il coraggio.
***
Agata De Gotici e il fantasma del topo
Chris Riddell
Il Castoro
219 pagine
14.50 copertina rigida

domenica 22 agosto 2021

Assedio e tempesta. GrishaVerse (L. Bardugo)

Secondo volume della serie GrishaVerse, anche Ascesa e rovina si apre con la spiegazione di alcuni termini particolari che verranno usati durante la narrazione. Un dettaglio che ho molto gradito e che mi era sfuggito (non l'avevo segnalato) nel parlare del primo volume dove, pure, è presente.

Alina, la protagonista, deve fare una scelta e deve capire di chi può fidarsi e di chi, invece, no. 
 
Non è un compito semplice visto che gli elementi che entrano in gioco sono parecchi ed i personaggi che Alina e i suoi sostenitori incontrano lungo il cammino sono capaci di stupirla, in un senso o nell'altro.
Sta scappando, si sta nascondendo assieme ad alcuni fedelissimi che le hanno giurato fedeltà. Può davvero fidarsi di tutti loro. Quell'orfanella di un tempo, oramai, non esiste più. Alina è cresciuta ed ha acquisito consapevolezza: non è una ragazzina come tutte le altre, è una Grisha (Soldati del Secondo Esercito dominatori della Piccola Scienza) ed è la più potente Evocaluce che si sia mai incontrata. 

Ricercata per tutto il Mare Vero, piegata dal senso di colpa per le vite cadute a causa sua nella Faglia d'Ombra, Alina sta cercando di costruirsi un nuovo futuro altrove, dove nessuno la conosca e, soprattutto conosca i suoi poteri. 
Facile a dirsi, meno a realizzarsi.
Il suo paese è in pericolo e lei sa bene di avere un ruolo importante nella difesa di Ravka, quella terra che sarà sempre in pericolo fino a che l'Oscuro, quell'essere potente e misterioso del quale ha imparato - sulla sua pelle - di non potersi fidare tornerà a reclamare il controllo su di lei e sul suo potere per utilizzarlo a suo favore.

In questa seconda avventura compare un personaggio nuovo che mi ha piacevolmente colpita Nikolai, figlio minore del re, con un ruolo molto particolare e, soprattutto, capace di stupire. 
Alina matura, è più consapevole del suo ruolo e fa scelte importanti. Lavora per organizzare un esercito che possa aiutarla nel compito che sa di dover portare avanti e fa tesoro di alleanze che mai avrebbe pensato potessero davvero concretizzarsi. Impara a conoscere a fondo i suoi alleati e deve sacrificarsi per il bene del suo popolo, anche se questo vorrà dire non ascoltare ciò che le dice il suo cuore. 

Decide di affrontare il pericolo senza timori, è pronta a tutto anche se questo vorrà dire mettere a repentaglio la sua stessa vita.

L'azione non manca, il ritmo è crescente per una storia che ha saputo catturarmi e tenermi incollata alle pagine. 
Non ho mai suggerito dei fantasy ai miei figli - conoscendo i loro gusti - ma sono certa che se incontrassero Alina, Mal e il loro esercito ne verrebbero conquistati forse più di quanto non abbiano fatto con me.
***
Assedio e tempesta. GrishaVerse
Leigh Bardugo
Mondadori Editore
300 pagine
18.90 copertina rigida - 9.99 Kindle

mercoledì 11 agosto 2021

Tenebre e ossa. GrishaVerse (L. Bardugo)

La mia precedente esperienza con questa autrice è stata archiviata con un NI per via di una storia (si tratta di La nona casa) con la quale ho fatto fatica ad entrare in sintonia. Tutto troppo per me. Troppi dettagli, troppi elementi disturbanti, troppe questioni date per scontate... ho voluto, però, dare una seconda opportuntà a Leigh Bardugo soprattutto alla luce dei tanti suggerimenti che mi sono arrivati in merito alla serie GrishaVerse.

 Così ho deciso di leggere il primo della serie, Tenebre e ossa.

Devo dire che questa volta è andata decisamente meglio. Classificato come fantasy per ragazzi devo dire che ne rispetta appieno i canoni e mi ha coinvolta grazie anche ad una narrazione scorrevole e ricca di dettagli che, questa volta, non sono spiazzanti come avvenuto in precedenza.

Consapevole del fatto che si tratta di una trilogia mi sono posta alla lettura sapendo che la storia non sarebbe stata autoconclusiva. 

La voce narrante è quella di Alina: un'orfana, apprendista cartografa nell'esercito di Ravka, un tempo nazione potente e ora regno circondato dai nemici più o meno manifesti. Ha accanto un amico, Mal: un ragazzino che vive la sua stessa esperienza di orfano e con il quale ha condiviso gioie e dolori arrivando a serbare un sentimento che si avvicina molto all'amore, seppur taciuto.

Vivono in un mondo in cui le minacce ed i pericoli sono dietro la porta e dove ognuno ha un suo ruolo, dal più umile al più importante e prestigioso. Una delle zone più minacciose in assoluto è la Faglia d'Ombra, una striscia di oscurità che divide in due il regno ed è proprio qui che Alina e Mal, assieme a tutti gli altri, vengono attaccati da creature spaventose. Sarà proprio in questa circostanza che Alina mostrerà, suo malgrado, di avere un potere che nessuno mai le avrebbe riconosciuto: è un potere molto particolare, quello di evocare la luce e ciò le permetterà di essere selezionata per far parte dei Grisha, un gruppo prescelto di creature magiche che sono agli ordini dell'Oscuro, l'uomo più potente di Ravka dopo il re. 

Ben presto si renderanno tutti conto del grande potere che è celato dietro quella ragazzina magra ed impaurita e lei stessa fa fatica a realizzare quando potrebbe essere decisivo il suo ruolo nel distruggere la Faglia e riportare la pace e l'unità nel regno. L'Oscuro, il primo a convincersi della preziosità del dono di Alina, la prende sotto la sua ala protettrice ed ha grandi progetti per lei.

Niente, però, è quello che sembra. Alina si può fidare di quell'uomo misterioso ed affascinante o i suoi intenti sono tutt'altro che pacifici? 

Dubbi, tanti dubbi iniziano ad affollare la sua mente di ragazzina che sembrava aver ottenuto il suo posto nel mondo. Ma tanti dubbi iniziano anche ad affollare il suo cuore diviso tra l'amore di sempre per Mal e l'attrazione per l'Oscuro dal fascino misterioso.

Ho trovato la narrazione incalzante e preparatoria per i veri colpi di scena che, me lo auguro, arriveranno con i prossimi capitoli. 

Il bello e dannato - presente.

L'amico di sempre per il quale batte il cuore - presente.

La ragazzina orfana dai grandi poteri - presente.

Ci sono elementi che possono richiamare i canoni classici delle favole a lieto fine ma... sarà davvero così?
***
Tenebre e ossa. GrishaVerse
Leigh Bardugo
Mondadori editore
240 pagine
17.90 copertina rigida, 9.99 Kindle

mercoledì 30 giugno 2021

Mancherai all'infinito (M. Ollerongis)

Libro arrivato in casa mia su richiesta di mia figlia che, se non ho capito male, segue l'autore su Instagram. Non scrive male, Mattia Ollerongis. Solo che la storia non mi è sembrata affatto originale e a tratti anche un po' ridondante.

Triste, una storia triste che è collegata ad un addio, al trovarsi e al perdersi nel periodo più delicato della propria vita, quando si vive il primo amore.

 
La storia è quella di Mattia e Anita. Ma non solo quella...

Il loro è un grande amore giovanile che si è alimentato in fretta e che si è nutrito, giorno dopo giorno, di tante reciproche attenzioni che hanno anche cambiato Mattia, lasciando in lui un segno profondo. Poi arriva il distacco, la separazione, l'allontanamento e la sofferenza. 

La narrazioni si snoda su due piani temporali: oggi Mattia parla in prima persona e racconta il vuoto che gli è rimasto dentro così come racconta la voglia di ritrovare quella ragazza di cui sente ancora la presenza nonostante non si vedano da un po'. Non riesce a digerire l'allontanamento improvviso che ha subito e non riesce a darsi pace. Chiude le porte a tutto e a tutti, non ha entusiasmo, non riesce a guardare verso un futuro che gli sembra vuoto senza di lei.

Nel raccontare la storia con Anita si va indietro nel tempo e la narrazione è in terza persona. Viene raccontata una storia fresca, spontanea, intensa, fatta di piccoli gesti che hanno lasciato, però, cicatrici profonde nel momento in cui quel "noi" è venuto a mancare.

Si parla d'amore ma anche di amicizia. Di chi c'è anche quando viene messo da parte da un sentimento più intenso ed improvviso, travolgente. Di chi si allontana ma c'è anche nella distanza...

Tra le pagine si trovano tante frasi ad effetto ma quella che mi è rimasta appiccicata addosso è stata una profonda tristezza. Anche se il finale risolleva il morale aprendo le porte alla speranza, per gran parte del libro ho sentito una tristezza latente (e vista la storia non poteva essere altrimenti, a dire il vero) di cui onestamente in questo momento non avevo proprio bisogno.

Magari non era il momento giusto. Magari non era il libro per me. 

Dico sempre che quando un libro emoziona ha raggiunto il suo obiettivo e la tristezza è pur sempre una sensazione, un'emozione... però ora dovrò cercare per forza qualche cosa di più allegro perché ho l'impressione di essere rimasta con le ruote a terra giunta all'ultima pagina.
***
Mancherai all'infinito
Mattia Ollerongis
Sperling & Kupfer
212 pagine
15.90 euro copertina rigida, 9.90 copertinta flessibile, Kindle unlimited

venerdì 18 giugno 2021

Thornhill (P. Smy)

Quella copertina scura mi ha attirata senza che io potessi resistere. In occasione dell'ultima visita in biblioteca, dove mi ero recata per restituire due libri, l'occhio mi è caduto su questo libro di oltre 500 pagine, dall'aspetto un tantino inquietante ma altrettanto interessante.

Mi sono trovata tra le mani un piccolo capolavoro nel quale l'autrice racconta la storia usando parole ed immagini in modo tale che le une siano il completamento delle altre, con figure che vanno lette, non solo osservate con distrazione, perché hanno molto da dire.

 La storia viene narrata, o meglio le storie vengono narrate, su due diversi piani temporali. 

Quella di Mary risale al 1982 mentre quella di Ella al 2017. Mary è confinata a Thornhill, un orfanotrofio femminile che sta per chiudere. Anni dopo Ella si trasferisce con suo padre vicino a quell'edificio così scuro e misterioso. Sono due ragazzine sole, di una diversa solitudine ma pur sempre sole. Sola è Mary che si chiude sempre più in se stessa e che pur avendo persone attorno non ha alcun legame e alcun rapporto con gli altri. Sola è Ella che si trova a fare i conti con una nuova casa, una nuova città ed un padre troppo impegnato con il lavoro per affrontare le novità assieme a lei.

La storia di Mary viene raccontata in prima persona grazie alle pagine del suo diario: la ragazzina racconta dei gesti di bullismo dei quale è quotidianamente vittima, della sua impossibilità di parlare con qualcuno di ciò che le accade, della paura che l'attanaglia, della pace che prova nello stare da sola in cameretta a costruire le sue bambole.

La storia di Ella viene raccontata con l'uso di immagini di grande effetto, con pagine di diario che finiscono tra le sue mani, articoli di giornale che vengono riportati con dovizia di particolari. Ella capisce che qualche cosa di terribile deve essere successo tra quelle mura così sinistre ma nessuno sa dirle che cosa. Poi si imbatte in quel diario e comprende tutta la solitudine e tutta la paura che quella ragazzina deve aver provato anni prima proprio tra quelle mura. 

Ancora una volta ho trovato una piccola perla in biblioteca ed ho provato sensazioni contrastanti nel leggere la storia di quelle due ragazzine. Mary mi ha toccata il cuore. Più di quanto non abbia fatto Ella che, secondo il mio parare, resta in secondo piano rispetto alla protagonista assoluta che è colei che affida a carta e penna le sue memorie affinché qualcuno, prima o poi, venga a conoscenza di tutto ciò che lei non è stata capace di raccontare.

Thornhill racconta una storia buia, inquietante a tratti. L'autrice ha la capacità di trasmettere tutta l'inquietudine che Mary prima ed Ella poi vivono sulla loro pelle. Mary, soprattutto, entra nel cuore del lettore. Con me, per lo meno, così è stato. 

Il libro è piuttosto voluminoso ed anche pesante: un cartonato che però fa la sua bella figura anche esteticamente anche se, c'è da ammetterlo, non è certo adatto per essere tenuto in borsa e per essere letto mentre si fa la fila alla posta. 

L'ambientazione evoca storie di fantasmi, di giardini e di quei chiaroscuri che segnano l'adolescenza di due ragazzine diverse tra loro ma molto più simili di quanto non si possa immaginare.

L'uso del bianco e nero è di grande effetto. Anche l'uso di una pagina nera per separare un capitolo dall'altro ha uno scopo ben preciso e contribuisce a rendere il tutto ancor più inquietante di quanto non riescano a trasmettere le sole parole.

L'età di lettura indicata e suggerita è dai dieci anni ma io credo che sia più adatta dall'età dell'adolescenza in avanti. Si tratta di una storia che va letta oltre le righe, con illustrazioni che vanno necessariamente trasformate in parole perché hanno molto da dire e non sono un mero accessorio del testo. Una storia che inquieta ma rattrista, anche. Una storia che porta all'attenzione la solitudine degli adolescenti in una fase così delicata della loro vita e la necessità di dare loro ascolto, prima che un tetto sopra la testa o uno scatolone con tante cose da utilizzare in cameretta. 

Mi è rimasta impressa una riflessione di Mary che non può lasciare indifferenti:

Sono circondata da adulti a scuola e a Thronhill, ma nessuno di loro riesce davvero a capire cosa sta succedendo. Non vogliono sapere. Mi chiedo perché. Che  cosa impedisce a un adulto di sedersi e dire: "Come ti vanno le cose?" oppure "Va tutto bene?". Ho il sospetto che abbiano paura di ricevere una vera risposta, e allora sarebbero costretti a fare qualcosa, resterebbero coinvolti. O forse semplicemente non riescono a immaginare niente di spiacevole o di grave. Forse non vogliono pensare che alle persone che conoscono possa succedere qualche cosa di orribile.

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Thornhill
Pam Smy
Uovonero editore
533 pagine
18.50 euro copertina rigida (cartonato)

sabato 29 maggio 2021

Il ritratto (P. Zannoner)

Può un ritratto affascinare a tal punto da farsi "sentire"? Al punto di trasmettere un'emozione reale, palpabile?

Se lo chiedessimo ai due protagonisti del libro Il ritratto - letto in collaborazione con Thrillernord - la risposta sarebbe senza ombra di dubbio un sì. Perchè, di fatto, è così per entrambi.

Se, poi, l'opera d'arte di riferimento fosse La Velata di Raffaello, conservata al Museo di Palazzo Pitti a Firenze, allora i due ragazzi non solo risponderebbero con un sì convinto ma potrebbero intrattenere il lettore con tanti, tantissimi dettagli che riguardano quell'opera e che potrebbero sfuggire ad un visitatore distratto.

Tutt'altro che distratto è Doyun, uno studente arrivato dalla Corea del Sud per ammirare, giorno dopo giorno, proprio quel dipinto. Si trattiene forse più del normale davanti a quegli occhi misteriosi e il suo interesse sempre alquanto sospetto a chi, all'interno del Museo, ha il compito di vigilare per garantirne la sicurezza. Non passa inosservato a Silvia, una giovane che lavora proprio nella vigilanza all'interno del museo e che viene attirata non solo dall'atteggiamento sospetto del ragazzo ma anche dalla sua straordinaria bellezza e dal suo modo di fare che le tocca, fin da subito, le corde dell'anima.

Sono loro i personaggi principali di un romanzo pensato per i lettori più giovani ma che, secondo il mio parere, è adatto a tutti coloro che vogliano immergersi nel mondo dell'arte, nella storia dell'arte ed anche approcciarsi a quella che è la conservazione delle opere d'arte, alla loro tutela, alla loro difesa.

Nel momento in cui viene installato un  nuovo sistema di sicurezza all’avanguardia si apre anche un fronte particolare: quello dell'impatto delle nuove tecnologie nella vita di ognuno. 

Perchè se è un romanzo quello che racconta come una app possa agganciarsi ai cellulari di ogni visitatore, possa letteralmente spiarli e risalire ad ogni informazione possibile su di loro, non è poi così lontano dalla realtà tutto ciò, anche nella vita quotidiana. Si apre, dunque, una riflessione importante su quanto la sfera privata di ognuno venga lesa da tecnologie che, seppur pensate per nobili motivi - come in questo caso, per difendere il patrimonio artistico di un museo - vanno a toccare informazioni personali che divantano appannaggio dei gestori anche senza che la persona se ne renda conto. Non capita forse, seppur in minore misura di quanto non avvenga nel romanzo, anche nella realtà?

Ecco uno spunto di riflessione. 

Poi c'è la magia dell'arte. Mentre la storia si dipana, mentre ci si avvia verso le porte di un mistero bello e buono, il lettore acquisisce informazioni di cui probabilmente era all'oscuro (a meno che non si tratti di un amante della storia dell'arte, di Raffaello e delle sue opere). Ancora una volta un romanzo si fa veicolo di conoscenza. Anche il lettore che fosse meno interessato all'aspetto legato all'arte e fosse attirato maggiomente dal mistero fa sue le riflessioni che i due ragazzi fanno ad alta voce in merito alle opere, a quell'opera in particolare. Ed ecco, dunque, che arriva la conoscenza. 

Sui ritmi della narrazione devo ammettere che non si ha poi quella suspense che ci si potrebbe aspettare da un thriller ma io trovo che questo aspetto sia decisamente secondario: a rubare la scena è lei, La Velata, quell'opera d'arte che è oggetto di tanta ammirazione e che rappresenta una donna che potrebbe incarnare lo stesso concetto dell'ispirazione assoluta dell'artista. Quella donna sposata (perchè ha il velo) che è stata identificata come Margherita Luti, amante dell'artista, potrebbe essere una donna qualunque e, allo stesso tempo, non una qualunque donna. Un concetto un po' strano, che magari non sono stata capace di trasmettere appieno ma ho avuto l'impressione che quegli occhi volessero comunicare un'energia particolare, trasmettere un'emozione universale che arriva a chi si pone davanti ad un'opera d'arte non solo con un occhio aperto ma anche con il cuore spalancato. 

Lo consiglio a tutti coloro che vogliano lasciarsi ammaliare dalla bellezza del mondo dell'arte, a chi cercasse una storia moderna ma, allo stesso tempo, capace di riportare a tempi passati quando si lavorava nelle botteghe e si mescolavano i colori con meticolosità per arrivare a consegnare ai posteri un'opera capace di emozionare.
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Il ritratto
Paola Zannoner
Giunti Editore
272 pagine
17.00 euro copertina rigida - 10.99 Kindle

giovedì 4 marzo 2021

A piedi nudi, a cuore aperto (P. Zannoner)

Un libro importante. Tematiche attuali proposte senza alcuna superficialità con una scrittura non pesante e scorrevole ma, sempre e comunque, argomenti che non possono essere letti se non con la dovuta attenzione.

Sapevo che il libro di Paola Zannoner, A piedi, a cuore aperto, non sarebbe stata una lettura di svago. E non mi sbagliavo affatto.

Lei è Rachele, lui è Taisir. Lei ha quattordici anni, lui poco di più e frequentano la stessa scuola seppur in classi diverse. Il loro incontro, del tutto casuale e fuori dall'ambiente scolastico, darà il via ad una vera e propria avventura alla scoperta l'uno dell'altra. 

Lui è un tipo misterioso, silenzioso, diffidente. Sembra avere dei segreti, difficile da avvicinare, quasi incomprensibile nel suo modo di fare. Arabo palestinese, vive in un quartiere lontano da quello, più borghese, in cui vive Rachele ma questo non impedisce alla ragazza di tentare un contatto, di tentare di creare le condizioni per vivere un sentimento puro come può essere quello che lega due adolescenti. Non un arabo-palestinese ed un'italiana ma Taisir e Rachele, un ragazzo ed una ragazza in cerca di emozioni, di calore, di amore come avviene alla loro età. Questo è ciò che vorrebbe Rachele ed è ciò che cerca di far comprendere a lui ma anche a tutti coloro che le gravitano attorno.

Se, da una parte, la famiglia di Rachele è sempre stata di ampie vedute, con genitori impegnati l'uno sul fronte educativo ed artistico, l'altra sul fronte politico-amministrativo, dall'altra la famiglia di Taisir non può dirsi altrettanto aperta. Ha un passato alle spalle ed anche un presente che appare poco chiaro.

Non mancano le difficoltà fin dall'inizio ma Rachele è tenace e, pur nella consapevolezza di essersi infilata in una situazione per niente facile, cerca di fare di tutto per abbattere quei muri che secondo il suo parare non esistono ma che per la società in cui i ragazzi vivono, invece, sono non solo esistenti ma anche piuttosto solidi. Culture diverse, abitudini diverse, una storia diversa... 

Il percorso che segue principalmente Rachele per cercare di farsi apprezzare semplicemente come una ragazza innamorata, senza etichette o definizioni è un percorso accidentato e nemmeno per Taisir è semplice abbassare quella cortina di diffidenza che, da sempre, lo avvolge. Pur essendo nato in Italia lui è e resta uno straniero, additato con la sua famiglia, controllato dalle forze dell'ordine, guardato di traverso dai compagni a scuola. Sembra non potersi permettere di essere semplicemente un ragazzo di quindici anni come tutti gli altri perché pare avere un'etichetta appiccicata addosso, un'etichetta che lo identifica con forza.

Non è una storia semplice e ammetto che, soprattutto in alcuni dialoghi, i due ragazzi mi sono sembrati piuttosto impostati. Avendo degli adolescenti in casa, conoscendo i loro amici, sentire certi discorsi messi in bocca a ragazzini della loro età mi è sembrato un po' forzato ma non metto in dubbio che ci possano essere davvero dei giovani maturi al punto di discutere in modo serio e con cognizione di causa della situazione palestinese, del razzismo che aleggia un po' ovunque, della voglia di riscatto, del bisogno di essere accettati come persone, senza etichette.

Rachele ha il coraggio di mettersi in gioco in prima persona, ha voglia di conoscere il mondo in cui vive il ragazzo che le piace e si rende conto che ci sono diversi modi di vivere, diametralmente opposti l'uno dall'altra. Si rende conto che non è poi così scontato avere la lavastoviglie in casa o una stanza ad uso esclusivo. Si rende conto che ci sono due mondi che sembrano viaggiare su piani differenti pur convivendo nella stessa città. E non ha paura di approcciarsi a quel mondo che non è il suo rischiando anche di venire additata dai suoi amici, da chi non comprende il suo modo di fare, la sua voglia di conoscere e non di giudicare.

Taisir, da parte sua, è molto più concreto di Rachele e più disilluso ed anche scettico, all'inizio, diffidente.  Mi è sembrato anche antipatico in alcuni frangenti. Ma poi parla (a dire il vero non parla molto)... e io muta!

"Non ti sei accorta della differenza? Tu hai una carta d'identità, io ho dei fogli, perché io non sono un cittadino italiano, anche se sono nato e vivo qui. Non sono né italiano né palestinese, non ho cittadinanza, non ho appartenenza, non ho un bel niente. Sono una specie di detenuto in libertà vigilata, senza aver commesso alcun crimine, o meglio, il crimine è che sono figlio di immigrati palestinesi".
Sulle dinamiche della storia non mi sbilancio perchè va goduta piano piano. Certe scelte vanno capite. Criticate, anche (a me è capitato di farlo) ma bisogna almeno mettersi nella condizione di ascolto. Senza pregiudizi. Senza illusioni ma anche con tanta fiducia in questi ragazzi che sanno stupirci.

Ps. libro per ragazzi ma che io consiglio anche a lettori adulti.
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A piedi nudi, a cuore aperto
Paola Zannoner
Fanucci Editore
236 pagine
12.50 copertina flessibile