sabato 1 agosto 2026

Pioggia per i Bastardi di Pizzofalcone (M. De Giovanni)

Tornano i personaggi che tanto ho amato. Che De Giovanni mi ha insegnato ad amare. Tornano con le loro storie, le loro fragilità, le loro debolezze ma anche con la loro abilità nel fare squadra e nel dimostrare a tutti – perché pare che ce ne sia ancora bisogno – che i Bastardi di Pizzofalcone sono i migliori nel loro lavoro.

De Giovanni apre, come oramai di consueto, questa nuova avventura facendo il punto – anche se non in modo approfondito – sulle vite dei vari personaggi in modo tale che chi iniziasse qui la serie non possa sentirsi del tutto smarrito. Ma io, l’ho detto molte volte e lo ripeto, consiglio di iniziare la serie in ordine, dal primo volume, come ogni serie che si rispetti. Perché se è vero come è vero che le indagini non sono mai lasciate in sospeso da un volume all’altro, è anche vero che le vicende personali vanno comprese nel giusto ordine per conoscere (e affezionarsi, come nel mio caso) ai vari personaggi.

La prima cosa che ho notato, stavolta, è che Lojacono resta in secondo piano rispetto al vicequestore Luigi Palma. A dire il vero, per rispettare la gerarchia, è giusto così. Ma nei volumi precedenti ho notato maggiore protagonismo da parte sua rispetto a Palma che, però, ha tutto il titolo di trovarsi nella posizione cui sta.

Prima di scendere nei dettagli, però, va detto che avendo visto la serie tv, ad accompagnarmi nella lettura sono stati anche i volti dei vari personaggi che vengono citati e che ho imparato a riconoscere non solo per le caratteristiche delle loro vite ma anche per il loro fisico, la loro voce.

Detto questo, Leonida Brancato è la vittima di turno. Un avvocato in pensione, malato, sulle soglie della morte per malattia viene ucciso in casa sua. Le indagini sembrano proseguire in modo concentrico attorno ad un costante nulla di fatto e questo non depone certo a favore dei Bastardi che, ancora una volta, hanno tutti gli occhi puntati addosso ed il fiato sul collo di chi vorrebbe privarli di un’indagine così importante per sancire definitivamente il loro fallimento.

Alla narrazione legata alle vicende che hanno segnato la vita della vittima si somma quella delle vicende personali che consegnano un rapporto sempre più difficile tra Ottavia e suo marito, un Lojacono sempre più preoccupato per sua figlia Marinella che sembra essere alle prese con una profonda ed inspiegabile crisi, di Alex che fa i conti con fragili equilibri familiari e così via discorrendo. Dettagli di vite che ho continuato a seguire con piacere ed anche con una certa preoccupazione, in alcuni casi.

Quanto al caso, senza nulla svelare, devo ammettere che ad un certo punto mi è sembrato di capire in quali contesti si sarebbe dovuta indirizzare l’indagine ma poi ho lasciato correre per poi rendermi conto che non ero così lontana dalla verità.

De Giovanni mi cattura ogni volta. Il suo stile mi piace. Il suo modo di intrecciare pensieri e ricordi, presente e passato, situazioni e speranze mi piace.

Leggerò anche il prossimo.

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Pioggia per i bastardi di Pizzofalcone

Maurizio De Giovanni

Pag. 233

Einaudi editore