Visualizzazione post con etichetta e-book. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta e-book. Mostra tutti i post

venerdì 25 ottobre 2019

Sei nelle mie mani (V. Storm) - Venerdì del libro

Non che mi aspettassi molto dalla lettura di Sei nelle mie mani... ma una storia così proprio...

Non sono appassionata di romance per cui avevo immaginato che mi sarei trovata tra le mani qualche cosa di sdolcinato. Il tentativo di aggiungere suspense ad una storia che inizia con un uomo che ha un rapporto sessuale con una donna con tanto di descrizioni dettagliate non mi è piaciuto affatto.

Due parole, ma proprio due, sulla trama.

Aleksej è un trafficante d'armi, un assassino, un uomo pericoloso. Kendra lo sa bene quando decide di stargli alle costole per scoprire i suoi traffici. Lei è un'agente FBI (lo si apprende andando avanti con la lettura... all'inizio il suo ruolo è un mistero) ed è parte di una missione piuttosto pericolosa ma necessaria per evitare un attentato.
E' pronta a tutto pur di svolgere il suo compito, anche a concedere il suo corpo al primo errore, quando deve coprire un suo sbaglio agli occhi di lui. Quando, però, la situazione le sfugge di mano finisce in una clinica con una pallottola in corpo ed un'amnesia che la rende diversa. Non sa più di essere un'agente, non sa chi sia l'uomo che è al suo capezzale e, soprattutto, non ricorda nulla di lui.
Da questo momento in avanti è una donna diversa e quell'uomo che era pronto a vendicarsi per essere stato tradito - perchè questo aveva scoperto su di lei - si trova affascinato ad una donna bellissima ed impaurita, con due occhioni grandi e uno sguardo smarrito. 

Cambiano le cose tra i due ma il passato torna a bussare alla loro porta. Kendra porterà a termine il suo compito e tradirà ancora l'uomo che ama o gli resterà fedele dimenticandosi di chi è davvero l'uomo che ha accanto?

La trama si snoda velocemente, in poche pagine. E lo fa senza che venga fornito alcun approfondimento sui personaggi, sulla loro personalità, il loro passato. Il lettore viene messo davanti a tanti dati di fatto che avrei preferito venissero proposti con maggiore lentezza ed in modo più dettagliato.
Il fatto che si inizi con una scena di sesso mi ha disturbata un bel po'. Che poi si vada avanti con una donna che improvvisamente dice di amare un uomo che nemmeno riconosce ed al quale si sente legata per la vita dopo poche ore mi ha davvero innervosita. 
Ok, avrà pure un'amnesia, ma questa è proprio scema (scusate il francesismo).... 

Il personaggio femminile non mi è piaciuto affatto. Troppo veloce nel cambiare idea - anche quando deve decidere se restare fedele oppure no a quello che definisce il suo uomo - e troppo superficiale secondo il mio parere, non ho provato alcuna empatia con lei. Da donna a donna l'avrei presa a schiaffi.

L'epilogo mi è sembrato ancora più assurdo di quanto non sia la storia in se. Magari sono io che non l'ho capita, ammetto i miei limiti, ma onestamente è una lettura di cui si può fare tranquillamente a meno. 

I thriller sono un'altra cosa... perchè credo che l'intenzione fosse quella di dare un taglio di questo tipo alla storia ma quelle scene di sesso esplicito proprio ci stonano. Almeno per me.
Probabilmente è una storia che può piacere a chi ama le scene hot o la storia d'amore impossibile ma è tutto talmente veloce che rasenta l'assurdo.
Mi dispiace ma non è una storia che mi lascerà un buon ricordo che non sia il basso numero di pagine!


In questo Venerdì del libro mi permetto di segnalare questo libro più che altro per capire: è capitato anche a voi di imbattervi in un libro che proprio non vi è piaciuto?

Ps. bell'uomo in copertina ;-)
***
Sei nelle mie mani
Victory Storm
151 pagine
Kindle Unlimited

martedì 15 ottobre 2019

Un indimenticabile autunno d'amore (M. Johnson)

Un indimenticabile autunno d'amore è un libro arrivato da me come Libro in viaggio, una iniziativa che condivido con alcune amiche lettrici e che porta alcuni libri in giro per l'Italia. Non è la prima volta che partecipo ad iniziative del genere e, come al solito, mi ci sono buttata con le mani e con i piedi (come si dice dalle mie parti).
L'approccio con questa lettura, però, non è stato dei più positivi.
Innanzitutto a fare da deterrente sono stati i caratteri piccini piccini mentre, in compenso, mi è piaciuto il formato con copertina rigida.
Fin da subito ho avuto l'impressione di avere a che fare con personaggi un po' suonati, con dei comportamenti tutt'altro che equilibrati. No, non sono dei malati mentali come si potrebbe pensare in un thriller psicologico... sono i protagonisti di un romance che mette insieme una serie di elementi potenzialmente adatti ad essere ben sviluppati ma che, alla lunga, sono sembrati (almeno a me) ingredienti sottotono di una storia sottotono.

Le protagoniste sono due amiche, Juliet e Floz. O meglio, sono due giovani donne che diventano amiche dopo essere diventate coinquiline. Floz arriva come una manna dal cielo per una Juliet disperata, reduce da un divorzio dal quale non si è ancora ripresa per aver trovato il suo uomo a letto con quella che credeva fosse la sua migliore amica. 
Ha il cuore in frantumi ma delle spese da affrontare: per questo Floz arriva come la soluzione a tutti i suoi problemi: carina, discreta, ordinata, impegnata con un originale lavoro che svolge da casa e, soprattutto, senza troppi grilli per la testa.
Entrambe hanno un passato da dimenticare ed un presente da riscrivere.

Inutile dire che ci siano anche degli uomini in questo panorama tutto al femminile. 
Il primo è Coco: un amico di Juliet alla ricerca del compagno della sua vita.
Poi c'è Guy: è il fratello gemello di Juliet, fa lo chef di mestiere ed anche lui ha un passato da dimenticare.
Ultimo, ma non per importanza, c'è Steve: amico d'infanzia di Guy e Juliet avrà un importante ruolo nella vita di lei, anche se nessuno ci scommetterebbe.

Le vite di queste persone si intrecciano le une alle altre. Ci sono dei segreti da proteggere, dei dolori da nascondere, delle passioni da contenere. Il tutto, farcito di tanti luoghi comuni e di comportamenti che mi sono sembrati davvero da fuori di testa.
Se, da un lato, Coco appare il più concreto di tutti, dall'altro lato ci sono Floz e Guy che si piacciono fin dall'inizio ma che sono più imbranati di due adolescenti. Pagine e pagine a sognare reciprocamente di stare l'uno nelle braccia (e nel letto) dell'altra ma mai che inizino davvero un discorso, uno scambio di opinioni, una frase da persone se non mature almeno da persone adulte. Si arriva oltre le trecento pagine ed ancora vanno avanti tra una frase non detta e un batticuore nascosto l'uno all'altra. Alla fine diventano ridicoli, sono sincera. Un po' ci può stare, ma quando è troppo è troppo.

Poi ci sono Juliet e Steve: si conoscono da una vita, lui è segretamente innamorato di lei da sempre ma non si è mai dichiarato (per paura). Lei lo rivaluta improvvisamente in un modo che, onestamente, mi è sembrato imbarazzante. Poverino, trattato da sempre come un idiota si rivela, invece, essere un ragazzo attento, sensibile, innamorato. E' la personalità più approfondita di tutto il libro. 

Io ammetto di non andare molto d'accordo con i romance e di essere un tantino critica ma stavolta non credo proprio di esagerare nel dire che - pur essendomi divertita ad andare avanti nella lettura per cercare di capire fin dove si sarebbero spinti e fino a che punto la storia sarebbe stata tirata per le lunghe - si poteva fare di molto meglio con l'imbastitura di base di una storia che avrebbe potuto avere le sue potenzialità.

Sono contenta di averlo finito e domattina presto lo spedirò immediatamente alla prossima destinataria... 
***
Un indimenticabile autunno d'amore
Milly Johnson
Newton Compton Editori
434 pagine
Kindle 3.99 - non ho trovato un prezzo sulla copertina del libro che ho avuto tra le mani io

sabato 12 ottobre 2019

Strega per caso (M. Bell)

Fino all'ultimo ho creduto che Strega per caso fosse un libro per ragazzi. E, onestamente, il dubbio mi resta per una serie di motivi: per come è scritto, per l'uso dei termini, per la semplicità della trama.

E' scritto in modo estremamente semplice, senza alcuna ricercatezza lessicale e, anzi, anche con alcune ingenuità grammaticali - lasciatemi correre il temine - che mi hanno fatto pensare ad un libro scritto da un'adolescente.
Per l'uso dei termini: è una scrittura molto, come posso dire... rispettosa! Non ci sono scene violente anche se si parla di omicidi e di indagini, non ci sono termini pesanti, non ci sono scene che non sarebbero adatte ad un lettore giovane.
E poi per la semplicità della trama: non si può certo dire che ci sia niente di complicato da capire, anzi... tutto fin troppo lineare. Non sgradevole, non dico questo, ma secondo pensato più per ragazzi che per un lettore maturo, magari amante del thriller e, perchè no, della magia.

Trixie Pepperdine
è una giovane investigatrice privata che ha rilevato lo studio del padre. Il lavoro non si può certo dire che vada a gonfie vele... anzi... ci sono tante bolletta da pagare e pochi casi da seguire. Così, nel momento in cui viene ingaggiata per investigare su un delitto - che poi si ipotizzerà essere legato ad altri due - Trixie si butta anima e corpo sul lavoro per care di cavare il classico ragno dal buco.
Mentre lei è impegnata a sentire testimoni e ipotizzare legami con l'uccisione di altre due persone, la polizia porta avanti le sue indagini e - inutile dirlo - i due filoni si intrecceranno.
Se, da una parte, Trixie è impegnata a portare avanti le sue indagini, dall'altra è impegnata anche sul fronte personale: non ha niente a che fare con un uomo, non è questo il punto. Il punto è un altro: la sua madre naturale - che mai ha conosciuto perchè data in adozione da bambina - le rivela un segreto. Trixie apprende di essere una maga...
Si intrecciano, così, due diverse storie che hanno una sola protagonista: Trixie e le indagini da una parte, Trixie e la sua vera natura magica dall'altra. Ma possono forse i due aspetti restare separati a lungo? Fino a che la giovane non è stata consapevole della sua natura tutto è filato liscio come l'olio ma ora che sa qualche cosa in più su se stessa e sulla sua famiglia le cose cambiano.

E' una storia che si legge in fretta e che ha rappresentato per me un momento di pausa dalle mie abituali letture. Lo consiglio soprattutto a giovani lettori che vogliano prendere familiarità con gli ambienti delle indagini ma che non disdegnino anche un pizzico di magia. 

Mi spiace solo essermi imbattuta in alcuni errori - sviste, sicuramente... che però ci sono - nella versione e-book. Non so se sono stati corretti nella versione cartacea ma qui ogni tanto manca una lettera, ci si imbatte in frasi come "...dovrei preoccuparsi dell'oscuro".... e qualche altra piccola cosina. Niente di grave, non è certo questo il problema.
Il problema, secondo me, è che si dovrebbe in qualche modo avvertire il lettore che non è una storia ad alta tensione, tantomeno una classica storia di streghe... Secondo me è una lettura per ragazzi ma non l'ho trovato scritto in nessuna scheda del libro. 

Un'ultima osservazione: interessante il riferimento alla disparità di genere... una investigatrice privata donna che subisce in qualche modo l'effetto diffidenza... perchè ci si aspetta un uomo. Una storia semplice che, sotto questo punto di vista, fa riflettere.
***
Strega per caso
Morgana Bell
175 pagine
Kindle Unlimited

giovedì 10 ottobre 2019

Peccati immortali (A. Cazzullo - F. Roncone)

Recensito per Thrillernord
Potere, denaro, privilegi, sesso, droga, morte. Sono tanti i peccati che nasconde Roma capitale in un’epoca in cui, non molto distante dalla realtà dal punto di vista temporale, gli equilibri politici sono tanto delicati quanto legati a doppio filo a torbide vicende che riguardano ministri e non solo.
In questo scenario la misteriosa morte del cardinale Michelangelo Aldrovandi - raccontata nel libro Peccati immortali - si porta dietro pericolosi strascichi capaci di minacciare da vicino i vertici del governo e della Chiesa. 

La sua morte ha lasciato un pesantissimo pegno: un telefonino in cui sono contenute alcune fotografie compromettenti, capaci di far tremare il mondo civile e religioso ai gradini più alti e che viene rubato a Remedios, la suora che lo ha trovato in tasca al cadavere.

Sarà proprio lei, timorata di Dio e costretta a veder crollare molte delle sue certezze, ad investigare assieme all’ex spia Gricia (al secolo, Leone di Castro) dando vita ad una coppia strana ma non priva di quell’acume che è necessario per venire fuori dal pantano.

Nelle more delle ricerche sono tanti i personaggi che appaiono sulla scena (e ammetto che per me sono stati davvero tanti... in alcuni momenti ho rischiato di perdermi qualche passaggio): tanti gli interessi che entrano in ballo, che si intrecciano e si legano a doppio filo così come sono tanti coloro che vorrebbero mettere le mani su quel telefonino per l’uno o per l’altro motivo.

Quello che viene descritto è uno scenario nel quale non si riesce a capire con certezza dove passi il limite tra la finzione e la realtà. Gli autori calcano la mano sui vizi degli uomini, sulle loro passioni. Calcano la mano su una città, Roma, che appare devastata dal peccato inteso nella sua accezione più ampia. Chi può confessare cosa? E a chi, visto che tutti, senza distinzioni di rango, di sesso e di occupazione, hanno qualche cosa da farsi perdonare? Chi, soprattutto, ha l’autorità di perdonare altri?
Con una scrittura diretta e senza filtri i due autori dipingono uno scenario estremo dove tutti hanno qualcosa da nascondere.
Decisamente originale la scelta che gli autori fanno sulla tipologia dei due investigatori che fanno scendere in campo: in particolare mi ha colpita la figura di Gricia. Un uomo esteticamente al di sotto della media – non certo all’altezza di commissari affascinante e di appeal come in tanti altri romanzi di grido con un legame sentimentale alquanto discutibile, con un mestiere di copertura e che, comunque, dimostra di sapere il fatto suo.
Decisamente originale anche la trama che, seppur con i suoi eccessi, fa riflettere su cosa ci possa essere davvero sotto alla facciata del politico o del religioso di turno.

Il finale, dopo tra tanti eccessi e tanti peccati, riporta tutti sulla terra e devo essere sincera: secondo me si presta anche ad un seguito... chissà!!!

Mi preme sottolineare un aspetto: se, da una parte, Gricia e Remedios portano avanti delle indagini volte a ritrovare il telefonino scomparso, che cosa fa la giustizia?
La morte del cardinale viene posta in sordina etichettata come un tragico incidente. Può bastare questo per non mettere il moto le forze dell’ordine? Questo aspetto manca del tutto e devo ammettere che sulle prime mi è sembrata una carenza... Poi, però, riflettendo bene, è stata una precisa scelta degli autori che hanno voluto virare verso una diversa direzione, non in quella delle tradizionali indagini di polizia che sanno, spesso, di trito e ritrito.
Una scelta che rende, secondo il mio parare, il romanzo particolare.

Un racconto crudo, diretto, a tratti eccessivo, che non usa mezze misure. 
Per gli amanti di thriller un po' fuori dalle righe in una Roma che, probabilmente, non piacerà ai romani ma che potrebbe essere uno scenario non del tutto inverosimile, purtroppo.

Ammetto di essere rimasta un tantino spiazzata all'inizio ma poi la lettura mi ha coinvolta, man mano che andavo avanti. Nonostante un po' di fatica dovuta ai tanti personaggi, ho apprezzato. 
***
Peccati immortali
Aldo Cazzullo e Fabrizio Roncone
Mondadori Editore
223 pagine
Kindle 9.90 euro

domenica 29 settembre 2019

Il principe di Praga (D. L. Anne)

Ho letto Il principe di Praga in una giornata, notte compresa. Complice un gran raffreddore che mi ha costretta ad una notte insonne, ed anche un Kindle che mi permette di leggere anche di notte senza disturbare più di tanto, la lettura iniziata ieri mattina è arrivata al termine alle prime ore di oggi. Il raffreddore è ancora lì, anzi, non accenna a diminuire, sono anche un tantino insonnolita ma in compenso ho vissuto una notte bollente in compagnia di Daniel e Lara. O di Daniel e Kaila, dipende dai punti di vista.
Eh sì, perchè la storia - in merito alla quale farò qualche osservazione da qui a breve - vede Daniel alle prese con una donna che però, di fatto, si presenta con un nome ma all'anagrafe ne ha un altro.

Daniel Kellner è un uomo ricco e realizzato dal punto di vista lavorativo. Un po' meno dal punto di vista personale. 
Pensa solo a se stesso e non si fa alcuno scrupolo nello stringere un accordo con un uomo che - all'inizio non si comprende come mai ma lo si capirà strada facendo - gli offre sua figlia in moglie. I due promessi sposi non si conoscono e Kaila, figlia di quell'uomo, è una specie di merce di scambio tra i due uomini, sacrificata in un matrimonio combinato che, ai tempi d'oggi, mi è del tutto inimmaginabile soprattutto nella società descritta dall'autrice nel libro.
Ovviamente Kaila non ne vuole sapere e cerca di chiarirsi con suo padre: ha bisogno di tempo, però, e Daniel da parte sua preme per conoscerla organizzandole un soggiorno in casa sua.

Lara è la migliore amica di Kaila.
Entrambe studiano giornalismo, colore di capelli molto simile, fisico molto somigliante: non è difficile per lei chiedere all'amica di aiutarla con uno scambio di persona. Lara accetta di prendere il posto di Kaila al cospetto del suo promesso sposo allo scopo di rendersi odiosa, tanto da indurlo a ripensarci ed aiutare così l'amica a raggiungere l'obiettivo di mandare a monte, in un modo o nell'altro, il matrimonio.

Questa è la storia. E io dico: ma tu, Lara, che accetti di andare in casa di uno sconosciuto, di un tipo la cui fama di duro, scontroso, egocentrico ed abituato ad avere tutto ciò che desidera, lo precede, cosa ti aspetti?
Daniel la considera di sua proprietà in virtù dell'accordo con il padre ed agisce di conseguenza. 
E alla fine a lei pure piace!

Storia scontata, finale più che prevedibile, personaggi (tutti... dal padre di Kaila a lei stessa, che offre la sua amica in pasto ad un uomo con cui lei non vuole avere niente a che fare... la stessa Lara, sciocca ragazzina che per scelta si infila in una situazione insostenibile, Daniel che pensa di essere un maschio alfa dominatore e a cui tutto è dovuto) che mi hanno innervosita e avrei preso volentieri a schiaffi! 

L'unica nota positiva, non posso negarlo, è la scrittura dell'autrice: scrive in modo efficace, scorrevole, appassionante e la si legge volentieri. Poi, però, ci si scontra con i contenuti e il giudizio, purtroppo, per quanto mi riguarda non è positivo. Non è una storia che fa per me: la violenza, i soprusi, le bugie dimenticati da un momento all'altro tra le lenzuola con scene di sesso descritte nei minimi particolari... 
L'idea di donna che viene trasmessa non mi piace, non è nelle mie corde. 
L'idea di un uomo che pensa di avere il mondo in mano, il suo modo di concepire il rapporto con una donna - già a partire dall'accordo di base con il padre di Kaila - non mi piace proprio.

L'autrice scrive bene, non lo nego, ma la trama secondo il mio parere lascia molto a desiderare ed il finale, super scontato, non smentisce questa mia idea. O, per lo meno, non è una storia nelle mie corde: magari può piacere a chi ama i romance spinti, le situazioni estreme... Non so. Il mio è e resta un parere personale: veloce da leggere ma, me lo auguro, altrettanto veloce da dimenticare. Comunque va dato merito all'autrice di avermi saputa tenere attaccata alle pagine, se non altro per capire fino a che punto sarebbero arrivati quei due.
***
Il principe di Praga
Dora L. Lane
285 pagine
Kindle Unlimited

domenica 22 settembre 2019

La piccola casa sul lago (K. Hewitt)

A volte ci sia avvicina ad alcune letture con grosse aspettative e si collezionano amare delusioni.
Altre volte, invece, si inizia una lettura con la certezza che non sarà niente di che, per poi arrivare alla fine del libro con le emozioni in subbuglio.
E' quanto mi è capitato con La piccola casa sul lago di Kate Hewitt. Non mi aspettavo nulla, un romanzetto leggero che mi permettesse di evadere un po. Invece...
Invece sono stata travolta dalle emozioni ed ho realizzato che, pur non essendo uno stile impegnativo e particolarmente ricercato, quello delle Hewitt è stato un modo per far riflettere su situazioni che toccano da vicino ogni donna, ogni madre in particolare.

Tessa e Rebecca sono due donne completamente differenti l'una dall'altra. 
Un po' goffa la prima, elegante e sicura di se' la seconda.
In affitto in una casette che lascia molto a desiderare la prima, ospite di una piccola reggia la seconda.
Una vita mediocre, la prima, una vita fatta di agi e di comodità la seconda.

Due donne, due madri, agli antipodi l'una dall'altra che, nel corso dell'estate appena iniziata, scoprono di vivere l'una a due passi dall'altra. Le loro vite si incontrano, si scontrano, si intrecciano, si influenzano l'una con l'altra tanto la portare a situazioni inimmaginabili nel giorno del loro primo incontro.

Entrambe cercano di apparire felici: Tessa con i suoi due figli vorrebbe tanto essere una donna diversa, avere una vita diversa e Rebecca sembra arrivare proprio al momento giusto. E' un esempio da seguire per Tessa, per colei che si lascia abbagliare dai riflessi che sembra emanare quella vulcanica ed elegante bionda.
Rebecca ha una vita piena, pienissima. Tante le attività a cui si dedica assieme ai suoi tre figli: vede in Tessa quella spontaneità e quella genuinità che mancano nella sua vita.
Le due donne si scelgono ed ognuna cerca di avere dall'altra - anche se inconsapevolmente - ciò che le manca.

Ma è davvero tutto così scintillante come sembra a casa di Rebecca? E' davvero una donna forte, vulcanica, sempre piena di idee e di proposte allettante? E' davvero così bella la vita agiata di chi non ha mai niente da chiedere perchè ha o può avere tutto?
E Tessa? La sua esistenza è davvero così piatta e così scialba come sembra? 

Entrambe le donne sono in vacanza senza i rispettivi mariti ed entrambe si troveranno ad affrontare delle prove che mai avrebbero potuto immaginare.

L'autrice ha l'abilità di tenere il lettore attaccato alle pagine e di lasciarlo con quella sensazione di incompletezza ogni volta che smette di leggere. E' abile nel trasmettere quanto possano essere pericolosi i silenzi, quanto possano insinuarsi in profondità i traumi in un bambino, quanto possa essere sola una madre anche se ha tante persone attorno. 
La solitudine, la necessità di smettere di fuggire dai ricordo, il bisogno di un rapporto autentico con le persone che si amano e, soprattutto, la fragilità dell'essere madre... sono tutti aspetti che l'autrice tocca con maestria delineando personaggi che, secondo me, vengono resi alla perfezione.

Ho provato tanta compassione per Rebecca: una donna che indossa costantemente una maschera ma che è di una fragilità tale da porla costantemente sull'orlo di un burrone.
Ho provato tanta tenerezza per Bob, il figlio di Tessa: quel suo essere un po' sopra le righe, il non riuscire a controllare la propria forza, un bambino che si relaziona con un corpo che inizia ad essere troppo grande per lui.
E poi Zoe: la figlia di Tessa. Sempre sulle difensive, pronta a combattere con le unghie e con i denti per le persone che ama, con quel carattere deciso che la mette in netto contrasto con altre bambine della sua età, dolci e delicate. 
E' un personaggio fondamentale ai fini della storia così come lo è Katherine, la figlia di Tessa. 

Non sto ad elencare tutti i personaggi ma ognuno di loro ha una buona caratterizzazione, viene descritto con minuzia di particolari (avrei evitato di dire ogni volta che l'una o l'altra donna indossa pantaloni stile Capri... l'autrice lo ripete tante, troppe volte, tanto da diventare un elemento ingombrante nel racconto... ma si tratta di un dettaglio) soprattutto dal punto di vista della personalità.

Mi preme riportare un passaggio che, secondo me, è piuttosto significativo su quanto l'autrice sia brava a trasmettere emozioni. E' una delle due donne che fa queste considerazioni ma, per non togliere il piacere della lettura, non dirò quale.
Ho l'impressione di essere fatta di viti e bulloni, e si stanno allentando tutti. Presto, gli ingranaggi che mi tengono insieme salteranno pe terra, rotolando via, e non sarò altro che un mucchio di pezzi rotti e arrugginiti che nessuno, e io meno di tutti, sarà in grado di rimettere insieme.
Le figure maschili restano in secondo piano: il marito dell'una e dell'altra - lontani dalle rispettive famiglie nel periodo estivo - hanno un ruolo nella storia ma in entrambi i casi restano sullo sfondo.

Il finale è sorprendente, inaspettato, doloroso. 
Quella che poteva sembrare una storiella leggera si rivela, fino alle ultime pagine, come qualche cosa di più. In alcuni punti devo ammettere che le vicende precipitano un po' troppo in fretta ma ci può stare, altrimenti il volume avrebbe dovuto avere chissà quante altre pagine. 
Mi sono emozionata, commossa... ed ho anche avuto modo di riflettere su quanto spesso capiti che le cose non dette creino dei muri tra le persone, anche tra quelle che sono più vicine. E di quanto le questioni irrisolte restano tali, anche se si fa del tutto per tentare di dimenticarle fino a che, prima o poi, non tornano a bussare prepotentemente alla porta.

Non posso non rilevare alcuni errori che credo siano dovuti più alla traduzione che ad altro...

Non credo che nessuno ci caschi - secondo me vengono usate due negazioni che non stanno bene assieme nella stessa frase.

Non va per niente bene. Nè niente si sistemerà - stesso discorso... 
Probabilmente è la mia solita pignoleria... ma questo non toglie nulla all'equilibrio complessivo del libro tantomeno alle considerazioni espresse fino ad ora.

Bel libro. Non me lo aspettavo.
***
La piccola casa sul lago
Kate Hewitt
Newton Compton Editori
376 pagine
0.99 euro Kindle Unlimited 
9.90 euro copertina flessibile

mercoledì 11 settembre 2019

The hunger - Affamati (A. Katsu)

Ho letto il libro The hunger - Affamati senza troppe aspettative.
Immaginavo storie di zombie o di vampiri (magari sarebbe stato diverso, il titolo... assetati?) e mi sono trovata davanti alla rivisitazione di una storia realmente accaduta - l'ho capito leggendo i ringraziamenti finali visto che non avevo letto ne' la trama ne' recensioni prima di prenderlo tra le mani - rispetto alla quale l'autrice si è presa qualche libertà ma nella quale non sono comparsi ne' gli uni ne' gli altri.

Il fatto che si sia voluto in qualche modo romanzare un tragico episodio costato realmente la vita a tante persone non mi ha disturbata più di tanto. L'autrice ha scelto di calcare la mano sull'aspetto più tragico di una spedizione di pionieri nel West realmente esistita nell'inverno a cavallo tra il 1846 ed il 1847: la fame, il freddo, la disperazione, la lotta per la sopravvivenza. 
Ci può stare, alla fine, in un racconto che non vuole essere propriamente un reportage o un racconto storico.

Quello che mi ha mandata letteralmente nel pallone è stato, invece, il gran numero di personaggi, anche con nomi non semplici da ricordare, e che mi ha davvero messa in confusione. Ad un certo punto ho cercato di tracciare dei legami tra le persone, di fare mente locale su chi fosse l'uno o l'altro ma ci ho rinunciato perchè, oggettivamente, mi sono un tantino persa. La scelta obbligata, a quel punto, era tra due opzioni: andare avanti senza andare troppo per il sottile sui personaggi oppure tornare indietro e rileggere tutto con calma, magari anche prendendo appunti. Ho scelto la prima opzione perchè, soprattutto tenendo conto che si tratta di un genere che non è propriamente nelle mie corde, non mi andava di perdere altro tempo.

Ho cercato di andare avanti cercando di focalizzare l'attenzione su alcuni personaggi, quelli che mi sono sembrati personaggi chiave, per non perdermi del tutto.

Così, ho conosciuto la storia di persone che, nel tentativo di andare verso un futuro migliore, si sono trovate a vivere un'esperienza terribile, devastante, in mezzo alla neve, con provviste scarse, con una minaccia perenne da parte di misteriosi esseri affamati di carne umana.
Non mostri, non zombie, non uomini: una via di mezzo. 

La fame, le forti nevicate e una strana malattia che devasta gli uomini e li trasforma in mostri proprio come la rabbia agisce sui cani rendendoli violenti e assetati di sangue: questi sono gli elementi che caratterizzano la storia che, tutto sommato, pur nelle parti in cui l'autrice ha calcato maggiormente la mano, funziona. Peccato per la confusione dovuta ai tanti personaggi.

Ho individuato, comunque, i due personaggi a mio giudizio più interessanti.
Tamsen Donner: una donna (e il nome non mi ha fatto pensare di certo ad una donna all'inizio) che ha un ruolo dominante in tutta la storia. Anche se viene in qualche modo dipinta come una che non vede l'ora di sgattaiolare fuori dal letto matrimoniale (di un matrimonio voluto non certo per amore) a ben guardare resta accanto alla sua famiglia e a suo marito fino alla fine. Fa di tutto per aiutare la propria famiglia a sopravvivere. 

E poi c'è Stanton: un uomo enigmatico, dal passato burrascoso che, pure, avrà un ruolo importante all'interno del gruppo proprio come Tamsen che, oltre ad essere una madre pronta a difendere le persone che ama, ha anche un dono particolare (se vogliamo chiamarlo così) e sente in modo chiaro ciò che gli altri nemmeno immaginano.

Li ho apprezzati solo verso la fine, nel momento in cui ho conosciuto la loro storia grazie a dei flashback sul loro passato: consiglio di fare attenzione alle date che vengono riportate all'inizio dei capitoli... è importante, per non essere tratti in inganno e arrivare a confondersi anche sulle vicende oltre che sui nomi.

Non è un libro che rileggerei, su questo non ho dubbi. 
Mi ha fatto venire un po' di mal di testa con tutti quei nomi ma è comunque ben scritto. Buone le intenzioni seppur ci sia qualche cosa da migliorare, da semplificare nella trama che, comunque, funziona. Soprattutto perchè, di base, è una storia vera e per questo - a parte qualche aspetto un tantino sopra le righe - piuttosto credibile.
*** 
The hunger. Affamati
Alma Katsu
Newton Compton Editore
379 pagine
Kindle Unlimited

giovedì 22 agosto 2019

Magica amicizia (A. Bouchard)

Nei miei ultimi giorni di ferie al mare mi sono concessa una pausa - dopo un libro piuttosto importante - con alcune storie per ragazzi. Tra queste rientra Magica Amicizia che ho letto in e-book facendo prendere al lettore anche un po' di sabbia!

E' un libro di Andrea Bouchard che contiene anche delle illustrazioni che mi sono piaciute (non so dire se siano a colori oppure no, io ho il Kindle in bianco e nero) ma sono graziose e completano la storia.

I protagonisti sono quattro bambini nati tutti nello stesso giorno e depositari di alcune caratteristiche che li accomunano più di quanto essi stessi possano pensare.
Pandora è una bambina dolce tanto da profumare di crema al limone. Con un sorriso riesce a trasformare un sasso in un cioccolatino e riesce a far comparire dal nulla delle succulente torte.
Musli ama gli animali con i quali comunica in modo straordinariamente efficace.
Mobli ama le invenzioni e ne sa sempre una più degli altri tanto da riuscire anche ad entrare in contatto - non si sa bene come - con gli oggetti che lo circondano.
Viola ha un rapporto speciale con la natura: vive in una casa sull'albero e si arrampica con sorprendente velocità e abilità.  

Nel momento in cui i quattro bambini si incontrano, tutti nel giorno del rispettivo compleanno, la loro vita cambia: entra in scena un pericoloso criminale che rapisce bambini, hanno a che fare con un mistero da risolvere ed una soluzione da trovare ma, soprattutto, hanno un legame d'amicizia da difendere e preservare, così quello che costi.

Così, ognuno mette in campo il suo talento per riuscire a salvare parecchi bambini rapiti dal cattivone di turno e, tra di essi, anche due di loro (ma lasciamo il dubbio sui loro nomi, giusto per non svelare tutto).

Onestamente, seppur ben scritto, ho trovato la storia molto semplice anche se carica di fantasia e di un pizzico di magia. Se questo può essere, da una parte, un pregio per i lettori più giovani, può essere un difetto per i giovani lettori più incalliti in quanto potrebbe risultare prevedibile ed anche un tantino monotona. 
Quelli che vorrebbero essere colpi di scena non lo sono poi così tanto e tutto scivola via in modo avventuroso, è vero, ma estremamente semplice ed anche un tantino prevedibile.
E' classificato come libro per ragazzi ma credo che sarebbe stato opportuno indicare un'età di lettura non troppo alta: ho letto libri per ragazzi di ben altro stampo e capaci di tenere incollato alle pagine anche un lettore maturo. Mettere un'età per la quale il libro è consigliato - o magari c'è ma io non mi ci sono imbattuta? Bho, non mi sembra - darebbe qualche indicazione in più per chi lo volesse leggere.
 
Se lo proponessi a mia figlia, che ha 14 anni, lo rispedirebbe al mittente senza troppi complimenti.
***
Magica amicizia
Andrea Bouchard
Salani Editore
183 pagine
5.99 euro in e-book

martedì 25 giugno 2019

La mia sfida più grande - Anchor Island (T. Osburn)

Ho letto La mia sfida più grande per via della copertina che mi è utile per una challenge a cui sto partecipando. Si tratta del secondo libro di una serie iniziata con Scritto nel destino che, lo ricordo bene, non mi era dispiaciuto affatto.
Questa volta, lo dico subito, il secondo volume della serie Anchor Island mi è sembrato noioso e scontato... ho trascinato giorni e giorni la lettura aspettando che la storia ingranasse davvero ma non è stato così. Mi spiace, ma non è stato affatto così.

Giusto per ricordare a che punto eravamo, Beth, Lucas e Joe sono stati i protagonisti del primo volume. Lei, fidanzata con Lucas, sul punto di sposarsi, alla fine lo lascia per suo fratello. Questo in estrema sintesi.
Nel secondo volume della serie i protagoisti sono Lucas e Sid - una ragazza che fa il meccanico di mestiere e che, soprattutto dai modi, sembra un uomo mancato - mentre tutti gli altri restano sullo sfondo.

A due mesi dalla delusione provata con Beth, Lucas torna nell'isola in cui abita la sua famiglia per via di un malore del padre. Deve aiutare a portare avanti l'attività di famiglia, un ristorante che senza Tom (il padre di Lucas e Joe) farebbe fatica ad andare avanti.
Questo vuol dire riaprire qualche ferita, soprattutto nel momento in cui Lucas rivede suo fratello e deve dividere con lui l'impegno al ristorante. 

A dire il vero Lucas ha poco tempo per leccarsi le ferite: ha qualche problemino con lo studio legale in cui lavora e questo gli provoca non propri pensieri inoltre, sull'isola, si imbatte nella bella Sid che nasconde dentro una tuta da meccanico un fisico esplosivo ed un caratterino niente male.
Inutile dire che tra i due scoppia la passione, inutile dire che Lucas mette subito le carte in tavola dicendo che la loro non potrà mai essere una storia duratura perchè lui tornerà in città per il suo lovoro e lei non ha nessuna intenzione di lasciare l'isola.

Combattuti tra la necessità di darsi l'uno all'altra con passione e tra la realtà che li porta a fare i conti con un futuro che non li vede insieme, Lucas e Sid vivono una storia che viene narrata con dovizia di particolari ma che non mi ha lasciato nulla soprattutto perchè scontatissima dall'inizio alla fine.

Non è un libro scritto male, non dico questo. Dico solo che la storia che ha aperto la serie se non altro aveva un perchè... qui siamo nella banalità più assoluta.

In ogni modo posso dire che il personaggio che mi è piaciuto più di tutti è quello di Sid: una donna che sa il fatto suo, che non si fa mettere i piedi in testa e che, seppur cresciuta come un maschiaccio e pur atteggiandosi come uno scaricatore di porto, riesce a trovare il suo lato femminile e a farne tesoro. E' noiosa, però, quando ripete continuamente che non si deve innamorare, che è una storiella senza impegno, che è un rapporto a termine. Lo dice continuamente e questa cosa rende la storia ancor più noiosa.

Peccato, perchè lo scenario dell'isola è bellissimo e stavolta non è stato utile a creare nemmeno un pizzico di magia, almeno per me.

Questa volta, e mi spiace dirlo, la lettura è stata completamente tempo sprecato per me.
***
La mia sfida più grande (Anchor Island 2) 
Terri Osburn
320 pagine
Kindle Unlimited

mercoledì 27 marzo 2019

Mare nell'anima (M. Conte)

Morena ha poco più di sedici anni ed è una ragazza d'altri tempi. Cresciuta in una famiglia all'antica, è abituata a svolgere i mestieri di casa prima di tutto il resto e prima di pensare a se stessa, al suo essere adolescente.

Eh sì, perché tra i piatti da lavare, i pavimenti da spazzare e il terrazzo da tirare a lucido resta poco tempo da dedicare alle amiche, al mare, alla spiaggia, ai divertimenti dei ragazzi della sua età. E' sempre stato così: si è sempre sentita più indietro rispetto a tutti gli altri, meno emancipata, meno ricca, meno spigliata, più impacciata... e il suo modo di fare un po' goffo lo dimostra. Mentre gli altri, per lo più figli di genitori benestanti, si godono l'estate, lei resta sempre la donnina di casa nei confronti della quale la sua famiglia, sua madre soprattutto, ha delle aspettative ben precise: che si trovi un ragazzo ricco con il quale maritarsi.

Morena, però, si trova in un punto di svolta. Nel luogo turistico che frequenta da sempre con la sua famiglia e con amici che sono molto più liberi e viziati di lei, scatta la molla che la farà crescere come donna, come amica, come figlia anche.
La sua estate inizia in sordina, quasi come una spettatrice. Vede gli altri divertirsi e partecipa impacciata al loro divertimento, ancor più se si trova davanti agli occhi il bel Davide: ricco, intraprendente, bello da morire e, seppur cresciuto con lei, considerato irraggiungibile.
Eppure le cose possono cambiare, i boccioli possono sbocciare, le crisalidi diventare bellissime farfalle.
Nel momento in cui sente in lei qualche cosa di diverso, Morena prende tra le mani il coraggio di affermare reclamare il suo spazio, di vivere la sua vita da teenager. Porta il massimo rispetto alla sua famiglia, sempre, ma non ha più intenzione di sacrificare la sua libertà, la sua spensieratezza sull'altare di una tradizione che vuole le figlie femmine ingabbiate in casa, sotto le strette regole dettate dalla famiglia fino a che non si fidanza e si sposa con il primo ragazzo che dimostra attenzioni per lei, meglio se ricco.
Morena non ci sta ed inizia il suo percorso di crescita personale che la porterà ad apparire diversa anche agli occhi degli altri, non solo ai suoi.

L'autrice affronta, con uno stile semplice e diretto, le problematiche dell'adolescenza, la confusione che vivono i ragazzi a quell'età si respira tra le pagine, le contraddizioni, i mutamenti, le paure.

E' una storia che a me, da madre, ha fatto riflettere circa il rapporto madre-figlia: Morena oltre ad avere una mamma molto all'antica (e su questo si potrebbe aprire un'enorme parentesi) non ha praticamente dialogo con lei tanto che trova più naturale e semplice inventare bugie piuttosto che relazionarsi con lei. Eppure avrebbe tanto bisogno di qualcuno con cui aprirsi in modo sereno e trasparente! Da mamma ammetto di essermi messa un po' in discussione sotto questo punto di vista.

E' anche una storia in cui ragazzi e ragazze di quell'età possono ritrovarsi: lo stile pulito, l'assenza di volgarità, di termini pesanti o simili rende il libro adatto anche ad una lettura da parte di giovani lettori che potranno appassionarsi alla storia di Morena e fare il tifo per lei, per quella piccola Cenerentola moderna che fa sognare!

L'unico appunto che mi sento di fare vuole solo essere un'annotazione scevra da ogni polemica: non ho molto gradito l'uso massiccio del passato remoto durante il racconto. Credo che abbia appesantito un po' la narrazione che, secondo il mio parere, avrebbe potuto essere molto più scorrevole con un tempo narrativo differente. Si parla al passato remoto anche quando si racconta di qualche cosa successa qualche giorno prima e, personalmente - ma io non sono nessuno e non ho nessuna velleità narrativa - è una scelta che non avrei fatto.

A parte qualche errore di battuta (il punto interrogativo al posto dell'apostrofo, alcuni spazi mancanti e poco più) ho comunque seguito le vicende di Morena e di tutti gli altri con interesse: sono madre di un'adolescente e di un pre-adolescente per cui sono piuttosto interessata a temi che li riguardano.

Mare nell'anima (mi sono piaciuti molto sia il titolo che la copertina) è il primo di una serie che vedrà poi proseguire le vicende di Morena e Davide nel libro Bianca come la neve.

Con questa lettura partecipo alla Challenge Le quattro cavaliere dell'Apocalisse in quanto primo libro di una serie.
***
Mare nell'anima
Mariarosaria Conte
Old-Canidian-Editor
110 pagine
disponibile su Kindle Unlimited 
8.22 euro (copertina flessibile)

venerdì 8 marzo 2019

Contro la tenebra (K. Andrews) - Venerdì del libro

Contro la tenebra è un libro di cui avrei fatto volentieri a meno. 

Premetto che non ho niente contro rapporti omosessuali e che non mi scandalizza certo l'idea che due uomini possano amarsi, anche intensamente, come accade tra i protagonisti di questo libro.
Ciò che non mi è piaciuto è il fatto che si sia voluta calcare la mano su scene che sarebbero state erotiche comunque, anche senza scendere troppo in dettagli che, secondo me, sono stati esclusivamente di cattivo gusto. 

E lo sarebbero stati - di cattivo gusto - anche se la storia avesse avuto come protagonisti un uomo e una donna. 

Vorrei che questo fosse chiaro!
Ma andiamo con ordine.

Siamo in un'ambientazione apocalittica. 
Parker Osborne, matricola del college, è alle prese con un saggio scolastico al quale è stato dato un voto che, secondo il suo parere, non è adeguato. 
Responsabile di ciò è un assistente, Adam Hawkins, irremovibile sulla sua posizione, convinto che quello studente possa fare molto meglio.
I due si confrontano, prendono le misure l'un l'altro come se dovessero sfidarsi a livello personale. 
Non sanno, però, che dal giorno successivo il pessimo voto di Parker sarà l'ultimo dei loro pensieri e la sfida si sposterà altrove. 

Perchè il giorno successivo l'umanità sarà infettata da un virus che trasforma uomini e donne in esseri molto simili agli zombie, pronti a sbranare chiunque, infettando a destra e a manca con un loro morso. Chi viene morso, infatti, diventa come loro.
Questi strani e pericolosi esseri arrivano anche nel campus ed è un fuggi fuggi generale. 
Parker ed Adam scappano a bordo della moto di quest'ultimo.
Dove andranno? Come riusciranno a far fronte ad una situazione così orribile e come riusciranno a sopravvivere quando, attorno a loro, si accumulano cadaveri su cadaveri e si moltiplicano gli infetti assassini? Come potrà farsi spazio una storia d'amore tra i due in un contesto del genere?

Questo è il quadro. 
Posto che non amo le situazioni apocalittiche, posto che non amo gli zombie ne' altri esseri che possano loro somigliare, mi sono messa alla lettura consapevole che avrei avuto a che fare con un genere molto lontano da ciò che amo. 
Ma per via di una challenge a cui sto partecipando non avrei mollato la lettura per niente al mondo così ho assistito (mio malgrado) a lotte per la sopravvivenza ma anche a momenti di intimità tra i due protagonisti che si sono trovati sempre più vicini, con un'intesa sempre maggiore sfociata ben presto in qualche cosa di più di una battaglia contro i mostri.

Come accennavo sopra, non ho apprezzato le descrizioni fornite dall'autrice su momenti intimi che avrebbero potuto accendere l'immaginazione in ben altro modo, senza dover necessariamente esagerare.
Non ho apprezzato la presenza di alcune - una in particolare - imprecazioni contro Dio molto esplicite. Non è bello dover leggere frasi irrispettose soprattutto quando si sarebbero potute utilizzare  frasi che avrebbero dato lo stesso senso all'esclamazione senza arrivare a tanto. Non voglio passare per una bigotta, non è questo il punto. Il punto è che il lettore va rispettato, sempre, e non deve essere costretto a leggere qualche cosa che potrebbe disturbarlo in questo modo soprattutto se ciò - come in questo caso - appare più che evitabile. 
Vogliamo dare la colpa alla traduzione? Alla superficialità? Alla voglia di fare colpo (su chi, poi? magari su un lettore distratto)? Fatto sta che anche questa cosa mi ha disturbata e non poco.

I personaggi... bhè, Parker mi è sembrato molto immaturo (ha diciotto anni ma si comporta, soprattutto nella prima parte del libro, come un adolescente poco equilibrato). Adam è più maturo, lo si capisce subito, ma ha dei segreti che verranno svelati durante la lettura, il più importante dei quali - non è un segreto ne' uno spoiler visto che viene narrato sulla trama di presentazione del libro - contribuisce a rendere la situazione ancora più assurda: è un lupo mannaro.

Non è una lettura nelle mie corde. Non è una storia autoconclusiva ma non ho alcuna curiosità di capire che fine faranno, se la famiglia di Parker si sarà salvata oppure no, se il voto sul suo compito tornerà ad essere l'unico problema da affrontare. E non sono nemmeno curiosa sulle prossime scene di sesso tra i due: l'erotismo è altro.

Posso dire, sono onesta, che la narrazione è scorrevole ma per il resto non è una lettura nelle mie corde.

Per questo Venerdì del libro vi chiedo: vi siete mai imbattuti in libri di questo tipo? 
***
Contro la tenebra (Kick at the darkness vol. 1)
Keira Andrews
Triskell Edizioni
Kindle € 4.49
295 pagine

domenica 3 marzo 2019

Lost. Per colpa di un bacio (T. Paxia)


Lui è un giovane chitarrista blues famoso ed affascinante che risponde al nome di Jayden Maynard.
Lei, Franklyn Reeves - Frankie per gli amici - è una ragazza con i capelli arancioni cresciuta a pane e musica, nel negozio di sua madre e nel laboratorio di suo nonno che costruiva chitarre. Sa suonare ma sa fare anche molto altro visto che, grazie agli insegnamenti del nonno, lei è capace di costruire chitarre elettriche uniche.

I due si incontrano durante quella che per Frankie è diventata una missione: cercare suo padre, quell'uomo che di cui nessuno le ha mai voluto parlare e che ha abbandonato lei e sua madre - così le è sempre stato detto - appena ha saputo che stava arrivando un pargoletto. 

Frenkie sta percorrendo una strada che sembra senza uscita ma non si perde d'animo e pur di incontrare i chitarristi che potrebbero rispondere ai pochi requisiti che suo padre dovrebbe avere (perchè l'unico elemento che le ha dato sua madre è il fatto che suo padre fosse un chitarrista), è pronta a fare delle audizioni al solo scopo di arrivare davanti all'uno o all'altro, sperando che qualcuno abbia una qualsiasi reazione davanti al suo cognome che è quello di suo nonno, quello di sua madre.

Qualche reazione la trova pure, lungo il suo cammino, ma più che altro è legata all'azienda di famiglia - la Reeves Guitars - che, oramai, con la morte del nonno, non esiste più.

Frenkie e Jayden si incontrano in questo contesto: respirano entambi musica, hanno interessi comuni, fanno delle magie con le loro mani sul fronte musicale e le loro strade si intrecciano più di quanto non avessero mai immaginato possibile.

Da un iniziale rapporto professionale che si sviluppa alla pari (tanto che Frenkie vuole essere considerata un uomo) ben presto le vibrazioni che entrambi avvertono porteranno a qualche cosa di più.

Non si tratta di un romanzo autoconclusivo bensì del primo di una serie, Liar Liar Series per cui non posso esprimermi sul finale che è chiaramente una porta aperta verso il prosieguo.

Posso fare qualche considerazione sui personaggi e sulla trama, però, così come sullo stile dell'autrice.
Innanzitutto lo stile è scorrevole e di gradevole lettura.
Senza troppe pretese ma per la tipologia di libro va bene così. 
La trama secondo me ha fatto acqua fin dall'inizio in relazione al comportamento di una madre che, davanti ad una figlia ormai adulta che si imbarca in un'avventura quasi alla cieca per cercare suo padre continua a mantenere il segreto. Ho subito pensato che o quella donna era un po' fuori di testa, tanto da non capire che quella ragazza sarebbe andata comunque fino in fondo, o che c'era qualche cosa sotto. E così è stato...

Dei vari personaggi Frenkie mi è piaciuta di più di tutti: una ragazza determinata, di carattere, capace di farsi apprezzare per la propria abilità, per le proprie capacità. Un positivo modello di donna, mi vien da dire, che tiene testa senza troppi problemi ai tanti uomini che le gravitano attorno sul fronte professionale. Mi è piaciuto il suo modo di porsi e il suo modo di affrontare la vita.
Non mi è piaciuta la figura di sua madre per l'atteggiamento che ha tenuto e non ho nemmeno avuto la voglia di giustificarla, alla fine, alla luce di ciò che si scopre.
Insegniamo ai nostri figli ad essere onesti e ad avere il coraggio di rispondere delle proprie azioni... non mi è piaciuto l'atteggiamento della madre. Tutto qui.

Lui è un tipo affascinante, non c'è che dire. Anche troppo per lei nel senso che ha schiere di donne che gli cadono ai piedi, donne belle e famose molto più di quanto non sembra essere lei che si presenta con una ragazza un po' anticonformista ma, comunque, nella norma.
Eppure dimostra di essere un ragazzo come tutti gli altri, che non si mette su un piedistallo come la sua situazione di personaggio dello spettacolo potrebbe giustificare. 

Romanzo piacevole anche se l'atteggiamento della madre mi ha fatto storcere il naso fin da subito e se, secondo me, ciò penalizza molto la trama.
L'ho letto in e-book e non ho trovato errori (mi è sembrato un miracolo!!!) e le pagine sono scorse via veloci. Il mondo della musica è descritto con passione e questo mi è piaciuto molto.
***
Lost. Per colpa di un bacio (Liar Liar Series)
Tania Paxia
Newton Compot Editori
263 pagine

sabato 23 febbraio 2019

Nessun giorno della settimana (S. Aguirre)

Ho iniziato la lettura del libro Nessun giorno della settimana il giorno di San Valentino e gli ho dedicato una foto a tema. Mi ispirava, la copertina mi aveva fatto pensare ad una storia romantica così l'ho immortalato in quell'occasione. 
Impressione sbagliata. 
Di romantico non ho trovato nulla. Di incoerente, tutto!
Sono arrivata a leggere fino all'ultima pagina solo perchè questo libro mi è utile per la Visual Challenge Upgrade a cui sto partecipando. Non fosse stato per questo, avrei abbandonato prima della metà.

Intanto il titolo: non ho capito proprio cosa abbia a che fare con la storia. Magari mi è sfuggito ma, secondo il mio parere, non c'entra per niente.

E poi il resto.
La protagonista è Sofía, una donna di 42 anni che vive a Madrid con i due figli adottivi.
Mi chiamo Sofía Miranda e non mi pettino, ho una calligrafia orribile, dico un sacco di parolacce, odio cucinare, guardo film spazzatura e ho le braccia flaccide. Mi capita di dimenticarmi di fare la ceretta e a volte mi mangio le unghie. Ah, accumulo un sacco di piatti sporchi perché detesto svuotare la lavastoviglie.
Si presenta così. E a me non è piaciuta affatto.

E' una mamma single che si rende conto di avere una vita che non la rende felice. Sente il bisogno di dare una svolta. Riesce a trovare una propria dimensione nella scrittura e sarà proprio la scrittura ad offrirle un'occasione.

Non scendo in maggiori dettagli sulla trama perchè, magari è un mio limite, mi è sembrata una tantino confusa e rischierei di dire qualche stupidaggine. Ho anche fatto confusione, non per colpa mia, però, sulla figura del marito che una volta viene chiamato ex-marito, una volta mio migliore amico come se fossero due figure diverse. Che confusione! Magari è un mio limite però in alcuni passaggi mi sono letteralmente persa.

Quello che mi ha subito colpita è il suo modo di concepire la maternità. Parla dei suoi due figli solo di passaggio, per dire che li lascia dai nonni o da un'amica quando deve uscire per serate che vanno sempre a finire con un'ubriacatura - più o meno marcata a seconda dei casi - e nel letto di qualcuno. 
Fin dalle prime pagine l'autrice rende il suo personaggio piuttosto scurrile: magari potrà essere un modo per renderlo simpatico alle lettrici che, superati i 40, si sentono ancora delle ragazzine e inneggiano alla libertà assoluta. A me, sono sincera, questo modo di essere ha dato sui nervi fin dall'inizio. 
L'incoerenza più assoluta arriva quando parla dei figli. Dice di amare da morire i suoi figli ma li lascia a destra e a manca - per un mese intero con i nonni sarebbe il minimo... è tutto il resto che mi ha dato sui nervi - e non parla mai di loro se non per spot, giusto per ricordare ai lettori (o a se stessa) che è una madre ed ha delle responsabilità. Eppure, dice chiaramente che la sua idea di libertà è legata all'assenza assoluta di responsabilità nei confronti di chiunque. Allora, se hai dei figli che peraltro hai scelto tu di adottare, come la mettiamo? Insegui la libertà o ti senti responsabile per loro? A giudicare dalla storia che viene raccontata direi la prima ipotesi, anche se poi - come accennavo - ogni tanto fa una dichiarazione d'amore verso i suoi figli che non è per niente coerente con i suoi comportamenti. 

Sofía cerca un nuovo equilibrio ma, onestamente, non ho ben capito se l'ha trovato o no. La protagonista delle ultime pagine è diversa da quella delle prime, non lo nego. Ma questo non è bastato a rendermela simpatica nemmeno un po', anche quando cerca di essere ironica - e lo fa spesso - o di sdrammatizzare.

Ad un certo punto dice che uno dei suoi figli le fa capire che sta bene con i nonni, anche senza di lei. Non sono mica stupidi i ragazzini!!! Se ne rende conto pure lei...

Il personaggio che mi è piaciuto di più tra i tanti che vivono attorno alla protagonista è quello di Marina. Il suo modo di non dare troppo peso a ciò che le accade, di vivere normalmente alienata da tutto il resto me l'ha resa gradevole.

Peccato. Mi ero aspettata qualche cosa di diverso. Mi ero imbattuta in recensioni a dir poco entusiasmanti di questo romanzo: mi tocca fare la voce fuori dal coro, ma che ci posso fare? Non tutto piace a tutti...
***
Nessun giorno della settimana
Sol Aguirre
Newton Compton Editori 
271 pagine (che mi sono sembrate 10.500... non finivano mai!)
1.99 euro formato Kindle

lunedì 18 febbraio 2019

La leggenda del ragazzo che credeva nel mare (S. Basile)

Salvatore Basile mi ha nuovamente catturata con la sua scrittura, con i suoi personaggi racchiusi nel libro La leggenda del ragazzo che credeva nel mare

Ho letto il libro tutto d'un fiato. Mi sono emozionata, ho sofferto, mi sono innervosita, ho avuto la voglia di infilarmi fisicamente tra le pagine per arrivare a toccare i personaggi in alcuni frangenti, per poterli abbracciare, scuotere, accarezzare.
Basile è capace di toccare i sentimenti e ammetto che, in alcuni punti, ho pensato che fosse fin troppo sensibile per essere un uomo. Non me ne voglia, ma l'ho pensato.
Già con il suo primo libro, Lo strano viaggio di un oggetto smarrito, avevo avuto occasione di apprezzare questo autore e stavolta ho amato ancora di più i personaggi e la storia proposta.

Marco è un ragazzo rifiutato da suo padre dopo che sua madre morì nel darlo alla luce. Non ha mai conosciuto la sua storia: è passato da una famiglia affidataria all'altra fino a che non ha raggiunto la maggiore età, restando solo.
Fa le pulizie in una piscina ma ammira, dal basso, gli atleti che si tuffano dai trampolini ogni giorno. Sente il richiamo dell'acqua e prova anche lui scoprendo un talento innato, anche se mai coltivato.
Per via di un incidente legato proprio all'acqua, al mare, incontrerà Lara: una fisioterapista che avrà un ruolo importante nella sua vita, non solo dal punto di vista del suo lavoro.
Lara lo aiuterà a riprendersi e lo farà portandolo in un paesino in cui si vive di pesca, un paesino in cui il mare è l'elemento dominante, con i suoi odori, i suoi suoni, i suoi colori ma anche con la sua gente.
Marco si fida di Lara: una donna che si sa imporre quando serve ma che lo sa anche ascoltare. Una donna che, però, non è del tutto sincera con lui: non gli racconta come mai la terapia potrà avere più successo in quel paesino, in riva al mare. Ha un piano in mente e vuole aiutarlo a conoscere meglio se stesso scoprendo le proprie radici. E' un piano rischioso, perchè ha a che fare con i sentimenti di Marco e di altre persone. Ma Lara agisce a fin di bene ed è pronta ad assumersi le sue responsabilità.

Quella raccontata dall'autore è una storia intensa, carica di emotività fin dalle prime pagine.
La figura di Marco mi ha subito colpita per imprimersi ancor più nella mia mente e nel mio cuore andando avanti con il racconto. Marco cambia, diventa meno scettico, meno pessimista, si apre agli altri e cresce imparando a riacquistare fiducia in se stesso. 
Non sa che lo aspetta una importante verità ed avrei voluto abbracciarlo nei momenti più delicati della storia. L'ho immaginato in più circostanze: l'ho immaginato specchiarsi negli occhi di un uomo che non conosce e che non sa essere suo padre, l'ho visto tremare davanti ad una sconvolgente verità, l'ho visto soffrire per una mano che non risponde ai comandi.

L'altra figura maschile che mi ha toccata è stata quella di Antonio. Un pescatore che ha detto addio alla sua vita nel momento in cui ha perso sua moglie ed ha rinnegato suo figlio. Un uomo silenzioso, burbero, indurito dalla sofferenza ma capace di sentimenti profondi. E' un uomo che si protegge con un guscio d'indifferenza per tutto ciò che ha attorno, come se nulla più lo interessasse, e la sua sofferenza è palpabile. E' un uomo burbero che mi ha fatto tanta tenerezza...
L'arrivo di Marco lo cambia fin dal primo incontro, dal primo sguardo, anche se non riesce a capire perchè.

Se penso a Lara mi viene in mente subito l'aggettivo coraggiosa. L'ho trovata coraggiosa nel decidere di rischiare per aiutare Marco ma anche se stessa perchè, anche se all'inizio non è ben chiaro, anche lei ha bisogno di liberarsi di un peso.

Poi ho amato la mamma di Lara: una donna malata di Alzheimer che, seppur fisicamente presente, è lontana da tutti con la sua mente. Proprio lei con le sue incursioni strampalate, con le sue affermazioni fuori luogo mi ha emozionata fino alla fine. E' un personaggio secondario la cui presenza fa capolino con discrezione ma che ha un ruolo importante nella parte finale del libro. Ho apprezzato la scelta dell'autore di inserire un personaggio di questo tipo.

Avrei un paio di appunti da fare, però. 
Il titolo. Non l'ho trovato calzante. Il ragazzo protagonista, Marco, solo all'inizio sente un forte richiamo per il mare poi ne ha paura ed arriva ad odiarlo. Il grosso del racconto lo vede odiare il mare più che crederci. Ovviamente è un dettaglio ma ammetto di averci pensato. E poi perchè la leggenda? Semmai la storia...
Bella, invece, la copertina. Mi è piaciuta molto. 

Inoltre, nella versione digitale che ho letto avrei preferito un maggiore uso delle interlinee. Mi spiego: spesso l'autore passa da una situazione all'altra senza che ciò sia sottolineato da uno spazio tra un paragrafo e l'altro. Io avrei preferito che ci fosse qualche interlinea in più per dare l'idea del cambio di scenario, del cambio di personaggio.
E' una stupidaggine anche questa ma è un'osservazione che mi sono trovata a fare.

Comunque, a parte queste due sciocche annotazioni - lo riconosco - il libro è molto bello e sono contenta di avere avuto l'occasione di leggerlo nell'ambito della Challenge Dalle tre Ciambelle.
Lo consiglio a tutti coloro che volessero leggere una bella storia che tocca i sentimenti senza essere sdolcinata, scritta in punta di penna, scorrevole e capace di catturare fin dalle prime pagine.
***
La leggenda del ragazzo che credeva nel mare 
Salvatore Basile
Garzanti editore
278 pagine
formato e-book € 9.90

sabato 16 febbraio 2019

Non è tutto oro (V. Corciolani)

Mi ero ripromessa di leggere la seconda avventura che ha per protagonisti Alma e Jules ed eccomi qui, a tirare le somme.

Valeria Corciolani torna, con Non è tutto oro, a proporre un mistero attorno al quale si trova ad indagare l'ispettore Jules Rosset che, già dall'avventura precedente, ha una collaboratrice molto particolare: una colf che vorrebbe tanto restare fuori dalle vite degli altri, soprattutto quando c'è di mezzo un delitto, ma che non riesce proprio a restare indifferente davanti alle intuizioni che le arrivano semplicemente nell'analizzare i dettagli di ciò che trova attorno a lei.
Odori, particolari, oggetti spostati rispetto al solito posto, pattumiere più o meno piene: una donna come lei, abituata a conoscere da vicino la vita delle persone per cui lavora, viene guidata da una specie di dono, da intuizioni e deduzioni che sfuggono ad altri. 
Ed è per questo che l'ispettore Rosset la vuole accanto, per poter godere di quel punto di vista in più che nella sua squadra manca. 

Da una finestra un'anziana signora insonne nota qualche cosa di strano in strada, dopo essersi affacciata dalla finestra. Che sia un cadavere di donna, con un luccicante paio di scarpe ai piedi, quello che spunta dallo sportello di una bella auto bianca che si trova proprio a portata dei suoi occhi di lince?

Una donna, Elena, non fa ritorno a casa per la notte e suo marito, l'antiquario Nestor, teme che se ne sia andata da lui, che abbia deciso di lasciare quella casa in cui si sente quasi un'ospite, tanto poca è l'affezione che prova non solo per il mobilio ma anche per l'uomo che l'ha sposata.
 
Il giorno dopo, un pescatore vede abboccare al suo amo non un pesce ma un cadavere di donna. 

Jules Rosset si trova a mettere assieme i pezzi di un mosaico che sembrano non combaciare affatto. C' è sempre qualche cosa che non torna. 

Durante il racconto emerge la storia di una giovane Elena che si è lasciata alle spalle una vita difficile ma che aveva un presente che le andava stretto. Emerge il lato familiare dell'ispettore Rosset che desidera passare del tempo con suo figlio ma che è terrorizzato dall'idea di cosa fare insieme. Emerge anche con maggiore incisività di quanto non abbia fatto - almeno secondo il mio parere - la figura dell'Alfonsina, suocera di Alma che con quel suo modo di fare diretto e chiaro non solo si dimostrerà anch'essa molto attenta a ciò che le capita attorno, ma darà anche un aiutino nel corso delle indagini. Più di uno, a dire il vero. E' una vecchietta simpatica: mi fa sorridere con quel suo modo di immischiarsi di fatti che non la riguardano come se fosse un suo dovere dire la sua e mi fa sorridere anche il pensiero di vederla scorrazzare da una parte all'altra della casa sul suo girello, come se fosse una bambina!

Torna lo stile ricercato di un'autrice che, secondo me, ha appesantito un po' alcuni dialoghi ma che è comunque molto gradevole da leggere. Lettura scorrevole, Alma che rientra appieno nella parte che l'autrice le ha assegnato fin dall'inizio della serie, Rosset che ad un certo punto mi ha un po' innervosita a furia di sventolare in aria la mano (parecchie volte questo gesto viene ripetuto nell'arco di poche pagine).

Il finale viene svelato quasi senza che il lettore se ne accorga, con una naturalezza tale da annullare tutti i pensieri che hanno arrovellato la mente dell'ispettore. Epilogo prevedibile, comunque l'unico possibile secondo me.

Questa coppia strampalata mi piace. Questo ispettore ossuto e spigoloso (l'autrice lo sottolinea spesso) mi incuriosisce sempre di più e credo che non mi lascerò scappare la prossima avventura accanto ad Alma.
***
Non è tutto oro
Valeria Corciolani
Amazon Publishing
371 pagine
letto nell'ambito dell'abbonamento Kinlde Unlimited

martedì 22 gennaio 2019

Nectunia (D. Ruggero)

Non sono un'amante dei distopici e, nonostante questo, partecipando da qualche anno a questa parte a diverse challenge mi sono imbarcata anche in questo tipo di letture. Ed anche stavolta, per via della challenge Le quattro cavaliere dell'Apocalisse che, tra gli altri, ha inserito anche la lettura di un distopico, mi sono cimentata con Nectunia.
Sulle prime mi sono trovata un po' spiazzata, sono sincera, dallo scenario in cui la storia prendeva corpo. Un doppio scenario, a dire il vero.

Siamo in un futuro non lontanissimo nel quale l'umanità paga le conseguenze dei comportamenti sconsiderati tenuti in passato dagli uomini. Dopo disastri ambientali, malattie e guerre, gli umani vivono grazie all'intervento massiccio delle tecnologie che hanno preso il controllo e che hanno consegnato il potere in mano a pochi. Su una società di questo tipo governa Nexium, sotto il controllo di una figura molto potente ma del tutto fittizia chiamata la Grande Madre. E' lei che tiene sotto controllo la realtà grazie all'utilizzo di potenti tecnologie, lei che tira le fila di un'esistenza finta e oltremodo pilotata.
In occasione di una speciale cerimonia di accoglienza di giovani - ragazze e ragazze - appositamente reclutati e portati via alle famiglie (ma loro sono contenti di questo) per entrare a far parte di questo sistema, qualche cosa si inceppa ed inizia l'avventura.
Eléna e Marco sono due giovani che avrebbero dovuto entrare a far parte del mondo di Nexium ma non sempre le macchine riescono a controllare del tutto la volontà.

Se, da una parte, nelle terre emerse, vive questa società perfetta, resa tale in modo artefatto, con persone che vengono illuse costantemente, drogate per abbattere ogni loro capacità di discernimento, per renderle inconsapevoli o, comunque, accondiscendenti... dall'altra c'è Nectunia.
Una realtà sommersa, questa, fatta di ribelli con a capo Amber.
L'obiettivo dei ribelli è quello di riconquistare una vita libera per loro stessi e per tutti gli altri.

Amber ed Eléna sono le due protagoniste assolute di un libro con netta predominanza da parte del personaggio di Amber.
Sono diversi i ruoli, è vero... La prima ha un ruolo di guida, è il Generale di Nectunia che porta avanti quello che fu il compito di suo padre. E' una guerriera, una donna abituata a dimenticare di essere tale sacrificando la sua personalità, la sua femminilità e il suo essere donna sull'altare della responsabilità nei confronti del suo popolo.
La seconda è una ragazzina a cui è stata donata l'immagine di un magnifico futuro. Un futuro fatto di privazioni, questo è vero, ma comunque foriero di positività, lontano da malattie e da quel decadimento che, negli anni passati, l'uomo ha vissuto.

Ciò che mi ha colpita maggiormente è l'immagine della terra che viene dipinta con tinte molto chiare: l'uomo che si è rovinato con le sue mani, scelte sbagliate che lo hanno portato alla rovina, atteggiamenti irrispettosi nei confronti dell'ambiente che lo hanno portato a perdere tutto. E' davvero questo che ci aspetta? Perchè credo che, pur essendo un romanzo di pura fantasia, l'ispirazione dal presente sia chiara, soprattutto per questi aspetti. Devo dire che, pensando a determinate notizie d'attualità e pensando poi ciò che accade all'uomo in questo romanzo ad un certo punto ho anche pensato "...ben ti stà!". Poi però ho pensato anche che tutti noi ci troveremo, prima o poi, a pagare le scelte di un'umanità senza più rispetto, senza più valori... ed allora ho smesso di scherzare.

Sconvolge l'idea di un futuro fatto di mancanza assoluta di volontà da parte del popolo a fronte di un potere totalitarista reso ancora più efficace dall'uso delle moderne tecnologie. 

Ben delineata la figura di Amber. Un po' meno quella di Eléna secondo il mio punto di vista.
Sono comunque due donne forti, ognuna nel proprio contesto, e la scelta dell'autrice di puntare tutto su due figure femminili mi è piaciuta molto. Molto efficaci le descrizioni, ho trovato solo un po' di difficoltà ad entrare nel racconto all'inizio quando non riuscivo a capire quale legame potessero avere le due figure a cui l'autrice dà la parola in modo alternato l'una all'altra, permettendo ad ognuna di esse di presentare al lettore il suo ambiente, il suo presente, la sua vita, la sua missione.

Il finale lascia aperta la porta per un prosieguo e, tutto sommato, da non amante del genere, devo ammettere che ho letto volentieri la storia di Nectunia. Storia che, proprio per via del finale piuttosto aperto, non è affatto finita.
Anzi!
Ps. mi sono imbattuta in alcuni errori come o accentate quando non serviva e poco più... niente di particolarmente irritante.
***
Nectunia
Daniela Ruggero
Dark Zone Edizioni
219 pagine
letto nell'ambito dell'abbonamento Kindle Unlimited