Visualizzazione post con etichetta sperling e kupfer editori. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta sperling e kupfer editori. Mostra tutti i post

mercoledì 10 maggio 2023

Dolores Claiborne (S. King)

Anni: 65.

Luogo di residenza:  Little Tall Island (isola immaginaria del Maine).

Occupazione: domestica presso la facoltosa Vera Donovan.

Nome: Dolores Claiborne.

Situazione attuale: sospettata della morte della sua datrice di lavoro, venuta a mancare a seguito di una caduta dalle scale.

Stephen King propone ai suoi lettori un romanzo diverso dal solito e piuttosto originale. Io ammetto di avere molto da recuperare di suo ma non credo si sbagliare nel considerarlo originale. 

Innanzitutto è proposto come un monologo frutto dell'interrogatorio da parte della polizia - effettuato all'indomani della morte della signora Donovan - e non ci sono altri interlocutori che intervengono. E' lei che lascia intendere che qualcuno le porge delle domande ma non passa mai la parola a nessuno, per tutto il romanzo.

E poi non ci sono scene che si possono collegare allo stile di King: niente di spaventoso (io ho sempre abbinato King a storie da non leggere la sera prima di andare a dormire per non fare brutti sogni) e, soprattutto, niente riferimenti al soprannaturale che nei sui libri - almeno da quel che ne so - ricorrono spesso.

In realtà il libro l'ho ascoltato in versione audiobook e devo dire che è stato un ascolto molto piacevole. Merito, anche stavolta, del lettore: Frances Sternhagen non si limita a leggere... Dà vita a Dolores visto che è sempre e solo lei che parla. 

Nel corso dell'interrogatorio la donna ripercorre i suoi quarant'anni di lavoro a servizio della signora Donovan ma va anche oltre: arriva a raccontare l'omicidio del marito, Joe St. George, risalente a parecchi anni prima. Confessa così un delitto per la quale non è imputata visto che è stato archiviato come un incidente. E in merito alla morte della sua datrice di lavoro... bhè... è tutto da scoprire. 

Dolores è una donna molto ben descritta dall'autore. Dandole la parola in modo esclusivo è lei stessa che, nel narrare sostanzialmente la sua vita, si descrive. Pian piano emerge una donna che ha dovuto subire le angherie del marito violento, alcolizzato e particolarmente incline a dare attenzioni indesiderate alla loro figliola. E quanto Dolores parla dell'omicidio del marito - nel quale peraltro una qualche influenza ha avuto anche la signora Donovan - racconta una storia dolorosa e toccante. Lo fa senza pietismo e senza cercare di essere in alcun modo compatito. Dolores racconta a testa alta capitoli dolorosi della sua vita e, allo stesso modo, racconta in modo appassionato il suo rapporto con la signora Donova. Una signora che inizialmente appare insopportabile al lettore, stando alle descrizioni della protagonista, ma con la quale ben presto si scopre che Dolores ha instaurato nel tempo un rapporto molto intenso e schietto.

Dolores mi ha emozionata, mi ha conquistata con il suo modo di essere e di affrontare la vita. Mi ha anche fatto pensare, in alcuni passaggi legati alla delicata situazione di una signora Donovan che ha oramai perso le sue facoltà mentali - alla mia nonnina che è stata per tanto tempo a letto accudita con amore dalla mia mamma... alcune scene mi hanno davvero riportarlo lei davanti agli occhi e mi sono anche un po' commossa. 

Mai avrei pensato di commuovermi con un libro di King... mai dire mai! 

Bel libro, bella storia, ottimo il lettore che ringrazio per aver reso ancora più emozionante una storia che già lo sarebbe stato di suo ma che con una lettura meno efficace probabilmente avrebbe perso un po'. 

Ho provato a cercare il libro cartaceo: mi piacerebbe leggerlo per vedere se fa lo stesso effetto dell'ascolto ma nelle biblioteche vicine a me non l'ho trovato e l'ho chiesto ad un paio di amiche ben fornite di libri di questo genere ma alle quali Dolores manca. Avendolo ascoltato non mi va di spendere per comprarlo... lo ammetto senza problemi. Se riuscirò a trovarlo in prestito da qualche parte lo leggerò e mi auguro che possa essere, per me, un'altra bella esperienza di lettura.

***
Dolores Claiborne
Stephen King
Sperling & Kupfer
9.90 copertina flessibile, 7.99 Kindle, audiolibro
pag. 278

martedì 11 aprile 2023

If we were villains. Non è colpa della luna (M. L. Rio)

  

Ho ascoltato questo libro, non l'ho letto. E, ne sono certa, se l'avessi letto l'avrei abbandonato subito. 

Ho pensato di ascoltarlo senza curarmi di conoscere la trama e nemmeno saperne i precedenti - dove, come, quando e perchè fosse già stato pubblicato, edizione illustrata etc. etc... - visto che mi era utile per una challenge di lettura ed ho voluto dargli un'opportunità.

Senza dilungarmi troppo dico subito che si sarebbe risolto almeno con 100 pagine di meno. Tante, troppe le divagazioni del tutto inutili che possono piacere agli amanti di Shakespeare ma che se assunte in dosi massicce alle fine stancano. Per lo meno per me è stato così. 

La storia è piuttosto semplice e nemmeno tanto geniale: Oliver Marks è stato in carcere per dieci anni pagando per l'uccisione di un suo compagno di college. A distanza di tanto tempo si arriva finalmente alla verità, quella che è stata taciuta, quella che è stata mistificata con il beneplacito di più d'una persona (a quanto pare) che era perfettamente consapevole di come stessero le cose.

Oliver era uno studente della Dellecher, una prestigiosa scuola d'arte drammatica degli Stati Uniti nella quale si vive di pane e Shakespeare, letteralmente. Tutto porta ai suoi drammi anche nella vita fuori dal palcoscenico e questo, sono onesta, in più punti mi ha proprio stancata. 

Ci può stare per un po' ma alla fine stanca.
Opinione personale, ovviamente.

Oliver è uno dei sette compagni di corso del quarto anno: sono amici, condividono la passione per il teatro e non solo. Condividono superalcolici, canne a volontà ed anche un modo di fare alquanto cospiratorio nel momento in cui Richard viene trovato in fin di vita in mezzo ad un gelido lago. Negli ultimi tempi si comportava in modo strano, il ragazzo. Era diventato violento (mi sarebbe piaciuto conoscere più a fondo questo personaggio e capire il perchè dei suoi improvvisi atteggiamenti) e nel rapporto con i suoi amici perdeva spesso la testa tenendo comportamenti tutt'altro che graditi. Ma quando viene trovato esanime nelle acque gelate i suoi sei compagni fanno una scelta ben precisa. Una scelta che difenderanno con le unghie e con i denti finché potranno.

Perchè Oliver finisce in carcere? Perché che è stato in carcere lo si sa fin dall'inizio... è questa l'unica curiosità che mi ha portata ad ascoltare il libro fino alla fine. Tutto il resto mi ha anche annoiata un po'. 

Praticamente i protagonisti vivono in ambiente accademico. La storia lega i ragazzi l'uno a l'altro a doppio filo, più di quanto loro stessi possano pensare. Amore, passione, lealtà, bugie, inganni, canne ed alcol... questo il mix che porta a dipingere i tratti di un ambiente che non mi è piaciuto affatto. Quelle maschere che indossano a teatro sembrano non cadere mai, tanto da rendere i personaggi non del tutto credibili o, per lo meno, quasi inconsapevoli di ciò che fanno...

Credo che i personaggi avrebbero potuto dire molto di più, soprattutto dal punto di vista psicologico: è come se fossero stati posti tutti allo stesso livello, tutti protagonisti, ma senza approfondirne nessuno. Peccato, poteva essere una svolta importante quella di dare maggiore spessore ai personaggi sacrificando, magari qualche citazione di troppo. 

Non è un libro che consiglierei, tantomeno a lettori più giovani ai quali passerebbe il messaggio che fare abuso di superalcolici e spararsi una canna dietro l'altra sia la normalità in certi ambienti. Mi piace pensare che sia un'esagerazione pura e semplice e non lo gradisco come messaggio. Legare l'arte a comportamenti di questo tipo secondo il mio parere sminuisce il ruolo dell'artista ma anche questa è un'opinione personale.

Per fortuna è finito. Passo decisamente ad alto sperando di dimenticarlo in fretta.

Ps. se volessi essere pignola anche dal punto di vista dello stile, della grammatica, potrei dire che "Il suono dei miei pasi le fecero..." non è corretto perché il suono è singolare e il verbo è plurale... ma evito. Non credo che serva a rendere il mio pensiero più completo.
***
If we were villains. Non è colpa della luna

M. L. Rio
Fassinelli editore
320 pagine
19.90 copertina rigida, 9.99 Kindle, Audiolibro

venerdì 22 aprile 2022

It ends with us. Siamo noi a dire basta (C. Hoover)

Se non fosse stato per una lettura condivisa da fare per la Escape Ciambelle challenge a cui sto partecipando probabilmente non avrei mai scelto di leggere questo libro. Non amo il genere e ammetto che ogni volta che mi capita un romance tra le mani sono sempre piuttosto prevenuta. 

Devo dire, però, che la Hoover scrive bene e che ha saputo proporre una storia non banale, con un finale coraggioso, personaggi ben delineati dal punto di vista psicologico e quelle brevi parentesi che proprio mi fanno venire l'orticaria - con le descrizioni di momenti di sesso tra i protagonisti, l'ho detto - non mi hanno disturbata più di tanto perché ben dosate e non eccessive. Il giusto per mantenere lo status di romance ma senza scadere nel banale, nello scontato, nel troppo.

Detto questo, la storia inizialmente mi aveva fatto pensare a qualche cosa di visto e rivisto: lei con un equilibrio familiare precario ed un passato che bussa costantemente alla sua porta incontra lui, bello, bellissimo, ottima posizione lavorativa, portafogli bello gonfio e... tormentato. 

I due si incontrano per caso ma il loro incontro sembra destinato a diventare il primo di una serie di situazioni che passeranno per il "...non voglio storie serie ma avventure di una notte" di lui al "...solo per amore", di lei. Incompatibili. Decisamente incompatibili. Oppure no? Dopo una manciata di pagine immaginavo già il finale e sbuffavo, anche, convinta di essermi impelagata in una banalissima storia d'amore.

Mi sbagliavo.

L'autrice offre personaggi per niente banali e affronta tematiche importanti come quella della violenza domestica in modo efficace e lanciando un messaggio ben preciso sia alle donne che agli uomini. Quella raccontata è una storia d'amore, è vero, ma è anche una storia di coraggio che l'autrice mette in campo (per sua ammissione nelle note finali) per esperienza diretta. Si tratta di un romanzo, non di una storia vera, ma l'esperienza dell'autrice con un padre violento è reale.

Ho molto apprezzato il finale e la scelta coraggiosa dell'autrice sta proprio qui, secondo me.

Un aspetto che mi ha un po' disturbata (più delle scene di sesso, per essere chiari) è stato il continuo riferimento al fare beneficienza, come se fosse un biglietto da visita di sicura buona condotta: per esperienza posso dire che spesso il fare beneficienza viene considerato un modo spicciolo di lavarsi la coscienza per cui non lo trovo affatto un punto a favore di qualcuno in modo oggettivo. Ma è solo un dettaglio, non voglio essere pignola.

Consigliato a chi ama le storie d'amore non troppo scontate ed è disposto anche a riflettere un po'.
***
It ends with us. Siamo noi a dire basta
Colleen Hoover
Sperling & Kupfer
330 pagine
15.90 copertina rigida - 9.99 Kindle

lunedì 4 aprile 2022

Un mondo libero. La saga dei Fontamara vol. 2 (V. Cebeni)

 

Valentina Cebeni non delude. 

Chi conosce il suo stile di scrittura ritrova, in questo secondo volume della saga dei Fontamara, letto in collaborazione con Thrillernord la delicatezza della sua penna e, allo stesso tempo, la forza di personaggi e di una storia che non lasciano indifferenti e non si dimenticano.

Una penna delicata, la sua, anche nel descrivere gli orrori della guerra ma di una delicatezza che non vuol dire superficialità, tutt’altro. Io ho inteso questa delicatezza come rispetto: rispetto per le morti che, comunque, ogni volta che si è in guerra, si contano da ambo le parti, rispetto per la sofferenza di tutti.

Siamo a Roma. Autunno 1942. I Fontamara, con Eva in testa, sono alle prese con una guerra che segna i territori ma, soprattutto, le persone. Le segna nel fisico, nella mente, nell’anima. Le stappa agli affetti, in un modo o nell’altro, le priva della dignità, della libertà, della serenità. E le uccide. Perché anche se non si muore al fronte si muore d’inedia, si muore sotto ai colpi dei manganelli, si muore stremati dal lavoro, sfiancati dalle privazioni e umiliati fino al midollo dalle violenze inferte senza alcuna pietà. Si muore anche di dolore, si muore per l’orrore in cui ci si è imbattuti giorno dopo giorno. Perché anche se si resta vivi ciò che vedono gli occhi, ciò che sentono le orecchie, ciò che toccano le mani segna per tutta la vita fino nel profondo.

Eva è, ancora una volta, il pilastro attorno al quale ruota una famiglia intera e non solo. È la donna forte che tutti conoscono, tenace, astuta, altruista, amorevole ma ferma e decisa nel prendere decisioni per sé e per le persone che ama.

La guerra, però, mette a dura prova pure lei. Mette a dura prova tutti, dai più piccini ai più grandi. Strappa gli uomini dalle braccia delle mogli, delle sorelle e delle madri, lascia le donne sole a fare i conti non solo con il dolore per tutto ciò ma anche con una realtà incerta, sempre più pericolosa e minacciosa, con la necessità di tirare avanti così come con la paura di non sopravvivere. Lascia i bambini con l’orrore negli occhi e, se hanno avuto la sfortuna di nascere dalla parte sbagliata, con la quasi certezza di non avere un domani.

Valentina Cebeni tratteggia personaggi che arrivano al cuore e dimostra che le donne non sono affatto esseri inferiori. Ci vuole coraggio ad affermare una cosa del genere davanti ai personaggi femminili che offre ai lettori!

Alle descrizioni che sembrano vere e proprie pennellate di parole, non sacrifica la personalità di personaggi intensi, che non temono di mostrare la loro fragilità, le loro paure ma anche tutto il coraggio che una situazione come quella che si è vissuta all’epoca della seconda guerra mondiale richiede.

Sono personaggi coraggiosi, ognuno a suo modo e che sono protagonisti di una storia forte, intensa, ben costruita e che appare particolarmente vera. Anche i più piccoli sono personaggi importanti e ben resi: mi è sembrato di vedere davanti agli occhi le bambine di casa quasi sfidare quei generali che ad un certo punto della storia stravolgono la loro routine con la loro presenza e mi è sembrato di leggere in quei volti tutto l’orgoglio dei Fontamara, così come mi era stato trasmesso nel primo volume ed ancor più nel secondo.

Ho sofferto molto tra le pagine di questo libro soprattutto perché quelle scene di guerra, quei pensieri che arrivavano dalla voce dei protagonisti, quelle considerazioni legate all’orrore della guerra sono oggi molto, troppo attuali e tali da dare ancora più intensità all’intera storia.

Non abbiamo imparato niente dagli errori del passato”

mi piace pensare che Eva pronuncerebbe queste parole se vivesse ai tempi nostri. Ed avrebbe tristemente ragione.

***
Un mondo libero. La saga dei Fontamara
Valentina Cebeni
‎ Sperling & Kupfer
509 pagine
18.90 copertina rigida, 9.99 Kindle

sabato 23 ottobre 2021

Volevo solo sfiorare il cielo (S. Ciompi)

Due vite sbeccate, piene di cicatrici, due anime ferite che cercano di scappare (ognuno a modo suo) da ciò la sorte ha riservato loro.

Due diciottenni che si scontrano, si incontrano, si riconoscono e si sentono, l'uno con l'altra, un po' meno persi.

Sono Lorenzo e Clelia, i protagonisti della storia raccontata da Silvia Ciompi nel libro Volevo solo sfiorare il cielo. La loro è più di una storia d'amore giovanile: è LA storia d'amore, quella che segna nel profondo e che mette radici così forti da aiutare entrambi a superare la tempesta più violenta.

Questo è ciò che pensa Clelia nel momento in cui inizia a fidarsi di Lorenzo, ad uscire da quella corazza che si è cucita addosso dopo la morte di sua madre, dopo che il mondo le si è sgretolato tra le mani.

Lorenzo sa, invece, che tra loro non potrà mai essere niente più di un amore estivo perché è consapevole di non poter restare accanto a lei. Il suo non è egoismo, non è voglia del divertimento di un momento ma è un amore tanto profondo da voler preservare lei da una sofferenza ancora maggiore. Sa che andrà a finire così eppure si innamora di Clelia e, insieme, quella estate, diventano come il risultato della sapiente arte del kinftugi: feriti, spezzati ma ricomposti in modo tale da risplendere della felicità che li ha aiutati, seppur in parte, a ricomporre i loro pezzi.

Troppo bello per essere vero, però. E non faccio spoiler nel dire questo perché fin dalle prime righe l'autrice fa capire di cosa parliamo: di un amore che arriva all'improvviso e con vigore ma che, così come ha travolto la protagonista che è la prima voce narrante, allo stesso modo lascia un vuoto profondo quando se ne va.

Inizia così la storia di Clelia e Marco, con un amore che si sa già che lascerà il vuoto, strappandoti il sole e lasciandoti inerme, in balia delle onde altissime. 

I due giovani si rendono ben presto conto di portarsi dietro ognuno un fardello molto pesante. Riusciranno a condividerne il peso? Sarà un peso condivisibile?

Dico subito che il romanzo è pieno di frasi ad effetto, di quelle sdolcinate che viene voglia di appuntare su un quadernino o di segnalare con un post it colorato. Ma questo non stona nel complesso di una storia che è molto toccante, commovente, ricca di personaggi che hanno ognuno caratteristiche ben delineate e che ognuno, a suo modo, è importante ai fini dell'evolversi delle varie situazioni.

Allo stesso modo ho pensato che il continuo riferimento a dei pezzi musicali alla fine annoiasse un po': non è stato così. La musica che aleggia tra una pagina e l'altra non solo fa da colonna sonora agli eventi ma li completa, li integra, li colora. Ed ammetto di aver avuto più volte la voglia di andare a cercare l'uno o l'altro pezzo per farmi accompagnare nella lettura. Interessante anche l'idea di inserire, nelle prime pagine, l'elenco delle canzoni citate.

Poste tali precisazioni devo dire che la storia mi ha tenuta attaccata alle pagine. Non amo in particolar modo libri d'amore ma qui ho trovato molto di più. Ho travato il racconto di due vite che si sono scambiate un carico di dolore molto pesante e che trasmette al lettore emozioni continue. Mi sono anche commossa in alcuni passaggi ed ho amato il ruolo che è stato assegnato ai nonni. Sono figure fondamentali seppur non del tutto presenti. Eppure, la loro assenza pesa come un macigno e lascia segni profondi nell'anima di ognuno, in un modo o nell'altro.

Mi sono anche piaciute le descrizioni degli ambienti, molto efficaci sia per quanto riguarda l'ambiente in cui vive Clelia che per il quartiere di Roma - reso alla perfezione - in cui vive Lorenzo.

E che dire di Hamed? Simpaticissimo, un po' sfigato ma un amico vero, con quel suo incedere toscano che sembra stonare con l'immagine di lui che se ne ha dalle descrizioni fornite ma che lo rende indimenticabile. 

Devo ammettere che questa storia è stata una positiva sorpresa per me e che la consiglio caldamente a chi vuole vivere emozioni difficili da scrollarsi di dosso a lettura finita.  

***
Volevo solo sfiorare il cielo
Silvia Ciompi
Sperling & Kupfer
414 pagine
17.90 copertina rigida, 9.99 Kindle

mercoledì 30 giugno 2021

Mancherai all'infinito (M. Ollerongis)

Libro arrivato in casa mia su richiesta di mia figlia che, se non ho capito male, segue l'autore su Instagram. Non scrive male, Mattia Ollerongis. Solo che la storia non mi è sembrata affatto originale e a tratti anche un po' ridondante.

Triste, una storia triste che è collegata ad un addio, al trovarsi e al perdersi nel periodo più delicato della propria vita, quando si vive il primo amore.

 
La storia è quella di Mattia e Anita. Ma non solo quella...

Il loro è un grande amore giovanile che si è alimentato in fretta e che si è nutrito, giorno dopo giorno, di tante reciproche attenzioni che hanno anche cambiato Mattia, lasciando in lui un segno profondo. Poi arriva il distacco, la separazione, l'allontanamento e la sofferenza. 

La narrazioni si snoda su due piani temporali: oggi Mattia parla in prima persona e racconta il vuoto che gli è rimasto dentro così come racconta la voglia di ritrovare quella ragazza di cui sente ancora la presenza nonostante non si vedano da un po'. Non riesce a digerire l'allontanamento improvviso che ha subito e non riesce a darsi pace. Chiude le porte a tutto e a tutti, non ha entusiasmo, non riesce a guardare verso un futuro che gli sembra vuoto senza di lei.

Nel raccontare la storia con Anita si va indietro nel tempo e la narrazione è in terza persona. Viene raccontata una storia fresca, spontanea, intensa, fatta di piccoli gesti che hanno lasciato, però, cicatrici profonde nel momento in cui quel "noi" è venuto a mancare.

Si parla d'amore ma anche di amicizia. Di chi c'è anche quando viene messo da parte da un sentimento più intenso ed improvviso, travolgente. Di chi si allontana ma c'è anche nella distanza...

Tra le pagine si trovano tante frasi ad effetto ma quella che mi è rimasta appiccicata addosso è stata una profonda tristezza. Anche se il finale risolleva il morale aprendo le porte alla speranza, per gran parte del libro ho sentito una tristezza latente (e vista la storia non poteva essere altrimenti, a dire il vero) di cui onestamente in questo momento non avevo proprio bisogno.

Magari non era il momento giusto. Magari non era il libro per me. 

Dico sempre che quando un libro emoziona ha raggiunto il suo obiettivo e la tristezza è pur sempre una sensazione, un'emozione... però ora dovrò cercare per forza qualche cosa di più allegro perché ho l'impressione di essere rimasta con le ruote a terra giunta all'ultima pagina.
***
Mancherai all'infinito
Mattia Ollerongis
Sperling & Kupfer
212 pagine
15.90 euro copertina rigida, 9.90 copertinta flessibile, Kindle unlimited

giovedì 17 giugno 2021

Una nuova vita. La saga dei Fontamara (V. Cebeni)

 

Siamo a Cuba, negli anni Trenta. 

Eva Morris, rimasta vedova dell'amato marito Fernando Fontamara, si vede minacciata da vicino da una persona potente che arriva dritta dal suo passato. Deve andarsene da quel posto per proteggersi e per proteggere la sua famiglia. La destinazione che ha davanti agli occhi è lontana: Roma, presso suo cognato. Eva e i suoi quattro figli - Gabriel, Diana, Myriam e Clio - sanno di allontanarsi da una terra che ha lasciato un segno profondo nella loro vita e nella loro anima e sanno anche che potrebbe essere per sempre. Non vuole rassegnarsi a ciò sua cognata Lia, partita con loro, ma ben presto la realtà sarà chiara anche per lei. A Cuba probabilmente non torneranno più e dovranno adattarsi ad un'altra vita, un'altra situazione politica che, peraltro, è piuttosto preoccupante, ad un altro modo di fare e di concepire i rapporti interpersonali.

Nonostante un'accoglienza calorosa, i parenti italiani dimostreranno subito insofferenza per la nuova situazione e la convivenza non sarà affatto facile.

Dalla necessità di una convivenza forzata prende le mosse una storia intensa, resa in modo molto efficace dalla penna dell'autrice che sa rendere coinvolgenti anche i momenti apparentemente meno importanti. Scrive bene, Valentina Cebeni, mettendo tanta cura nelle descrizioni fornendo dettagli che contribuiscono a dipingere un'immagine dopo l'altra e a rendere situazioni ed emozioni alla perfezione. La sua penna scorre tra le vite dei protagonisti tracciandone la personalità con delicatezza anche quando emergono stati d'animo tutt'altro che sereni e positivi. Ne viene fuori una storia appassionante che vede le donne dalla famiglia Fontamara in prima linea. Sono loro, le donne, le grandi protagoniste: donne appassionate, capaci di prendere decisioni importanti ma anche fragili, sole, innamorate... Donne che catturano il lettore e lo costringono a vivere le loro stesse emozioni, le loro paure, a gioire per le loro conquiste e a soffrire per le loro perdite.

Tra i personaggi maschili non posso non citare Tommaso, cognato di Eva, che incarna tutta la sofferenza che può portare sulle spalle un uomo che, in quella particolare epoca storica in cui il fascismo inizia a farla da padrone, fa i conti con una sessualità fuori dai canoni e, per questo, allontato da un padre che non ha voluto più saperne di lui. Tommaso è un giovane intelligente, sensibile, attento agli altri ma vive un'esistenza tormentata, tanto più alla luce di un regime che di persone come lui non sa che farsene. Anzi, a dire il vero sa che farsene, a colpi di pugni e manganelli!

E poi Gabriel: il figlio maschio di Eva e Fernando, l'anima poetica, lo spirito romantico della famiglia, incapace di accettare quello che il regime vorrebbe imporre (come tutta la famiglia cubana, a dire il vero, in modo più o meno evidente). 

Anche Giacomo merita di essere citato. Fratello di Tommaso, Lia e del compianto Fernando, mostrerà ben presto la sua faccia e tutta la sua fragilità. Dietro una maschera fatta di arroganza e supponenza emerge una grande fragilità, un'insoddisfazione latente che ne ha segnato i comportamenti fino a farlo arrivare a toccare il fondo mettendo a repentaglio il futuro della sua famiglia e non solo.

Le donne meriterebbero tutte di essere citate, dalla prima all'ultima, dalla più anziana alla più piccina. Ognuna ha un ruolo importante nella storia e per ognuna si assiste ad importanti cambiamenti che trascinano il lettore tra amori, passioni, delusioni, illusioni, scelte drastiche, cadute, discese e risalite.

Tra destini che si intrecciano,  amori e tradimenti, con un passato che torna a pulsare violentemente nelle vene di Eva, tra problemi economici da gestire e legami che tendono a sfilacciarsi inesorabilmente, il ruolo delle donne della famiglia Fontamara sarà fondamentale, su uno sfondo storico sempre più nero. 

La saga dei Fontamara è appassionante e coinvolgente. Più che consigliata.
***
Una nuova vita. La saga dei Fontamara
Valentina Cebeni
Sperling&Kupfer
621 pagine
18.90 euro copertina rigida, 9.90 Kindle

lunedì 12 aprile 2021

La principessa si salva da sola (A. Lovelace)

Amanda Lovelace è una poetessa che ha catturato l'attenzione grazie ai social network. Ha messo nero su bianco frammenti della sua anima ed ha incuriosito l'editore americano di Rupi Kaur nonché di noti "Instapoets", i nuovi poeti che arrivano dalla rete.

Ed eccoli qui, i frammenti della sua anima.

Sono frammenti raccolti in un libro che porta alla luce un percorso di crescita personale e di consapevolezza di se', delle proprie potenzialità, della propria forza. Quella forza che non ha bisogno di nessun per emergere, come una principessa che realizza di poter diventare regina senza l'intervento di alcun principe azzurro. Bello, no?

Quello di Amanda è un invito a confidare nelle proprie capacità, a scoprire il propri talenti e a metterli a frutto seguendo un percorso che, seppur minato da dolori, perdite ed insuccessi, non si lasci in alcun modo portare in una diversa direzione da quella desiderata nel proprio intimo. 

E se nella prima parte del libro i suoi pensieri sono quelli di una bambina che è in perenne attesa del tanto declamato principe azzurro, pian piano le pagine appaiono intrise di difficoltà, disagio, di non accettazione, giudizi, fragilità. Tra le pagine si legge un percorso fatto di paure, delusioni ed anche di controsensi secondo il mio parare, soprattutto per quel che concerne il rapporto con sua madre. Un rapporto inizialmente conflittuale (ammetto che si tratta di una parte che mi ha toccata molto da vicino, avendo una figlia adolescente ed uno pre-adolescente) che sfocia, poi, nella profonda mancanza e nella malinconia. Poi il rapporto con l'amore, con chi tale amore incarnava o credeva di incarnare fino ad arrivare al riscatto che passa solo per l'accettazione e valorizzazione della propria persona, delle proprie capacità e caratteristiche come talenti da spendere senza se e senza ma, per conquistare il proprio posto del mondo.

Il messaggio è chiaro: non è facile ma è possibile. Non ci saranno principi azzurri a sguainare la spada lungo il cammino ma perché una donna dovrebbe avere bisogno di ciò per trovare la propria dimensione?

Nella parte finale del libro ho trovato un messaggio di speranza e parole motivazionali che trovo indispensabili per una generazione - gli adolescenti di oggi soprattutto... ma non solo per loro - sempre troppo chiusi in loro stessi e sempre più convinti che non ci sia una via d'uscita a quel malessere latente che una serie di situazioni e circostanze, oggi più che mai, hanno messo sul loro cammino.
***
La principessa si salva da sola
Amanda Lovelace
Sperling & Kupfer
195 pagine
14.25 copertina rigida - 9.99 Kindle

sabato 5 dicembre 2020

After (A. Todd)

Una storia di una tristezza unica.

Triste l'ambiente, triste il concetto di amicizia, triste il concetto di divertimento.
Ho letto il primo libro della serie After di Anna Todd per capire se fosse adatto o meno ad una quindicenne, avendone una in casa e sapendo che diverse sue amiche hanno già letto la storia di Thessa e Hardin.

Ebbene, non solo non è per niente adatto per via dei contenuti minuziosamente descrittivi di momenti intimi tra i protagonisti ma non lo è - secondo il mio punto di vista - per la storia nel suo complesso.

Thessa è una ragazza al suo primo giorno alla Wasington Central University. Il raggiungimento di un traguardo importante, per lei che arriva da una famiglia che non è riuscita a rimettere insieme i cocci di un abbandono da parte del padre ma che può contare sull'amore e sulla vicinanza di un fidanzato eterno, di quelli con i quali ti ritrovi a giocare da bambina per fare, poi, progetti di matrimonio da grande.

Una diciottenne molto ingenua, acqua e sapone, che non ha gli strumenti per affrontare ciò che l'aspetta in un mondo fatto di falsità, di doppio gioco, di apparenza e di sregolatezza. Così come non ha gli strumenti per affrontare la vicinanza di un giovane piuttosto attraente, Hardin, ma anche piuttosto misterioso e strano nel suo modo di essere e di fare.

La storia è piuttosto banale e sfruttata, letta e riletta anche se farcita in modo differente e, magari, con descrizioni meno minuziose: lei che si innamora di lui, lui il bello e dannato da "salvare" e da aiutare a cambiare per amore, lei che si sente indispensabile in questo meccanismo, lui che ha dei segreti che arrivano dal suo passato e che ne hanno segnato la crescita, lei che vive in un mondo di nuvolette morbide e delicate dalle quali, però, cade continuamente per piombare rovinosamente a terra. Ma se ne frega: perché l'amore è cieco e non vede ciò che, un tassello dopo l'altro, lancia segnali molto chiari per poter essere identificato con una certa chiarezza.

Eh sì, perché lui è strano. Molto. Affascinante, ok. Ma maleducato, scostante, pronto a momenti di tenerezza quando stanno soli ma altrettanto pronto a trattarla male in pubblico. Ed è strana la situazione che viene a crearsi soprattutto nel gruppo di amici (amici... un parolone) di cui Hardin fa parte e in cui lei si è inserita in modo più o meno gradito.

Lei insicura, timorosa, gelosa, ingenua ci casca come una pera cotta. Nell'arco di due mesi riesce a bruciare un amore lungo anni, il rapporto con sua madre e lascia da parte anche la sua dignità, a mio modo di vedere, sacrificata sull'altare di che cosa? Un amore travolgente? Sesso strabiliante? 

L'epilogo, poi, non è per niente originale. Ma proprio per niente. Letto e riletto.

Devo dare atto, però, all'autrice di aver creato ottime basi per quello che poi è stato il suo successo (perché so che si è trattato di un caso letterario molto particolare tanto da arrivare anche nei teleschermi): lascia il lettore in sospeso nel momento in cui vorrebbe capire bene cosa è successo anche se, a ben guardare, non è che ci sia da lavorare molto con la fantasia.

Nel primo volume si chiude il cerchio ma resta aperte una porta, bella spalancata, per il seguito. 

La figura della protagonista ne esce più che acciaccata. Già per come viene presentata e per come si relaziona con gli altri, devo dire, non mi era piaciuta. 
Lo so, a quell'età ci si lascia andare alle emozioni, alla passione e si tende a lasciare spento il cervello soprattutto quando c'è un ragazzo che ti piace e che si dimostra così esperto in situazioni che nemmeno conoscevi... Lo so, il bello e dannato attira. Lo so, è brutto quando si ha a che fare con una madre che giudica un ragazzo per i tatuaggi che ha sul corpo senza nemmeno averci mai parlato. Posso comprendere tutto questo. Ed in effetti il suo atteggiamento - della madre, intendo - non mi è piaciuto molto anche se, da madre, posso capirla.
 
Non comprendo, però, il comportamento di chi si definisce più volte (e lo sottolinea spesso) un adulto ma che dimostra di essere molto lontano dalla maturità. 

Che dire? Non ho nessuna curiosità di leggere il seguito anche se ne posseggo tutta la serie (mi manca un solo volume) che ho ottenuto con degli scambi. Ho sbagliato anche in questo: magari avrei dovuto fermarmi al primo per capire poi se fosse il caso di andare avanti o meno. Per il momento mi basta così. Magari più avanti... quando sarò predisposta per una lettura da cui non aspettarmi niente di diverso da quanto letto già.
 
Ps. nella prima edizione, del 2015, che ho avuto tra le mani, ho trovato anche dei refusi... che stavolta passano in secondo piano rispetto a tutto il resto.
***
After
Anna Todd
425 pagine
Sperling&Kupfer
14.90 copertina rigida, 13.00 euro copertina flessibile, 8.99 kindle

mercoledì 14 ottobre 2020

Non c'è niente di male a essere felici (L. Holmes)

Capitano situazioni, a volte, che cambiano la vita.

Può succedere che una donna pronta a lasciare un marito che non ama più si trovi davanti all’improvvisa morte di lui e restare in quella casa in cui aveva deciso di non voler più vivere.

Può succedere ad un lanciatore di successo di non riuscire più a fare ciò che lo ha reso famoso e a doversene fare una ragione.

Lei è Evvie. Lui è Dean. Quando le loro esistenze si incontrano – lui va a vivere in affitto in casa di Evvie – scatta qualche cosa. E' la loro storia quella che viene raccontata nel libro Non c'e niente di male a essere felici che ho letto in collaborazione con Thrillernord.

Non è il classico colpo di fulmine, la classica storia d’amore tra due solitudini che si incontrano e  si trovano. Quella raccontata dall’autrice è una storia fatta di sensi di colpa, di silenzi, di quei “non detto” che prima o poi emergono con la forza di un uragano rischiando di portare via tutto. Ma è anche una storia di complicità, di comprensione, di voglia di essere d’aiuto a qualcuno quasi come se ciò fosse, a sua volta, una richiesta d’aiuto per se stessi seppur inconsapevole.

Devo ammettere che nella prima parte della storia mi sono trovata un po’ spiazzata perché non riuscivo a capire dove si volesse andare a parare. Due persone che si incontrano e sembrano essere amiche da sempre… mi è sembrata una forzatura. Poi, però, andando avanti, mi sono resa conto di quanto quell’apparente serenità fosse il preludio di un incontro più turbolento tra due esistenze, lo scontro di due diversi modo di soffrire, due diversi modi di affrontare il presente.

Inizia, così, il percorso che porterà i due protagonisti verso un futuro fatto non necessariamente di successi e di momenti di svolta. No, il bello sta proprio qui. Non è un romanzetto rosa che porta il lettore su una nuvoletta: è una storia in cui la sofferenza scava a fondo nella personalità dei due protagonisti e viene diversamente elaborata fino ad arrivare alla consapevolezza che anche il senso di colpa, anche un dolore grande, una grande delusione possono essere un terreno fertile per qualche cosa di positivo. I momenti di incontro tra i due protagonisti sono carichi di sensualità senza mai scadere nel volgare e questo l’ho apprezzato molto. Un semplice scambio di sguardi del tutto innocente tra i due riscalda il cuore… e fa bene all’anima di chi legge.

Questa storia è un invito a perdonarsi (almeno così l’ho interpretata io) a lasciare da parte quella severità che ognuno di noi tende a riservare a se stesso nei momenti difficili, un invito a prendere il coraggio a quattro mani per confrontarsi con le persone che ci vogliono bene e che ci sono accanto senza il timore di essere giudicati.

Una lettura che fa bene a chi crede di non avere un’opportunità, a chi crede di non meritarsi un’opportunità.

Una lettura che fa bene.
***
Non c'è niente di male a essere felici
Linda Holmes
Sperling & Kupfer
307 pagine
17.90 euro copertina rigida - 9.90 Kindle  

martedì 23 aprile 2019

La prossima persona che incontrerai in cielo (M. Albom)

Una giovane donna con tutta la vita davanti. Annie, la protagonista di La prossima persona che incontrerai in Cielo, è una giovane che si salvò, per miracolo, a seguito di un incidente in un luna park. Da allora niente è stato più lo stesso per lei ma ora, alla vigilia del suo matrimonio, la vita sembra aver preso la giusta piega. E' una bella ragazza, ha accanto un uomo che l'ama, e la aspetta una vita di felicità.
Questo è quello che pensa.
Annie non sa, però, che da lì a poche ore le cose cambieranno e si troverà a fare un cammino che mai avrebbe voluto fare. Non ora. 
Quello che l'autore racconta è - per sua stessa ammissione - un desiderio: che i nostri cari possano trovare, nell'aldilà, la pace che non hanno trovato sulla terra, che possano comprendere quanto grande è l'influenza che esercitiamo gli uni sugli altri, ogni giorno della nostra preziosissima vita.

E' quello che accade ad Annie, un'infermiera di 31 anni.

A seguito di un tragico incidente che la vede protagonista a distanza di anni da quando si salvò per miracolo, Annie si trova ad affrontare il suo viaggio verso il Cielo. Lungo questo viaggio incontra cinque figure: cinque persone che hanno segnato la sua vita, anche se lei non se ne è resa pienamente conto in vita.

Tra un incontro e l'altro vengono svelati episodi passati che aiutano il lettore a conoscere meglio Annie: l'autore, in questo modo, traccia con delicatezza i contorni di un'infanzia difficile, di un'adolescenza altrettanto difficile e di un difficile rapporto con sua madre. Parla di una giovane che è convinta di riuscire a rovinare tutto ciò che ha a che fare con lei, che non vede mai il bicchiere mezzo pieno e che è convinta di non essere capace di fare nulla di positivo, per nessuno.

Nel suo viaggio verso il Cielo Annie prenderà consapevolezza di molti aspetti che le sfuggivano in vita, andrà oltre le apparenze, comprenderà delle verità che fino a quel momento erano oscure per lei. 

Cinque incontri che la cambieranno. Tanti sono i personaggi che si trovano ad accoglierla nel suo Paradiso.

Il primo personaggio che incontra è un bambino. Non ha nessuna familiarità con quegli occhi scuri che la guardano, con quella chioma riccia e folta. Annie non ha idea di chi sia. Si chiama Sameer ma nemmeno il nome le dice nulla fino a che non sarà lui a svelarle che ruolo ha avuto nella sua vita.

Il secondo personaggio è una donna. Nemmeno con lei Annie ha familiarità eppure scopre che il loro fu un incontro tra due solitudini, tra due sofferenze.

Il terzo incontro è stato uno dei due che più mi sono piaciuti. E' l'incontro con sua madre. Annie incontra una donna dalla quale ha preso le distanze ben prima che morisse. Una donna che sentiva lontana, che considerava asfissiante, eccessivamente protettiva eppure lontana. E' un incontro commovente che conduce il lettore verso la consapevolezza di quanto la verità dipenda dai punti divista, di come il rapporto tra madre e figlia possa essere descritto in modo diverso a seconda del punto di vista da cui lo si guarda. Da questo incontro emerge tutta la sofferenza e la solitudine che la madre di Annie portava sulle sue spalle ma anche l'immenso amore per quella figlia voluta con tutta se stessa e alla quale avrebbe voluto solo dare il meglio.

Il quarto incontro è quello che attendevo più di tutti: è quello con un uomo che ha avuto un ruolo fondamentale nella vita di quella bambina... L'uomo che le ha salvato la vita e nei confronti del quale Annie si sente in colpa perchè per via di quell'incidente, per salvare lei, lui morì. Questo è l'incontro che più mi ha commossa e che, credo, abbia cambiato maggiormente Annie. 

Sull'ultimo incontro non posso dire nulla. Sul finale c'è un colpo di scena che non voglio spoilerare. E questo incontro ne è una parte.

Posso dire che si tratta di una lettura particolare. Una lettura che fa riflettere, volenti o nolenti. La vogliamo considerare una favola? Una storiella? 
Ci può stare. 
La verità è che, credenti o non credenti, tutti arriveremo a fare il viaggio verso il Cielo. Ed anche io, come l'autore, voglio pensare che ci sarà qualcuno ad attendermi e che possa aiutarmi a trovare la pace rispetto a situazioni rimaste irrisolte sulla terra. Mi auguro che sia così.

E' un libro delicato, una parabola scritta con sensibilità e con tatto. Una lettura che mi ha fatto bene, anche se il pensiero della morte, del viaggio verso il Cielo bhè... mette sempre un po' di angoscia.
***
La prossima persona che incontrerai in Cielo
Mitch Albom
Sperling & Kupfer
190 pagine
16.50 euro

venerdì 19 ottobre 2018

Un tè tra le stelle (D. M. Barnett) - Venerdì del libro

Credo di poter dire che Un tè tra le stelle sia il libro più bello che abbia letto, fino ad ora, nel 2018. 
Originale la storia. 
Molto credibili i personaggi, capaci di emozionare, di strappare un sorriso, di scaldare il cuore, di far arrabbiare. Personaggi che restano nel cuore con le loro debolezze, la loro spontaneità, i loro errori ma anche con il loro coraggio e la loro genuinità.
Stile narrativo curato ma non pesante, scorrevole e non superficiale.
Bel libro davvero.

Thomas è il primo uomo ad andare su Marte. Il suo sarà un lungo soggiorno su una navicella spaziale allo scopo di creare le condizioni per aprire le porte all'arrivo di altri esseri umani su Marte, in futuro. Un soggiorno lungo, lunghissimo, forse anche l'ultimo per lui.
Thomas è un uomo solo.
Ha scelto la solitudine convinto com'era di non avere più nessun per cui valesse la pena di continuare a vivere sulla terra. E' solo e contento di esserlo. Almeno questo è quello che pensa fino a che, grazie ad una serie di situazioni fortuite, entra in contatto con una singolare famiglia via telefono: Thomas conoscerà, così, una nonnina un po' sciroccata che risponde al nome di Gladys ed ha 71 anni, una ragazzina di diciassette anni che si chiama Ellie ed un ragazzino, suo fratello, di dieci anni che si chiama James. Una famiglia molto particolare, la loro, che si trova a vivere in un equilibrio delicato e precario, pronto a spezzarsi da un momento all'altro. 
E' Ellie che si fa carico del peso di badare ad una nonna che inizia a perdere colpi e ad un fratellino molto intelligente ma che viene continuamento preso di mira da un gruppetto di bulli a scuola. Oltre che, ovviamente, farsi carico della sua carriera scolastica e dei tanti lavori che svolge per poter racimolare di che vivere. E' un'adolescente che, per causa di forza maggiore, è dovuta crescere in fretta. Troppo in fretta.
Thomas non è sempre stato così scontroso e solitario e nelle more del racconto il lettore ha modo di conoscere a fondo la sua storia. E' un uomo segnato da vicende che, seppur lontane, hanno lasciato delle profonde cicatrici. Una zavorra, quella che ancora sente addosso, di cui fa fatica a liberarsi anche ora che è lontano da tutti.
James ed Ellie, da parte loro, sono due ragazzini che fanno i conti con una difficile realtà. Temono che i servizi sociali scoprano, prima o poi, che la loro tutrice inizia davvero a perdere colpi ed Ellie, che è di fatto la capofamiglia, cerca di fare di tutto per evitare che ciò avvenga. In questo modo, però, non vive una vita da adolescente: è una ragazzina forte, coraggiosa, intelligente, pronta a tutto pur di difendere la propria famiglia o ciò che ne resta.
Major Tom, così la famigliola chiama Thomas, è un personaggio che fa i conti con se stesso e comprende, a sue spese, che nessuno è un'isola grazie a quelle persone che sono entrate in modo così improvviso nella sua vita.
Ero convinto di poter vivere senza le altre persone - ammette - invece mi sbagliavo. Abbiamo bisogno degli altri, noi. Abbiamo tutti bisogno del prossimo.
Onestamente non sono in grado di dire quale sia il mio personaggio preferito perchè mi sono piaciuti tutti, ognuno per un motivo diverso.

Thomas vuole fare il duro - e in parte ci riesce anche - ma si trova a fare i conti con un lato della sua personalità che gli era quasi sconosciuto. Secondo me è un personaggio che incarna la voglia di lasciarsi tutto alle spalle che è tanto comune in chi vive una vita che non lo soddisfa, senza legami, senza affetti. Quella voglia di tagliare i ponti con tutti e non doversi preoccupare di niente e di nessuno: quanto spesso si sente dire "...quanto vorrei poter lasciare tutto e tutti e vivere lontano, in solitudine!". Ecco, è quello che realmente fa lui.

La figura della nonna è simpaticissima e molto tenera. Gladys si rende perfettamente conto di avere qualche problema - i segni della demenza senile le sono piuttosto chiari e si rende conto di ciò che le sta capitando - ma questo non le impedisce di fare la sua parte per difendere la famiglia. Non sempre i risultati sono quelli sperati ma lei, che ogni tanto crede di avere ancora accanto il suo defunto marito, non si tira indietro. Secondo me si tratta di un personaggio chiave della storia: una vecchina da proteggere ma anche un pilastro attorno al quale ruota la famiglia, una donna forte e fragile al tempo stesso, una nonnina saggia ma anche sconsiderata quanto basta... Adorabile, semplicemente adorabile. Gladys mi ha fatto un po' pensare alla mia nonnina e, come ogni volta che ci sono nonnine di mezzo, mi intenerisco già alla sola idea di una testolina bianca.

E poi James. E' un ragazzino curioso, dalle grandi potenzialità, ingenuo come ogni suo coetaneo ma anche maturo per la sua età avendo dovuto fare i conti con una vita che non gli ha certo fatto sconti. E' spontaneo e diretto e con Thomas crea un legame che nessuno dei due avrebbe mai immaginato che si potesse concretizzare.
E' vittima di bullismo e avrei davvero voluto poter fare qualche cosa per lui. Subisce in silenzio perchè, pur volendo, non può ribellarsi per le conseguenze che questo provocherebbe agli occhi di chi ha il potere di intervenire sulla sua famiglia. Il fenomeno del bullismo viene reso alla perfezione: traspare la cattiveria di certi atteggiamenti, la voglia di fare male anche solo con parole taglienti se non quando con gesti palesi ma che sembrano sempre passare inosservati. Mi è piaciuto il modo in cui l'autore ha reso l'idea: senza calcare troppo la mano ma dando la perfetta misura di ciò che capita, purtroppo troppo spesso, a bambini considerati più deboli, indifesi, facili mire dei bulletti di turno.

Ellie... l'ho ammirata, lo ammetto. Ce ne fossero di ragazzine così!

Secondo me è una storia che merita di essere letta, assaporata una pagine dopo l'altra. A ciò che accade al presente si alternano ricordi che non rubano la scena al momento attuale ma la completano. Ottima scelta, ottima capacità dell'autore di offrire emozioni ben dosate.

Ho scoperto questo libro partecipando alla Challenge Tutti ad Hogwarts con le 3 ciambelle e ne sono proprio contenta. Propongo questo libro per il Venerdì del libro di oggi.

lunedì 2 maggio 2011

Assassinio nel vigneto. La signora in giallo (J. Fletcher & D. Bain)

Jessica Fletcher rende meglio in tv. Non c'è dubbio. Ho preso un libro della serie La signora in giallo in occasione di un recente ordine di libri on line: era tra i remainder e costava pochissimo, così ho voluto togliermi una curiosità e vedere che effetto poteva fare una lettura di questo genere.

Reduce da una lettura decisamente più impegnativa, cercavo qualche cosa di leggero e devo dire che l'ho trovato. Fin troppo, a dire il vero. Eh si perchè la storia non ha quella suspance che si chiede ad un giallo, non è un libro che può essere qualificato come thriller. Vengono narrate le indagini della scrittrice Jessica Fletcher in occasione - guarda caso! - della sua presenza in un posto in cui viene commesso un omicidio. Lunga la lista dei sospetti, descrizioni delle varie situazioni nemmeno tanto muniziose, personaggio (quello della Fletcher) che viene proposto con le stesse caratteristiche della serie televisia, oramai piuttosto datata.

Ho letto questo libro senza troppo entusiasmo. Devo dire che non mi aspettavo proprio che l'assassino fosse quello che alla fine è stato scoperto ma malgrado la sorpresa finale devo dire che non è stata una gran lettura.

Il prezzo di copertina è di 17 euro ma io l'ho pagato molto meno, 5 o 6 euro se non sbaglio. Il prezzo pieno non ce l'avrei mai speso per un libro così.

Ora che mi sono tolta la curiosità credo proprio che non comprerò e non leggerò più un libro della serie La signora in giallo. Non è stata una lettura stimolante, in alcuni punti ho anche fatto fatica ad andare avanti perchè mi sembrata piuttosto piatta come storia. D'altronde non mi aspettavo nulla di diverso!
***
Assassinio nel vigneto
La signora in giallo
Jessica Fletcher & Donald Bain
Sperlin & Kupfer Editori
17.00 euro (ma io l'ho pagato molto meno)

martedì 29 marzo 2011

Una stella continua a brillare (Sidney Sheldon)

Ho acquistato il libro Una stella contina a brillare, di Sidney Sheldon, attirata dalla copertina e dal prezzo: l'ho trovato a prezzo stracciato (tre euro se non erro) tra i remainders. La copertina mi ha portata fuori strada visto che mi aspettavo qualche cosa di diverso.

Una pagina dopo l'altra mi sono resa conto che stavo leggendo la biografia di un personaggio molto famoso nel mondo di Hollywood ma che io - mea culpa - non conoscevo affato. Magari avrò letto il suo nome in coda a qualche film visto che si tratta di uno sceneggiatore, ideatore, scrittore... A me del tutto sconosciuto. Sidney è un ragazzo che non ha una vita facile. Costretto a spostarsi continuamente con la sua famiglia in cerca d'avventura, prova a percorrere una sua strada alla ricerca dell'occasione della sua vita. Si trova a combattere con momenti di depressione che lo fanno sprofondare nel baratro e nella disperazione più assoluta fino a pensare a togliersi la vita. E' proprio con questa immagine che si apre il libro: un giovane pronto ad uccidersi ma che viene interrotto nel suo intento da suo padre. Quel padre che, nonostante il suo modo di essere e la sua vita scombinata, chiedendogli di andare a fare quattro passi con lui e rinviare il suo intento suicida, gli cambierà la vita.


Ogni giorno è una pagina diversa, Sidney, e può essere piena di sorprese. Non saprai mai che cosa succede dopo prima d'aver voltato la pagina. Mi spiacerebbe molto vederti chiudere il libro troppo presto e perderti tutte le emozioni che potresti provare leggendo la prossima pagina.


Parole semplici, quelle dette da suo padre durante quella passeggiata, che torneranno spesso alla mente di Sidney, in futuro. Dopo questa passeggiata l'autore inizia a narrare la sua storia. Il suo impatto con il mondo dello spettacolo, il suo doversi arrangiare con un lavoro sull'altro per poter campare, le porte sbattute in faccia. Poi qualche cosa cambia. Momenti di grande successo si alternano a momenti di depressione e di fallimenti fino a che la sua vita prende quella piega che lui aveva sempe sognato.

A Hollywood le carriere erano come ascensori sempre in movimento, in su o in giù. Il trucco stava nel non lasciare l'ascensore quando era giù. Il mio era decisamente su. Io ero in cima al mondo.

Un libro che ho letto volentieri. L'autore è molto diretto ed immediato nei suoi racconti. Non la porta per le lunghe anche quando, nel narrare alcune vicende, avrebbe potuto farlo. Nomina molti personaggi dello spettacolo, divi di Hollywood alcuni dei quali a me noti ma che per la maggior parte suonavano sconosciuti alle mie orecchie. Mi sono persa un po' tra tutti quei personaggi che, se mi fossero stati più familiari, magari avrebbero reso ancor più la storia interessante. Ma non è stato un ostacolo. Solo la copertina mi ha mandato fuori strada. Arrivata all'ultima pagina del libro mi sono soffermata sulle sue opere e mi sono resa conto di aver letto la storia di un personaggio davvero importante: testi teatrali per Broadway, sceneggiature cinematografiche, sceneggiature televisive (chi si ricorda Strega per amore? L'ha scritta lui!), romanzi, libri per bambini, film e miniserie tratte dai suoi romanzi... Bhè, ho iniziato a conoscere Sidney Sheldon partendo dalla fine.

***

Una stella continua a brillare

Sideney Sheldon Sperling & Kupfer Editori S.p.A

366 pagine

6.00 euro (ma io l'ho pagato la metà)