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lunedì 17 agosto 2026

Il cuore non va a dormire (E. Galiano)

Ogni volta che mi arriva tra le mani un libro di Galiano finisco per metterlo tra i suggerimenti di lettura per mia figlia. Perché trovo, ogni volta, che l’autore abbia una particolare sensibilità nei confronti dei sentimenti dei più giovani e li sappia leggere oltre che rendere al lettore in modo efficace.

Stavolta ho iniziato ad ascoltare l’audiolibro per finire, poi, per comprare anche il cartaceo da lasciare sulla scrivania di mia figlia. Con un post-it: “Credo ti possa piacere. La protagonista ti somiglia molto”.

Non so se lei si rivedrà in Sasha ma io ci ho letto un po’ di lei. Un’anima inquieta, scelte che non sempre sono in linea con quelle che la sua famiglia vorrebbe che facesse, qualche difficoltà nel comunicare i propri sentimenti ed incontro che le cambia la vita. Un professore. Questa parte non ha niente a che fare con mia figlia ma la descrizione di lei, sì. Lui è molto più grande. Lei una ragazzina. Ma il cuore, si sa, non si comanda e non guarda la carta d’identità. Al suo diario confessa tutti i suoi pensieri e lì, tra quelle pagine, si sente finalmente capita. Ascoltata.

Poi c’è Alessandra. Quarant’anni li ha compiuti da un po’ ed ha una vita della quale non avrebbe motivo di lamentarsi. Eppure… non tutto è così come sembra. Non lei, che all’improvviso si scopre diversa, come tanto tempo prima era stata.

Il tutto, collegato dal fil rouge dell’arte sui muri, e da una intuizione narrativa dell’autore che mi ha piacevolmente colpita.

Ho letto con piacere una storia che mi ha catturata e che, ne sono certa, catturerà anche mia figlia. Ho sottolineato un sacco di frasi. Su questo Galiano è un maestro: inserire nel punto giusto quelle frasi che poi diventano citazioni emozionali. Mai a sproposito.

Non vedo l’ora di riavere tra le mani quel volume dopo che mia figlia, ne sono certa, vi avrà applicato un sacco di post-it e appuntato pensieri a matita.

Non è la prima volta che leggo suoi libri. E credo proprio che non sarà l’ultima.

*

Il cuore non va a dormire

Enrico Galiano

pag. 456

Einaudi Editore 

 

 

mercoledì 6 aprile 2022

Soffia forte il vento nel cuore di mio figlio (C. Bocca)

Due. Gli adolescenti in casa mia sono due. 

La più grande compirà diciassette anni a dicembre e il più piccolo quindici a giugno. Due mondi vicini eppure lontani perché ognuno dei miei figli è diverso dall'altro anche se, lo percepisco a pelle, pur nel loro diverso modo di vedere il mondo e di affrontare le difficoltà, si intendono alla perfezione anche nei rispettivi silenzi. 

Nel racconto di Carolina Bocca, mi sono rivista come madre. Una madre che si interroga, nel momento delle difficoltà, sul percorso fatto fino a quel momento, che si colpevolizza anche, ma che trova la forza di dare una sferzata alla vita sua e della sua famiglia con un coraggio che, pur venendo meno in momenti di fragilità, sarà fondamentale per aiutare quel ragazzo difficile che era, fino a poco tempo prima, quel bambino dagli occhi dolci.

Chi non affronta difficoltà con i propri figli? Magari non grandi come quelle legate alla tossicodipendenza di Seba, ma gli scalini da salire sono sempre tanti, più o meno alti, lungo il cammino di crescita di un figlio.

Mi sono rivista in Carolina in questo: nel dover affrontare difficoltà, diverse ma pur sempre difficoltà, rispetto alle quali si ha la sensazione di non avere gli strumenti giusti e davanti alle quali ci si rende conto che non si può avere vergona, che non si deve nascondere di vivere un momento difficile perché è dall'accettazione, dalla consapevolezza che passa, poi, la reazione. 

Quello di Carolina è un racconto accorato di una madre che - assieme alla sua famiglia - ha affrontato un duro percorso di rinascita accanto ad un ragazzino difficile. La tossicodipendenza è l'avversario contro cui combattere ma non può farlo una madre, non può farlo un padre se lui, Seba, non arriva a comprendere di avere bisogno di aiuto. Lascia ai lettori una testimonianza forte di quanto sia accidentato quel percorso, ma necessario per aiutare un adolescente a capire, a capirsi e a tirare fuori la forza di dire no a comportamenti sbagliati.

Quello di Carolina non è un racconto perfetto dal punto di vista stilistico e sono certa che non me ne vorrà per questo. Non è un best seller che aspira alla perfezione narrativa ma è un racconto di vita di una madre come ce ne potrebbero essere tante - credo che ce ne siano davvero tante che hanno affrontato, stanno affrontato o affronteranno momenti difficili accanto ai loro figli adolescenti - che vuole lasciare la sua testimonianza affinché altri possano farne tesoro e trovare, magari, quel coraggio e quella forza che mancano davanti ad ostacoli tanto grandi. 

Ho trovato in alcuni punti anche delle ripetizioni, pensieri che si rincorrono e si ripetono ma tutto ciò è perfettamente rappresentativo di come possa sentirsi una madre nel mezzo della tempesta che travolge la propria famiglia, le proprie convinzioni, le proprie certezza.

Aiutare Seba vuol dire anche mettere in discussione la propria vita e quella degli altri, vuol dire guardare in faccia ai propri errori e portare tutto ciò in dote per una crescita che riguarda tutta la famiglia e non solo l'elemento difficile. 

Questo racconto invita a guardarsi dentro ma infonde anche tanta fiducia perché, nonostante le difficoltà e le ricadute, non può mai mancare la speranza verso il raggiungimento della propria dimensione, del proprio equilibrio, verso un futuro diverso.

La parte che mi ha fatto riflettere di più, in assoluto, arriva verso la fine, quando Carolina ammette che, pur nell'amore sconfinato verso i propri figli, pur volendo fare sempre di tutto per aiutarli, per scansare loro qualche sassolino lungo il cammino di crescita, arriva un momento in cui il genitore deve farsi da parte e dare l'opportunità al proprio figlio di spiegare le ali, comprendendo che arriva il momento di prendere in mano la propria vita.

É proprio così. É difficile da fare, ne sono perfettamente consapevole, ma è così. 

In chiusura una precisazione è d'obbligo: Carolina Bocca è uno pseudonimo sotto il quale scrive un autore che ha interpretato alla perfezione il dolore e il coraggio della mamma di Seba.
***
Soffia forte il vento nel cuore di mio figlio
Carolina Bocca
Mondadori
272 pagine
17.90 copertina rigida, 6.99 kindle

martedì 29 giugno 2021

Ti avrei dato tutto (N. Paolizzi)

Buone le intenzioni e, soprattutto, lo scopo terapeutico (che l'autore stesso dichiara) che può avere la scrittura per chi si trova a vivere un periodo delicato della propria vita.

Gli sviluppi sono, secondo il mio parere, molto affrettati e poco approfonditi soprattutto se si pensa alla tematica che viene affrontata, quella dei disturbi alimentari.

Nicolas Paolizzi racconta un amore adolescenziale, quello tra Nicole e Marco, rispettivamente 15 e 17 anni. Un amore nato grazie ai social per cui una storia molto moderna che si porta dietro le difficoltà legate alle distanze tra due giovani che vorrebbero abbatterle in fretta ma che devono, comunque, fare i conti con la realtà.

È una storia d'amore che nasce in fretta e si alimenta ancora più in fretta, proprio come avviene a quell'età quando tutto è amplificato e tutto è rapido, sia l'ascesa che la discesa.

L'autore è molto giovane e credo che debba maturare parecchio prima di poter dare spessore ad un romanzo. I personaggi sono solo tratteggiati e si lascia molto spazio a frasi romantiche, quelle d'effetto che possono essere efficaci on line nei post quotidiani ma che calate in un romanzo, sempre secondo il mio parere, appaiono troppo superficiali se non sono seguite da una trama approfondita e da personaggi ben delineati.

Nicole è una ragazzina che non ha una famiglia alle spalle e già questo basterebbe per mettere tanta carne al fuoco dal punto di vista della sua personalità. Invece l'aspetto dei legami familiari non è affatto approfondito e solo di sfuggita di parla di una madre poco presente e poco attenta e di un padre praticamene assente. Se poi si pensa ai problemi che la ragazzina ha con il cibo, con l'accettazione del suo corpo di materiale per tracciare i contorni di un personaggio ben strutturato ci sarebbero tutti. 

Di Marco viene detto ben poco. Non si capisce molto della sua personalità che non è nemmeno accennata e questo mi dispiace perchè credo che avrebbe delle buone potenzialità per esprimersi. 

È un libro che si legge in fretta, che può piacere alle ragazzine che magari conoscono l'autore per via dei posti sui profili social dove, come accennavo sopra, frasi d'effetto fanno sempre presa soprattutto su chi vive l'età adolescenziale. Però nello strutturare un romanzo credo che serva qualche cosa di più. Quel di più che Nicolas mi auguro acquisisca maturando. Punta molto sui sentimenti quando, secondo me, avrebbe potuto approfondire altro dando un diverso spessore al romanzo.
***
Ti avrei dato tutto
Nicolas Paolizzi
Rizzoli editore
165 pagine
15.90 copertina flessibile, 7.99 Kindle

giovedì 4 marzo 2021

A piedi nudi, a cuore aperto (P. Zannoner)

Un libro importante. Tematiche attuali proposte senza alcuna superficialità con una scrittura non pesante e scorrevole ma, sempre e comunque, argomenti che non possono essere letti se non con la dovuta attenzione.

Sapevo che il libro di Paola Zannoner, A piedi, a cuore aperto, non sarebbe stata una lettura di svago. E non mi sbagliavo affatto.

Lei è Rachele, lui è Taisir. Lei ha quattordici anni, lui poco di più e frequentano la stessa scuola seppur in classi diverse. Il loro incontro, del tutto casuale e fuori dall'ambiente scolastico, darà il via ad una vera e propria avventura alla scoperta l'uno dell'altra. 

Lui è un tipo misterioso, silenzioso, diffidente. Sembra avere dei segreti, difficile da avvicinare, quasi incomprensibile nel suo modo di fare. Arabo palestinese, vive in un quartiere lontano da quello, più borghese, in cui vive Rachele ma questo non impedisce alla ragazza di tentare un contatto, di tentare di creare le condizioni per vivere un sentimento puro come può essere quello che lega due adolescenti. Non un arabo-palestinese ed un'italiana ma Taisir e Rachele, un ragazzo ed una ragazza in cerca di emozioni, di calore, di amore come avviene alla loro età. Questo è ciò che vorrebbe Rachele ed è ciò che cerca di far comprendere a lui ma anche a tutti coloro che le gravitano attorno.

Se, da una parte, la famiglia di Rachele è sempre stata di ampie vedute, con genitori impegnati l'uno sul fronte educativo ed artistico, l'altra sul fronte politico-amministrativo, dall'altra la famiglia di Taisir non può dirsi altrettanto aperta. Ha un passato alle spalle ed anche un presente che appare poco chiaro.

Non mancano le difficoltà fin dall'inizio ma Rachele è tenace e, pur nella consapevolezza di essersi infilata in una situazione per niente facile, cerca di fare di tutto per abbattere quei muri che secondo il suo parare non esistono ma che per la società in cui i ragazzi vivono, invece, sono non solo esistenti ma anche piuttosto solidi. Culture diverse, abitudini diverse, una storia diversa... 

Il percorso che segue principalmente Rachele per cercare di farsi apprezzare semplicemente come una ragazza innamorata, senza etichette o definizioni è un percorso accidentato e nemmeno per Taisir è semplice abbassare quella cortina di diffidenza che, da sempre, lo avvolge. Pur essendo nato in Italia lui è e resta uno straniero, additato con la sua famiglia, controllato dalle forze dell'ordine, guardato di traverso dai compagni a scuola. Sembra non potersi permettere di essere semplicemente un ragazzo di quindici anni come tutti gli altri perché pare avere un'etichetta appiccicata addosso, un'etichetta che lo identifica con forza.

Non è una storia semplice e ammetto che, soprattutto in alcuni dialoghi, i due ragazzi mi sono sembrati piuttosto impostati. Avendo degli adolescenti in casa, conoscendo i loro amici, sentire certi discorsi messi in bocca a ragazzini della loro età mi è sembrato un po' forzato ma non metto in dubbio che ci possano essere davvero dei giovani maturi al punto di discutere in modo serio e con cognizione di causa della situazione palestinese, del razzismo che aleggia un po' ovunque, della voglia di riscatto, del bisogno di essere accettati come persone, senza etichette.

Rachele ha il coraggio di mettersi in gioco in prima persona, ha voglia di conoscere il mondo in cui vive il ragazzo che le piace e si rende conto che ci sono diversi modi di vivere, diametralmente opposti l'uno dall'altra. Si rende conto che non è poi così scontato avere la lavastoviglie in casa o una stanza ad uso esclusivo. Si rende conto che ci sono due mondi che sembrano viaggiare su piani differenti pur convivendo nella stessa città. E non ha paura di approcciarsi a quel mondo che non è il suo rischiando anche di venire additata dai suoi amici, da chi non comprende il suo modo di fare, la sua voglia di conoscere e non di giudicare.

Taisir, da parte sua, è molto più concreto di Rachele e più disilluso ed anche scettico, all'inizio, diffidente.  Mi è sembrato anche antipatico in alcuni frangenti. Ma poi parla (a dire il vero non parla molto)... e io muta!

"Non ti sei accorta della differenza? Tu hai una carta d'identità, io ho dei fogli, perché io non sono un cittadino italiano, anche se sono nato e vivo qui. Non sono né italiano né palestinese, non ho cittadinanza, non ho appartenenza, non ho un bel niente. Sono una specie di detenuto in libertà vigilata, senza aver commesso alcun crimine, o meglio, il crimine è che sono figlio di immigrati palestinesi".
Sulle dinamiche della storia non mi sbilancio perchè va goduta piano piano. Certe scelte vanno capite. Criticate, anche (a me è capitato di farlo) ma bisogna almeno mettersi nella condizione di ascolto. Senza pregiudizi. Senza illusioni ma anche con tanta fiducia in questi ragazzi che sanno stupirci.

Ps. libro per ragazzi ma che io consiglio anche a lettori adulti.
***
A piedi nudi, a cuore aperto
Paola Zannoner
Fanucci Editore
236 pagine
12.50 copertina flessibile

sabato 30 gennaio 2021

Due fiocchi di neve uguali (L. Calosso)

Carlo e Margherita: cresciuti tra gli stessi banchi di scuola hanno il futuro davanti. 

Lei ha superato brillantemente la maturità ed è pronta per affrontare il test che le aprirà le porte dell'Università.

Lui ha scelto di non avere un futuro: la sua vita si consuma tra le pareti della sua camera dalla quale non esce più. Vive in quella camera, davanti al suo computer, con i suoi giochi, i suoi amici virtuali. Non si lava, non fa movimento, non pulisce la sua stanza. Ha deciso di tenere fuori tutto ciò che lo disturba che siano persone, situazioni, scelte. 

All'improvviso per lei le cose cambiano: il padre perde il lavoro, la famiglia è in difficoltà e quell'università da sempre sognata inizia ad allontanarsi sempre più. 

Nessuno glielo dice ma lei lo sa: quella vita fatta di ordine, di impegno, di schemi, di rispetto delle regole ora le si rivolta contro anche se nessuno ha il coraggio di dirglielo chiaramente. Ci prova suo padre, che da persona positiva ed incoraggiante inizia a metterla in guardia nei confronti di un mondo che non premia i meritevoli. 

Si prende due giorni di pausa, a ridosso del test d'ingresso: invitata da un'amica al mare, accetta di mettere in pausa i suo impegni per un po' di svago. Ma le cose non vanno come aveva programmato meticolosamente prima di partire e da quel treno che avrebbe dovuto portarla a destinazione si trova a bordo dell'auto di uno sconosciuto che dovrebbe accompagnarla... La destinazione, purtroppo, si rivela diversa da quella prevista: a seguito di un terribile incidente stradale Margherita finisce in coma vegetativo, chiusa tra le mura di una stanza, quella di una camera d'ospedale dove la sua mente alterna ricordi ma il suo corpo non risponde.

Per lui, invece, è sempre tutto uguale. Si sente protetto nel suo isolamento, nel prendere le distanze da tutto ciò che minaccia quell'equilibrio faticosamente raggiunto tagliando i ponti con tutti. 

L'autrice alterna il racconto di ciò che capita ai due ragazzi con i loro ricordi. 

Ricordi di un adolescente particolare, con un'intelligenza sopra la norma ma diffidente, solitario, dal carattere difficile. Ma anche ricordi di una ragazza ambiziosa, capace, cresciuta in una famiglia modesta ma dalle grandi potenzialità, pronta a mordere la vita e farsi spazio nel mondo con competenza e tanta voglia di vivere. 

Gli argomenti approfonditi sono molto delicati. 

In primis gli equilibri familiari: due famiglie differenti, genitori differenti, dalle differenti possibilità, con atteggiamenti diversi ed una realtà che sfugge al loro controllo. Ho riflettuto a lungo su quanto sia difficile poter dire di conoscersi realmente ed emerge con chiarezza una mancanza di dialogo, di confronto, della voglia di ascoltare che estenua i rapporti fino all'estremo. Nel caso di Carlo ciò si manifesta in modo chiaro. Nel caso di Margherita no, ma è altrettanto vero. 

E poi la difficoltà di vivere dei giovani che spesso non hanno gli strumenti per affrontare le prove della vita. Ecco, su questo aspetto ho trovato il libro incompiuto. Avrei preferito un maggiore approfondimento psicologico soprattutto per quanto riguarda il personaggio di Carlo. Non è poi così lontano dalla realtà quel giovane che rifiuta il resto del mondo e si trova a suo agio solo in camera sua. Non è poi così strana l'incapacità della famiglia di aiutare un ragazzo considerato particolare ma che, probabilmente, non è mai stato ascoltato ed al quale non è stata data la possibilità di esprimersi come avrebbe voluto. Poi Margherita... sempre molto attenta e calibrata nelle sue scelte, si trova a vivere una situazione che mai avrebbe immaginato, facendo scelte che sono lontane dal suo modo di essere e rispetto alle quali sembra quasi un automa. Ecco, anche qui avrei preferito maggior approfondimento del lato psicologico del personaggio. Cosa le succede? Quali meccanismi la inducono a fare ciò che fa? La situazione di Carlo è molto, molto delicata. Ed anche se Margherita finisce in coma vegetativo, a ben guardare la sua esistenza non è molto diversa da quella della sua ex compagna di banco per come lui stesso ha scelto di vivere. Non è forse una forma di coma anche quella che ha deciso di imporsi? Una situazione in cui nulla lo può toccare, nulla lo può coinvolgere, nulla lo può scalfire? Ma cosa lo ha portato a questo? Carlo è un ragazzo solo. Solo in famiglia. Solo tra i compagni di classe. Solo. Avrei voluto davvero saperne di più anche se vengono forniti alcuni elementi utili a farsi un'idea. Sono solo accenni che avrebbero meritato maggiore approfondimento, secondo il mio parere.

Le esistenze di Margherita e Carlo dopo essersi separate verso la fine della scuola, sono destinate ad incrociarsi di nuovo, seppur in circostanze molto particolari ma resta il sospeso di un effettivo epilogo che manca. L'autrice lascia le porte aperte a diverse possibilità dando al lettore la possibilità di scegliere cosa può succedere dopo. 

Da madre di due adolescenti questo libro mi ha fatto riflettere molto, mi ha fatto andare oltre le vicende dei due ragazzi. I nostri giovani abbiano bisogno di essere compresi, ascoltati e non protetti da atteggiamenti che li prevaricano e li limitano, seppur in buona fede. Anche dietro ad un largo sorriso possono nascondere quella sofferenza profonda che, in altri, si può esprimere con gesti di rabbia o disperazione...

Non ricordo come è arrivato a casa mia questo libro. Probabilmente si è trattato di un regalo ed evidentemente era arrivato il suo momento. Seppur con le carenze che ho evidenziato, resta il fatto che la storia di Margherita e di Carlo non si dimentica.
***
Due fiocchi di neve uguali
Laura Calosso
SEM editore
251 pagine
17.00 euro copertina rigida - Kindle Unlimited

venerdì 17 aprile 2020

Non dire cazzo (F. Rimondi)

Se non fosse stato per figlio Numero Due e la sua simpatia avrei chiuso questo libro dopo dieci pagine e millemila sproloqui. 
Mi spiace ma Non dire cazzo non mi è proprio piaciuto. 
Stile che vorrebbe essere divertente ma che io non sono riuscita proprio a considerare tale se non in qualche situazione. 

Tutto troppo.
Tutto troppo amplificato, troppo esagerato, anche forzato a tratti.
E' un libro ironico, una madre un po' fusa (ma chi non lo è? Su questo non posso che convenire), un modo di fare che tende a sdrammatizzare ma non mi sono ritrovata per niente in sintonia con lei. 
Sapevo che sarebbe stata una lettura particolare ed ho deciso di correre il rischio. Lo avevo detto fin da subito, al momento dell'acquisto: quello che mi avrei trovato dentro a questo libro non avrebbe avuto mezze misure. 
E così è stato.
Un racconto così o lo si ama alla follia... o succede quello che è successo a me: non vedevo l'ora di arrivare alla fine.

Sono sincera: mi spiace, sicuramente è un mio limite ed, anzi, invito altre mamme a leggere questo libro per poi confrontarci... ma io non sono riuscita ad apprezzarlo nemmeno cercando di divertirmi un po'. Niente, solo fastidio da quel modo - vogliamo dire originale? -  di farcire ogni discorso.

Le situazioni raccontate sono situazioni molto comuni per chi ha due figli dell'età di Numero Uno e numero Due: il primo, figlio di un primo matrimonio, in apertura ha dieci anni e alla fine ne ha 17. Dieci anni di differenza con Numero Due, nato da un secondo legame. 

Quelle che vengono riportate sono scene di vita quotidiane, situazioni in famiglia, lavoro, scuola - negli episodi relativi al gruppo Whatsapp di classe sì, mi sono divertita - l'attività fisica, la malattia, gli affetti. 

E non è stato tanto il fatto che le varie situazioni vengano raccontate usando molto i dialoghi... ma le modalità seguite nel proporre tali dialoghi che proprio non mi sono piaciute.

Simpatico Numero Due (non me ne voglia Numero Uno) dicevo: il suo modo di parlare mi ha divertita, le scene in pisina divertenti e mi hanno fatto pensare alla nostra esperienza in pisina (ma anche qui tutto sopra le righe). Poi i discorsi... troppo simpatici! E mi hanno fatto ripensare, questi sì, ai miei figli da piccoli che dicevano cose simili....
L'atemporale è fatto di fuoco sennò perchè nel libro della ziungla l'albero si affuoca tutto perchè il temporale lo affuoca?
L'autrice propone, a modo suo, tematiche importanti e questo non mi è certo sfuggito:
prendere coscienza di essere ogni giorno un po' meno figlio dei propri genitori per diventare una stampella, un aiuto, un punto di riferimento;
la malattia che arriva senza bussare e cambia la vita, sconvolge gli equilibri familiari, mette alla prova anche le persone più miti;
il lavoro che deve accordarsi con le esigenze di figli che crescono;
la vita privata che praticamente si avvicina allo zero e si adatta (per forza) alle esigenze dei figli...

Sono situazioni su cui riflettere. 
La parte che, nel complesso, mi è piaciuta di più - a parte le gags della pisina - è quella in cui la protagonista è vicina a suo padre. Ho letto tanta tenerezza tra le righe, nei confronti di un genitore (due, perchè di riflesso il discorso si estende anche alla madre) che mostra tutta la sua fragilità, anche se non vorrebbe.

Mi spiace non aver chiuso il libro ed averlo riposto tra gli altri, in casa, con entusiasmo ma, si sa, il mondo dei lettori è vario, i gusti sono vari, così come vari sono gli stili e le scelte narrative degli autori.
Ed il bello è anche questo, no?
***
Non dire cazzo
Francesca Rimondi
Frassinelli
340 pagine
17.00 euro copertina rigida - 7.99 kindle

giovedì 23 maggio 2019

Eleanor & Park. Per una volta nella vita (R. Rowell)

Ero completamente fuori strada quando ho iniziato a leggere la storia di Eleanor & Park nel libro Per una volta nella vita.
Eh sì, perchè ho letto il retro copertina dove ho trovato scritto: 2... tu sei un vampiro e io no. 
Ecco, un'altra lettura con i vampiri che, sicuramente, non sarà nelle mie corde. Questo ho pensato. Non sono andata a leggere la sinossi, ne' recensioni... niente. Era un libro utile per una challenge a cui sto partecipando e tanto mi è bastato per iniziare la lettura.
Una pagina, dieci pagine, venti pagine, trenta pagine... di vampiri nemmeno l'ombra e la storia non c'azzeccava niente con i vampiri (come la copertina, d'altronde).... poi ho capito!

Quella di Eleanor & Park è una storia difficile.
Sono due adolescenti che si avvicinano l'uno all'altra con circospezione. 
Sono entrambi strani. 
Così li definiscono i compagni di classe. 
Ma qual è il parametro secondo il quale la società decide chi è strano e chi non lo è?
Basta un certo taglio di capelli per esserlo? 
Basta essere un ragazzo e non amare il football? 
O basta amare un certo tipo di musica?
Lei è arrivata da poco, ha una scompigliata chioma rossa che non la fa passare inosservata così come non la fanno passare inosservata la sua mole ed il suo modo di vestire.
Lui ha i tratti asiatici della madre e cerca sempre di starsene a posto suo, in silenzio, in compagnia della sua musica e dei suoi fumetti. 

I due ragazzi si avvicinano l'uno all'altra senza rendersene quasi conto ma tanto da diventare l'uno l'ossigeno dell'altra.

E' una storia difficile in particolare perchè è difficile la vita di lei, Eleanor. 
Non sono tanto i bulli che la prendono costantemente di mira a lasciare i segni più profondi.
A quello si è abituata e lascia correre. 
Le ferite più profonde arrivano da una situazione familiare che non sembra affatto volersi appianare. Sua madre vive, assieme ai suoi fratelli, a casa del nuovo marito che, tempo prima, l'ha cacciata di casa. Eleanor torna ma sa che lui la odia e che aspetta un passo farlo per fargliela pagare. Che sia l'affetto dimostrato da un ragazzo la goccia che possa far traboccare il vaso? O c'è dell'altro? 

Lei ha una personalità molto complessa. Fragile ed insicura, è allo stesso tempo forte ed orgogliosa (ne sono la prova le reazioni che ha agli atti di bullismo che subisce da ragazzi e ragazze a scuola). Non possiede molto, sa di vivere in una famiglia che non può avere più di tanto, ma questo non le impedisce di relazionarsi con gli altri con orgoglio e a testa alta.
Nei rapporti interpersonali non è molto brava... perchè la vita l'ha messa parecchie volte alla prova e - secondo il mio parare - non riesce ad essere indulgente nei confronti di nessuno, nemmeno di chi si avvicina a lei con buone intenzioni.

E' il personaggio senza dubbio più complesso.
Ma il personaggio che ho odiato con tutta me stessa è stata la madre di lei: una donna che subisce, quotidianamente, le vessazioni di un marito perennemente ubriaco. Un uomo che lei continuamente difende, con il quale è tollerante ... perchè è mio marito! Inaccettabile.

Lui, alla fine, è un personaggio che si fa odiare in modo automatico fin dall'inizio, anche quando non fa niente... ma la mamma di Eleanor mi ha irritata in modo viscerale, più di quanto non abbia fatto lui!

Quel terrore nel quale costantemente sono costretti a vivere i ragazzi in casa è inaccettabile. L'ho odiata ogni volta che ha chiuso la porta rassicurando che andava tutto bene e ritirandosi in cucina con il viso pieno di lividi. L'ho odiata ogni volta in cui ha chiesto ai suoi figli di fare piano per non disturbare quell'uomo che dovrebbe essere il loro papà.
L'ho odiata ogni volta che ha fatto finta di non vedere il disagio di una figlia, diventata oramai una giovane donna, perennemente chiusa in camera e sempre a disagio in presenza di lui.

Emergono tante problematiche - l'integrazione in un nuovo gruppo, il bullismo, il sentimento tra due adolescenti (che è la cosa più bella di tutto il libro... emozionanti le descrizioni dei loro avvicinamenti, del loro sfiorarsi, della loro reciproca accettazioni, ognuno con i propri difetti ed il propri limiti) ma anche la violenza tra le mura domestiche, l'abbandono della famiglia da parte di uno dei due genitori, l'alcolismo. Un mix di elementi che rende la storia importante, più di quanto non possa essere una semplice storia tra adolescenti.

Lui è un ragazzo speciale. Mi sento di dire solo questo. 
Finale con qualche sorpresa.

E' un bel libro. Sono contenta di averlo letto e sono contenta che i vampiri fossero usati in senso figurato, senza avere nulla a che fare con la trama.
***
Eleanor&Park. Per una volta nella vita
Rainbow Rowell
Piemme Editore
348 pagine
12.00 euro

mercoledì 27 marzo 2019

Mare nell'anima (M. Conte)

Morena ha poco più di sedici anni ed è una ragazza d'altri tempi. Cresciuta in una famiglia all'antica, è abituata a svolgere i mestieri di casa prima di tutto il resto e prima di pensare a se stessa, al suo essere adolescente.

Eh sì, perché tra i piatti da lavare, i pavimenti da spazzare e il terrazzo da tirare a lucido resta poco tempo da dedicare alle amiche, al mare, alla spiaggia, ai divertimenti dei ragazzi della sua età. E' sempre stato così: si è sempre sentita più indietro rispetto a tutti gli altri, meno emancipata, meno ricca, meno spigliata, più impacciata... e il suo modo di fare un po' goffo lo dimostra. Mentre gli altri, per lo più figli di genitori benestanti, si godono l'estate, lei resta sempre la donnina di casa nei confronti della quale la sua famiglia, sua madre soprattutto, ha delle aspettative ben precise: che si trovi un ragazzo ricco con il quale maritarsi.

Morena, però, si trova in un punto di svolta. Nel luogo turistico che frequenta da sempre con la sua famiglia e con amici che sono molto più liberi e viziati di lei, scatta la molla che la farà crescere come donna, come amica, come figlia anche.
La sua estate inizia in sordina, quasi come una spettatrice. Vede gli altri divertirsi e partecipa impacciata al loro divertimento, ancor più se si trova davanti agli occhi il bel Davide: ricco, intraprendente, bello da morire e, seppur cresciuto con lei, considerato irraggiungibile.
Eppure le cose possono cambiare, i boccioli possono sbocciare, le crisalidi diventare bellissime farfalle.
Nel momento in cui sente in lei qualche cosa di diverso, Morena prende tra le mani il coraggio di affermare reclamare il suo spazio, di vivere la sua vita da teenager. Porta il massimo rispetto alla sua famiglia, sempre, ma non ha più intenzione di sacrificare la sua libertà, la sua spensieratezza sull'altare di una tradizione che vuole le figlie femmine ingabbiate in casa, sotto le strette regole dettate dalla famiglia fino a che non si fidanza e si sposa con il primo ragazzo che dimostra attenzioni per lei, meglio se ricco.
Morena non ci sta ed inizia il suo percorso di crescita personale che la porterà ad apparire diversa anche agli occhi degli altri, non solo ai suoi.

L'autrice affronta, con uno stile semplice e diretto, le problematiche dell'adolescenza, la confusione che vivono i ragazzi a quell'età si respira tra le pagine, le contraddizioni, i mutamenti, le paure.

E' una storia che a me, da madre, ha fatto riflettere circa il rapporto madre-figlia: Morena oltre ad avere una mamma molto all'antica (e su questo si potrebbe aprire un'enorme parentesi) non ha praticamente dialogo con lei tanto che trova più naturale e semplice inventare bugie piuttosto che relazionarsi con lei. Eppure avrebbe tanto bisogno di qualcuno con cui aprirsi in modo sereno e trasparente! Da mamma ammetto di essermi messa un po' in discussione sotto questo punto di vista.

E' anche una storia in cui ragazzi e ragazze di quell'età possono ritrovarsi: lo stile pulito, l'assenza di volgarità, di termini pesanti o simili rende il libro adatto anche ad una lettura da parte di giovani lettori che potranno appassionarsi alla storia di Morena e fare il tifo per lei, per quella piccola Cenerentola moderna che fa sognare!

L'unico appunto che mi sento di fare vuole solo essere un'annotazione scevra da ogni polemica: non ho molto gradito l'uso massiccio del passato remoto durante il racconto. Credo che abbia appesantito un po' la narrazione che, secondo il mio parere, avrebbe potuto essere molto più scorrevole con un tempo narrativo differente. Si parla al passato remoto anche quando si racconta di qualche cosa successa qualche giorno prima e, personalmente - ma io non sono nessuno e non ho nessuna velleità narrativa - è una scelta che non avrei fatto.

A parte qualche errore di battuta (il punto interrogativo al posto dell'apostrofo, alcuni spazi mancanti e poco più) ho comunque seguito le vicende di Morena e di tutti gli altri con interesse: sono madre di un'adolescente e di un pre-adolescente per cui sono piuttosto interessata a temi che li riguardano.

Mare nell'anima (mi sono piaciuti molto sia il titolo che la copertina) è il primo di una serie che vedrà poi proseguire le vicende di Morena e Davide nel libro Bianca come la neve.

Con questa lettura partecipo alla Challenge Le quattro cavaliere dell'Apocalisse in quanto primo libro di una serie.
***
Mare nell'anima
Mariarosaria Conte
Old-Canidian-Editor
110 pagine
disponibile su Kindle Unlimited 
8.22 euro (copertina flessibile)

domenica 27 gennaio 2019

Il diario di Edo. Un adolescente in tempesta (F. Sarcuno)

Edoardo ha tredici anni. Un adolescente come tanti: non ama la scuola, ha un sacco di pensieri per la testa, una famiglia che si sta sgretolando, la passione per i fumetti e la terza media (con annesso esame finale) da affrontare. 
E lei... Aurora. E' una sua compagna di classe che ha toccato il suo cuore ma alla quale non ha mai avuto il coraggio di dichiararsi. Quando arriva in classe un nuovo professore di lettere, per Edoardo ed i suoi compagni qualche cosa cambia.
Fabiana Sarcuno ha voluto dedicare la storia di Edo agli studenti ed agli insegnanti di ieri, di oggi e di domani. Una bella dedica. Io aggiungerei anche a quei genitori che troppo spesso non si rendono conto di cosa accada ai loro ragazzi, di quanti pensieri possano rincorrersi sotto ai riccioli castani o dietro le lenti di un paio d'occhiali.
Ecco. Aggiungerei anche loro nella dedica dopo aver letto questo libro e, da madre di un'adolescente ed un pre-adolescente, sono entrata appieno in certi meccanismi che a volte tento di non voler vedere quando mi relaziono con i miei ragazzi (il senso di inadeguatezza, certi comportamenti superficiali che nascondono invece un malessere mal celato....).

Il libro è proposto come un diario che accompagna Edo ed i suo compagni dal primo giorno di scuola fino all'estate successiva. Tra interrogazioni, compiti in classe, pasticci vari e situazioni piuttosto movimentate, arriverà il momento dell'esame che segnerà anche il momento della crescita di Edo, non solo sul fronte scolastico. 

Mi è particolarmente piaciuto il professore di lettere, Verano. Innanzitutto sono consapevole di quanta fatica debbano fare, spesso, gli insegnanti nel portare avanti le lezioni con classi difficili. Basta un disturbatore per mettere in difficoltà tutti. Quando, come nel caso di Verano, sono più di uno bisogna essere particolarmente abili per riportare l'ordine e catturare l'attenzione dei ragazzi.
Mi è piaciuto il suo modo di relazionarsi con la classe e con Edo: severo quando serve ma anche pronto ad aprirsi e mostrare la propria personalità. 
Conquista il rispetto dei suoi alunni e lo fa senza essere mai sopra le righe e, allo stesso tempo, senza mai scendere al livello del prof-amicone che, secondo me, spesso non paga.

Edo incarna alla perfezione l'adolescente di oggi e si porta dietro un peso che non è semplice portare addosso alla sua età.
Nel racconto entrano in ballo questioni come il bullismo (anche se non in modo esageratamente marcato), la malattia, l'amore adolescenziale, la necessità di fare delle scelte.

Aurora è un personaggio che mi ha incuriosita molto. E' una ragazza coraggiosa, decisa che mi avrebbe fatto piacere conoscere meglio. Chissà, magari nel prossimo libro la protagonista potrebbe essere lei!

E' una lettura che consiglio ad adolescenti ma anche a chi voglia immergersi nel loro mondo.
Interessante l'appendice finale che rende il libro adatto per un approfondimenti sul genere letterario del diario ma anche le schede che permettono di approfondire la lettura, di essere creativi e, perchè no, mettersi in gioco.

Con questo libro partecipo alla la Visual Challenge Upgrade.
Ps. non si sa mai cosa regalare ad un adolescente. Un libro così sarebbe adattissimo sia per giovani lettori che giovani lettrici.
***
Il diario di Edo. Un adolescente in tempesta
Fabiana Sarcuno
La Spiga Edizioni
158 pagine + schede finali
€ 7.70

lunedì 30 luglio 2018

Colpa delle stelle (J. Green)

Hazel e Augustus sono due adolescenti accomunati da un simile destino: sono malati, hanno una gran sofferenza alle spalle, nel passato ma anche nel loro presente. E pur nella consapevolezza di come ogni giorno vissuto sia un giorno conquistato, non smettono di sperare e, soprattutto, scelgono di non negarsi l'uno all'altra nonostante la folle paura di perdersi presto, troppo presto. 

Nel libro Colpa delle stelle l'autore, John Green, propone una storia d'amore tra due adolescenti che si trovano ad affrontare la prova più grande che un essere umano può trovarsi davanti: la malattia, lo spettro della morte.

I protagonisti sono consapevoli della loro situazione devo dire che questa loro consapevolezza, quel modo di parlare della loro condizione e del loro futuro, in alcuni passaggi mi è sembrato un po' artefatto, molto costruito e poco verosimile.

L'argomento che l'autore affronta è molto delicato: il cancro che colpisce ragazzini, giovani uomini e giovani donne alle prese con una grandissima prova. Così come affronta la morte in età giovanile. La morte di qualcuno provoca sempre un dolore grande, un vuoto incolmabile. Ma quando ad andarsene è un giovane, giovanissimo, allora il dolore raddoppia.

I due si conoscono ad un gruppo di supporto frequentato da tutte persone, molto giovani, colpite dal cancro. Il loro rapporto cresce di giorno in giorno con la consapevolezza che potrebbe essere - o meglio, che sarà -  a termine. A breve termine. Forse brevissimo.
E' proprio questa consapevolezza che sta alla base dell'intera storia,
I due si innamorano quasi a dispetto della loro volontà (di lei, a dire il vero) di non volersi innamorare per non dare un dolore all'altro nel momento dell'inevitabile distacco.

E' una storia triste, ma come potrebbe non esserlo, visti i temi trattati? Anche se i due protagonisti sono forti, sono maturi - pure troppo, secondo il mio parere - e capaci di sfidare i loro stessi limiti per il raggiungimento di un obiettivo agognato, mi è rimasta addosso una profonda tristezza che, probabilmente, anche con un finale diverso sarebbe stata inevitabile.

Tra i personaggi il più simpatico è Isaac. Anche lui provato nel fisico in maniera definitiva, è stato il meno costruito, secondo me, il più spontaneo di tutti. Questa è l'impressione che ho avuto.
Molto particolare il personaggio di Van Houten, scrittore del libro preferito di Hazel che lo diventerà anche di Augustus e che i ragazzi rintracceranno e raggiungeranno per conoscere il finale della storia che resta sospesa nel libro. Una figura particolare, irriverente ma profondamente segnata da un dolore, simbolo di come ognuno reagisca in modo diverso ad una perdita, ad un dolore profondo come può essere la morte di una persona cara.

Onestamente, dopo aver sentito tanto parlare di questo libro, mi aspettavo qualche cosa di più. Forse l'ho letto con troppe aspettative e non sono riuscita ad entrare in sintonia con i personaggi. Non so. Certo è che non è un libro che rileggerei e che mi ha lasciato addosso una profonda tristezza. Forse non era il momento giusto... non so dire.
Non voglio sfatare il mito del grande successo letterario - dal libro è stato anche tratto un film che ha fatto impennare le richieste di prestito di questo titolo nelle biblioteche della mia zona - ma non è entrato nelle mie corde e spero di leggere qualche cosa di più allegro scritto da un autore che, comunque, mi piace come scrive ed anche per i temi che tratta.

Con questa lettura partecipo alla Challenge Diche colore sei? in quanto titolo consigliato per lo spicchio azzurro e partecipo anche alla Visual Challenge in quanto in copertina compare una mano, utile per questo periodo di gara.

domenica 5 marzo 2017

Nuovi arrivi#35 e Ragazzi istruzioni per l'uso - Morag Prunty

TITOLO: Ragazzi istruzioni per l'uso

AUTORE: Morag Prunty

ILLUSTRAZIONI: Alison Everitt

TRADUZIONE DI: Emanuela Cutelli

CASA EDITRICE: Mondadori

PAGINE:108

Il libro Ragazzi istruzioni per l'uso me lo ha dato mia nonna dicendomi di averlo trovato in cantina. 
In realtà mi ha chiesto: Greta, ho trovato questo libro in cantina, lo vuoi tu? e io ho accettato subito. Potevo forse dire di no?
Credo che sia di mia cugina Valentina che oramai è grande, non legge più libri di questo tipo e lo ha lasciato in cantina a casa della nonna. Si vede che non è un libro nuovo, ci sono anche delle scritte prima della copertina ma questo non ha rovinato la parte del libro da leggere.

Non ha protagonisti o trama, visto che non è un romanzo o una storia ma un vero e proprio manuale.
Parla delle differenze tra i comportamenti dei ragazzi e delle ragazze, di come le ragazze devono comportarsi con i ragazzi, cosa devi fare se ti innamori o se ti fidanzi, i tipi di ragazzi che esistono (non tutti) e tra le pagine vengono dati anche alcuni consigli per quando il tuo ragazzo ti lascia.
Ovviamente si tratta di un libro per adolescenti, per ragazzine della mia età ed è scritto usando dei capitoli molto brevi che, con il loro titolo, spiegano subito di cosa si tratta.

Anche se faccio solo la prima media, penso che sia un libro adatto a ragazzine della mia età che iniziano a conoscere nuovi compagni e che, a volte, iniziano a sentire il cuore che batte forte.😉😉
Le istruzioni per l'uso che vengono indicate sono piuttosto divertenti e mi hanno anche fatto sorridere.

Insieme a questo libro mia nonna ne ha trovati anche altri della stessa collana - Le Ragazzine - che sono sempre dei manuali ma su argomenti diversi, rivolti comunque a giovani lettori. Con loro, mia nonna ha trovato anche altri due libri che non so se mi piaceranno. Vedremo più avanti.
Un grande abbraccio💗💖

domenica 2 ottobre 2016

Diario di una schiappa (J. Kinney)

Quando mio figlio (nove anni) ha chiesto in libreria Diario di una schiappa, la nostra bibliotecaria di fiducia gli ha detto che probabilmente era ancora troppo piccolo visto che si narrano le avventure di ragazzini delle medie e lui ancora era lontano.
Lui, però, ha insistito. "Un mio compagno di classe li ha letti tutti e dice che sono divertenti. Non vedo perchè non dovrei leggerli io!". Discorso che non fa una piega. Abbiamo preso i primi due della serie e, a stretto giro, anche il terzo.

Nel momento in cui per la terza tappa della Challenge Le Lgs sfidano i lettori è stato fissato un obiettivo che prevedeva la lettura di un libro per ragazzi non ho avuto dubbi: l'avrei letto anche io.

Detto fatto.

Così ho conosciuto Greg: un ragazzino illustrato con linee semplici, volto tondeggiante ed un bel nasino a patata. Un ragazzino che si trova alle prese con un diario molto particolare: non un caro diario come tanti altri ma un vero e proprio giornale di bordo nel quale raccontare le proprie avventure con tanto di riferimenti temporali ben precisi.

Il suo racconto inizia nel mese di settembre con l'avvio dell'anno scolastico e termina con la sua fine. Nove mesi di avventure, di alti e bassi, di successi ed insuccessi raccontati da una adolescente che strappa qualche risata. 

Carina l'idea delle illustrazioni che accompagnano la narrazione. Gli amici di Greg sono disegnati con espressioni curiose, con volti tutt'altro che graziosi mentre lui, con quel suo faccino rotondo ed il suo fisico da spaghetto, ispira simpatia.
E' un po' birichino: fa qualche dispetto, inventa qualche frottola e cerca sempre le vie più corte per risolvere i problemi che gli si presentano davanti. E quando si trova ad archiviare nove mesi di scuola bhè... di cose da raccontare ne ha avute parecchie ed anche da far vedere ai lettori proprio grazie alle illustrazioni che competano il racconto.

E' strutturato come un vero diario di bordo, con indicazione dei mesi e dei giorni in cui si svolgono le varie situazioni narrate.  

Non c'è da aspettarsi grandi avventure: è il racconto della vita di tutti i giorni di un adolescente ma qualche situazione piuttosto curiosa la si trova comunque. 
Ho letto libri per ragazzi molto più avventurosi ed interessanti ma in questo caso la struttura è particolare, il modo in cui il racconto è stato concepito (il diario di bordo) è altrettanto particolare. Non ho trovato niente di diverso da quello che mi aspettavo. 

Non sono d'accordo con la nostra libraia: credo che sia adatto ad un novenne... per ragazzini più grandi proporrei qualche cosa di più impegnato...

domenica 10 gennaio 2016

Scritto sulla mia pelle (P. Vaghi)

Sapevo perfettamente ciò a cui andavo incontro nel leggere Scritto sulla mia pelle, il libro di Pietro Vaghi, al suo esordio letterario. Mi sono imbattuta nella recensione di Dolcezze di mamma ad un recente Venerdì del libro per cui sapevo a grandi linee la storia.
Forse non era il momento giusto per leggerlo ma era lì, su quella zona delle libreria di casa da cui mi chiamava. Ed ho ceduto. Ora, però, sento la necessità di una lettura un po' più allegra e spensierata. Spero di trovarla al più presto.

Il protagonista della storia è Stefano, sedici anni, genitori in crisi, un fratellino più piccolo ed un nonno malato di cui occuparsi.
Stefano si trova a fare i conti con  una tempesta di sentimenti, mossa dalla paura dell'abbandono, che segue ad una crisi coniugale. Sua madre si è allontanata da casa per avere un periodo di pausa.
Li ha lasciati con il padre che, per via del suo lavoro, è sempre stato poco presente.

Non si sa - probabilmente non lo sa nemmeno lei - se sarà di qualche giorno o per sempre. Quello che sa Stefano è che l'allontanamento dei suoi
genitori fa male. 
Fa male a lui, fa male a loro, fa male al suo fratellino. Forse chi non si è reso conto di nulla è solo il nonno, affetto dal morbo di Alzheimer, che alterna momenti di lucidità a momenti di vita in un mondo tutto suo.

Ed è proprio quella di Stefano la voce narrante. 
Una voce autentica, accorata, intensa, che a volte si perde nei meandri dei pensieri che circolano liberi nella sua testa, una voce che si strozza in gola quando si tratta di tirar fuori ciò che ha dentro, quando avrebbe tanto da dire ma non ha coraggio, voglia o occasione di farlo. 
E' un adolescente e vive un periodo di passaggio, quello dall'infanzia alla maturità. Fasi, queste, che vengono riportate nel libro e che lo vedono crescere passando per la sofferenza che solo chi ha vissuto l'esperienza della separazione dei propri cari può capire.
Stefano non riesce a comprendere cosa possa essere successo e fino a che non si trova a fare i conti, in modo violento ed improvviso, con la  realtà. Una realtà che sulle prime non vuole accettare ma che, pian piano, si fa largo tra i suoi pensieri fino a chiedergli di farsene una ragione.
Non è così semplice, però.
Cerca di fare qualcosa per mettere insieme i cocci anche se, a ben guardare, non è a lui che spetta questo compito.

L'autore mette a nudo l'anima di Stefano. Dà voce ai suoi pensieri, ai suoi timori, ai suoi sentimenti e, allo stesso tempo, propone al lettore le fragilità che possono emergere in ogni famiglia. 
Propone i personaggi senza nasconderne le fragilità e lo fa in modo efficace, con un linguaggio chiaro e diretto che mira subito al punto.

Non è, per me, uno di quei romanzi che ricorderò come indimenticabili ma l'ho letto comunque con piacere ed anche piuttosto in fretta. E' ricco di dialoghi e scorrono piuttosto bene.
In alcuni punti avrei preferito che le frasi fossero proposte in modo diverso e alcune espressioni sono apparse stridenti alle mie orecchie ma probabilmente è un'osservazione minuziosa, la mia.
Espressioni come "...mi sta cercando di svegliare..." oppure "...ho la sensazione di c'entrare qualcosa..." personalmente non le avrei mai usate.

A parte questo, la scrittura è piuttosto asciutta e si capisce al volo che è una storia nata per essere letta da adolescenti ma che lancia un importante messaggio anche ai grandi. Aiuta i grandi a comprendere meglio gli adolescenti ed aiuta gli adolescenti a comprendere innanzitutto che quando si hanno i sentimenti in subbuglio non si è un caso isolato così come li aiuta a capire che niente e nessuno è perfetto. Anche i grandi, presi spesso a modello, possono avere delle fragilità e possono aver bisogno di essere perdonati.

Con questa lettura partecipo alla Challenge 2016 - Le Lgs sfidano i lettori.
 
Per la prima tappa propongo questa lettura per il raggiungimento dell'obiettivo n. 3: un libro che sia un esordio letterario.
 
***
Scritto sulla mia pelle
Pietro Vaghi
Salani Editore
14.90 euro

mercoledì 4 novembre 2015

Bianca come il latte, rossa come il sangue (A. D'Avenia)

Sono sincera. Di mia spontanea volontà non avrei mai (almeno per il momento) scelto di leggere il libro Bianca come il latte, rossa come il sangue perchè non amo leggere libri di cui sento troppo parlare, di cui si leggono un'infinità di recensioni. 

Ho preso questo libro in prestito in biblioteca per rispettare un impegno: questa estate ho inventato un giochino, sul profilo fb del blog e sul mio personale, nel quale chiedevo a lettori e lettrici di inviarmi le copertine dei loro libri in lettura nel periodo estivo. Due i vincitori: avevo preso l'impegno di leggerli entrambi, qualunque titolo fosse stato premiato dalla sorte.
Ed ecco che Francesca, una delle due vincitrici, segnalando il libro di D'Avenia mi ha di riflesso indotta a leggerlo. 
Non mi è dispiaciuto, a dirla tutta. Anche se in alcuni passaggi mi è sembrato un po' ripetitivo.

Non mi dilungo sulla trama che credo oramai sappiano anche i muri. Mi limito a dire che Leo è innamorato di una ragazza dai capelli rossi che, però, scoprirà essere malata. Grazie all'intercessione della sua amica Silvia si avvicinerà lei e si troverà a condividere un percorso di sofferenza ma anche di tanta forza e speranza.

L'autore riesce a trasmettere molto bene le emozioni di adolescenti che dimostra di conoscere. Rende molto bene la figura del professore (non a caso visto che lui è un insegnante) ed imbastisce una trama che invita a riflettere, raccontando la storia con le parole dirette del protagonista. E' Leo (Leonardo) che racconta la sua storia, che parla in prima persona, che conduce il lettore per mano lungo il percorso che lui stesso seguirà affrontando una situazione più grande di lui ma che lo aiuterà a maturare.

Non dico altro. A parte alcune ripetizioni (le ho rinvenute soprattutto in merito alla figura di Silvia, quando Leo parla di lei) il linguaggio è fluente e cucito addosso ai personaggi, alla loro età, alle loro difficoltà, al loro coraggio.

Triste... in alcuni passaggi è stato molto triste leggere la storia di Leo e Beatrice e mi ha fatto venire in mente un libro letto tempo fa che, lo ricordo bene, mi lasciò addosso un'infinita tristezza. 
Ma poi arriva la speranza, la fiducia, la forza... 
Anche nell'altro libro che mi è venuto in mente, alla fine, ho letto un messaggio di speranza ma tra i due, se mi chiedessero quale rileggerei, opterei di certo per D'Avenia.
***
Bianca come il latte, rossa come il sangue
Alessandro D'Avenia
Mondadori Editoria - collana Numeri Primi
14.00 euro

lunedì 21 aprile 2014

Ero cattivo (A. Ferrara)

Avevo notato il libro Ero cattivo in occasione delle ultime uscite in biblioteca senza prestargli troppa attenzione soprattutto perchè era in bella mostra tra i libri suggeriti per ragazzi.
Dopo che gli occhi mi sono caduti per più volte sulla copertina (il viso di un adolescente) e sul titolo, alla fine mi sono decisa e l'ho chiesto in prestito seppur nella consapevolezza di avere tra la mani una lettura adatta a lettori di età ben inferiore alla mia. 

Ero cattivo ha vinto il Premio Andersen nel 2012 quale miglior libro oltre i 15 anni: eh si, sono decisamente fuori quota per una lettura del genere... 
Visto, però, che altre volte letture destinate a ragazzi mi sono piaciute e che questo libro con questa copertina sembrava mi stesse chiamando, non ci ho pensato su due volte ed ho iniziato la lettura la sera stessa del giorno in cui l'ho preso in prestito.

"Ero cattivo. Lo sapevano tutti, a scuola si parlava solo di me. Anche nel mio quartiere. Non stavo mai fermo, combinavo sempre qualcosa. Avrei tanto voluto essere un bravo ragazzo di terza media, ma avevo paura a comportarmi da bravo ragazzo perchè temevo che i miei amici mi dessero del bravo ragazzo". Già dalla prime righe si afferra il nocciolo della questione. Come li chiamiamo, oggi, ragazzini così? Bulli? Bullo o non bullo, Angelo è - per tutti - un ragazzino cattivo. Punto e basta.

La storia viene narrata in prima persona dal protagonista, l'adolescente "cattivo" che, guarda un po', ha un nome diametralmente opposto a questa sua caratteristica visto che si chiama Angelo.
Angelo è sempre pronto a dare fastidio, a fare scherzi, a distogliere l'attenzione da tutto ciò che non ritiene essere importante, periodicamente convocato dal preside... fino a che non succede qualche cosa che lo rende "più cattivo", se non altro agli occhi degli altri. Il risvolto tragico di quello che voleva essere un semplice scherzo lo porterà ad essere espulso dal collegio in cui i genitori lo avevano confinato per finire all'interno di una comunità al cospetto di un prete. 
Ma è davvero un "cattivo"? Un ragazzo che non ha una coscienza, che ha voglia di essere così come è senza se e senza ma? Che non si dispiace delle conseguenze delle sue azioni? Non proprio. E' cattivo perchè così è sempre stato considerato in ogni ambiente: in famiglia come a scuole così come nella società in cui è cresciuto. La sua famiglia lo abbandona a se stesso ma ne trova un'altra, di famiglia, in comunità, da padre Costantino.

Non sono molti i ragazzini accolti dal prete ed ognuno ha una storia diversa e difficile. Ognuno ha commesso degli errori ma non per questo viene giudicato, non per questo viene trattato come un irrecuperabile. Anzi, quel prete che viene definito un po' matto per il suo modo di fare e le sue abitudini, infonde fiducia nei suoi ragazzi e li aiuta a capire le proprie potenzialità. 
Come al solito non voglio svelare la trama ma fare qualche considerazione. La lettura è scorrevole, adatta ad un giovane lettore. I capitoli sono corti, i dialoghi molto diretti e non eccessivamente articolati. Da lettrice adulta avrei preferito che venissero approfondite diverse situazioni ma rendendomi conto che si tratta di un libro per ragazzi credo che vada bene così. 
Il finale mi è sembrato voler lasciare un po' in sospeso la situazione. Mi avrebbe fatto piacere sapere qualche cosa del futuro di Angelo, come gli insegnamenti di padre Costantino (e se) avessero prodotto davvero frutto... E' come se il libro narrasse un periodo della vita del ragazzo lasciando poi in sospeso il resto ed io (sarò forse troppo curiosa?) uno sguardo più attento al futuro di Angelo l'avrei buttato anche se si lascia intravedere un lieto fine.

A parte questa mia aspettativa, trovo che sia una lettura capace di infondere fiducia e di far riflettere sulla condizioni di tanti adolescenti che vengono etichettati (o si credono) cattivi e ai quali la vita può riservare, invece, una sorte ben diversa. Non sempre le cose sono semplici e la storia di Mara, una delle ospiti della comunità, ne è la prova. Spesso la realtà è molto dura ma, come ben dice padre Costantino, nessuno nasce cattivo... 

Il linguaggio usato dall'autore è quello di un adolscente, diretto e senza troppi filtri. Un linguaggio capace di arrivare al dunque, sempre e comunque. In modo piuttosto efficace, lo ammetto.

Questa lettura mi ha fatto riflettere ed ha fatto scorrere davanti a me parecchie immagini di adolescenti abitualmente bollati come irrecuperabili ma che, a ben guardare, hanno avuto una vita difficile e, probabilmente, non hanno incontrato nessun padre Costantino sulla loro strada. Mi ha anche fatto riflettere su quello che potrà essere il futuro dei miei figli, quali saranno le loro compagnie, le prove che la vita metterà loro davanti. Ammetto di essermi anche fatta parecchie domande circa il mio modo di essere madre, di essere genitori, circa il rapporto che si è instaurato con i miei figli e su come fare per essere sempre migliori, accanto ai nostri figli. 

Una lettura per adolescenti che (almeno nel mio caso) ha posto qualche interrogativo ad una lettrice che adolescente non lo è più da un po' ma che è madre di due bimbi che, tra qualche anno, entreranno nell'età dell'adolescenza... Una lettura che può rivelarsi utile non solo a giovani lettori ma anche a chi, come genitori o educatori, con i giovani ha a che fare (o ce l'avrà tra qualche anno).

Dopo aver assistito alla presentazione del libro di Cattarina che, comunque, parla di giovani con problemi legati, in quel caso, alla droga, mi sono trovata tra le mani un altro libro che parla di adolescenti e che a quella presentazione mi ha fatto tornare in più passaggi.
***
Ero cattivo
Antonio Ferrara
San Paolo ediz.
15.00 euro