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mercoledì 28 settembre 2022

Bosconero (F. Salvaterra)

Bosconero è un luogo misterioso. 

Tante sono le storie che vengono raccontate in merito alla popolazione che vi abita e non sono affatto storie piacevoli. Si trova ai margini della Collina Solitaria dove abita Ron, un dodicenne che è affascinato dalle storie che gli raccontava suo nonno e che, ora che lo ha perduto per sempre, vorrebbe tanto averlo ancora accanto soprattutto in occasione di un’avventura che mai e poi mai avrebbe immaginato di vivere: andare a cercare la sua sorellina Lucy, sparita improvvisamente da casa e probabilmente inghiottita dal  bosco. O meglio, rapita e finita chissà dove per mano di un qualche mostro che in quel misterioso luogo abita.

Ma come può essere vero tutto ciò? Sarà sicuramente la sola fantasia del nonno ad aver creato mostri e presenze misteriose all’interno di un ambiente, il bosco, dal quale solitamente si preferisce che i più piccoli restino lontani per via dei tanti pericoli che, pur senza mostri di sorta, vi si incontrano.

Ron sperimenterà sulla sua pelle che quei racconti non erano poi così fantasiosi e sentirà la presenza del nonno più vicino che mai anche grazie a degli oggetti che lo accompagneranno nel suo viaggio.

La storia - letta in collaborazione con Thrillernord - è fantastica e i mostri evocati, con tanto di descrizioni piuttosto precise, possono togliere qualche ora di sonno ai giovani lettori meno coraggiosi. E’ una storia ben strutturata, con tutti gli elementi che si incastrano nel modo giusto, ben scritta, carica di tensione e di personaggi che fanno virare il racconto verso il noir in alcuni momenti, sempre a misura di giovani lettori. Anche le descrizioni più cruente sono rese a loro misura e fanno paura, è vero, ma senza esagerazioni. 

L’epilogo è una sorpresa. Per me, almeno, lo è stata ed ho pensato ad una storia che richiama le favole classiche, quelle d’altri tempi anche se interpretata in chiave moderna.

Anche se in alcuni momenti, soprattutto nella parte che porta verso il finale, avrei preferito una narrazione più veloce (ma è un mio limite davanti a capitoli molto descrittivi ma necessari in questo tipo di storie nelle quali l’atmosfera descritta, oltre ai personaggi, è fondamentale per trasmettere un certo tipo di emozioni), devo dire che è una lettura gradevole per giovani lettori che volessero approcciarsi (o che amassero) il genere. Mostri e presenze inquietanti non fanno paura a quel ragazzino tutta scuola e casa: un messaggio per tutti, per coloro che si trovano ad affrontare i loro mostri quotidiani e che credono di non avere gli strumenti giusti per farlo. Ron dimostra che non è così, che il male può essere sconfitto e che, a ben guardare, potrebbe anche celare qualche cosa di diverso da ciò che ci viene narrato o che si percepisce come mostruoso. 

Ragazzino coraggioso, Ron è il protagonista di una storia dai mille pericoli che, a ben guardare, si svolge nell’arco di poche ore che a lui, però, sembrano anni per via delle tante insidie che si trova ad affrontare.

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Bosconero
Filippo Salvaterra
Il Puntino editore
284 pagine
14.00 euro copertina flessibile, Kindle Unlimited

venerdì 19 ottobre 2012

Una fiaba per ogni perchè (Elisabetta Maùti) - Venerdì del libro


Colpo grosso questa volta in biblioteca! Ho scelto io il libro "Una fiaba per ogni perché" e quando l'ho portato al bibliotecario per la registrazione il nostro amico Toni - pronto a digitare il titolo nel pc - mi ha guardata sorridendo ed ha detto: "Questo libro lo prende la mamma per aiutare se stessa..." e devo dire che aveva ragione, anche se non del tutto.
Dico non del tutto perché se è vero che un libro di questo tipo aiuta le mamme a far passare tematiche importanti grazie alla delicatezza delle fiabe, è anche vero che sono i bambini a fruirne in maniera diretta per cui l'utilità è rivolta tanto a me quanto a loro. Tant'è che il sottotitolo è "...spiegare ai bambini perchè succedono le cose".  Mi spiego approfittando, tra l'altro, di questo spazio settimanale offerto dal Venerdì del libro.

Il libro contiene dieci storie illustrate che affrontano, con un linguaggio delicato e "fiabesco" (ma non troppo) tematiche importanti quali la separazione dei genitori, quando papà fa tardi, quando non hai voglia di mangiare, quando hai paura del buio ed altro ancora. I genitori possono usare questo libro come strumento di comunicazione con i loro figli ed affrontare, così, le tematiche relative. I bambini, da parte loro, afferranno nella fiaba l'aspetto educativo. E lo dico con cognizione di causa visto che la nostra esperienza in tal senso è molto positiva.

Lo è principalmente con la principessa di casa, che ha quasi sette anni, ed ha molto apprezzato questo libro facendo tesoro degli insegnamenti dispensati. Il primo tra tutti è quello che le è arrivato dalla storia della macchinina che non vuole cibarsi di benzina perché non le piace il sapore. Bhè, con la mia principessina ho qualche problemino in fatto di alimentazione: non ama cambiare, è fedele ai suoi (ristretti) gusti ed è molto ripetitiva nel consumare cibi. Mi fa disperare, a volte, quando decide che "...non mi piace per cui non mangio". Lo fa spesso ultimamente. Non solo non è disposta ad assaggiare qualche cosa di nuovo ma spesso è capricciosa al punto tale di non voler mangiare nulla di ciò che trova a tavola, anche se magari la volta precedente aveva dimostrato di gradire. Ebbene, la storia della macchinina mi ha molto aiutata e me ne sono accorta subito. Il giorno dopo aver letto quella storia, quando si è seduta a tavola, mi ha detto "...mamma, non voglio tornare piccola come è successo alla macchina" ed ha mangiato tutto. Sarà un caso? Non credo. Secondo me la storia l'ha colpita senza traumatizzarla, l'ha fatta sua, ha capito il messaggio e si è resa conto delle conseguenze di un'alimentazione sbagliata.
Anche il piccoletto di casa ha dimostrato di gradire le fiabe contenute nel libro: con lui non ho problemi di alimentazione ma c'è stata un'alta fiaba che mi è stata utile nel suo caso.
Si tratta della fiaba del drago che, quando si lascia prendere dalla rabbia, nel momento in cui cerca di parlare vede uscire dalla sua bocca una lingua di fuoco che brucia tutto ciò che si trova attorno. Avevamo già affrontato la questione dei sentimenti, e in particolare della rabbia, con il libro "Che rabbia" e in quel caso le immagini erano risultate un po' troppo forti soprattutto per la sua sorellina: nel caso del draghetto, invece, immagini a misura di bambino hanno dato forza al messaggio ben chiarito con le parole. Altro successo... Ora quando sta per arrabbiarsi rivolge lo sguardo verso di me e mi fa capire che pensa a quel draghetto che si gonfiava in viso, diventava tutto rosso ed era sul punto di dare fuoco a tutto ciò che si trovava attorno solo aprendo la bocca. Molto bene... 
Sono solo gli esempi più calzanti che posso portare ma potrei andare avanti con la storia delle rose per la mamma che si allontana dal suo bambino, o del papà che fa tardi la sera per arrivare a quando nasce un fratellino. Alcune sono meno immediate di altre... meno immediate da afferrare per i più piccoli... Comunque trovo che sia un libro ben fatto e che mi sento di consigliare al 100%.
Il formato è molto particolare visto che le pagine sono rettangolari e danno vita ad un libro "lungo". Un po' scomodo da tenere in mano quando siamo distesi a letto prima della nanna ma si tratta di un problema superabile.
Cercatelo... ne vale davvero la pena!
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Una fiaba per ogni perché 
Elisabetta Maùti (illustrazioni di Federica Bordoni)
Erickson editore 
15.50 euro

venerdì 12 ottobre 2012

Quando avevo paura del buio (M. D'Allancé) - Venerdì del libro

Quello della paura è un argomento molto delicato da affrontare con i bambini. 
Io stessa, lo ricordo benissimo, ho avuto paura del buio a lungo tanto da accelerare giù per le scale, rischiando di cadere, se la luce si spegneva a metà strada... Con i miei bimbi ho cercato di affrontare il problema con delicatezza ed anche grazie all'aiuto di qualche libro. Con il piccoletto ho avuto gioco facile visto "lui è forte" e non dimostra - anche se un pochino ce l'ha - di avere paura del buio. Con la principessa di casa, invece, mi accorgo spesso che il problema non è del tutto superato.
Ne ho avuto prova di recente quando si è trovata tra le mani il libro "Quando avevo paura del buio", preso in prestito in biblioteca. 
Ed oggi, per questo Venerdì del libro, vorrei proprio tornare a riflettere sulla paura del buio. Eh si, perchè il libro, in se, mira a rassicurare il lettore visto che il finale proposto è positivo e il messaggio che viene lanciato e che, comunque, anche se non c'è la luce non c'è niente da temere. Il percorso che viene proposto, però, per arrivare a tale conclusione non è piaciuto affatto alla mia bambina che si è trovata davanti a testi e immagini che anzichè tranquillizzarla l'hanno impaurita ancora di più.
L'altra sera sentivo un bel po' di silenzio in cameretta dei bimbi: erano entrambi alla scrivania e mentre il Piccoletto disegnava, la Principessa aveva questo libro in mano e leggeva in silenzio. Ad un certo punto l'ho sentita chiudere libro in modo improvviso e con un bel tonfo e l'ho sentita dire: "...mamma portami via questo libro, non lo voglio nemmeno guardare".
Ho provato a sfogliarlo e mi sono resa conto che ci sono delle immagini che ben rendono l'idea di cosa alimenti la paura di un bambino, in particolare nella sua cameretta, di notte: viene proposta una sedia la cui ombra si allunga a dismisura prendendo le forme di un lupo, il bambino viene illustrato con gli occhi sbarrati e le coperte usate come protezione contro qualche cosa di paurosissimo, viene proposto un armadio a cui compaiono zampe ed artigli... Il tutto usando colori scuri - ovviamente è notte visto che il bimbo è a letto - e nemmeno l'arrivo di un simpatico orsetto che chiede di essere abbracciato per dormire serenamente le ha fatto cambiare idea. 
Qualche sera dopo ho provato a proporre il libro ai bambini prima di andare a letto, leggendolo io in modo "dolce" e fornendo spiegazioni: ebbene, la mia bimba mi ha chiesto di poter ascoltare ma di non guardare le immagini "...soprattutto la sedia".  Non è stato un gran successo. Almeno in questa fase. Della stessa collana abbiamo letto "Che rabbia!" ed anche in quel caso mia figlia ebbe qualche cosa da obiettare!
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Quando avevo paura del buio
Mireille d'Allancé
Babalibri

giovedì 3 novembre 2011

Mamma, che paura! (Lucia Salemi) - Venerdì del libro


Mamma, che paura! è' uno degli ultimi libri arrivati a casa nostra (non l'ultimo in assoluto visto che oggi pomeriggio abbiamo fatto tappa in libreria) e non posso fare a meno di segnalarlo per questo Venerdì del libro di HomeMadeMamma.
E non solo perchè Lucia Salemi, l'autrice, ce lo ha fatto arrivare al nostro domicilio dopo aver letto un mio precedente post sulle paure della mia bimba al momento di andare a nanna (e la ringrazio di cuore per la sorpresa) quanto perchè è piaciuto moltissimo a tutti e due i miei bimbi.
E' piaciuto così tanto che più volte durante il giorno, dopo averlo letto assieme a loro, li ho trovati - in momenti diversi - con il libro in mano intenta l'una a leggerlo al suo bambolotto ultimo nato (...il più piccolo e il più pauroso) e l'altro piazzato davanti alla libreria che se lo leggeva ad alta voce.


I miei bambini non sanno ancora leggere e questo vuol dire che, memorizzate in fretta le frasi, l'hanno riproposto a modo loro e, devo dire, in modo molto efficace. Segno che il messaggio è passato. 

Messaggio? Ma quale messaggio sarà mai? Che le apparenze spesso ingannano e che, davanti a qualche cosa che alimenta paure, basta guardare bene per rendersi conto che di pauroso non c'è un bel niente!
Si tratta di un libro di piccolo formato, maneggevole, in cartone pesante e adatto a bambini dai 18 mesi in su. Le frasi usate sono concise e di immediata comprensione, accompagnate da illustrazioni che hanno per protagonisti simpatici animaletti alle prese con qualche cosa di pauroso... ma solo all'apparenza. 
La struttura del libro è particolare visto che la pagina di destra si apre tanto da mostrare cosa è nascosto sotto le immagini che, in un primo momento, incuriosiscono i bambini visto che l'immagine mostrata non è del tutto comprensibile o, per lo meno, può lasciare margine per diverse interpretazioni, comprese quelle più "paurose".
La cosa più importante è che, comunque, non si tratta di immagini che mettono paura. Anche in questo libro si parla di un lupo (animale che, suo malgrado, è usato nelle favole come il cattivo per eccellenza) la mia bimba - che di solito con le immagini "dei cattivi" non va molto d'accordo, non ha preso paura ma si è lasciata guidare dalla curiosità di andare a vedere cosa ci fosse sotto!

Si tratta di un libro della collana Proprio come me! che si completa con Mi piace la mia pappa!, Uffa non mi va!, E poi mi addormento!
 

L'ho posizionato nella sezione in basso della libreria dei miei bimbi. Memore di quanto accaduto di recente, con il piccoletto che si è arrampicato per cercare un libro che gli piaceva, mi sono subito resa conto che sarebbe stato uno dei libri che i miei bimbi avrebbero voluto avere tra le mani anche senza la presenza della mamma... E ci ho visto giusto perchè il piccoletto si è attrezzato da solo e stavolta la sedia del tavolinetto dei loro giochi che ha piazzato davanti alla libreria non l'ha usata per salirci sopra ed arrivare in alto ma per accomodarsi in lettura!

Devo ammettere che rispetto ad un libro di cui ho parlato di recente, sul tema della paura, questo nuovo arrivato è stato decisamente più efficace. Il fatto che i miei bimbi l'abbiano voluto rileggere da soli ne è stata la prova. E la prova l'ho avuta anche in giornata quando, andando in bagno verso sera, la mia bimba ha subito tentato di dire di aver visto delle ombre in bagno... Quando le ho detto "...guarda meglio, vedrai che non è niente", non si è lasciata intimorire ed ha varcato la soglia senza problemi. Un piccolo passo, è vero, ma sono certa che - un passo dopo l'altro - non le sentirò più dire che nel buio ci sono i mostri...
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Mamma, che paura!
Lucia Salemi
La Coccinella
3.90 euro
dai 3 anni

Ps. chiedo perdono ma... mi sono accorta solo ora che ho scritto un post che avrei dovuto scrivere domani... insomma, ho sbagliato e me ne scuso. Inizio a preoccuparmi per il mio equilibrio mentale (eh! eh!)... Fate conto che sia il post del venerdì!