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mercoledì 20 marzo 2024

Assenza da giustificare (A. Acciai)

 

Assenza da giustificare è il libro di esordio di un’autrice che mi ha piacevolmente colpita. 

Si tratta della prima indagine (per cui ci si aspetta che ne arriveranno altre da quello che è destinato a diventare un personaggio seriale) di Alina Mari. 

Cresciuta in un orfanotrofio, Alina vive in un camper senza legami – così come è stata abituata a crescere – al di fuori di quello con Tito, suo compagno di sventura in orfanotrofio ed ora il suo più grande amico.

Alina vive in un camper, fa quotidianamente i conti con un passato che sembra sempre pronto a chiedere il conto e con il ricordo di Adriano, quel poliziotto che – finito in carcere – l’ha presa sotto la sua ala protettrice ma che ora, per causa di forza maggiore, è lontano. È ciò che più si avvicina, per lei, all’idea di quel padre che non ha mai avuto e il suo ricordo è vivo e pulsante, ogni giorno di più.

Alina ha una personalità spigolosa, piuttosto complessa. Non si cura molto di dover mangiare, tanto per iniziare (sarà forse un retaggio della sua vita passata in orfanotrofio?) e non sopporta essere toccata (…che non sia lo stesso?) per cui desidera avere un figlio ma non un rapporto sessuale con un uomo. Nessun rapporto fisico con un uomo, a dire il vero, che sia anche solo un bacio o un abbraccio. Eppure quel figlio lo desidera…

È in questa fase della sua vita che arriva, per lei, la prima indagine importante: una donna è stata trovata morta all’interno di un parco. Il suo cadavere ha un segno particolare: un dito amputato. Ed anche un cane, il suo fedele Dirac, a sorvegliarlo. Elena Cantini, questo era il suo nome, era una donna di 50 anni, insegnante di mestiere, vita tranquilla e nessuna frequentazione strana. In questa esistenza tranquilla Alina si trova ad indagare per cercare di venire a capo del caso.

Un giallo ben costruito e una storia declinata al femminile.  

Un giallo classico, dove a indagare è una ispettrice di polizia, complessata, ma piena di voglia di vivere e di superare tutte le sofferenze. Dotata di un fiuto eccezionale, Alina è il personaggio cardine di un romanzo di genere, a cui si affeziona immediatamente, e riscuote consensi per la sua sensibilità rara nel trattare con le persone e per il suo intuito importante.
Ne consegue una lettura intrigante e divertente, per gli amanti del genere giallo. Non solo: il romanzo poggia i suoi pilastri in un linguaggio preciso e fluido, in una trama ben congegnata, e nella trattazione precisa dei personaggi e delle caratteristiche che li distinguono. 

Buona lettura.
***
Assenza da giustificare
Alessandra Acciai
Piemme editore
384 pagine
19.90 copertina flessibile, 10,99 Kindle

mercoledì 29 giugno 2022

La donna di Brooklyn (T. Enerson Wood)

 

Da bambina mi sono sempre chiesta come si facessero i ponti e le gallerie. 

Due curiosità che mi sono portata dietro a lungo e alle quali ho dato delle riposte differenti, a seconda del periodo storico in cui venissero realizzate le due costruzioni. Diversi i tempi, diverse le tecnologie, diversi i materiali.

Leggendo La donna di Brooklyn mi sono data delle risposte e mi sono immersa in un’epoca piena di sorprese così come tante sorprese ha riservato il personaggio principale, Emily: una donna e un sogno, quello di realizzare il più grande ponte che possa unire Manhattan con Brooklyn. Un sogno che condivide con suo marito, il capitano Whas Roebling.

In un’epoca in cui tanti sono i diritti preclusi alle donne (inimmaginabile che una donna possa seguire i lavori di un cantiere edile in mezzo a tanti uomini così come è inimmaginabile che una donna possa solo immaginare lontanamente di avere diritto al voto), Emily scompiglia le carte in una società che all’inizio fa fatica ad accettarla – con i suoi sogni, le sua ambizioni e le sue capacità – ma che alla fine non può che riconoscere il suo ruolo in un’impresa titanica e non solo.

Emily è una donna innamorata di un uomo e del suo sogno, ma ne coltiva anche di propri, di sogni. Vuole fare qualcosa per essere dalla parte delle donne, per veder loro riconosciuti diritti in quel momento storico preclusi e non si tira indietro davanti ad un impegno formale, in prima linea. Quando, però, il suo ruolo all’interno dell’impresa del marito la pone sotto i riflettori, Emily deve fare una scelta: difendere il sogno suo e di suo marito, lavorando per realizzarlo ma abbandonando i proprio o fare una scelta diversa. Emily, pur affrontando dei dubbi durante il suo cammino, fa la sua scelta senza chiudersi però tutte le porte davanti.

L’autore offre una storia romanzata ma ispirata a vicende vere, offre un periodo storico caratterizzato da ambiziosi progetti ma anche morti sul lavoro, un concetto alquanto rudimentale di sicurezza negli ambienti lavorativi così come nuovi orizzonti che si aprono per il mondo femminile. La costruzione del ponte e tutto ciò che vi concerne e le vicende legate alle rivendicazioni femminili si intrecciano senza mai sovrastare l'una sull'altra.

Emily è una donna forte che cerca la sua strada anche quando le circostanze non le fanno sconti. Deve combattere contro i pregiudizi, contro i limiti di una società che riserva alle donne un posto di contorno, contro usi sociali che le vanno sempre più stretti. Una personalità ben delineata, la sua. Un po' meno quella di suo marito che si porta dietro il retaggio di un guerra che lo ha segnato nel profondo e che lo rende oscuro, misterioso e più difficile da "leggere" in alcuni atteggiamenti.

L’aspetto che più mi ha fatto riflettere è quello legato alle malattie sul lavoro, alla sicurezza sul lavoro. Quello che mi ha dato l’impressione di rallentare la narrazione, invece, è stata la minuzia delle descrizioni di carattere tecnico circa la costruzione del ponte. In alcuni passaggi mi sono arrivate un po' a noia, devo ammetterlo. A ben guardare, però, abbiamo a che fare con la costruzione del ponte di Brooklyn… se non merita descrizioni approfondite lui, costruito peraltro in un periodo storico lontanissimo dalle tecnologie moderne, chi le meriterebbe, allora?

La storia che mi ha incuriosita sotto diversi punti di vista. Lettura piacevole anche se, come accennavo, rallentata nelle parti più tecniche.
***
La donna di Brooklyn
Tracey Enerson Wood
Piemme editore
424 pagine
18.90 copertina rigida, 9.99 Kindle

domenica 9 gennaio 2022

Il mio cielo. La mia lotta contro il dolore (D. Di Lazzaro)

Le storie dei personaggi famosi non mi attirano particolarmente ma ogni tanto mi capita tra le mani qualche biografia comprata (o, come in questo caso, avuta con uno scambio) su richiesta di mia madre che, invece, ama le storie vere e poi puntualmente le passa a me.

Ne Il mio cielo Dalila Di Lazzaro racconta la sua vita condividendo con i lettori il suo calvario dovuto non solo alla perdita prematura di suo figlio ma ad una serie di circostanze che l'hanno provata nel fisico facendola sprofondare in un dolore che ha trasformato la sua vita. 

 

Sapevo vagamente che la Di Lazzaro avesse avuto delle grandi prove da superare nella sua vita ma non avevo idea di quanto dolore stesse caratterizzando gli ultimi anni. 

Su questo devo fare una precisazione: il libro è stato pubblicato nel 2006 per cui la situazione è aggiornata a quell'epoca. Non so cosa e in che termini possa essere cambiato, per lei, di recente ma mi auguro e le auguro che sia stata trovata una terapia che possa averlo dato un minimo di sollievo.

Ma andiamo con ordine. Dalila parte dalla sua infanzia difficile, da rapporti familiari molto freddi (soprattutto con sua madre) per arrivare poi, piano piano, a rendere il lettore partecipe dei suoi successi nel mondo della moda e del cinema. Tanti gli amori che hanno fatto capolino nella sua vita (a partire dal primo, dal più acerbo, quello per il padre di suo figlio Christian) per arrivare poi all'amore attuale all'epoca della pubblicazione del libro ma che - l'ho verificato facendo qualche ricerca - ad oggi attuale non è più. Nell'arco di tempo che va dal padre di suo figlio all'ultimo amore che racconta si sono alternati momenti sfavillanti legati al suo lavoro ad un dolore fisico dovuto a diverse vicende che l'hanno cambiata definitivamente nell'anima e nel corpo.

Non intendo giudicare nessuno per cui non scenderò in dettagli riguardo la sua vita mondana. Ciò che mi ha toccato maggiormente è stata la parte in cui ha parlato della sua sofferenza fisica legata ad incidenti che l'hanno segnata profondamente ma anche la sofferenza di una madre che perde un figlio. Ammetto che il racconto degli aspetti più legati alla sua vita mondana mi hanno interessato meno.

Per quanto riguarda il grandissimo dolore legato alla perdita del figlio Christian ho notato una specie di buco... mi spiego. Dalila racconta (e motiva) di aver abbandonato suo figlio dai suoi genitori e che ho lo ha fatto per il suo bene (quegli stessi genitori da cui lei stessa è scappata) poco più che adolescente visto che ha avuto suo figlio molto giovane, per cercare la sua strada. Immagino che sia stata una scelta molto dolorosa ma ho proprio notato l'assenza di riferimenti temporali in merito al rapporto con suo figlio. Ho letto di lei appena diventata mamma, di lei che lascia suo figlio con i suoi genitori ed ho iniziato a leggere di cene, balli, regali, uomini... ma non sono riuscita ad avere un riferimento temporale: quanto tempo questo bambino è cresciuto con i nonni? Sarà mai tornato a vivere con lei che ad un certo punto si è divisa tra Italia e resto del mondo per motivi professionali? Poi, all'improvviso, mi sono trovata a leggere della morte di Christian, ventiduenne, al quale dice di essere legata da un legame profondo: ok, normale che sia... ma manca secondo me l'approfondimento di questo legame e ogni riferimento a come sono evolute le cose con lui prima di perderlo.

Questo nulla toglie al dolore di una donna che perde suo figlio, sia chiaro. Ma da lettrice di una biografia ho avuto la sensazione che mancasse qualche cosa di importante. Probabilmente troppo doloroso da raccontare ma quella parte mi è sembrata mancante.

Poi arriva la parte finale, quella in cui parla in modo approfondito della sua situazione fisica, peraltro già accennata in più passaggi precedenti. A seguito di un incidente motociclistico si è fratturata l'atlante, la prima vertebra del collo ed è stata a letto immobilizzata per molto tempo. Questo le ha provocato atroci dolori che mi hanno fatta rabbrividire. Non è stato l'unico incidente di cui è stata vittima: non è stata molto fortunata, a dire il vero, e mi auguro, di cuore, che la sua situazione negli anni successivi al libro, possa essere migliorata. 

Devo darle il merito di aver aperto una finestra su una questione, quella della terapia del dolore, che è tristemente attuale e della quale si parla troppo poco. Il dolore neuropatico, questo racconta Dalila, non è preso nella dovuta considerazione e chi ne soffre viene abbandonato a se stesso... e vive costantemente con il dolore che attanaglia corpo e anima.
***
Il mio cielo. La mia lotta contro il dolore
Dalila Di Lazzaro
Piemme editore
256 pagine
12.50 euro copertina flessibile

 

domenica 20 giugno 2021

Falli soffrire 2.0. Gli uomini preferiscono le stronze - versione aggiornata (Sherry Argov)

Quando questo libro mi è stato proposto per uno scambio l'ho guardato con sufficienza e senza il minimo interesse. Poi ci ho ripensato, considerando che potesse essere una lettura divertente o, se non altro, un modo per staccare la spina tra un romanzo più impegnato e l'altro.

Calzava a pennello per una challenge di lettura che sto seguendo e me lo sono portato al mare.

Bhè, di spunti di riflessione accanto ai quali mettere un post it ne ho trovati tanti.

Per scrivere questo libro l'autrice ammette di aver fatto delle interviste e molte ricerche che le hanno permesso di raccogliere la testimonianza di uomini e donne: grazie a loro ha stilato un lista di cento regole di seduzione chiamate leggi del fascino che danno vita ad una sorta di guida alle relazioni di coppia rivolta alle donne troppo premurose, alle classiche brave ragazze.

L'appellativo stronze non è usato in senso dispregiativo. L'autrice lo chiarisce fin dall'inizio e lo spiega, poi, una pagina dopo l'altra. La stronza è una donna gentile ma forte dotata di una particolare energia sotterranea, una donna che non rinuncia alla propria vita e che non darà mai la caccia ad un uomo lasciando intendere di essere disperata. Si tratta di una donna che tiene prima di tutto a se stessa, che ha quel sangue freddo necessario per rimanere calma anche quando è sotto pressione, che non si concede senza limiti per la sola necessità di avere un uomo. La stronza si ama ed ha una straordinaria capacità di pensare con la sua testa, non vive secondo gli standard imposti da altri ma secondo i propri, trovando poi la chiave per arrivare ad un buon equilibrio con il partner. Si tratta di una donna che ha la presenza di spirito per fare ciò che è meglio per se stessa e mantiene un atteggiamento che ribadisce di non aver bisogno di essere lì, ma di aver scelto di esserci.

Una stronza è una stronza - dice ad un certo punto l'autrice - perché non è disposta a buttarsi via.

Si tratta di un libro che aiuta le donne ad imparare le regole di un gioco che richiede molta autostima e un pizzico di sfrontatezza. Servili e sottomesse: non sono queste le caratteristiche che piacciono agli uomini nella donna che vorrebbero avere accanto. Magari possono piacere sulle prime ma ben presto la relazione - questo emerge dalle tante interviste effettuate dall'autrice - l'uomo si annoia e la relazione si appiattisce.

Grazie anche a delle tabelle e a degli esempi molto chiari l'autrice mette a confronto due tipologie di donne - le stronze e le brave ragazze -  e aiuta a comprendere quali comportamenti sono sbagliati e quali, invece, portano verso la giusta direzione.

Io credo che non si possa fare un discorso valido in assoluto per tutte allo stesso modo ma mi sono trovata d'accordo su tante delle considerazioni fatte. 

In sintesi il messaggio che lancia l'autrice è chiaro: 

(...) invece che cercare di soddisfare lui in tutto e per tutto, impegnatevi ad appagare voi stesse... perché alla fine solo così riuscirete davvero a compiacerlo.

In alcuni passaggi ho trovato la lettura un po' ripetitiva ma comunque mi è sembrato utile ripassare alcune lezioncine di autostima che, spesso si perde per strada quando si muovono i primi passi nel creare le basi per una relazione solida (ed anche, a dire il vero, durante una relazione consolidata).
***
Falli soffrire 2.0. Gli uomini preferiscono le stronze
Sherry Argov
Piemme
316 pagine
17.00 euro copertina flessibile

lunedì 31 maggio 2021

Una mamma lo sa (E. Santarelli)

Cosa può esserci di più brutto, per una madre (e per un padre) di venire sentirsi diagnosticare una grave malattia che colpisce il proprio figlio? Credo che sia una sofferenza alla quale non si riesca a dare un nome ed alla quale sia difficile dare una dimensione.

Quel bambino, quel ragazzino che è stato voluto con tanto amore, cresciuto con tanto amore, difeso da ogni insidia, protetto da ogni minima minaccia all'improvviso non solo è sofferente e vulnerabile per via di una malattia importante ma si trova a lottare, da solo, contro qualche cosa di più grande di lui. Dico da solo, perché se è vero come è vero che un padre ed una madre possono fare di tutto per stargli vicino e per alleviare le sue sofferenze è anche vero che a fare i conti con la paura, con il dolore fisico, con i mostri che una malattia si porta dietro è lui. 

Se poi è un ragazzino di otto/nove anni, per cui non un bambino piccolo che non riesce a rendersi conto di ciò che gli capita, la situazione è ancora più dolorosa.

 E la capisco la mamma, Elena Santarelli in questo caso, che ha voluto lasciare la sua testimonianza di questo grandissimo dolore. 

La capisco perché quando anche a me è capitato di fare i conti con una brutto virus che rischiava di strapparmi via mio figlio di soli sette mesi anche io ho sentito l'impulso di lasciare la mia testimonianza quando, per fortuna, tutto si è risolto e lui è tornato ad essere un bambino sereno. Avrei voluto trasmettere forza e speranza a tutte quelle mamme che si fossero sentite sole davanti ad un così grande dolore. Credo che sia ciò che ha mosso mamma Elena nel voler raccontare la sua esperienza in una biografia che dà poco spazio alla sua persona quanto personaggio pubblico per dare spazio a quella di mamma e, in particolare, di una mamma che fa i conti con una terribile malattia che colpisce suo figlio. 

Elena racconta il percorso che l'ha portata ad essere la persona che è, con il marito che ha: una coppia famosa, felice, realizzata. Poi, all'improvviso, entrambi sono sprofondati in una voragine che appariva senza fine davanti alla diagnosi di un tumore cerebrale che aveva colpito il loro figlio più grande. 

Da qui il racconto di un percorso che non ha fatto sconti a nessuno, tantomeno a due personaggi dello spettacolo, perché quando si soffre e si affrontano prove di questo tipo non ci sono telecamere che possano fare la differenza o cognomi che possano cambiare le cose. Anzi, il fatto di essere personaggi famosi ha posto inevitabilmente la sofferenza sotto ai riflettori e nelle chiacchiere della gente, da quella più vicina a quella più lontana.

Il libro è scritto in modo scorrevole (testo raccolto da Gabriele Parpiglia), semplice, trasformando il dolore di quei momenti in forza per lasciare una testimonianza importante. Giacomo ce l'ha fatta a sconfiggere il mostro ma altri bambini, purtroppo, non possono gioire come lui.

Dopo questa terribile esperienza, dopo aver conosciuto bambini e bambine che se ne sono andati lasciando un grandissimo vuoto ed un immenso dolore, dopo aver archiviato le tante sofferenze che Giacomo ha dovuto sopportare per vincere la sua guerra, Elena ha voluto assumere un impegno ben preciso sostenendo il Progetto Heal che sostiene il lavoro di medici, infermieri e biologi che quotidianamente operano nella cura e nella ricerca nell'ambito della neurochirurgia pediatrica.

Non amo leggere biografie di personaggi famosi a meno che non abbiano realmente qualcosa da dire. Visto che una biografia era un obiettivo di una delle varie challenge di lettura che seguo e visto che avevo questo libro in casa (comprato per mia madre e da lei consigliato) ho voluto dargli la giusta attenzione e prenderlo per quello che è: non un'opera letteraria di chissà quale valore stilistico ma una testimonianza importante per chi, quella luce in fondo al tunnel, ancora non la vede.
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Una mamma lo sa
Elena Santarelli
Piemme editore
176 pagine
16.90 copertina rigida, 9.90 copertina flessibile, 6.99 Kindle

venerdì 12 marzo 2021

I piaceri intimi del cioccolato (F. & G. Park)

Niente di erotico. Anche se il titolo fa pensare a piaceri di un certo tipo, quelli legati al cioccolato sono piaceri per il palato e piaceri per l'anima. Sono i piaceri legati al negozio di cioccolato Chocolate Chocolate delle due autrici perché sono loro le protagoniste (ed il negozio esiste davvero) di una storia che è la loro storia.

Fances e Ginger si raccontano. Raccontano la loro impresa iniziata quasi dal nulla dopo essere rimaste orfane di padre, con accanto una mamma cresciuta in una famiglia di un certo livello e pronta, dopo aver archiviato quella vita, a fare la sua parte seppur in sordina. E' lei la terza socia dell'avventura che porterà Frances e Ginger a realizzare un sogno tra alti e bassi, tra avventure e disavventure che avranno nomi e cognomi ben precisi. Prima tra tutte, quella con un costruttore che si assume l'impegno di preparare a dovere il loro negozio per l'inaugurazione. 

Ma le difficoltà non mettono paura alle due ragazze che, armate di buona volontà, dei loro sorrisi, di spirito imprenditoriale e profondo amore per il cioccolato riescono a mettere in piedi e far crescere, nel tempo, quello che diventerà un vero e proprio punto di ritrovo per appassionati di cioccolato e golosi di ogni età.

Nel raccontare la loro storia le due ragazze parlano, da una parte, di tutto ciò che avviene dietro le quinte quando si decide di intraprendere un cammino imprenditoriale come il loro, ma parlano anche delle persone che sono, di fatto, il loro negozio. Perché tartufi e bonbon nulla sarebbero senza quei volti, quelle mani, quegli occhi che pian piano diventano clienti fissi e che fanno del negozio un punto di riferimento anche per scambiarsi esperienze ed aprire il cuore oltre che per coccolarsi con una pralina. Ecco, dunque, che il lettore impara a conoscere la ragazza che passa ogni venerdì, il tipo silenzioso co

La prima cosa che mi viene da dire è che ho avuto l'impressione di mettere su qualche etto solo con la lettura: sono tante e tali le descrizioni di ogni tipo di cioccolato, dei profumi, delle miscele, delle sensazioni legate ad un cioccolatino addentato che ho proprio avuto quella impressione. Per non dire le tante volte che mi sono alzata ed ho aperto tutti gli sportelli di casa in cerca di qualche cosa di dolce da addentare!

A parte questo (dovuto alla mia già innata golosità, accentuata ancor di più dalle meticolose descrizioni) non posso negare di aver avuto qualche difficoltà nella lettura per via dell'uso della terza persona narrante che poi passa alla prima persona e poi torna alla terza, entra in scena una voce esterna per poi tornare ad essere una delle protagoniste. Una gran confusione da questo punto di vista.

Un esempio (teniamo conto che le protagoniste sono Ginger e Frances).

Ben presto, però, Ginger si trovò di nuovo ad aprire il negozio da sola. Anche il locale sembrava diverso quando noi non eravamo in sintonia. Dopo sei mesi, la storia di Francie con Mr X..... 

Dunque... non è Ginger che narra. Non è Francie che narra... ma allora chi è? Si parla di noi... noi chi? Purtroppo tutta la narrazione è così. Pian piano ci si abitua ma qualche cosa non torna.

Quando Ginger strappò il microfono immaginario a Francie per gettarlo fuori dal finestrino, ridemmo così forte che per poco non finimmo fuori strada.

Premesso che in macchina sono solo loro due, ridemmo a chi si riferisce? Noi chi? Se narri in prima persona devi farlo in prima persona... 

A parte questo, la storia è godibile, non ci sono grossi colpi di scena ma è comunque piacevole leggere le avventure e le disavventure di queste due ragazze, le storie della loro clientela e, in particolare, la storia della loro madre che, onestamente, mi avrebbe fatto piacere approfondire maggiormente. 

Un piccolo appunto sul titolo e sulla copertina: credo che titolo e copertina originali sarebbero stati molto più calzanti di quanto non lo sia l'immagine sulla versione italiana che, seppur gradevole, secondo me fa pensare a qualche cosa di molto più carnale di ciò che, invece, nel libro si legge.

***
I piaceri intimi del cioccolato
Frances & Ginger Park
Piemme Voci
318 pagine
9.90 euro copertina rigida

mercoledì 11 novembre 2020

Un matrimonio perfetto (S. Pinborough)

L’apparenza è tutto. Nel mondo in cui vivono Jason e Marcie, William e la sua giovane seconda moglie Keisha, l’apparenza viene prima di tutto. E non importa se questo vuol dire dover indossare costantemente una maschera, se vuol dire dover nascondere segreti sempre più in profondità, sorridere e fare finta di vivere di una felicità sintetica, plastica. Non importa se bisogna compiere delle azioni tutt’altro che pulite. Bisogna salvare l’apparenza. 

E' questo l'ambiente in cui si snoda la storia raccontata nel libro Un matrimonio perfetto, letto in collaborazione con Thrillernord.

Lo sa bene Marcie che si è conquistata con le unghie e con i denti un posto nell’alta società.

Lo sa bene Jason che ha fatto di tutto per poter essere all’altezza di tutti gli altri.

Lo sa anche William, che dopo meno di un anno dalla morte della moglie – donna elegante, amata e rispettata da tutti – torna con una giovane moglie nuova di zecca che, però, nasconde e nasconderà sempre un velo di sporcizia sotto le unghie laccate e limate alla perfezione.

Lo sa benissimo lei, Keisha: una donna che sa di essere fuori posto, che sente appiccicati addossogli sguardi inquisitori di tutti coloro che le sorridono con accondiscendenza, ma che non intende fare il minimo passo indietro in una vita che le ha promesso, fin da subito, agi e ricchezza a fronte di un unico sacrificio. Avere accanto un marito anziano che per lo più la disgusta: è questo il prezzo che deve pagare. E trovarsi a desiderare che muoia al più presto è un pensiero costante con cui la bella signora si trova a fare i conti in ogni momento. E che potrebbe costarle caro

Ed ancora, può essere, Keisha, una minaccia per Marcie? Sta forse tentando di flirtare con suo marito?

L’apparenza.

E’ l’elemento portante di un ambiente fatto di lustrini e sorrisi di circostanza sotto al quel covano segreti, uno dopo l’altro, uno sull’altro. Apparenza che va a braccetto con la menzogna.

Mercie ha dei segreti. Li ha anche Jason. Ma anche William ha i suoi scheletri nell’armadio. E che dire di Keisha? Lei, donna bellissima ed eccentrica, sanguigna e passionale, viene considerata da tutti come colei che di segreti sembra averne più di tutti ma che, a ben vedere, quasi non riesce a reggere il confronto con tutti gli altri.

“Un matrimonio perfetto” è un thriller molto particolare. E’ come se la storia si svolgesse tutta sul filo del rasoio e come se ogni minimo errore possa causare la catastrofe. La vita dei protagonisti può essere paragonata ad un meccanismo delicato e sofisticato, i cui ingranaggi sono soliti funzionare alla perfezione ma che potrebbero subire dei danni irreparabili se solo un granello di polvere vi penetrasse dentro.

E se non si tratta di un granello di polvere ma di qualche cosa di più… bhè, in questo caso ecco una trama capace di depistare il lettore anche con un pizzico di mistero, di pratiche oscure alle quali si è legittimati a credere oppure no.

Devo ammettere che la trama mi ha un po’ spiazzata perché ho trovato qualche cosa di diverso da ciò che mi aspettavo. E quel che ho trovato non mi è dispiaciuto affatto.
***
Un matrimonio perfetto
Sarah Pinborough
Piemme
380 pagine
18.50 copertina rigida - 9.99 kindle

sabato 24 ottobre 2020

Quel che affidiamo al vento (L. I. Messina)

Non ho molta familiarità con la letteratura orientale. O meglio, ogni volta che ho tra le mani un libri di autori orientali ho la sensazione di avere tra le mani qualche cosa di molto fragile.

Ed anche questa volta, con Quel che affidiamo al vento, ho avuto la stessa sensazione con una storia che è stata anche dolorosa, per me. Lo sarebbe per chiunque abbia perso qualcuno. 

 

E' un libro delicato che mette a nudo le fragilità dei protagonisti in un contesto di condivisione molto particolare: quella del lutto, in un modo molto particolare.

Esiste un posto, sul fianco della Montagna della Balena, in cui si recano persone che hanno una caratteristica comune, quella di aver perso qualcuno. Giovani, anziani, donne, uomini, ragazzi, mariti, figli, mogli... sono una massa eterogenea di persone che si recano nel giardino di Bell Gardia per affidare al vento le loro parole indirizzate a qualcuno che non c'è più. Sono come una massa di giocattoli rotti che cercano un modo per poter tornare a funzionare. E non necessariamente perchè morto ma anche perchè lontano o fisicamente vicino ma lontano con la mente e con l'anima.

In quel giardino c'è una cabina telefonica la cui cornetta non mette in collegamento con altri se non con il vento.

Un rito, un'abitudine, un tentativo, l'ultima speranza o la chiave per superare il senso di vuoto che un'assenza ha causato: per ognuno l'esperienza a Bell Gardia è differente ma il minimo comune denominatore resta lo stesso.

La gestione del lutto diventava in quell'occasione manutenzione della felicità di intere comunità.  

Ecco quel che accade nel giardino.

In questo contesto si inseriscono le figure di Yui e Takeshi: entrambi hanno perso qualcuno, entrambi portano nel cuore un dolore grande, entrambi vanno in quel giardino e, anche se Yui solitamente non parla, le parole di Takeshi si sommano a tutte quelle che vengono affidate al vento da migliaia di altre persone. E a Yui va bene così.

A Yui lo tsunami dell'11 marzo 2011 ha portato via madre e figlia.

Takeshi ha una bambina che non parla più da quando è morta sua madre. 

Due solitudini che si incontrano, due anime ferite che cercano... che cosa? Forse cercano di rimarginare ferite che li tengono ancorati a terra come una zavorra di cui fanno fatica a liberarsi. Forse cercano solo un modo per non sentirsi soli, nella condivisione di un'esperienza che li porta a conoscere altre persone legate al suolo come loro ma cariche di speranza e di quella luce che, con la cornetta in mano, illumina i  loro occhi.

Nessuno potrà restituire loro le persone perdute ma tutti possono avere accesso al miracolo dell'amore, soprattutto quando non lo si cerca.

La storia di Yui e Takeshi è una storia di perdita e ritrovamenti, di piccoli miracoli inaspettati, di fiducia ma anche di fragilità, di paura, di senso di inadeguatezza. I personaggi sono così umani che sembra di sentire i battiti dei loro cuori e la prosa così delicata e soave che tocca l'anima. 

E' stato doloroso, per me, leggere un libro di questo tipo - sono reduce anche da un'altra lettura, quella recensita ieri, in cui si parlava di perdita, di morte, di allontanamenti - perchè ha riportato alla memoria una delle più grande tragedie legate agli eventi naturali degli ultimi anni ma anche perchè mi ha toccata nel profondo facendomi pensare alle cose non dette alle persone care che ho perduto, alla loro mancanza, al dolore che essa provoca ancora oggi in me.

E' un libro che consiglio a chi sappia leggere con positività una storia dolorosa ma anche carica di speranza, a chi sia disposto a lasciarsi frugare nell'anima da personaggi che sembra vogliano guardarti dentro con occhi carichi di stupore e meraviglia. Lo consiglio a chi ama la cultura giapponese ma anche a chi, come me, la teme un po'.
***
Quel che affidiamo al vento
Laura Imai Messina
Piemme
256 pagine
17.50 euro copertina rigida, 9.99 Kindle

venerdì 20 marzo 2020

I codici del labirinto (K. Mosse)

Ci ho messo un bel po' di tempo a leggere il libro I codici del labirinto. Più del previsto.
Probabilmente io periodo non aiuta e la concentrazione non è stata il massimo ma devo dire che è stata una lettura interessante e capace di incuriosirmi.

Si tratta di una storia molto ricca.
Ricca, ricchissima di personaggi (e, lo ammetto, qualcuno ho fatto fatica a memorizzarlo).
Ricca di riferimenti a vicende storiche.
Ricca di dettagli.
Ricca di morti... che non mancano proprio in un periodo in cui era in corso la guerra per estirpare il catarismo dai territori della Linguadoca.

Siamo in Francia e le vicende vengono proposte su due piani temporali.
Da una parte c'è Alice che scopre, durante uno scavo archeologico al quale partecipa come volontaria, due scheletri in una grotta. Da quel momento prende vita, per lei, un'avventura che mai avrebbe potuto immaginare, sulle tracce di storie d'altri tempi, misteri e profezie.
Dall'altra che Alaïs, vive otto secoli prima di Alice e riceve dal padre uno dei tre manoscritti che compongono i Codici del Labirinto, fondamento della dottrina catara che lui stesso aveva riportato dalla Terra Santa dopo la prima crociata.
Entrambe avranno una missione da portare a termine. Entrambe dovranno prendere delle decisioni importanti. Entrambe vivranno situazioni di pericolo. Entrame saranno messe sulla strada dei misteri del Graal.

Non scendo nei dettagli della trama perchè sarebbe troppo complicato.
Mi preme sottolineare alcuni aspetti. 
Innanzitutto la dovizia  di particolari e le tante, tantissime informazioni che l'autrice offre al lettore per avere un quadro il più possibile completo dell'epoca (mi riferisco a quella in cui viveva Alaïs) con tutti i misteri, le convinzioni, le violenze dell'epoca. Descrizioni che sono frutto, secondo il mio parere, di una particolare conoscenza di luoghi e fatti.
E poi l'attenzione ai dettagli nella narrazione. Sono tanti, tantissimi gli intrighi che vengono messi in piedi e che, nelle more del racconto, debbono per forza ricomporsi in modo equilibrato. Non credo che sia stato semplice scrivere un libro così.

Poi le figure femminili: secondo il mio parere, nonostante il ruolo degli uomini innegabilmente di primo piano, soprattutto otto secoli fa, le donne hanno un ruolo importante in questa storia. Donne caparbie, coraggiose, intelligenti, pronte a difendere con le unghie e con i denti coloro che amano e ciò per cui sono state chiamate a scendere in campo. Sono donne che immagino di una bellezza che va di pari passo con la loro forza di carattere: questo mi hanno fatto pensare le descrizioni. 
Sono donne che lasciano il segno pur riconoscendo il ruolo maschile e rispettandolo (più o meno...). 
Accanto a loro ci sono parecchi personaggi carismatici che catturano.

Un'unica osservazione: alcune situazioni sono molto fantasiose e chi considera questo libro come un romanzo storico sicuramente storcerà il naso. Io l'ho preso come un romanzo punto e basta e mi fa bene così. Ho volato con la fantasia avanti e indietro nel tempo, ho sofferto con Alice ed Alaïs, ho sorriso con loro, ho atteso con ansia gli sviluppi di determinate situazioni. E la lettura mi ha coinvolta anche se in alcuni momenti non le ho dedicato la concentrazione che avrei voluto.
Lo archivio come un bel libro e non mi importa le storie di codici, di labirinti, chiavi e tutto il resto sono parecchio sfruttate. Questa storia mi è piaciuta, Alaïs in particolare mi è piaciuta e sono contenta di aver riscoperto questa lettura che mi aspettava tra i libri da leggere, in casa, da un bel po'.

Una nota: nelle ultime pagine del libro è inserito un glossario dei principali termini occitanici che compaiono durante il racconto. Se solo me ne fossi accorta prima forse la lettura sarebbe stata più agevole ma non ho l'abitudine di andare a sbirciare le ultime pagine per non cadere nella tentazione di leggere il finale.
Io vi ho avvertiti: per le tante parole che si fa fatica a capire, potete dare un'occhiata alla fine del libro!
***
I codici del labirinto
Kate Mosse
PIEMME PickWick 
664 pagine
9.90 euro copertina flessibile

martedì 20 agosto 2019

Un compleanno fantastrofico (A. Strada)

Una storia semplice, adatta ai lettori più giovani, ma che contiene un importante messaggio: non cercare mai di essere diversi da ciò che si è per farsi accettare dagli altri.

Teresa è una bambina che non ha mai avuto una festa di compleanno perchè la sua famiglia ha sempre ritenuto che una festa del genere fosse troppo comune. Ora, alle soglie dei suoi nove anni, punta i piedi: vuole una festa di compleanno come tutti gli altri bambini suoi coetanei. 

La sua non è una famiglia come tutte le altre: ognuno dei suoi membri è un tantino particolare (come la zia che fa la cartomante, la mamma che è una frana in cucina e tutti gli altri): sarà davvero una buona idea invitare i suoi compagni di classe? Coloro che - tranne il suo amico del cuore - la guardano sempre un po' di traverso perchè considerata strana? 
Ma si... proviamoci! E festa sia.

Ognuno cercherà di fare la sua parte, in alcuni casi andando anche contro la propria natura (prima tra tutte, la mamma che preparerà un torta!!!) pur di accontentare Teresa ma ci sono tutte le premesse affinchè la festa si riveli un vero distastro.

Teresa ce la mette tutta e cerca di attirare i suoi compagni di classe (piuttosto scettici, a dire il vero) promettendo una festa mirabolante e grandi attrazioni. Non è tanto per lei che i suoi compagni accettano quanto per le promesse che sembrano tali da offrire uno spettacolo davvero unico.

Ma non è semplice mantenere promesse che, già in partenza, sono quasi impossibili come coinvolgere gli animali di casa in mirabolanti performances... e ben presto ogni magagna verrà scoperta da tutti.

Delusione? Non proprio... perchè se ognuno recupera il suo reale modo di essere e lo offre agli altri con sincerità, le cose possono cambiare!

In questo libro si parla di famiglia, di amicizia, di originalità. Non lo si fa in modo approfondito, non c'è da aspettarsi che i personaggi vengano delinati in modo approfondito ma è una lettura gradevole per ragazzini che vogliano conoscere una storia divertent ma che abbia anche qualche cosa da dire e da trasmettere.

Ho molto apprezzato l'uso della font leggimi, appositamente studiata per chi ha difficoltà di lettura e in particolare per chi ha problemi di dislessia così come l'utilizzo di una spaziatura più ampia del normale per favorire la lettura. Inoltre, il testo è sempre allineato a sinistra e le parole non vengono mai sillabate così come le illustrazioni non interrompono le righe del testo.
Buona, ottima cosa, per favorire la lettura anche per chi avesse delle difficoltà.
***
Un compleanno fantastrofico
Annalisa Strada
Piemme (collana Il battello a vapore)
154 pagine
9.00 euro

venerdì 10 febbraio 2017

C'è chi nasce strega - Prunella Bat

TITOLO: C'è chi nasce strega

 AUTORE: Prunella Bat

 CASA EDITRICE: Piemme

COLLANA: Il battello a vapore
  
SERIE: Milla&Sugar

PAGINE: 128


Ho scoperto il libro C'è chi nasce strega quando io e mamma siamo andate in libreria mentre sbirciavo tra i libri. Della serie di Milla&Sugar, serie di cui questo libor fa parte, ci sono altri titoli che avevo letto in precedenza e mi erano piaciuti anche se non li ho letti in ordine. Ho capito che non è necessario leggerli in ordine perchè sono tutte storie diverse l'una dall'altra anche se le protagoniste sono le stesse. Alcuni libri di questa serie sono con la copertina  flessibile, altri con quella rigida.
Una ragazza dai capelli neri e viola gira per Old Town facendo incantesimi come se niente fosse con un ciondolo magico e potentissimo.
Dragomir si vuole impadronire del potente ciondolo e il Cerchio -  fate e streghe insieme di cui fanno parte Milla e Sugar - deve assolutamente ritrovarlo e conservarlo, e...

I personaggi
Milla: ha 10 anni, ha un milione di riccioli e molte lentiggini, è una strega solo da parte del padre.
Sugar: anche lei ha 10 anni, capelli lunghi e neri, occhi azzurri, pelle color zucchero caramellato, 100% fata.
Il mio personaggio preferito è quella strana ragazza dai capelli neri e viola che si chiama Rosie e che è, in questo caso, la protagonista della storia.

Nella prima pagina c'è una cartina di Old Town che è la città dove si svolge la storia Sono indicati vari punti per i quali c'è anche una spiegazione. Seguendo la cartina si può sapere, per esempio, dove si trova il mercato, la biblioteca, il Centro Sportivo e tutto il resto. Questi sono luoghi che restano fissi in tutti i libri; all'interno del libro ci sono delle immagini e quella che mi è piaciuta di pi è quella a pagina 54-55.
Questolibro è suggerito dagli 8 anni in su e io lo consiglierei perchè mi è piaciuto molto.


P.S. Il libro mi ha attirato soprattutto per la copertina ma anche per la trama proposta alla fine. 
Ed anche perchè avevo letto altre storie con Milla&Sugar come protagoniste e mi erano piaciute.

Con questa lettura, per la prima volta, vorrei partecipare al venerdi del libro  💗



martedì 22 novembre 2016

Buon Natale, Valentina! (A. Petrosino)

Da un mesetto a questa parte abbiamo ripresto l'abitudine di leggere a voce alta un capitolo di un libro la sera prima di andare a dormire. I miei figli iniziano ad essere grandini (nove ed undici anni) e leggono per conto loro ma da quando ci ha scombussolati il terremoto la coccola serale della lettura ad alta voce è stata richiesta a gran voce da tutti e due. 

Un modo per addormentarsi in serenità, con belle storie a far loro compagnia.

Ho proposto loro una storia natalizia con una simpatica protagonista che si chiama Valentina, in un libro carico di buoni propositi e positività.  Buon Natale, Valentina: il titolo lascia ben intendere il periodo in cui si svolge l'avventura così come la copertina è piuttosto eloquente!

Valentina è un personaggio di una serie di libri in cui mi sono imbattuta in biblioteca ed ho iniziato da qui, da quello natalizio. 

L'autore, Angelo Petrosino, propone le avventure di una ragazzina che sa il fatto suo. Ha le idee chiare, chiarissime: quest'anno la festa di Natale sarà una festa speciale, con invitati speciali!
Per questo si mette al lavoro cercando di coinvolgere persone speciali alla festa a casa sua. Ma non sono persone speciali perchè hanno fatto qualche cosa di straordinario, gli invitati che ha in mente: sono piuttosto persone normalissime che Valentina ha piacere di avere vicino in questo importante giorno.

Non sono solo persone che conosce e che, magari, non vede da tempo. Farà qualche incontro speciale, come ad esempio quello con Irene, una bambina che chiede l'elemosina ai bordi della strada e  che ha un misteriosa storia alle spalle. O con lo zio, fratello di suo padre, che non aveva mai conosciuto... 
          
La narrazione è scorrevole e ricca, ricchissima di dialoghi. Nella maggior parte dei casi sono dei botta e risposta senza che venga specificato chi è che parla e chi è che risponde: il lettore deve fare attenzione, dunque, per seguire il racconto, tanto più se - come nel nostro caso - la mamma legge a voce alta ed i due uditori ascoltano. Ho cercato di dare diversa intonazioni sui dialoghi ed è stato divertente!

Mi è piaciuto il formato: con copertina rigida e  un formato maneggevole (15 x 20 cm circa).
Mi è piaciuta Valentina: è un personaggio positivo, una bambina allegra e responsabile.
Mi è piaciuta la storia: propone un Natale all'insegna dei buoni sentimenti, dove i regali passano in secondo piano così come passa in secondo piano il menu del pranzo di Natale,  meno importante della copagnia delle persone invitate.
Fa parte della collana Piemme Junior Il battello a vapore e non sarebbe male come idea per un dono da mettere sotto l'albero di un giovane lettore.

Con questa storia che si svolge in un periodo natalizio partecipo alla quarta tappa della Challenge Le Lgs sfidano i lettori, per l'obiettivo n.6. 

giovedì 3 dicembre 2015

Nemesi (J. Nesbø)

Questa volta Nesbø mi ha un tantino spiazzata. La quarta avventura di Harry Hole mi ha messa davanti ad un racconto un tantino assurdo per una serie di aspetti. Più assurdo del solito, oserei dire.

Partiamo dal punto di contatto con il libro precedente, il Pettirosso. Hole è ancora alla ricerca di una spiegazione - e di un colpevole - per la morte della sua collega Hellen e questa cosa torna più volte a galla durante il racconto. Non si rassegna ad una spiegazione che non l'ha affatto convinto, ad un colpevole che è stato ucciso prima che potesse dire la sua... ne Il Pettirosso ha una collega accanto a se durante il lavoro, una collega che stima e che è davvero in gamba. Ora non ce l'ha più, morta mano di qualcuno che lui sa non essere colui che è stato individuato come il suo assassino. Ma non ha prove e l'indagine è stata chiusa da tempo.
Ora il caso è un altro. 

Questa volta Hole ha a che fare con una rapina in banca finita in omicidio. Ed altre ancora, seguite alla prima, con modalità analoghe anche se - per fortuna - con epilogo diverso. 
La vittima della prima rapina è morta perchè si è trovata nel posto sbagliato, nel momento sbagliato? O c'è altro sotto?

Hole troverà un contatto importante... e qui c'è il paradosso. Un uomo che dal carcere - si è costituito spontaneamente - riesce a commissionare vendette a destra e a manca, riesce a controllare la vita altrui, a fare e disfare con più velocità di chi non fosse dietro le sbarre. Un po' esagerato anche se, lo ammetto, non posso sapere se nella realtà situazioni del genere siano plausibili oppure no. 

E poi la situazione in se, l'intreccio tra le persone, le storie, le colpe... Un po' intricato.
Il genere continua a piacermi, con gli alti e bassi di un autore che, comunque, continua ad intrigarmi e rispetto al quale non ho alcuna intenzione di mollare la presa.
Leggerò altro di suo. Senza ombra di dubbio. Sperando sempre in un ulteriore miglioramento che, ne sono certa, ci sarà.

Mi è stato poco chiaro qualche passaggio, mi è sfuggita qualche intuizione che, invece, evidentemente è molto chiara all'autore ma nel complesso, esagerazioni a parte, non posso dirmi del tutto delusa. Avendo letto un libro successivo a questo, con protagonista sempre Harry Hole il gigante biondo, so che Nesbø ha ottimi margini di miglioramento. E mi aspetto una crescita, migliorativa, già dal prossimo libro della serie. 

Chissà se le mie aspettative saranno soddisfatte....

venerdì 17 aprile 2015

Che avventura stratopica, Stilton! - Venerdì del libro

Questa volta non è il solito Geronimo Stilton. 
O meglio, per essere lui è lui... ma il libro è un po' diverso dal solito.

Intanto non è in vendita.
Esatto. Non lo è.
Ma andiamo con ordine.

Che avventura stratopica, Stilton! é un libro che nasce dalla collaborazione di Geronimo con l'Autorità Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza.
Lo stesso Geronimo racconta così l'avvio di questa speciale collaborazione con la quale si va alla scoperta dei diritti dei ragazzi e delle ragazze:
Quando il Garante Italiano per l'Infanzia e l'Adolescenza mi ha chiesto di aiutarlo mi frullavano i baffi dall'emozione! Così sono volato a Roma, per seguirlo nel suo importantissimo lavoro. Alla fine, abbiamo scritto insieme questo libro e quello che c'è ancora da fare per permettere ai ragazzi di vivere e crescere in modo sano e consapevole! Perchè un mondo migliore, dove i diritti siano garantiti, è possibile solo se facciamo squadra e ci impegniamo tutti insieme!
Il libro è strutturato come tutti gli altri della serie ma si parla della la Convenzione sui Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza e si spiega - in modo stratopico - che è un testo che aiuta a comprendere quali sono tutti i diritti dei bambini, dagli 0 ai 18 anni.
Noi abbiamo avuto la versione cartacea in occasione di una iniziativa organizzata nella nostra Regione per ragazzi e ragazze (erano inviatati i membri dei Consigli Comunali dei Ragazzi e delle Ragazze): lo stile narrativo così come le immagini sono quelle familiari a chi conosce Geronimo. 
I contenuti sono un po' più importanti del solito visto che viene spiegato chi è e cosa fa il Garante, Geronimo racconta del loro incontro e fornisce - a modo suo... modo comunque efficace - tante informazioni utili su un argomento così importante. Vengono date anche indicazioni precise su come contattare il Garante e... viene anche dato un nome a questa importante persona.

Il Garante ha un nome ed un cognome... non è un'entità astratta. Si chiama Vincenzo Spadafora, nominato primo Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza in Italia nel 2011. Si occupa di ascoltare, proteggere e aiutare le bambine, i bambini, i ragazzi e le ragazze in Italia. 

Tra i vari contatti che vengono forniti si fa riferimento anche al sito ufficiale del Garante così come a quello di Geronimo Stilton a ciò riservato.

Oggi ci siamo sentiti di suggerire questa lettura per il Venerdì del libro di oggi.
Si può chiedere una copia omaggio scrivendo all'Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza - Via di Villa Ruffo 6 - 00196 Roma, oppure mandando un'email all’indirizzo stilton@garanteinfanzia.org.
Sul sito di Geronimo possono essere scaricati interessanti contenuti mentre sul cartaceo, nella parte finale, viene proposta come inserto la Convenzione sui Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza.

Mia figlia, che ha nove anni, ha letto molto volentieri il libro e ad un certo punto mi ha detto: "Mamma, ma tu lo sai chi è e cosa fa il garante?"... e da qui è nato tutto un discorso che - credo - senza l'aiuto di Geronimo avrei fatto fatica ad introdurre.

sabato 8 novembre 2014

Se chiedi al vento di restare (Paola Cereda)

Solitamente non mi lascio attirare più di tanto dalle nuove uscite, soprattutto quando sono troppo pubblicizzate e quando si leggono ovunque recensioni positive già prima che il libro fosse in libreria. Se chiedi al vento di restare è una nuova uscita. Ci siamo incontrati - io ed il libro - in occasione della visita a casa di parenti nel pote del primo e due novembre. Mi ha attirata la copertina e l'ho comprato. 
Non sapevo di cosa parlasse, non conoscevo l'autrice, non avevo letto alcuna recensione ne' come presentazione ne' come commento critico. L'ho portato con me alla cassa e, dopo aver pagato - ed aver ascoltato la ragazza alla cassa che cercava di convincermi a comprare un'altra ultima uscita quella, sì, molto pubblicizzata - l'ho infilato in borsa.

Ho capito subito che si trattava di un libro un po' strano. Strano perchè avvolto da un alone di mistero, di suggestione, di cose dette-non dette che mi hanno catapultata in una storia molto singolare. Singolare è la protagonista, Agata. Singolare è il luogo in cui vive, l'isola senza nome. Così come singolare è la nascita di sua figlia Isola... una bambina molto particolare e che avrà un ruolo determinante nello svolgimento della storia.

Anche questo libro inizia con la nascita di un bambino. Una bambina, per la precisione. Ultimamente mi sono imbattuta in parecchi libri in cui protagonisti sono dei bambini: Agata viene alla luce contemporaneamente alla morte della madre che l'ha partorita e la sua infanzia non sarà affatto semplice. A dire il vero, la sua vita non sarà mai semplice: lei, però, si dimostrerà coraggiosa, fiera ed anche ribelle in determinate situazioni.
Incontrerà qualcuno che le starà accanto anche e soprattutto quando tutti gli altri tendono ad allontanarsi da lei.

Non vorrei dire molto sulla trama perchè merita di essere letto. Mi limito a riportare la presentazione del libro che si trova sulla bandella interna, la stessa proposta nel sito della casa editrice, Piemme:
Agata non sa nulla dell’amore e della bellezza. È una ragazza semplice, cresciuta su un’isola nel mezzo del Mediterraneo, da un padre distante, che è solo capace di toccare il ferro della sua fucina, e una zia bigotta, invecchiata anzitempo e terrorizzata all’idea di volerle bene.
Al posto di una madre, un’assenza, sotto forma di un vestito azzurro sepolto in un armadio. Al posto delle carezze che meriterebbe, parole dure che feriscono come schiaffi.
È la scoperta della passione a cambiare per sempre il corso della sua esistenza. Per la cucina, grazie alla creazione di una salsa capace di dispensare il buonumore e far gustare il mondo. Per un giovane addestratore di cavalli in un circo, Dumitru, che le fa capire, in un muto linguaggio di soli gesti, che la vita non è un inferno, come le hanno fatto sempre credere. È il piacere di un istante, un paio di scarpe rosse che danno scandalo, un ballo silenzioso con l’uomo amato e la pienezza che si prova solo realizzando i propri sogni.
Così Agata inizia finalmente e vivere, a ribellarsi a un mondo chiuso, schiacciato dal moralismo, dalla corruzione, dalla prepotenza. Ma lì è nata, e lì vuole rimanere.
Capirà che l’amore e la bellezza, in fondo, sono come il vento. Se non chiedi loro di restare, rimarranno a riempire i tuoi giorni.
Un romanzo mediterraneo, forte, fantasioso, originale, allegro e profondamente umano.
Il romanzo è scritto in modo molto originale, somma un pizzico di magia con suggestioni di luoghi incantati. Una favola moderna, se vogliamo, che stupisce con quei dialoghi che spuntano all'improvviso senza che il lettore se lo aspetti...
E' vero, Agata è una ragazza semplice alla quale è mancata la figura della madre. Nessuno le ha mai parlato di lei. A nessuno la bambina ha mai chiesto nulla. Cresce praticamente da sola e da sola incontra i segni della sua crescita: la maturità sessuale, la maturità e l'indipendenza professionali grazie ad una invenzione che sa di miracoloso...

I personaggi che incontra lungo la sua strada sono molto particolari, ognuno sembra avere qualche cosa di speciale (anche se non sempre in modo positivo). Agata avrà il coraggio di prendere la sua vita in mano e, con essa, anche quella di molte altre persone. La sua vita sarà segnata da gioie e dolori ma mai ha camminato a testa bassa tra la gente, mai ha fatto un passo indietro davanti agli altri. 

Cosa c'è di più bello di una carezza in un giorno di dolore?
Se lo chiede l'autrice ad un certo punto della narrazione ed è un interrogativo che mi ha trasmesso molto calore pensando alle carezze ricevute proprio in momenti di dolore... ma anche vuoto, per le carezze che avrei voluto ricevere in quei momenti e che non sono arrivate.

Insomma... è un romanzo particolare che si lascia leggere e che appassiona il lettore che voglia lasciarsi andare e che voglia credere nei sogni. Perchè, come ben si dice nel libro... ciò che conta di un sogno, è esserci nel mezzo.
***
Se chiedi al vento di restare
Paola Cereda
edizioni Piemme
14.50 euro

martedì 5 agosto 2014

Polvere alla polvere (B. Freeman)

Se l'obiettivo era quello di far conoscere l'autore a chi ancora non aveva avuto occasione di conoscerlo con me è stato centrato in pieno. Non conoscevo Brian Freeman così come non sapevo che il tenente di polizia Jonathan Stride fosse già stato protagonista di altri suoi romanzi. Ora lo so.

Ho comprato il libro Polvere alla polvere attirata dal prezzo - 1.90 euro - ed anche dalla copertina. Non mi sono curata nemmeno di leggere un estratto della trama: mi sono imbattuta in una pila di libri, nuovi di stampa, in libreria e ne ho infilato uno tra gli altri che ero in procinto di pagare. Poi è rimasto lì, tra gli altri libri da leggere che conservo gelosamente in casa fino a che, qualche giorno fa, non ho sentito che era il momento giusto per leggerlo... Un po' di tensione, un po' di mistero... 
Si si, era il momento giusto.
Jonathan Stride è un tenente di polizia che si trova in un territorio in cui non opera in modo diretto: si era recato in un cimitero del Wisconsin per motivi del tutto personali e si è trovato, non volendo, immischiato in una storia di morte, di violenza, di mistero. Proprio davanti ai suoi occhi si è consumato un suicidio. A spararsi alla tempia è stato un suo collega, un agente che poco tempo prima era stato osannato come vero e proprio eroe per aver salvato una donna - poi diventata sua moglie - da una morte certa dopo essere finita in mano di un uomo che l'ha sequestrata e torturata per giorni.
Stride è un testimone oculare del suicidio.
Nulla più. 
Ma la sua indole lo porta a volerci vedere chiaro, a capire qualche cosa di più su quanto accaduto sotto ai suoi occhi ed è così che si trova ad indagare - seppur non in modo ufficiale - ed a venire a conoscenza di segreti che mai nessuno avrebbe voluto riportare alla luce.

Sride è un tipo che mi è piaciuto subito, pur non avendolo mai incontrato prima. Eh si perchè, come ho scoperto poi, è lui il protagonista di precedenti romanzi di Freeman di cui non avevo mai sentito parlare. E sarà anche lui il protagonista del successivo: il romanzo non finisce punto e basta. No, apre la porta su un'altra storia che è poi quella sul romanzo La ragazza di pietra che dovrebbe essere uscito ad aprile.
Lasciando da parte l'operazione promozionale dovuta al piccolo prezzo e al fatto di essere una sorta di apripista per il romanzo successivo, devo dire che non mi è dispiaciuto affatto.

Innanzitutto è ben scritto e non è poca cosa. I fatti vengono narrati in un crescendo di sorprese e colpi di scena che hanno come filo conduttore l'indagine che Stride porta avanti per conto suo senza con questo mettersi in conflitto con le autorità del posto...
Alcune situazioni sono un tantino assurde ma in un romanzo del genere credo che ci possa stare.

Non è il caso di dire altro sulla trama perchè va gustata riga dopo riga: posso dire che l'ho letto in pochissimo tempo - sono meno di 200 pagine ma non è la mole delle pagine che rende la lettura agevole - perchè non vedevo l'ora di conoscere la mossa successiva. Verso la fine ammetto anche di aver avuto un po' paura per quello che stava accadendo ed ammetto anche di essermi guardata intorno, in camera, con fare circospetto... Probabilmente mi sono fatta prendere troppo la mano.

Per chi ama il genere lo consiglio senza riserve. Non so ancora se leggerò il libro successivo... ma se mi capitasse a tiro, perchè no? Magari vado anche a cercare qualcuna delle vecchie avventure di Stride... vedremo...

Ps. La ragazza di pietra è un romanzo a se stante. Polvere alla Polvere inizia e finisce in modo autonomo. Voglio dire che non si tratta di un sequel e che possono essere letti singolarmente... La storia che ho letto io si regge da sola senza necessariamente ricollegarsi a quelle precedenti... e da quel che ho capito dalle prime righe del romanzo successivo, proposte in coda al romanzo che ho letto io, anche per La ragazza di pietra dovrebbe essere così.  
***
Polvere alla polvere
Brian Freeman - tradotto da Alfredo Colitto
Piemme Edizioni
1.90 euro

venerdì 8 marzo 2013

Vita di Pi (Yann Martel) - Venerdì del libro

Ad agosto, in occasione del mio compleanno, quando una mia amica mi ha chiesto cosa avrebbe potuto regalarmi le ho suggerito un libro. Per non metterla in difficoltà le ho anche fornito cinque o sei titoli tra cui scegliere. In un bel pacchetto con fiocco colorato è arrivato a casa mia, il giorno del mio compleanno, Vita di Pi. Vorrei proporlo per questo Venerdì del libro.


E' uno dei romanzi del momento e, anche se di solito non vado dietro alla pubblicità e ai libri che vanno di moda, Vita di Pi mi incuriosiva e l'ho letto con piacere.
Viene narrata la storia di un ragazzino che si trova a vivere un'esperienza davvero terribile: naufrago assieme ad una tigre del bengala e ad un paio di altri animali che, però, fanno una brutta fine strada facendo.

L'autore non è il protagonista in prima persona ma racconta di aver incontrato Pi (per cui si sa già fin dall'inizio che Pi sopravvive, visto che racconta la sua storia) e di aver voluto raccontare la sua storia. Una storia che, nel libro, si struttura in due parti (questa, almeno, la mia impressione). La prima parte è dedicata alla formazione religiosa del ragazzo che abbraccia diversi credo nella convinzione che Dio sia sempre Dio, anche se visto da dietro le lenti di religioni diverse. La seconda parte è quella che fa entrare nel vivo dell'avventura, dal naufragio della nave su cui viaggiava in avanti.

Non voglio svelare di più sulla trama per non togliere il gusto della lettura: posso solo dire che in alcuni passaggi mi è sembrato un romanzo, tanto mi è parso impossibile che una persona, un ragazzo, potesse sopravvivere in quelle condizioni e per così tanto tempo. Sarà pure un romanzo, ma l'autore dice che si tratta di una storia vera per cui, se davvero è così, anche se romanzata la situazione reale sarà stata comunque drammatica!

La lettura scorre bene, non ci ho messo molto a leggerlo, se non fosse per un dettaglio: nella parte iniziale, quando l'autore si concentra molto sul discorso delle religioni, spesso vengono riportati dei termini in corsivo che si riferiscono a diverse religioni... bhè, io ammetto di non essere una grande conoscitrice di chissà quante religioni - nel libro si parla di Induismo, Cristianesimo e di Islam - per cui davanti ad alcuni termini particolari, inseriti in parecchie frasi, mi sono trovata un po' spiazzata. Se, magari, l'autore avesse pensato ad un glossario in coda al libro sono certa che la lettura della prima parte del libro sarebbe stata più semplice e i ragionamenti fatti dall'autore più chiari. Comunque, pazienza.

Pi è il diminutivo di Piscine Molitor Patel: un nome complicato che, a dirla tutta, è motivo di scherno per il ragazzino che lo porta addosso. Un ragazzino molto particolare che si troverà a vivere un'esperienza più grande di se. Pi è un ragazzino che ha coraggio, che in alcuni momenti è mosso dalla disperazione ma anche dalla fede, un ragazzino che ha visto la morte da vicino ma che non si è lasciato andare a lei. 

Se consiglio questo libro? Mi ha trasmesso speranza... in più passaggi mi ha fatto emozionare, anche arrabbiare... e, come dico sempre, quando un libro lascia qualche cosa è un libro che merita di essere letto.
***
Vita di Pi
Yann Martel
Piemme

mercoledì 18 gennaio 2012

Se son rose (Tiziana Merani)

"Quel proverbio - ha detto a un tratto - Se son rose fioriranno... Bhè è vero fino ad un certo punto. Anche le rose hanno bisogno di aiuto. Terra, acqua, sole... (...) e non sottovalutare il momento in cui bisogna potare (...)  A volte è difficile mollarsi alle spalle le cose senza importanza".

Devo ammettere che leggere il libro Se son rose, di Tiziana Merani, mi è servito. Eh si, mi è servito per rimettere a fuoco alcune cosette che ultimamente erano un tantino sfocate. Non che siano concetti che non sapessi già ma, magari, rispetto ai quali ultimamente mi ero un po'... distaccata.
Si tratta di un libro ironico, una storia al femminile che accomuna molte lettrici - almeno credo... io mi sono rivista in diversi passaggi - e che viene proposta con leggerezza e simpatia da un'autrice (mea culpa) non conoscevo.

Ho ricevuto il libro nell'ambito dell'iniziativa di Ely "Libri vagabondi" ed ammetto che all'inizio ho rischiato di perdermi in più punti.

Lo stile narrativo un po' confuso, pagine di diario che si alternano a momenti di vita, riflessioni a voce alta con intermezzi di altro genere (per chi dovesse averlo letto.... bhè, io non ho proprio capito l'utilità della storia di Zorro... sarà stato un mio limite!) all'inizio mi ha un po' spiazzata. Devo dire, però, che andando avanti con la lettura la storia ha preso una sua piega e quella che mi era sembrata una certa confusione narrativa iniziale si è poi rivelata il modo più diretto di raccontare la storia di una donna un po' incasinata, con progetti in testa, con debolezze, limiti e una missione: quella di far funzionare un matrimonio che sembra essere arrivato (di già!) ad un momento di stanca. Anzi, con una doppia missione visto che a quella legata al suo matrimonio si aggiunge anche quella di sentirsi realizzata dal punto di vista professionale.

Il finale è un po' mieloso ma ci sta bene in una storia così. 
Segnalo, poi, anche la presenza - in coda al libro - di alcune ricette che prevedono l'uso dei fiori: nel libro, ad un certo punto, viene organizzata una sagra a base di fiori e i piatti che vengono proposti sono rigorosamente tematici.
Insalata di gamberi e primule di Talia (che è un'amica della protagonista), Sciroppo di rose della nonna di Francesca (che è la protagonista), Risotto con le rose della mamma di Francesca, Crema ai petali di rosa di Sara (altra amica della protagonista), Torta "Se son rose" di Ginevra (altra amica della protagonista), Marmellata di Francesca: queste sono le ricette che vengono fornite... Sono stata tentata di provarne una ma per il momento non l'ho fatto. E visto che dovrò restituire il libro, o lo faccio subito o mai più! Vedremo. Magari mi fotocopio le ultime pagine e poi ci provo con calma!

Se ne suggerisco la lettura? Si, se si cerca un storia divertente, semplice ma incasinata al tempo stesso, racchiusa in un libro che si fa leggere senza intoppi. No se si cerca qualche cosa di più profondo e di più "culturale". 
***
Se son rose
Tiziana Merani
Piemme
16.50 euro

giovedì 9 giugno 2011

Dopo di te (Julie Baxbaum)

L'intenzione era quella di leggere un romanzo leggero, una storia d'amore, una di quelle storie che fanno volare con la fantasia in tutta leggerezza. Quando ho avuto in prestito Dopo di te mi sono subito resa conto che probabilmente non rientrava nella categoria dei romanzi d'amore che avevo in mente. Il titolo già la diceva lunga. Non era proprio ciò che cercavo. Pur essendo un romanzo e pur avendo un'alta componente sentimentale.
L'autrice Julie Baxbaum* - a me del tutto sconosciuta fino a che non ha avuto questo libro tra le mani - apre il suo romanzo raccontando di una perdita: la morte di una giovane donna, morta assassinata sotto agli occhi di sua figlia di nove anni. Non era certo questo ciò che avevo in mente quando pensavo ad un romanzo d'evasione ed ho pensato, nel leggere le prime pagine, che non ce l'avrei fatta ad arrivare fino alla fine.
Mi sbagliavo.
A parlare in prima persona è Ellie: la migliore amica di Lucy, la donna prematuramente scomparsa. E' lei, Ellie, che si copre chilometri e chilometri per stare vicino alla figlia di Lucy, Sophie, che si trova improvvisamente senza una mamma, uccisa proprio sotto ai suoi occhi. Quello che inizialmente sembra un compito ingrato - stare vicina ad una bambina in una situazione difficile - si trasforma per Ellie come l'occasione per conoscere meglio se stessa, meglio decifrare i suoi sentimenti, vedere chiaro nella sua vita e, soprattutto, rendersi conto che Lucy, la sua migliore amica, serbava un segreto che non aveva detto nemmeno a lei.
L'autrice riesce a far emergere i sentimenti dei personaggi le cui storie si intersecano con quella di Ellie.
In alcuni punti, soprattutto nelle continue riflessioni relative alla morte di Lucy, ho trovato il romanzo un po' ripetitivo ma tutto sommato l'ho letto con piacere e sono arrivata all'ultima pagina in un batter d'occhio, tanta era la voglia di sapere come andava a finire.
Nel romanzo emergono i sentimenti che si rincorrono nella vita di tutti i giorni: l'amore, la paura, la delusione, la rabbia... Si vive l'abbandono ma anche la conquista, viene descritta la crescita emotiva dei personaggi, il loro cambiamento, le loro evoluzioni. E poi le prove della vita, anche se in alcune situazioni mi è sembrato che si sia calcata un po' troppo la mano. E' e resta un romanzo per cui lo si può anche concedere!
Nel romanzo l'autrice propone riferimenti molto attuali: Skype ne è uno, tanto per fare un esempio.
Ma viene anche evocato un libro che mi ha molto incuriosita. Un libro che fa parte della letteratura per ragazzi ma che mi pare di aver capito che venga letto ad ogni età. Si tratta de "Il giardino segreto", scritto da Frances Hodgson Burnett. Inutile dire che la curiosità è stata tale che stamattina mi sono precipitata in biblioteca e l'ho chiesto in prestito.

* la stessa di Vorrei che fosse amore ma visto che non l'ho letto e non ne avevo mai sentito parlare per me, quando ho presto Dopo di te tra le mani, era un'autrice sconosciuta.
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Dopo di te
Julie Baxbaum
Edizioni Piemme
18.50 euro.