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martedì 20 agosto 2019

Un compleanno fantastrofico (A. Strada)

Una storia semplice, adatta ai lettori più giovani, ma che contiene un importante messaggio: non cercare mai di essere diversi da ciò che si è per farsi accettare dagli altri.

Teresa è una bambina che non ha mai avuto una festa di compleanno perchè la sua famiglia ha sempre ritenuto che una festa del genere fosse troppo comune. Ora, alle soglie dei suoi nove anni, punta i piedi: vuole una festa di compleanno come tutti gli altri bambini suoi coetanei. 

La sua non è una famiglia come tutte le altre: ognuno dei suoi membri è un tantino particolare (come la zia che fa la cartomante, la mamma che è una frana in cucina e tutti gli altri): sarà davvero una buona idea invitare i suoi compagni di classe? Coloro che - tranne il suo amico del cuore - la guardano sempre un po' di traverso perchè considerata strana? 
Ma si... proviamoci! E festa sia.

Ognuno cercherà di fare la sua parte, in alcuni casi andando anche contro la propria natura (prima tra tutte, la mamma che preparerà un torta!!!) pur di accontentare Teresa ma ci sono tutte le premesse affinchè la festa si riveli un vero distastro.

Teresa ce la mette tutta e cerca di attirare i suoi compagni di classe (piuttosto scettici, a dire il vero) promettendo una festa mirabolante e grandi attrazioni. Non è tanto per lei che i suoi compagni accettano quanto per le promesse che sembrano tali da offrire uno spettacolo davvero unico.

Ma non è semplice mantenere promesse che, già in partenza, sono quasi impossibili come coinvolgere gli animali di casa in mirabolanti performances... e ben presto ogni magagna verrà scoperta da tutti.

Delusione? Non proprio... perchè se ognuno recupera il suo reale modo di essere e lo offre agli altri con sincerità, le cose possono cambiare!

In questo libro si parla di famiglia, di amicizia, di originalità. Non lo si fa in modo approfondito, non c'è da aspettarsi che i personaggi vengano delinati in modo approfondito ma è una lettura gradevole per ragazzini che vogliano conoscere una storia divertent ma che abbia anche qualche cosa da dire e da trasmettere.

Ho molto apprezzato l'uso della font leggimi, appositamente studiata per chi ha difficoltà di lettura e in particolare per chi ha problemi di dislessia così come l'utilizzo di una spaziatura più ampia del normale per favorire la lettura. Inoltre, il testo è sempre allineato a sinistra e le parole non vengono mai sillabate così come le illustrazioni non interrompono le righe del testo.
Buona, ottima cosa, per favorire la lettura anche per chi avesse delle difficoltà.
***
Un compleanno fantastrofico
Annalisa Strada
Piemme (collana Il battello a vapore)
154 pagine
9.00 euro

sabato 10 giugno 2017

Le valigie di Auschwitz (D. Palumbo)

I soldati nazisti rubavano gli ebrei alle loro case e li portavano via. Alcuni mentre dormivano, altri mentre mangiavano, studiavano, giocavano, suonavano... Dicevano loro che sarebbero stati via a lungo ma che avrebbero fatto ritorno a casa. Per ingannarli facevano preparare una borsa per il viaggio, ma se qualcuno chiedeva dove erano diretti, i  tedeschi non rispondevano. 
Come fai a preparare una valigia se non sai dove stai andando? Non puoi sapere ciò che ti occorrerà. Allora, per non sbagliare, gli ebrei mettevano un po' di tutto nella borsa (...) gli oggetti cari, le cose di tutti i i giorni. Quelle stesse che avrebbero rimesso in valigia anche nel viaggio di ritorno, verso casa. 
Dopo un po' di tempo, però, avevano iniziato a capire che sarebbe stato difficile, perchè nessuno era mai tornato indietro da quel viaggio. 
Oggi sappiamo cosa accadeva a quelle persone: nessuna meta che non fosse la morte li aspettava. In quelle valigie rimanevano i sogni, le speranze, le aspettative di intere famiglie che si erano macchiate dell'unica colpa di essere ebree. Colpa. 
Questo era, una colpa! 
E venivano marchiati a vita per questo, in modo da poter essere riconosciuti, distinti, emarginati, eliminati.
Loro morivano. Le borse e le valigie su cui erano stati fatti scrivere i loro nomi venivano gettate dentro un grande magazzino. 
Oggi quelle valigie sono nel blocco 5, dietro un vetro. E si possono leggere i nomi, i cognomi, gli indirizzi scritti dagli uomini, dalle donne e dai bambini passati di lì. Così nessuno potrà mai dire che quelle persone non sono esistite. Nessuno potrà mai cancellare Auschwitz.
Nel libro di Daniela Palumbo Le valigie di Auschwitz si raccontano storie di famiglie, di bambini che improvvisamente vedono cambiare la loro vita così, da un giorno all'altro. Divieti, severità, imposizioni, violenza sembrano piovere dall'alto come una doccia gelata che non li lascia però bagnati ma li uccide. Qualcuno subito, in fretta, qualcun altro lentamente, ma li uccide.
L'autrice racconta storie come se ne potrebbero raccontare tante altre di quel periodo: sono per lo più bambini i protagonisti, coloro che hanno fatto più fatica a comprendere ciò che stava accadendo attorno a loro, coloro che hanno subito scelte incomprensibili e che hanno visto interrompersi rapporti personali - con amici, vicini di casa anche con gli stessi genitori - in modo improvviso e violento. 

Ciò che ho maggiormente apprezzato in questo libro è la scelta di fondo fatta dall'autrice: quella di raccontare come è cambiata la vita di Carlo, Hannah e Jacob, Emeline, Dawid da un momento all'altro fino a quando sono stati costretti a fare la loro valigia, senza però raccontare il dopo che viene lasciato intendere. Il lettore viene così invitato a mettere in moto la fantasia. In alcuni casi non si ha un lieto fine, in altri invece... 
Quelli di cui si parla sono bambini come tanti: con i loro sogni nel cassetto, i loro sentimenti che stanno sbocciando, amicizie nate da anni e improvvisamente messe alla prova. Sono bambini che amano la loro famiglia e non comprendono ciò che, da un momento all'altro, viene loro detto. Sono bambini e bambine che hanno il diritto di divertirsi: un diritto che improvvisamente viene loro negato, così come viene loro negato il diritto ad un'istruzione in una scuola assieme a tutti gli altri. 
Perchè loro sono diversi.

Tutti i protagonisti mi hanno commossa con la loro storia, con la loro ingenuità ma, allo stesso tempo, con la loro capacità di crescere velocemente alla luce di quanto accade loro accanto. Impossibile non commuoversi davanti a certe situazioni che, questo lo si sa benissimo, anche se nei libri vengono romanzate sono però realmente accadute.

Le valigie di Auschwitz è un libro per ragazzi che propone ai lettori, in punta di penna, storie per non dimenticare.
Con questa lettura partecipo alla Challenge The Hunting Word Challenge. La parola utile per la gara è VALIGIA che compare nel titolo così come è raffigurata in copertina.

venerdì 10 febbraio 2017

C'è chi nasce strega - Prunella Bat

TITOLO: C'è chi nasce strega

 AUTORE: Prunella Bat

 CASA EDITRICE: Piemme

COLLANA: Il battello a vapore
  
SERIE: Milla&Sugar

PAGINE: 128


Ho scoperto il libro C'è chi nasce strega quando io e mamma siamo andate in libreria mentre sbirciavo tra i libri. Della serie di Milla&Sugar, serie di cui questo libor fa parte, ci sono altri titoli che avevo letto in precedenza e mi erano piaciuti anche se non li ho letti in ordine. Ho capito che non è necessario leggerli in ordine perchè sono tutte storie diverse l'una dall'altra anche se le protagoniste sono le stesse. Alcuni libri di questa serie sono con la copertina  flessibile, altri con quella rigida.
Una ragazza dai capelli neri e viola gira per Old Town facendo incantesimi come se niente fosse con un ciondolo magico e potentissimo.
Dragomir si vuole impadronire del potente ciondolo e il Cerchio -  fate e streghe insieme di cui fanno parte Milla e Sugar - deve assolutamente ritrovarlo e conservarlo, e...

I personaggi
Milla: ha 10 anni, ha un milione di riccioli e molte lentiggini, è una strega solo da parte del padre.
Sugar: anche lei ha 10 anni, capelli lunghi e neri, occhi azzurri, pelle color zucchero caramellato, 100% fata.
Il mio personaggio preferito è quella strana ragazza dai capelli neri e viola che si chiama Rosie e che è, in questo caso, la protagonista della storia.

Nella prima pagina c'è una cartina di Old Town che è la città dove si svolge la storia Sono indicati vari punti per i quali c'è anche una spiegazione. Seguendo la cartina si può sapere, per esempio, dove si trova il mercato, la biblioteca, il Centro Sportivo e tutto il resto. Questi sono luoghi che restano fissi in tutti i libri; all'interno del libro ci sono delle immagini e quella che mi è piaciuta di pi è quella a pagina 54-55.
Questolibro è suggerito dagli 8 anni in su e io lo consiglierei perchè mi è piaciuto molto.


P.S. Il libro mi ha attirato soprattutto per la copertina ma anche per la trama proposta alla fine. 
Ed anche perchè avevo letto altre storie con Milla&Sugar come protagoniste e mi erano piaciute.

Con questa lettura, per la prima volta, vorrei partecipare al venerdi del libro  💗



martedì 22 novembre 2016

Buon Natale, Valentina! (A. Petrosino)

Da un mesetto a questa parte abbiamo ripresto l'abitudine di leggere a voce alta un capitolo di un libro la sera prima di andare a dormire. I miei figli iniziano ad essere grandini (nove ed undici anni) e leggono per conto loro ma da quando ci ha scombussolati il terremoto la coccola serale della lettura ad alta voce è stata richiesta a gran voce da tutti e due. 

Un modo per addormentarsi in serenità, con belle storie a far loro compagnia.

Ho proposto loro una storia natalizia con una simpatica protagonista che si chiama Valentina, in un libro carico di buoni propositi e positività.  Buon Natale, Valentina: il titolo lascia ben intendere il periodo in cui si svolge l'avventura così come la copertina è piuttosto eloquente!

Valentina è un personaggio di una serie di libri in cui mi sono imbattuta in biblioteca ed ho iniziato da qui, da quello natalizio. 

L'autore, Angelo Petrosino, propone le avventure di una ragazzina che sa il fatto suo. Ha le idee chiare, chiarissime: quest'anno la festa di Natale sarà una festa speciale, con invitati speciali!
Per questo si mette al lavoro cercando di coinvolgere persone speciali alla festa a casa sua. Ma non sono persone speciali perchè hanno fatto qualche cosa di straordinario, gli invitati che ha in mente: sono piuttosto persone normalissime che Valentina ha piacere di avere vicino in questo importante giorno.

Non sono solo persone che conosce e che, magari, non vede da tempo. Farà qualche incontro speciale, come ad esempio quello con Irene, una bambina che chiede l'elemosina ai bordi della strada e  che ha un misteriosa storia alle spalle. O con lo zio, fratello di suo padre, che non aveva mai conosciuto... 
          
La narrazione è scorrevole e ricca, ricchissima di dialoghi. Nella maggior parte dei casi sono dei botta e risposta senza che venga specificato chi è che parla e chi è che risponde: il lettore deve fare attenzione, dunque, per seguire il racconto, tanto più se - come nel nostro caso - la mamma legge a voce alta ed i due uditori ascoltano. Ho cercato di dare diversa intonazioni sui dialoghi ed è stato divertente!

Mi è piaciuto il formato: con copertina rigida e  un formato maneggevole (15 x 20 cm circa).
Mi è piaciuta Valentina: è un personaggio positivo, una bambina allegra e responsabile.
Mi è piaciuta la storia: propone un Natale all'insegna dei buoni sentimenti, dove i regali passano in secondo piano così come passa in secondo piano il menu del pranzo di Natale,  meno importante della copagnia delle persone invitate.
Fa parte della collana Piemme Junior Il battello a vapore e non sarebbe male come idea per un dono da mettere sotto l'albero di un giovane lettore.

Con questa storia che si svolge in un periodo natalizio partecipo alla quarta tappa della Challenge Le Lgs sfidano i lettori, per l'obiettivo n.6. 

sabato 13 agosto 2016

La grande Gilly Hopkins (K. Paterson)

La serie rossa de Il battello a vapore mi piace. Sono fuori quota con l'età, ne sono consapevole, ma ultimamente mi sono imbattuta in storie ben scritte, dalla trama interessante e che ho letto con piacere pur non essendo una ragazzina. E poi che vuol dire l'età? Un libro è sempre un libro, a qualsiasi età lo si legga. 

La grande Gilly Hopkins propone la storia di un'altra ragazzina.
Dico un'altra perchè nelle ultime storie lette di questa collana mi sono imbattuta in diverse ragazzine, diverse per storia, per ambientazione, per contesto e caratteristiche.

E' una bambina difficile, Gilly. Passa da una famiglia affidataria all'altra con un preciso obiettivo: non affezionarsi a nessuno che non sia la sua vera madre. Quella madre che, ne è convinta, prima o poi tornerà a prenderla. 
Ci si mette d'impegno per tenere fede al suo obiettivo: tiene un comportamento aggressivo, spregiudicato, maleducato, senza regole in qualsiasi contesto familiare venga a trovarsi. Tanto più dopo essere stata delusa da una delle ultime mamme affidatarie a cui aveva aperto un tantino il suo cuore e che l'ha abbandonata nel momento in cui ha cambiato casa. Così, su due piedi. Come fosse stata un mobile o un pezzo di arredamento.
Da quel momento si è fermamente convinta di non potersi permettere nessuno spiraglio di affetto da concedere agli altri. Non ha bisogno di nessuno, Gilly. Tranne che di sua madre. Una madre che, però, oltre qualche sporadica cartolina, tarda ad arrivare. Non da giorni ma da anni.

Ora si trova alle prese con una mamma molto singolare: pesa cento chili ed è molto accomodante, sempre gentile e sdolcinata. Ha con se un altro bambino affidatario che sembra un po' tonto ed indifeso ed ospita in casa, di tanto in tanto, un anziano vicino di casa cieco. Che strana situazione! Impensabile potersi adattare ad una situazione così. Tanto vale fare di tutto per dimostrare che lei, Gilly, sa badare a se stessa e non ha bisogno di niente e di nessuno.
Quei piatti succulenti, però... come si può dire di no ai biscotti al cioccolato? 
E poi quel ragazzino... come si può non dargli una mano ad imparare a difendersi dalle angherie dei più grandi?
E quel vecchietto così raggrinzito... come negargli di accompagnarlo a casa per non farlo cadere per le scale?
Ma niente paura, Gilly non fa spazio a nessuno nel suo cuore ed ha in mente un piano: intende scappare per raggiungere sua madre che, sicuramente, la sta aspettando.

Sarà così? 
Gilly si troverà davanti ad una realtà che non avrebbe mai voluto immaginare. Verrà a contatto con sua madre, ma non come vorrebbe. E solo quando è lontana si rende conto di ciò che ha perso.
Allora le parole della mamma di centro chili, la signora Trotter, le saranno preziose:
Mio dolce tesoro, non te l'ha mai detto nessuno? Pensavo che l'avessi già capito da sola.
Che cosa?
Che tutte quelle storie del lieto fine sono balle. L'unica fine, in questo mondo, è la morte. Può darsi che sia lieta e può darsi che non lo sia, ma comunque non credo che tu sia ancora pronta a morire, no?
Trotter io non sto parlando di morire. Sto parlando di tornare a casa
Ma Trotter la ignorò. 
Qualche volta, in questo mondo, le cose vanno bene, e allora uno si rilassa e dice "Oh, finalmente il lieto fine! E' proprio così che dovevano andare le cose". Come se la vita dovesse qualcosa a qualcuno. E ci sono tante cose buone piccolina (...) ma aspettarsi cose belle tutto il tempo significa prendersi in giro. Di solito non è così. Nessuno ti deve niente.
Sul finale mi sarei aspettata qualche cosa di diverso ma questo non vuol dire che la storia non mi sia piaciuta. Ben scritta, tema molto attuale, ragazzina molto credibile. E' un libro che consiglio. Si tratta di un'edizione piuttosto vecchia che non credo sia più in commercio ma credo che in biblioteche ben fornite la si possa reperire, come è capitato a me.

Questo libro mi permette di partecipare alla terza tappa della Challenge Le Lgs sfidano i lettori, per l'obiettivo n. 4: un libro nella cui copertina compaia un cappello. 
Gilly, illustrata in copertina, pur avendo il viso nascosto dietro un'enorme pallone fatto con la gomma da masticare (è la prima immagine di lei che viene descritta nel libro) indossa un berretto con la visiere calzato al rovescio in testa, con la visiera all'indietro.

lunedì 8 agosto 2016

L'arduo apprendistato di Alice lo Scarafaggio (K. Cushman)

Cosa mi ha insegnato Alice? Che non bisogna mai mollare, che bisogna avere fiducia nelle proprie capacità e che bisogna lottare per ciò in cui si crede.
E me l'ha insegnato da protagonista di un libro per ragazzi.

Chi mi segue oramai sa benissimo che non mi dispiace affatto concedermi qualche lettura nata e pensata per i lettori più giovani. Mi piace alternarle a letture più impegnati e non sempre sono leggere come si potrebbe pensare. A volte ci sono storie per ragazzi che fanno riflettere anche gli adulti. 
L'arduo apprendistato di Alice lo Scarafaggio (che nella sua versione originale aveva un titolo molto meno cervellotico quale The Midwife's Apprentice) non è un libro pesante. No, non è questo che intendo. Voglio dire che non si tratta di una storiella superficiale e di scarso significato. Alice ha qualche cosa da dire e lo fa con chiarezza rivolgendosi, secondo me, a lettori piccoli e grandi.

Di recente ho apprezzato molto Il mistero di Agenes Cecilia e sono tornata ad attingere alla stessa collana: la serie rossa de Il Battello a Vapore, Piemme Junior.

Questa volta la storia è meno strutturata dell'altra, compaiono meno personaggi e la protagonista emerge con le sue caratteristiche e fragilità. 
Lei non è nessuno. Non ha famiglia, non ha nulla, non appartiene a nessuno. Non ha nemmeno un nome visto che la chiamano Marmocchia. 
Poi diventa Scarafaggio. 
Scarafaggio è il nomignolo che le viene affibbiato perchè viene trovata spesso tra i rifiuti. Qualche cosa nella sua vita cambia quando inizia a fare l'apprendista levatrice, al cospetto di una donna esperta ma burbera e dai modi assai ruvidi. Scarafaggio si convince ogni giorno di più di  meritare tutti gli appellativi dispregiativi che le vengono affibbiati già a partire dalla sua stessa padrona.
O meglio, crede di meritare tutti quegli appellativi perchè ha una scarsa fiducia in se stessa, è convinta di non contare nulla e di essere quasi invisibile al cospetto degli altri.

Scoprirà, però, che non è affatto così. C'è qualcuno che ha fiducia nelle sue capacità, qualcuno che la cerca e chiede il suo aiuto, qualcuno che la vorrebbe avere accanto. 
Scarafaggio si dà un nome: Alice. Diventa Alice per tutti. Alice lo Scarafaggio per qualcuno. Comunque è Alice. 
Scoprirà pian piano di essere in grado di fare del bene e di avere qualcuno che le è riconoscente.
Stenta a crederci, tanta è l'abitudine a sentirsi dire di non valere nulla.
Stenta a crederci, tanta è l'abitudine a far finta di non avere quelle qualità che, invece, pian piano emergono in lei.

Il suo apprendistato non è semplice ma Alice è una ragazzina sveglia e capace di apprendere, anche quando è nascosta dietro ad un cespuglio o dietro ad una finestra semichiusa. E' curiosa ma non coraggiosa. Il coraggio è una dote che le manca almeno fino a che non si rende conto di quanto ingenerosi siano tutti quegli appellativi che le vengono gridati dietro quotidianamente. 

La storia è scritta in modo chiaro, dipingendo personaggi che fanno da cornice ad un'epoca storica in cui la levatrice era un'autorità, un personaggio meritevole di rispetto e necessario ad una comunità. Siamo nel XII secolo e nel momento in cui la levatrice del paese accetta Scarafaggio come sguattera per lei inizia una nuova vita che, però, non è affatto in discesa.
La vera svolta per lei arriverà solo nel momento in cui prenderà consapevolezza delle proprie capacità, della propria identità. La svolta arriva nel momento in cui sceglie di chiamarsi Alice.
A questo punto qualche cosa cambia.

E' una lettura che consiglierò a mia figlia e che, ne sono certa, apprezzerà. Non so dire se questo libro sia ancora in commercio: io ne ho trovata una copia nella biblioteca comunale del mio comune ed è il secondo titolo di questa collana che leggo con piacere. Come nel caso di Agnes Cecilia, protagonista è una ragazzina che vive vicissituni differenti ma che è, comunque, un personaggio positivo, nonostante tutto.

Con questa lettura partecipo alla terza tappa della Challenge Le Lgs sfidano i lettori, per l'obiettivo n. 5: un libro con un nome proprio femminile nel titolo.

lunedì 18 luglio 2016

Il mistero di Agnes Cecilia (M. Gripe)

Cos'è quella strana sensazione che Nora prova quando si trova da sola in casa. In quella casa che era stata risistemata di recente e che ora ospitava lei, Dag, il padre e la madre di lui.
Nora non è la sorella di Dag. No. E' la sua sorellastra. 
Ha quattordici anni e dubita dell'amore dei suoi genitori adottivi. E' convinta che le loro manifestazioni d'amore siano una messinscena e che i sentimenti che provano, realmente, sono compassione per quell'orfanella. Devono averla presa con lei perchè faceva loro pena, non certo perchè l'amavano davvero.

Quando Nora inizia ad avvertire qualche cosa di strano attorno a lei, i dubbi sui suoi genitori adottivi sembrano aumentare tanto da farla sentire quasi un'estranea.
Ma è realmente così? O è la sua immaginazione e la sua solitudine che le stanno giocando un brutto tiro?

Quando quelle strane sensazioni che prova quando è sola in casa cominciano ad essere piuttosto frequenti Nora inizia un viaggio a ritroso nella storia di coloro che hanno abitato in quella casa, anni - parecchi - prima di loro. Verrà così a conoscenza di storie di solitudine, di abbandoni, di amore negato ma anche di rapporto molto forti tra le persone che sono vissute in quella casa anni prima. 
E farà la conoscenza di persone che la segneranno nel profondo e che le sono più vicine di quanto non possa pensare.

Quella narrata nel libro Il mistero di Agnes Cecilia (che fa parte della collana Il battello a vapore - Piemme" è un'emozionante avventura nel tempo. Nora si troverà a vivere situazioni molto particolari e a conoscere la storia di una famiglia a cui si renderà conto di essere molto vicina ed anche legata in modo indelebile.

A catturare la scena è una bambola di porcellana che sembra viva: è realizzata in modo così conforme ad un'immagine di bambina che a volte sembra viva. A seconda di come la luce si riflette su di lei sembra che il suo viso assuma espressioni differenti. Sembra voler dire qualche cosa  Nora. Ma come è possibile? Cosa le vuole dire? 

La protagonista della storia, Nora, vive un'avventura davvero emozionante e fa delle scoperte che le cambiano la vita: la sua è un'esistenza fatta di abbandoni anche se ora, dopo la morte dei suoi genitori, vive in una famiglia che l'ama (anche se lei non se ne rende conto). E verrà in contatto con altre storie di abbandoni. Storie che la toccheranno nel profondo proprio perchè lei sa perfettamente cosa voglia dire essere rifiutati dagli altri.

L'autrice propone parecchi dialoghi e la narrazione è fluida ed intrigante. E' un libro per giovani lettori, consigliato dai 12 anni, ma ammetto di essermi appassionata alla storia di questa bambina e di tutti i personaggi che incontra nella sua indagine a ritroso.
Emergono le paure, le ansie, le convinzioni, le ambizioni, le aspirazioni dei vari personaggi che arricchiscono la storia. Ed emerge la personalità di Nora: una ragazzina che si sente rifiutata e che è alla ricerca di qualche cosa che le manca. Lo sente. C'è qualche cosa che le manca e ne va alla ricerca.

E' una storia che cattura, che richiede anche attenzione per comprendere al meglio tutti i passaggi. E' una storia che commuove e che riscalda il cuore. 
L'autrice propone temi come la perdita dei genitori, l'affidamento a genitori adottivi, l'argomento legato alle ragazze-madri, il rapporto tra adolescenti, le prime pene d'amore ma, soprattutto, la voglia di conoscere, di sapere, di approfondire di una giovane che vuole capire cosa le sta accadendo attorno.

A Nora accade qualche cosa di magico, di inspiegabile, di soprannaturale. E non senza uno scopo. Tutt'altro. Non sono circostanze che le fanno paura ma che le indicano una precisa direzione da seguire.
Bella storia, bella avventura, non solo per ragazzi e che mi permette di partecipare alla terza tappa della Challenge Le Lgs sfidano i lettori, per l'obiettivo n. 5: un libro con un nome proprio femminile nel titolo.

domenica 28 dicembre 2014

Draculicchio e la Scuola dei Vampiri (R. Pavanello)

A me i vampiri non piacciono. 
Non piacciono libri che parlano di vampiri, film che abbiano a che fare con i vampiri annessi e connessi. 
E, onestamente, se posso tenere alla larga questo genere vampiresco dai miei figli il più possibile mi adopero per farlo soprattutto tenendo conto che, in particolare tra i giovani, questi esseri dai denti aguzzi piacciono davvero tanto.
Mi rendo conto, però, che non potrò certo fare per sempre da scudo ai miei figli circa ciò che a mio parere personale può essere evitato senza problemi per cui... ho voluto toccare con mano, o meglio, leggere in prima persona, una storia che parlasse di vampiri e che fosse pensata per bambini dell'età dei miei. Così, per togliermi una curiosità.
Ho scelto Draculicchio e la Scuola dei Vampiri, della collana Il Battello a Vapore, scritto da Roberto Pavanello e illustrato da Simone Frasca
Si tratta di un libro della serie arancio consigliata per lettori dai nove anni in su. Io sono abbastanza più in su... ma non fa niente! Ogni tanto mi piace fare una pausa dalle letture "da grandi" con libri per ragazzi e stavolta ho voluto davvero togliermi una curiosità.

La storia è anche avvincente - ovviamente considerando che si tratta di un libro per bambini di nove anni - oltre che divertente... i personaggi sono simpatici e c'è anche il lieto fine. Il protagonista della storia è Draculicchio, un piccolo vampiretto che si trova poco a suo agio nella scuola per vampiri che frequenta. E a nulla conta il fatto che sai il pronipote di una famosissima Contessa...

Ebbene, il piccolo vampiretto entra in contatto con dei bambini e... salverà loro la vita evitando che i suoi compagni di classe vampiretti come lui affondassero i loro canini nei loro colli candidi....

Sia chiaro, non ci sono elementi che possano mettere paura o, comunque, trasmettere qualche cosa diterrificante... questo no. Ma si parla pur sempre di vampiri che vivono di notte e che si cibano del sangue umano...

Libro scritto bene, a misura dei lettori per il quale è stato pensato ma... resto dell'idea che dei vampiri si possa fare tranquillamente a meno e che ci siano tantissimi altri libri e tantissime altre storie con personaggi più normali e che possano incuriosirli ed intrigarli.
Probabilmente è un mio pregiudizio da non amante dei vampiri... magari sarà anche un mio limite ma Draculicchio non mi ha affatto convinta ad offrirlo in lettura a mia figlia. Per il momento lei non ne è affatto attirata per cui il problema non si pone ma non farò certo niente affinchè cambi idea, anche se la storia è simpatica. 

Che ne so, proporre i vampiri come personaggi positivi, in storie per bambini piccoli, sarà un apripista per dei voraci lettori di storie di succhiasangue? Per non correre rischi, evito... 

Mi piacerebbe sapere cosa ne pensano altri genitori, di questa cosa... sento tanti pregiudizi nei confronti di Geronimo Stilton... che a me non sembra poi così deleterio per i bambini che amassero quel genere di letture... io, da parte mia, di pregiudizi ne ho nei confronti dei vampiri. 

Qualcuno ha voglia di farmi cambiare idea? 
***
Draculicchio e la SCuola dei Vampiri
Roberto Pavanello
Piemme Junior - Serie Arancio
7.50 euro

mercoledì 27 agosto 2014

Mago Merlino e la Spada della Luce (M.P. Osborne)

Dopo aver letto un libro che mi ha particolarmente toccata, nel corso dell'estate mi sono concessa anche una piccola puasa leggera leggera. Mi sono lasciata incuriosire da uno dei libri della serie La magica casa sull'albero che mia figlia ha messo in valigia, da leggere durante il nostro soggiorno in Emilia Romagna... Si tratta di Mago Merlino e la Spada della Luce
L'ho preso tra le mani in un momento di relax: avevo appena terminato di leggere il mio libro ed ero sprovvista di qualche cosa da leggere. Così, visto che in borsa c'era questo volumetto, ho iniziato a sbirciare e... alla fine l'ho letto tutto.
Rispetto ad altri della stessa collana si tratta di un'edizione speciale, con copertina rigid. La struttura è la stessa di tutti gli altri libri: Alex ed Annie sono due fratelli che, ogni volta che si trovano all'interno nella magica casa sull'albero, vivono delle strabilianti avventure. Questa volta hanno avuto un particolare incarico da Mago Merlino: ritrovare la Spada della Luce altrimenti sarebbe stata la fine.
I due fratelli hanno accettato l'incarico senza paura (o quasi) e nella loro avventura hanno incontrato diversi personaggi alquanto singolari. Trattandosi di un libro per ragazzi è scritto molto bene ed in modo molto scorrevole: ovviamente un adulto che lo volesse leggere dovrebbe necessariamente tenere conto di ciò.

Si tratta di una collana interessante, adatta per le prime letture "impegnative" che non siano quelle delle letture di base con poche pagine e caratteri enormi. 

A mia figlia questa collana è piaciuta talmente tanto che in occasione di una tappa in libreria ha chiesto alla libraia se ne avesse in vendita: ci è stato detto che si tratta di una collana vecchia che oramai va ad esaurimento e che è piuttosto sorpassata... Ci siamo consolate pensando che in biblioteca si trovano parecchi volumi e per curiosità sono andata a sbirciare on line: ho visto che nei siti più importanti di vendita di libri li si trova. Noi per ora abbiamo deciso di setacciare le biblioteche in cerca di tutti i volumi disponibili... poi vedremo...

In vacanza ha portato con se anche Un giorno con i pirati e vederla stesa al sole con il libro in mano, dopo qualche tuffo in piscina, mi ha fatto davvero piacere... Ovviamente è stata lei a fare tutto da sola: non si tratta di una lettura imposta dalle insegnanti, non si tratta di un libro proposto da me... Bella soddisfazione per una mamma che, come me, ama la lettura ed ha sempre fatto del tutto per trasmettere tale amore anche ai suoi figli. Anche l'ometto di casa ha portato in vacanza un libro ma... era talmente impegnato con il calcetto, i gonfiabili, i tuffi e il calciobalilla che come si metteva a leggere si addormentava!
Quasi dimenticavo: ho molto apprezzato anche l'appendice del libro che propone degli approfondimenti tematici collegati alla storia. In questo caso si tratta di mitologia marina ma sono anche presenti dei suggerimenti per realizzare degli abiti di carnevale a tema ed anche qualche ricettina ad hoc!

venerdì 25 luglio 2014

Un cavalierie prima dell'alba (M.P. Osborne) - Venerdì del libro

In città siamo pronti a fare un tuffo nel passato visto che questa sera inizia La città Medioevo: il Centro Storico è pronto a diventare un palcoscenico sotto le stelle per ospitare scene medievali con oltre mille personaggi pronti a vestire i panni di dame e cavalieri. Fino a domenica sera il centro cittadino si trasformerà, complice anche la struttura medievale che lo caratterizza, in un luogo d'altri tempi con le comari, gli armigeri, i prigionieri, gli orfanelli e tantissimi altri personaggi di un tempo che fu. 
A casa mia il medioevo è stato rievocato nei giorni scorsi da mia figlia che ha letto il libro Un cavaliere prima dell'alba, della collana La magica casa sull'albero de Il battello a vapore Piemme Junior
Non potevo non lasciarmene incuriosire e l'ho letto anche io. Ecco, dunque, che la nostra proposta per questo Venerdì del libro invita a fare un tuffo nel medioevo.

La storia narrata è quella di due fratelli che si trovano, magicamente, a vivere in prima persona le avventure di cui stavano leggendo in un libro. Magicamente, proprio così, vanno a finire dentro a quella storia ed i protagonisti non sono più, soltanto, quelli di cui il libro parla ma diventano protagonisti anche loro. Annie e Jack diventano, così, parte integrante di una storia di castelli, dame e cavalieri andando a finire in un periodo storico lontano ma carico di fascino e di mistero.
E' una storia avventurosa che è piaciuta molto a mia figlia tanto da indurla a chiedermi di procurarle - comprandoli o cercandoli in biblioteca - anche altri libri della stessa collana. Siamo andate alla ricerca di qualche indicazione on line ed abbiamo scoperto che Annie e Jack sono i protagonisti di tutti i libri della collana ma vanno a finire in epoche storiche diverse, in situazioni sempre molto particolari e si trovano a vivere un'avventura dopo l'altra. 

Ammetto che non conoscevo questa collana "avventurosa" e vista la reazione di mia figlia credo che d'ora in avanti avremo modo di approfondire questo genere.

Segnalo una interessante curiosità: nell'ultima parte del libro, a storia terminata, viene proposto un approfondimento tematico. Nel nostro caso si invita il lettore ad andare alla scoperta dei favolosi castelli medievali per conoscerne le caratteristiche e le peculiarità. C'è anche l'invito a realizzare un personalissimo castello con tanto di istruzioni e indicazione del materiale da usare.
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Un cavaliere prima dell'alba
Mary Pope Osborne
Piemme Junior - Il battello a vapore - collana La magica casa sull'albero
euro 6.90

lunedì 26 maggio 2014

Panfilo cane pittore (A. Traini)

Come non riconoscere il tratto di Agostino Traini? Abbiamo una certa familiarità con i suoi personaggi ed alcuni (seppur minori) li abbiamo ritrovati anche nel libro Panfilo, cane pittore della serie Arcobaleno Piemme Il Battello a vapore.

Di libri di queste serie ne abbiamo diversi: sono consigliati dai quattro anni ma ammetto che i miei bimbi li apprezzano ancora. Ne ho avuta prova in occasione della scelta per la lettura della buona notte di ieri sera: il piccoletto di casa ha scelto la storia di Panfilo, ascoltata con attenzione. Anzi, grazie ai caratteri adatti anche ai lettori in erba, anche lui è riuscito a leggere qualche pagina alternandosi a me e sua sorella. Infondo siamo alla fine della prima elementare per cui va disinvolto con la lettura... anche se va detto che a volte, quando i caratteri sono troppo piccoli, sbuffa un po' quando si tratta di leggere. Con lo STAMPATELLO è tutto più semplice e gradevole.

Panfilo è un cane molto particolare: usa la sua coda per dipingere fino a che... bhè, succede qualche cosa che gli fa cambiare abitudine. Resta un amante dei colori e della pittura ma... cambia strumento per dare vita alle sue creazioni. La storia è simpatica e vengono anche dispensate delle nozioni per capire come si mescolano i colori primari tra loro per dare vita a quelli secondari. In coda al libro vengono anche proposte delle attività che aiutano a capire i colori e stimolano la fantasia dei più piccoli.

Noi consigliamo la storia di Panfilo ai più piccoli, affinchè venga letta loro da mamma o da papà ma anche a coloro che sanno leggere da soli ed hanno tanta voglia di imparare e sperimentare, magari mettendo in pratica gli insegnamenti che arrivano da Panfilo in fatto di colori.
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Panfilo, cane pittore 
Agostino Traini
Piemme Junior - serie Arcobaleno - Il battello a vapore
euro 7.50
http://www.libri-stefania.blogspot.it/p/il-maggio-dei-libri.html

domenica 18 maggio 2014

I nonni di Valentina (A. Petrosino) e considerazioni sul sesso dei libri

Abbiamo conosciuto Valentina. E' una bambina davvero simpatica, con delle ciuffette bione, gode rosate ed una bella famiglia assieme alla quale vive tante avventure. L'abbiamo conosciuto per merito del piccoletto di casa che, in occasione di una delle ultime tappe in biblioteca, ha scelto un libro della serie Piccola Valentina (Il battello a vapore, Piemme Junior) scritto da Angelo Petrosino. Si tratta di una collana pensata per bambini dai cinqueanni in su. Il piccoletto di casa ha scelto I nonni di Valentina: i nonni invitano la loro nipotina a passare alcuni giorni a casa loro, in campagna. Lei non vede l'ora di andare nell'orto, di giocare con la gattina di casa e di esplorare il bosco assieme al nonno.
Nell'ultima di copertina vengono indicati tutti i titoli della collana e, a quanto pare, ne sono cinque. La storia di Valentina ci è piaciuta e credo che andremo alla ricerca anche delle altre avventure della serie.
E' una bambina allegra, curiosa, sorridente ed i suoi nonni sono figure estremamente positive: anch'essi sono rappresentanti sempre sorridenti e la bambina li adora. Ci siamo visti molto nella storia: anche i miei bimbi amano stare con i loro nonni che li stimolano in mille modi. Mentre, però, Valentina non li ha vicino casa, i nostri sono a due passi da noi per cui possiamo andare a trovarli più spesso di quanto non possa fare lei.

Il libro ha un copertina rigida, le illustrazioni sono molto graziose, colorate e capaci di trasmettere allegria e serenità. Alla fine della storia ci sono anche due pagine vuote su cui si possono incollare le foto dei nostri nonni... cioè, dei nonni dei piccoli lettori. In chiusura, viene proposta la biografica dell'autore e dell'illustratrice, Sara Not. 

Non si tratta di ultime uscite: noi abbiamo letto un'edizione del 2005. Non so dire se, negli ultimi anni, ai cinque titoli che sono indicati sull'ultima di copertina ne siano stati messi in circolazione altri. Ho provato a fare una ricerca in rete ma non ho trovato altro. 

La scelta di questo libro mi induce a fare una riflessione che ho già accennato in qualche altro post. Ma i libri hanno un sesso? Ci sono libri da bambino e da bambina? In qualche occasione mi sono trovata in libreria accanto a genitori intenti a scegliere libri con i loro figli e sentire frasi del tipo: "...ma questo è un libro per femmine" o, per contro "...ma dai ... questa è una storia da maschi!". Io non sono affatto d'accordo. Io credo che le storie siano storie, le letture siano letture punto e basta. Ognuno ha il diritto di veder stimolata la propria fantasia nel modo che più gli aggrada: e se mia figlia mi chiede di comprare libri che parlano di calcio o mio figlio preferisce Valentina a personaggi più maschili io non ho nulla in contrario... 
Io sono di questa idea anche per quanto riguarda i giochi ma mi è capitato spesso di "scontrarmi" (ovviamente non in senso fisico ma verbale) con mamme (o nonne) che, invece, proibivano ai propri figli di giocare con pentole e piattini se maschi, con macchinine o trattori se femmine. A casa mia non ci sono di queste limitazioni e non ce ne saranno mai.

Ps. nella foto è mia figlia che sta leggendo il libro da sola... Qualche minuto dopo, però, l'ha letto la mamma a tutti e due (ed il piccoletto è stato particolarmente attento anche perchè ha un'amichetta a lui molto cara che sia chiama Valentina) come lettura della buonanotte.
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I nonni di Valentina
Angelo Petrosino
Piemme Junior (collana Piccola Valentina - Il battello a vapore)
euro7.50
http://www.libri-stefania.blogspot.it/p/il-maggio-dei-libri.html

martedì 25 febbraio 2014

La scuola delle sorprese (M. Vago)

I bambini hanno tanta fantasia.
Talmente tanta che spesso si fa fatica a credere ciò che dicono, farcito com'è di particolari alquanto singolari. 
A volte, però, la loro fantasia li porta ad aggiungere i particolari giusti e ad assumere le espressioni più adatte per rendersi credibili anche quando raccontano una bugia.
Insomma, non è semplice capire quanto ci sia di vero in ciò che dicono sia nell'uno che nell'altro caso, soprattutto quando hanno la favella particolarmente sciolta e sono svegli quanto basta!

Nel leggere La scuola delle sorprese (Il battello a vapore) ci siamo trovati davanti ad una situazione che ci ha fatto riflettere proprio in merito a ciò: alla modalità utilizzata dai più piccoli per raccontare, a modo loro, la realtà. Abbiamo riflettuto anche sull'uso a volte eccessivo della fantasia da parte loro ed al rischio di non essere creduti quando si prende l'abitudine di gonfiare un po' i racconti e le esperienze con particolari un po' troppo esagerati.

Alice è una bambina che inizia a frequentare la scuola primaria e si trova a vivere delle meravigliose avventure in classe. Quando, a casa, mamma, papà e nonni le chiedono conto di come sia andata la mattinata lei racconta di fantastiche avventure, talmente fantastiche che... si fa fatica a crederle. Lei è talmente entusiasta che verrebbe da pensare che sia tutto vero ma... un leone in classe? Un ranocchio che si trasforma in principe? Una strega sulla scopa? Un clown che insegna a contare? 
Quanto può esserci di vero in tutto ciò? Eppure lei è così entusiasta nei suo racconti... ma un leone in classe, com'è possibile?
Il racconto è molto carino, la bambina narra giorno per giorno ciò che le accade e sul finale c'è anche una bella sorpresa per mamma e papà... a noi è servito anche per chiacchierare degli argomenti di cui accennavo sopra.
Le illustrazioni sono della nostra amica Lucia Salemi!!! Il libro lo abbiamo letto nel momento della buonanotte, prima di andare a nanna. L'ho letto io a voce alta anche se potrebbe essere letto tranquillamente da giovani lettori in erba.
Ci siamo confrontati, abbiamo discusso e... spero che tutto ciò si stato utile... Vedremo!

Bhè, giusto per rendere l'idea, vorrei condividere quanto accaduto non molto tempo fa. Aveva nevicato e il piccoletto di casa, di poco più di sei anni, ha raccontato a mia madre che quando siamo usciti da casa, con gli scarponi, sciarpe e cappelli, sotto alla fermata dell'autobus c'era una signora tutta infreddolita che chiedeva la carità e noi siamo tornati in casa per portarle qualche cosa che le fosse di sollievo. Mia madre me l'ha raccontato convinta che fosse vero e, quando le ho detto che non era così ma che era tutta fantasia, mi ha detto che il piccoletto era stato talmente credibile, il suo racconto era talmente ricco di particolari e la sua espressione talmente dolce che... ci era caduta con tutte le scarpe. 

Per carità, sono più che contenta del lessico di mio figlio e della sua abilità di mettere insieme realtà e fantasia per farne qualche cosa di credibile ma... inizia ad avere un'età in cui i racconti troppo fantasiosi non sono poi così opportuni soprattutto quando racconta quel che succede a scuola, magari discolpandosi per aver fatto un dispettuccio ad un compagno ed incolpando altri. Ovviamente non lo fa con "cattiveria".... ma cerco comunque di fargli capire che non va bene....

Capita solo qui da noi?
*** 
La scuola delle sorprese 
Maria Vago
Piemme Junior - Il battello a vapore
6.90 euro.

mercoledì 27 aprile 2011

La principessa numero Due (Hiawyn Oram)



Mi par di capire che ci siano dei regni in cui l'abitudine di dare nomi numerici ai principi e alle principesse sia piuttosto comune. Almeno nelle fiabe.
Dopo aver letto "Il principe Zero" è stata la volta de "La principessa numero Due", sempre della collana Il battello a vapore, serie Arcobaleno. Si tratta di una storia di Hiawyn Oram, tradotta Valeria Caprioglio con illustrazioni di Tony Ross.
La storia narra della gelosia di una principessa per sua sorella. La principessa numero Due è gelosa della sua sorella maggiore, la principessa numero Uno. Gelosa al punto tale da cercare qualcuno o qualcosa che la possa definitivamente eliminare. Eliminare fisicamente: è questo il pensiero che la perseguita e che le fa pensare che solo in questo modo potrà essere sempre e solo lei l'unica e sola principessa numero uno.

Il libro è edito da Piemme Junior e l'ho trovato nella libreria del mio supermercato di fiducia con uno sconto del 15% sul prezzo di copertina che è di 7.50 euro. Si tratta della sesta edizione e va ad arricchire la nostra libreria, assieme ad altri tre o quattro libri di questa stessa collana. A differenza degli altri i concetti espressi sono un po' più difficili. Il mio bimbo è rimasto sbalordito nel sentire che la principessa numero Uno cercava qualcuno che potesse cucinare in padella o nella crostata la sua sorellina. "Ma non si fa!", mi ha detto. Ovviamente per lui, che non ha ancora quattro anni, non è stato facile capire il paradosso che veniva illustrato per dare corpo ai sentimenti della bambina gelosa di sua sorella. Ho dovuto aiutarlo a capire, ha avuto bisogno di qualche spiegazione...
Ah, dimenticavo. Ma alla fine l'avrà eliminata la sua ingombrante sorellina? Lascio ai lettori la curiosità di scoprire come va a finire la storia e come viene affrontato e risolto il problema, con l'aiuto di mamma e papà che poi sono la regina ed il re. Malgrado le premesse a suo modo cruente viste le intenzioni della principessa uno, alla fine si ha un insegnamento molto bello...
Le illustrazioni sulle prime non hanno molto entusiasmato i miei bimbi (che spesso scelgono i libri da leggere sulla scia che l'effetto della copertina fa su di loro) ma abbiamo comunque voluto leggere la storia e l'abbiamo apprezzata.
Così come abbiamo apprezzato le pagine finali del libro nelle quali vengono proposti dei giochi: un labirinto, coppie di immagini da mettere in ordine di grandezza e altri giochi di questo tipo. Mentre nei libri che prendiamo in biblioteca non possiamo mai fare i giochini delle ultime pagine, stavolta il libro è nostro ed abbiamo potuto usare la matita!
La serie Arcobaleno de Il battello a vapore ci piace proprio.
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La principessa numero Due
Hiawyn Oram
Il battello a vapore - Serie Arcobaleno
Piemme Junior
7.50 euro

martedì 26 aprile 2011

Il principe Zero (Alberto Melis)

In occasione della Pasqua ho pensato bene di sostituire le uova di cioccolato (che pure sono arrivate in abbondanza) con dei libri per i miei figli. Uno dei libri che ho comprato per loro è stato Il principe Zero di Alberto Melis, della collana Il Battello a Vapore, serie Arcobaleno.
Si tratta di una serie indicata per bambini dai cinque anni ma lo ha molto apprezzato anche il mio bimbo che di anni non ne ha ancora quattro.
Costa 6.90 euro ma io l'ho trovato nella libreria del mio supermercato di fiducia con uno sconto del 15%: credo che non sia una recente edizione visto che ho trovato altri libri della serie Arcobaleno ma con elementi grafici diversi da quello del nostro principe ed anche venduti ad un prezzo più alto. Ne ho dedotto che il nostro libro fosse di una edizione precedente.
Edito da Piemme Junior, non è il primo libro di questa collana che arriva in casa nostra. E' di un formato molto agevole per le manine dei più piccoli, molto colorato, con illustrazioni graziose (di Barbara Bongini) e che aiutano i bambini a seguire la mamma che legge la storia. Una storia simpatica che aiuta i piccoli a prendere familiarità con i numeri ed anche a divertirsi con loro. Eh si, perché oltre alla storia del Principe Zero che è molto più magro dei suoi fratelli per un motivo che ben presto verrà scoperto dal Re, suo padre, alla fine del libro sono presenti quattro pagine di giochi che piacciono molto ai miei bimbi.
Sono proposti dei semplici giochi in tema "numerico". Così, oltre ad ascoltare con interesse la storia del principe - complice anche la mamma che con la sua lettura cerca di movimentare un po' le parole per catturare l'attenzione dei piccoli lettori di casa - ci si diverte anche a giocare con i numeri ed è anche un buon modo per iniziare ad introdurre altri giochi numerici che, nel momento in cui i bimbi reagiscono con entusiasmo ad una lettura di questo tipo, scattano in automatico.
La collana Il battello a Vapore per me è stata una piacevole scoperta quando mi sono resa conto che venivano proposte letture anche per i più piccoli proprio nella Serie Arcobaleno.
E' una lettura che consiglio anche per bambini più piccoli di cinque anni ed è indispensabile l'aiuto di mamma e papà in veste di lettori.
Le pagine non sono sottilissime ma sono pur sempre pagine di un libro per cui i bimbi devono essere educati a rispettare il libro come qualche cosa di prezioso, da non mordicchiare, da non strappare e non pasticciare con pennarelli e matite. In questo è fondamentale il ruolo dei genitori.
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Il principe Zero
Alberto Melis
Il battello a vapore - serie Arcobaleno
Piemme Junior
6.90 euro

venerdì 25 marzo 2011

Mamma nastrino. Papà luna (Emanuela Nava) - Venerdì del libro

Storie di mamme e di papà. Storie di bambini. Storie di genitori e di figli. Piccole storie di un grane amore: quello che lega la mamma ed il papà ai propri figli, sempre e comunque.


Questa settimana vorrei partecipare all'iniziativa di HomaMadeMamma per il Venerdì del libro con Mamma nastrino. Papà Luna. Si tratta di un libro della collana Il battello a vapore, serie Arcobaleno, indicata per bambini dai quattro anni in su.
Si tratta di un libro che contiene due storie, entrambe concepite per parlare ai bambini in modo tenero e chiaro del rapporto tra genitori e figli. Ed è un libro particolare visto che le due storie - la prima è Mamma nastrino, la seconda Papà luna - sono proposte nei due diversi lati del libro. Per leggere la storia di Papà luna il libro va capovolto. Quando l'ho comprato non ci avevo fatto caso: mi era piaciuta la copertina e, visto che i libri della serie Arcobaleno de Il Battello a vapore mi sembrano molto adatti per bambini dell'età dei miei, l'ho preso senza pensarci. Tra l'altro l'ho trovato in un supermercato ad un prezzo scontato -15% sul prezzo di listino che è di 7.50 euro. La mia bimba, una volta avuto il libro tra le mani, mi ha detto: "...mamma, si sono sbagliati! Hanno stampato metà libro al contrario!!!".
Le due storie sono molto tenere. Narrano del legame speciale che c'è tra una mamma e il suo bambino, tra un papà e la sua bambina. Un legame intenso e forte anche quando sono fisicamente lontani. Eh si. Non è facile spiegare ad un bambino che mamma e papà gli sono sempre accanto anche quando lontani: la mamma ha un nastrino che parte dal suo cuore e arriva fino al cuore della sua bambina. Invisibile, elastico, resistentissimo. Il papà racconta ogni sera una storia alla sua bambina prima di andare a dormire anche se è dall'altro capo del mondo: parla con la luna, racconta a lei la storia e la luna vola dalla bambina per riferire la storia del suo papà.
Storie tenere ed intense che si adattano a tutti, non solo ai bambini perchè siamo tutti figli e figlie e tutti abbiamo un papà e una mamma più o meno lontani da noi, ma che sentiamo sempre vicini in modo intenso e vivo.
Graziose le illustrazioni che accompagnano la storia. Sono di Desideria Guicciardini mentre i testi sono di Emanuela Nava: entrambe si presentano, in coda al libro, parlando direttamente ai bambini ed offrono la loro storia per farsi conoscere meglio.
Al termine del libro ci sono anche dei giochi, delle attività, che completano il divertimento.
Un libro che consiglio e che ha intenerito anche me.
Ora ogni mattina, prima di salutarci, io e i miei bimbi controlliamo che il nostro nastrino sia ben stretto. E lui è sempre lì, al suo posto, da cuore a cuore.
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Mamma nastrino. Papà luna
Emanuela Nava
Piemme Junior
7.50 euro

mercoledì 16 febbraio 2011

Dove si nascondono i bambini? (Emanuela Nava)

La curiosità dei bambini non ha confini, proprio come la loro fantasia. E l'argomento "nascita" è uno di quelli che più li incuriosisce. Almeno ai miei. Più volte mi hanno chiesto cosa ci fosse nella pancia di quella signora che incontriamo spesso al supermercato, più volte si sono soffermati su libri che avevamo in casa e che parlavano di nascita, con tanto di illustrazioni. Basta pensare al fascino che ha esercitato su di loro il libro "Lo sai come nascono i bambini", soprattutto sulla mia bimba. Ma la curiosità va oltre le spiegazioni che abbiamo dato loro e mi hanno chiesto più volte dove fossero i bambini prima di nascere. Così, quando mi sono imbattuta nel libro "Dove si nascondono i bambini", della Serie Arcobaleno della collana Il Battello a vapore ho pensato che potesse fare al caso nostro.
Si tratta di un libro ricco di immagini piuttosto che di testi e la spiegazione che viene fornita, a differenza dell'altro libro che parla della nascita, fornisce spiegazioni fantasiose che, a dire il vero, hanno convinto poco la mia bambina. L'idea che prima di nascere, per citare un esempio, i bambini si nascondano in Lapponia o nelle uova di cioccolato le ha fatto storcere il naso.
Io ho cercato di trovare una spiegazione plausibile davanti alla sua perplessità dicendole che quanto mamma e papà desiderano avere un bambino, è tanto e tale il loro amore che il pensiero del loro bambino si riflette in tutto ciò che hanno accanto. Ma non si è convinta più di tanto.


A prescindere dalla reazione della mia bimba, che a cinque anni inizia a chiedere spiegazioni plausibili per i suoi interrogativi, il libro è simpatico. Le illustrazioni - di Desideria Guicciardini - propongono spunti che arrivano da altre etnie e questa cosa mi è molto piaciuta. Illustrazioni che ben si sposano con i brevi testi - di Emanuela Nava - che invitano i bambini a fare dei lunghi voli con la fantasia per poi riportare ad un concetto di fondo: un bambino nasce dal cuore di papà e dalla pancia della mamma... Anche se io aggiungerei che i bambini nascono dal cuore di mamma e papà, oltre che dalla pancia della mamma. Mi sembra più... giusto!
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Dove si nascondono i bambini?
Emanuela Nava
Il battello a vapore - Serie Arcobaleno - PIEMME Junior
6.90 euro

venerdì 28 gennaio 2011

Il fantastico viaggio del Signor Acqua (Agostino Traini)

Lo avevamo incontrato in altri libri di Agostino Traini, accanto ad altri protagonisti. Questa volta invece al centro della scena c'è proprio lui: il Signor Acqua. E' il protagonista di un libro della Serie Arcobaleno + 4 (indicata per bambini dai quattro anni in su) della collana Il battello a vapore edita da PIEMME Junior.
L'ho trovato in promozione nel supermercato in cui mi servo più di frequente e l'ho preso per il piccoletto di casa, da infilare nella calza della befana.

Ricordavo che questo personaggio gli era molto piaciuto in altre letture e visto che la tematica mi sembrava interessante ed educativa, non ci ho pensato più di tanto e l'ho preso. Si tratta di una pubblicazione molto colorata che parla della natura, del ciclo dell'acqua. Lo fa in modo simpatico: il Signor Acqua, al mare, conosce una famiglia di turisti e si diverte con i due bambini che ogni giorno fanno il bagno con lui. Finisce la stagione estiva ed i suoi amici se ne vanno. Reso triste da questa vicenda, il Signor Acqua, trasformatosi in nuvola, va alla ricerca dei suoi amici e durante il suo lungo viaggio diventerà pioggia, poi neve e finirà nel letto di un fiume per poi disperdrsi nei rubinetti dell'acqua potabile.

Una storia simpatica, utile strumento per insegnare ai più piccoli le regole fondamentali del ciclo dell'acqua. Correlato da immagini proposte a tutta pagina con soggetti molto simpatici e particolari che mettono in evidenza, ad esempio, i fondali marini, le falde acquifere e così via, il libro si legge con piacere. Oltre all'aspetto educativo, dunque, non va dimenticato l'aspetto ludico ed il piacere della lettura assieme a mamma o a papà.
In coda al libro sono proposti anche dei giochi e dei fumetti nei quali Agostino Traini si presenta in modo simpatico e a misura di bambino.

Un libro che consiglio e che trovo molto adatto anche nelle scuole, utile strumento educativo nel parlare dell'acqua e della natura.
Un piccolo appunto: la mia bambina, che ha letto più volte il libro con me ed il piccoletto di casa, ha fatto una precisa obiezione. "Ma perchè se l'acqua è femminile, il Signor Acqua non è una Signora Acqua?". Obiezione pertinente, non credete?
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Il fantastico viaggio del Signor Acqua
Agostino Traini
Il Battello a vapore serie Arcobaleno - PIEMME Junior
7.50 euro

venerdì 7 gennaio 2011

Dall'ape alla zucca (Maria Vago)

Nelle calze che la Befana ha portato ai miei bimbi non sono mancati libri. E nemmeno in quelle che la Befana (ergo la sottoscritta) ha preparato per i suoi nipotini: libri di diverso tipo, adatti all'età di ognuno. Per il mio nipotino Nicolas, che ha l'età della mia bimba (un paio di mesi in meno) ho scelto un libro della serie Arcobaleno della collana Il Battello a Vapore edito da Piemme Junior. Si tratta di un libro che insegna in modo giocoso le lettere dell'alfabeto e si intitola Dall'Ape alla Zucca.
Ho trovato diversi libri di questa collana nel reparto libri del supermercato che frequento abitualmente e ne ho presi anche per i miei bimbi, diversi l'uno dall'altro, anche da quello del nostro cuginetto. Erano in sconto per cui rispetto al prezzo di copertina (7.50 euro) alla cassa ho pagato qualcosina meno anche se non ho fatto caso di preciso a quanto ammontasse lo sconto. Se non erro al 15% o giù di lì.

Dall'Ape alla Zucca è un libro strutturato con pagine che propongono dei disegni molto colorati e tematici, relativi alla letterina di riferimento. Non viene raccontata una storia ma in ogni pagina vengono proposte delle filastrocche che contengono diverse parole che iniziano per la letterina di riferimento. L'ordine seguito è quello dell'alfabeto ed i disegni propongono una delle parole proposte, le altre non compaiono nelle immagini tranne che per qualche eccezione (come ad esempio gli uccellini che portano nel loro becco un grappolo d'uva, ovviamente per la lettera u).

Il libro di Nicolas e quelli per i miei bimbi sono stati i miei primi acquisti in assoluto della collana Il Battello a Vapore: non sono molto grandi nelle dimensioni ed hanno le pagine in carta piuttosto spessa e ruvida a differenza di quanto non abbiamo trovato fino ad ora in libri di altre collane con pagine lucide. I colori delle immagini perdono un po', a dire il vero, ma è come se si avesse la differenza tra un disegno colorato con i pastelli ed uno con i pennarelli. L'effetto colore c'è comunque ma in una diversa intensità.

E' un libro che consiglio per bimbi che iniziano ad avere una certa familiarità con le lettere ma non solo: anche il piccoletto di casa, che ha tre anni e mezzo, ha molto gradito le filastrocche ed ha seguito la lettura anche grazie alle immagini.
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Dall'Ape alla Zucca
Maria Vago
Il battello a vapore - Piemme Junior
7.50 euro