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domenica 13 marzo 2022

Wings (V. Ferraro)

Un progetto originale, quello della Red Oak Manor Collection di cui Wings è il primo volume. 

Si tratta di dieci libri, tutti autoconclusivi, che danno vita ad una serie scritta da autrici diverse e che, potenzialmente, possono essere letti indipendentemente gli uni dagli altri.

Io ho iniziato dal principio, dal primo della serie e devo dire che leggere la storia di June e Jace non mi è dispiaciuto affatto. Partendo dal presupposto che non amo particolarmente i romance, mi sono trovata tra le mani una storia d'amore che parte da lontano e che viene raccontata con degli sbalzi temporali che rendono alla perfezione l'idea di quanto un amore possa resistere al passare del tempo e alle varie vicissitudini che i due innamorati possono affrontare stando lontani, convinti di essersi persi.

In breve, lei è una ragazzina cresciuta in un orfanotrofio. Lui è il nipote del ricco proprietario. Bellissimo lui, altrettanto bella lei. Si conoscono da bambini tra le mura di quel posto che per lei è casa, si perdono e si ritrovano legati da una passione incontrollabile e forse più grande di loro visto che hanno rispettivamente 15 e 17 anni. Una passione destinata ad essere troncata di netto visto che lui non può restare e lei non se ne può andare. Le loro vite si legheranno a doppio filo, volenti o nolenti. E ben presto un sentimento tanto profondo, seppur giovanile, tornerà a chiedere il conto.

Può un amore adolescenziale legare profondamente due anime? A questo interrogativo l'autrice risponde con chiarezza e non risparmia anche momenti intimi con tanto di descrizioni dettagliate di ciò che accade. Se solo penso che ho una figlia dell'età della protagonista, immaginare quelle scene mi ha fatto davvero drizzare i capelli in testa! Ma siamo nel 2022 per cui...

Tornando al libro, da non amante di questo genere avevo subito immaginato che sarebbero state queste parti a darmi più fastidio di tutto il resto (non perché voglia fare la pudìca ma perché sono sempre più convinta che un bravo autore riesca a trasmettere la passione, la tensione erotica tra due innamorati senza dover necessariamente esagerare con i particolari, soprattutto pensando che libri di questo tipo possano finire tra le mani di lettori piuttosto giovani) invece... Invece ciò che mi ha infastidita maggiormente della storia - che seppur con un finale facilmente immaginabile - mi ha coinvolta, sono state le eccessive elucubrazioni mentali di lui così come di lei sul loro legame. Ho trovato concetti ripetuti più e più volte e credo che questo poteva essere evitato. Per il resto, una bella storia d'amore - che non necessariamente per essere tale deve essere tutta rose e fiori - con personaggi ben strutturati (più lui che lei) anche se con un epilogo scontato.

Un buon libro d'evasione, una favola moderna che mi ha fatto sognare un po' e che, in questo periodo, ci voleva per staccare con le tante brutture che vediamo e sentiamo attorno a noi.

Non so se cercherò gli altri volumi... magari più avanti. Però ammetto che il progetto è interessante ed originale e sono curiosa di capire come le altre autrici abbiano fatto la loro parte.
***
Wings
Valentina Ferraro
‎ Independently published
458 pagine
13.90 euro copertina flessibile, 18.90 copertina rigida, Kindle Unlimited

giovedì 8 luglio 2021

Tutta colpa del mare (e anche un po' di un mojito) - (C. Parenti)

È difficile per me recensire Tutta colpa del mare (e anche un po' di mojito). Non perché sia un libro difficile, tutto il contrario. È un libro d'intrattenimento che si legge in fretta. 

Per me è difficile perché non è un genere che amo e non riesco a mettermi nei panni di chi, invece, ama storie d'amore, romanticismo bla bla bla... ma non è nemmeno per questo che mi sento critica.

 L'autrice scrive in modo chiaro e scorrevole, intrattiene il lettore con una storia che fa sospirare. 

Un passato che torna a bussare alla porta, un amore adolescenziale mai dimenticato, la necessità di ritrovare se' stessi e dare una dimensione reale alla propria vita, il sacrificio d'amore, l'amore... Ci sta e mi piace anche l'idea che la protagonista decida di prendere in mano la propria vita, gettare la maschera che ha indossato anni prima e vivere appieno le proprie emozioni. Mi piace anche l'idea di un amore che è resistito alla lontananza ed al passare del tempo. Tutto molto bello e molto romantico.

Non mi piace, però, il messaggio che passa: che ci si debba stordire con superalcolici per potersi ritrovare, per affrontare con coraggio scelte difficili, per scrollarsi di dosso un presente che è diventato troppo stretto. Non mi piace che si trasmetta l'idea che sono gli alcolici a dare il coraggio di fare determinate scelte, tutto qui. E mi spiace dirlo, sarò pure antica, ma non sono d'accordo con l'idea che divertimento ed alcolici debbano andare necessariamente a braccetto. Aiuteranno a sciogliere un po' i freni ma non mi piace comunque che passi un messaggio di questo tipo. Non me ne voglia l'autrice, non me ne vogliano le sue estimatrici ma io non metto in discussione la scrittura... è proprio questa cosa che mi ha disturbata.

È tutto molto amplificato: l'ostentazione della ricchezza, il minimizzare le conseguenze delle proprie azioni, i comportamenti coraggiosi tenuti durante il black out di quella serata (black out mentale perché pare che al mattino nessuno ricordi nulla di quanto accaduto)...

La parte più piacevole, essendo la narrazione proposta su due piani temporali, è quella del racconto dell'amore adolescenziale. Anche lì tutto molto amplificato, ma ci sta... quando sono degli adolescenti a fare i conti con il primo, grande amore, ci sta. L'idea che sia l'amore per la vita, il voler lasciare tutto insieme, l'intensità di un sentimento nato poche settimane prima, le emozioni capaci di stravolgere: ci sta tutto. A 15 anni, però. 

Che a 30 anni debba essere un uso smodato di alcol nell'arco di una notte la strada per mettersi in discussione - e che soprattutto passi l'idea che in questo modo è tutto più facile - non mi è piaciuto.

È un mio limite mentale, lo so. Però la penso così.
***
Tutta colpa del mare (e anche un po' di un mojito)
Chiara Parenti
BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
pag. 319
10.00 euro copertina flessibile, 2.99 Kindle

lunedì 31 maggio 2021

Il Segno della Fenice (E. M. Ruggiero)

 

Possono due paure annullarsi tra loro? 

Se lo chiede in copertina Eliana Matania Ruggiero autrice del libro Il Segno della Fenice che viene definito con estrema chiarezza A gay romance.

Io non amo i romance, siano essi gay oppure no, perché - l'ho detto più volte e mi scuso con chi mi considerasse ripetitiva - spesso sono storie superficiali, melense e cariche di dettagli erotici che non mi piacciono affatto. Questa volta devo ammettere che la lettura è scivolata via senza problemi.

I protagonisti sono Marco e Leo

Marco ha 19 anni e soffre di agorafobia. Ha paura di stare tra la gente, rifiuta ogni contatto fisico, vive nel suo ordine ed ha le sue manie. Fa il grafico di professione ma lavora sostanzialmente da casa.

Leo è il suo capo, il titolare dell'agenzia per cui lavora: un uomo maturo segnato da un dolore che lo ha toccato nel profondo. Si tratta della perdita, 23 anni prima, dell'uomo che amava ed al quale ha giurato, sul letto di morte, amore eterno.  Leo è un uomo libero da ogni vincolo: si gode la vita stando alla larga da legami di ogni genere.

Quando si trova faccia a faccia con Marco e con le sue fobie qualche cosa in lui cambierà. Viene spinto verso quel ragazzo non solo da un'attrazione fisica ma da un senso di protezione che aveva dimenticato. 

Per motivi di lavoro i due si troveranno a stretto, strettissimo contatto e ciò provocherà delle conseguenze per entrambi.

Marco perde ogni punto fermo, vede minacciato il suo equilibrio e, anche se Leo cerca di rispettare le sue regole, sarà costretto ad uscire dal guscio che si è cucito addosso anni prima quando, a seguito di un incidente stradale, ha perso entrambi i genitori. Da allora è iniziata la sua solitudine, la sua malattia.

Leo non riesce a tenere più fede alla promessa fatta al suo ex compagno: Marco lo conquista contro ogni aspettativa e tra i due nasce un legame che entrambi cercano di respingere, all'inizio, ma che maturerà piuttosto in fretta.

Non è semplice per nessuno dei due. Eppure c'è qualche cosa di più forte che li avvicina, più forte delle rispettive paure.

L'aspetto che ho gradito meno è stato quello legato alla malattia di Marco: un problema serio come il suo, per il quale nulla hanno potuto gli specialisti che l'hanno avuto in cura, sembra scomparire in un attimo davanti alle accortezze di un uomo che non sapeva nulla di tale malattia e che si è informato in rete. Fosse davvero così facile!!!

Veloce, tutto accade in modo molto veloce. Le barriere che cadono tra i due sembrano fatte di pastafrolla, in modo poco verosimile  secondo il mio parere. Ma è un romanzo di fantasia, un'invenzione e come tale va trattato. Per cui ci sta il colpo di fulmine, ci sta l'influenza positiva dell'uno dei confronti dell'altro così, ci stanno anche i momenti di intimità che non mi hanno per niente infastidita. Non solo non appesantiscono la storia ma trasmettono tutta la tenerezza che una coppia innamorata fa affiorare pian piano, così come pian piano Leo e Marco assumono consapevolezza di ciò che sta accadendo.

Ho anche apprezzato la presenza di un terzo personaggio che risponde al nome di Aldo: è un amico di Leo eccentrico, anche lui omosessuale ma senza un compagno. Aldo dimostra di essere un amico attento e premuroso e mi è piaciuto trovare, alla fine del libro, un capitolo a lui dedicato come assaggio di un romanzo che lo avrò come protagonista. Quasi quasi lo cerco!

Lettura di svago senza troppe pretese, scorrevole e, seppur con le osservazioni fatte sopra, gradevole.

Ps. è un mondo completamente maschile. Tranne la mamma di Marco che viene nominata per dare conto della sua morte non compaiono donne... peccato! Nella realtà il mondo non è fatto di soli uomini.
***
Il Segno della Fenice
Eliana Matania Ruggiero
Independently published
228 pagine
9.50 copertina flessibile - Kindle Unlimited

domenica 30 maggio 2021

Unfit vol. 1 - Rachel: amori di tre ragazze impresentabili (Miss Black)

Che si tratta del primo volume di una serie lo si comprende subito dal titolo e se ne ha la conferma in chiusura quando la scena viene rubata da una protagonista che, fino a qualche pagina prima, è rimasta in secondo piano.

Nel momento in cui Rachel, la maggiore delle sorelle Vassemer, lascia la scena a sua sorella Fortune, è chiaro su quali binari proseguirà la narrazione nel volume successivo.

Innanzitutto devo dire che ho apprezzato la presentazione iniziale dei personaggi.

Il racconto si snoda tra diverse residenze e con parecchi personaggi che hanno, ognuno, il suo titolo che ne indica il lignaggio. Ottima idea quella di fornire una panoramica iniziale, un prezioso aiuto per avere un'idea di chi siano gli uni e gli altri, soprattutto all'inizio quando si ha poca familiarità con loro. Ottima idea quella di non indicare solo i rispettivi nomi ma anche le età e i ruoli (visto che vengono citati anche istitutori, governanti, maggiordomi).

Le tre Vassemer - oltre a Rachel (33 anni) e Fortune (19 anni) abbiamo anche Vera (22 anni) - figlie dello stesso padre ma solo Rachel della sua prima moglie Clara, si trovano improvvisamente sole e senza una casa in cui abitare a seguito di un improvviso crollo di quelle mura che le hanno viste crescere. Sotto le macerie resta vittima anche il loro amato padre e per le tre ragazze si apre una nuova fase di vita visto che vengono assegnate a tre tutori. 

Rachel viene assegnata a Lord Julian Acton, Marchese di Northdall, un vedovo con due figli poco più che adolescenti, un enigmatico domestico indiano e la grande passione per i cavalli. Questa sarà l'avventura che terrà i lettori sulle spine chiedendosi, costantemente, cosa possa combinare quella ragazza sempre più destinata a restare zitella in un ambiente nuovo, con persone che la conoscono poco e che non hanno mai avuto a che fare con la sua bizzarria. Eh sì, perché lo sanno tutti che Vassember sono persone piuttosto bizzarre, eccentriche ed anticonvenzionali ma cosa voglia dire, questo, nella pratica, solo ora Lord Julian lo scoprirà!

Ciò che più mi è piaciuto è l'ironia ed il senso dell'umorismo che si respirano nell'aria tra Lord Julian e Rachel: riescono a raggiungere un equilibrio molto particolare che si basa sul rispetto della reciproca personalità. Questo vuol dire che Lord Northdall si troverà a fare i conti con una gentildonna molto sui generis e, soprattutto, con le sue aspettative di vita che non contemplano balli di gala, fare la calza e stare accanto al focolare. Rachel ha le idee chiare: ama l'astronomia, proprio come suo padre, e le interessa poco altro.

Anche le sue sorelle sono piuttosto particolari, l'una impegnata a scrivere e l'altra a lottare per raggiungere l'obiettivo di avere il diritto di voto al pari degli uomini: non vanno dietro alla dote, ai gentili cavalieri e ai matrimoni di convenienza. Ma sono Vassemer anche loro e non potrebbe essere altrimenti!

Quanto all'avventura di Rachel... sarebbe uno spoiler piuttosto scorretto perché è tutta lì la sorpresa. Posso dire che viene descritta un'epoca, quella vittoriana, che fa sognare ma anche riflettere su cosa ci si aspettava dalle ragazze, su quali fossero i loro ruoli all'interno della società e di quanto fosse facile essere considerate eccentriche se solo si avesse un'idea leggermente diversa da quella del sentire comune.

Non mancano momenti di erotismo che non ci stanno affatto male nel complesso della storia ma ciò che ho gradito di più, nel corso della narrazione, è stato quel modo così particolare di affrontare la vita che le Vassemer hanno sicuramente ereditato dal loro padre. Ho sorriso, mi sono arrabbiata per poi sorridere ancora. 

Il romance non è un genere che amo, l'ho detto tante volte, ma da lettrice onnivora quale sono non mi nego nulla e devo dire che questa lettura è stata piacevole. Sono curiosa di sapere cosa combineranno le altre due sorelle e mi toccherà aspettare i seguiti.
***
Unfit vol.1 - Rachel: amori di tre ragazze impresentabili
Miss Black
Little Back Tales
400 pagine
14.99 copertina flessibile, 2.99 Kindle

martedì 30 marzo 2021

L'amore che mi porta a te (C. Bruni)

Il romance non è un genere che amo. O meglio, leggo volentieri storie d'amore, ogni tanto, ma non quando sono superficiali, melense e che si basano esclusivamente (o quasi) su descrizioni di incontri intimi tra i protagonisti. 

Con L'amore che mi porta a te - primo volume della serie Le distanze dell'amore) mi sono trovata tra le mani una storia d'amore, è vero, ma anche una storia di paura, di sofferenza, di coraggio, di speranza. Vengono descritte scene intime ma in modo discreto e al momento giusto, peraltro con una scrittura scorrevole, ricca di dettagli dal punto di vista descrittivo e non banale.

Non ho problemi ad ammettere che si tratta di un romance di cui leggerei volentieri il seguito anche se la storia dei protagonisti può essere considerata autoconclusiva anche leggendo questo solo volume.

Quella raccontata è la storia di due anime tormentate che si incontrano. Accade tutto molto velocemente, a dire il vero: questa è la prima cosa che ho pensato. Come se fosse una favola destinata ad avere per forza un lieto fine, per come impostata. Mi è sembrato tutto troppo bello e troppo semplice per essere interessante, all'inizio. Poi, però, mi sono ricreduta perché sia Juliette che Damian - i due protagonisti principali - hanno una storia da raccontare che travalica il loro presente. Portano entrambi il peso di storie passate che, però, li hanno segnati profondamente sia dal punto di vista psicologico che fisico e  per entrambi non sono ancora capitoli definitivamente chiusi. 

Entrambi hanno subito delle violenze suppur in modi e per motivi differenti. E se, da una parte, lei è sempre vissuta nell'ombra di una famiglia che ha fatto di tutto per ridurre ai minimi termini la sua esistenza, dall'altra lui è stato vittima di un rapimento e di violenza inferta anche da una persona a lui vicina, molto vicina, che mai avrebbe immaginato potesse arrivare a tanto. Fin dall'inizio si comprende questa situazione sia a carico di lui che di lei ma solo strada facendo ne vengono svelati i dettagli e questo tiene alta l'attenzione del lettore anche oltre la mera storia d'amore. Questa cosa mi è piaciuta. I personaggi sono ben resi, con le loro caratteristiche, i loro punti di forza e le loro fragilità. 

In alcuni punti devo ammettere di aver ritrovato la stessa fretta che avevo notato all'inizio (come quando entra in scena Irene, una vecchia amica per Damian ma con delle mire ben precise su di lui) ed anche in questo caso mi è sembrato tutto troppo semplice ma ci può stare. 

Damian ha due fratelli con i quali divide la proprietà e la gestione del Paradise Resort di Miami e pian piano emergono anche dettagli della loro storia che, se non ho capito male, saranno poi ripresi nel volume successivo.

Ho trovato molto dolce il percorso di avvicinamento dei due protagonisti che vedono cadere, pian piano, le barriere che avevano innalzato contro il resto del mondo e l'uno trova giovamento nella presenza e nelle attenzioni dell'altro. Una favola... l'ho pensato davvero e come tale l'ho letto per cui non sono andata troppo per il sottile.. Ed anche se Juliette tutto può essere definita meno che una ragazza fortunata visto ciò che le ha riservato la vita, nell'incontrare Damian riscatta tutta la sofferenza che ha vissuto fino a pochi attimi prima dall'essere ritrovata, coperta di sangue e di lividi, nella stalla del resort che pian piano diventerà la sua casa.

Non manca qualche colpo di scena e, onestamente, sono curiosa di leggere il successivo. Difficilmente mi accade con un romance. Non è un libro perfetto, veloce e poco approfondito in alcuni punti, con rapide svolte in situazioni che nella realtà seguono, di solito, percorsi molto più complessi, ma godibile, 
leggibile e... che lascia addosso la curiosità per il prosieguo.

***
L'amore che mi porta a te
Carmen Bruni
Amazon Publishing
315 pagine
9.99 euro copertina flessibile, Kindle Unlimited

domenica 21 febbraio 2021

L'ultimo battito del cuore (V. Cebeni)

Valentina Cebeni scrive molto bene e riesce a trasmettere emozioni. L'ho scoperto leggendo La collezionista di meraviglie che mi ha conquistata e ne ho avuto  conferma andando a ritroso tra i suoi libri, con L'ultimo battito del cuore

Scrive bene ed emoziona anche se, lo devo ammettere, con i personaggi di questa storia non mi sono trovata e le emozioni che ho provato sono state diverse da quelle che avrei voluto.

Non ho condiviso le scelte, gli atteggiamenti, il modo di fare della protagonista. Ed anche von gli altri, tranne qualche eccezione, non sono riuscita a trovarmi d'accordo. 

Ma è la vita che va così, no? Che ti mette davanti persone diverse da come le vorresti, che fanno scelte diverse (e non necessariamente sbagliate) che non condividi o percorre sentieri differenti da quelli che vorresti indicare loro. 

Con Penelope mi sono trovata davanti a tutto ciò, ad una storia diversa da come me l'ero aspettata ma... comunque una storia potente. 

Penelope è sopravvissuta ad un incidente stradale nel quale ha perso la vita il suo compagno, Adam. Tutto ruoto attorno al dolore legato ad una così grande perdita. Si sente perduta.

Mi sento esiliata da me stessa. Tutto quello che mi è appartenuto, che ero, è finito contro quel camion.

Questa è Penelope. Così si sente.

Quando viene ospitata a casa di sua sorella Addison, ancora di salvezza in quel periodo così buio, inizia la vera storia. Sì, perché pian piano il lettore comprende un passato che ancora allunga le sue ombre sulla vita delle due sorelle (sorellastre), ma anche un presente fatto di incomprensioni, di sacrifici, di fatica che tocca Addison e suo marito Ryan, costretto su una sedia a rotelle dopo essere stato investito anni prima. Una casa, quella in cui Penelope si trova a vivere, in cui non percepisce alcun calore, nessuna armonia...

Ho odiato l'atteggiamento di Addison anche se, a ben guardare, ho potuto capire il perché di quel modo di fare così autoritario, quella mania del controllo su tutto e tutti, quella fatica di vivere mascherata da sicurezza assoluta. 

Non ho condiviso l'atteggiamento di Penelope che, però, non mi sento giudicare: troppo grande la sofferenza che si porta dietro, una sofferenza davanti alla quale ognuno reagisce a modo suo e rispetto alla quel non mi sento di dare giudizi. Mi limito a dire che mi hanno innervosita alcuni suoi atteggiamenti, alcune sue scelte che, pure, sono profondamente umane.

Il personaggio che più mi ha toccato il cuore è stato il piccolo Leonard: un personaggio minore, sempre all'angolo anche nella narrazione così come nella vita. Un bambino che secondo il mio parere porta addosso una sofferenza che avrebbe meritato più spazio in una storia in cui non è affatto secondario. Stretto tra l'apprensione di una madre iperprotettiva ed un patrigno che non sono riuscita bene a comprendere in questo suo ruolo, ho avuto l'impressione che oltre ad essere affetto di mutismo selettivo, come si dice nel racconto, non sia mai stato felice... 

E' una storia diversa da ciò che mi ero aspettata ma è ben scritta e, comunque, mi ha trasmesso emozioni e mi ha fatto riflettere su tematiche importanti come l'elaborazione del lutto, la perdita, lo stascico delle scelte dei genitori sulle vite dei figli... per essere stato il libro d'esordio dell'autrice credo di poter dire che sia stata un'ottima prova e leggerò altro di suo.
***
L'ultimo battito del cuore
Valentina Cebeni
Giunti Editore
304 pagine
7.90 euro copertina flessible - Kindle Unlimited

lunedì 8 febbraio 2021

Domeniche da Tiffany (J. Patterson - G. Charbonnet)

Un libro scritto a quattro mani nel quale, secondo il mio parere, dominano quelle femminili. Ne esce una storia romantica e magica, adatta a lettori che amino lasciarsi andare all'amore sdolcinato e che si lasciano andare alla fantasia. Perché di fantasioso, in questa storia, c'è molto.

E' un libro scorrevole sia per lo stile di scrittura che per la storia decisamente poco impegnativa. 

I personaggi non sono molto approfonditi dal punto di vista psicologico e le situazioni si susseguono, soprattutto nella seconda parte, con una certa fretta. Quasi come se gli autori avessero fretta di concludere il discorso.

La protagonista è Jane: compare come una bambina rapita dagli occhi azzurri e dalla dolcezza, oltre che dall'attenzione e dalla cura, del suo amico immaginario Michael. E' l'unico che si prende cura di lei perché sua madre - separata da una scia di mariti - è troppo impegnata con gli impegni che la compagnia teatrale che dirige ha in agenda. 

Ma un amico immaginario non è per sempre. Questo vuole la regola (regola stabilita da chi?) e quando la ragazzina è alle soglie dei nove anni resta definitivamente sola perché Michael scompare. Probabilmente gli verrà assegnato un altro bambino e così via, andando avanti nel tempo.

Ma se dopo venti anni Jane incrocia quegli stessi occhi azzurri che le hanno fatto battere il cuore un tempo e se sa che appartengono proprio a Michael, cosa può succedere? Sulle prime crede di essere impazzita ma ben presto realizza che no, non è così. Michael è tornato e lei lo ama più che mai. Ora ha trent'anni e la situazione è diversa da quando era una ragazzina anche se la madre, Vivienne, ha sempre lo stesso atteggiamento distratto, scostante e quella tendenza a mortificare Jane-cara, la sua eterna bambina. 

Devo ammettere di non aver compreso la natura di quell'amico immaginario. La mia parte razionale ha avuto la meglio su quella che, invece, si lascia andare alla fantasia. Alla fine, però, ho smesso di cercare elementi che mi permettessero di fare chiarezza ed ho preso la storia così come veniva proposta. Una storia di fantasia.

Inutile dire che la figura più strana e particolare sia quella di Michael ma, come per tutti gli altri, non è una figura approfondita. Si comprende ben poco di lui e, da quel che si legge, lui stesso fa fatica a darsi delle risposte su ciò che gli accade. 

La figura più odiosa è quella di Vivienne, la più falsa quella di Hugh (fidanzato di Jane e attore di professione) e poi c'è Jane. Io non so se avrei resistito come ha fatto lei all'atteggiamento di sua madre...

Come lettura di disimpegno ci può stare, magari per staccare dopo qualche cosa di più impegnativo. 

Magari essendo arrivata la settimana che porta a San Valentino può essere una lettura adatta soprattutto per i sognatori, per chi crede che l'amore possa tutto, che in ogni storia ci sia un pizzico di magia e che il principe azzurro possa davvero esistere. 

Per chi ama le storie d'amore più realistiche... meglio scegliere altro. 

Ps: ho avuto il libro nell'ambito dell'iniziativa Libro in viaggio, organizzata per far circolare libri da un lettore all'altro. Ogni libro è accompagnato da una quadernino su cui ogni lettore appunta dei pensieri, delle sensazioni, delle osservazioni e durante la lettura, a matita, ognuno ha lasciato sottolineature e commenti tra le pagine. Ora il libro tornerà alla sua proprietaria visto che io sono l'ultima lettrice della lista e non sarà più lo stesso che è partito - nuovo nuovo - tempo fa. Bella iniziativa!
***
Domeniche da Tiffany
J. Patterson - G. Charbonnet
Casa editrice Tea
258 pagine
15.60 copertina rigida, 9.00 euro copertina flessibile, 1.99 Kindle

venerdì 3 aprile 2020

La storia che volevamo (M. Seals)

Storia scontata e sfruttatissima ma ben scritta.

Lui - Ego - bello e dal fisico imponente, giocatore di football abituato a prendersi tutto dalla vita senza lasciarsi scalfire da nulla, costi quel che costi. Si accende in un momento, ha un carattere facilmente infiammabile e questo non piace a chi avrà il compito di selezionarlo per un futuro di sicuro successo.

Lei - Dawn - delicata, fragile, speciale, con un aspetto etereo che la rende diversa da tutte la altre. Minuta, riflessiva e con una vita che non le ha fatto sconti eppure con degli obiettivi ben precisi in mente. Non ama ripagare la cattiveria con la cattiveria e preferisce starsene al suo posto, meglio se lontano da tutti. 

Si incontrano. La loro vita cambia.

Lui scopre che lei può essere il suo pass verso un futuro fatto di grandissime soddisfazioni: basterà farle credere (e far credere al mondo) di essere una coppia stabile e tenera, fare coppia fissa per un po' e lasciarla andare quando non le servirà più.

Lei accetta fin da subito le condizioni: nessun impegno, nessuna promessa, nessun futuro. Ma crede davvero che quel ragazzo abbia delle qualità e che può fidarsi di lui. Dawn, senza rendersene conto, lo cambia. Lo influenza positivamente, ha il potere di farlo ragionare e di tirare fuori ciò che ha relegato nel profondo del suo animo ripromettendosi di non farlo mai emergere in superficie.

Storia scontata. 
Mi spiace ma non posso non dirlo. 
Pur non essendo amante di questo genere devo dire di essermi imbattuta più volte in un canovaccio narrativo identico a questo (anche nel finale) e già al 30% della lettura era chiaro dove si sarebbe andati a finire.

Nonostante questo, però, devo riconoscere all'autrice la capacità di raccontare la storia di Ego e Dawn caratterizzando i personaggi alla perfezione, e non solo i protagonisti, rendendoli vivi al cospetto del lettore. Avrei voluto prendere a schiaffi quel bestione strafottente più e più volte così come avrei voluto abbracciare quella ragazzina minuta e delicata in diverse occasioni. 

La trama scontata non mi ha reso la lettura pesante. Affatto. 
L'autrice scrive bene, narra le vicende in modo coinvolgente e accattivante, puntando molto sui dettagli sia caratteriali dei personaggi che su quelle sfaccettature che aiutano a delineare ancora meglio le varie personalità anche se si tratta di gesti, di abitudini, di piccole attenzioni.

La storia è narrata dal punto di vista di lui e di lei che si alternano trasmettendo al lettore le tante diversità che ci sono tra coloro che si definiscono più volte il lupo e l'unicorno. Il nero e il bianco. Il caldo e il freddo. Eppure, messi insieme, si completano, si ascoltano, si aprono, concedono l'uno all'altra ciò che mai a nessun altro hanno concesso aprendo anche quelle stanze chiuse a doppia mandata che avevano lasciato nel punto più basso e lontano della loro anima.

Non mi sono piaciuti i discorsi scurrili fin troppo marcati: va bene, l'ambiente dei football sarà pure un ambiente in cui si parla in un certo modo, soprattutto per via dell'alto tasso di testosterone che vi è concentrato, ma i continui e ripetuti riferimenti sessuali mi hanno ben presto stancata e li ho trovati del tutto superflui e ridondanti in particolare nella prima parte. 

Anche le descrizioni dei momenti di intimità tra i due... forse non sono la lettrice tipo per questo genere e il problema è mio ma credo che si sarebbero risparmiate molte delle 400 pagine in cui si snoda la storia se si fossero evitati tanti particolari.

Tornando alla trama, ciò che mi ha intrigato più di tutto è stato il passato di entrambi, quel passato che li ha forgiati e che ha fatto essere Ego quell'uomo che è diventato e Dawn quella giovane donna così riservata che è diventata.

Due sono i personaggi che mi hanno maggiormente colpita. E non sono i protagonisti principali.
Uno è il fratello di lei. Non dico altro perchè svelerei dei dettagli che meriano di essere gustati nelle more della lettura. Un ragazzo provato dalla vita ma che mi è sembrato con il cuore grande, nonostante tutto. L'ho fisicamente immaginato e mi ha incuriosita molto più di quanto non abbia fatto Ego nelle continue descrizioni del suo fisico statuario e delle sue doti a letto. Questo a dimostrazione di quanto i lettori possano essere diversi l'uno dall'altro e di come si lascino interessare da aspetti diversi delle storie che, per questo, non possono piacere a tutti in assoluto (ed è bene che sia così, secondo me!). 
E poi un uomo che mi ha trasmesso forza e tenerezza allo stesso tempo. Un uomo che arriva nella vita di Ego quando si trova davanti alla svolta della sua vita e che mi ha letteralmente rapita pur essendo un personaggio minore. Anche qui non dico altro... non vorrei togliere niente a chi non avesse letto questo libro.

Può un libro dalla trama scontata e che fa storcere il naso anche per altre questioni essere considerato comunque un libro gradevole? 
Posti quelli che per me sono stati dei difetti, devo ammettere che la storia non mi ha annoiata (come avevo previsto all'inizio) e che sono arrivata alla fine con un sorriso stampato sulle labbra.
Ma sì, ogni libro ha i suoi difetti, ma questo non vuol dire che non lo si possa leggere comunque con piacere. Evidentemente i pregi hanno pesato più dei difetti, sulla bilancia del mio gradimento.
***
La storia che volevamo
Marion Seals
Hope Edizioni
481 pagine
preso nell'ambito dell'abbonamento mensile Kindle Unlimited

domenica 29 marzo 2020

La villa del mercante di cioccolato (M. Nikolai)

Judith Rothmann è una giovane donna a cui vanno stretti i precetti del suo tempo. E' figlia del proprietario di una fabbrica di cioccolato ed è affascinata dalla vita dall'azienda. Mentre suo padre la vede poco adatta per i conti o le invenzioni a base di cioccolato, lei mira a ritagliarsi un posto accanto a suo padre per vedersi davvero realizzata come donna lavoratrice. Ma lui ha in mente qualche cosa di diverso per sua figlia: stretto nella morsa dei debiti (rigorosamente tenuti segreti) combina un matrimonio di favore per Judith ed il figlio del suo banchiere del quale lei viene tenuta rigorosamente all'oscuro fino al momento dell'annuncio ufficiale, davanti all'alta società dell'epoca.
In una Stoccarda degli inizi del '900, dove l'industrializzazione è arrivata in ritardo rispetto ad altre città dell'impero, il progresso fa grandi passi e porta in fretta la società verso l'affermazione di grandi aziende, alcune delle quali arrivate fino a noi come quella di Robert Bosch, citato nella storia.
Judith non ci sta e non si rassegna alle scelte che suo padre ha fatto per lei. Ha le idee ben chiare in mente e, nonostante qualche incidente di percorso, ha ben chiari i suoi obiettivi.

L'ambientazione del romanzo, dal punto di vista storico, è molto verosimile con la descrizioni di zone lussuose, ville dei sogni, grandi magazzini, fabbriche in espansione con un gran movimento di capitali. Molti sono i riferimenti a situazioni realmente esistite a quell'epoca per le quali l'autrice dimostra di aver effettuato una precisa ricerca storica. 

Anche i riferimenti a grandi e facoltose famiglie, pur trattandosi di dinastie inventate, rispecchiano la struttura della società dell'epoca a Stoccarda.
 
Onestamente, però, trovo che la storia d'amore prevarichi di gran lunga l'aspetto che qualifica questo romanzo come "storico". O, per lo meno, trovo che sia un romanzo storico che si distanzia dai canoni tradizionali di questo genere letterario: è come se l'autrice riuscisse a far passare i riferimenti storici con delicatezza e quasi in modo discreto rispetto alla potenza dei personaggi.
Che, va detto, dominano su tutto.
Victor Rheinberger, in particolare, berlinese d'origine, ex detenuto in cerca di un futuro in una nuova città, secondo il mio parere è il pilastro della storia. Ancor più di Judith.
E' un uomo carismatico, intelligente, di gran cuore, dalle grandi doti sia sul fronte delle conoscenze tecniche e manuali che dal punto di vista gestionale. Credo che sia un ottimo rappresentante dell'uomo che, a quell'epoca, potesse incarnare il cambiamento. Dalle idee chiare, diretto nei metodi, lungimirante, senza per questo sacrificare un ottimo senso pratico ed un buon cuore: figura positiva che ho apprezzato più di tutti.

Molto efficaci le descrizioni degli ambienti e le abitudini dell'epoca nelle varie zone citate. Perchè se è vero come è vero che Judith si trova nella fredda Stoccarda, è anche vero che sua madre ha lasciato tutto e tutti per trasferirsi nel sanatorio Hartungern (realmente esistito) a Riva del Garda dove si respira un'aria decisamente differente. Qui, a quell'epoca, i grandi intellettuali dell'Europa centrale vivevano fuori dagli schemi rigorosi e dall'idea dei morale tipica del loro tempo... Tutta un'altra storia, pur essendo lo stesso periodo storico. 
Ecco, la figura della madre di Judith mi è sembrata anch'essa molto interessante ma poco approfondita. Avrei gradito conoscerla più a fondo e sapere, soprattutto, come va a finire la sua permanenza in Italia viste soprattutto le situazioni, dal punto di vista amoroso, che la investono.

Romanzo gradevole, scorrevole e che ho letto con piacere. Fatti salvi alcuni errori di battuta nei primi capitoli - poche cose... ma pur sempre presenti - la narrazione scivola via in modo coinvolgente senza l'eccessiva pesantezza dei romanzi storici e senza scadere troppo nello scontato di una mera storiella rosa.
***
La vitta del merante di cioccolato
Maria Nikolai
Newton Compton Editori
505 pagine
9.90 euro - 0.99 formato Kindle

venerdì 25 ottobre 2019

Sei nelle mie mani (V. Storm) - Venerdì del libro

Non che mi aspettassi molto dalla lettura di Sei nelle mie mani... ma una storia così proprio...

Non sono appassionata di romance per cui avevo immaginato che mi sarei trovata tra le mani qualche cosa di sdolcinato. Il tentativo di aggiungere suspense ad una storia che inizia con un uomo che ha un rapporto sessuale con una donna con tanto di descrizioni dettagliate non mi è piaciuto affatto.

Due parole, ma proprio due, sulla trama.

Aleksej è un trafficante d'armi, un assassino, un uomo pericoloso. Kendra lo sa bene quando decide di stargli alle costole per scoprire i suoi traffici. Lei è un'agente FBI (lo si apprende andando avanti con la lettura... all'inizio il suo ruolo è un mistero) ed è parte di una missione piuttosto pericolosa ma necessaria per evitare un attentato.
E' pronta a tutto pur di svolgere il suo compito, anche a concedere il suo corpo al primo errore, quando deve coprire un suo sbaglio agli occhi di lui. Quando, però, la situazione le sfugge di mano finisce in una clinica con una pallottola in corpo ed un'amnesia che la rende diversa. Non sa più di essere un'agente, non sa chi sia l'uomo che è al suo capezzale e, soprattutto, non ricorda nulla di lui.
Da questo momento in avanti è una donna diversa e quell'uomo che era pronto a vendicarsi per essere stato tradito - perchè questo aveva scoperto su di lei - si trova affascinato ad una donna bellissima ed impaurita, con due occhioni grandi e uno sguardo smarrito. 

Cambiano le cose tra i due ma il passato torna a bussare alla loro porta. Kendra porterà a termine il suo compito e tradirà ancora l'uomo che ama o gli resterà fedele dimenticandosi di chi è davvero l'uomo che ha accanto?

La trama si snoda velocemente, in poche pagine. E lo fa senza che venga fornito alcun approfondimento sui personaggi, sulla loro personalità, il loro passato. Il lettore viene messo davanti a tanti dati di fatto che avrei preferito venissero proposti con maggiore lentezza ed in modo più dettagliato.
Il fatto che si inizi con una scena di sesso mi ha disturbata un bel po'. Che poi si vada avanti con una donna che improvvisamente dice di amare un uomo che nemmeno riconosce ed al quale si sente legata per la vita dopo poche ore mi ha davvero innervosita. 
Ok, avrà pure un'amnesia, ma questa è proprio scema (scusate il francesismo).... 

Il personaggio femminile non mi è piaciuto affatto. Troppo veloce nel cambiare idea - anche quando deve decidere se restare fedele oppure no a quello che definisce il suo uomo - e troppo superficiale secondo il mio parere, non ho provato alcuna empatia con lei. Da donna a donna l'avrei presa a schiaffi.

L'epilogo mi è sembrato ancora più assurdo di quanto non sia la storia in se. Magari sono io che non l'ho capita, ammetto i miei limiti, ma onestamente è una lettura di cui si può fare tranquillamente a meno. 

I thriller sono un'altra cosa... perchè credo che l'intenzione fosse quella di dare un taglio di questo tipo alla storia ma quelle scene di sesso esplicito proprio ci stonano. Almeno per me.
Probabilmente è una storia che può piacere a chi ama le scene hot o la storia d'amore impossibile ma è tutto talmente veloce che rasenta l'assurdo.
Mi dispiace ma non è una storia che mi lascerà un buon ricordo che non sia il basso numero di pagine!


In questo Venerdì del libro mi permetto di segnalare questo libro più che altro per capire: è capitato anche a voi di imbattervi in un libro che proprio non vi è piaciuto?

Ps. bell'uomo in copertina ;-)
***
Sei nelle mie mani
Victory Storm
151 pagine
Kindle Unlimited

martedì 15 ottobre 2019

Un indimenticabile autunno d'amore (M. Johnson)

Un indimenticabile autunno d'amore è un libro arrivato da me come Libro in viaggio, una iniziativa che condivido con alcune amiche lettrici e che porta alcuni libri in giro per l'Italia. Non è la prima volta che partecipo ad iniziative del genere e, come al solito, mi ci sono buttata con le mani e con i piedi (come si dice dalle mie parti).
L'approccio con questa lettura, però, non è stato dei più positivi.
Innanzitutto a fare da deterrente sono stati i caratteri piccini piccini mentre, in compenso, mi è piaciuto il formato con copertina rigida.
Fin da subito ho avuto l'impressione di avere a che fare con personaggi un po' suonati, con dei comportamenti tutt'altro che equilibrati. No, non sono dei malati mentali come si potrebbe pensare in un thriller psicologico... sono i protagonisti di un romance che mette insieme una serie di elementi potenzialmente adatti ad essere ben sviluppati ma che, alla lunga, sono sembrati (almeno a me) ingredienti sottotono di una storia sottotono.

Le protagoniste sono due amiche, Juliet e Floz. O meglio, sono due giovani donne che diventano amiche dopo essere diventate coinquiline. Floz arriva come una manna dal cielo per una Juliet disperata, reduce da un divorzio dal quale non si è ancora ripresa per aver trovato il suo uomo a letto con quella che credeva fosse la sua migliore amica. 
Ha il cuore in frantumi ma delle spese da affrontare: per questo Floz arriva come la soluzione a tutti i suoi problemi: carina, discreta, ordinata, impegnata con un originale lavoro che svolge da casa e, soprattutto, senza troppi grilli per la testa.
Entrambe hanno un passato da dimenticare ed un presente da riscrivere.

Inutile dire che ci siano anche degli uomini in questo panorama tutto al femminile. 
Il primo è Coco: un amico di Juliet alla ricerca del compagno della sua vita.
Poi c'è Guy: è il fratello gemello di Juliet, fa lo chef di mestiere ed anche lui ha un passato da dimenticare.
Ultimo, ma non per importanza, c'è Steve: amico d'infanzia di Guy e Juliet avrà un importante ruolo nella vita di lei, anche se nessuno ci scommetterebbe.

Le vite di queste persone si intrecciano le une alle altre. Ci sono dei segreti da proteggere, dei dolori da nascondere, delle passioni da contenere. Il tutto, farcito di tanti luoghi comuni e di comportamenti che mi sono sembrati davvero da fuori di testa.
Se, da un lato, Coco appare il più concreto di tutti, dall'altro lato ci sono Floz e Guy che si piacciono fin dall'inizio ma che sono più imbranati di due adolescenti. Pagine e pagine a sognare reciprocamente di stare l'uno nelle braccia (e nel letto) dell'altra ma mai che inizino davvero un discorso, uno scambio di opinioni, una frase da persone se non mature almeno da persone adulte. Si arriva oltre le trecento pagine ed ancora vanno avanti tra una frase non detta e un batticuore nascosto l'uno all'altra. Alla fine diventano ridicoli, sono sincera. Un po' ci può stare, ma quando è troppo è troppo.

Poi ci sono Juliet e Steve: si conoscono da una vita, lui è segretamente innamorato di lei da sempre ma non si è mai dichiarato (per paura). Lei lo rivaluta improvvisamente in un modo che, onestamente, mi è sembrato imbarazzante. Poverino, trattato da sempre come un idiota si rivela, invece, essere un ragazzo attento, sensibile, innamorato. E' la personalità più approfondita di tutto il libro. 

Io ammetto di non andare molto d'accordo con i romance e di essere un tantino critica ma stavolta non credo proprio di esagerare nel dire che - pur essendomi divertita ad andare avanti nella lettura per cercare di capire fin dove si sarebbero spinti e fino a che punto la storia sarebbe stata tirata per le lunghe - si poteva fare di molto meglio con l'imbastitura di base di una storia che avrebbe potuto avere le sue potenzialità.

Sono contenta di averlo finito e domattina presto lo spedirò immediatamente alla prossima destinataria... 
***
Un indimenticabile autunno d'amore
Milly Johnson
Newton Compton Editori
434 pagine
Kindle 3.99 - non ho trovato un prezzo sulla copertina del libro che ho avuto tra le mani io

domenica 29 settembre 2019

Il principe di Praga (D. L. Anne)

Ho letto Il principe di Praga in una giornata, notte compresa. Complice un gran raffreddore che mi ha costretta ad una notte insonne, ed anche un Kindle che mi permette di leggere anche di notte senza disturbare più di tanto, la lettura iniziata ieri mattina è arrivata al termine alle prime ore di oggi. Il raffreddore è ancora lì, anzi, non accenna a diminuire, sono anche un tantino insonnolita ma in compenso ho vissuto una notte bollente in compagnia di Daniel e Lara. O di Daniel e Kaila, dipende dai punti di vista.
Eh sì, perchè la storia - in merito alla quale farò qualche osservazione da qui a breve - vede Daniel alle prese con una donna che però, di fatto, si presenta con un nome ma all'anagrafe ne ha un altro.

Daniel Kellner è un uomo ricco e realizzato dal punto di vista lavorativo. Un po' meno dal punto di vista personale. 
Pensa solo a se stesso e non si fa alcuno scrupolo nello stringere un accordo con un uomo che - all'inizio non si comprende come mai ma lo si capirà strada facendo - gli offre sua figlia in moglie. I due promessi sposi non si conoscono e Kaila, figlia di quell'uomo, è una specie di merce di scambio tra i due uomini, sacrificata in un matrimonio combinato che, ai tempi d'oggi, mi è del tutto inimmaginabile soprattutto nella società descritta dall'autrice nel libro.
Ovviamente Kaila non ne vuole sapere e cerca di chiarirsi con suo padre: ha bisogno di tempo, però, e Daniel da parte sua preme per conoscerla organizzandole un soggiorno in casa sua.

Lara è la migliore amica di Kaila.
Entrambe studiano giornalismo, colore di capelli molto simile, fisico molto somigliante: non è difficile per lei chiedere all'amica di aiutarla con uno scambio di persona. Lara accetta di prendere il posto di Kaila al cospetto del suo promesso sposo allo scopo di rendersi odiosa, tanto da indurlo a ripensarci ed aiutare così l'amica a raggiungere l'obiettivo di mandare a monte, in un modo o nell'altro, il matrimonio.

Questa è la storia. E io dico: ma tu, Lara, che accetti di andare in casa di uno sconosciuto, di un tipo la cui fama di duro, scontroso, egocentrico ed abituato ad avere tutto ciò che desidera, lo precede, cosa ti aspetti?
Daniel la considera di sua proprietà in virtù dell'accordo con il padre ed agisce di conseguenza. 
E alla fine a lei pure piace!

Storia scontata, finale più che prevedibile, personaggi (tutti... dal padre di Kaila a lei stessa, che offre la sua amica in pasto ad un uomo con cui lei non vuole avere niente a che fare... la stessa Lara, sciocca ragazzina che per scelta si infila in una situazione insostenibile, Daniel che pensa di essere un maschio alfa dominatore e a cui tutto è dovuto) che mi hanno innervosita e avrei preso volentieri a schiaffi! 

L'unica nota positiva, non posso negarlo, è la scrittura dell'autrice: scrive in modo efficace, scorrevole, appassionante e la si legge volentieri. Poi, però, ci si scontra con i contenuti e il giudizio, purtroppo, per quanto mi riguarda non è positivo. Non è una storia che fa per me: la violenza, i soprusi, le bugie dimenticati da un momento all'altro tra le lenzuola con scene di sesso descritte nei minimi particolari... 
L'idea di donna che viene trasmessa non mi piace, non è nelle mie corde. 
L'idea di un uomo che pensa di avere il mondo in mano, il suo modo di concepire il rapporto con una donna - già a partire dall'accordo di base con il padre di Kaila - non mi piace proprio.

L'autrice scrive bene, non lo nego, ma la trama secondo il mio parere lascia molto a desiderare ed il finale, super scontato, non smentisce questa mia idea. O, per lo meno, non è una storia nelle mie corde: magari può piacere a chi ama i romance spinti, le situazioni estreme... Non so. Il mio è e resta un parere personale: veloce da leggere ma, me lo auguro, altrettanto veloce da dimenticare. Comunque va dato merito all'autrice di avermi saputa tenere attaccata alle pagine, se non altro per capire fino a che punto sarebbero arrivati quei due.
***
Il principe di Praga
Dora L. Lane
285 pagine
Kindle Unlimited

lunedì 4 marzo 2019

Quello che i tuoi occhi nascondono (S. Nobile)

Sensuale, erotica, misteriosa, intensa. 
La storia di Bianca è tutto questo.

Lei è una ragazza particolare. Ha un occhio molto allenato nei confronti dei particolari grazie alla sua passione: la fotografia. Dall'obiettivo della sua Reflex riesce a vedere il mondo in modo diverso, catturando non solo dettagli ma anche infinitesimali sfumature ed emozioni. 

E' proprio mentre sta scattando delle foto che incontra un misterioso ed affascinante ragazzo del quale non le resta molto se non la curva delle sue spalle immortalata dal suo obiettivo.
Federico è un attore in ascesa. Un giovane di talento che ha iniziato ad affacciarsi al mondo dello spettacolo per aiutare la sua famiglia, un bel ragazzo che vive in un mondo a cui Bianca non appartiene.
Lei è figlia di un diplomatico, discendente di una famiglia importante ma alla quale non chiede nulla e dalla quale nulla vuole. Lei è Bianca e basta.

I due avranno occasione di incontrarsi di nuovo e non avranno una bella impressione l'uno dell'altra anche se i loro sensi diranno, fin da subito, qualche cosa di diverso. I loro respiri si intrecceranno quasi casualmente, all'inizio, per un crescendo di emozioni che tengono il lettore sulle spine, in attesa di qualche cosa di più. Nella prima parte del libro tra i due è un gioco di seduzione tacita che sembra sfuggire al loro controllo e alla loro volontà.
Bianca, soprattutto, non riesce a lasciarsi andare per via di un passato e di un perenne senso di colpa che continuano a bussare alla sua porta. Lei e le sue amiche condividono un segreto che, tra una pagina e l'altra, fa capolino dando un tocco di inquietudine ad una storia che riserva tante emozioni.

Ne' lei ne' le sue amiche riescono a dimenticare e tutte hanno la sensazione - a quattordici anni di distanza di un evento avvenuto quando erano in collegio dalle suore - che la storia non sia del tutto archiviata. Nessuna, però, prende di petto la situazione e questo mi ha un tantino irritata.
Ognuna ha preso la sua strada ma c'è un legame tra loro che va oltre l'amicizia e la complicità sfociando in un profondo, e condiviso, senso di colpa.

Alla storia tra Federico e Bianca si somma il mistero che fu e che sembra - questa è l'impressione che ho avuto io - restare in secondo piano rispetto al resto. Ed in effetti è così, a ben guardare, se non fosse per qualche sensazione che le amiche condividono su situazioni strane che vengono a verificarsi ma senza una vera svolta. 
Svolta che arriva alla fine, a dire il vero: viene finalmente fatta luce su ciò che accadde anche se si lascia uno spiraglio aperto per un prosieguo, per un sequel di una serie che prende il nome di Cinque Sensi.

Di Bianca mi è piaciuta soprattutto la passione per la fotografia. Questo suo modo di entrare in un mondo diverso dietro la lente di un obiettivo, quel suo modo di fissare la vita nella pellicola mi hanno affascinata. Il suo strano carattere un po' meno, lo ammetto tanto che in alcuni passaggi avrei voluto prenderla a schiaffi. Ma è anche questa la missione di un personaggio di un libro, no? Quella di emozionare - in positivo o in negativo - il lettore tanto da fargli vivere in prima persona la sua avventura... e l'autrice ci è riuscita.
E poi mi è piaciuto il suo modo di vivere la sua vita senza approfittare del retaggio di comodità o di vantaggi che la sua famiglia avrebbe potuto garantirle. Ragazza di polso. Buona cosa!

Un discorso a parte merita l'aspetto erotico della situazione. Nella prima parte del libro l'autrice non forza la mano e descrive un corteggiamento che sembra non finire mai. Sguardi che si incrociano, vibrazioni che si trasmettono dall'uno all'altra, mani che si fiorano, cuori che sembrano voler venir fuori dal petto. E' una specie di danza emozionale che rende partecipe il lettore e questa cosa mi è piaciuta molto. Ho molto apprezzato il non voler forzare le cose senza, però, risparmiare anche momenti descrittivi, nella seconda parte, molto dettagliati e spinti senza scendere mai sul volgare. Io ho preferito in assoluto la prima parte, per quanto riguarda il rapporto tra i due. Mi è sembrato di maggiore effetto rispetto alla parte successiva, con parecchie scene descritte per filo e per segno. La fantasia viaggia molto più - secondo me, almeno - nella prima parte. Si avvertono le vibrazioni che avvertono loro... Bello!

Questo Federico è capace di far impazzire una donna: secondo me è il suo il ruolo dominante nell'intera storia. Impressione mia, ovviamente.

Onestamente avrei preferito se si fosse dato più spazio alla parte misteriosa della vicenda ma mi sono anche resa conto che, se così fosse stato, gli ingredienti in pentola sarebbero davvero stati troppi. In alcuni punti ho atteso con ansia di avere qualche elemento in più ma l'attesa è stata vana fino alla fine.

Ultima annotazione: ho molto apprezzato alcune signore - personaggi secondari - che mi avrebbe fatto piacere conoscere meglio come la nonna di Federico, ad esempio. E' quella a cui ho cercato di dare un volto più di quanto non abbia fatto con i protagonisti più giovani. Mi è sembrato, nelle poche pagine che le sono state riservate, di avvertirne le emozioni in modo chiaro.
Un personaggio che mi ha colpita, anche se poco presente tra le pagine.
Un personaggio che, ne sono certa, potrebbe avere una interessante storia da raccontare. Magari spunterà nei prossimi volumi, chissà!
***
Quello che i tuoi occhi nascondono
Serena Nobile
HarperCollins editore
330 pagine
14.90 euro

domenica 3 marzo 2019

Lost. Per colpa di un bacio (T. Paxia)


Lui è un giovane chitarrista blues famoso ed affascinante che risponde al nome di Jayden Maynard.
Lei, Franklyn Reeves - Frankie per gli amici - è una ragazza con i capelli arancioni cresciuta a pane e musica, nel negozio di sua madre e nel laboratorio di suo nonno che costruiva chitarre. Sa suonare ma sa fare anche molto altro visto che, grazie agli insegnamenti del nonno, lei è capace di costruire chitarre elettriche uniche.

I due si incontrano durante quella che per Frankie è diventata una missione: cercare suo padre, quell'uomo che di cui nessuno le ha mai voluto parlare e che ha abbandonato lei e sua madre - così le è sempre stato detto - appena ha saputo che stava arrivando un pargoletto. 

Frenkie sta percorrendo una strada che sembra senza uscita ma non si perde d'animo e pur di incontrare i chitarristi che potrebbero rispondere ai pochi requisiti che suo padre dovrebbe avere (perchè l'unico elemento che le ha dato sua madre è il fatto che suo padre fosse un chitarrista), è pronta a fare delle audizioni al solo scopo di arrivare davanti all'uno o all'altro, sperando che qualcuno abbia una qualsiasi reazione davanti al suo cognome che è quello di suo nonno, quello di sua madre.

Qualche reazione la trova pure, lungo il suo cammino, ma più che altro è legata all'azienda di famiglia - la Reeves Guitars - che, oramai, con la morte del nonno, non esiste più.

Frenkie e Jayden si incontrano in questo contesto: respirano entambi musica, hanno interessi comuni, fanno delle magie con le loro mani sul fronte musicale e le loro strade si intrecciano più di quanto non avessero mai immaginato possibile.

Da un iniziale rapporto professionale che si sviluppa alla pari (tanto che Frenkie vuole essere considerata un uomo) ben presto le vibrazioni che entrambi avvertono porteranno a qualche cosa di più.

Non si tratta di un romanzo autoconclusivo bensì del primo di una serie, Liar Liar Series per cui non posso esprimermi sul finale che è chiaramente una porta aperta verso il prosieguo.

Posso fare qualche considerazione sui personaggi e sulla trama, però, così come sullo stile dell'autrice.
Innanzitutto lo stile è scorrevole e di gradevole lettura.
Senza troppe pretese ma per la tipologia di libro va bene così. 
La trama secondo me ha fatto acqua fin dall'inizio in relazione al comportamento di una madre che, davanti ad una figlia ormai adulta che si imbarca in un'avventura quasi alla cieca per cercare suo padre continua a mantenere il segreto. Ho subito pensato che o quella donna era un po' fuori di testa, tanto da non capire che quella ragazza sarebbe andata comunque fino in fondo, o che c'era qualche cosa sotto. E così è stato...

Dei vari personaggi Frenkie mi è piaciuta di più di tutti: una ragazza determinata, di carattere, capace di farsi apprezzare per la propria abilità, per le proprie capacità. Un positivo modello di donna, mi vien da dire, che tiene testa senza troppi problemi ai tanti uomini che le gravitano attorno sul fronte professionale. Mi è piaciuto il suo modo di porsi e il suo modo di affrontare la vita.
Non mi è piaciuta la figura di sua madre per l'atteggiamento che ha tenuto e non ho nemmeno avuto la voglia di giustificarla, alla fine, alla luce di ciò che si scopre.
Insegniamo ai nostri figli ad essere onesti e ad avere il coraggio di rispondere delle proprie azioni... non mi è piaciuto l'atteggiamento della madre. Tutto qui.

Lui è un tipo affascinante, non c'è che dire. Anche troppo per lei nel senso che ha schiere di donne che gli cadono ai piedi, donne belle e famose molto più di quanto non sembra essere lei che si presenta con una ragazza un po' anticonformista ma, comunque, nella norma.
Eppure dimostra di essere un ragazzo come tutti gli altri, che non si mette su un piedistallo come la sua situazione di personaggio dello spettacolo potrebbe giustificare. 

Romanzo piacevole anche se l'atteggiamento della madre mi ha fatto storcere il naso fin da subito e se, secondo me, ciò penalizza molto la trama.
L'ho letto in e-book e non ho trovato errori (mi è sembrato un miracolo!!!) e le pagine sono scorse via veloci. Il mondo della musica è descritto con passione e questo mi è piaciuto molto.
***
Lost. Per colpa di un bacio (Liar Liar Series)
Tania Paxia
Newton Compot Editori
263 pagine

lunedì 10 dicembre 2018

Il tuo meraviglioso silenzio (K. Millay)

Nastya e Josh sono due diciassettenni ai quali la vita non ha fatto sconti. Portano sulle spalle dei fardelli pesanti, tanto pesanti da farli sentire entrambi sbagliati, come se si trovassero in una realtà a cui non appartengono e si dovessero difendere, giorno dopo giorno, da tutto ciò che li circonda.

Lei non parla da 452 giorni, da quando ha perso l'uso della mano sinistra a seguito di un'aggressione, da quando ha dovuto scrivere fine alla sua carriera di pianista provetta.
Lui è rimasto solo dopo aver perso tragicamente sua madre e sua sorella, prima, suo padre e sua nonna poi. 

Soli.
Sono entrambi soli.
Lei per scelta.
Lui perché la sorte è ciò che gli ha riservato.
Lei non ha nessuna intenzione di intrattenere rapporti di alcun tipo con nessuna delle persone che ha attorno e, soprattutto, non ha intenzione di dare spiegazioni di alcun tipo.
Lui vive dentro a precisi confini che ha eretto attorno alla sua vita e che nessuno ha intenzione di violare.

Nel momento in cui le loro esistenze si incontrano, nonostante la reciproca resistenza, qualche cosa cambia. Si cercano, anche se agli occhi di tutti non è così.
Si trovano, anche se si sforzano per mantenere le distanze e non affezionarsi l'uno all'altra. 
Ognuno ha un motivo ben preciso per evitare che accada ciò che, invece, si sta alimentando sotto la cenere. 
Ognuno riesce a dare all'altra quello che serve per sopravvivere e per tentare di guardare al futuro con occhi nuovi.
Entrambi hanno un pezzetto della propria vita da proteggere, da lasciare nell'ombra, da non svelare. Eppure non è così facile restare nascosti davanti agli occhi di qualcuno che sa leggerti nell'anima, di qualcuno che riesce a sentire i battiti del tuo cuore anche a metri di distanza. 

La storia va letta parola per parola senza fretta per assaporarne appieno ogni sfumatura ma è inevitabile ritrovarsi catturati in un vortice di emozioni che fanno diventare, ben presto, la lettura del prosieguo come una vera e propria esigenza.

Ciò che più mi ha toccata è stata la scelta dell'autrice di proporre due protagonisti giovani ma già così segnati dalla vita. Una scelta importante, che avrebbe potuto rendere la storia poco credibile se si fosse calcata troppo la mano. Ma non è affatto così.

Lei è una ragazza tormentata, segnata nel fisico e nell'anima. Anche nella mente, a dire il vero, visto che non si è mai psicologicamente ristabilita del tutto dopo quello che le è accaduto qualche anno priva.
Lui è un ragazzo che ha imparato a convivere con la solitudine ma che è convinto di essere destinato a perdere tutti coloro che lo amano. Ecco da dove arriva la sua tendenza a non lasciarsi coinvolgere da nessuno, al suo voler non amare. Non vuole perdere ancora qualcuno. Ha perso tutti e gli basta così. E' una ragazza difficile da capire. Una ragazza che non ha intenzione di farsi capire.

Devo dire di averli amati entrambi. Sono protagonisti di una storia d'amore fuori dai canoni delle storie d'amore classiche. Il loro è un amore tormentato, un sentimento che segue vie tortuose dall'inizio alla fine e che va verso un epilogo diverso da ciò che si potrebbe sperare.
Li ho amati entrambi. Anzi, a dire il vero, ho amato la loro storia e mi è sembrato di poter toccare con mano la loro sofferenza, il loro tormento, le loro difficoltà.
 
Non mancano colpi di scena e delle sorprese che tengono ancora di più il lettore attaccato alle pagine di un libro che merita davvero di essere letto.

L'unica annotazione che mi sento di fare è legata all'uso del virgolettato. Più volte mi sono imbattuta in dialoghi in cui le virgolette vengono aperte e non chiuse o non aperte per niente dopo un inciso ma quando, chiaramente, il personaggio sta parlando. Peccato. 
Ovviamente si tratta di un problemino che passa in secondo piano ma che è non è sfuggito ad una lettrice precisina come la sottoscritta. Nel complesso non ci ho fatto caso più di tanto per via della bellissima storia, della perfetta caratterizzazione dei personaggi, della capacità dell'autrice di dare intensità a dei ragazzi, appena diciottenni, provati dalla vita più di quando non lo possano essere persone molto più adulte di loro.
Brava, davvero brava. Credo che una storia così abbia richiesto molto lavoro vista la struttura perfetta della storia e vista anche la complessità della situazione proposta. Complessità che non equivale a pesantezza o a lettura difficile. Complessità che si traduce in un romanzo unico, uno dei più belli letti in quest'ultimo periodo dell'anno.

Ringrazio le organizzatrici della Challenge Di che colore sei che mi hanno fatto conoscere queste storie così dolorose, così intense ma anche così cariche di emozioni e tanto capaci di emozionare. Chiudo con questa lettura la partecipazione alla challenge e ne sono contenta: non ho brillato in fatto di quantità di libri letti ma devo dire di averne scoperti di molto belli e mi va più che bene così!

martedì 4 dicembre 2018

Dammi mille baci (T. Cole)

Quella di Poppy e Rune è una storia commovente. E' la storia di un amore profondo ma anche una storia di dolore, di rabbia e di coraggio. 
E' una di quelle storie che fanno piangere ma anche sorridere alla luce del messaggio di speranza e di amore per la vita che viene lanciato.

Poppy e Rune si conoscono da bambini quando lui, trasferitosi da poco in una nuova città, si imbatte in una sua coetanea con un fiocco in testa che gli tende la mano e gli offre la sua amicizia.
Un'amicizia che li legherà per sempre, anche se in quel momento ancora non lo sanno.

Ho iniziato a piangere fin dalle prime pagine quando Poppy perde sua nonna: sono momenti davvero toccanti quelli che precedono il ritorno a casa della cara nonna di Poppy. Un ritorno doloso per la perdita ma anche carico di speranza per l'importante avventura che la nonna le lascia da vivere: riempire un intero barattolo con mille cuoricini di carta su cui dovrà restare traccia di altrettanti baci, di quelli che fanno scoppiare il cuore.
A Poppy piacciono le avventure. E quale compagno migliore di Rune per mantenere la promessa fatta alla nonna? I due bambini prendono sul serio la loro missione e il loro rapporto si consolida ogni giorno di più con promesse di amore eterno. 
Fino a che... Rune non deve lasciare la città per qualche anno.
Qui si interrompono misteriosamente i contatti tra i due e Rune cambia. Abbandonato dalla persona che ama di più al mondo, diventa scontroso, si arrabbia facilmente, segue compagnie poco rispettabili e dà a suo padre la colpa di quanto sta accadendo.

Tornato in Georgia con la sua famiglia, nel posto in cui ha vissuto da bambino e in cui ha conosciuto Poppy, Rune è diverso. Non è più quel ragazzo dolce che tutti ricordavano, non ha più lo sguardo tenero e delicato di un tempo. Ora è un altro ragazzo. 
Il vecchio Rune non c'è più. 
E nel momento in cui cerca di capire cosa possa essere successo, cosa possa averlo realmente allontanato da Poppy scopre che la vita, purtroppo, riserva delle grandi sorprese. 
Sorprese capaci di cambiare non una ma tante vite!

Come dicevo in apertura la storia è commovente. Però non posso negare di aver trovato delle ripetizioni, degli sviluppi un tantino prevedibili e degli errori di cui avrei fatto a meno. Errori nella traduzione? Non so e non sta a me dirlo ma mi sono imbattuta in frasi che mi hanno fatto innervosire... Passi la prevedibilità di alcuni sviluppi, passino alcune ripetizioni che anziché essere rafforzative appesantiscono la narrazione, gli errori tali sono e tali restano.
Mi spiace davvero ma la mia onestà non mi permette di fare finta di niente. In più occasioni mi sono imbattuta in e-book con errori palesi e non ce l'ho mai fatta a far finta di niente. Stavolta la storia mi è piaciuta e ciò ha un pochino mitigato l'effetto negativo che tutto ciò ha provocato in me ma è innegabile che c'è qualche cosa che non va (e i tre esempi che porto sono solo alcuni degli errori in cui mi sono imbattuta), qualcosa che mi auguro sia circoscritto all'edizione e-book e che, magari, scompaia in quella cartacea. Me lo auguro.

Ora, che l'aspetto emotivo possa aiutare a soprassedere è indubbio, resta il fatto che errori ci sono e sono antipatici. 

Posto ciò, seppur con diverse perplessità (sono un po' troppo puntigliosa, lo so, ma che ci posso fare?) non boccio questo libro.
Il personaggio che più mi è piaciuto è quello di Poppy. Una bambina positiva, di quelle che portano il sole in ogni posto in cui vanno, si trasforma in una ragazza coraggiosa e sempre più positiva, amante della vita e pronta a cambiare le esistenze di coloro con i quali entra in contatto. In meglio.
E' una figura chiave della storia e l'ho ammirata per il suo modo di affrontare la vita ed anche per essere riuscita ad influenzare positivamente soprattutto Rune dopo averlo ritrovato diverso da quel Rune che ricordava. Sono due diciassettenni i protagonisti della storia, due ragazzi che vivono con intensità un amore grande ed affrontano anche delle grandi difficoltà ed un profondo dolore. Ma ciò che resta in chi legge, secondo il mio parare, non è tanto il dolore quanto lo smisurato amore per la vita ed il rispetto per ogni singolo attimo che ad ognuno viene concesso di vivere che Poppy trasmette con il suo modo di essere e di affrontare il suo oggi.

Con questa lettura partecipo alle ultimissime fasi della Challenge Di che colore sei.

venerdì 21 settembre 2018

Non è detto che mi manchi (B. Marconero) - Venerdì del libro

Parto subito col dire che di questo libro mi sono piaciuti molto i nomi scelti per i protagonisti. Osservazione singolare, questa, lo so. Ma è quello che ho pensato mentre leggevo le loro avventure: Emi, Pietro detto Fosco (per via del suo cognome), Alessandro ed Alice.
I due protagonisti principali sono Fosco ed Emi e sono le loro due voci che si alternano nella narrazione. Una formula un po' troppo sfruttata, questa, che però funziona e rende comunque gradevole la lettura.

Lei è una ragazza che ha puntato tutto sulla sua immagine, sul suo corpo, sulla sua bellezza. A dirla tutta questa è l'idea che le hanno inculcato sua madre ed il suo compagno, tra l'altro il suo agente, perchè Emi nel suo intimo ama cucinare, adora i fornelli, gli aromi, gli ingredienti.

Lui ama i videogiochi e lavora in una redazione giornalistica. E' un po' il gatto nero con il pelo un po' arruffato in una famiglia di splendidi esemplari tutti bianchi e a pelo lungo: genitori di successo, fratelli impegnati all'estero in mestieri di successo e poi c'è lui... Fosco. Fa di tutto per dimostrare ai suoi di non essere un fallito e di non aver bisogno di nessuno.

Le loro vite si incrociano all'improvviso e si sconvolgono a vicenda sulla scia di un sentimento che nasce un po' in sordina ma che cresce e si alimenta di giorno in giorno.
Ma non è tutto rose e fiori e i due si troveranno a fare i conti prima di tutto con loro stessi, con le loro famiglie e poi con il loro rapporto.

In questo contesto interagiscono anche Alessandro (ricco cugino di Fosco che, tra l'altro, è anche il suo datore di lavoro visto che per mantenersi lavora in una redazione giornalistica) ed Alice, amica di Fosco da sempre, amica acquisita di Emi.
Devo ammettere che ho fatto il tifo anche per Alessandro ed Alice, oltre che per i protagonisti, ed avrei visto bene sviluppi del loro rapporto verso una storia diversa dall'amicizia che, seppur profonda, tale resta. Chissà, potrebbe essere lo spunto per il prossimo libro: partire da dove ci siamo lasciati ma senza tirare dentro Fosco ed Emi per puntare tutto su Alessandro ed Alice, dando loro un'opportunità. Chissà!

Non è una lettura impegnativa, lo stile è scorrevole e moderno, fresco, immediato.
Ciò che più mi ha innervosita è la figura della madre di Emi che considera sua figlia come un oggetto da vendere al migliore offerente. Non esagero, è questa la sensazione che mi è rimasta addosso: un rapporto, quello che le lega, che non ha niente a che fare con l'amore di una madre per una figlia e viceversa quanto, piuttosto, un rapporto fondato sulla voglia di Emi di essere alle altezza delle aspettative di una donna che, senza farsi troppi scrupoli, cerca di piazzare sua figlia nel modo più conveniente possibile sia dal punto di vista professionale che personale.
Devo dire che, soprattutto all'inizio, anche la figura di Emi non mi è piaciuta molto. Ho apprezzato molto più la semplicità e la schiettezza di Alice. Poi, pian piano, Emi mi ha dato modo di ricredermi nei suoi confronti. Buona cosa! E' un personaggio che matura, che cresce e fa delle scelte importanti. 
Fosco... Bhè, Fosco ha un bel caratterino. Testardo, indipendente, restìo a chiedere aiuto, piuttosto schivo e sempre pronto ad evitare il confronto fino a che, però, non arriva il momento di fare una netta inversione ad U e cambiare modo di fare, se non altro per un chiarimento.

Ho letto questo libro sul kindle e mi sono imbattuta in due errori di battuta - due dico due... non di più - ma nulla tolgono, nel complesso, alla lettura.

Amore, amicizia, carriera, ambizioni, sogni, scelte difficili: c'è un po' di tutto in questa storia che, pur essendo un tantino prevedibile in alcuni punti, riserva comunque qualche sorpresa.
La consiglio per il Venerdì del libro di oggi (non è la prima volta che segnalo un suo libro) e partecipo alla VisualChallenge in quanto in copertina compaiono degli occhiali, oggetto utile per questo mese di gara.

giovedì 30 agosto 2018

La grande fuga (S. E. Phillips)

Lucy ha una vita invidiabile. E' stata adottata da na delle donne più famose al mondo e da suo marito, sta per sposare l'uomo che tutte le donne vorrebbero al loro fianco, ha una vita tranquilla ed agiata. Non le manca nulla.
Oppure sì?

Non se ne rende conto fino a che, arrivata all'altare per sposare Ted, viene assalita dai dubbi e fugge dall'altare lasciando tutti di sasso. Se ne va in sella ad una moto guidata da uno sconosciuto che rappresenta l'esatto opposto del prototipo di uomo che stava per sposare. 

Panda è rude, dai modi tutt'altro che eleganti, lontano mille miglia dal modo di essere di Ted ed è uno sconosciuto. Eppure lei, miss perfettina, colei che ha sempre cercato di fare del suo meglio per non mettere in imbarazzo una famiglia importante, non ci pensa nemmeno un secondo e si fa portare via fino ad arrivare su un'isola dei Grandi Laghi anch'essa lontana dalla sua vita di sempre. 
O meglio, dalla vita che fino a quel momento Lucy ha scelto.
Perché è di questo che si tratta: una scelta. La sua indole reale è decisamente diversa da quella che ha celato sotto la maschera della tranquillità e dell'eleganza. Lucy è una donna ribelle che vede emergere la vera Lucy giorno dopo giorno accanto ad un uomo che le riserverà tante sorprese. 
Incontrerà persone che lasceranno il segno, con storie importanti alle spalle ma anche nel loro presente. Incrocerà occhi che le resteranno cuciti addosso e sfiorerà mani che le trasmetteranno emozioni fino ad allora sconosciute.
Eppure non le mancava niente... forse!
Ora si rende conto che la vita che ha avuto fino a quel momento non era la sua vera vita. Lei è diversa e lo scoprirà in modo violento, con esperienze che mai e poi mai la vecchia Lucy avrebbe immaginato di fare o solamente tollerato.

La grande fuga: il titolo racchiude tutto il senso del libro. Lucy scappa. Scappa da una vita troppo perfetta, da una famiglia troppo perfetta, da un uomo troppo perfetto, scappa da se stessa. 
E decide di vivere la sua vita, quella che scopre essere la sua vera vita. 

Non sarà un percorso facile, tante saranno le contraddizioni e le esperienze - anche dolorose - che Lucy si troverà ad affrontare e ciò che più mi ha lasciata perplessa è stata la reazione della sua famiglia e del suo uomo, dell'uomo lasciato all'altare. Oltre a metterle alle costole una guardia del corpo pagata per proteggerla la famiglia non fa altro. E lui? Niente di niente. Abbandonato sull'altare, nemmeno tenta un contatto. Niente.

Panda - Patrick all'anagrafe - è un personaggio magnetico e si capisce al volo che porta cucito addosso un passato che lo ha segnato nel profondo. Così come accade con Bree: una vicina che entrerà in confidenza con Lucy e che ha qualche cosa da raccontare. 

Le loro storie si alternano nel racconto e le loro esperienze si accavallano dipingendo un quadro complessivo equilibrato e non privo di sorprese. 

Solo a lettura ultimata mi sono resa conto che si tratta del seguito di un altro libro in cui si parlava degli stessi personaggi: la tecnica narrativa è la stessa usata per la serie dei Chicago Stars con i vari personaggi che diventano protagonisti dell'una o dell'altra storia. E' comunque un libro autoconclusivo e che ben si comprende anche senza la storia precedente che, però, a questo punto mi incuriosisce e credo proprio che leggerò, seppur con l'ordine contrario dal dovuto.

Ho scelto questa lettura perché utile adatta per la  Visual Challenge in quanto in copertina compaiono scarpe con il tacco ma anche per la Challenge Di che colore sei? utile per lo spicchio rosa, obiettivo 2.