sabato 22 luglio 2017

Scritto nel destino (T. Osburn)

Non avrei mai immaginato di piangere per un libro di questo tipo; un romance in piena, pienissima regola, con storia d'amore di fondo e una bellissima isola a fare da cornice al tutto. Non è un genere per il quale vado matta ma stavolta devo ammettere che una storia d'amore ben scritta, non troppo sdolcinata, intrigante quanto basta può fare bene anche agli animi meno romantici.

Ho letto il libro Scritto del destino per partecipare alla  terza tappa della The Hunting Word Challenge per la parola DESTINO nel titolo: l'ho preso in e-book con il timore di incappare nella solita delusione (spesso mi sono trovata tra le mani libri colmi di errori) ma mi sono dovuta ricredere.
Nessun errore, stavolta, in un libro ben scritto, scorrevole, con una storia intrigante e non scontata come avevo pensato sulle prime. 

L'autrice nel descrivere Anchor Island - questa l'isola in cui si svolgono le avventure di Beth, Lucas e Joe - ha preso ispirazione da un'isola realmente esistente Ocracoke Island, nel North Calolina e ne ha portate le meraviglie in questo libro. Scenari da sogno, una vita tranquilla circondati da uno splendido mare, negozietti d'altri tempi ma anche palestre super-moderne: l'autrice mi ha fatto immaginare dettaglio dopo dettaglio e mi è sembrato di poter comprendere appieno l'amore che gli abitanti di quell'isola hanno e manifestano palesemente per la loro terra natìa.

Beth e Lucas sono in procinto di sposarsi e lui la porta al cospetto della sua famiglia ad Anchor Islands, approfittando di due settimane di vacanza dallo studio legale in cui lavorano entrambi. Ambizioso e pronto a fare tutto per il suo successo, lui; accondiscendente e pronta a fare di tutto per far felice chi ha accanto, lei. Se non fosse per la fobia dell'acqua, l'arrivo di Beth sull'isola sarebbe stato molto più tranquillo. O meglio, se non fosse per la fobia di Beth e per l'incontro casuale con Joe, il fratello di lui, l'arrivo della ragazza sull'isola sarebbe stato molto più tranquilli. Eh sì, perchè Joe è un uomo magnetico, con due profondi occhi azzurri, un adorabile cane, un profumo da far girare la testa ma... è il fratello del fidanzato di Beth per cui il discorso è chiuso.
Questo è quello che crede lei.
Il discorso si presenterà tutt'altro che chiuso.

Banale... mi sono detta! 
E invece no. Si intrecciano gelosie, vendetta, interessi economici, sentimenti, rispetto, attrazione fisica in un mix che, secondo me, è ben riuscito.

Il personaggio che mi è piaciuto di più è quello di Joe. Posto che fisicamente viene descritto come una specie di armadio, un gigante dalla scorza dura ma dal cuore tenero, il suo comportamento ed il suo atteggiamento mi sono piaciuti fin dall'inizio. Ad incontrarne di uomini così, in un posto così!

La storia mi è piaciuta, non è un romance banale, non ci sono quei dettagli eccessivi, sdolcinati, forzatamente sensuali che si leggono spesso in romanzi di questo tipo. Non è un romanzo indimenticabile, non un capolavoro ma si lascia leggere. Mi sono pure commossa alla fine. Da non credere!

So che c'è anche un seguito. Credo proprio che me lo procurerò per sapere come procede la storia. Di per se il libro non ha un finale aperto nel senso che la storia potrebbe tranquillamente concludersi con il finale proposto ma sono curiosa di sapere cosa potrà succedere ancora ad Anchor Island.

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