domenica 29 settembre 2019

Il principe di Praga (D. L. Anne)

Ho letto Il principe di Praga in una giornata, notte compresa. Complice un gran raffreddore che mi ha costretta ad una notte insonne, ed anche un Kindle che mi permette di leggere anche di notte senza disturbare più di tanto, la lettura iniziata ieri mattina è arrivata al termine alle prime ore di oggi. Il raffreddore è ancora lì, anzi, non accenna a diminuire, sono anche un tantino insonnolita ma in compenso ho vissuto una notte bollente in compagnia di Daniel e Lara. O di Daniel e Kaila, dipende dai punti di vista.
Eh sì, perchè la storia - in merito alla quale farò qualche osservazione da qui a breve - vede Daniel alle prese con una donna che però, di fatto, si presenta con un nome ma all'anagrafe ne ha un altro.

Daniel Kellner è un uomo ricco e realizzato dal punto di vista lavorativo. Un po' meno dal punto di vista personale. 
Pensa solo a se stesso e non si fa alcuno scrupolo nello stringere un accordo con un uomo che - all'inizio non si comprende come mai ma lo si capirà strada facendo - gli offre sua figlia in moglie. I due promessi sposi non si conoscono e Kaila, figlia di quell'uomo, è una specie di merce di scambio tra i due uomini, sacrificata in un matrimonio combinato che, ai tempi d'oggi, mi è del tutto inimmaginabile soprattutto nella società descritta dall'autrice nel libro.
Ovviamente Kaila non ne vuole sapere e cerca di chiarirsi con suo padre: ha bisogno di tempo, però, e Daniel da parte sua preme per conoscerla organizzandole un soggiorno in casa sua.

Lara è la migliore amica di Kaila.
Entrambe studiano giornalismo, colore di capelli molto simile, fisico molto somigliante: non è difficile per lei chiedere all'amica di aiutarla con uno scambio di persona. Lara accetta di prendere il posto di Kaila al cospetto del suo promesso sposo allo scopo di rendersi odiosa, tanto da indurlo a ripensarci ed aiutare così l'amica a raggiungere l'obiettivo di mandare a monte, in un modo o nell'altro, il matrimonio.

Questa è la storia. E io dico: ma tu, Lara, che accetti di andare in casa di uno sconosciuto, di un tipo la cui fama di duro, scontroso, egocentrico ed abituato ad avere tutto ciò che desidera, lo precede, cosa ti aspetti?
Daniel la considera di sua proprietà in virtù dell'accordo con il padre ed agisce di conseguenza. 
E alla fine a lei pure piace!

Storia scontata, finale più che prevedibile, personaggi (tutti... dal padre di Kaila a lei stessa, che offre la sua amica in pasto ad un uomo con cui lei non vuole avere niente a che fare... la stessa Lara, sciocca ragazzina che per scelta si infila in una situazione insostenibile, Daniel che pensa di essere un maschio alfa dominatore e a cui tutto è dovuto) che mi hanno innervosita e avrei preso volentieri a schiaffi! 

L'unica nota positiva, non posso negarlo, è la scrittura dell'autrice: scrive in modo efficace, scorrevole, appassionante e la si legge volentieri. Poi, però, ci si scontra con i contenuti e il giudizio, purtroppo, per quanto mi riguarda non è positivo. Non è una storia che fa per me: la violenza, i soprusi, le bugie dimenticati da un momento all'altro tra le lenzuola con scene di sesso descritte nei minimi particolari... 
L'idea di donna che viene trasmessa non mi piace, non è nelle mie corde. 
L'idea di un uomo che pensa di avere il mondo in mano, il suo modo di concepire il rapporto con una donna - già a partire dall'accordo di base con il padre di Kaila - non mi piace proprio.

L'autrice scrive bene, non lo nego, ma la trama secondo il mio parere lascia molto a desiderare ed il finale, super scontato, non smentisce questa mia idea. O, per lo meno, non è una storia nelle mie corde: magari può piacere a chi ama i romance spinti, le situazioni estreme... Non so. Il mio è e resta un parere personale: veloce da leggere ma, me lo auguro, altrettanto veloce da dimenticare. Comunque va dato merito all'autrice di avermi saputa tenere attaccata alle pagine, se non altro per capire fino a che punto sarebbero arrivati quei due.
***
Il principe di Praga
Dora L. Lane
285 pagine
Kindle Unlimited

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