giovedì 25 agosto 2022

Otto milioni di dei (D. B. Gil)

Una storia lunga e articolata che, secondo il mio parere, non è alla portata di tutti.

Quella narrata nel libro Otto milioni di dei, letto in collaborazione con Thrillernord, non è l’indagine che ci si aspetta, pur essendo incentrata su misteriosi morti rispetto alle quali lo studioso e traduttore Martín Ayala viene incaricato di indagare. Basti pensare che al 70% della lettura le indagini sono ancora al punto di partenza, senza nessuno sviluppo e passate decisamente in secondo piano rispetto alla storia del Giappone dell’epoca. Secondo il mio parere è proprio lui il protagonista della storia: il Giappone medievale con i suoi misteri, le sue violenze, i suoi intrighi. Tra cospirazioni, bugie e tradimenti quella che viene raccontata non è un’indagine su quei morti ma è la storia dell’epoca ricca di avventure e che, come lo stesso protagonista ammette ad un certo punto “…avrebbero fatto impazzire una mente estranea a quel mondo di ombre”. Per me è stata proprio così. Non ho confidenza con il mondo orientale, tantomeno quello medievale per cui mi sono trovata un po’ in difficoltà rispetto a tanti nomi e riferimenti ai quali ho fatto fatica a dare un significato.

Aiuta molto l’indice dei personaggi e delle alleanze che è riportato all’inizio del libro e ringrazio l’autore per questo: se fossero mancate quelle note, così come le altre innumerevoli sparse tra le pagine, credo proprio che avrei gettato la spugna.

A parte la mia difficoltà personale posso dire che il libro è frutto di un gran lavoro di ricerca storica e una grande conoscenza dell’argomento che non possono essere negati. Le descrizioni, con innumerevoli particolari, rendono benissimo gli ambienti e le scene proposte con, in primis, i duelli che si incontrano lungo il cammino.

Vengono narrate tante storie nella storia, alcune delle quali sembrano apparentemente legate dal resto ma che, nelle more del racconto, mostrano tutta la loro importanza, la loro incidenza a più livelli.

È un libro impegnativo, molto. È una storia ricca e coinvolgente che, a tratti, può però far perdere il filo.

Il finale… ammetto che, vista la mole dell’avventura che ha portato il protagonista a vivere così tante peripezie, mi ha lasciata un po’ interdetta perché mi aspettavo qualche cosa di diverso ma credo che sia perfettamente in linea con ciò che accadeva in un’epoca in cui non si andava troppo per il sottile soprattutto quando c’erano delle verità scomode da difendere.

Molto affascinante la figura non di un personaggio ma di un oggetto: Filo di Vento. È un’arma che racchiude in se una filosofia di vita, il segno di un’epoca. Molto suggestivo l’uso che l’autore ne fa così come intensa è la devozione che il cavaliere che ne è in possesso manifesta nei suoi confronti e in ciò che rappresenta.

Consigliato a lettori attenti che amino i romanzi storici ed il Giappone ma anche a chi volesse avvicinarsi a questa cultura partendo dai tempi che furono. Non adatto a lettori distratti pena… perdersi nei meandri delle tante storie raccontate.
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Otto milioni di dei
David B. Gil
Piemme
696 pag.
19.90 copertina rigida - 10.99 Kindle

martedì 23 agosto 2022

La modella di Klimt (G. Dadati)

La modella di Klimt racconta una storia che resta  tuttora avvolta nel mistero. È la storia di uno dei capolavori di Gustav Klimt: Ritratto di signora. Un racconto che va a ritroso, tornando ad inizio secolo per offrire ai lettori una personale chiave di lettura dei tanti misteri che sono collegati a quell’opera.

Sarà andata davvero così? 

Magari quanto raccontato da Dadati non sarà la verità assoluta ma mi piace pensare che sia una delle tante possibili.

Un dato è certo: la stessa donna è stata dipinte due volte dall’artista. Ma chi è quella donna? Da dove arriva il suo sguardo indagatore, quegli occhi chiari che sembrano indagare nel profondo l’anima di chi li incontra?

La storia ha inizio a Vienna nel 1910 e l’autore offre anche un profilo preciso della città dell’epoca trasmettendone le suggestioni al lettore. Piano piano la storia arriva a Piacenza, in un piccolo museo nel centro della città.

Il libro non è una biografia dell’artista. Chi si aspetta questo sbaglia lettura. Totalmente. A dire il vero è come se Klimt restasse in secondo piano rispetto alla sua opera. Di lui viene detto poco anche se il ritratto che l’autore ne fa è molto inteso e capace di emozionare. Vengono date le informazioni essenziali su di lui e il resto della scena è rubato dalla storia di quegli occhi chiari e del mistero legato poi a quel quadro, fino ad arrivare ai giorni nostri. Viene narrata una storia di vite sfortunate legate a quegli occhi: occhi di una modella per caso, di una ragazza semplice ed enigmatica. Anna, questo è il nome di quella giovane, non è una modella di professione ma lavora in un’azienda tessile per aiutare in famiglia, rimasta sola con suo padre e suo fratello dopo la morte della madre. Quel volto trasmette quella genuinità e quell’ingenuità che in nessuna modella di professione Klimt avrebbe mai potuto trovare.

Nasce come ritratto di una signora con cappello e sciarpa per diventare poi, nella reinterpretazione successiva, una ragazza meno impostata, strappata dal quotidiano e fissata senza orpelli su quella tela che vivrà tante avventure e, in un modo o nell’altro, influenzerà tante vite.

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La modella di Klimt. La vera storia del capolavoro ritrovato
Gabriele Dadati
Baldini+Castoldi
224 pagine
17.00 euro coprtina flessibile, 9.99 Klimt

mercoledì 17 agosto 2022

Se prima eravamo in due (F. Brizzi)

Se prima eravamo in due avevamo una vita tranquilla... ma mancava qualcosa. Quando, poi, siamo diventati in tre... bhè... è qui che si inserisce il racconto di Brizzi che potrebbe essere un diario (o qualche cosa di simile) di qualsiasi genitore che vede cambiare la propria vita e la vita di coppia com'è normale che sia, quando arriva un figlio.

 

Una figlia, nel caso specifico. 

Si tratta di un libro molto breve, che si legge in poche ore. Se fossi una lettrice che classifica i libri da ombrellone (e non lo sono, perché io sotto l'ombrellone leggo di tutto) sarebbe una classica lettura da ombrellone.

Maneggevole come formato, non troppo pesante (le pagine sono poco più di cento) e non è dunque un gran sacrificio infilarlo nella borsa del mare. Quanto al contenuto, però, devo dire che non sapevo cosa aspettarmi e non ho trovato niente di così originale se non fosse che non è un romanzo inventato ma una vera esperienza di vita vissuta.

Ho trovato un racconto piuttosto scorrevole, quello di un padre che già dalle prime pagine ammette che il ruolo dei due genitori non è sullo stesso piano al cospetto di un figlio... e conclude il racconto della gravidanza e del primo anno di vita di sua figlia con una lettera indirizzata a lei nella quale chiede e si chiede se è stato o meno un buon padre. La parte più tenera e, forse, la più interessante, è proprio quella finale secondo il mio parere, concentrata in poche pagine. 

Devo ammettere che non è una lettura che mi ha lasciato molto se non la voglia di ascoltare il punto di vista di mio marito sul suo essere padre, su come è cambiata per lui la vita e come ha vissuto questa nuova situazione che è arrivata, per lui, quasi 17 anni fa.

Non è un libro che rileggerei e che trovo più ad uso esclusivo della figlia della coppia (che poi nel tempo è pure scoppiata, a dire la verità) che di lettori che cerchino emozioni. Non me ne voglia l'autore... ma se non ci fosse stata la parte finale forse non mi sarebbe rimasto nulla di questo librettino. Quello che devo ammettere, però, è che questa lettura mi ha fatto riflettere su quanto poco si dia spazio - nei libri ma anche nella vita - al punto di vista dei padri... questo sì, mi ha fatto pensare.
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Se prima eravamo in due
Fausto Brizzi
Einaudi editore
120 pagine
13.00 euro copertina flessibile, 6.99 Kindle

martedì 9 agosto 2022

Domani e per sempre (E. Meta)

 Doloroso. Un libro che non ti aspetti. Una scrittura fluida ed efficace per una storia che, seppur romanzata, mette nero su bianco il dolore di un popolo, in un'epoca non così lontana da noi.

Quando mi madre mi ha chiesto di comprarle il libro di Ermal Meta ammetto di non avergli dato troppa fiducia. Mi sbagliavo e di grosso. Non solo è scritto molto bene ma la storia proposta arriva al cuore fino a graffiare l'anima.

Quella proposta è la storia di un popolo sopravvissuto ad eventi terribile. La storia di uomini e donne che hanno sofferto, hanno creduto che si potesse fare qualcosa per conquistare la libertà, hanno sopportato, sono morti.

Tutti i personaggi che entrano in scena sono inventati ma ispirati, per stessa ammissione dell'autore, a persone che ha incontrato, delle quali ha conosciuto le storie. Per non perdere la memoria di ciò che è stato. Per non dimenticare.

In un periodo storico e in una società nei quali il mondo occidentale viene demonizzato, c'è chi quel mondo lo sogna, lo cerca, lo conquista. Quel lavaggio del cervello effettuato su un popolo che ha imparato a dare la colpa di tutto al capitalismo è sopravvissuto a lungo. 

Raccontando la storia di Kajan Ermal Meta racconta le sofferenze di un popolo nell'Europa segnata dalla seconda guerra mondiale quando l'Albania subisce l'occupazione tedesca. Kajan all'inizio della storia ha sette anni, è l'inverno del 1943. Comprende solo in parte ciò che gli sta accadendo attorno: sta crescendo con suo nonno perché i suoi genitori, partigiani, sono lontani a combattere sulle montagne contro i nazisti. La guerra finisce e i sogni sembrano avverarsi. Kajan non sa, però, che la sua vita sarà una continua (e non sempre positiva) sorpresa, con tante perdite, tanta sofferenza, tante occasioni che sembrano però avere tutte le stesso epilogo. Ad un certo punto della sua vita si troverà a subire vicende che mai avrebbe immaginato e la sua esistenza vivrà non una ma più svolte in direzioni inimmaginabili.

In quello che è stato definito come uno straordinario romanzo di formazione, Ermal Meta racconta la sua terra in un periodo storico particolare, quando la popolazione era piegata sotto il peso della più feroce delle dittature comuniste mai esistite, quella applicata da  Enver Hoxha.

Devo ammettere che prima di questa lettura conoscevo davvero poco di quegli anni, di quel popolo. Ed ho sofferto. Ho sofferto terribilmente nel pensare che quanto letto tra quelle pagine, seppur romanzato, potesse anche solo minimamente essere fedele ad una realtà dolorosa, terribile.

Quello che viene narrato è il racconto di una vita fatta di allontanamenti e riavvicinamenti, di dolore fisico e non solo, di violenza ma anche di speranza. Quella che anche nei momenti di sconforto manda la sua fioca luce dal profondo dell'anima di un giovane, prima, uomo adulto poi, che vive un'avventura lunga una vita, capace di tenere il lettore sulle spine fino alla fine.

La libertà, per me, aveva l'aspetto di quelle poche cosa per cui non bisognava chiedere il permesso. Per tutto il resto serviva l'autorizzazione del partito, persino per l'amore. Chissà che aspetto ha la libertà qui.
Positiva sorpresa, consiglio questo libro a chi non abbia paura di soffrire davanti a violenze inaudite, ad esistenze piegate che, però, non si spezzano. A chi non abbia paura di soffrire davanti a scelte inaccettabili...
Gran bel libro. Complimenti all'autore con il quale mi scuso per essermi lasciata prendere la mano dal fatto di avere a che fare con un personaggio dello spettacolo a cui, come dicevo sopra, non davo molta fiducia. Mi sbagliavo. Non faccio fatica ad ammetterlo.
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Domani e per sempre
Ermal Meta
La nave di Teseo
546 pagine
20.00 euro copertina flessibile, 11.99 Kindle

domenica 7 agosto 2022

Un volo per Sara (M. De Giovanni)

 

Torna la donna invisibile, Sara Morozzi, frutto della penna e della fantasia di Maurizio De Giovanni che ha imbastito la trama di una nuova avventura dell’ultimo dei suoi personaggi seriali.

Questa volta Sara, Viola (che collabora con piacere con la madre del suo defunto fidanzato, padre del suo bambino, seppur in via ufficiosa) e l’ispettore Davide Pardo sono chiamati ad investigare su una vicenda che li catapulta indietro nel tempo. Un viaggio a ritroso che, per Sara in particolare, vuol dire rivivere un periodo della sua vita che è rimasto segnato a caratteri di fuoco nella sua anima.

Ecco, dunque, che l’indagine sullo schianto di un piccolo aeroplano turistico diretto in Sardegna (a seguito del quale non ci saranno superstiti) porta Sara ad ipotizzare legami con vicende passate ma mai dimenticate. Entra in gioco uno dei personaggi più riusciti, secondo il mio parere, accanto a Sara: Andrea Catapano ex collaboratore della vecchia squadra, l’Unità di intercettazioni e ascolto dei Servizi, oramai in pensione che, avendo perso quasi del tutto la vista, ha imparato a sopperire a tale mancanza affidando l’udito: la sua capacità di ascoltare con più attenzione degli altri e sentire laddove sembra non esserci niente di interessante, sarà fondamentale per aprire uno spiraglio che porterà l’indagine per l’incidente dell’aeroplano su binari ben precisi.

A mio giudizio quello di Andrea è un personaggio molto ben riuscito tra i personaggi secondari, ancora meglio di Teresa, ex collega di Sara e sua compagna in mille avventure, l’unica ancora attualmente in servizio a capo dell’Unità investigativa. Una coppia inossidabile, la Mora e la Bionda, ma fino a che punto?

Più che l’indagine in quanto tale (pure molto interessante e ben strutturata) mi è piaciuto il tuffo nel passato dal punto di vista personale di Sara. Conoscere più a fondo quel Massimiliano che le ha cambiato la vita e che l’ha lasciata troppo presto mi ha aiutata a comprendere meglio il suo personaggio. Tornare all’epoca in cui lavoravano insieme vuol dire, per Sara, non solo indagare su personaggi intoccabili, mettere le mani nel torbido del potere dell’epoca ma vuol dire anche far riaffiorare ricordi personali che fino a questo momento erano restati celati nell’anima della donna.

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Un volo per Sara
Maurizio De Giovanni
Rizzoli editore
256 pagine
19.00 euro copertina flessibile, 10.99 Kindle

sabato 6 agosto 2022

La Vergine azzurra (T. Chevalier)

 

Libro di esordio di TracyChevalier, La Vergine azzurra propone la storia di Isabelle ambientata in Francia, nel ‘500 che si intreccia con quella di Ella che, ai tempi moderni, è alla ricerca delle sue origini francesi.

Una struttura narrativa non del tutto originale, devo ammetterlo (in più romanzi mi sono trovata davanti a situazioni analoghe con personaggi che, scavando nel passato, hanno riportato a galla ricordi sconvolgenti) ma in un libro ben scritto, scorrevole, emozionante e capace di offrire ai lettori personaggi ben strutturati e resi alla perfezione.

La Tracy Chevalier degli inizi, insomma, non delude.

La storia: Isabelle porta addosso i segni di quella che, all’epoca, è una vera e propria condanna: ha i capelli rossi e secondo i dettami dell’epoca ciò la accomuna alle forze del diavolo. La società non le fa sconti e i sermoni del predicatore calvinista Monsierur Marcel contro la Vergine, cui lei somiglia molto, accendono gli animi degli abitanti del villaggio che, di fatto, non avrebbero motivo per temerla o avercela con lei. Tra superstizioni e cattiveria, tra convenzioni sociali difficili da sradicare e alle quali è impossibile opporsi, Isabelle accetta la sua condizione a testa bassa, non potendo fare altrimenti, subendo anche le violenze di un marito che si dimostra diverso da ciò che aveva creduto.

Elle, da parte sua, trasferitasi in Francia con il marito Rick che ha seguito per impegni di lavoro, si trova in un periodo della sua vita molto particolare. Sente addosso un vuoto che non sa come colmare fino a che non decide di scavare nel passato della sua famiglia per risalire alle sue origini francesi. Non è una ricerca facile e ben presto l’immagine di una veste azzurra le si fissa nella mente tanto da ossessionarla al punto di voler arrivare al più presto alla verità e liberarsi, se possibile, da quello che è diventato un tarlo nella sua mente.

Si tratta di un romanzo ambientato in un periodo storico reale, con le sue credenze e le sue contraddizioni.

Ciò che mi ha maggiormente catturata è la storia di Isabelle ma non posso nascondere che le vicende attuali di Elle, i suoi tentativi di arrivare alle origini della sua famiglia abbiano comunque avuto un ruolo importante soprattutto nel tenere alta la tensione in merito ad una determinata circostanza in particolare.Ben scritto, con descrizioni efficaci sia per quanto riguarda gli ambienti che il periodo storico ed i personaggi, l’autrice mi ha resa partecipe in prima persona soprattutto dei momenti di maggiore tensione ed ho sofferto con le protagoniste, con Isabelle in particolare, sentendomi impotente quando, invece, avrei voluto fare qualcosa per lei.
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La vergine azzurra
Tracy Chevalier
Beat edizioni (edizione originale Neri Pozza)
300 pagine
9.00 euro 

giovedì 4 agosto 2022

La gazza (E. Day)

 

Sono arrivata all'ultima pagina con una certa perplessità addosso. Perché se la prima parte del libro stupisce, dimostrando ad un certo punto come niente sia come sembra mentre la parte centrale abbia, invece, a mio parere rallentato un po' appiattendosi su una situazione che sembrava non arrivare mai ad una svolta, alla fine la svolta arriva ma non è quella che avrei visto bene per quello che è stato proposto come thriller psicologico ad alta tensione.

Procediamo con ordine. 

La storia ruota attorno ad un delicatissimo argomento: la maternità. Quella mancata di Kate, quella speciale di Marisa, quella morbosa di Annabelle. Maternità cercata, agognata, voluta, mancata, arrivata in modo del tutto inusuale, maternità che lascia addosso le sensazioni più disparate in chi la vive (o non può viverla, dipende dai punti di vista). Argomento delicato perché sono tanti gli aspetti che entrano in gioco, fisici e non solo. 

In questo contesto c'è la figura di un uomo che in alcuni passaggi mi è sembrato troppo passivo per maturare, però, strada facendo, fino a diventare determinante sul finale: Jake.

La storia in poche, pochissime parole. Marisa e Jake: una coppia come tante con il desiderio di avere un figlio. Un po' particolare fin da subito, Marisa, sempre troppo accomodante (secondo il mio parere) pronta  trovare conforto sempre e comunque nel suo uomo senza porsi troppe domande come se fosse pronta ad accettare tutto ciò che viene senza la minima obiezione. Quando nella loro casa arriva Kate, un'inquilina necessaria per arrivare a fine mese con i conti, qualche cosa inizia a scricchiolare e non sono solo le certezze di Marisa ma anche quelle del lettore. Perché se fino a questo punto ha letto una storia, dall'arrivo di Kate in avanti ne legge un'altra che lo fa ricredere su tutto ciò che aveva creduto di aver compreso.

A questo punto il romanzo stupisce ed i fili della tensione iniziano ad essere sempre più tesi dal momento in cui il lettore realizza che gli ingranaggi ruotano in modo diverso da quanto era stato indotto a pensare. Inizia una storia nella storia ed è questa la parte che, secondo me, dà l'impressione di ruotare troppo in cerchi concentrici come se non arrivasse mai una svolta.

Poi, però, altro punto molto bello del racconto, la svolta arriva e porta ad un epilogo che avevo immaginato diverso da quello che è stato ma che, a ben guardare, è il più giusto che si potesse pensare per una storia così.

Non posso essere più precisa: è una storia rispetto alla quale non si può dire molto per togliere il gusto della lettura. 

Posso dire, però, che il personaggio che più mi ha colpita è quello di Annabelle. Una donna matura che si porta appresso il retaggio di una maternità non equilibrata neppure dopo tanti anni. Una donna calcolatrice, volta a controllare le vite altrui, pronta a capovolgimenti di fronte pur di manipolare le persone che ama. Una forma di amore anche questa, secondo il mio parere, seppur tossica.

Non è il più bel libro che ho letto negli ultimi tempi ma senza dubbio una storia che si lascia leggere e che fa anche riflettere, ben scritta, con quei capovolgimenti di fronte che vanno costruiti con abilità. 

Sono reduce da diverse letture di Michel Bussi per cui sono piuttosto preparata ad essere portata sull'orlo del precipizio dall'autore (mi sono permessa di definirlo un illusionista). Stavolta la sensazione è meno accentuata di quanto avvenuto con lui ma è tutta un'altra storia per cui va bene così... e non si possono fare confronti.

Va dato merito all'autrice di aver messo in piedi un impianto narrativo credibile e con meccanismi che combaciano alla perfezione offrendo una storia particolare dal punto di vista psicologico, ma molto umana.
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La gazza
Elizabeth Day
Neri Pozza editore
400 pagine
18.05 euro copertina flessibile, 9.99 Kindle