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martedì 25 ottobre 2022

Nudo maschile in arancione e giallo (A. Fullin)

 

Protagoniste della storia sono la pittura e storie d’amore non necessariamente convenzionali: una tra un uomo e una donna, una tra due donne ,una tra due uomini). Prende le mosse da una pittrice post – impressionista che parte con dipingere frutta e verdura per arrivare al nudo maschile. I corpi maschili le forniscono la giusta ispirazione . Il periodo storico da cui ci parte è quello degli anni dieci in Polonia ed i personaggi che si rincorrono sono molti e variopinti.

Si chiama Vanessa Borowski la nostra artista che, rimasta vedova da giovane e con il piccolo Mattia a carico, vuole fare dell’arte la sua vita. Per questo sceglie la città  di Wrocaw (nella Slesia) come sua destinazione, nel momento in cui i Russi saranno impegnati ad occupare Varsaia. È nella sua nuova città che incontra un carosello di personaggi.

Tra riferimenti storici (non troppo approfonditi, devo dire) relativi a paesi che conosco molto poco e con continui appigli a movimenti artistici dell’epoca ma anche a riferimenti cinematografici dell’epoca nonché delle fotografia, l’autore propone le vicende di personaggi che sono alternativamente tragici ed esilaranti.

Vengono narrate conquiste e perdite, scelte di vita dettate dalla passione ed altre dall’indifferenza il tutto in un vortice di emozioni legate a doppio filo al mondo dell’arte: e, si sa, quando si ha a che fare  con un artista, nulla scorre via in modo lineare. Figuriamoci se si ha a che fare con più di uno.

Lettura particolare, fuori dai miei canoni e che, onestamente, non mi ha lasciato molto. Non c’è un personaggio che mi abbia trasmesso emozioni particolari e credo che sarà una di quelle che verrà rimossa all’istante dalla mia memoria. La copertina, però, mi resterà in mente e mi farà pensare a qualche cosa di diverso da quello che tra le pagine di questo libro ho trovato.

Una curiosità proprio sulla copertina e sul titolo… Ho aspettato, pagina dopo pagina, di capire da dove arrivasse quella vasca da bagno rosa… non ricordo se fosse proprio rosa ma c’è in uno degli episodi forse più simpatici. Ed il titolo… un richiamo all’amore dell’artista per il nudo maschile e per i colori. Io l’ho interpretato così.

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Nudo maschile in giallo e arancione
Alessandro Fullin
Manni editore
160 pagine
15.00 euro copertina flessibile, 7.99 Kindle 

martedì 23 agosto 2022

La modella di Klimt (G. Dadati)

La modella di Klimt racconta una storia che resta  tuttora avvolta nel mistero. È la storia di uno dei capolavori di Gustav Klimt: Ritratto di signora. Un racconto che va a ritroso, tornando ad inizio secolo per offrire ai lettori una personale chiave di lettura dei tanti misteri che sono collegati a quell’opera.

Sarà andata davvero così? 

Magari quanto raccontato da Dadati non sarà la verità assoluta ma mi piace pensare che sia una delle tante possibili.

Un dato è certo: la stessa donna è stata dipinte due volte dall’artista. Ma chi è quella donna? Da dove arriva il suo sguardo indagatore, quegli occhi chiari che sembrano indagare nel profondo l’anima di chi li incontra?

La storia ha inizio a Vienna nel 1910 e l’autore offre anche un profilo preciso della città dell’epoca trasmettendone le suggestioni al lettore. Piano piano la storia arriva a Piacenza, in un piccolo museo nel centro della città.

Il libro non è una biografia dell’artista. Chi si aspetta questo sbaglia lettura. Totalmente. A dire il vero è come se Klimt restasse in secondo piano rispetto alla sua opera. Di lui viene detto poco anche se il ritratto che l’autore ne fa è molto inteso e capace di emozionare. Vengono date le informazioni essenziali su di lui e il resto della scena è rubato dalla storia di quegli occhi chiari e del mistero legato poi a quel quadro, fino ad arrivare ai giorni nostri. Viene narrata una storia di vite sfortunate legate a quegli occhi: occhi di una modella per caso, di una ragazza semplice ed enigmatica. Anna, questo è il nome di quella giovane, non è una modella di professione ma lavora in un’azienda tessile per aiutare in famiglia, rimasta sola con suo padre e suo fratello dopo la morte della madre. Quel volto trasmette quella genuinità e quell’ingenuità che in nessuna modella di professione Klimt avrebbe mai potuto trovare.

Nasce come ritratto di una signora con cappello e sciarpa per diventare poi, nella reinterpretazione successiva, una ragazza meno impostata, strappata dal quotidiano e fissata senza orpelli su quella tela che vivrà tante avventure e, in un modo o nell’altro, influenzerà tante vite.

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La modella di Klimt. La vera storia del capolavoro ritrovato
Gabriele Dadati
Baldini+Castoldi
224 pagine
17.00 euro coprtina flessibile, 9.99 Klimt

sabato 27 marzo 2021

Il mistero della pittrice ribelle (C. Montani)

Un esordio scoppiettante quello di Chiara Montani che, con Il mistero della pittrice ribelle, porta il lettore nella Firenze del Rinascimento, tra le sue bellezze e i suoi misteri.

Lo fa offrendo una storia di fantasia che prende le mosse, però, da vicende storiche ed artistiche reali. 

Lo fa in modo accattivante, dimostrando di aver approfondito adeguatamente aspetti molto particolari che riguardano le vicende dell'epoca e, soprattutto, mettendo sul piatto della bilancia una storia ricca, ricchissima non solo di riferimenti artistici e personaggi di spessore ma anche di un ritmo narrativo davvero meritevole. 

Due le figure attorno alle quali si snoda il romanzo, una più affascinante dell'altra.

Il personaggio maschile - magnetico, misterioso, intelligente, di grande talento - risponde al nome di Piero della Francesca e le opere a cui si fa riferimento sono opere reali, frutto della sua maestria, della sua abilità, della sua arte. Una su tutte: La flagellazione di Cristo.

Il personaggio femminile è quello di Lavinia: una giovane donna curiosa, coraggiosa, di un'intelligenza vivace e capace di trasmettere emozioni forti a chi legge la sua storia.

E poi Firenze: siamo nel 1458. Una Firenze in cui potere, ambizioni, intrighi e violenze vanno a braccetto. Una Firenze in cui la giustizia assume toni piuttosto foschi anche per via delle tecniche di tortura usate per portare i sospettati a confessioni che in tanti modi si possono definire meno che volontarie. È una Firenze in cui si aggira indisturbato uno spietato assassino che non si limita ad uccidere ma infligge terribili torture. 

A Firenze vive Lavinia, con lo zio Domenico che l'ha cresciuta dopo la morte di sua madre. Quello stesso zio che vive d'arte e che le trasmette una innata passione per le forme, le ombre, i colori, i pennelli. Lavinia, però, è una donna e sa bene che il suo altro non potrà essere se non un sogno perché alle donne l'arte è preclusa. La sua vita prende una direzione ben precisa quando arriva nella bottega di Domenico un personaggio enigmatico: Piero delle Francesca, giunto sul posto in circostanze misteriose. Quando lo zio di Lavinia viene accusato di un terribile delitto e si trova a rischiare la pelle, prende le mosse un'avventura che porterà la ragazza ad indagare in un torbido mondo che è legato a doppio filo a quelle opere d'arte che stanno sullo sfondo dell'intero racconto.

La scrittura di Chiara Montani è precisa, ricca di dettagli soprattutto nelle descrizioni ma non solo: è carica di significato e nei racconti di cui il lettore è reso partecipe si ha l'impressione di vedere delle vere e proprie pennellate di colore dare forma a situazioni ed ambienti. 

Non è un libro da leggere in fretta. Ogni dettaglio va assimilato con calma perché solo in questo modo si riesce a mettere ogni tessera al posto giusto. Devo ringraziare l'autrice per avermi donato non solo una bellissima (seppur terribile) storia ma per avermi indotto ad approfondire, cercare, curiosare nella vita di Piero così come tra le sue opere. Anche stavolta questa esperienza di lettura è stata, per me, un'esperienza di conoscenza e di crescita oltre che di intrattenimento.
Esordio scoppiettante, dicevo all'inizio. Spero che si sia capito il perché.
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Il mistero della pittrice ribelle
Chiara Montani
Garzanti editore
336 pagine
16.80 euro copertina rigida, 9.99 Kindle

lunedì 11 agosto 2014

La ragazza con l'orecchino di perla (T. Chevalier)

Quando mi hanno registrato il prestito mi avevano detto, con fare alquanto curioso, che non avrei potuto portarlo al mare (il bibliotecario si preoccupava che lo sgualcissi, lo rovinassi... credo) ma è stato proprio in un bellissimo fine settimana di mare che l'ho letto con crescente interesse.


De La ragazza con l'orecchino di perla si è parlato parecchio tempo  fa ma io, come al solito, non seguo molto la moda del momento in fatto di letture ed è arrivato tra le mani in occasione dell'ultima tappa in biblioteca.

Fin dalle prime pagine mi hanno rapita le descrizioni e lei, Griet
Griet è una ragazzina che, per aiutare la famiglia in un momento di difficoltà dovuto ad un incidente accorso al padre, va a servizio a casa Veermer. Siamo nel XVII secolo e la ragazzina prenderà servizio a casa del celebre Johannes Veermer: un pittore di gran fama che ha bisogno di una serva che, in particolare, pulisca il suo atelier "...senza toccare nulla".
Griet, grazie alla sua precisione, riuscirà a pulire la stanza creativa rimettendo sempre tutto al proprio posto ma riuscirà a fare molto di più. Senza volerlo e, soprattutto, senza rendersene conto, porterà scompiglio in una famiglia che, prima di quel momento, non ha mai avuto problemi con le serve che si sono succeduto nel tempo. Eppure lei di problemi non vuole assolutamente crearne. Anzi, è una serva devota e precisa che apprende immediatamente quale sia il suo ruolo, cosa può e cosa non può fare, cosa deve e cosa non deve fare. Impara subito chi comanda in casa e quali siano i ruoli di ognuno in una famiglia numerosa e apparentemente benestante. 
Il romanzo parla della famiglia, del pittore, del suo modo di creare e del suo carattere taciturno. E' la storia di un quadro - in origine La ragazza col turbante - che prende vita come un segreto in una casa in cui quegli occhi, quel volto, quelle labbra lasceranno un segno per sempre. Si tratta di una ricostruzione fantasiosa dell'autrice visto che non è dato sapere a chi appartenenza quel volto che è stato ritratto da Veermer con tanta intensità ed enigmaticità.
Tra i due nasce un legame speciale, fatto di sguardi, di parole dette e non dette, di sospiri... Un legame che nessuno dei due pare alimentare in alcun modo e che, eppure, li lega a doppio nodo, ogni giorno di più. Mai una parola fuori posto, mai un gesto sconsiderato eppure tra i due accadrà qualche cosa di sconveniente per l'epoca in cui sono vissuti e che li porterà a doverne pagare le conseguenze. 
Trovo che sia un romanzo molto delicato ed intenso allo stesso tempo. Non mi interessa più di tanto il contesto storico: non sono i riferimenti storici, gli approfondimenti dell'epoca che mi interessano: mi sono appassionata alla storia e mi sono immedesimata in quella ragazzina in più passaggi... Ho sentito il batticuore tanto quanto lei, mi è sembrato di sentire gli stessi passi che lei sentiva nella stanza, di vedere la luce che le illuminava o le metteva in ombra il viso. 

Griet è mossa non solo dalla consapevolezza del suo ruolo di serva ma anche da un profondo amore per l'arte. Io suo padrone vede in lei, fin dal primo momento in cui incontra il suo sguardo, una sensibilità fuori dal comune. Vede nel modo in cui allinea le verdure mentre prepara la zuppa, nella cucina di casa sua, molto più di una serva. Vede in lei un'alleata silenziosa ed attente, la custode di un segreto...

L'ho trovato sensuale ed anche misterioso: qual è la linea di confine tra l'interesse per l'arte e quella, senza dubbio più carnale, per una giovane serva?

E' una lettura che consiglio senza riserve. Se ci si aspetta un romanzo storico, con tanto di dettagli approfonditi di un'epoca allora meglio evitare. Se ci si aspetta una storia coinvolgente ed emozionante... allora si, lo consiglio.

Ps: terminata la lettura ho voluto conoscere meglio Veermer, la sua arte, le sue opere e mi sono documentata a dovere... grazie al libro, altrimenti - probabilmente - sarebbe restato uno sconosciuto per me.
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La ragazza con l'orecchino di perla
Tracy Chevalier
Neri Pozza Editore
14.50 euro