mercoledì 27 giugno 2018

Città di carta (J. Green)

Città di carta è il secondo libro che leggo di John Green ed ho avuto la conferma di come questo autore sia capace di rendere molto verosimile il vissuto adolescenziale/giovanile che narra nelle sue storie.

In Cercando Alaska, l'altro che ho letto, così come in questo libro, i protagonisti sono giovani alle prese con problematiche proprie della loro età: questa volta stiamo parlando di diciottenni che mi appaiono però poco più che adolescenti - a dire il vero - dalla descrizione che l'autore fa del loro vissuto, delle loro scelte, del loro oggi.

Sono giovani alle soglie del diploma con un futuro ancora incerto davanti ed un presente fatto di giochi al computer, serate di divertimento e famiglie più o meno presenti.
Quentin e Margo sono due di questi giovani. 
Cresciuti insieme in qualità di vicini di casa e con una sintonia tale da far innamorare, già da bambini, Quentin di Margo, le loro strade si sono allontanate con la crescita per poi riavvicinarsi quando, una notte a qualche giorno dal dipoloma, Margo compare alla finestra della camera di Quentin per coinvolgerlo in una straordinaria avventura.
Un'avventura, però, che sarà l'ultima a vederli fianco a fianco visto che dalla mattina successiva Margo scompare.

Una scomparsa misteriosa attorno alla quale si inizia ad indagare, soprattutto da parte di Quentin che cerca ogni minimo indizio che la ragazza possa aver lasciato in giro. Non è nuova a colpi di testa di questo tipo, però, tanto che la famiglia non muove un dito limitandosi a lasciarla andare, forte soprattutto del fatto che è maggiorenne e che se vuole sparire è libera di farlo. Per suo padre e sua madre non c'è niente di sospettoso ma un epilogo naturale per una giovane esistenza che si è più volte distinta per comportamenti molto singolari.
Quentin non è dello stesso avviso e porta avanti una ricerca tutta sua, una ricerca in cui saranno coinvolti anche i suoi migliori amici.

Quella raccontata da Green è una storia calata alla perfezione nella vita di giovani - ragazzi e ragazze - che reagiscono in modo differente alla scomparsa di Margo ma che sono tutti accomunati dalla voglia di non mollare e di voler arrivare fino in fondo, spinti dalla caparbietà di Quentin che, una volta tanto, lascia da parte il suo carattere sostanzialmente insicuro per cercare la ragazza che ama da sempre. In lui si fa anche largo l'idea che possa essere morta e non ci sta a rassegnarsi semplicemente alla sua assenza come se fosse la cosa più normale del mondo.

All'inerzia della famiglia si contrappone la certezza di Q. (così viene chiamato da tutti, per semplicità, il protagonista) di riuscire a torvarla, di riuscire ad interpretare i segnali che ha lasciato per lui. Ne è convinto e non molla.

Di questa storia mi ha colpito la solidità dei legami. Legami che magari non sembrano poi tanto forti in una situazione di quotidiana serenità (ma chi può dire di essere veramente sereno?) ma che emergono con tutta la loro forza nel momento in cui sono messi in discussione. 
E' forte il legame tra Quentin e Margo: un legame non ben definito, con contorni ancora sfocati e che, forse, mai verranno messi a fuoco visto come stanno andando le cose.
E' forte il legame tra Quentin gli amici che si affiancano a lui nella ricerca: tra chi alza un po' troppo il gomito e il giorno dopo non ricorda niente, tra vendette per ipotetici torti subiti, l'amicizia che lega Quentin a Ben, Radar e Lacey è una di quelle con la A maiuscola. A loro aggiungiamo anche Margo, visto che è per lei che l'allegra combriccola si mobilita.
Allo stesso tempo emerge con forza la volontà di tagliare dei legami: quelli tra Margo e la sua terra, la sua città che le vanno strette e rispetto alle quali vuole prendere le distanze. Non è un rifiuto, il suo, un vole rinnegare le proprie origini quanto, secondo il mio punto di vista, la volontà di affermare il proprio diritto ad avere una vita diversa da quella che pare tracciata per lei da altri.

In alcuni punti ammetto di aver perso il filo del discorso. La narrazione a tratti mi è sembrata un tantino ingarbugliata, proprio come potrebbero essere i pensieri di giovani travolti dalle circostanze. Alcuni riferimenti mi sono sfuggiti e ammetto di non aver avuto voglia di approfondire preferendo andare avanti come se niente fosse. 
E credo anche di non essere riuscata a capire bene i discorsi ed i ragionamenti di Margo che, in più occasioni, mi è sembrata un po' troppo fuori dalle righe. E' una ragazza forte, a caccia di storie e in cerca di rivoluzioni. Un personaggio senza dubbio originale, una giovane che taglia i ponti con una vita che le va stretta, con una città a cui sente di non appartenere, con gente che non sente come parte del suo futuro. Una giovane che fa delle scelte anche con coraggio e che rifiuta di appiattirsi a quell'oggi che non sente essere suo. Una giovane sulla quale, però, mi è sembrato che si sia calcata un po' troppo la mano ma forse sono io che, da lettrice non tanto young, non sono riuscita a calarmi troppo nella parte. Ci può stare. 

Non è un libro che rileggerei, diciamo così. 

Con questa lettura partecipo al nuovo trimestre della Challenge Di che colore sei? per lo spicchio azzurro, obiettivo 1.
Inoltre partecipo alla Challenge Tutti a Hogwarts con le 3 ciambelle nell'ambito della macro-categoria Dissennatori, libro di un autore straniero vivente.
 

Partecipo infine alla VisualChallenge in quanto in copertina compare una tazza, utile per la gara nel mese di marzo, dovendo recuperare una lettura che mi era mancata.

3 commenti:

  1. Io sono indietrissimo con la visual challenge di Giugno...un riscatto. Tento di recuperare in questi 3 giorni. Mi sono messa all'opera con troppi tomi!!!

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    1. L'importante è divertirsi! Buone letture.

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  2. Io e Green non andiamo proprio d'accordo... Ho letto tempo fa Colpa delle stelle ed è stata una delusione totale. Dopo questa tua recensione ho la conferma che l'autore non fa proprio per me! ;)

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