Mattia Madonia racconta la vita di esseri umani che inizialmente spiazzano, poi catturano.
Sono persone che non nascondono le loro fobie, le loro debolezze, le
loro fragilità. Anzi, si mostrano al lettore in modo franco, diretto,
senza filtri apparendo anche un tantino indisponenti perché, diciamolo,
davanti ad una persona in difficoltà ci si indispone subito, anche se
poi si fa finta di interessarsi o di prestare attenzione all’altro.
E’ la vita che ci pone davanti persone come Bianca, Livio o Paride
ma noi ce ne accorgiamo? Ci accorgiamo della solitudine degli altri,
della difficoltà alle relazioni interpersonali, del malessere legato al
condividere esperienze, pensieri e paure con qualcuno di reale?
Questa è la riflessione che ho fatto dopo aver letto le storie dei
tre personaggi che Madonia racconta in modo diretto, crudo, vero. Senza
sconti.
Livio è un giovane – non saprei dargli un’età precisa – che vive la sua vita tra le mura di casa per scelta.
Teme il contatto con gli altri tanto da farne una fobia. Non esce dallo
spazio che si è cucito addosso, non fa più passi di quelli che sono
necessari per andare a fare la spesa o per prendere un caffè. Ha Igor
accanto: un amico immaginario con il quale tenta di spingersi oltre i
propri limiti tanto da arrivare oltre la sua comfort zone.
Arriva ad un parco e conosce una persona. Una persona, un’unica persona,
che gli sconvolge la vita con una fretta quasi inaccettabile. Un segno,
questo, di quanto sia facile rompere un equilibrio così delicato come
quello che una persona che vive sulla sua pelle la fobia sociale può
aversi costruito attorno.
Paride è il personaggio che mi ha sconvolta maggiormente. Non che gli altri due mi abbiano lasciata indifferente… tutt’altro. Paride, però, incarna il prototipo della persona-fantasma: lui
che non è mai al centro dell’attenzione, che lavora tra tante altre
persone ma che non ha amici, che vive in un mondo fatto di ombre dove si
confonde con facilità. Una persona che tutti definirebbero
normale ma che cela, sotto quell’apparente normalità, un animo inquieto,
sofferente, solo. Nemmeno il suo gemello immaginario può aiutarlo più
di tanto. O meglio, lo guida in alcune scelte che, però, non possono
certo essere dette positive per lui. La sua è la storia più sconvolgente
ma che, a ben guardare, non è poi così lontana da tante altre storie di
cui si sente davvero nella vita reale.
A Madonia - che ho conosciuto grazie alla mia collaborazione in corso con Thrillernord e che mi ha permesso di leggere questo libro - devo riconoscere il merito di aver reso alla perfezione i
suoi personaggi. Ad un iniziale smarrimento – quando, davvero, mi sono
chiesta dove l’autore voleva arrivare – ho ben presto sostituito la consapevolezza di quanto sia fragile l’essere umano
e di quanto, ognuno di noi, potrebbe essere Bianca, Livio o Paride
senza che nessuno se ne accorga. Come nessuno, a ben guardare, si è
accorto di loro.
***
Mahut
Mattia Madonia
Baldini & Castoldi
150 pagine
9.99 euro Kindle
17.00 euro copertina flessibile
