sabato 17 gennaio 2026

La montagna nel lago (J. De Michelis)


Ho letto in precedenza il libro La stazione di De Michelis e devo dire che La montagna nel lago si distacca completamente, sia per genere sia per stile di scrittura. Questo cambiamento mi è piaciuto molto: mentre La stazione era un’opera corposa e stratificata, con molteplici personaggi, sottotrame e un’ambientazione urbana e labirintica, La montagna nel lago propone una narrazione più centrata, con un filo investigativo chiaro e un equilibrio interno che rende la lettura più scorrevole pur mantenendo complessità e suspense.

All’inizio ho avuto l’impressione che l’autore mettesse troppa carne al fuoco: dettagli su dettagli, storie dentro altre storie, come se volesse “allungare il brodo”. Tuttavia, a differenza di quanto mi aspettassi, nulla è superfluo: tutto trova un senso nel finale. La narrazione si sviluppa su diversi piani temporali, con il passato raccontato attraverso flashback che, pur essendo ricordi, sono narrati al presente. Questo rende la lettura coinvolgente e mai dispersiva, anche se inizialmente può sembrare complessa.

Forse l’aspetto che meno mi ha convinto è il continuo riferimento del protagonista allo sniffare e al bisogno di droga, che però scompare improvvisamente nel corso della storia. Da un giorno all’altro smette di fare uso di sostanze come se nulla fosse, un dettaglio che mi è sembrato un po’ forzato e poco credibile.

Il protagonista, giornalista squattrinato, porta avanti le indagini quasi come un detective stellato, un dettaglio forse inverosimile, ma in quanto giornalista anch’io mi è subito rimasto simpatico. Curiosamente, senza volerlo, in questi primi giorni dell’anno ho letto due libri con protagonisti giornalisti (una lei e un lui), il che mi ha fatto riflettere su quanto questo mestiere possa affascinare in letteratura.

Ho avuto l’onore di presentare De Michelis in una diretta online dedicata al suo libro precedente e proprio il fatto di conoscerlo per quel tipo di storia mi ha reso questa nuova esperienza letteraria sorprendente e spiazzante. E l'ho pure conosciuto di persona, pur se con la dovuta distanza... visto che stavamo uscendo dal covid. 

Se La stazione era un mosaico corale con molti protagonisti e trame intrecciate, La montagna nel lago concentra l’attenzione su un arco narrativo più chiaro e su un protagonista centrale. L’ambientazione passa dalla Milano sotterranea e complessa della prima opera all’isola di Montisola e al Lago d’Iseo, con un respiro più naturale e riflessivo. La densità narrativa di La stazione può risultare a volte dispersiva, mentre La montagna nel lago mantiene ricchezza di dettagli e flashback senza appesantire la lettura.

In termini di stile, si percepisce una maturazione dell’autore: da un esordio ambizioso e sperimentale, De Michelis arriva a un romanzo più equilibrato, in cui la complessità dei piani temporali e dei dettagli serve a costruire suspense e approfondire i personaggi, senza perdere il filo della storia.

 La montagna nel lago è un thriller coinvolgente, sorprendente e ben costruito, che conquista per la sua capacità di intrecciare storie e tempi diversi senza annoiare, con un finale che ripaga la pazienza del lettore. Rispetto a La stazione, mostra uno stile più maturo e focalizzato, pur mantenendo l’ambizione narrativa che caratterizza De Michelis.

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