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lunedì 30 dicembre 2024

La libreria nascosta (Evie Woods)

 


 La storia alterna picchi di originalità a picchi di una banalità assoluta.
Perché, se in alcuni passaggi mi è sembrata davvero prevedibile in altri, soprattutto alla fine, ho trovato delle sorprese che non avrei potuto immaginare.
Se avessi deciso di lasciare il libro a metà credo che mi sarei persa il meglio.
Due i piani temporali.
Due le protagoniste.
Due le storie: quella di Opaline e quella di Martha.
 
La prima è una donna vissuta negli anni Venti del Novecento: destinata ad un matrimonio combinato per salvare le sorti della propria famiglia, la giovane decide che non è quella la vita a cui sente di essere destinata. Di sicuro, non aspira a fare la moglie di un uomo che non conosce affatto. Decide di scappare e lasciarsi alle spalle quel destino che mai avrebbe potuto accettare e trova rifugio in una libreria a Parigi dove impara i trucchi del mestiere e diventa libraia. Dovrà andarsene anche da lì, però, perché suo fratello la trova e intende riportarla indietro, costi quel che costi… scappa a Dublino e trova rifugio in un ambiente a lei molto congeniale, quell’ambiente che trasformerà in una libreria specializzata in testi antichi e rari.
Ma non le basta. Vendere libri non le basta. Si mette sulle tracce di un libro della cui esistenza nessuno ha mai avuto conferma: si tratta del seguito di Cime tempestose, della sua autrice preferita, Emily Brontë. La ricerca non sarà facile, ma nemmeno la sua vita lo sarà perché quello che crede di essersi lasciata alle spalle è tutt’altro che lontano.
 
La seconda è una donna dei tempi nostri, vittima di un marito violento da cui scappa trovando riparo e lavoro presso Madame Bowden, un’attrice in pensione che la assume come governante. Incontra un uomo di cui si innamora, Henry, che è alla ricerca di un manoscritto che dovrebbe trovarsi in una libreria nei pressi della casa di Madame Bowden ma che non si trova. La sua è quasi un’ossessione: da quel ritrovamento dipende il suo futuro, ne è certo. Martha, che, a quanto pare, ha una particolare capacità di leggere la vita degli altri, si vede coinvolta su più fronti… ma neanche per lei il passato è del tutto sepolto fino a che…
 
Il romanzo all’inizio mi è sembrato un po’ spiazzante soprattutto in alcuni passaggi che non mi sono sembrati troppo chiari. A libro terminato ancora non riesco a capire, tanto per fare un esempio, perché Martha abbia nella schiena un misterioso tatuaggio rispetto al quale sembra cadere dalle nuvole…
Dalla metà del libro ci sono delle tessere che piano piano vanno al loro posto. Per chi ama i libri, le storie che li hanno come protagonisti sono sempre coinvolgenti e qui si sommano una serie di elementi: la condizione femminile di un tempo, il carattere delle donne, la loro caparbietà ma anche i danni che i silenzi possono provocare nei rapporti tra persone, quanto il passato possa allungare le proprie ombre sul presente di ognuno e un pizzico di magia che, forse, è ciò che mi ha lasciato maggiormente perplessa. Più dell’atteggiamento di Martha che a tratti mi ha fatto innervosire. Più della rabbia che ho provato per la sorte di Opaline che resta, a lettura terminata, il personaggio che ho amato di più e per il quale ho sofferto maggiormente.
Secondo personaggio, in ordine di gradimento, non è stata Martha. No, con lei non è scoccata nessuna scintilla… Secondo in ordine di gradimento è stata Madame Bowden: personaggio fondamentale nella storia, anch’essa avvolta in un alone di mistero e rispetto alla quale restano aperti degli interrogativi ma che, comunque, per personalità, modi, tempra mi è piaciuto molto.
Non sono riuscita a decifrare Martha. Pazienza.
La storia di entrambe le protagoniste ha risvolti che non avrei mai immaginato e resta anche uno spiraglio, un’apertura per un possibile prosieguo. Questa, almeno, la mia impressione.
Non è il libro della vita ma è stata, tutto sommato, una lettura che soprattutto andando avanti con le pagine è risultata piacevole e che ho fatto bene a non abbandonare dopo la prima perplessità.
***
La libreria nascosta
Evie Woods
pag. 372
Mondadori Editore
 

venerdì 22 settembre 2023

La rilegatrice di storie perdute (C. Caboni)

 

L’idea di fondo non è originalissima ma funziona.

Non è originalissimo il fatto che il libro venga strutturato su due piani temporali con una donna dei tempi moderni che si imbatte in una storia d’altri tempi, narrata in parallelo.

Funziona, però. A catturare – e credo che fosse proprio questo l’intento dell’autrice, visto il titolo – è la storia della rilegatrice che dà il nome al libro che, di fatto, è colei che dal passato torna prepotentemente in un presente nel quale mette qualcuno sulle tracce di ciò che ha lasciato. Il fascino che arriva dal passato, da due secoli fa, dunque, piuttosto che il presente.

Clarice, è questo il nome di quella donna d’altri tempi che coinvolge ed appassiona la stessa Sofia prima che il lettore. 

Sofia Bauer è una bibliotecaria romana che vive un momento difficile con il marito da cui si sta separando. La storia di Clarice le arriva tra le mani per via di un libro molto antico che intende restaurare. Non è un libro qualunque, però, e se ne rende conto in fretta. C’è una storia segreta racchiusa tra le note a margine di quelle antiche pagine e Sofia non può ignorare tutto ciò.
Scopre, ben presto, di avere molto in comune con quella nobildonna d’altri tempi che le parla dal passato: amano entrambe i libri, non hanno accanto l’uomo giusto, hanno la necessità di ricominciare da zero.
Clarice è una bambina che si trova a fare i contri fin da giovanissima con una realtà che non le fa sconti. 

E' coraggiosa, Clarice. Ha le idee chiare ed è pronta a battersi per ciò in cui crede, per le sue aspirazioni. Apprende in segreto l’arte della legatoria e sceglie un modo alquanto singolare per far arrivare la sua storia ai posteri. Un modo efficace, una chiave di lettura che va trovata e che Sofia vorrà decifrare.

Posto che tra le due narrazioni ho preferito quelle che riguarda Clarice, la storia è scorrevole e incuriosisce. C'è un mistero di fondo che ad un certo punto sembra portare ad un nulla di fatto ma che in realtà...

Bhè, è tutto da scoprire.

Accanto alle due donne non mancano figure maschili così come, nelle more del racconto, ci si imbatte in protagonisti molto particolare: i libri e la magia che è scritta tra le righe.

Come precisato dall'autrice nelle note finali si tratta di un'invenzione, di una trovata narrativa che non si avvicina a nulla che possa essere trattato come una storia vera. Sarebbe stata affascinante, però, se fosse stata una storia vera.
***
La rilegatrice di storie perdute
Cristina Caboni
Garzanti editore
304 pagine
13.00 euro copertina rigida, 9.99 Kindle

martedì 14 febbraio 2023

La biblioteca dei giusti consigli (S. N. Adams)

La lista. Io così avrei intitolato il libro d'esordio di Sara Nisha Adams che, invece, chiama in causa una biblioteca. Ci sta. Nelle more del racconto ci sta, ma il mio sarebbe stato un titolo più calzante.

Eh sì, perché di fatto tutto ruota attorno ad una misteriosa lista di libri da leggere in caso di necessità, come si legge sul biglietto che è stato trovato all'interno di un libro e che ha circolato finendo in più mani. Una lista di libri. Titoli diversi tra loro ma che, a quanto pare, non sono stati affatto scelti a caso.


 Si tratta di una lista scritta dalla mano di un lettore. Su questo non ci sono dubbi. Ma quale? 

In molti si interrogano ma, a dire il vero, il lettore individua in fretta l'identità di colui che ha inteso lasciare una traccia di lettura a persone sconosciute. Per me, almeno, è stato così. Non mi è sembrato affatto difficile capire che avesse avuto la premura di consigliare libri che evidentemente erano stati importanti, tanto da essere scelti tra centinaia di altri titoli. 

L'aver capito in fretta la soluzione di questo piccolo mistero, comunque, non ha tolto il piacere della lettura. La storia si fa leggere anche se il discorso dei libri che cambiano la vita, salvano la vita, danno una direzione diversa alla vita di chi li legge non è una novità.

Qui ho trovato, però, un aspetto in più: quello dei legami che la lettura può originare. Mi piacerebbe molto che fosse davvero come avviene nel libro: persone che si incontrano, esistenze che scoprono di avere qualche cosa in comune le une con le altre, distanze che si accorciano, solitudini che diventano qualcosa di diverso... 

Mi piacerebbe davvero trovare quel filo conduttore, dato dai libri, in vite differenti. Non sempre avviene soprattutto perchè le biblioteche spesso non sono così frequentate come mi piacerebbe che fossero. E non sempre vengono create occasioni di condivisione, di confronto. 

L'influenza dei libri sui protagonisti in alcuni casi appare una forzatura: una ragazza che non ama la lettura pur lavorando in biblioteca improvvisamente diventa l'esatto contrario di se stessa ed inizia a dare davvero buoni consigli che, però, non sono suoi ma arrivano dalla lista.

Un anziano signore che ha sempre avuto accanto un'accanita lettrice ma che ha sempre fatto fatica a compendere la sua passione e ad accettare la sua capacità (e voglia) di estraniarsi da tutto il resto per immergersi nelle pagine. Anche per lui si avrà uno stravolgimento così repentino che si fa fatica a credere che possa essere possibile. Eppure, mi piace pensare che ciò possa accadere. Io ne potrei essere la prova anche se di tempo, prima di diventare una lettrice forte, ce ne ho messo un po' di più dei protagonisti del libro.

Ecco perchè, tutto sommato, l'idea che un libro possa cambiare la vita o che la lettura possa diventare qualche cosa di irrinunciabile anche in chi non ha mai amato leggere non mi dispiace affatto. Perchè anche con me è stato così. Non che non amassi leggere per niente, da ragazzina/ragazza: avevo altro da fare. Poi improvvisamente ho capito di essermi persa molto ed ho iniziato a recuperare fino a diventare la lettrice che sono oggi.

Detto questo, e ribadito che la lettura è comunque piacevole, devo fare un'osservazione.

Il personaggio di Aidan, fratello di Aleisha (che è uno dei personaggi principali) secondo il mio parere avrebbe meritato maggiore approfondimento soprattutto dal punto di vista psicologico. Il lettore non riesce proprio a capire il suo toremeno, il suo stato d'animo, le sue insicurezze fino a che non gli arriva il colpo improvviso che lo mette davanti ad un doloroso dato di fatto. Ecco, anche se il colpo di scena fa gioco ai fini della storia, Aidan avrebbe meritato più spazio e maggiore approfondimento.

É forse questa la pecca maggiore di questo libro: i profili personali dei protagonisti, o comunque dei personaggi principali, secondo ma avrebbero dovuto essere più accurati sacrificando magari i continui rimandi ai libri per dare più spazio a loro. 

Un altro piccolo appunto: nel parlare troppo dettagliatamente dei libri della lista si rischia di scivolare in qualche spoiler... un rischio che ho avvertito subito e che è arrivato come un colpo al cuore per quanto riguarda Piccole Donne... attenzione, non si fa!!!

Complessivamente, comunque, devo dire che si tratta di un buon esordio e che l'autrice - che per scrivere questo libro si è ispirata a suo nonno - ha un buon margine di crescita.

ps. comunque nell'edizione inglese il titolo - l'ho scoperto a posteriori - era molto più vicino al mio che a quello scelto.
***
La biblioteca dei giusti consigli
Sara Nisha Adams
Garzanti editore
384 pagine
13.00 euro copertina flessibile

martedì 31 maggio 2022

La città fra le nuvole (A. Doerr)




Con un libro si vola. Si vola con la fantasia, si vola nel tempo ma anche nello spazio.

Me lo ha ricordato (ammesso che ce ne fosse bisogno) Doeer con La città fra le nuvole: libro che mi ha incuriosita dal tavolo della biblioteca in cui era esposto, mi ha attirata con quell’immagine di un mondo dorato sopra le nuvole e che mi ha letteralmente chiesto di essere portato a casa.

Per prima, primissima cosa, è un volume pesante. Pesante proprio dal punto di vista fisico, non comodo da portare in giro ma quando si sceglie un tomo di questo tipo lo si sa per cui, mea culpa… non era certo il volume adatto da portare in giro in borsa vista la bella stagione e la voglia di stare a leggere all’aria aperta.

La storia. Sono sincera: all’inizio mi sono trovata un po’ in difficoltà davanti a personaggi di epoche e contesti diversi, con storie diverse da raccontare che sono apparsi subito collegati da un libro ma che, a ben guardare, sembravano prendere ognuno la propria direzione. I cambi d’epoca sono continui ma ben segalati con l’indicazione di luoghi e date per cui un lettore attento (o uno che, magari meno attento come me, è abituato a prendere appunti) non si perde tra una storia e l’altra. Uno meno attento, più fugace potrebbe lasciare per strada qualcosina.

Le vite di Omeir ed Anna si incontrano e si intrecciano durante l’assedio di Costantinopoli nel 1453.
Zeno e Seymour sono personaggi del presente, nel 2020 ma il racconto, per loro, parte da qualche anno prima.
Konstance è stata concepita, è nata ed è vissuta su una nave interstellare che viaggia in un futuro non troppo lontano, al “sicuro” da minacce di virus misteriosi ed aria irrespirabile.
 
Come possono, vite tanto distanti, avere un filo conduttore, un elemento che li accomuna?
 
L’autore ha messo su carta non una ma tante storie che hanno abilmente dei punti in comune, pronti a sbucare quando meno il lettore se lo aspetta. Sono proprio questi punti di contatto che hanno il merito di riaccendere la curiosità. Almeno per me è stato così.
In alcuni punti devo ammettere di aver fatto fatica, mi sono sembrati lenti e ripetitivi tanto da rallentare la lettura e portarmi sull’orlo di un ripensamento. Poi, però, ciò è stato alternato da slanci narrativi che hanno riacceso la mia attenzione e che mi hanno condotta verso la parte finale, quella nella quale le personalità fioriscono, ognuno mette a frutto i rispettivi talenti, sciolgono le catene che li tenevano legati ad un passato (ma anche ad un presente) che probabilmente andava loro stretto anche se non se n’erano più di tanto accorti.

Tutti i personaggi sono accomunati dalla lettura: la lettura che fa volare alto, che aiuta a sognare ma che aiuta anche a catturarli, quei sogni. Ed ancora, la lettura che salva, che trasmette fiducia, che intrattiene, che permette di liberare la fantasia ma che fa anche riflettere sulla propria condizione. La lettura che, volenti o nolenti, cambia la vita.

O meglio, sono accomunati dalla lettura di un particolarissimo libro, tramandato di generazione in generazione dopo varie peripezie, letto, tradotto, interpretato e reinterpretato, criticato e osannato. Eppure, la storia che quel libro narra è piuttosto semplice, quella di un uomo involontariamente trasformato in asino, poi in altro ancora e ancora… una storia che richiama altre storie famose, a ben guardare, ma che è del tutto originale nei suoi sviluppi.

Mentre leggevo pensavo che la vicenda più interessante fosse quella di Konstance, proiettata in un futuro sterile, freddo, privo di stimoli ma con la possibilità di entrare letteralmente nei libri e nelle storie. “Forte”, mi sono detta. Ma la sua è anche una vicenda che fa riflettere profondamente: sulla libertà, sui piaceri della vita, sulle scelte che la tecnologia può permettere di fare sacrificando, però, di fatto, il bello di una esistenza fatta di normalità.
Poi, però, dalla metà del libro in avanti ho capito che tutte le vicende avevano qualche cosa da trasmettermi: mi hanno trasmesso coraggio Omeir ed Anna, mi hanno emozionata Zeno e Symour seppur per motivi opposti…

Tirando le somme: non è un libro che rileggerei ma che è senza dubbio originale e del quale non ci si deve lasciar spaventare dalla mole né dall’avvio un po’ diesel. Se si ama volare con la fantasia e si ama leggere, se si amano le biblioteche e le storie, questa è la lettura giusta.
***
La città fra le nuvole 
Anthony Doerr
Rizzoli Editore
704 pagine
22 euro copertina flessibile, 11.99 Kindle

venerdì 26 marzo 2021

La restauratrice di libri (K. Poladjan)

La restauratrice di libri, letto in collaborazione con Thrillernord, non è stato un libro di semplice lettura, per me. Innanzitutto per via dei nomi che ho fatto fatica a memorizzare ed anche per lo stile narrativo usato dall’autrice oltre che dalla storia narrata. Non è un libro che si legge giusto per distrarsi, per riempire il tempo. Va letto con attenzione, questa è l’impressione che ho avuto io, anche per via del tema di cui parla: il genocidio armeno.


Helene Mazavian è una  restauratrice di libri tedesca ma con origini armene da parte di sua madre, Sara. E’ una giovane donna che ama il suo lavoro e che non si è mai preoccupata più di tanto del suo passato pur essendo vissuta accanto ad una donna, sua madre, che non ha mai risparmiato racconti o immagini di ciò che i suoi occhi hanno visto, che le sue orecchie hanno udito all’epoca.

Non avrebbe mai immaginato che il suo nuovo lavoro, a Erevan – capitale dell’Armenia – avrebbe portato con se molto di più di un’attività di restauro.

Il suo compito è quello di restaurare e portare a nuova luce antichi manoscritti deteriorati e imparare le tecniche della legatoria armena. Tra il materiale che arriva nelle sue mani c’è un evangeliario del XVIII secolo che riporta nel colophon  la lista di tutti coloro che lo hanno custodito, fino ad arrivare, nel 1915, tra le mani di una famiglia che vive sulla costa del Mar Nero.

Durante il suo lavoro si imbatte in una frase molto particolare: «Hrant non si sveglia, aiutami, fallo svegliare» . Una frase che le rimane impressa e che avvia, per il lettore, una nuova storia, su un diverso piano temporale. Si arriva al 1915 con una storia che riporta alla memoria coloro che hanno posseduto per ultimi quel prezioso oggetto: Hrant e Anahid sono due fratelli – lei è la maggiore dei due e se ne sente responsabile – che si trovano ad affrontare la fuga verso la costa dopo che i soldati turchi hanno ucciso i loro genitori. Soli, smarriti, con un futuro oscuro davanti, i due ragazzini sembrano emergere dalle pagine dal libro con tutta la sofferenza che la loro situazione comporta. La loro è la storia di un popolo…

E mentre l’autrice racconta la loro storia, torna a raccontare di Helene che si trova quasi a vivere una vita parallela in quel posto che non le appartiene ma che non le è poi così estraneo come ha sempre pensato. Grazie ad una foto che sua madre le ha messo tra le mani, con dei nomi, un luogo ed una data sul retro, la ragazza si metterà sulle tracce di antenati d’Armenia. Inizialmente con una certa indifferenza poi sempre più presa, Helene si troverà a fare una ricerca appassionata anche per capire la storia di quei due bambini in fuga. Nella sua ricerca la giovane donna porterà a galla ricordi dimenticati, situazioni negate, quasi sepolte e legate al genocidio armeno che, fino a quel momento, le era quasi indifferente.

Le difficoltà che ho incontrato sono probabilmente dovute alla scarsa conoscenza, da parte mia, delle vicende narrate. E lo stile dell’autrice mi è sembrato a tratti frettoloso, freddo, come se desse molto per scontato. In altri punti, invece, ho trovato tra le righe tanto dolore.

Più che la storia di Helene – della quale ho fatto fatica a comprendere appieno la personalità – ho seguito con maggiore interesse la storia di Hrant e Anahid. Ho sofferto con loro, sono entrata in confidenza con un pezzo di storia che mi sfuggiva. Ed è stato violento, doloroso…  triste. 

Non è un libro per tutti, sono sincera. Per chi ha sete di conoscenza e non si lascia abbattere da uno stile particolare è più che consigliato. Per chi si aspetta un romanzo scorrevole, che scivola via in poche ore, meglio di no.
***
La restauratrice di libri
Katerina Poladjan
Sem editore
224 pagine

domenica 19 aprile 2020

La Piccola Farmacia Letteraria (E. Molini)

I libri possono aiutare a guarire le ferite dell'anima? 
Possono aiutare a riconquistare la fiducia perduta?
A riconciliarsi con il mondo? 
A riprendersi dopo la fine di un amore? 

Se lo chiedessimo a Blu, la titolare della Piccola Farmacia Letteraria, la sua risposta sarebbe sicuramente sì!

Ma partiamo dall'inizio. Blu è una giovane donna che è alla ricerca del suo posto nel mondo. Ha lavorato nell'editoria poi in una libreria dove, però, non si sente a suo agio. Condivide il suo appartamento con delle amiche che sono tutta la sua vita e dal momento in cui decide di aprire una sua libreria si trova a fare i conti con bollette da pagare, forniture da pagare ed introiti che non riescono a darle alcuna serenità. Deve trovare il modo per venirne fuori.

Tra vicissitudini personali ed incontri che hanno un certo sapore magico, tra suggerimenti di lettura e disavventure varie, Blu si trova alle prese con vicende che vengono raccontate in modo estremamente semplice e a tratti anche con delle imprecisioni su cui però non voglio soffermarmi (come quando dice di indossare degli zoccoli e subito dopo, qualche riga dopo, di avere le scarpe tutte bagnate).

Posto che la Piccola Farmacia Letteraria esiste davvero e che la titolare è l'autrice, ho considerato il libro come un romanzo di fantasia bello e buono perchè ci sono dei passaggi a dir poco fantastici che non possono certo avere avuto riscontro nella realtà.

La storia, di fondo, è simpatica. L'idea della Farmacia Letteraria non è niente male e credo che preveda anche un gran lavoro sotto alla voglia di consigliare libri in base al problema che si sta vivendo o alla situazione che si intende affrontare. Il racconto, però, mi è sembrato un po' troppo superficiale soprattutto in passaggi importanti che non possono davvero essere così semplici come vengono raccontati. 

Avrei preferito maggior spessore almeno nei personaggi principali, almeno nella protagonista - che non ho ben capito se ci è o ci fa, visto che in alcune situazioni più che sbadata mi è sembrata davvero un persona incapace di rispondere delle sue azioni - e nelle sue coinquiline. Una, in particolare, della quale si introduce una vicenda personale importante ma lo si fa in modo secondo me troppo superficiale...
Credo che se si fosse puntato maggiormente sulla personalità dei personaggi la storia avrebbe ottenuto un altro spessore.

E' una lettura di svago, senza alcuna pretesa e che non mi ha catturata più di tanto. Onestamente non credo che mi resterà molto. Mi sono piaciuti i riferimenti letterari e ho anche letto con piacere i bugiardini che sono stati inseriti alla fine del libro per far capire come funziona la vera farmacia letteraria. Per questo, dicevo sopra, che per una realtà di questo tipo serve anche tanto lavoro altrimenti si rischia di fare delle magre figure soprattutto se si ha a che fare con lettori forti ed esigenti.
Senza infamia e senza lode, carino ma niente di più: questa lettura la archivio così (e probabilmente la ricorderò più che altro per la copertina che non mi è piaciuta per niente).
***
La Piccola Farmacia Letteraria  
Elena Molini
Mondadori
273 pagine
9.99 formato Kindle

giovedì 28 aprile 2016

Dimmi che credi al destino (L. Bianchini)

Ultimamente prima di andare in biblioteca faccio lunghe ricerche su cosa potrei trovare di interessante da leggere, grazie alla possibilità di effettuare una ricerca telematica, da casa, dei titoli disponibili.
L'ultima volta - mea culpa - ero convinta di avere in borsa l'elenco dei libri che avevo individuato la sera prima ma mi sono accorta di aver sbagliato foglio solo una volta arrivata davanti al portone della biblioteca. Non potevo certo andarmene solo per questo dettaglio! Non sia mai.

Sono entrata a testa alta ed ho dato un'occhiata ai libri in bella mostra sul tavolo dei libri suggeriti. Ho scelto Dimmi che credi al destino senza una particolare motivazione. La copertina mi ha trasmesso serenità, anche il titolo a dire il vero, ed ho subito pensato ad una sdolcinata storia d'amore.
Invece no.

Non ho trovato quello che sulle prime pensavo di trovare e ne sono contenta visto che troppe storie d'amore una dietro l'altra - ultimamente ne ho letto più d'uno - potrebbero farmi alzare i livelli di glicemia nel sangue ;-)

A parte gli scherzi, trovo che i romanzi d'amore vadano letti a piccole dosi. Almeno per me. Il genere che preferisco è quello dei thriller per cui considero libri più rosa come una pausa necessaria tra un delitto e l'altro.

Lunga premessa per dire che Luca Bianchini non l'ho cercato con cognizione di causa ma mi è capitato tra le mani così, senza un perchè.

La storia d'amore c'è comunque. 

Devo dire che all'inizio mi sono trovata davanti ad un avvio un po' lento della storia e temevo che i personaggi non decollassero mai, così come la storia. 
Va detto che è il primo libro che leggo di questo autore per cui non ho alcun elemento per fare confronto con suoi libri precedenti.
Bianchini propone al lettore il passato della protagonista quasi come se fosse un dettaglio di poco contro mentre, a ben guardare, si tratta di circostanze molto importanti nella sua vita.
Ornella è un personaggio che all'inizio sembra molto comune, senza nulla da raccontare. Ma ben presto Bianchini lascia intendere che non è così e arriva ad aprire uno spiraglio su una situazione che l'ha segnata profondamente, su un capitolo della sua vita non ancora completamente chiuso.
E la missione di salvare la libreria in cui lavora passa quasi in secondo piano rispetto ad una missione ben diversa, quella che le si profila dal punto di vista personale.
Il passato di Ornella mi ha sorpresa ed il suo presente in alcuni punti mi aveva irritata soprattutto ogni volta che la immaginavo alzare il calice e bere birra. 

Non posso dire che si tratta di un libro indimenticabile. Ho trovato anche stavolta un uso delle virgolette e dei punti che a me non piace - non starò più a chiedermi se è corretto o no mettere il punto dentro o fuori alle virgolette chiuse quando si finisce una frase ma ribadisco che il punto dentro a tali virgolette a me aggrada - e in ogni caso la lettura non è stata faticosa. 

Ornella lavora in una libreria ed ultimamente mi par di capire che un'ambientazione di questo tipo vada molto di moda. Una libreria che esiste davvero così come Ornella esiste davvero, al pari di qualche altro personaggio che l'autore ha preso in prestito dalla realtà, pur romanzandone la storia ed aggiungendo di suo.

Lettura leggera per chi non ha grosse pretese nonostante gli argomenti trattati come la tossicodipendenza, l'omosessualità... forse concessi in pasta lettore con troppa leggerezza. O, forse, più semplicemente l'idea dell'autore era proprio quella di non rendere la storia troppo pesante.

Una storia personale che trova il suo riscatto. 
Una donna matura (Ornella ha 55 anni) che torna a vivere appieno dopo un lungo periodo di letargo. Spunti interessanti, qualche scena piuttosto divertente anche se alcuni aspetti lasciano un po' a desiderare. Come Diego, ad esempio, la cui figura non mi ha convinta più di tanto. Magari è solo mancanza di feeling tra noi, non so. Magari ad altri lettori è pure simpatico!

Tutto sommato - e non conoscendo lo stile di Bianchini - non mi spiace aver letto questo libro anche se non mi sento aggiungerlo alla lista dei bellissimi.

Con questa lettura partecipo alla Challenge Le Lgs sfidano i lettori.
Per la seconda tappa propongo questa lettura per il raggiungimento dell'obiettivo n. 6: un libro nella cui cover non siano raffigurate persone.

venerdì 29 gennaio 2016

L'incredibile bimbo mangia libri (O. Jeffers) - Venerdì del libro

Avete mai incontrato un bambino che ama i libri al punto tale da... mangiarseli? 
No? Bhè, io si! 

L'ho incontrato oggi pomeriggio in occasione della mia prima esperienza con il progetto "Favole in corsia", partito oggi ed avente l'obiettivo di portare un pizzico di serenità e di fantasia, grazie alle storie, nel reparto pediatria dell'ospedale civile di Fermo.
Un progetto al quale ho aderito con entusiasmo ed al quale ho partecipato non senza emozione. Ho fatto parte del primo gruppo in assoluto, assieme ad altre tre lettrici volontarie e a due tutors, per l'appuntamento di apertura di quello che vuole essere un appuntamento fisso, ci auguriamo gradito ai piccoli degenti e ai loro genitori.
Uno dei libri disponibili nella libreria della ludoteca interna all'ospedale, fornito proprio in attuazione del progetto di lettura di storie in corsia, è L'incredibile bimbo mangia libri. Un libro che, tra tanti, mi ha particolarmente colpita.

Eh si, perchè la storia di un bimbo che mangia i libri mi ha subito incuriosita e, dopo aver scorso velocemente il testo, ho subito capito che la storia sarebbe piaciuta anche a giovani uditori del reparto. Perchè un bimbo con un pancione grande grande, pieno di libri, che mangia pagine e pagine, ingurgitando frasi e parole non poteva che piacere tanto quanto è piaciuto a me!
E' un libro cartonato che si presenta molto bene, con illustrazioni accattivanti che riescono a completare alla perfezione i testi. 
Testi concisi e molto efficaci.

Enrico è il protagonista della storia. Un giorno scopre che i libri sono buonissimi da mangiare. Prima assaggia qualche parolina, poi frasi intere, intere pagine per arrivare ad un libro dopo l'altro, tutto intero!
Oltre che buono di sapore il libro è anche ricco di sapere. Enrico lo sa bene, perchè da quando mangia libri lui impara alla perfezione tutto ciò che il libro contiene.
Ben presto, però, si accorge che i libri non sono fatti per essere mangiati e che trasmettono sapere anche in un altro modo: leggendoli.

Con testi ben calibrati abbinati ad accattivanti immagini, l'autore riesce a trasmettere con semplicità ed efficacia l'importanza delle lettura e di un uso corretto dei libri.
Enrico fa sorridere ma anche riflettere. Ed anche se capisce che i libri non si mangiano ed inizia ad avere piacere nel leggerli... bhè ogni tanto qualche morso gli scappa pure... ed il libro ne porta i segni!
    
 
A me la storia è piaciuta molto ed è piaciuta anche alla piccola paziente che l'ha ascoltata. Non ho proprio letto ma... diciamo... interpretato. Era una bimba piccina per cui ho ritenuto che fosse meglio enfatizzare alcuni passaggi piuttosto che altri. Stretta tra le braccia del suo papà, è passata da un'iniziale diffidenza verso quella sconosciuta che le leggeva una storia ad un atteggiamento più interessato - non staccava gli occhi dal libro - per concludere poi con un dolcissimo sorriso quando, in particolare, ha visto i segni del morso di Enrico sulle ultime pagine del libro. 

E' stata un'esperienza emozionante, tenera, indimenticabile. So quanto sia difficile sorridere in un momento di sofferenza per cui, a costo di apparire troppo sdolcinata, posso dire che non dimenticherò quel sorriso!

Le storie mi hanno aiutata, ci hanno aiutate a portare un sorriso ad una piccola paziente (ed anche ad altri, visto che poi abbiamo letto altre storie anche in altre camerette) e questo ci ha -  credo di poter parlare a nome di tutte le altre lettrici - ripagate dell'impegno che l'essere lettrici volontarie comporta.

L'incredibile libro mangia libri merita, lo consiglio senza riserve e lo segnalo per questo Venerdì del libro.

mercoledì 30 dicembre 2015

Prendi un lettore e mettilo in vetrina!

Il 2015 si chiude, per me, con la partecipazione ad una iniziativa lanciata da una libreria della zona: la vetrina della libreria Mondadori di Civitanova Marche (MC) nel periodo Natalizio si è animata grazie a tanti lettori che hanno accettato di "mettersi in vetrina" per mezz'ora, leggendo un libro.

Potevo forse mancare?
Mentre mia figlia era occupata a scegliere un libro da acquistare - e, come sua madre, ci mette sempre un sacco di tempo a decidere - io ho approfittato della poltrona rossa libera in vetrina e per una mezz'oretta mi sono dedicata alla lettura.

E' stata un'esperienza particolare: la curiosità di molti è stata stuzzicata dalla lettrice in vetrina. Non che fosse un bello spettacolo da vedere, imbacuccata com'ero... ma vedere una persona "vera" che sfogliava una pagina dopo l'altra e si soffermava a leggere un libro ha incuriosito parecchi.

Ed io?
Bhè... inutile dirlo. Quando leggo... leggo. Difficile distrarmi soprattutto quando ho tra e mani un libro che mi prende particolarmente. E trattandosi di La casa degli spiriti della Allende è stato proprio così.
E' stata una bella esperienza: un lettore in vetrina per dimostrare quanto sia bello vivere un'avventura che ti estranea da tutto il resto, quanto catturi una bella storia, quanto il tempo passato a leggere non sia affatto tempo perso.

La proprietaria della libreria ha proposto tale iniziativa promettendo, in cambio di mezz'ora di lettura in vetrina, uno sconto del 15% su un acquisto. A me l'idea è piaciuta non tanto e non solo per lo sconto (che comunque fa sempre comodo) quanto per vivere un'esperienza nuova e, secondo me, molto riuscita.
In tanti si sono avvicendati sulla poltrona rossa, di mattino e di pomeriggio, grandi e piccini, amanti di gialli così come amanti delle storie d'amore, dei fantasy come delle storie vere. Quando sono arrivata io in libreria la poltrona era vuota. Non mi ero prenotata per leggere in vetrina ma visto che non c'era nessuno in quel momento ho chiesto al proprietario di potermi accomodare, in attesa che mia figlia scegliesse. 
Le ci ha messo una ventina di minuti a scegliere i libri di suo gradimento e, pazientemente, mi ha aspettata iniziando a sua volta a sfogliare i suoi libri nuovi.

Esibizionismo? 
Io non la vedo così. 
Amanti della lettura - adeguatamente stimolati - hanno voluto dare una testimonianza del loro amore per i libri partecipando ad una iniziativa particolare, carina, originale che ha permesso di incuriosire i passanti e di catturare il loro sguardo verso il mondo dei libri. 
Se non ho capito male si tratta di un'esperienza proposta tempo fa in una libreria canadese, approdata in questo periodo natalizio anche dalle mie parti.

Mi piace chiudere così il 2015... Con riflettori puntati su chi ama la lettura. Che sia io o un'altra persona poco importa. Se può servire ad incuriosire e ad alimentare la voglia di leggere in qualcun altro, va più che bene!

BUON ANNO E BUON LETTURE

lunedì 17 novembre 2014

Quest'anno regalo un libro per Natale... anzi, più di uno!

Ho aderito con immenso piacere all'iniziativa lanciata da Federica MammaMoglieDonna denominata Regala un libro per Natale: si tratta di uno scambio di libri per bambini in cui ogni mamma manda ai bambini dell’altra uno o più libri ovviamente adatti a loro.


Abbiamo aderito in tante ed ora abbiamo avuto notizia degli abbinamenti. Io sono stata abbinata a Caterina che ha tre bei maschietti di quasi 9, quasi 7 e quasi 3. Inutile dire che sia subito scattata la caccia al titolo più adatto per ognuno... 
Mi auguro che Caterina voglia darmi qualche indizio, per meglio conoscere i gusti dei suoi bimbi e... sto già programmando un'uscita in libreria per scegliere il libro adatto per i nostri nuovi amici.

Ma non basta.
A dire il vero ho avuto anche un'altra ideuzza...
Qualche settimana fa ho scritto un post sul mio profilo Facebook personale nel quale comunicavo ai miei amici che avevo voglia di regalare libri a Natale a chi avesse avuto voglia di riceverne. In cambio? Niente, solo la certezza che i libri da me donati sarebbero stati letti.

Hanno risposto in undici, tutte donne, alcune più vicine ed altre più lontane. Alcune sono amiche amiche, altre sono amiche virtuali nel senso che non ci siamo mai viste e parlate ma ci conosciamo come amiche telematiche. 
Ho subito iniziato a fare mente locale per individuare il libro adatto per ognuna. Per le mie amiche più vicine avevo già un'idea - conoscendole - di cosa potesse essere adatto a loro. Comunque, a tutte ho proposto cinque titoli chiedendo loro di indicarmi se avessero già letto qualche cosa e lasciare a me la scelta oppure ho chiesto di indicarmi un paio di titoli (tra quelli da me proposti) tra cui scegliere. In ogni caso sarà una sorpresa per tutte.

Alcuni libri li ho comprati on line, altri in libreria. Ora sono in attesa di quello che dovrebbe essere l'ultimo pacco il cui arrivo è previsto tra domani e mercoledì.
Poi, via alle spedizioni per le amiche più lontane... non prima di aver inserito un bigliettino per ognuna.
Alcuni dei libri scelti per gli undici doni li ho letti ed apprezzati - tranne uno, ma non vedo l'ora di conoscere il punto di vista della destinataria visto che è piaciuto a molti ma non a me - altri invece mi hanno attirata parecchio leggendo in giro recensioni e suggerimenti.
Magari me li farò pure prestare quando saranno stati letti dalle mie amiche.

Mi sono divertita un mondo nel cercare i titoli giusti... ne ho selezionati tanti, ho fatto elenchi, ho
depennato, ho scelto e in più di un caso ho cambiato idea all'ultimo momento... Se non mi sbrigo a fare i pacchetti va a finire che cambio idea ancora mille volte!!!

giovedì 1 maggio 2014

Monthly Keywords Reading Challenge! Torna la gara

Anche una gara può aiutare a promuovere la lettura o, se non altro, a far divertire chi decide dei accettare la sfida. Io l'ho accettata nel mese di gennaio quando la Monthly Keywords Reading Challenge! è partita. 

Si tratta di una gara di lettura che prevede di accumulare punti leggendo libri che presentino nel titolo o nella copertina una parola, o più di esse, di quelle che vengono periodicamente fornite da Serena che ha proposto il tutto.

Per questo mese le parole sono le seguenti:

La parola REGINA è il jolly che permette di accumulare più punti ma che, allo stesso tempo, può essere presente solo nel titolo, non nella cover e senza che siano previsti collegamenti.

Mi sto divertendo molto nel partecipare ed ammetto che all'inizio mi sono fatta prendere parecchio: la scelta dei libri da leggere è sempre stata molto meticolosa cercando, prima di tutto, nei libri a mia disposizione in casa (visto che ne ho diversi ancora da leggere), poi nelle biblioteche della zona, infine (in extremis) in libreria. Ho sempre cercato di trovare titoli che mi permettessero combinazioni di parole in modo da accumulare più punti... poi c'è stato lo stop del mese di aprile quando la gara si è momentaneamente fermata. Torna ora, nel mese di maggio. Ho provato a cercare alcuni libri adatti e, a dire la verità, alcuni li ho trovati. Questa volta, se possibile, vorrei evitare di comprare altri volumi perchè ne ho parecchi in attesa di essere letti e spero di torvarne il più possibile in biblioteca o in prestito da qualche amico ;-)

Sono sempre graditi suggerimenti: qualcuno di voi ha in mente qualche cosa che possa fare al caso mio?
Ho creato una pagina di riepilogo con tutte le parole che sono state fino ad ora date - e l'aggiornerò anche in futuro, per tutta la durata della gara - e nella quale ci sono anche i punteggi che ho accumulato fino ad ora. Per chi fosse curioso, la trova qui.

Allora? Qualche titolo da suggerirmi (meglio se con più parole combinate tra loro o presenti sulla copertina)?
http://www.libri-stefania.blogspot.it/2014/04/il-mio-contributo-per-il-maggio-dei.html

mercoledì 30 aprile 2014

Libri... variazioni sul tema: segnalibri#1

Andando alla ricerca di un'attività da proporre ai bimbi per ammazzare il tempo in un pomeriggio piovoso in cui si è costretti a casa anche grazie alla brava influenza che ha colpito il piccoletto, abbiamo dato sfogo alla nostra fantasia per creare segnalibri con i bastoncini di legno dei gelati. Dei cremini, per la precisione. Erano giorni che cercavamo qualche idea carina da realizzare, possibilmente, senza dover spendere troppo in materiali (anche perchè, con il piccoletto ammalato, la possibilità di andare in giro a fare compere era pressoch pari a zero).

Abbiamo sbirciato un po' nella rete e ci sono piaciute tantissime idee: abbiamo visto dei segnalibri deliziosi, perfetti, senza un minimo difetto e davvero graziosi, coloratissimi, realizzati con tanti materiali diversi, da far venir voglia di collezionarli tutti. Ci siamo guardati intorno per vedere cosa avevamo a disposizione e ci siamo ricordati di una manciata di bastoncini dei gelati, quelli piatti di legno che avevamo tenuto da parte per la nonna intenzionata a realizzare non so quali dolcetti che ne richiedevano l'uso. Li abbiamo lavati per benino e li abbiamo dipinti usando le classiche tempere che, in casa, non mancano mai. Il tempo necessario per far asciugare il tutto ci ha permesso di frugare in cassetti e cassettini per andare alla ricerca di qualche accessorio o di qualche materiale che potesse fare al caso nostro per la decorazione.

A dire il vero abbiamo trovato parecchie cosine ma non tutte erano proporzionate ai nostri segnalibri.


Abbiamo selezionato:
  • strass che avevamo tolto da un cerchietto per capelli della principessa di casa, spezzato in due accidentalmente;
  • una confezione di pasta da modellare che ci avrebbe permesso di sbizzarrirci con le forme;
  • alcune decorazioni di mollette per capelli oramai rotte ed inutilizzabili;
  • alcune perle e perline giunte da collanine rotte o inutilizzate.
Onestamente avrei voluto anche usare dei ritagli di stoffa colorata che ho ricavato da un pigiamino della principessa di casa diventato troppo piccolo ed anche del pannolenci colorato che mi è rimasto dai gufetti fatti nel periodo natalizio. Inoltre, da mia nonna so di avere da qualche parte (ma dovrei cercare) dei bottoni particolari, sottili cordoncini colorati, fettucce colorate o nastrini inutilizzati residuo di lavori fatti in passato e lasciati da parte. Dovrei avere anche dei ritagli di pelle colorata, dorata e glitterata ma non qui in casa, a portata di mano.
Dovendo ovviare al problema senza pensarci troppo abbiamo ripiegato su quel poco che avevamo rinviando il resto a quando riusciremo a procuraci delle stecche abbassalingua che ci piacciono tanto, più dei bastoncini dei gelati.

Mentre i bastoncini erano ad asciugare e selezionate le decorazioni, abbiamo anche provveduto a realizzare delle piccole formine con la pasta da modellare. Abbiamo fatto seccare anche quelle per poi dipingerle, decorare i bastoncini per renderli più allegri, e non a tinta unita, per poi applicare le decorazioni con la colla a caldo.

Il risultato? 
Eccolo qui... Perfetti non lo sono ma sono il frutto di un pomeriggio di creatività con i miei cuccioli e, soprattutto, sono stati realizzati con tanta attenzione e concentrazioni da parte dei due piccoli artisti di casa.
Ora di segnalibri ne abbiamo parecchi, che si sommano anche a quelli mostruosi che avevamo realizzato qualche tempo fa. I libri in casa non mancano per cui li utilizzeremo senza problemi ma abbiamo anche deciso di regalarli ai nostri amici, ai nonni, agli zii... accompagnati, però, da un buon libro all'interno del quale usarli. Attenderemo l'occasione giusta... o semplicemente il momento in cui saremo adeguatamente ispirati per un dono "da leggere" e resteremo a vedere l'effetto che fa... 

La "segnalibro mania" ci ha proprio presi per cui credo che andremo avanti con la creatività su questo fronte: alla fine saremo pieni di segnalibri ma abbiamo anche tanti amici, grandi e piccini... e potremo fare tanti regalini ;-) 

http://www.libri-stefania.blogspot.it/2014/04/il-mio-contributo-per-il-maggio-dei.html

sabato 26 aprile 2014

Ultimi arrivi#2 e considerazioni su padri impazienti

Vorrei aprire questo post spendendo due parole per la velocità di consegna di Amazon: più veloce della luce, direi. Nonostante i giorni di festa, il mio ultimo ordine (libri... e che altro!) è arrivato a destinazione davvero in fretta e ne sono molto contenta... l'arrivo del pacco era stato stimato per il 29 di aprile invece mi lo sono ritrovato tra le mani ieri. Non male, giusto? Due giorni dopo aver ordinato...

A proposito di nuovi arrivi, gli acquisti in internet per quanto mi riguarda non hanno del tutto spiazzato quelli in libreria. Anzi, amo aggirarmi tra i reparti delle librerie, perdermi tra le tante proposte ed anche acquistare... Poi, però, la semplicità di comprare da casa, con un clic, quando si hanno le idee chiare, la consegna gratuita e qualche euro di sconto sul prezzo di listino (per chi compra spesso libri anche qualche euro, sommando i vari ordini, è prezioso) mi lascio andare all'e-commerce...

Padri impazienti. Ed a proposito degli acquisti di libri, in particolare da parte dei più giovani, mi permetto una considerazione: nel corso di una delle mie tappe in libreria mi sono imbattuta in una ragazzina - 13/14 anni - che gironzolava tra gli scaffali prendendo in mano libri, leggendo la trama, osservando la copertina al fine di sceglierne uno che facesse al caso suo. Mi è sembrata davvero molto interessata ed attenta oltre che non frettolosa: probabilmente non aveva le idee chiare (come capita spesso anche a me quando vado in libreria) su un titolo specifico e cercava di scegliere bene.
Accanto a lei c'era un uomo, suo padre (lo ha chiamato "papà") che sbuffafa visibilmente infastidito dal tempo che stava perdendo con sua figlia nella scelta di un libro. Era impaziente, cercava di dire qualche cosa di poco sensato (io ero dall'altra parte dello scaffale in cui erano loro ma il dialogo era ben chiaro ed arrivava anche a chi non avesse voluto sentire) per forzare la figlia a fare in fretta.
Posso capire la fretta che è alla base delle giornate di tutti, ma come si può pensare di stimolare i giovani alla lettura se poi non si concede loro nemmeno il tempo di scegliere? Io non sono per le esagerazioni (stare ore ed ore a toccare tutto per poi non comprare niente non piace nemmeno a me) ma in quel caso non era una bambina per cui il rischio che guardasse solo per il gusto di guardare non c'era... Era un'adolescente che stava scegliendo un prezioso volumetto... Dico prezioso perchè avere a cge fare con un adolescente che si appassiona alla lettura non è poca cosa. Poi, però, trovi accanto un adulto che fa del tutto per indurla a dire "...vabbè, lascio perdere e non compro niente" perchè oggettivamente il rischio era quello. Però, magari, se l'avesse accompagnata a compare un telefonino di ultima generazione allora papy avrebbe perso un sacco di tempo a chiedere spiegazioni al commesso!

Sono un po' acida? Mha... mi viene così... Comunque alla fine sono arrivati alla cassa per cui l'acquisto c'è stato... ma che fatica!

Mi ha fatto male vedere una scena di questo tipo (ovviamente in questo caso era un padre ma lo stesso discorso vale per le madri che hanno sempre fretta) e mi sono messa nei panni della ragazzina: se mio padre mi stesse con il fiato sul collo getterei la spugna pur di non buttare i soldi in qualche cosa che non mi piacerebbe e che avrei scelto solo per farlo contento e uscire in fretta dalla libreria.
Tutto questo per dire che?
Bhè, per dire che i giovani vanno aiutati, stimolati e motivati ad amare la lettura non il contrario...

A parte questa divagazione... torniamo ai miei ultimi arrivi.

Dunque dunque... Polvere alla polvere l'ho preso spinta dal prezzo (1.90 euro) anche se non era per niente mia intenzione comprare un (altro) libro mentre gli altri... Il libro del draghetto Carlo è un regalo per i miei bimbi ma anche per me: adoro quell'esserino ed era da tempo che tenevo di punta il secondo libro che propone le sue storie.
Nessuno può toglierti il sorriso l'ho preso come regalo per la festa della mamma - anche se è un po' presto - per la mia di mamma che ama leggere di storie vere. Ho letto un'intervista dell'autrice su una rivista e mi è venuta voglia di comprare il suo libro... Ovviamente, una volta che mia mamma l'avrà letto sarà il mio turno (sempre che riesca a smaltire la lunga lista di libri in attesa).

Philomena... è un libro che consigliava Alfonso Signorini, in un editoriale del settimanale Chi (mi sembra) che ho trovato nella sala d'attesa dell'ospedale in cui ero ad assistere mio marito in occasione di un recente intervento. L'editoriale si intitolava "Quel magico legame tra madri e figli" e, pur non amando particolarmente il personaggio Signorini, ho dovuto ammettere che le sue parole su quell'editoriale mi hanno toccata. Mi sono fidata di lui e mi sono procurata il libro. Non so quando lo leggerò sempre per via di altri libri in attesa ma ho voluto averlo.

Dulcis in fundo e contro ogni previsione ho comprato l'e-book de La ragazza dietro la finestra. Non molto tempo fa, delusa dal secondo libro della trilogia "Le città della perversione", mi ero detta disinteressata a leggere il seguito ma ci ho ripensato. Perchè? Bhè, sono convinta che sulla scia di quanto ha fatto l'autrice delle Cinquanta Sfumature, anche questa autrice abbia voluto calcare le sue orme e solo sul terzo - immagino - sarà svelato qualche cosa di più sulla storia di Marco. L'ho preso in e-book spendendo 4.90 euro ed anche lui è in lista d'attesa.

Questo è tutto. Non ho intenzione di comprare altri libri per il momento: l'ultima volta che avevo fatto acquisti in libreria (più o meno virtuale) era stato il mese di febbraio, verso la fine... Sto migliorando, no? (prima della fine di febbraio avevo fatto acquisti in libreria all'inizio di quello stesso mese... sto decisamente migliorando).

Buone letture a tutti!

http://libri-stefania.blogspot.it/p/il-maggio-dei-libri.html