lunedì 30 dicembre 2024
La libreria nascosta (Evie Woods)
venerdì 22 settembre 2023
La rilegatrice di storie perdute (C. Caboni)
L’idea di fondo non è originalissima ma funziona.
Non è originalissimo il fatto che il libro venga strutturato su due piani temporali con una donna dei tempi moderni che si imbatte in una storia d’altri tempi, narrata in parallelo.
Funziona, però. A catturare – e credo che fosse proprio questo l’intento dell’autrice, visto il titolo – è la storia della rilegatrice che dà il nome al libro che, di fatto, è colei che dal passato torna prepotentemente in un presente nel quale mette qualcuno sulle tracce di ciò che ha lasciato. Il fascino che arriva dal passato, da due secoli fa, dunque, piuttosto che il presente.
Clarice, è questo il nome di quella donna d’altri tempi che coinvolge ed appassiona la stessa Sofia prima che il lettore.
Sofia Bauer è una bibliotecaria romana che vive un momento difficile con il marito da cui si sta separando. La storia di Clarice le arriva tra le mani per via di un libro molto antico che intende restaurare. Non è un libro qualunque, però, e se ne rende conto in fretta. C’è una storia segreta racchiusa tra le note a margine di quelle antiche pagine e Sofia non può ignorare tutto ciò.
Scopre, ben presto, di avere molto in comune con quella nobildonna d’altri tempi che le parla dal passato: amano entrambe i libri, non hanno accanto l’uomo giusto, hanno la necessità di ricominciare da zero.
Clarice è una bambina che si trova a fare i contri fin da giovanissima con una realtà che non le fa sconti.
E' coraggiosa, Clarice. Ha le idee chiare ed è pronta a battersi per ciò in cui crede, per le sue aspirazioni. Apprende in segreto l’arte della legatoria e sceglie un modo alquanto singolare per far arrivare la sua storia ai posteri. Un modo efficace, una chiave di lettura che va trovata e che Sofia vorrà decifrare.
Posto che tra le due narrazioni ho preferito quelle che riguarda Clarice, la storia è scorrevole e incuriosisce. C'è un mistero di fondo che ad un certo punto sembra portare ad un nulla di fatto ma che in realtà...
Bhè, è tutto da scoprire.
Accanto alle due donne non mancano figure maschili così come, nelle more del racconto, ci si imbatte in protagonisti molto particolare: i libri e la magia che è scritta tra le righe.
Come precisato dall'autrice nelle note finali si tratta di un'invenzione, di una trovata narrativa che non si avvicina a nulla che possa essere trattato come una storia vera. Sarebbe stata affascinante, però, se fosse stata una storia vera.
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La rilegatrice di storie perdute
Cristina Caboni
Garzanti editore
304 pagine
13.00 euro copertina rigida, 9.99 Kindle
martedì 14 febbraio 2023
La biblioteca dei giusti consigli (S. N. Adams)
La lista. Io così avrei intitolato il libro d'esordio di Sara Nisha Adams che, invece, chiama in causa una biblioteca. Ci sta. Nelle more del racconto ci sta, ma il mio sarebbe stato un titolo più calzante.
Eh sì, perché di fatto tutto ruota attorno ad una misteriosa lista di libri da leggere in caso di necessità, come si legge sul biglietto che è stato trovato all'interno di un libro e che ha circolato finendo in più mani. Una lista di libri. Titoli diversi tra loro ma che, a quanto pare, non sono stati affatto scelti a caso.
Si tratta di una lista scritta dalla mano di un lettore. Su questo non ci sono dubbi. Ma quale?
In molti si interrogano ma, a dire il vero, il lettore individua in fretta l'identità di colui che ha inteso lasciare una traccia di lettura a persone sconosciute. Per me, almeno, è stato così. Non mi è sembrato affatto difficile capire che avesse avuto la premura di consigliare libri che evidentemente erano stati importanti, tanto da essere scelti tra centinaia di altri titoli.
L'aver capito in fretta la soluzione di questo piccolo mistero, comunque, non ha tolto il piacere della lettura. La storia si fa leggere anche se il discorso dei libri che cambiano la vita, salvano la vita, danno una direzione diversa alla vita di chi li legge non è una novità.
Qui ho trovato, però, un aspetto in più: quello dei legami che la lettura può originare. Mi piacerebbe molto che fosse davvero come avviene nel libro: persone che si incontrano, esistenze che scoprono di avere qualche cosa in comune le une con le altre, distanze che si accorciano, solitudini che diventano qualcosa di diverso...
Mi piacerebbe davvero trovare quel filo conduttore, dato dai libri, in vite differenti. Non sempre avviene soprattutto perchè le biblioteche spesso non sono così frequentate come mi piacerebbe che fossero. E non sempre vengono create occasioni di condivisione, di confronto.
L'influenza dei libri sui protagonisti in alcuni casi appare una forzatura: una ragazza che non ama la lettura pur lavorando in biblioteca improvvisamente diventa l'esatto contrario di se stessa ed inizia a dare davvero buoni consigli che, però, non sono suoi ma arrivano dalla lista.
Un anziano signore che ha sempre avuto accanto un'accanita lettrice ma che ha sempre fatto fatica a compendere la sua passione e ad accettare la sua capacità (e voglia) di estraniarsi da tutto il resto per immergersi nelle pagine. Anche per lui si avrà uno stravolgimento così repentino che si fa fatica a credere che possa essere possibile. Eppure, mi piace pensare che ciò possa accadere. Io ne potrei essere la prova anche se di tempo, prima di diventare una lettrice forte, ce ne ho messo un po' di più dei protagonisti del libro.
Ecco perchè, tutto sommato, l'idea che un libro possa cambiare la vita o che la lettura possa diventare qualche cosa di irrinunciabile anche in chi non ha mai amato leggere non mi dispiace affatto. Perchè anche con me è stato così. Non che non amassi leggere per niente, da ragazzina/ragazza: avevo altro da fare. Poi improvvisamente ho capito di essermi persa molto ed ho iniziato a recuperare fino a diventare la lettrice che sono oggi.
Detto questo, e ribadito che la lettura è comunque piacevole, devo fare un'osservazione.
Il personaggio di Aidan, fratello di Aleisha (che è uno dei personaggi principali) secondo il mio parere avrebbe meritato maggiore approfondimento soprattutto dal punto di vista psicologico. Il lettore non riesce proprio a capire il suo toremeno, il suo stato d'animo, le sue insicurezze fino a che non gli arriva il colpo improvviso che lo mette davanti ad un doloroso dato di fatto. Ecco, anche se il colpo di scena fa gioco ai fini della storia, Aidan avrebbe meritato più spazio e maggiore approfondimento.
É forse questa la pecca maggiore di questo libro: i profili personali dei protagonisti, o comunque dei personaggi principali, secondo ma avrebbero dovuto essere più accurati sacrificando magari i continui rimandi ai libri per dare più spazio a loro.
Un altro piccolo appunto: nel parlare troppo dettagliatamente dei libri della lista si rischia di scivolare in qualche spoiler... un rischio che ho avvertito subito e che è arrivato come un colpo al cuore per quanto riguarda Piccole Donne... attenzione, non si fa!!!
Complessivamente, comunque, devo dire che si tratta di un buon esordio e che l'autrice - che per scrivere questo libro si è ispirata a suo nonno - ha un buon margine di crescita.
ps. comunque nell'edizione inglese il titolo - l'ho scoperto a posteriori - era molto più vicino al mio che a quello scelto.
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La biblioteca dei giusti consigli
Sara Nisha Adams
Garzanti editore
384 pagine
13.00 euro copertina flessibile
martedì 31 maggio 2022
La città fra le nuvole (A. Doerr)
Per prima, primissima cosa, è un volume pesante. Pesante proprio dal punto di vista fisico, non comodo da portare in giro ma quando si sceglie un tomo di questo tipo lo si sa per cui, mea culpa… non era certo il volume adatto da portare in giro in borsa vista la bella stagione e la voglia di stare a leggere all’aria aperta.
La storia. Sono sincera: all’inizio mi sono trovata un po’ in difficoltà davanti a personaggi di epoche e contesti diversi, con storie diverse da raccontare che sono apparsi subito collegati da un libro ma che, a ben guardare, sembravano prendere ognuno la propria direzione. I cambi d’epoca sono continui ma ben segalati con l’indicazione di luoghi e date per cui un lettore attento (o uno che, magari meno attento come me, è abituato a prendere appunti) non si perde tra una storia e l’altra. Uno meno attento, più fugace potrebbe lasciare per strada qualcosina.
Le vite di Omeir ed Anna si incontrano e si intrecciano durante l’assedio di Costantinopoli nel 1453.
Zeno e Seymour sono personaggi del presente, nel 2020 ma il racconto, per loro, parte da qualche anno prima.
Konstance è stata concepita, è nata ed è vissuta su una nave interstellare che viaggia in un futuro non troppo lontano, al “sicuro” da minacce di virus misteriosi ed aria irrespirabile.
In alcuni punti devo ammettere di aver fatto fatica, mi sono sembrati lenti e ripetitivi tanto da rallentare la lettura e portarmi sull’orlo di un ripensamento. Poi, però, ciò è stato alternato da slanci narrativi che hanno riacceso la mia attenzione e che mi hanno condotta verso la parte finale, quella nella quale le personalità fioriscono, ognuno mette a frutto i rispettivi talenti, sciolgono le catene che li tenevano legati ad un passato (ma anche ad un presente) che probabilmente andava loro stretto anche se non se n’erano più di tanto accorti.
Tutti i personaggi sono accomunati dalla lettura: la lettura che fa volare alto, che aiuta a sognare ma che aiuta anche a catturarli, quei sogni. Ed ancora, la lettura che salva, che trasmette fiducia, che intrattiene, che permette di liberare la fantasia ma che fa anche riflettere sulla propria condizione. La lettura che, volenti o nolenti, cambia la vita.
O meglio, sono accomunati dalla lettura di un particolarissimo libro, tramandato di generazione in generazione dopo varie peripezie, letto, tradotto, interpretato e reinterpretato, criticato e osannato. Eppure, la storia che quel libro narra è piuttosto semplice, quella di un uomo involontariamente trasformato in asino, poi in altro ancora e ancora… una storia che richiama altre storie famose, a ben guardare, ma che è del tutto originale nei suoi sviluppi.
Mentre leggevo pensavo che la vicenda più interessante fosse quella di Konstance, proiettata in un futuro sterile, freddo, privo di stimoli ma con la possibilità di entrare letteralmente nei libri e nelle storie. “Forte”, mi sono detta. Ma la sua è anche una vicenda che fa riflettere profondamente: sulla libertà, sui piaceri della vita, sulle scelte che la tecnologia può permettere di fare sacrificando, però, di fatto, il bello di una esistenza fatta di normalità.
Poi, però, dalla metà del libro in avanti ho capito che tutte le vicende avevano qualche cosa da trasmettermi: mi hanno trasmesso coraggio Omeir ed Anna, mi hanno emozionata Zeno e Symour seppur per motivi opposti…
Tirando le somme: non è un libro che rileggerei ma che è senza dubbio originale e del quale non ci si deve lasciar spaventare dalla mole né dall’avvio un po’ diesel. Se si ama volare con la fantasia e si ama leggere, se si amano le biblioteche e le storie, questa è la lettura giusta.
venerdì 26 marzo 2021
La restauratrice di libri (K. Poladjan)
La restauratrice di libri, letto in collaborazione con Thrillernord, non è stato un libro di semplice lettura, per me. Innanzitutto per via dei nomi che ho fatto fatica a memorizzare ed anche per lo stile narrativo usato dall’autrice oltre che dalla storia narrata. Non è un libro che si legge giusto per distrarsi, per riempire il tempo. Va letto con attenzione, questa è l’impressione che ho avuto io, anche per via del tema di cui parla: il genocidio armeno.
Helene Mazavian è una restauratrice di libri tedesca ma con origini armene da parte di sua madre, Sara. E’ una giovane donna che ama il suo lavoro e che non si è mai preoccupata più di tanto del suo passato pur essendo vissuta accanto ad una donna, sua madre, che non ha mai risparmiato racconti o immagini di ciò che i suoi occhi hanno visto, che le sue orecchie hanno udito all’epoca.
Non avrebbe mai immaginato che il suo nuovo lavoro, a Erevan – capitale dell’Armenia – avrebbe portato con se molto di più di un’attività di restauro.
Il suo compito è quello di restaurare e portare a nuova luce antichi manoscritti deteriorati e imparare le tecniche della legatoria armena. Tra il materiale che arriva nelle sue mani c’è un evangeliario del XVIII secolo che riporta nel colophon la lista di tutti coloro che lo hanno custodito, fino ad arrivare, nel 1915, tra le mani di una famiglia che vive sulla costa del Mar Nero.
Durante il suo lavoro si imbatte in una frase molto particolare: «Hrant non si sveglia, aiutami, fallo svegliare» . Una frase che le rimane impressa e che avvia, per il lettore, una nuova storia, su un diverso piano temporale. Si arriva al 1915 con una storia che riporta alla memoria coloro che hanno posseduto per ultimi quel prezioso oggetto: Hrant e Anahid sono due fratelli – lei è la maggiore dei due e se ne sente responsabile – che si trovano ad affrontare la fuga verso la costa dopo che i soldati turchi hanno ucciso i loro genitori. Soli, smarriti, con un futuro oscuro davanti, i due ragazzini sembrano emergere dalle pagine dal libro con tutta la sofferenza che la loro situazione comporta. La loro è la storia di un popolo…
E mentre l’autrice racconta la loro storia, torna a raccontare di Helene che si trova quasi a vivere una vita parallela in quel posto che non le appartiene ma che non le è poi così estraneo come ha sempre pensato. Grazie ad una foto che sua madre le ha messo tra le mani, con dei nomi, un luogo ed una data sul retro, la ragazza si metterà sulle tracce di antenati d’Armenia. Inizialmente con una certa indifferenza poi sempre più presa, Helene si troverà a fare una ricerca appassionata anche per capire la storia di quei due bambini in fuga. Nella sua ricerca la giovane donna porterà a galla ricordi dimenticati, situazioni negate, quasi sepolte e legate al genocidio armeno che, fino a quel momento, le era quasi indifferente.
Le difficoltà che ho incontrato sono probabilmente dovute alla scarsa conoscenza, da parte mia, delle vicende narrate. E lo stile dell’autrice mi è sembrato a tratti frettoloso, freddo, come se desse molto per scontato. In altri punti, invece, ho trovato tra le righe tanto dolore.
Più che la storia di Helene – della quale ho fatto fatica a comprendere appieno la personalità – ho seguito con maggiore interesse la storia di Hrant e Anahid. Ho sofferto con loro, sono entrata in confidenza con un pezzo di storia che mi sfuggiva. Ed è stato violento, doloroso… triste.
Non è un libro per tutti, sono sincera. Per chi ha sete di conoscenza e non si lascia abbattere da uno stile particolare è più che consigliato. Per chi si aspetta un romanzo scorrevole, che scivola via in poche ore, meglio di no.***
La restauratrice di libri
Katerina Poladjan
Sem editore
224 pagine
domenica 19 aprile 2020
La Piccola Farmacia Letteraria (E. Molini)
La Piccola Farmacia Letteraria
Elena Molini
Mondadori
273 pagine
9.99 formato Kindle
giovedì 28 aprile 2016
Dimmi che credi al destino (L. Bianchini)
venerdì 29 gennaio 2016
L'incredibile bimbo mangia libri (O. Jeffers) - Venerdì del libro
mercoledì 30 dicembre 2015
Prendi un lettore e mettilo in vetrina!
Mentre mia figlia era occupata a scegliere un libro da acquistare - e, come sua madre, ci mette sempre un sacco di tempo a decidere - io ho approfittato della poltrona rossa libera in vetrina e per una mezz'oretta mi sono dedicata alla lettura.lunedì 17 novembre 2014
Quest'anno regalo un libro per Natale... anzi, più di uno!
Alcuni libri li ho comprati on line, altri in libreria. Ora
sono in attesa di quello che dovrebbe essere l'ultimo pacco il cui arrivo è
previsto tra domani e mercoledì.giovedì 1 maggio 2014
Monthly Keywords Reading Challenge! Torna la gara
Per questo mese le parole sono le seguenti:
mercoledì 30 aprile 2014
Libri... variazioni sul tema: segnalibri#1
- strass che avevamo tolto da un cerchietto per capelli della principessa di casa, spezzato in due accidentalmente;
- una confezione di pasta da modellare che ci avrebbe permesso di sbizzarrirci con le forme;
- alcune decorazioni di mollette per capelli oramai rotte ed inutilizzabili;
- alcune perle e perline giunte da collanine rotte o inutilizzate.
sabato 26 aprile 2014
Ultimi arrivi#2 e considerazioni su padri impazienti
Padri impazienti. Ed a proposito degli acquisti di libri, in particolare da parte dei più giovani, mi permetto una considerazione: nel corso di una delle mie tappe in libreria mi sono imbattuta in una ragazzina - 13/14 anni - che gironzolava tra gli scaffali prendendo in mano libri, leggendo la trama, osservando la copertina al fine di sceglierne uno che facesse al caso suo. Mi è sembrata davvero molto interessata ed attenta oltre che non frettolosa: probabilmente non aveva le idee chiare (come capita spesso anche a me quando vado in libreria) su un titolo specifico e cercava di scegliere bene.
Accanto a lei c'era un uomo, suo padre (lo ha chiamato "papà") che sbuffafa visibilmente infastidito dal tempo che stava perdendo con sua figlia nella scelta di un libro. Era impaziente, cercava di dire qualche cosa di poco sensato (io ero dall'altra parte dello scaffale in cui erano loro ma il dialogo era ben chiaro ed arrivava anche a chi non avesse voluto sentire) per forzare la figlia a fare in fretta.
Posso capire la fretta che è alla base delle giornate di tutti, ma come si può pensare di stimolare i giovani alla lettura se poi non si concede loro nemmeno il tempo di scegliere? Io non sono per le esagerazioni (stare ore ed ore a toccare tutto per poi non comprare niente non piace nemmeno a me) ma in quel caso non era una bambina per cui il rischio che guardasse solo per il gusto di guardare non c'era... Era un'adolescente che stava scegliendo un prezioso volumetto... Dico prezioso perchè avere a cge fare con un adolescente che si appassiona alla lettura non è poca cosa. Poi, però, trovi accanto un adulto che fa del tutto per indurla a dire "...vabbè, lascio perdere e non compro niente" perchè oggettivamente il rischio era quello. Però, magari, se l'avesse accompagnata a compare un telefonino di ultima generazione allora papy avrebbe perso un sacco di tempo a chiedere spiegazioni al commesso!
Sono un po' acida? Mha... mi viene così... Comunque alla fine sono arrivati alla cassa per cui l'acquisto c'è stato... ma che fatica!
Mi ha fatto male vedere una scena di questo tipo (ovviamente in questo caso era un padre ma lo stesso discorso vale per le madri che hanno sempre fretta) e mi sono messa nei panni della ragazzina: se mio padre mi stesse con il fiato sul collo getterei la spugna pur di non buttare i soldi in qualche cosa che non mi piacerebbe e che avrei scelto solo per farlo contento e uscire in fretta dalla libreria.
Tutto questo per dire che?
Bhè, per dire che i giovani vanno aiutati, stimolati e motivati ad amare la lettura non il contrario...
Nessuno può toglierti il sorriso l'ho preso come regalo per la festa della mamma - anche se è un po' presto - per la mia di mamma che ama leggere di storie vere. Ho letto un'intervista dell'autrice su una rivista e mi è venuta voglia di comprare il suo libro... Ovviamente, una volta che mia mamma l'avrà letto sarà il mio turno (sempre che riesca a smaltire la lunga lista di libri in attesa).
Philomena... è un libro che consigliava Alfonso Signorini, in un editoriale del settimanale Chi (mi sembra) che ho trovato nella sala d'attesa dell'ospedale in cui ero ad assistere mio marito in occasione di un recente intervento. L'editoriale si intitolava "Quel magico legame tra madri e figli" e, pur non amando particolarmente il personaggio Signorini, ho dovuto ammettere che le sue parole su quell'editoriale mi hanno toccata. Mi sono fidata di lui e mi sono procurata il libro. Non so quando lo leggerò sempre per via di altri libri in attesa ma ho voluto averlo.
Dulcis in fundo e contro ogni previsione ho comprato l'e-book de La ragazza dietro la finestra. Non molto tempo fa, delusa dal secondo libro della trilogia "Le città della perversione", mi ero detta disinteressata a leggere il seguito ma ci ho ripensato. Perchè? Bhè, sono convinta che sulla scia di quanto ha fatto l'autrice delle Cinquanta Sfumature, anche questa autrice abbia voluto calcare le sue orme e solo sul terzo - immagino - sarà svelato qualche cosa di più sulla storia di Marco. L'ho preso in e-book spendendo 4.90 euro ed anche lui è in lista d'attesa.Questo è tutto. Non ho intenzione di comprare altri libri per il momento: l'ultima volta che avevo fatto acquisti in libreria (più o meno virtuale) era stato il mese di febbraio, verso la fine... Sto migliorando, no? (prima della fine di febbraio avevo fatto acquisti in libreria all'inizio di quello stesso mese... sto decisamente migliorando).
Buone letture a tutti!







