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martedì 14 febbraio 2023

La biblioteca dei giusti consigli (S. N. Adams)

La lista. Io così avrei intitolato il libro d'esordio di Sara Nisha Adams che, invece, chiama in causa una biblioteca. Ci sta. Nelle more del racconto ci sta, ma il mio sarebbe stato un titolo più calzante.

Eh sì, perché di fatto tutto ruota attorno ad una misteriosa lista di libri da leggere in caso di necessità, come si legge sul biglietto che è stato trovato all'interno di un libro e che ha circolato finendo in più mani. Una lista di libri. Titoli diversi tra loro ma che, a quanto pare, non sono stati affatto scelti a caso.


 Si tratta di una lista scritta dalla mano di un lettore. Su questo non ci sono dubbi. Ma quale? 

In molti si interrogano ma, a dire il vero, il lettore individua in fretta l'identità di colui che ha inteso lasciare una traccia di lettura a persone sconosciute. Per me, almeno, è stato così. Non mi è sembrato affatto difficile capire che avesse avuto la premura di consigliare libri che evidentemente erano stati importanti, tanto da essere scelti tra centinaia di altri titoli. 

L'aver capito in fretta la soluzione di questo piccolo mistero, comunque, non ha tolto il piacere della lettura. La storia si fa leggere anche se il discorso dei libri che cambiano la vita, salvano la vita, danno una direzione diversa alla vita di chi li legge non è una novità.

Qui ho trovato, però, un aspetto in più: quello dei legami che la lettura può originare. Mi piacerebbe molto che fosse davvero come avviene nel libro: persone che si incontrano, esistenze che scoprono di avere qualche cosa in comune le une con le altre, distanze che si accorciano, solitudini che diventano qualcosa di diverso... 

Mi piacerebbe davvero trovare quel filo conduttore, dato dai libri, in vite differenti. Non sempre avviene soprattutto perchè le biblioteche spesso non sono così frequentate come mi piacerebbe che fossero. E non sempre vengono create occasioni di condivisione, di confronto. 

L'influenza dei libri sui protagonisti in alcuni casi appare una forzatura: una ragazza che non ama la lettura pur lavorando in biblioteca improvvisamente diventa l'esatto contrario di se stessa ed inizia a dare davvero buoni consigli che, però, non sono suoi ma arrivano dalla lista.

Un anziano signore che ha sempre avuto accanto un'accanita lettrice ma che ha sempre fatto fatica a compendere la sua passione e ad accettare la sua capacità (e voglia) di estraniarsi da tutto il resto per immergersi nelle pagine. Anche per lui si avrà uno stravolgimento così repentino che si fa fatica a credere che possa essere possibile. Eppure, mi piace pensare che ciò possa accadere. Io ne potrei essere la prova anche se di tempo, prima di diventare una lettrice forte, ce ne ho messo un po' di più dei protagonisti del libro.

Ecco perchè, tutto sommato, l'idea che un libro possa cambiare la vita o che la lettura possa diventare qualche cosa di irrinunciabile anche in chi non ha mai amato leggere non mi dispiace affatto. Perchè anche con me è stato così. Non che non amassi leggere per niente, da ragazzina/ragazza: avevo altro da fare. Poi improvvisamente ho capito di essermi persa molto ed ho iniziato a recuperare fino a diventare la lettrice che sono oggi.

Detto questo, e ribadito che la lettura è comunque piacevole, devo fare un'osservazione.

Il personaggio di Aidan, fratello di Aleisha (che è uno dei personaggi principali) secondo il mio parere avrebbe meritato maggiore approfondimento soprattutto dal punto di vista psicologico. Il lettore non riesce proprio a capire il suo toremeno, il suo stato d'animo, le sue insicurezze fino a che non gli arriva il colpo improvviso che lo mette davanti ad un doloroso dato di fatto. Ecco, anche se il colpo di scena fa gioco ai fini della storia, Aidan avrebbe meritato più spazio e maggiore approfondimento.

É forse questa la pecca maggiore di questo libro: i profili personali dei protagonisti, o comunque dei personaggi principali, secondo ma avrebbero dovuto essere più accurati sacrificando magari i continui rimandi ai libri per dare più spazio a loro. 

Un altro piccolo appunto: nel parlare troppo dettagliatamente dei libri della lista si rischia di scivolare in qualche spoiler... un rischio che ho avvertito subito e che è arrivato come un colpo al cuore per quanto riguarda Piccole Donne... attenzione, non si fa!!!

Complessivamente, comunque, devo dire che si tratta di un buon esordio e che l'autrice - che per scrivere questo libro si è ispirata a suo nonno - ha un buon margine di crescita.

ps. comunque nell'edizione inglese il titolo - l'ho scoperto a posteriori - era molto più vicino al mio che a quello scelto.
***
La biblioteca dei giusti consigli
Sara Nisha Adams
Garzanti editore
384 pagine
13.00 euro copertina flessibile

martedì 31 maggio 2022

La città fra le nuvole (A. Doerr)




Con un libro si vola. Si vola con la fantasia, si vola nel tempo ma anche nello spazio.

Me lo ha ricordato (ammesso che ce ne fosse bisogno) Doeer con La città fra le nuvole: libro che mi ha incuriosita dal tavolo della biblioteca in cui era esposto, mi ha attirata con quell’immagine di un mondo dorato sopra le nuvole e che mi ha letteralmente chiesto di essere portato a casa.

Per prima, primissima cosa, è un volume pesante. Pesante proprio dal punto di vista fisico, non comodo da portare in giro ma quando si sceglie un tomo di questo tipo lo si sa per cui, mea culpa… non era certo il volume adatto da portare in giro in borsa vista la bella stagione e la voglia di stare a leggere all’aria aperta.

La storia. Sono sincera: all’inizio mi sono trovata un po’ in difficoltà davanti a personaggi di epoche e contesti diversi, con storie diverse da raccontare che sono apparsi subito collegati da un libro ma che, a ben guardare, sembravano prendere ognuno la propria direzione. I cambi d’epoca sono continui ma ben segalati con l’indicazione di luoghi e date per cui un lettore attento (o uno che, magari meno attento come me, è abituato a prendere appunti) non si perde tra una storia e l’altra. Uno meno attento, più fugace potrebbe lasciare per strada qualcosina.

Le vite di Omeir ed Anna si incontrano e si intrecciano durante l’assedio di Costantinopoli nel 1453.
Zeno e Seymour sono personaggi del presente, nel 2020 ma il racconto, per loro, parte da qualche anno prima.
Konstance è stata concepita, è nata ed è vissuta su una nave interstellare che viaggia in un futuro non troppo lontano, al “sicuro” da minacce di virus misteriosi ed aria irrespirabile.
 
Come possono, vite tanto distanti, avere un filo conduttore, un elemento che li accomuna?
 
L’autore ha messo su carta non una ma tante storie che hanno abilmente dei punti in comune, pronti a sbucare quando meno il lettore se lo aspetta. Sono proprio questi punti di contatto che hanno il merito di riaccendere la curiosità. Almeno per me è stato così.
In alcuni punti devo ammettere di aver fatto fatica, mi sono sembrati lenti e ripetitivi tanto da rallentare la lettura e portarmi sull’orlo di un ripensamento. Poi, però, ciò è stato alternato da slanci narrativi che hanno riacceso la mia attenzione e che mi hanno condotta verso la parte finale, quella nella quale le personalità fioriscono, ognuno mette a frutto i rispettivi talenti, sciolgono le catene che li tenevano legati ad un passato (ma anche ad un presente) che probabilmente andava loro stretto anche se non se n’erano più di tanto accorti.

Tutti i personaggi sono accomunati dalla lettura: la lettura che fa volare alto, che aiuta a sognare ma che aiuta anche a catturarli, quei sogni. Ed ancora, la lettura che salva, che trasmette fiducia, che intrattiene, che permette di liberare la fantasia ma che fa anche riflettere sulla propria condizione. La lettura che, volenti o nolenti, cambia la vita.

O meglio, sono accomunati dalla lettura di un particolarissimo libro, tramandato di generazione in generazione dopo varie peripezie, letto, tradotto, interpretato e reinterpretato, criticato e osannato. Eppure, la storia che quel libro narra è piuttosto semplice, quella di un uomo involontariamente trasformato in asino, poi in altro ancora e ancora… una storia che richiama altre storie famose, a ben guardare, ma che è del tutto originale nei suoi sviluppi.

Mentre leggevo pensavo che la vicenda più interessante fosse quella di Konstance, proiettata in un futuro sterile, freddo, privo di stimoli ma con la possibilità di entrare letteralmente nei libri e nelle storie. “Forte”, mi sono detta. Ma la sua è anche una vicenda che fa riflettere profondamente: sulla libertà, sui piaceri della vita, sulle scelte che la tecnologia può permettere di fare sacrificando, però, di fatto, il bello di una esistenza fatta di normalità.
Poi, però, dalla metà del libro in avanti ho capito che tutte le vicende avevano qualche cosa da trasmettermi: mi hanno trasmesso coraggio Omeir ed Anna, mi hanno emozionata Zeno e Symour seppur per motivi opposti…

Tirando le somme: non è un libro che rileggerei ma che è senza dubbio originale e del quale non ci si deve lasciar spaventare dalla mole né dall’avvio un po’ diesel. Se si ama volare con la fantasia e si ama leggere, se si amano le biblioteche e le storie, questa è la lettura giusta.
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La città fra le nuvole 
Anthony Doerr
Rizzoli Editore
704 pagine
22 euro copertina flessibile, 11.99 Kindle

martedì 13 maggio 2014

In biblioteca#4 e... posizioni di lettura

Domani i bimbi andranno in gita con la scuola e visto che c'erano dei prestiti in scadenza in biblioteca e che volevano essere sicuri che non sarei andata da sola in loro assenza, nei giorni scorsi abbiamo restituito i libri presi in precedenza e fatto un nuovo rifornimento. Dagli ultimi prestiti abbiamo fatto tesoro di alcuni errori. Uno in particolare: la scelta di libri troppo lunghi va bene ma non quando si scelgono quattro volumi!!! Meglio prenderne uno e riportarlo magari dopo dieci giorni piuttosto che prenderne quattro e non riuscire a leggerne nemmeno uno.
E' una lezione che ha imparato la principessa di casa che si era buttata su Geronimo Stilton con troppo entusiasmo: nell'arco di un mese, avendo avuto piacere nell'alternare Geronimo con altre letture, è riuscita a portare a termine la lettura di uno solo dei volumi che aveva scelto. Gli altri li abbiamo restituiti e li riprenderemo in altro momento. 
Con i libri di poche pagine non si pongono problemi ma con quelli che iniziano ad essere più strutturati ed impegnativi bisogna relazionarsi in modo diverso... e l'abbiamo capito.
Tra i vari libri scelti proprio dalla principessa di casa ce n'è uno che fa parte della stessa collana del libro sui sogni, quello che abbiamo smesso di leggere come lettura della buona notte perchè, così mi ha detto lei, era troppo complicato e non le piaceva in quel momento della giornata. Si tratta di un libro sul tempo che, se non ho capito male, è strutturato più o meno allo stesso modo dell'altro... Vediamo come va, se è meno macchinoso di quello che parlava di sogni.

Anche io mi sono concessa un paio di libri in prestito: uno dei due è in fase di lettura e sono piuttosto avanti. Mi sta piacendo molto ma ne parlerò a tempo debito. L'altro l'ho preso con un prestito interbibliotecario per cui è arrivato nella mia biblioteca da un'altra del polo interprovinciale di cui faccio parte come utente ed anche se stavo leggendo l'altro l'ho comunque preso perchè sono certa di riuscire a restituirlo in tempo.
Quando siamo tornati a casa dopo la tappa in biblioteca, mia figlia si è messa il pigiama e prima di andare a letto mi ha chiesto se poteva leggere qualcosina dei nuovi arrivi. Ha scelto uno dei libri della collana Una fiaba in tasca e si è sistemata nel mio studio per concentrarsi sulla lettura... Ebbene, mi ha colpito la posizione che ha assunto nel farlo perchè... mi ha ricordato molto la mia.
Eh si, la scrivania è la stessa, la sedia anche, cambiano solo il soggetto e la lettura... Un sorriso mi ha acceso il volto: la mia bimba segue il mio esempio non solo nel coltivare la sua passione per la lettura ma anche nelle posizioni che assumiamo per leggere. 
E non è solo quella che si trova qui la prova ma lo è anche l'abitudine di leggere in bagno... Mi chiede ogni sera (o quasi): "Vieni a leggere in bagno con me?". Come ho avuto modo di dire in altro post, mi capita spesso di scegliere il bagno come luogo ideale per la lettura quando c'è mio marito in casa che si piazza davanti alla tv o ci sono i bimbi che giocano in cucina o nella loro stanza oppure nel mio studio. In bagno nessuno mi disturba (anche se non sto facendo nulla di ... fisico ma di intellettuale visto che mi limito a leggere). Ebbene, mia figlia ha la mia stessa abitudine.
Come posso dirle di no quando mi chiede di accompagnarla in un momento di rilassante lettura... in bagno?
Quando mio marito non c'è e possiamo lasciare la tv del salotto spenta amiamo anche sistemarci comodi sul divano e leggere tutti e tre (il piccoletto ama meno il bagno, lo ammetto!) ed anche quello è un bel momento.
Poi, ovviamente, la lettura della sera si fa a letto (non sempre in posizione comoda e con la sufficiente luce ma va bene così). 
E voi? Quali sono le vostre posizioni preferite quando vi immergete nella lettura? Appoggiate il libro sul tavolo, sulle ginocchia, lo tenete con una mano? Avete un angolo della casa che avete eletto ad angolino preferito per la lettura?
http://www.libri-stefania.blogspot.it/p/il-maggio-dei-libri.html

lunedì 12 maggio 2014

#amoleggerti... Le nostre esperienze di lettura

Chi mi segue avrà capito che sono una mamma che ama leggere ai propri figli. Lo faccio da sempre, fin da quando erano piccini piccini... anche ora che sono più grandicelli e sanno leggere da soli la lettura è per loro un momento di piacere, soprattutto la lettura della sera che non può mai mancare. Io mi ritrovo accucciata con loro a letto e prima l'una poi l'altro mi passano il libro che scelgono come #letturadellabuonanotte!

Così come, spesso, ci capita di metterci a leggere tutti insieme, ognuno il suo libro, in un angolo confortevole della casa da noi adibito ad angolo lettura... ovviamente la tv è rigorosamente spenta ma non è un sacrificio per nessuno... anzi! I bimbi si scambiano i libri e si danno suggerimenti su cosa è più bello di cosa... ed ammetto che per me è una gran soddisfazione perchè vuol dire che quanto seminato (fin da quando erano piccini) non è andato disperso. Almeno per ora. Poi, chissà, con la crescita può capitare di tutto!

Di questo e di molto altro ho parlato a Federica che mi ha intervistata per la sua rubrica #AmoLeggerti.
Come ho avuto modo di dire a lei, di solito sono io che intervisto gli altri ed essere intervistata mi ha fatto un certo effetto: ho parlato con piacere del mio modo di essere lettrice per e con i miei figli.
Ho anche seguito un corso di formazione per lettori volontari ed ho partecipato a dei laboratori di lettura assieme ad altre volontarie ma quest'anno ho dovuto abbandonare perchè gli orari degli incontri non si conciliavano con i miei momenti liberi: il sabato pomeriggio ho degli impegni con la mia bimba ed ho ritenuto di dovermi prendere una pausa... non posso trascurare i miei figli per fare la lettrice volontaria per i figli degli altri... non è per cattiveria, ci mancherebbe, ma le esigenze cambiano negli anni e bisogna fare i conti con impegni nuovi. 
E' stata una bella esperienza e appena potrò vorrei ripeterla ma compatibilmente ai miei impegni con i miei cuccioli che meritano una madre a tempo pieno, almeno nel tempo che il lavoro lascia a loro disposizione.
 

Bando alle ciance, con questo post voglio proporvi di leggere la mia intervista cliccando qui e, se lo vorrete, sono curiosa di ascoltare (di leggere... ok ok... di leggere) le vostre, di esperienze con le letture a voce altra.

A dire il vero si tratta della mia seconda intervista. Federica mi aveva già intervistato a proposito di biblioteche... L'altra intervista può essere letta qui. Noi siamo degli assidui frequentatori di biblioteche e mi auguro che la mia testimonianza, come quelle delle tante mamme che amano la lettura, possa essere utile ad avvicinare un numero sempre maggiore di persone ai libri e ai luoghi in cui si può entrare in contatto con loro.

Grazie al blog, allo zapping tra altri blog che parlano di libri o, più generalmente, di blog di mamme, ho avuto il piacere di conoscere tante mamme (chiedo scusa per la ripetizione) che amano leggere ai popri figli. Un po' meno papà, a dire il vero, ma mi auguro che ce ne siano tanti, di papà - anche se non si dichiarano - che dedicano del tempo ai loro bimbi leggendo loro una bella storia. 

http://www.libri-stefania.blogspot.it/p/il-maggio-dei-libri.html
Ps. chiedo scusa per la faccia nelle foto... quando sono concentrata sembro arrabbiata ma non è così! Mi godo il momento e la lettura!

lunedì 15 novembre 2010

L'omino della pioggia (G. Rodari - N. Costa)

Venerdì scorso la mia bimba ha ripreso a portare a casa un libro da leggere con mamma e papà durante il week end, preso in prestito dalla biblioteca della scuola. I "compiti a casa" che lo scorso anno ha sempre svolto molto volentieri e che attendeva con una certa ansia visto che - per fortuna - i libri le piacciono molto. Quando poi la lettura richiede anche il coinvolgimento di mamma e papà ancora meglio!

Il libro di questo week end è stato L'omino della pioggia di Gianni Rodari e Nicoletta Costa. Fa parte della collana "Un libro in tasca", Edizioni El e la mia bimba mi ha subito mostrato la copertina con un'immagine di un personaggio che le era molto familiare. Non avevamo mai letto un libro che avesse come protagonista l'omino della pioggia ma essendo un personaggio nato dalla fantasia e dalla penna di Nicoletta Costa, la mia bimba lo ha trovato molto familiare perchè somigliante ad altri personaggi usciti sempre dalla sua penna ed incontrati in altri libri, letti in precedenza.
Abbiamo letto la storia ma credo che l'avessero già letta in classe visto che, mentre tornavamo a casa, tanta era l'eccitazione per dover leggere un libro insieme che me ne ha anticipato i contenuti... La lettura è stata ancora più semplice visto che le parole le erano già familiari. In poche pagine e con pochissime, semplici frasi, viene descritto il lavoro dell'omino della pioggia che lascia i rubinetti delle nuvole aperti poi si mette a fare un pisolino e ...
Le immagini sono in perfetto stile Nicoletta Costa e i colori dominanti sono i toni del blu, dell'azzurro. Si parla di cielo e di nuvole - visto che l'omino della pioggia si trova proprio sopra le nuvole - per cui non poteva essere altrimenti.
Come di consueto, terminata la lettura abbiamo riempito la scheda che la mia bimba ha ricevuto dalle maestre assieme al libro indicando il titolo del libro letto, con chi è stata effettuata la lettura per poi disegnare la sequenza più significativa, o quella che più è piaciuta alla piccola lettrice. La mia bimba ha scelto di disegnare l'omino che saltella allegro sopra le nuvole. E dopo il disegno abbiamo anche scritto cosa c'era rappresentato nella piccola opera d'arte... Con l'aiuto della mamma, ovviamente, che indicava le letterine da copiare visto che lei - cinque anni, ultimo anno d'asilo - non sa ancora scrivere se non alcune paroline di base (più per abitudine e per spirito di simulazione che non per effettiva capacità di distinguere le lettere... come credo sia normale alla sua età).
Sia nel disegno che nello scrivere ho notato dei grossi cambiamenti in lei, rispetto al giugno dello scorso anno, alle ultime letture fatte di libri presi dalla biblioteca della scuola. Molto più precisa nei disegni ma anche molto più ordinata nello scrivere le letterine all'interno delle righe indicate. Mi ha detto che a scuola hanno iniziato a fare delle "cornicette" su un quadernone a quadretti e credo che questo l'abbia aiutata molto a rispettare gli spazi e a procedere con ordine.

Mentre noi eravamo prese dal lavoro c'era anche un piccoletto in giro per casa. Prima ha tentato di mettersi accanto alla sorellina e farle luce con una pila "...così ci vede meglio..." ma ho dovuto allontanarlo perchè lei non riusciva a concentrarsi. Poi ho pensato bene di far sentire grande anche lui e gli ho chiesto di fare i compiti con noi. Ha deciso di disegnare una casa. Un bel palazzo, ho pensato io... e lui tutto contento ci ha mostrato il suo lavoro!

***
L'omino della pioggia
Gianni Rodari/Nicoletta Costa
Edizioni El
6.00 euro