Visualizzazione post con etichetta sem editore. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta sem editore. Mostra tutti i post

domenica 20 febbraio 2022

Miss Merkel e l'omicidio nel castello (D. Safier)

 

Una donna che ha ricoperto un ruolo di un certo livello per anni che si trova, improvvisamente a fare la pensionata, come può occupare il suo tempo? 

A fare torte, certo. a se questo non basta?

 Ecco che Angela Merkel, quella Angela Merkel, per avendo scelto un luogo tranquillo in cui vivere con suo marito in serenità non riesce a stare lontana dai guai. Cerca di fare amicizia con la gente del posto ma la sua capacità, affinata in anni di politica, di comprendere al volo con chi ha a che fare, le fa realizzare che no, non tutti sono simpatici e pronti a socializzare. Poco importa perché ben presto la neo pensionata si trova alle prese con un mistero bello e buono che si mette in testa di voler risolvere, vista l’acclarata incapacità di chi dovrebbe occuparsene per mestiere e per competenza.

A far scattare la molla sarà la morte del barone Philipp von Baugenwitz ed il suo intuito la porterà ben presto a circoscrivere i potenziali assassini a poche persone. Anzi, a poche donne. I suoi ragionamenti non fanno una piega ma sembra che non portino da nessuna parte. Quando, poi, alla morte del barone segue anche un’altra misteriosa scomparsa la situazione si complica ma la tenacia della donna non la porta certo a gettare la spugna. Tutt’altro.

Ho trovato la lettura distensiva, idea simpatica. Non certo un giallo ad alta tensione, questo sicuramente no. Vengono proposte situazioni che strappano un sorriso – vogliamo parlare del cane Putin? – ed un’indagine che resta a livelli dilettantistici. Ho trovato un po’ ripetitivi i riferimenti a circostanze e persone collegate alla vita da cancelliera: non servivano questi continui rimandi, nulla danno alla storia ma, per quel che mi riguardano, la appesantiscono.

È un libro che trovo adatto per chi non sia alla ricerca di un giallo canonico e che sia disposto a chiudere un occhio di tanto in tanto lasciandosi andare ad una risata per le situazioni che vengono proposte. Adatto anche, o forse soprattutto, a giovani lettori che si vogliano avvicinare al genere ma con il rischio che non comprendano tutti i riferimenti legati alla vita precedente della nostra investigatrice dilettante, quando aveva un ruolo ben diverso che, magari, ai più giovani, poco interessa.
***
Miss Merkel e l'omicidio nel castello
David Safier
SEM editore
320 pagine
18.00 euro copertina flessibile, 8.99 kindle

martedì 8 giugno 2021

Come muoversi tra la folla (C. Bordas)

Ho letto il libro Come muoversi tra la folla piuttosto lentamente. Onestamente credevo che sarebbe stata una lettura più snella ma non è stato affatto così. Non perché la narrazione si stata pesante, perché non abbia gradito lo stile di scrittura o altro. Ho letto lentamente la storia di Dory e della sua famiglia perchè mi chiedevo, continuamente, dove l'autrice volesse arrivare, cosa intendesse trasmettere con precisione. Durante la lettura, probabilmente perché mi aspettavo una svolta eclatante da un momento all'altro, non sono riuscita a darmi una risposta.

 

L'ho fatto a lettura ultimata quando ho avvertito sottopelle una strana sensazione: quel ragazzino, la voce narrante, mi sarebbe mancato. 

Dory (Isidore all'anagrafe, Izzie se lui potesse scegliere come farsi chiamare) è l'ultimo di sei fratelli. Vivono in Francia con la loro madre ed un padre poco presente, impegnato sempre fuori per lavoro. Mentre i suoi fratelli e le sue sorelle s'impegnano per affermarsi facendo forza sui propri talenti (Berenice, Aurore e Leonard hanno bruciato le tappe a scuola e sono alle soglie del dottorato; Jeremie ha una grande passione per la musica; Simone immagina una grande carriera da scrittrice) Dory è convinto di non averne, di talenti. E chi gli sta attorno sembra essere del suo stesso avviso.

Con una semplicità disarmante, con l'ingenuità di un ragazzino, Dory sarà, invece, il punto di riferimento per tutta la famiglia nel momento in cui si troverà ad affrontare una grande tragedia. 

Dory non ha amici fatta eccezione per una ragazzina che non ama la vita e che è sola come lui. Sono due solitudini che si incontrano, due poli opposti che si attraggono però, visto che lei vede sempre il bicchiere mezzo vuoto mentre lui cerca di fare del tutto affinché sia sempre mezzo pieno. 

La loro è un'amicizia che non sembra nemmeno essere tale ma che li avvicinerà ogni giorno di più fino a che un evento doloroso non colpirà anche questa amicizia mettendo ulteriormente alla prova Dory.

La figura di Denise, questo il nome della ragazzina, mi ha toccato il cuore e, da madre, mi ha anche rattristata molto la sua storia. Non viene dato moltissimo spazio alla sua figura e vengono centellinati elementi che la riguardano, ma tanto basta per rendere al lettore un'esistenza difficile, un grande bisogno di attenzione nonostante il suo modo di stare alla larga dagli altri, un disagio che nessuno riesce a comprendere appieno pur essendone a conoscenza. Indifferenza. Questo ho letto tra le righe. Ed è quella che tutti riservano a questa ragazzina fino alla fine. Dory cerca di aiutare la sua amica con i pochi strumenti che ha ed è molto tenero il suo tentativo di farla felice ma mi è sembrato davvero l'unico che abbia realmente fatto qualche cosa per lei.

Altrettanto particolare è il personaggio di Daphné, una nonnina ultracentenaria che, anch'essa nella sua semplicità, invita a riflettere su tanti aspetti della vita anche quando tutti sarebbero portati a pensare che il suo essere ormai anziana voglia dire essere sempre più vicina alla demenza. 

Non ci sono colpi di scena in questa storia ma si alternano tante situazioni che non sono altro che la vita, quella che riserva parecchie sorprese già quando è un vita normale (chi lo decide, poi, cosa sia la normalità?) e che quel ragazzino, considerato meno intelligente dei suoi fratelli, offre al lettore in modo estremamente autentico.

Sta qui il merito dell'autrice: aver reso il protagonista un efficace narratore, molto verosimile e capace di arrivare al lettore in modo talmente disarmante da fargli sentire la sua mancanza appena arriva all'ultima
pagina.

Ps. devo ammettere che la copertina mi ha lasciato addosso una strana sensazione. Tutta quella gente ammucchiata in un posto ristretto! Non sono più abituata a questo pensiero tantomeno a questa visione.
***
Come muoversi tra la folla
Camille Bordas
SEM editore
301 pagine
18.00 euro copertina rigida, 6.99 Kindle

venerdì 26 marzo 2021

La restauratrice di libri (K. Poladjan)

La restauratrice di libri, letto in collaborazione con Thrillernord, non è stato un libro di semplice lettura, per me. Innanzitutto per via dei nomi che ho fatto fatica a memorizzare ed anche per lo stile narrativo usato dall’autrice oltre che dalla storia narrata. Non è un libro che si legge giusto per distrarsi, per riempire il tempo. Va letto con attenzione, questa è l’impressione che ho avuto io, anche per via del tema di cui parla: il genocidio armeno.


Helene Mazavian è una  restauratrice di libri tedesca ma con origini armene da parte di sua madre, Sara. E’ una giovane donna che ama il suo lavoro e che non si è mai preoccupata più di tanto del suo passato pur essendo vissuta accanto ad una donna, sua madre, che non ha mai risparmiato racconti o immagini di ciò che i suoi occhi hanno visto, che le sue orecchie hanno udito all’epoca.

Non avrebbe mai immaginato che il suo nuovo lavoro, a Erevan – capitale dell’Armenia – avrebbe portato con se molto di più di un’attività di restauro.

Il suo compito è quello di restaurare e portare a nuova luce antichi manoscritti deteriorati e imparare le tecniche della legatoria armena. Tra il materiale che arriva nelle sue mani c’è un evangeliario del XVIII secolo che riporta nel colophon  la lista di tutti coloro che lo hanno custodito, fino ad arrivare, nel 1915, tra le mani di una famiglia che vive sulla costa del Mar Nero.

Durante il suo lavoro si imbatte in una frase molto particolare: «Hrant non si sveglia, aiutami, fallo svegliare» . Una frase che le rimane impressa e che avvia, per il lettore, una nuova storia, su un diverso piano temporale. Si arriva al 1915 con una storia che riporta alla memoria coloro che hanno posseduto per ultimi quel prezioso oggetto: Hrant e Anahid sono due fratelli – lei è la maggiore dei due e se ne sente responsabile – che si trovano ad affrontare la fuga verso la costa dopo che i soldati turchi hanno ucciso i loro genitori. Soli, smarriti, con un futuro oscuro davanti, i due ragazzini sembrano emergere dalle pagine dal libro con tutta la sofferenza che la loro situazione comporta. La loro è la storia di un popolo…

E mentre l’autrice racconta la loro storia, torna a raccontare di Helene che si trova quasi a vivere una vita parallela in quel posto che non le appartiene ma che non le è poi così estraneo come ha sempre pensato. Grazie ad una foto che sua madre le ha messo tra le mani, con dei nomi, un luogo ed una data sul retro, la ragazza si metterà sulle tracce di antenati d’Armenia. Inizialmente con una certa indifferenza poi sempre più presa, Helene si troverà a fare una ricerca appassionata anche per capire la storia di quei due bambini in fuga. Nella sua ricerca la giovane donna porterà a galla ricordi dimenticati, situazioni negate, quasi sepolte e legate al genocidio armeno che, fino a quel momento, le era quasi indifferente.

Le difficoltà che ho incontrato sono probabilmente dovute alla scarsa conoscenza, da parte mia, delle vicende narrate. E lo stile dell’autrice mi è sembrato a tratti frettoloso, freddo, come se desse molto per scontato. In altri punti, invece, ho trovato tra le righe tanto dolore.

Più che la storia di Helene – della quale ho fatto fatica a comprendere appieno la personalità – ho seguito con maggiore interesse la storia di Hrant e Anahid. Ho sofferto con loro, sono entrata in confidenza con un pezzo di storia che mi sfuggiva. Ed è stato violento, doloroso…  triste. 

Non è un libro per tutti, sono sincera. Per chi ha sete di conoscenza e non si lascia abbattere da uno stile particolare è più che consigliato. Per chi si aspetta un romanzo scorrevole, che scivola via in poche ore, meglio di no.
***
La restauratrice di libri
Katerina Poladjan
Sem editore
224 pagine