domenica 25 febbraio 2024

Un amore perfetto (J. Quinn)

 

Pausa. Avevo bisogno di una pausa. 

Di una storia non troppo impegnativa, che magari mi divertisse pure un po’, rispetto alla quale non essere troppo pignola e da ascoltare in macchina durante le mie trasferte.

Se l’ho trovato?
Direi di sì. Niente di straordinario, una storia d’altri tempi che mi ha catapultata in un mondo affascinante ma rispetto al quale, soprattutto in merito al mondo femminile, avrei molto da dire. Non lo farò, però, perché il mio obiettivo l’ho raggiunto: passare qualche ora spensierata viaggiando con la fantasia e lasciandomi catturare da personaggi d’altri tempi.
Il primo volume della serie The Smythe-Smith Quartet è stata la mia prima lettura in assoluto di questa autrice.
Un romance storico, credo che si chiami così… un libro che mette al centro i sentimenti, la storia d’amore ma lo fa descrivendo anche un periodo storico ben preciso, con le sue regole e i suoi particolari equilibri sociali.
Lady Honoria Smythe-Smith, è una giovane in cerca di marito. Ecco, questa è la caratteristica di fondo della storia: la spasmodica ricerca di un marito, di un rampollo con il quale accasarsi come unica ambizione delle ragazze dell’epoca. In merito a ciò avrei qualche cosa da dire ma erano altri tempi per cui va bene così.
Trattandosi del primo volume di una serie va detto che Honoria suona il violino, con risultati piuttosto discutibili, e fa parte di un quartetto composto dalle ragazze della famiglia Smythe-Smith in cerca di marito. La regola vuole che una volta spostate possano essere esonerate dallo strazio che rappresenta l’esibizione annuale al cospetto di invitato che spesso si muniscono di tappi per le orecchie. Non sono brave, le ragazze della famiglia Smythe-Smith, ed alcune di loro (non tutte) pur essendone consapevoli non si sottraggono all’impegno che, ormai, è diventato un vero e proprio impegno di famiglia.

Honoria non è da meno. Anche lei cerca marito e anche lei deve suonare.  Il momento del concerto, però, arriva verso la fine della storia perchè per tutto il resto del tempo vediamo alimentarsi il legame tra la ragazza e un vecchio amico di famiglia, Marcus, il più grande amico di suo fratello e più grande di lei di sei anni. Quando erano bambini la differenza era abissale. Ora, un po' meno. Tanto che...

Insomma, la storia non è poi così originale - lui che ha un accordo con il fratello di lei affinchè possa controllare e proteggere la ragazza (visto che Daniel, questo è il nome di suo fratello, è costretto a vivere lontano da casa) e quel rapporto di amicizia, di protezione fatto di senso di responsabilità prima di tutto è destinato a cambiare.

Non spoilero niente, a dire il vero, perchè per arrivare a ciò si susseguono una serie di vicende. 

Mi limito a dire che si verificano delle cose che mi hanno fatto storcere un po' il naso (una ferita infetta ad una gamba della quale il medico non si accorge???) e un continuo richiamo al fatto che le ragazze dell'epoca fossero perennemente in cerca di un marito, unico loro scopo di vita a quanto pare. Ok, all'epoca era davvero così ma ribadirlo continuamente mi ha un po' disturbata.

Comunque, una storia romantica che si lascia leggere e assaporare se non si è troppo pignoli e ci si approccia ad una lettura così per prendersi una pausa spensierata e, perchè no, sognare un po'.

Se sono curiosa di conoscere le altre avventure della serie? Onestamente sì, e spero di poter continuare a sorridere tra le righe.
***
Un amore perfetto
Julia Quinn
300 pagine
Mondadori editore
13.30 euro copertina flessibile, 7.99 Kindle, Audiolibro

domenica 18 febbraio 2024

Una questione privata (B. Fenoglio)

 

Una questione privata è un libro postumo di Fenoglio, pubblicato dopo la sua morte. È un libro che racconta la Resistenza in modo autentico, diretto, senza filtri pur essendo un romanzo nel quale vicende personali del protagonista irrompono in maniera dirompete sulla storia. Quella vera, quella della Seconda Guerra Mondiale. Siamo nel 1944 e il racconto si snoda in un arco temporale di quattro giorni. Breve. Breve ma intenso.

Milton è un giovane partigiano innamorato che, imbattendosi nella casa di lei, frequentata tempo prima quando erano innamorati, torna a pensare a quella ragazza in modo intenso, tanto da voler andar a fondo ad una notizia che lo sconvolge: Fulvia, questo è il suo nome, ora ama un altro. Un suo amico Giorgio. È questa la questione privata di cui si parla: vuole sapere a tutti i costi la verità e inizia ad indagare.

Ecco qual è la questione privata che muove Milton con, sullo sfondo, la guerra. Non ci sono colpi di scena particolari, lungo il racconto... 

Non è un bel ragazzo, Milton. Dalla descrizione che ne fa l'autore lo si immagina come un ragazzo curvo, alto, dalla pelle pallida, occhi tristi. Fa parte della compagnia di Badoglio, è un partigiano. Ha 19 anni e vive a Caneli, un paesino vicino Alba: la ricerca della verità in merito alla donna che ama non è tanto motivata dalla gelosia, almeno così sostiene. E' proprio per amor di verità che si impegna a fare chiarezza. 

Sembra quasi anacronistica questa sua spasmodica ricerca di un perchè in un momento storico in cui si sta vivendo giorno per giorno, con il rischio di restare uccisi nelle more di una guerra che non guarda in faccia a nessuno. Mi è sembrato assurdo che un partigiano potesse anteporre questioni private a tutto il resto ma ho dato una lettura particolare a questa scelta dell'autore.

Qquesta cosa un po' mi ha spiazzata, lo ammetto: è stato come se, nella ricerca delle verità in merito a Fulvia, Milton volesse in qualche modo cercare una parvenza di normalità fuori dalla guerra. Un tentantivo, questo, che però non lo allontana dalla realtà, dalla cruda realtà. Lo è prova uno dei momenti più toccanti del libro... quando arriva un ordine che va eseguito senza porsi troppe domande. Questa è la guerra. 

Il finale mi ha lasciata un po' interdetta, ma non posso certo dire il perchè. Non amo gli spoiler, tantomeno sul finale.

Non credo che mio figlio - a cui la lettura è stata assegnata dall'insegnante di lettere di terza liceo come lettura mensile - riuscirà ad appassionarsi ad una storia del genere. Lo sta leggendo anche lui ma moooolto lentamente. Posso capirlo, però. Non ha catturata particolarmente nemmeno me, lettrice matura.
***
Una questione privata
Beppe Fenoglio
192 pagine
Einaudi editore
7.90 Euro opertina flessibile, Audible

martedì 6 febbraio 2024

Perfetta per te (L. McGee)

Storia banale, prevedibilissima ma che mi ha fatto divertire. Non per gli strafalcioni grammaticali, non è per questo. Ma ci sono delle scene che mi hanno fatto oggettivamente sorridere pur non trattandosi di un racconto che mirasse a tale obiettivo.

Perfetta per te è un libro comprato tanto tempo fa ad un mercatino, quando la mania di acquisto compulsivo a poco presso non ti fa realizzare di avere tra le mani qualche cosa di cui non hai bisogno perché non è un genere che ami leggero.

Sono sincera: l'ho appoggiato sulla mensola della finestra del bagno senza darmi particolari scadenze di lettura e senza grosse ambizioni.

"Vediamo chi è questa tipa e per chi si definisce perfetta", mi sono detta.

Ebbene, mi sono trovata tra le mani la storia di una ragazza come tante che improvvisamente - per bisogno di soldi - si trova ad accettare un lavoro molto particolare alle dipendenze di un gran figo che le affida il compito di trovargli la moglie perfetta. Stretta a lui da un preciso contratto, Alexandra (questo è il suo nome) si trova alle prese con un uomo di gran fascino che, però, non le piace. Non le piace il suo modo di contrattare sui sentimenti, non le piace il suo modo di fissare ferree regole, non le piace il suo distacco nei rapporti con le donne, non le piace il fatto che abbia tante partner quante ne vuole ma che non sia capace di trovarsi una moglie. Eppure, accetta quel lavoro. 

Cosa c'è da dire di più per capire come andrà a finire? Niente, direi (e non ho nemmeno detto molto). 

Ecco, dunque, ben spiegato il perché abbia avuto la sensazione di leggere una storia banale e prevedibile, dal finale che è facile immaginare. Stranamente per un libro di questo genere - e questa stranezza non mi è dispiaciuta più di tanto - non ci sono eccessivi dettagli su momenti di incontro intimo tra i vari personaggi citati. Nota di merito. Nota di demerito la banalità! 

A parte questo, alcune scene sono proprio esilaranti e le descrizioni di lui molto accattivanti tanto da farlo immaginare come una sorta di dio greco in giacca e cravatta.

Non è una lettura che rifarei, assolutamente, ma tutto sommato mi ha divertita. Consigliato a chi non ha grosse aspettative, a chi cerca una storia d'amore che va come deve andare e nulla più.
***
Perfetta per te
Laurelin McGee
Corbaccio editore
pag. 342
14.90 euro copertina flessibile (5.85 al mercatino dell'usato), 5.99 Kindle

lunedì 5 febbraio 2024

Io non ho paura (N. Ammaniti)

Piantala con questi mostri, Michele. I mostri non esistono. I fantasmi, i lupi mannari, le streghe sono fesserie inventate per mettere paura ai creduloni come te. Devi aver paura degli uomini, non dei mostri.

 

È proprio nella parole di suo padre che Michele trova una grande verità. Una verità di cui si renderà conto solo al termine della sua storia quando viene letteralmente strappato all'adolescenza per essere catapultato nel mondo dei grandi. Un mondo per lui incomprensibile. Lontano. Eppure così vicino. 

Michele Amitrano ha 9 anni, vive in un piccolo borgo del Sud d'Italia e la sua è la vita di un bambino come tanti: passa il tempo con i suoi coetanei, c'è sempre il bulletto di turno, la ragazzina troppo grassa per non essere presa in giro, una sorella più piccola cui badare. C'è una madre che darebbe la vita per i suoi figli ed un padre spesso assente per lavoro.

La sua routine viene letteralmente mandata gambe all'aria qaundo suo padre torna (e sembra tornato per restare) non tanto per la sua presenza quanto perchè il ragazzino scopre un segreto nascosto in un buco. 

Michele si trova a fare i conti con qualche cosa di troppo grande per lui e il suo modo di affrontare la situazione stringe il cuore. Sono i grandi ad aver dato vita a quel segreto e Michele sa che non può restare indifferente. Sa che i conti non tornano. E quando si rende conto che suo padre ha a che fare con quel segreto per lui crolla ogni certezza tranne una: quella che lo porterà a fare la sua parte, malgrado la sua età.

Il libro è arrivato a casa nostra su richiesta dell'insegnante di lettere di mio figlio, la scorsa estate, come lettura delle vacanze. Spesso mi capita di leggere i libri che poi finiscono in mano ai miei ragazzi e spesso ho dovuto dare loro ragione quando mi dicevano che si trattava di libri pesanti, difficile da digerire. Questa volta devo dire, invece, che il libro è molto bello. La storia tocca il lettore nel profondo, per me almeno così è stato. Le descrizioni di Ammaniti sono efficaci sia per quanto concerene gli ambienti che la personalità di personaggi. Non molti, a dire il vero!

E l'autore è anche abile a far emergere delle palesi contraddizioni come quella che ho letto nella figura della mamma di Michele... una donna pronta a fare tutto per i suoi figli, pure a mettere in pericolo la sua stessa vita, eppure...

Non posso dire molto sulla trama perchè vorrebbe dire togliere il gusto della lettura a chi questo libro non lo conoscesse ancora.

Merita di essere letto e lo consiglio.

Segnalo un unico neo: sarò pure puritana ma non ho gratido l'inserimento di una bestemmia in un dialogo. Ci stava bene, è vero, nel senso che ha dato maggior vigore alla concitazione del momento. Sono dell'idea, però, che un lettore non debba essere costretto a leggere una bestemmia e che vada rispettato in questo. Si poteva dare la stessa enfasi al dialogo anche in altro modo. Questo è il mio punto di vista.

Considerando, poi, che è un libro che viene consigliato a scuola e va in mano a dei ragazzini, questa cosa mi indispettisce ancora di più. Peccato. Senza sarebbe stato perfetto.

Comunque un libro che non dimenticherò, una storia che non dimenticherò. Un bambino che non dimenticherò. Anzi, più di uno.
***
Io non ho paura
Niccolò Ammaniti
Einaudi editore
pag. 230
14.00 euro copertina flessibile, 6.99 Kindle, Audiolibro

sabato 27 gennaio 2024

Liberi come la neve (R. Nardi)

L'ispirazione è arrivata, per l'autrice, in un momento buio. Nive e  Hurs, per sua stessa ammissione, l'hanno aiutata a trovare la luce. Ecco, dunque, che - sempre per ammissione dell'autrice - Liberi come la neve nasce per aiutare che ha bisogno di venire fuori dal buio, per chi è in cerca di luce. Proprio come è capitato a lei.

Nel leggere questo libro, il libro d'esordio di Rita Nardi, devo ammettere di aver pensato che ci fossero parecchi cliché. Uno su tutti: la ragazzina ingenua e il cattivo di gran fascino che si attirano come due calamite. Un'accoppiata tutt'altro che originale. Devo ammettere di averlo pensato quasi subito.  

Non mi sono fatta portare sulla cattiva strada, però, da queste mie iniziali considerazioni. Sapevo di avere tra le mani un libro pensato più per giovani lettori (lettrici, oserei precisare) piuttosto che per lettrici fuori quota come me ed ho accettato la sfida. 

Ebbene, ho molto apprezzato il fatto che non ci fossero scene di sesso ogni tre pagine come spesso capita con libri di questo tipo. Ma andiamo per ordine.

Nive è alle soglie della maggiore età: è stata sballottata da una famiglia all'altra dopo essere rimasta orfana e questo non le ha permesso di mettere radici. Non ha una casa e lo sa bene. Ha dei ricordi, però. Ricordi molto pesanti legati in particolare all'ultimo affido dal quale è finalmente venuta fuori: ora uno zio si è fatto avanti per adottarla e viene a trovarsi in un ambiente accogliente, in una comunità accogliente, con persone che iniziano fin da subito a farla sentire a casa. In Canada, in un posto che mai avrebbe immaginato di dover raggiungere. Eppure c'è qualcosa che la lega a quella terra anche se lei ancora non lo sa.

E non sono gli occhi di Hurs, il suo magnetismo, il suo carisma. No. Quel legame ha radici ben più profonde che verranno in superficie solo a poche pagine dalla fine.

Con Hurs si crea subito un rapporto strano: sono molto simili, tutti e due portano addosso i segni di una sofferenza ancora non superata. Trovano l'uno nell'altra il motivo per guardare avanti con fiducia anche se lui, che appare sempre freddo e distaccato, incapace di amare, cerca di tenere le distanze. 

E' a questo punto che ho pensato che la storia fosse un tantino poco originale... Nel complesso, però, devo ammettere che l'impianto narrativo funziona. I personaggi sono ben resi, molto precise le descrizioni - soprattutto di lui... tanto che più volte ho provato ad immaginarlo come fosse nella sua fisicità e in più passaggi mi sono detta che questo Hurs dovesse essere davvero un gran figo - sia dei personaggi che degli ambienti. 

Ho rilevato alcune incongruenze la più eclatante è quella legata ad una importante eredità (con tanto di bella casa e un gran bel gruzzoletto) e poco dopo lei che dice di dare fondo ai suoi ultimi risparmi e di non avere un posto in cui andare... ma se ha ereditato tutta quella roba!!!! O mi sono persa qualche cosa io (ma non credo) o i conti non tornano. Ho trovato anche poco credibile il fatto che un gran bel figo come Hurs e una gran bella ragazza come Nive possano aver passato tanto tempo insieme, spesso da soli e spesso moooolto vicini, senza superare mai certi limiti... ma va bene così. 

L'intensità del loro rapporto si percepisce alla perfezione anche senza scadere in eccessi.

Ho letto comunque con piacere questa storia che non è solo una storia d'amore tra una diciassettenne e un diciannovenne. E' la storia di una comunità (molto interessanti i riferimenti alle tradizioni e ai miti della comunità Navajo), è la potenza di legami forti ma anche di legami spezzati, è la storia di madornali errori e di tentativi di non commetterne più.  

E devo anche ammettere che sono curiosa di leggere l'altro libro uscito di recente di questa autrice che è già in casa mia, arrivato per mano di mia figlia.

Onestamente è una lettura che mi sento di consigliare anche a lei: due modi diversi di affrontare il dolore, quello di Nive e di Hurs, due diversi modi di guardare al futuro, un'unica potente luce alla fine del tunnel.

Buon esordio, almeno secondo me.
***
Liberi come la neve
Rita Nardi
Garzanti editore
450 pagine
15.90 Euro copertina flessibile, 3.99 Kindle, Audiolibro

martedì 23 gennaio 2024

Le aquile della notte (A. Basso)

Anita Bo è un tipetto. Eh sì. Un bel tipetto. Alice Basso ne offre una descrizione molto precisa sia dal punto di vista fisico che caratteriale, così come nei modi di fare.

Siamo nel 1935 - le vicende che hanno per protagoniste Anita Bo e Sebastiano Satta Ascona (il suo capo) - sono ambientate in pieno fascista e la Basso non fa sconti a nessuno nel proporre ciò che propone. 

Cosa propone? Una giovane donna dallo spirito battagliero, una giovane donna a cui l'imminente ruolo di moglie e madre va assai stretto, una giovane donna che non digerisce i dettati di un regime che proprio non riesce ad accettare. Una giovane donna che, quando può, non nasconde la sua insofferenza davanti ad un certo modo di fare e di imporsi, quello che porta invece tanti altri ad allinearsi ed abbassare la testa. A fare la spia, anche. 

Due parole (forse qualcuna in più) per chi non conoscesse Anita: si tratta di un personaggio seriale che personalmente mi ha catturata sempre più anche se, all'inizio, aveva risentito (almeno per quel che mi riguarda) delle ombre del precedente personaggio di punta di Alice Basso che si allungavano pericolosamente su tutto ciò che fosse arrivato dopo di lei. Perchè era una lei anche nella precedente serie. Detto questo, Anita è alle soglie di un matrimonio con un giovane fedele al regime al quale ha chiesto del tempo, prima del fatidico sì, per sperimentare un'esperienza lavorativa. Fa la dattilografa presso una piccola casa editrice di Torino al cospetto di quel Sebastiano con il quale ha trovato feeling non solo dal punto di vista lavorativo. Con lui, che condivide il suo stesso pensiero politico e che, pure, è promesso alla figlia di un pezzo grosso del partito, porta avanti una vera e propria missione inventando storie che siano - seppur sotto mentite spoglie - qualcosa di importante dal punto di vista politico e non mere traduzioni di gialli come invece i due cercano di far credere per restare sotto copertura.

Questa volta Anita e Sebastiano si trovano fuori dalla redazione immersi in ambienti rurali - dove la famiglia di MaVi (la fidanzata di Sebastiano) la fanno da padroni. Fanno il vino, loro. Ed anche i due protagonisti saranno in un modo o nell'altro coinvolti. Un ambiente affascinante, descritto alla perfezione dall'autrice ed anche ricco di qualche interessante sorpresa.

C'è un caso attorno al quale indagare, c'è il classico "morto" ma fin da subito ho avuto l'impressione che la storia puntasse principalmente sui risvolti rosa del rapporto tra i due. Sono sincera: inizialmente ho storto un po' il naso ma questa sensazione è passata in fretta perchè la Basso è brava a rendere tutto senza eccessi e a bilanciare la loro storia con tutto il resto. I due protagonisti sono ironici (lei soprattutto), arguti (entrambi, ma lei soprattutto) e profondamente rispettosi anche se... ci sono tutte le premesse per un prosieguo. 

Quanto al caso: interessanti capovolgimenti di fronte che, però, ad un certo punto si intuiscono. 

Lettura molto piacevole, scrittura che altro non è se non una conferma per me, stile che cattura ee Anita che è sempre più nelle mie corde.

Se poi penso che c'è anche una versione audio del libro e che a leggerlo è la stessa autrice, bhè... la storia diventa quasi tridimensionale, con personaggi che escono letteralmente dalle pagine grazie al piglio della Basso. Ho ascoltato parte del libro in momenti in cui non potevo leggere e devo dire che è stato uno spasso. Lo consiglio ma iniziando dal primo volume. Perchè se è vero che i casi sono sempre autoconclusivi, è pur sempre una serie... e se la si inizia a metà si perdono informazioni importanti sui protagonisti e su tutti gli altri personaggi che gravitano loro attorno.

Ps. le descrizioni di MaVi (con la sua boccuccia, le sue manine...) sono davvero molto, molto efficaci. Tutte lo sono, a dire il vero, ma le sue in particolari sono fantastiche!
***
Le aquile della notte
Alice Basso
Garzanti Editore
360 pag.
16.90 copertina flessibile, Audible, 9.99 Kindle

venerdì 19 gennaio 2024

Tutto a posto tranne l'amore (A. Premoli)

Ho perso una scommessa con una mia amica e... ho dovuto - dovuto dovuto - leggere il libro Tutto a posto tranne l'amore. 

"Un gioco da ragazzi per te che sei una lettrice incallita" ha detto la mia amica sorridendo quando ha vinto la scommessa. 

La verità è che per me è stata una punizione vera e propria. Pesante pure. Perchè non amo storielle di questo tipo, non amo Newton&Compton, non amo storie ambientate le periodo del Covid 19. Mi sono trovata tutte e tre le cose insieme. I primi due elementi li conoscevo, il terzo no perchè l'ho iniziato senza leggere sinossi né recensioni. A che serve - mi sono detta - se è una punizione che devo subire comunque? Lo leggo e basta.

Ebbene... posto che la scrittura di Anna Premoli sia scorrevole e che le sue siano - così mi dicono - storie leggere di mero intrattenimento, devo dire che quella degli ex-coniugi Paravicini, Ludovico e Ginevra, è proprio prevedibile e molto, molto banale. Non me ne voglia l'autrice, non me ne vogliano i suoi lettori... questo è ciò che ho pensato... ed evidentemente questo è ciò che chiede il grande pubblico se è vero quanto scritto in copertina è autrice "...numero 1 nelle classifiche italiane".

La storia in soldoni: una ex moglie che ricompare dopo anni per restituire quanto avuto nel tempo come assegno di mantenimento da parte dell'ex marito per dimostrare di essere oramai autonoma e non aver bisgono di nessuno; un marito che è stato lasciato e che non serba un buon ricordo di quella separazione; un periodo storico molto particolare (quello del Covid 19).

Un romance che non scende mai nel volgare e che non è affatto spinto, questo glielo devo... ma una storia che a me è sembrata davvero troppo rosa, troppo banale, volta solo a far sognare lettrici (e lettori) che vogliano vivere su una nuvoletta con un paio di occhiali rosa in volto. 

Io non demonizzo i romance, non è questo il discorso. Il punto è che si capisce fin dalle prime pagine dove la storia voglia andare a parare ed anche quella che dovrebbe essere la svolta della storia dei due ex-coniugi è piuttosto prevedibile.

La storia propone i punti di vista dell'uno e dell'altra, con due voci narranti (ogni capitolo porta il nome di colui o colei che parla) e forse questo è stato un aspetto che ha movimentato un po' la storia: leggere i punti di vista di entrambi e non una sola voce narrante. Pochino, però!

Dopo 314 pagine non posso che ribadire che è stata davvero una punizione... anche se in alcuni passaggi i due protagonisti mi hanno strappato un sorriso, per il resto... niente, nulla più...
***
Tutto a posto tranne l'amore
Anna Premoli
Newton Compton Editori
pag. 314
12.00 euro copertina rigida, Kindle Unlimited, Audiolibro