venerdì 31 marzo 2023

La stagione del tuono. La saga dei Fiorenza e dei Gentile (B. R. Cataldi)

Puglia. Anni Sessanta. Sono i più giovani i protagonisti del secondo volume della saga dei Fiorenza e dei Gentile. Il futuro si srotola davanti ai loro piedi e loro, i giovani Fiorenza e Gentile, si trovano a fare i conti con dei cambiamenti che li prende impreparati. Sono adolescenti cresciuti troppo in fretta e che ora, iniziano ad affrontare la loro vita con gli strumenti che hanno e con quelli che, giorno dopo giorno, vanno conquistandosi.

É così per Michele Gentile, figlio di quei Gentile che lavorano la terra e producono fiori e che ha conquistato un posto nel cuore del capofamiglia dei Fiorenza, coloro che - invece - producono profumi e sono di gran lunga più agiati dei loro fornitori. Michele, a dire il vero, ha conquistato un posto anche nel cuore di qualcun altro anche se sia lui che lei fanno fatica a realizzare ciò che è accaduto e ciò che li lega, ora più che mai. In casa Fiorenza Michele frequentava le due cugine Teresa e Vittoria, veniva puntualmente invitato a passare le vacanze estive con loro ma da qualche tempo a questa parte qualche cosa è cambiato...

É così anche per zia Betta, quella zia fiera ed indipendente che ha sempre rappresentato un modello da seguire per Vittoria ma che ora, davanti alle circostanze della vita, si è trovata a fare delle scelte che arrivano come stonate alle orecchie di sua nipote. Non è più un'adolescente, zia Betta, ma anche lei fa i conti con dei cambiamenti che in un modo o nell'altro la turbano. O meglio, l'hanno turbata prima che raggiungesse un suo equilibrio. Diverso da quello che ha sempre cercato, ma è pur sempre un equilibrio.

Sono loro i personaggi che più ho amato in questo secondo volume della saga nel quale le vicende lavorative che hanno caratterizzato il primo passano decisamente in secondo piano per fare spazio alle persone. 

Molto bello anche il personaggio di Vittoria con le sue contraddizioni, proprie dell'età, ma anche con una sensibilità che emerge piano piano dalle pieghe della sua anima.

Altro personaggio che ho molto amato è stato quello di zia Maria: la immagino come una donnina umile, una sartina sempre precisa ed attenta agli altri soprattutto in momenti di necessità. Il suo affetto per Michele si è tradotto in un aiuto costante, dal punto di vista economico, per la sua carriera scolastica ma il suo ruolo va oltre ciò. Quella donnina così piccina e delicata nasconde una forza ed un coraggio che mi hanno conquistata: non ha paura di chiedere aiuto quando avverte una situazione di bisogno e quando l'aiuto viene chiesto ai Fiorenza, al capostipite dei Fiorenza, sa di avere un interlocutore sensibile ed attento.

Ecco, dunque, che ben presto i legami tra le due famiglie evolvono e vanno oltre i contatti di lavoro. 

Gran bella storia, scritta in punta di penna da un'autrice che mi aveva già conquistata con il volume precedente ma che si conferma capace di rendere al lettore personaggi che arrivano a toccare le corde dell'anima e dai quali si fa fatica a staccarsi.

Aspetto il terzo volume. Ci sono storie in sospeso che meritano di avere un futuro ed io lo aspetto, questo futuro, con una certa impazienza.

Consiglio senza riserve la saga dei Fiorenza e dei Gentile, ovviamente partendo dal primo volume.
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La stagione del tuono. La saga dei Fiorenza e dei Gentile
Bianca Rita Cataldi
288 pagine
Harper Collins editore
17.00 euro copertina flessibile, Kindle Unlimited, audiolibro

giovedì 30 marzo 2023

Caminito. Un aprile del commissario Ricciardi (M. De Giovanni)

Ricciardi tornerà. Non ne ho dubbi. Così come non ne avevo prima dell’uscita di Caminito quando era voce di popolo che la serie fosse finita.

Il Barone di Malomonte, Luigi Alfredo Ricciardi, il commissario triste, ha nuove responsabilità che si sommano alle vecchie ma è sempre lui: torna con  un nuovo caso da seguire e con la vita da affrontare da una nuova prospettiva. Ora è un padre, non è più solo un commissario. Ha una responsabilità grande anche se, va detto, viene aiutato nel suo compito educativo dalla fedelissima Nelide e da Bianca, un’amica fidata, cara, personaggio noto ai fedelissimi delle sue avventure.

Marta, la sua bambina, gli riempie la vita nonostante tutto: nonostante la morte gli aliti attorno ogni giorno, nonostante le vittime continuino a parlargli e a manifestarsi sui luoghi della loro dipartita, nonostante Garzo che fa sempre pressioni a modo suo e nonostante il periodo storico tutt’altro che particolare.

Questa volta anche il delitto è legato, o per lo meno si pensa che possa essere così, a ciò che sta accadendo a livello sociale in quel preciso momento storico: la seconda guerra mondiale è alle porte anche se, ovviamente, i nostri protagonisti non lo sanno. Vivono in un periodo cupo, difficile soprattutto dal punto di vista sociale, con persone che scompaiono dall’oggi al domani, con missioni punitive delle quali non si riesce a comprendere i motivi e le necessità, con il regime che incombe sempre più sul popolo con le sue regole e le sue convinzioni.

Un periodo per niente facile. Lo sa Ricciardi e lo sa anche il suo amico di sempre, quel Bruno Modo che tempo prima rischiò grosso proprio al cospetto del regime e che non ha cambiato affatto idea anche se i suoi capelli si sono ingrigiti. È ancora impegnato, più convinto che mai, nella sua campagna antifascista e questo suo ruolo sarà determinante nel dare un nome ed un cognome ad uno dei due giovani che vengono trovati uccisi in un palese momento di intimità.

Il giovane faceva da tramite tra i prigionieri al confino e le famiglie che non ne avevano ricevuto più notizie dei loro ragazzi: Modo lo sa bene, cosa faceva quel ragazzo, perché era proprio lui il suo interlocutore. Indubbia la matrice del duplice delitto, secondo Modo: sono state le camicie nere e questo preoccupa Ricciardi anche per la sicurezza e la vita dell’amico. Se così fosse, ne è convinto Ricciardi, anche tutti coloro che gravitavano attorno alla vittima sono in pericolo.

Il commissario, però, vuole vederci chiaro. Non si lascia influenzare neppure dalle convinzioni del suo migliore amico e va dritto per la sua strada arrivando ad un verità molto triste. Ovvio che ogni morte porta tristezza, ma una volta scoperta la mano assassina stavolta resta davvero l’amaro in bocca.

Sempre ben tratteggiati i personaggi, l’autore questa volta mette in mano al lettore degli sviluppi particolari: dove è finita Livia, delusa da ciò che le è accaduto accanto a Ricciardi? Quale ruolo ha Bianca al suo fianco? Ma soprattutto, la piccola Marta ha ereditato oppure no la dannazione di suo padre?

Tante le risposte che vengono fornite ma altrettante le porte che restano aperte per un prosieguo che, ne sono certa, prima o poi arriverà. Un prosieguo che io attendo già con una certa ansia.
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Caminito. Un aprile del commissario Ricciardi
Maurizio De Giovanni
Einaudi editore
280 pagine
19.00 euro copertina flessibile, 10.99 Kindle

martedì 28 marzo 2023

I figli degli altri (C. Bonvicini)

Non amo le raccolte di racconti. Mi lasciano sempre quel senso di incompiuto addosso che, invece, con romanzi più strutturati raramente accade. Ho sempre la sensazione di non avere tempo di affezionarmi ai personaggi che è già il momento di vederli andare via. Sempre quel retrogusto amaro in bocca di quando si sarebbe voluto sapere di più, senza avere avuto l'occasione per farlo.

Anche con I figli degli altri è andata così.

L'idea di fondo non mi è dispiaciuta affatto: analizzare il rapporto di alcune persone con i figli degli altri. 

Nelle cinque storie narrate si entra in contatto con legami particolari, quelli - appunto - con figli non propri. Per scelta o per via delle circostanze c'è chi si trova a stringere dei legami (più o meno sani) con i figli deli altri.

Tra le righe dei vari racconti - sull'ultimo non mi pronuncio perché è talmente breve ed atipico che non riesco a giudicarlo - emergono storie di maternità mancate, solitudini da colmare, vuoti profondi in cerca di essere in qualche modo sanati. 

Un affresco tutto al femminile - perché sono le donne le principali protagoniste anche se attorno a loro  gravitano altri personaggi - che indaga sul delicato tema della maternità, del suo desiderio e delle sue molteplici e inaspettate forme.  Anche quando, di fatto, maternità concreta non lo è.

La storia che mi ha maggiormente coinvolta è stata quella dell'amante perfetta (consapevole di esserlo... e si sta bene così) che, dopo aver lasciato l'uomo che amava, inizia a frequentare i suoi bambini in modo clandestino. 

Sono, comunque, tutte storie di legami che nella quotidianità si rincorrono tra le nostre case, sotto ai portici, lungo le vie. Chi può dire di non avere, in un modo o nell'altro, legami con i figli degli altri? Siano essi figli dei vicini, del proprio compagno, del collega di lavoro o dell'insegnante di danza? Tutto sta nel capire quando questi rapporti possono degenerare o stringere troppo le fila fino a straripare verso la morbosità o un qualche cosa di sconveniente o non sano.

Nonostante la scrittura scorrevole dell'autrice le storie non mi hanno presa del tutto. Curiosità per gli sviluppi, in alcuni casi, ma sostanziale amarezza per la velocità in cui si sono esaurite le storie.

Si tratta di un mio limite, lo so. E continuo a tentare, cerco di farmeli piacere ma... non ci riesco proprio.

Li ho sempre evitati, i racconti, e continuerò ad evitarli mi sa.
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I figli degli altri
Caterina Bonvicini
Einaudi editore
181 pagine
12.50 copertina flessibile, Audible

lunedì 27 marzo 2023

Una lettera coi codini (C. Antonini)

Messico, 1914. Guerra Civile. Il papà di Johanna ingegnere ferroviario americano che lavora a Città del Messico, per difendere sua figlia dai pericoli legati al momento storico che stanno vivendo, la allontana spedendola oltre la frontiere come se fosse una lettera.

Una lettera, esatto, con tanto di francobollo e destinatario che altri non sarebbe se non sua madre che, per motivi di salute, era già fuori dal territorio messicano da qualche tempo.

La ragazzina, dodici anni appena, si trova stipata in un vagone postale assieme ad altre lettere e pacchi: ad un'iniziale paura, più che comprensibile, si sostituirà ben presto il coraggio di chi si troverà a vivere un'avventura che mai avrebbe potuto immaginare. 

Da Città del Messico fino a El Paso: questo il percorso che il treno sta affrontando e la promessa di suo padre è quella di raggiungere lei e la madre (che l'attende a destinazione) appena sarà possibile. 

Ma... c'è un ma. E non è solo il fatto che il controllore e il suo aiutante si accorgono di quella strana lettera quanto l'arrivo a bordo di un manipolo di guerriglieri al seguito di tal Pancho Villa intenti a scortare un anziano americano, il giornalista Ambrose Bierce. Una figura che resta marginale per gran parte del libro... ma che riserva qualche sorpesa.

Ha inizio un'avventura che, farcita di una buona dose si fantasia, vedrà la ragazzina affrontare pericoli e situazioni  più grandi di lei: dimostrerà coraggio, intuizione ed anche un pizzico d'incoscienza che, in certi momenti, è più che utile. 

L'avventura la porterà a conoscere persone che diventeranno più di compagni di viaggio: scoprirà l'amicizia ma anche i valori legati alla rivoluzione, lo spirito di sacrificio, l'impegno sociale... concetti importanti che onestamente in alcuni passaggi avrei approfondito (ad esempio avrei speso qualche parola in più per far capire da quale tipo di pericolo scappa la ragazzina...) senza ovviamente rendere la narrazione pesante con riferimento politici.

L'autore riesce a catturare l'attenzione del lettore che si affeziona ai personaggi: a quella ragazzina, in particolare, ma anche agli altri, ognuno dei quali è importante ai fini dell'evolvere della storia. 

É un libro che consiglio a giovani lettori che vogliano vivere un'avventura ma che siano anche disposti ad aprire la propria mente rispetto a vicende storiche che, seppur non approfondite, sono comunque una parte importane del racconto.

Non mi aspettavo una storia di questo tipo: ho preso questo libro in prestito in biblioteca perchè, avendo intenzione di regalarlo alla figlia di una mia amica, volevo capire se fosse adatto a lei oppure no.  

Lo consiglio vivamente e non solo a giovani lettori: storia godibile anche per un lettore più maturo che non abbia pregiudizi nei confronti di storie pensate per ragazzi.
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Una lettera coi codini
Christian Antonini
Giunti editore
pag. 292
8.90 euro copertina flessibile, Kindle Unlimited, Audiolibro

sabato 25 marzo 2023

Spy story love story (N. Lilin)

 

Lilin scrive bene. Non che avessi bisogno di conferme ma, di fatto, questo libro me lo ha confermato.

Scrive in modo fluido, tiene il lettore agganciato alle pagine e si capisce che si muove in un mondo che conosce. Un mondo, però, carico di violenza. Lo è stato in Educazione Siberiana e lo è in questo libro che non fa parte della trilogia Siberiana ma che, pure, di violenza è pregno.

Alësa è il protagonista di una storia di violenza fin da bambino. Già allora commise un omicidio e da quel momento la sua mano assassina non si è mai fermata. Un bambino a cui la vita non ha fatto sconti fin da piccino e che lo porta, da grande, a fare il killer di professione, a servizio di un uomo potente - un certo Rakov - dal quale, arrivato in età matura, vorrebbe definitivamente staccarsi.

Vorrebbe andare in pensione, questo è il concetto. Smetterla con la caccia, con la morte. Vorrebbe dire basta ad una vita che fino ad ora gli è calzata a pennello ma inizia ad andargli stretta.

Difficile pensare che un killer possa essere liquidato in modo semplice e indolore da un mandante come Rakov: in cambio della sua libertà gli viene chiesto un ultimo omicidio in Italia. A Milano. 

Un gioco da ragazzi, pensa Alësa che si troverà, però, a fare i conti con qualche cosa di diverso dal solito: questo ultimo omicidio gli impone di andare incontro a dei principi che, nel bene o nel male, ha sempre rispettato e lo pone nella condizione di dover rinunciare alla sua solitudine (quella che ha vissuto per scelta). 

Non sarà solo in quest'ultima missione, avrà accanto un uomo indicato dallo stesso Rakov. Ivan è il suo nome e tutto sembra - a prima vista - tranne che un killer capace di uccidere a sangue freddo.

Difficile per Alësa fidarsi, di lui come di nessun altro. Eppure dovrà in qualche modo scendere a compromessi per conquistare la sua libertà.

Storia dai ritmi incalzanti con qualche sorpresa. Storia violenta (se si ha a che fare con uno spietato killer non potrebbe essere altrimenti) che pone al centro la figura di un uomo che inizia a fare i conti con se stesso. La giustizia è del tutto lontana. Tanti, troppi morti. Nessuna conseguenza. Parliamo di bande rivali, è vero, ma non sempre. E l'ultima missione è del tutto anomala, capace di metterlo in crisi e imporlo a fare scelte ben precise. Scelte che in altre circostanze non si sarebbe mai trovato nella condizione di fare.

Nonostante gli argomenti trattati, scorre ed è ben scritto, un spaccato della società russa dopo la fine dell'URSS, osservata senza fare sconti. Consigliato a chi ama l'azione, non consigliato a chi non ama troppi scorrimenti di sangue.

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Spy story love story
Nicolay Lilin
Einaudi editore
248 pagine
18.00 euro copertina flessibile, 7.99 Kindle, audiolibro

venerdì 24 marzo 2023

La banda degli invisbili e la recita maledetta (F. Forte - E. Bertini)

 

 

Come avvicinare i giovani lettori a storie misteriose, ad un giallo bello e buono ma alla loro portata?

Con La banda degli invisibili e la recita maledetta il risultato è garantito: una storia che ha per protagonisti un gruppetto di ragazzini piuttosto in gamba, un'ambientazione che ben si presta ad un mistero - la scuola, o meglio, la recita della scuola - ed una serie di circostanze tutte da decifrare con un pizzico di curiosità ed intraprendenza. 

Nella scuola Amerigo Vespucci si è in procinto di mettere in scena una recita. Una recita maledetta, così viene definita perchè in passato si sono verificate delle circostanze tragiche in occasione di tale rappresentazione che poi, per scaramanzia, non è stata proposta per tanto tempo. 

Edoardo, Matteo, Lucia e Matilde sono gli invisibili: non certo i più popolari della scuola, anzi... sono sempre più spesso vittime delle angherie dei bulletti di turno. E quando non vengono presi di mira sono praticamente invisibili, come se non esistessero.

Se, da una parte, l'aspetto legato al bullismo è purtroppo una nota stonata (ma terribilmente attuale) in un ambiente scolastico, dall'altra il fatto di passare inosservati fa loro buon gioco quando, in circostanze misteriose e mentre ci si preparava alla recita, un'insegnante viene trovata cadavere.

Una tragica fatalità? O qualche cosa di diverso? I quattro invisibili vogliono vederci chiaro ed iniziano ad indagare nell'ombra. C'è chi svolge le indagini ufficiali, certo... ma i risultati delle indagini ufficiali non vanno affatto di pari passo con quelle dei nostri quattro protagonisti che dimostrano di essere invisibili, sì, ma astuti ed attenti. Mettono in piedi una vera e propria banda investigativa in seno alla quale ognuno ha un ruolo importante, anche quando non si pensa che sia così.

La storia è narrata in terza persona e vengono proposti punti di vista differenti che rendono l'esperienza di lettura - di ascolto, nel mio caso - per niente pesante.

Lo consiglio a giovani lettori che vogliano lasciarsi appassionare al giallo e che si vogliano un po' rivedere in quei ragazzini... non quando vengono bullizzati, non quello intendo, ma nel loro modo di essere degli investigatori davvero in gamba.

Ps. devo fare un piccolo, piccolissimo appunto all'immagine di copertina usata per l'audiolibro. Una delle due ragazzine protagoniste non risponde affatto ai canoni dell'immagine utilizzata... ma non svelo altro. Ai curiosi lascio il compito di scoprire il perchè.

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La banda degli invisibili e la recita maledetta
Franco Forte, Elisa Bertini
Mondadori editore
235 pagine
14.00 euro copertina rigida, 7.99 Kindle, audiolibro

mercoledì 22 marzo 2023

Un bacio dietro al ginocchio (C. Totaro)

 

Sono due donne le protagoniste di questo romanzo: una figlia (Elisa, poco più che ventenne) ed una madre (Ada).

Due donne che passano insieme del tempo per un'occasione speciale, il compleanno di Elisa, in una cena attesa da tempo soprattutto da Ada. Vuole essere un momento di serenità, di festeggiamento, di complicità ma giàa dalla prime righe si avverte che non sarà affatto così. Dai toni distesi con i quali inizia la cena le corde si tirano sempre più fino a far aleggiare un malessere profondo. Lo si legge nelle parole di Elisa, nelle sue reazioni, nelle parole che sceglie per parlare a sua madre ma lo si legge anche in quella madre che si approccia a sua figlia con una certa inquietudine, pur mettendo in campo ogni tentativo per non far fallire la serata.

Quando poi Ada torna a casa accompagnata da sua figlia e lei, Elisa, la saluta per andare a festeggiare con i suoi amici sembra di essere su una scena diversa di un film. Succede tutto molto in fretta: Ada si rende conto di essere chiusa in bagno ma non si rende conto che nelle altre stanze oramai domina un odore acre di gas che l'avrebbe sicuramente uccisa se qualcuno non fosse arrivato in tempo ad aiutarla.

Ada ha cercato di uccidersi? Ma come ha fatto a chiudersi dentro, in bagno, con la chiave fuori? 

Il lettore arriva in fretta ad Elisa, cosa che non fanno coloro che intervengono sul posto perchè Ada, probabilmente anche in modo inconscio, non ammette con nessuno di non essere stata sola qualche ora prima ma che l'ultima ad uscire da quella casa è stata sua figlia. 

Una figlia che, tra l'altra, fa perdere le tracce di se'.

Dov'è Elisa? Cosa le può essere successo? Perchè era così inquieta a cena? Tante le domande che si rincorrono nella mente di Ada, troppe. E, soprattutto, tanti elementi che depongono decisamente a sfavore della ragazza ma che, Ada lo sa, non vanno rivelati, temendone le conseguenze. La donna si mette sulle tracce della figlia ed inizia una ricerca disperata, a un lato, ma estremamente dignitosa dall'altro.

Io devo ammettere di non aver chiuso il libro con quella soddisfazione che mi resta addosso quando finisco un bel romanzo. Mi è rimasta addosso molta amarezza ed ho avuto la sensazione che ci fosse qualche cosa di incoerente ed incompiuto.

Certo è che non si può non riflettere - soprattutto per chi come me una figlia femmina ce l'ha davvero - sul rapporto che abbiamo con i nostri figli, su quanto poco sappiamo di loro, delle loro paure, delle loro aspirazioni, dei loro fallimenti, dei loro sogni. Allo stesso tempo non si può non riflettere su quanto poco si sia abituati a parlare con le persone che amiamo... ma parlare con la P maiuscola... a parlare per mettersi a nudo, per cercare di comprendere, per ascoltare, per accogliere e perdonare, se necessario. 

Tutto molto comune e molto familiare. Questo aspetto, sì, mi è piaciuto, ma gli sviluppi della storia mi sono piaciuti meno.

Non è un libro che rileggerei. Se lo consiglio? Mha... più no che sì.

***
Un bacio dietro al ginocchio
Carmen Totaro
Einaudi Editore
176 pagine
18.00 euro copertina rigida, 4.99 Kindle