venerdì 6 marzo 2015

UNA STORIA inATTESA (S. Natalini) - Venerdì del libro

Non ci siamo capiti. Con questo libro non ci siamo proprio capiti.
E vedere il viso perplesso di mia figlia che, alla fine della lettura, mi ha guardata con interdizione mi ha dato la conferma che non si è trattato solo di una mia impressione...


Una storia inAttesa: il titolo già parla da solo, no?

Ottime le intenzioni: una storia d'amore che porta a una (anzi più d'una) nuova vita. 
Carine le illustrazioni. Carina l'idea di scrivere tanti nomi maschili sul retro della pagina di copertina e tanti nomi femminili prima dell'ultima di copertina.

Insomma, si tratta di un libro dedicato all'arrivo di un bebè... quello che ci ha lasciato un po' perplesse è stato il testo. 
Si parla di felicità, della ricerca della felicità vista con gli occhi di uno scoiattolo... Ma il testo non è molto lineare, lascia un po' spiazzati... 
Per questo Venerdì del libro riconosco che il mio post è un po' anomalo rispetto ai miei soliti contributi ma... sono a ricerca di conforto!
Sono io che non sono riuscita a capire bene il senso dei testi, la loro progressione? Probabilmente si tratta di un mio limite... Se dovessi dare un consiglio circa la lettura di questo libro così, a pelle, direi di evitarlo perché poco chiaro... Però può darsi che sia io a sbagliare... Qualcuno può aiutarmi a capire cosa ho sbagliato?


Ciò che mia figlia ha apprezzato maggiormente è stata una delle immagini che arrivano sulle ultime pagine... quella dei due animaletti che si abbracciano e che con le codine formano un dolcissimo cuore.

***
Una storia inAttesa
Sandro Natalini - illustrazioni Maria Sole Macchia
Coccole books
10.90 euro

giovedì 5 marzo 2015

Una sera #abassavoce in compagnia di Carlo

Ricorre oggi, 5 marzo, la Giornata mondiale della lettura a voce alta e, come lo scorso anno, Nati per Leggere ha lanciato l'invito di celebrarla “al contrario”, promuovendo una lettura a bassa voce, intima, ricca di sfumature emotive che nutrono il cervello e il cuore del bambino.
La nostra è una famiglia che ama le letture ad alta voce, insomma, una famiglia nata per leggere, e che ha deciso di partecipare alla GIORNATA MONDIALE DELLA LETTURA A VOCE ALTA celebrandola... al contrario.
Ieri abbiamo cercato di contagiare i nostri amici ed abbiamo lanciato l'invito a partecipare ad un momento di condivisione della lettura della buona notte a casa nostra: così, questa sera, alle ore 21, abbiamo letto due storie assieme a due nostre amiche, quelle che hanno risposto al nostro invito, Maria Laura ed Asia. 

Mezz'ora esatta: questo era l'impegno assunto, visto che domattina c'è scuola. Mezz'ora nell'arco della quale leggere insieme un paio di storie per poi salutarsi, magari dopo aver consumato un dolcetto.

Il dolcetto, a dire il vero, grazie alla mamma di Maria Laura lo abbiamo avuto in dono e non possiamo che ringraziarla... Così come ringraziamo Asia e la sua mamma per il dolce pensiero che hanno avuto nel donare materiale per scrivere ai miei cuccioli (che non ne hanno mai abbastanza).
Quanto alla tempistica bhè... rispettata alla perfezione! Alle 21.30 già con i cappotti addosso pronti per andare a casa ed andare a nanna.

E' stato un momento di condivisione che ha fatto molto piacere a me come ai miei figli. Purtroppo l'influenza che è ancora in corso ha impedito ad alcuni loro amichetti ed amichette di partecipare ma... sarà per la prossima volta (speriamo).


Per questa occasione le letture da proporre le ho scelte io... ed i miei bimbi sono stati d'accordo. Ho proposto Carlo e la scuola per draghi e Carlo e il ciclope Polifemo. Che ci possono fare, sono libri che mi piacciono molto ed ai quali sono molto affezionata.
Inizialmente avevo pensato di ospitare tutti sul lettone ma... poi mi è sembrato più opportuno organizzare un angolino lettura nel salone di casa con libri da noi scelti per farci da cornice. 
Un modo per far diventare la stanza un po' più tematica...

Non mi era mai capitato di organizzare, prima d'ora, un'iniziativa del genere e devo dire che ero anche un tantino emozionata... si può dire?
Abbiamo cercato di essere contagiosi a modo nostro, chissà se lo saremo stati in modo efficace? Fatto sta che stasera andiamo a letto felici, arricchiti di una nuova esperienza. 

Buona notte e buone letture a tutti!

Ps. chiedo scusa per le ciabatte inguardabili ma... sono tanto comode ;-)

mercoledì 4 marzo 2015

Medjugorje. Il cielo sulla terra (Padre Livio)

L'autore del libro che ho avuto in prestito dalla mia amica Vanessa - Medjugorje. Il cielo sulla terra - è un sacerdote: Padre Livio Fanzaga. Il Direttore di Radio Maria, tanto per capirci.

Si tratta di un libro molto caro alla mia amica che ha avuto una forte esperienza andando in pellegrinaggio a Medjugorje: ne parla con ardore, nei suoi occhi si legge la fede... la speranza. Così, quando mi ha offerto in prestito questo libro non ho potuto dirle di noi, trascinata dal suo entusiasmo.
E' scritto da Padre Livio in prima persona. Racconta la sua esperienza personale e, nelle more del racconto, parla delle apparizioni, dei pellegrinaggi, dei veggenti, dei messaggi inviati dalla Madonna. Ovviamente si tratta di un racconto scritto con il filtro di una profonda fede. Pagina dopo pagina, il libro si snoda attorno agli insegnamenti di Maria proponendo un ampio viaggio temporale.

E' una lettura che va affrontata con una particolare predisposizione di spirito altrimenti si rischia di leggere delle considerazioni e dei racconti che possono scivolare addosso al lettore senza lasciare nulla.

Ammetto che sto ancora riflettendo su quanto ho letto... e non mi sento di esprimere un giudizio personale perchè, a dire il vero, sto cercando di capire che effetto mi abbia fatto leggere un libro di questo tipo.

In passato ho letto A un passo dal baratro di Brosio: pur parlando sempre dello stesso argomento, il taglio è completamente diverso così come diverso è ciò che mi è stato trasmesso se non altro per quanto riguarda le "modalità di trasmissione". Lo so, è un po' contorto... ma non riesco a spiegarmi in altro modo...

Qualche considerazione vorrei farla in merito all'edizione che ho avuto tra le mani. Il libro non è mio e, come dicevo sopra, l'ho avuto in prestito per cui potrei anche sembrare maleducata nel fare queste considerazioni però... ai fini della lettura ho trovato alquanto antipatico avere a che fare con delle pagine evidentemente impaginate male.
Non ho nessuna intenzione di essere maleducata ma chi mi conosce e segue il mio blog sa che quando recensisco un libro non faccio sconti... e se mi fosse capitato tra le mani un altro libro con lo stesso problema (anche se l'avessi comprato io o preso in prestito in biblioteca) non avrei taciuto su un "difettuccio" di questo tipo. Se recensione deve essere, lo sia per bene!
Dicevo le pagine... Quelle di destra vanno a finire nella parte interna del libro tanto che, in alcuni casi, manca la prima lettera di ogni riga... quelle di sinistra sono spostate per lo più verso l'esterno. Non che ciò sia di fondamentale importanza (se si sceglie un libro di questo tipo è perchè si è interessati all'argomento e tutto il resto passa in secondo piano) ma un'impaginazione così è un elemento di disturbo, soprattutto per chi (credo) tenda a distrarsi facilmente.
Spero che si sia trattato di un'eccezione, di un unico caso...

Comunque, è molto "vissuto": sottolineato, spaginato e spaginato più volte. So che Vanessa ci è molto legata, che l'ha letto e riletto. Segno che, in chi è illuminato dalla fede, i problemi di impaginazione poco contano!


Chissà, magari in futuro farò anche io un'esperienza come quella della mia amica e potrò aggiungere un commento un po' più personale su quanto letto che, per ora, per quanto mi riguarda, resta un'esperienza altrui.
Non mettiamo limiti alla Provvidenza!

lunedì 2 marzo 2015

La città e il drago (G. Tessaro) e laboratorio di lettura in biblioteca

Gli appuntamenti mensili in biblioteca, con le letture ed i laboratori manuali, ci piacciono tanto. Eh si... anche quando sono pensati per bambini fino agli otto anni noi andiamo comunque: l'ometto di casa è ancora sotto la soglia degli otto ma la principessa l'ha superata da poco più di un anno. Non è un limite, però, perchè le storie ci piacciono tanto così come i lavori manuali che ci vengono proposti nella seconda parte del pomeriggio.
Così, anche sabato scorso siamo stati in biblioteca e la prima lettura proposta è stata La città e il drago di Gek Tessaro.

Già a guardare la copertina il drago risulta il personaggio più simpatico, no? Due occhietti simpatici... un musetto altrettanto simpatico.... come può essere così terrificante un esserino (si fa per dire, perchè poi le dimensioni sono quelle che sono) di siffatte sembianze? In effetti il drago che si trova sulla montagna accanto a quella in cui sorge la città è grande, è vero, ma è del tutto inoffensivo. Non ha nessuna intenzione di sputare fuoco sulle case e sulle piazze. Sta bene come sta.
Eppure, gli uomini della città al solo pensiero di avere un drago per vicino decidono che sia il caso di fargli guerra così, armati di tutto punto, decidono di partire all'attacco. Il problema, però, come spesso accade, si manifestò subito: chi avrebbe dovuto attaccare per primo? Ecco, dunque, che per prendere una decisione iniziano a litigare e a litigare al punto che... bhè, il drago se ne va via indisturbato e loro continuano a litigare senza sosta. Quel litigio per chi avrebbe dovuto attaccare per primo si trasforma ben presto in una luuuuunga guerra... fino a che il drago, in un momento di noia, fa uno sbadiglio che provoca una fiammata dalla sua bocca e... tutti gli uomini vengono abbrustoliti, seppur involontariamente. Tanto basta per far fermare la guerra!

Una storia, quella della città e del drago, che fa emergere i pregiudizi del genere umano (un drago deve per forza essere pericoloso per cui va combattuto anche se non fa nulla per meritarsi tale trattamento) ed anche la stupidità degli uomini che si fanno guerra l'un l'altro per motivi tanto stupidi.

La copertina è, di per se, accattivante visto che presenta una finestra centrale, in alto, rettangolare, da cui si vede il viso del drago: si tratta di un buco rettangolare da cui si vede l'immagine che è stampata sulla seconda pagina. Carino, no? Bhè, ai bambini piace.

I bambini sono rimasti a bocca aperta quando è stato detto loro che il drago è stato illustrato usando la tecnica del collage e si sono mostrati molto incuriositi da questa cosa.
Dopo aver letto la storia del drago - che alla fine è risultato (almeno secondo il nostro punto di vista) ancor più simpatico di quanto non lo fosse all'inizio, siamo passati al laboratorio manuale.

Abbiamo realizzato un... gioco del drago! Una rivisitazione del gioco dell'oca con le sembianze di un dago. Abbiamo tagliato, colorato, appiccicato.

Carino, no? Quello che segue è il prototipo che è stato mostrato ai bambini poi ognuno di loro ha potuto dare sfogo alla propria fantasia.
 
E questo qui sotto è il nostro, frutto della fantasia della principessa di casa.E' un coccodrillo alquanto allegro e romantico... un po' come lei! Ha la testa al posto della coda, rispetto al prototipo ma... che importa?

venerdì 27 febbraio 2015

L'amico del piccolo tirannosauro (F Seyvos - A. Veugelade) - Il Venerdì del libro

Per questo Venerdì del libro propongo una storia che è piaciuta molto all'ometto di casa. Si tratta di L'amico del piccolo tirannosauro: un libro piccino, leggero e colorato che ha per protagonista un piccolo tirannosauro che si trova a vivere una spiacevole situazione.

Non ha amici. Non perchè sia antipatico o scontroso ma perchè... lui gli amici li mangia! Ci sta anche tanto attento, cerca di pensare ad altro quando è con loro ma è più forte di lui. E' un carnivoro e la sua natura lo spinge a mangiare i suoi amici, coloro con cui si trova più a contatto e con i quali si trova pure bene! Poverino! E' sempre tanto dispiaciuto quando ha un amico nella pancia ma oramai non c'è più niente da fare... fino a che... bhè, arriva un topino che lo aiuta a cambiare la situazione e che farà di tutto per diventare suo amico, un amico "vivente".

La storia è davvero carina e sarà grazie ad alcuni escamotages che il topino cercherà di portare a termine la sua missione: diventare amico per la pelle del tirannosauro.
Riuscirà a farsi mangiare? Come potrà soddisfare il pancino del suo amico senza rischiare la pelle?

Bhè, l'ometto di casa è rimasto a sentire con attenzione fino all'ultima riga e la storia gli è piaciuta così tanto che l'altra sera si è proposto di leggerla a sua sorella come lettura della buonanotte. Bello, no?

Il libricino è piccolo e si sviluppa in orizzontale. All'interno, se devo proprio rilevare un difetto, trovo che il testo sia scritto un po' troppo piccino perchè per il resto non ho nulla da dire.

L'amico del piccolo tirannosauro fa parte della collana Bababum di Babalibri ed il prezzo di copertina è di 5.80 euro (secondo me e alla luce della nostra esperienza spesi più che bene). Grazie al suo formato può anche essere tenuto in borsa per cui è un ottimo diversivo da proporre ad un giovane lettore anche quando si è in giro, in alternativa al tablet... secondo me almeno è così. Lo consiglio tenendo conto, però, che i caratteri non sono molto grandi per cui per i lettori in erba che volessero leggerlo da soli bisogna tenere conto di ciò.

E' una bella storia di amicizia, fa sorridere e lancia un messaggio di speranza anche per chi - come il piccolo tirannosauro - crede di non avere alcuna possibilità.
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L'amico del piccolo tirannosauro
Florence Seyvos - Anais Vaugellade
Babalibri
euro 5.80

giovedì 26 febbraio 2015

Arcobaleno e gli abissi marini (M. Pfister)

Arcobaleno è un pesciolino meraviglioso. Ha delle bellissime scaglie luminose ed il più bello di tutti i mari. Allo stesso tempo, però, è anche molto vanitoso e questo lo rende sempre più solo.
La storia ha inizio da qui e nel libro Arcobaleno e gli abissi marini siamo davanti ad un'altra avventura del Pesciolino Arcobaleno che, nel primo libro - Arcobaleno il Pesciolino più bello di tutti i mari - prende il via.

La storia: Arcobaleno è rimasto con una sola scaglia scintillante dopo avere regalato le altre ai suoi amici pesci ma, per una sfortunata coincidenza, la perde. La scaglia va a finire sul fondo del mare, risucchiata dall'abisso più profondo e lui, senza paura, decide di partire alla ricerca. Ma in fondo al mare cosa troverà? Che pericoli si celano in quel profondo blu? 
Arcobaleno incontra dei nuovi amici, gli abitanti degli abissi ed ancora una volta - come avvenuto nella storia che dà il via alla serie - sarà proprio grazie a questi amici che riuscirà a ritrovare la sua scaglia, il suo tesoro.

Il libro propone delle immagini molto colorate e con dettagli scintillanti, a tutta pagina e che rendono perfettamente l'idea del mare, della profondità degli abissi e tutto il resto. E' di gran formato, con copertina cartonata, edizioni Nord-Sud trovato ad un'offerta speciale di 9.90 euro che ritengo siano stati spesi più che bene. Le immagini non riescono a rendere la bellezza dei dettagli scintillanti... oppure si? A ben guardare si riesce a capire dove sono i brillantini e si può immaginare il bell'effetto che fanno, immagini di questo tipo, davanti agli occhi di un bimbo che, oltre a rimanere catturato dalla storia, si lascia affascinare anche dallo scintillio!
A noi la storia è piaciuta molto. L'amicizia è l'argomento portante del racconto e trovo che sia una storia molto positiva - nel senso che lancia un messaggio positivo - e davvero carina da leggere.

Noi abbiamo il libro ed abbiamo anche ascoltato questa assieme ad altre storie del Pesciolino Arcobaleno in occasione di un laboratorio di lettura a cui abbiamo partecipato di recente. Ci siamo anche divertiti a realizzare i nostri pesciolini Arcobaleno usando cartoncini, pezzettini di cartoncino ed anche pezzettini di pelle brillante come indicato qui... Ecco il risultato con il pesciolino della principessa di casa a sinistra e quello dell'ometto di casa a destra.

A dire il vero ci siamo anche divertiti, a casa, a creare altri pesciolini seguendo un diverso prototipo che abbiamo trovato nella rete. Non sono carini?
Nel primo caso, quelli fatti al laboratorio di lettura, si tratta di marionette che vengono tenute in mano grazie ad una specie di impugnatura realizzata con una striscia di cartoncino mentre quelli che abbiamo fatto a casa si reggono su due cannucce, sono delle vere e proprie marionette che per via del corpo centrale a fisarmonica si possono anche muovere.
 

venerdì 20 febbraio 2015

Giustino penso e cucino: venti storie da mangiare (F. Gaio - K. Dimartino) - Venerdì del libro

Sono solo io che ho il problema del "...non lo voglio", "...non mi piace" ogni volta che ci si mette a tavola? 
L'ometto di casa - generalmente di buona forchetta - usa questi "escamotages" quando torna a casa di cattivo umore da scuola e rifiuta di mangiare quasi per protesta... la principessa di casa lo fa più spesso perchè lei ha pochi alimenti che gradisce davvero e mangerebbe sempre quelli.

E poi torno a casa io da lavoro per sentire mia madre/mia suocera (con cui a turno i bambini stanno per il pranzo visto che io lavoro fino alle 14) che raccontano tutte le storie che i bambini hanno fatto prima di mettersi a tavola per poi solamente mangiucchiare un pochino.... 
e così non va bene... 
e io preparo un sacco di cose e loro non mangiano niente... 
e alla fine non cucino più... 
ma vi sembra questo il modo....

Ogni giorno sempre la stessa storia, salvo sentire qualche volta che "...lui ha chiesto due volte la pasta", "...lei ha mangiato la carne di gusto"... sono sempre poche le volte in cui sento dire queste parole, rispetto alle continue lamentele sul fatto che non mangino bla bla bla...

Perchè non cercara aiuto in libreria, cercando qualche cosa di adatto per avvicinare i bambini alla cucina con atteggiamento positivo, con curiosità e voglia di provare?
Così, cerca di quà e cerca di là - anche grazie a dei suggerimenti di amiche virtuali - sono arrivata da Giustino che propongo per questo Venerdì del libro. Si tratta di un bambino che pensa e cucina. Eh si, pensa perchè riflette sull'origine degli ingredienti e cucina perchè da quegli ingredienti crea dei piatti prelibati.

Giustino è un golosone oltre che un gran curioso: impara a cucinare e a conoscere ciò che usa, alle sue origini, al percorso che segue prima di arrivare nel piatto. Assieme ad altri suoi amici - come Totogatto, BioBio, Adelita, Victor, Zia Miriana e il signor Peppone - invita grandi e piccini non solo a leggere delle storie ma anche a realizzare dei semplici (e buoni) piatti.

Si tratta di un libro di ricette un po' particolare: Giustino propone venti ricette abbinate ad altrettante brevi storie. E come ogni libro di ricette che si rispetti sono indicati gli ingredienti, il procedimento, il grado di difficoltà, il tempo e le modalità di cottura. Le varie fasi della preparazione sono accompagnate da immagini "vere" degli ingredienti e delle diverse fasi oltre che dei piatti finiti.

 
Non sono ricette tradizionali o piatti che potrebbero definirsi "comuni".
Penso al Sushi mediterraneo, al fiore di fichi, al couscous di verdure fino ad arrivare ai dolcetti di ricotta e mandorle con cioccolato e pinoli. Sono ricette il cui risultato finale si presenta bene anche dal punto di vista visivo ed anche questo vuole essere uno stimolo per i più piccoli visto che il piatto finale non è qualche cosa di informe.

Nelle ultime pagine del libro, dopo le venti ricette, sono fornite delle informazioni su alcuni prodotti come le banane, il cacao, il riso o lo zucchero.

Il libro è nuovo di zecca, arrivato in casa nostra oggi. Non abbiamo ancora avuto il tempo di provare le varie ricettine ma credo che, su venti proposte, qualcuna possa davvero fare al caso nostro. Vi saprò dire in termini di gradimento... Quanto al libro devo dire che mi piace e può aiutare a conoscere meglio ciò che si mette nel piatto.