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sabato 27 aprile 2024

Da dove la vita è perfetta (S. Avallone)

 

Storie di donne. Storie di difficoltà e di disagio. Storie di coppie. Storie di vita.

Storie d’amore. Non quelle che si leggono sui romance ma quelle che si incontrano per strada, tra i vicoli, sotto ai portoni.

La storia di Adele e di Zeno, di Fabio e Dora sono storie d’amore inteso nella sua accezione più ampia. Sulle prime, leggendo il libro di Silvia Avallone, ho fatto fatica a comprendere come le varie situazioni potessero in qualche modo incastrarsi ma è stata questione di un attimo. L’autrice – che peraltro ho avuto il piacere e la fortuna di conoscere – è abile a tenere il lettore sulle spine. Fino alla fine. Fino alla svolta finale che in parte avevo auspicato ma che non potevo immaginare in quei termini.

Non come avviene in un giallo o in un thriller. No.

Ma come avviene nella vita. Dove non si sa mai chi si può incontrare dietro l’angolo, dove non è facile delineare con chiarezza il futuro, dove entrano in giorno variabili inaspettate, più o meno importanti. Come avviene nei rapporti tra adolescenti, fatti di eccessi e slanci che si alternano a momenti di delusione assoluta. Come avviene in coppie consolidate che scoprono – nel tempo – di aver fatto male alcuni calcoli che sono le fondamenta di un rapporto non semplice da portare avanti. Su tutto, la maternità. Quella che arriva quando non dovrebbe, in un ventre che non è pronto anche se la mente dice altro. E che non arriva dove, invece, tutto sembra pronto per dare nuova vita. Senza successo. Quella raccontata è una storia di legami, più o meno forti ma sempre veri. Legami che si instaurano quasi senza un perché e diventano così forti da spazzare via ogni nuvola, legami che si vorrebbero così solidi ma che sono talmente fragili dall’essere sul punto di frantumarsi.

Scrittura intensa. Efficace. Appassionante. Ma non è una novità per me perché la Avallone mi ha abituata ad uno stile che cattura. È un libro che consiglio, che ho preso in prestito in biblioteca ma che comprerò a mia figlia perché credo che storie così possano fare bene anche a lei. Che ha diciotto anni.

***
Da dove la vita è perfetta
Silvia Avallone
Rizzoli editore
pag. 376
14.50 copertina flessibile, 2.99 audiolibro, Kindle Unlimited

venerdì 22 marzo 2024

Cuore nero (S. Avallone)

Silvia Avallone è un'autrice che mi piace.

Mi piace lei come persona - ho avuto occasione di conoscerla ad una recente edizione del Festival del Libro che è si è svolta nella mia città - e mi piace il suo stile.
Mi piace la sua scrittura intensa e coinvolgente.
Mi piacciono i personaggi che, fino ad ora, ho avuto modo di conoscere grazie a lei.
Aspettavo l'uscita di questo suo ultimo libro e le aspettative, per quanto mi riguarda, non sono state deluse.
Silvia torna a raccontare storie che arrivano quasi come delle unghie su una lavagna. Storie difficili, dolorose, che impongono un momento di riflessione importante. 
 
La grande protagonista è la fuga. Ma lo è anche la voglia di ricominciare.
Lo è per Emilia: poco più che trentenne, viene da un passato difficile e porta il peso di una colpa troppo grande per quella ragazzina che era 15 anni prima. Sceglie un luogo in cui spera di non essere additata come quella di quindici anni prima.
Ma lo è anche per Bruno anche se la sua è una fuga diversa. Per lui la voglia di ricominciare a vivere, non più a sopravvivere, torna in concomitanza con l'arrivo di lei, con quelle imposte che si spalancano, con quella musica che rimbalza da un muro all'altro, da un vicolo (vuoto) all'altro.
 
Le loro storie sono segnate da grandi tragedie che hanno lasciato dei segni profondi. Lei, in particolare, porta stampata nell'anima un grande colpa: ha pagato, per quella colpa... ma è davvero libera dal retaggio di ciò che inevitabilmente resta?
 
E dove arrivano l'accettazione, il perdono, la comprensione, la classica seconda possibilità?
Ci sono colpe che proprio non possono essere accettate? Il tempo cura tutte le ferite?
Mi sono interrogata attorno a tutto ciò. E, onestamente, non sono riuscita a darmi una risposta. Non sono riuscita a vestire i panni nè di lei nè di lui. Ho preferito restarne fuori, come osservatrice. Ma questo non vuol dire che questa storia non mi abbia toccata nel profondo.
 
Il personaggio di Emilia (così come la sua storia, che resta misteriosa per gran parte del libro) domina su tutto: un personaggio ruvido, una ragazza che si è chiusa dentro una corazza che si è ispessita giorno dopo giorno, in un passato che è lontano ma allunga ancora le sue ombre su di lei.
Quel modo di esprimersi così graffiante, così poco femminile... arriva inevitabilmente dal suo passato. Ma, allo stesso tempo, quella fragilità che traspare in lei, nella sua difficoltà a dormire in un luogo silenzioso, nel suo difendersi da quel passato a tutti i costi... ne fa un personaggio che non si può non amare. O, per lo meno, che non si può non tentare di comprendere. Perchè, come nella vita, anche nel rapporto tra lettore e personaggio di un libro scattano dei meccanismi che possono essere di immediato feeling o, al contrario, di incompatibilità assoluta.
Però, se lo si vuole, si può cercare anche un punto di equilibrio che non sia così estremo, nè in un senso nè in un altro.

Questo è quello che è capitato a me con la lettura di questo libro. Ho cercato l'equilibrio giusto per non essere eccessivamente giudicante o, al contrario, buonista.
 
Si tratta di una storia potente. Si tratta della conferma di quanto la penna di Silvia Avallone non sia banale. Tutt'altro.
Oltre a Bruno, che pure ha una storia importante da raccontare, un suo vissuto, un suo presente, ci sono altri personaggi che vengono resi in modo efficace: Marta, che ha condiviso con Emilia un percorso importante della vita, Basilio che pure ha qualche cosa da raccontare... ed anche altri personaggi minori come il padre di Emilia o la sorella di Bruno. Tutte tessere necessarie per costruire il grande puzzle che è la storia di Emilia e che potrebbe essere quella di tante altre Emilia, in questo mondo.
 
E poi il padre di Emilia: è il personaggio che ho sentito più di tutti gli altri, in assoluto. Più di lei, che è la protagonista della storia. Mi sono sentita molto vicina a quel padre e l'ho ammirato per il suo modo di essere, di fare... di sentire.
Gran bel libro. Lo consiglio.
***
Cuore nero
Silvia Avallone
Rizzoli editore
368 pagine
20.00 euro copertina flessibile, 10.99 Kindle, 2.95 audiolibro

domenica 28 agosto 2022

Marina Bellezza (S. Avallone)

Una bellezza fuori dal comune e una scatola con dei sogni aperta già da tempo. Sogni che Marina intende realizzare senza dover chiedere niente a nessuno, puntando sulla sua straordinaria avvenenza, sulla sua bellissima voce e sulla sua tenacia. 

Qualche anno in più di lei e un amore sviscerato per la propria terra, quella in cui suo nonno ha vissuto lontano dal mondo in simbiosi con quei pascoli, quelle bestie, quel fienile... Un amore che oggi porta Andrea a fare una scelta drastica ma necessaria per lui e realizzare il suo, di sogno: diventare un margaro.

 

A Marina vanno strette le sue radici. 

Andrea vuole invece consolidarle e trovare un futuro proprio nei suoi luoghi d'origine. Sogni incompatibili, ambizioni incompatibili, scelte incompatibili. Eppure...

Marina ha una storia alle spalle. Andrea anche. E si amano. Si attraggono, poi si respingono, hanno ambizioni differenti e fanno scelte differenti, non si sopportano, a volte, si odiano, si allontanano ma sono sempre una certezza l'uno per l'altra, volenti o nolenti.

Silvia Avallone racconta in modo efficace la storia di due giovani in cerca di riscatto, ognuno a modo suo. Racconta anche la storia di una terra, il Biellese ed entrambe arrivano al lettore con efficacia.

Arrivano le sensazioni e le contraddizioni dei due ragazzi ma anche le contraddizioni di una terra che è ora (siamo negli anni '90) in decisa recessione dopo un periodo di crescita economica invidiabile. Una realtà che l'autrice conosce bene essendo originaria di Biella.

Sia Marina che Andrea sono personaggi ben definiti e descritti alla perfezione: avendo letto altro di questa autrice devo dire che la cosa non mi meraviglia ma nel complesso posso dire di aver avuto tra le mani un libro molto bello, al di sopra delle mie aspettative.

Quella narrata è una storia difficile. Perché difficili sono state le esistenze dei due ragazzi che hanno reagito ognuno a modo suo a situazioni familiari pesanti seppur per motivi diversi. Quello di Marina è un personaggio forte e insopportabile, all'apparenza, ma nasconde una fragilità a fior di pelle. Onestamente io ho amato maggiormente Andrea che si porta dietro il peso di un difficile rapporto con suo fratello e ed anche con i suoi, sempre pronti ad elogiare il primogenito Ermanno, lasciando in ombra (volenti o nolenti) il secondogenito senza rendersi conto di quanto questo potesse farlo soffrire, fin da piccino.

In alcuni momenti avrei voluto prendere a schiaffi Marina, abbracciare forte Andrea, scuoterli entrambi per farli ravvedere. Ma nei confronti di entrambi ho provato un debito d'affetto, quello che le rispettive famiglie hanno maturato nel tempo rispetto all'una e all'altro ed ho quasi avuto la sensazione che dovessi essere io a colmare queste lacune con la mia comprensione, offrendo loro una seconda possibilità.

Gran bella lettura, non recentissima, ma non è certo la data d'uscita che mi interessa. Ho preso il libro in biblioteca attirata dalla copertina e dal titolo che da tempo mi ronzava nella testa ma non sono andata a guardare la trama. L'ho preso sulla fiducia e l'istinto non mi ha tradita.

Consigliato anche se ho trovato i caratteri piuttosto piccoli. Avrei preferito qualche pagina in più ma un carattere leggermente più grande.

Ps. ho conosciuto l'autrice in occasione della presentazione del libro Un'amicizia nella mia città e devo dire che è vulcano... una donna davvero gradevole da ascoltare (oltre che da vedere e da leggere) capace di catturare il pubblico proprio come riesce a catturare i lettori con le sue storie.
***
Marina Bellezza
Silvia Avallone
Rizzoli editore
509 pagine
12.00 euro copertina flessibile, 18.50 copertina rigida, 7.99 Kindle