venerdì 5 settembre 2014

Paperino - Venerdì del libro

L'ometto di casa ha scoperto i fumetti. Per ogni cosa ognuno ha i suoi tempi e sceglie le sue modalità: lui ha deciso che sia arrivato il momento di leggere Paperino.
Lo so, non si tratta di una proposta originale visto che i fumetti esistono da tantissimo tempo ma per noi è una novità: a Natale una cara amica di famiglia ha regalato ai miei bimbi un abbonamento a Paperino. Ogni mese ne è arrivato puntualmente un numero che, però, ha attirato la loro curiosità solo in modo marginale.

Li ho sempre visti togliere il cellophane, dare un'occhiatina veloce e sistemarli ordinatamente in libreria ma senza che nessuno dei due ne prendesse mai in mano un numero per leggere qualche avventura.
Non li ho forzati. Non è mia abitudine forzarli nelle letture. Sono due bambini molto diversi tra loro per abitudini e passioni: mentre mia figlia è una gran lettrice e, in modo autonomo, sceglie cosa leggere e lo fa con piacere, l'ometto di casa è troppo impegnato a giocare in questo periodo. Durante l'estate la maestra gli ha assegnato un libro da leggere ed ogni volta che lo ha preso in mano aveva il muso lungo. Credo che ciò sia dovuto anche al fatto che lo vedeva come un obbligo e non come una scelta volontaria.

Non l'ho forzato troppo ma gli ho fatto capire che si trattava di un compito assegnato per le vacanze e andava fatto: non ha letto con piacere e non ha preso nient'altro in mano durante tutta l'estate. Sua sorella ha letto sei, sette libri, lui giusto uno ed un fascicoletto allegato al libro degli esercizi. Punto. Ora che ha finito il libro delle vacanze, quello degli esercizi, da qualche giorno, gli ho suggerito di non starsene sempre a giocare ma di approfittare dei tanti libri che abbiamo in casa "...per tuo piacere e perchè leggere è importante" ma senza forzarlo oltre. Niente. Indifferenza più completa... fino a che...
Mercoledì è arrivato il numero di settembre di Paperino, puntuale come un orologio. Quando sono tornata da lavoro l'ho trovato con il fumetto in mano, seduto in modo composto sul divano con il giornalino tra le mani. "Mamma Paperino mi piace... l'ho letto tutto!". Io non ci ho creduto ma non l'ho dato a vedere... Non che fosse impossibile che in una mattinata lo leggesse tutto ma di solito il postino da noi arriva tardi, non prima dell'una. Io sono rientrata da lavoro attorno alle due ed il giornalino dava segni di essere stato sfogliato solo nelle prime pagine... L'ho comunque coperto di complimenti e gli ho detto che se avesse voluto leggere anche gli altri li avrebbe trovati al loro posto. Li ha presi e se li è messi accanto... Ieri l'ho trovato di nuovo con il fumetto in mano e ieri sera mi ha chiesto se, invece della lettura della buona notte ad alta voce avessimo potuto leggere ognuno il nostro libro sul lettone...

Potevo forse dire di no? 

Ha letto un po' poi si è addormentato. Nonostante le lamentele di papy che ritiene la nostra casa sempre troppo disordinata (...su questo avrei qualche cosa da ridire ma mi trattengo in questa sede), ho lasciato i fumetti sul comodino della cameretta in modo che possa averli a portata di mano e non doverli andare a cercare... spesso la necessità di "cercare" spegne la voglia di leggere. Averli a portata di mano - così come avere a portata di mano altri libri per casa - è un mio modo per favorire il loro interesse alla lettura... e devo dire che spesso funziona.

Nel merito del fumetto non credo che sia necessario dire molto, credo che lo conoscano tutti: personalmente non prendevo in mano un fumetto da anni e sfogliandone qualche numero ho notato che non sono pieni di pubblicità come mi sarei aspettata. Giusto qualche paginetta e niente più... positivo.

L'ometto di casa ha sette anni ed ha scoperto ora Paperino. A sua sorella, per sua stessa ammissione, i fumetti non piacciono, lei preferisce i libri con le storie "vere" (così dice) ma è una questione di gusti. Non ho criticato lei (anzi, le ho detto che ognuno è libero di fare ciò che ama e di leggere ciò che preferisce) ed ho cercato di non demotivare lui anche se palesemente cercava di farmi credere di aver "divorato" il fumetto. Libri e fumetti sono entrambi strumenti di lettura e non posso che essere contenta di vedere sia lui che lei con qualche cosa da leggere in mano... qualunque cosa sia... E poi... Paperino non ha età ed è sempre un ottimo compagno di avventure quando lo si incontra! Quack!!!

Per questo Venerdì del libro, dunque, la mia riflessione non riguarda un libro ma un fumetto... sempre di lettura si tratta. E voi, che esperienza avete con i fumetti? Li leggete ancora? O magari non li avete mai letti? Ed i vostri cuccioli?

martedì 2 settembre 2014

Gli effetti secondari dei sogni (D. De Vigan)

Mi sono regalata il libro di Delphin De Vigan in occasione del mio compleanno, questa estate. Non era previsto l'acquisto di libri ma entrando in una fornitissima libreria non sono riuscita a resistere. Mi hanno subito colpita il titolo e la copertina: il titolo - Gli effetti secondari dei sogni - mi ha ricordato vagamente di aver letto qualche cosa in merito a questo libro, non mi era del tutto nuovo, ma non sono riuscita a portare alla mente nulla di dettagliato. Probabilmente dovevo aver letto qualche recensione che, però, non mi era molto nitida in mente. L'ho preso... e l'ho letto durante le vacanze. 
In alcuni momenti mi sono anche sentita in colpa perchè mi sono totalmente estraniata da tutto il resto tanto ero catturata da ciò che leggevo, una pagina dopo l'altra.
Ciò che mi ha maggiormente colpita è stato il modo con cui l'autrice è riuscita a rendere vivo il personaggio di Lou Bertignac: una ragazzina di 13 anni che ha un quoziente intellettivo di gran lunga al di sopra della media e qualche difficoltà relazionale. 
Ebbene, l'autrice ha - secondo il mio modesto parere - il merito di aver trasmesso con una scrittura molto efficace il modo di essere di Lou. Discorsi articolati, interrogativi più grandi di lei, domande che spesso restano senza risposta, pensieri che si accavallano con altri pensieri e parole che spesso fanno fatica ad arrivare e che, quando arrivano, escono fuori come l'acqua di un fiume in piena... Ebbene, questa volta le lunghe frasi nelle quali Lou inserisce tantissime considerazioni non le ho trovate un difetto, come spesso mi è capitato di fare in altri libri, ma un merito da riconoscere l'autrice, una tecnica narrativa efficace e capace di trasmettere al lettore il modo di essere di lou. Pensieri a volto scoordinati ma mai banali. L'autrice riesce a trasmettere le sue paure, le sue insicurezze ed anche le sue grandi capacità ed ho molto apprezzato questa cosa.

La storia in estrema sintesi... Lou vive in una famiglia che ancora soffre della morte della sua sorellina, una tragedia che in particolare grava sulla mamma di Lou, estraniatasi da tutto il resto. E' suo padre il perno della famiglia, è lui che cerca di aiutare sua moglie ed affrontare la realtà, senza troppo successo. Lou... è una della famiglia ed il non poter godere dell'affetto della mamma la fa soffrire. Così, preferisce stare tutto il giorno da sola piuttosto che cercare legami con suoi coetanei che, tra l'altro, per via del suo quoziente intellettivo al di sopra della media, gli risulterebbero comunque troppo lontani così come lontani sono i ragazzini con cui va a scuola - lei è avanti di una classe, che la vedono come una bambina troppo piccola per essere una di loro.
Da tutto questo... la solitudine. 
All'improvviso, però, una persona fa irruzione nella sua vita. Anzi due. Prima un suo compagno di classe che, in modo discreto ma attento, la tiene in considerazione in modo diverso da tutti gli altri. Poi lei... una ragazza che vive per strada, una senzatetto con la quale Lou entrerà in contatto e della quale sentirà la necessità di farsi carico e che vede molto vicina a lei: anche No - Nowleen, questo è il suo nome - è una ragazza fondamentalmente sola, con una situazione difficile alle spalle, con difficili rapporti interpersonali. Anche se le motivazioni e le dinamiche sono diverse, la situazione è la stessa che si trova a vivere Lou. 

Da questo incontro si snoda una storia tenera ed intensa, che cambierà la vita ad entrambe... non dico altro per non rovinare la lettura ma posso dire che non mi aspettavo il finale che poi ho realmente letto... avevo immaginato un finale diverso e mi ero detta che, se così fosse stato, sarebbe stato davvero troppo scontato.

Bel libro, piacevole da leggere e che aiuta a riflettere, grazie alla visione del mondo che ha una ragazzina di tredici anni. Vorrei condividere una sua considerazione, tanto per rendere l'idea dei suoi ragionamenti.
Siamo capaci di spedire aerei supersonici e missili nello spazio, identificare un criminale grazie a un capello o un minuscolo lembo di pelle, creare un pomodoro che resti tre settimana in frigorifero senza raggrinzirsi, contenere miliardi d'informazioni in un microchip. Siamo capaci di lasciar morire gente per strada.
Lo consiglio anche ad adolescenti, sono certa che lo troverebbero interessante. Triste, in più passaggi, ma meritevole.
***
Gli effetti secondari dei sogni
Delphine De Vigan
Oscar Mondadori
9.50 euro

venerdì 29 agosto 2014

Racconti di Natale (C. Dickens) - Venerdì del libro

Qualche tempo fa ho avuto modo di parlare di una raccolta di libri che venivano venduti in abbinamento con un quotidiano locale e a quell'epoca - era nel mese di maggio - non avevo ancora letto nessuno di quei volumi.
Ad inizio agosto ho preso tra le mani il volume numero 9, i Racconti di Natale di Dickens. Lo so, li ho letti decisamente fuori stagione ma è stato un piacere farlo. Ecco dunque, che propongo questo volume per il Venerdì del libro di oggi

Come accennavo in occasione del post precedente, sono dei volumi impegnativi nel senso che sono solo testi senza immagini di nessun genere se non sulla copertina (in ogni caso non sono le classiche illustrazioni che ci si aspetta in un libro per bambini), i caratteri sono piccini e fitti fitti come tutti i libri "da grandi".
In effetti, pur essendo una collana di fiabe e favole, non è per niente adatta a bambini piccoli.

Il volume che ho letto io raccoglie cinque romanzi brevi di Dickens che si aprono con il più famoso in assoluto, Un canto di Natale. Seguono Le campane, Il grillo del focolare, La battaglia della vita, Il patto col fantasma.

Scritti tra il 1843 e il 1848, sono i Cinque libri di Natale, racconti che portano i segni della loro epoca e contrappongono la celebrazione dello spirito cristiano che attua quella che si usa chiamare la solidarietà cristiana ad una realtà dolorosa e degradata. Tanti sono i particolari che lasciano ben intendere situazioni di povertà, vite vissute di stenti senza che questo, però, alimenti compassione nel lettore ma comprensione e rispetto. Dickens nei sui racconti traccia una mappa precisa del malessere, segnala con chiarezza l'altra faccia del mito del progresso che, a quell'epoca, è già in atto.
In quasi tutti i suoi brevi romanzi Dickens prendere spunto dalla realtà del tempo e ne traccia, con le parole, un ritratto molto verosimile.  

Un canto di Natale (1843) narra la storia del signor Scrooge che si trova a vivere con gli spiriti del Natale passato, presente e futuro. E' un raccolto molto noto e, lo ammetto, l'unico del volume che mi era familiare. Degli altri non avevo mai sentito parlare. La storia è molto nota: un uomo che odia il Natale, egoista ed insensibile viene raggiunto da tre spiri ti che gli fanno vedere (ovviamente senza che possa direttamente cambiare il corso delle cose) i Natali passati, quello presente e quelli che verranno. La cosa lo colpisce a tal punto che decidere di cambiare vita.

Ne Le campane (1844) Dickens parla di un poveretto che, per tirare avanti, consegna al posta da una zona all'altra della città. Toby Veck è il suo nome ma tutti lo conoscono come Trotty, nomignolo che gli è stato affibbiato per via della sua andatura. Si troverà a vivere una surreale esperienza che, solo alla fine, si renderà conto essere stato un brutto sogno.

Il grillo del focolare (1845). Anche in questo caso il protagonista è un uomo perbene, semplice ed onesto che ospita in casa sua, oltre ai membri della sua famiglia, un misterioso ospite. Si tratta di una sorta di favola domestica, una favola che parla d'amore, di rapporti interpersonali, di situazioni che sfociano in un scelte dettate dal buonsenso e dal buon cuore...

La battaglia della vita (1846) ha come protagonista del dottor Jeddler ed è ambientato in un paesaggio inglese di campagna. Jaddler è un filosofo che considera il mondo come un grande scherzo. Ma le vicende di cui si trova ad essere protagonista, in modo diretto o indiretto, sono tutt'altro che uno scherzo. Anche in questo caso si tratta di storie di rapporti familiari, di amori... 

Il patto col fantasma (1848). Il chimico  Redlaw riesce ad ottenere dal suo fantasma un regalo inimmaginabile: la possibilità di dimenticare il suo passato e farlo dimenticare a tutti quelli che incontra nel proprio cammino. Gli sembra un potere davvero fantastico ma solo usandolo, in particolare per le persone che incontra, si rende conto che gli effetti che provoca non sono affatto piacevoli soprattutto perchè vengono cancellati ricordi ed emozioni. Riuscirà a trovare un rimedio? Anche in questo caso di parla di povertà, di persone pure di cuore, di buoni sentimenti...

Sono delle storie molto toccanti. Dickens usa una tecnica narrativa che lo rende protagonista in prima persona assieme ai suoi personaggi. Il narratore parla spesso in prima persona ed interviene per fare delle considerazioni personali davvero efficaci.

I periodi sono a volto piuttosto lunghi ed articolati e il suo modo di parlare risente del peso degli anni ma senza che questo renda i racconti poco gradevoli. Tutt'altro. Ammetto di essermi anche commossa in più passaggi... Ci ho messo un bel po' di tempo a leggere tutti e non è stata una lettura veloce ma ne è valsa la pena. Io ho letto la raccolta ma credo che si trovino in giro i singoli racconti. Meritano, secondo me.

giovedì 28 agosto 2014

Nuovi arrivi#8

Durante il periodo estivo ho cercato con tutta me  stessa di evitare di fare nuovi acquisti in fatto di libri visto il lungo elenco di quelli che ho in attesa di essere letti, tutti in attesa sulla mensolina dei libri da leggere. E mi sono impegnata, credetemi... fino ad un certo punto. Eh si, perchè durante le vacanze ho avuto modo di girare in alcune librerie di grandi città e... potevo forse uscire a mani vuote?
Lo stesso discorso vale per i miei bimbi... Devo dire che l'ometto di casa impegnato com'era a giocare ha pensato poco alle letture... La principessa di casa, invece, mi ha letteralmente trascinata dentro ad ogni libreria che incontravamo. Ne abbiamo incontrata anche una molto particolare, una libreria esoterica all'interno della quale è voluta entrare a tutti costi e che l'ha lasciata un po' spiazzata per la tipologia di libri presenti, sicuramente non a sua misura.
 
Alla fine, nel preparare la valigia per tornare a casa ci siamo ritrovate con alcuni libri nuovi anche se ci eravamo ripromesse di non farlo.

Nel giorno del mio compleanno mi sono regalata Gli effetti secondari dei sogni mentre Donne con gli occhi grandi l'avevo comprato un paio di giorni prima di partire. Per mia figlia, invece, ho preso l'intera collezione di quattro volumi della serie The never Girls (quattro ragazzine come te nel mondo fatato di Trilli). Credo che ad attirarla sia stata la particolarità delle copertine rigide e gli ambienti fatati che vengono evocati anche a brillantini ed immagini ad hoc. All'interno i testi si alternano con delle illustrazioni in bianco e nero e se non ho capito male si tratta di libri editi quest'anno... nuovi nuovi, insomma.
Qualcuno conosce questa nuova collana? Per me è una novità assoluta ma da come vengono presentate le storie credo proprio che alla nostra lettrice possano piacere. Magari a tempo debito potrò essere più precisa in merito.
Non ha ancora iniziato a leggerne nemmeno uno: purtroppo ha preso il mio stesso brutto vizio... quello di comprare (ovviamente con la mia complicità) anche se ha diversi libri nuovi ancora in attesa di essere letti. Ecco, dunque, che anche lo spazio che ho dedicato ai suoi libri in libreria inizia ad avere qualche volume di troppo... ancora da leggere. Comunque non mi lamento: mia figlia ama leggere ed alterna libri che ha in casa con prestiti in biblioteca...
Per ora è tutto... mi riprometto ancora una volta di stoppare gli acquisti per smaltire i libri che abbiamo in casa... per quanto resisteremo?

Ps. dimenticavo... abbiamo anche portato un souvenir per la nonna che ama le testimonianze di fede... ha letto tanti libri del genere... Abbiamo comprato quello di Al Bano e pare che abbia molto gradito.

mercoledì 27 agosto 2014

Mago Merlino e la Spada della Luce (M.P. Osborne)

Dopo aver letto un libro che mi ha particolarmente toccata, nel corso dell'estate mi sono concessa anche una piccola puasa leggera leggera. Mi sono lasciata incuriosire da uno dei libri della serie La magica casa sull'albero che mia figlia ha messo in valigia, da leggere durante il nostro soggiorno in Emilia Romagna... Si tratta di Mago Merlino e la Spada della Luce
L'ho preso tra le mani in un momento di relax: avevo appena terminato di leggere il mio libro ed ero sprovvista di qualche cosa da leggere. Così, visto che in borsa c'era questo volumetto, ho iniziato a sbirciare e... alla fine l'ho letto tutto.
Rispetto ad altri della stessa collana si tratta di un'edizione speciale, con copertina rigid. La struttura è la stessa di tutti gli altri libri: Alex ed Annie sono due fratelli che, ogni volta che si trovano all'interno nella magica casa sull'albero, vivono delle strabilianti avventure. Questa volta hanno avuto un particolare incarico da Mago Merlino: ritrovare la Spada della Luce altrimenti sarebbe stata la fine.
I due fratelli hanno accettato l'incarico senza paura (o quasi) e nella loro avventura hanno incontrato diversi personaggi alquanto singolari. Trattandosi di un libro per ragazzi è scritto molto bene ed in modo molto scorrevole: ovviamente un adulto che lo volesse leggere dovrebbe necessariamente tenere conto di ciò.

Si tratta di una collana interessante, adatta per le prime letture "impegnative" che non siano quelle delle letture di base con poche pagine e caratteri enormi. 

A mia figlia questa collana è piaciuta talmente tanto che in occasione di una tappa in libreria ha chiesto alla libraia se ne avesse in vendita: ci è stato detto che si tratta di una collana vecchia che oramai va ad esaurimento e che è piuttosto sorpassata... Ci siamo consolate pensando che in biblioteca si trovano parecchi volumi e per curiosità sono andata a sbirciare on line: ho visto che nei siti più importanti di vendita di libri li si trova. Noi per ora abbiamo deciso di setacciare le biblioteche in cerca di tutti i volumi disponibili... poi vedremo...

In vacanza ha portato con se anche Un giorno con i pirati e vederla stesa al sole con il libro in mano, dopo qualche tuffo in piscina, mi ha fatto davvero piacere... Ovviamente è stata lei a fare tutto da sola: non si tratta di una lettura imposta dalle insegnanti, non si tratta di un libro proposto da me... Bella soddisfazione per una mamma che, come me, ama la lettura ed ha sempre fatto del tutto per trasmettere tale amore anche ai suoi figli. Anche l'ometto di casa ha portato in vacanza un libro ma... era talmente impegnato con il calcetto, i gonfiabili, i tuffi e il calciobalilla che come si metteva a leggere si addormentava!
Quasi dimenticavo: ho molto apprezzato anche l'appendice del libro che propone degli approfondimenti tematici collegati alla storia. In questo caso si tratta di mitologia marina ma sono anche presenti dei suggerimenti per realizzare degli abiti di carnevale a tema ed anche qualche ricettina ad hoc!

domenica 24 agosto 2014

La sorella (Sàndor Marài)

Appena ho iniziato a leggere il libro La sorella, di Sàndor Marài (mi scuso per l'accento sbagliato ma non riesco a fare altrimenti) non sono riuscita ad inquadrare di che tipo di lettura si trattasse. L'autore parlava di un soggiorno natalizio non troppo riuscito, di personaggi piuttosto eterogenei che si sono ritrovati nello stesso posto a vivere un'esperienza molto particolare... ma di qualche cosa che richiamasse il titolo - La sorella - nemmeno l'ombra. Non riuscivo proprio a capire dove volesse arrivare, cosa volesse raccontare, chi fosse il protagonista del libro.
Poi, la svolta.

Non è quella del soggiorno natalizio la storia. Quello è solo il prologo, solo la "rincorsa" che precede il salto, quello che porta al racconto "vero". 

L'autore - che, lo ammetto, mi era sconosciuto prima di avere questo libro tra le mani - narra la storia di un musicista del quale non svela il nome ma che identifica con una lettera. Z  è un famoso pianista che si trova, all'improvviso, a fare i conti con una misteriosa malattia che lo prova profondamente nell'animo, nel fisico e nella mente. Marài dà voce alla sua malattia, al suo dolore. Un compito non facile perchè non è semplice trasmettere in un lettore tutto ciò che una persona che soffre si trova a patire. Marài riesce a colpire nel segno. Almeno con me.
Da cosa l'ho capito? Bhè, ci che ho letto si è insinuato dentro di me tanto da spuntare tra i miei pensieri nei momenti più impensati: mi sembrava di rivivere, seppur in modo distaccato, quelle situazioni che Marài descriveva soprattutto in relazione a persone di mia conoscenza che hanno sofferto molto per via di malattie che, purtroppo, non hanno avuto lo stesso epilogo che, invece, è stato riservato a Z. L'autore ha avuto la capacità di scombussolarmi un bel po'. 
Che tipo di malattia fosse, quella di Z, non l'ho proprio capito. Anche perchè nessuno gli dà un nome nemmeno dietro a precise sollecitazioni del pazienze. Quello che è certo è che si tratta di una malattia che lo riduce ad un automa e che lo lascia alla balìa di un dolore che solo lontanamente posso immaginare di quale intensità sia. 
L'autore lascia che sia proprio Z a raccontare e a raccontarsi: Z parla della sua malattia ma anche di un amore da cui si è trovato a scappare. Un amore molto strano e che, ad un certo punto, collega a doppio filo con la malattia che lo ha ridotto in un letto di ospedale. Anche lei, la sua amata, non ha un nome ma un'iniziale: E. Sarà l'amore per E che lo aiuterà a venir fuori dalla sua situazione di malato. O, meglio, nella sua mente sarà E a salvarlo. In realtà non è proprio così perchè ha delle presenze femminili attorno ma sono presenze di altro tipo. 
Ad accudirlo ci sono quattro suore e sarà proprio da una di queste che arriverà la scossa nel momento in cui Z sembra aver perso la voglia di lottare per la vita.

All'inizio, come accennavo, mi è sembrato un libro lento e confusionario... Poi è iniziato a scorrere... in alcuni punti mi è sembrato un po' ripetitivo ma, a ben pensare, la situazione che veniva raccontata richiedeva che si insistesse su alcuni aspetti per essere efficace. 

Arrivata all'ultima pagine ammetto di aver tirato un sospiro di sollievo perchè, pur avendo letto il libro in vacanza, pensare ad una persona che soffre a quel modo mi aveva un po' angosciata... Non è stata una classica lettura da ombrellone, leggera e spensierata... quello no. Però è stata una lettura che mi ha toccata e che, ne sono certa, non dimenticherò.
Ps. ero a poco più della metà mentre i miei figli si divertivano in un parco divertimenti: per i grandi c'erano delle sdraio all'ombra ed ho approfittato molto volentieri per leggere!

giovedì 14 agosto 2014

Buona estate... e buone letture

Anche se le condizioni meteo sono ancora molto variabili e questa estate è davvero pazzerella è arrivato il momento di godersi un po' di riposo. Abbiamo messo in valigia, tra le altre cose, anche delle interessanti letture: chissà se avremo tempo di dedicarci a loro? Sicuramente qualche oretta per leggere sotto l'ombrellone o in terrazzo in una tranquilla sera di dolce far niente la troveremo.

Colgo l'occasione per augurare un buon ferragosto e... a rileggerci dopo le ferie... Una decina di giorni... e saremo di nuovo qui.

Buona, buonissima estate e... buone letture!