lunedì 30 giugno 2014

Il canto delle farfalle (V. Marcati)

Non avevo mai letto, prima di avere tra le mani Il canto delle farfalle, un multilibro

Un libro che non è come tanti altri ma che è costituito da più libri, ciascuno con la propria copertina ed il proprio indice, raccolti in un unico dorso sul quale sono riportati i titoli e le numerazioni corrispondenti ad ognuno di essi.

Per farla breve, il Multilibro La Scuola è formato da diversi elementi, ognuno dei quali è un libro a se stante. I vari elementi si possono distanziare aprendo le varie parti verso l'esterno predisponendo, in questo modo, il dorso alla divisione delle varie parti. Basta usare un taglierino per separare quelli che inizialmente erano tre libri in uno... Si possono così avere più volumi distinti, ognuno con la propria copertina.

Ebbene, Il canto delle farfalle è un multilibro: sul fondo del libro c'è una seconda copertina con altre pagine che danno vita ad un fascicolo che potrebbe essere staccato con il taglierino come detto sopra: non è un secondo libro ma materiale didattico di approfondimento. Nella parte finale sono proposte delle schede con esercizi da effettuare per approfondire e meglio capire il testo narrativo. Ne ho dedotto che si tratta di un libro per ragazzi proposto anche come strumento didattico.
Non avevo mai avuto tra le mani un libro così ed ammetto che, oltre alla particolarità dovuta alla parte didattica, è davvero un bel libro. 
Lo consiglio senza riserve. Pur essendo pensato per giovani lettori è piaciuto molto anche ad una lettrice non più giovanissima come me.


L'autrice, Viviana Marcati, racconta la storia di un gruppo di bambini, di cuginetti di diverse età, che crescono in una famiglia allargata, in particolare con la presenza saggia e costante dei nonni. In un giorno come tanti altri arriva una nuova cuginetta, figlia di uno zio di cui nessuno conosceva l'esistenza. Ute, questo il suo nome, è una bambina molto speciale. Non parla non perchè sia nata senza la parola ma perchè ha deciso di non comunicare verbalmente con gli altri ma di chiudersi in un mondo tutto suo e comunicare in altro modo. Mentre i grandi pensano che la bambina sia diversa ed irrecuperabile, da chiudere in istituto, i bambini comprendono subito che le cose non stanno così. Ute è una bambina molto intelligente e dalle grandi capacità ed il suo non è un silenzio casuale... 
Anna, la voce narranti, è la cugina più grande, quella che prenderà maggiormente a cuore la sorte della nuova cuginetta.

L'autrice ha la capacità di narrare le avventure dei bambini, di quelle famiglie, in modo delicato, poetico ed intenso: il racconto viene proposto in prima persona da Anna che vede con i suoi occhi tutto ciò che accade intorno a se e alla sua famiglia dandosi delle risposte alle quali gli adulti non pensano nemmeno lontanamente. Tra lei ed Anna nascerà un rapporto speciale, fatto di piccoli ma importanti gesti fino ad arrivare alla svolta finale.

E' un libro positivo che propone la diversità non come ostacolo ad una vita serena ma come caratteristica per esprimere la propria personalità in modo tanto intenso quanto singolare. I bambini, come sempre, dimostrano una sensibilità di gran lunga maggiore di quella degli adulti e l'epilogo positivo è quanto di più bello ci si potesse aspettare da una storia così. 

Il libro mi è piaciuto: scritto molto bene, per i termini che possono risultare difficili ai lettori più giovani viene proposto un glossario che agevola la lettura. Brava l'autrice che usa delle vere e proprie pennellate di colore dove il colore sono le parole... Dipinge situazioni che sembrano prendere vita davanti agli occhi del lettore... Io, almeno, ho avuto questa sensazione. Il volume è curato da Gabriella D'Anna e sono stata positivamente sorpresa dall'insieme.
Anche questa volta, oramai è un classico, quando ho preso questo libro in biblioteca mi è stato fatto notare che si trattava di una lettura per ragazzi. Ho risposto con un sorriso ed ho detto che era proprio quello che cercavo!

Ho letto alcune pagine ad alta voce, in presenza di mia figlia che, incuriosita, mi ha chiesto la trama del libro... Finita la lettura le ho detto che tra un po' potrebbe leggerlo anche lei... Mi ha detto di tenerglielo da parte: dovrò restituirlo in biblioteca ma ne terrò ben in mente il titolo per quando arriverà il suo turno!
***
Il canto delle farfalle
Viviana Marcati
Editrice La Scuola 
euro 10.30

domenica 29 giugno 2014

E tu che libro porti al mare?

Un altro anno è passato e siamo alle prese con la tanto agognata estate... Il mare, finalmente!! 
 
Quella di oggi è stata la prima, vera domenica di mare, anche se con un tantino di vento. 
E la mia curiosità è tornata a riaccendersi sui libri che trovo sotto gli ombrelloni. Ho notato diverse persone con e-book in mano, più di quanto non avessi notato in passato, segno del nuovo che avanza. Ma il bravo, vecchio libro ancora regge la concorrenza: ne ho visti parecchi di libri sotto gli ombrelloni anche se non sono riuscita a catturare molte immagini, per ora.
Prima o poi qualcuno penserà che sono una maniaca, con quella fotocamera in mano... spero tanto di non disturbare... a me non interessano le persone ma le loro letture!

Che la caccia abbia inizio!

 Il mistero del tesoro scomparso - Geronimo Stilton

 Il diario segreto delle Tea Sister 2 - Tea Stilton

Ogni angelo - S. Tamaro
 Realizzare se stessi. Tutti hanno un compito nella vita - R. Morelli

 La lista - M. Connelly

Adulterio - Paulo Coelho

 Cinquanta sfumature di nero - E.L. James


Born to run - C. McDougall

Le amanti di Picasso. Quando il genio diventa crudeltà - P. Izquierdo
 I sei numeri dell'universo - M. Rees
 Una notte d'amore a New York - C. Rocco
Maria Teresa - Franz Herre
Ogni bambino ha un grande talento - Hutler / Hauser / Zuppet 
Terzo viaggio nel regno della fantasia - G. Stilton

In lingua:
Les nuits blanches du chat botte - Jean Christophe Duchon Doris

Non meglio identificati:
 

   
Tex (fumetto)

E voi? Avete messo (o metterete) qualche libro in valigia per le vacanze?

venerdì 27 giugno 2014

Bravo Frigorillo! Piccoli suggerimenti per rispettare l'ambiente (S. Barbalarga) - Venerdì del libro

Educare i bambini al rispetto della natura credo che sia un compito fondamentale di ogni genitore. E se un piccolo libro, con un personaggio simpatico, può essere d'aiuto ben venga. La storia di Frigorillo ci è arrivata tra le mani in occasione di una delle ultime tappe in biblioteca e, sulle prime, la ragazza che stava registrando il prestito credeva di non potercelo prestare perchè era registrato come "consultazione interna". 
Grazie all'intervento della nostra bibliotecaria di fiducia è stato svelato l'arcano: era catalogato in quel modo perchè era stato usato in un laboratorio di letture su tematiche relative al rispetto della natura e... poteva essere tranquillamente prestato per cui l'abbiamo preso. Ci è sembrato adatto per una segnalazione al Venerdì del libro.
Si tratta di un libro della collana Per cominciare, Emme Edizioni (una collana che conosciamo molto bene), pensata per bambini dai sei anni. I testi sono scritti in caratteri facilmente decifrabili anche da bambini che hanno appena iniziato a leggere e le immagini completano il tutto.
Frigorillo è un personaggio simpatico. A metà lettura l'ometto di casa mi ha interrotto - ho proposto la sua storia come lettura della buonanotte - e mi ha chiesto: "Scusa, mamma... ma Frigorillo è un figorifero?"... eh si, lo è!
Frigorillo è molto attento, sa cosa riciclare e come farlo e aiuta i piccoli lettori ad imparare tante piccole regole che sono utili per vivere in armonia con la natura. L'autore - Sandro Barbalarga - ha sintetizzato in una simpatica storia una sorta di vademecum sul riciclaggio, sul risparmio, sul rispetto per la natura ponendo il tutto in modo semplice ed immediato, diretto ed efficace.

A noi è piaciuto ed abbiamo rispolverato delle regoline che, a dire il vero, conoscevamo già. L'ometto di casa in alcuni passaggi ha anticipato il prosieguo della frase ad esempio su cosa succede quando si mettono i rifiuti del cibo in un recipiente che viene tenuto in giardino, o il colore del cassonetto dentro al quale conferire il secco, l'umido, la plastica o la carta.

Abbiamo anche fatto una specie di piccolo esame inter nos e ci siamo resi conto di essere piuttosto preparati sull'argomento ed anche molto attenti sul fronte pratico: ho sempre cercato di far comprendere ai bambini l'importanza di riciclare, di non sprecare l'acqua o l'energia elettrica... e sembra che abbiano recepito. 
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Bravo Frigorillo! Piccoli suggerimenti per rispettare l'ambiente
Sandro Barbalarga
Emme Edizioni
euro 6.50

mercoledì 25 giugno 2014

Un monello sul cammello (L. Cella)

A leggere il titolo - Un monello sul cammello - uno degli ultimi libri presi in biblioteca, della collana le letture Edizioni El, avevamo pensato alle avventure di un bambino vivace in groppa ad un cammello. Che altro avreste pensato, voi, con un titolo così?
Quando, però, l'abbiamo letto come lettura della buonanotte abbiamo trovato una sorpresa: innanzitutto le immagini contenute al suo interno non sono a colori ma in bianco e nero... cioè, sono disegni non colorati ed a questo i miei bimbi non sono molto abituati, a dire il vero, bombardati come sono da immani variopinte in ogni angolino. Niente paura, però... Nel corso della lettura della buona notte entrambi erano predisposti ad ascoltare più che a guardare per cui non abbiamo fatto molto caso all'assenza dei colori.
I testi, all'interno del libro, sono in rima. Questa è stata la seconda sorpresa. Non vengono narrate le gesta del monello citato nel titolo ma vengono proposte delle brevi storielle in rima che poco hanno a che fare l'una con l'altra ma che sono simpatiche da leggere.
Noi, lo ammetto, non andiamo matti per libri in rima. I miei bimbi hanno sempre preferito storie canoniche, semplici e lineari... ogni tanto, però, uno strappo alla regola si può fare e lo si è fatto con estremo piacere.

Il libro è di un'edizione piuttosto vecchia: riporta addirittura il prezzo in lire (ottomila, per la precisione). Questo, però, poco incide sulla lettura.

Abbiamo riconosciuto subito, appena abbiamo preso in prestito il libro, il tratto di Nicoletta Costa che ha dato vita a tanti personaggi a cui siamo particolarmente affezionati... L'autrice, invece, Letizia Cella, ci era del tutto nuova.

Il libro fa parte delle letture di terzo livello: la collana le lettura è strutturata con copertine di diverso colore che richiamano un diverso livello di difficoltà. Noi abbiamo preso un libro di terzo livello, per chi sa leggere speditamente. La suddivisione per i vari livelli di difficoltà è indicata sul retro del libro, sull'ultima di copertina. A distinguere i vari libri per fasce d'età, o meglio per livelli di difficoltà, ci sono i colori che dovrebbero essere quelli che si vedono lateralmente sulla copertina:
* rosso: prime armi
* verde: chi comincia a leggere da solo e si sente bravo
* blu: chi legge con facilità
* giallo: per chi vuole leggere qualche cosa di difficile
* arancio: chi oramai legge qualsiasi cosa o quasi.

Se ci è piaciuto? Si. La lettura scorre senza problemi e i bambini apprezzano.

martedì 24 giugno 2014

Cosa ci faccio di google se... ho una biblioteca!

Bella domanda... Che cosa ci faccio di Google se ho una biblioteca?!?!? E' quanto ci siamo chiesti nel partecipare ad un laboratorio organizzato in biblioteca nel corso del Veregra Street Festival, Festival Internazionale del Teatro di Strada che è in corso in questi giorni a Montegranaro (FM). Tra uno spettacolo e l'altro, tra acrobazie, balletti, mimi e tutto il resto, la biblioteca ha aperto le porte ai giovani utenti e si è presentata in una veste particolare.
Eh si, perchè la biblioteca altro non è se non un luogo in cui si possono trovare risposte a moltissime domande, proprio come si fa quando si usa Google.
Ai piccoli utenti - tutti molto preparati su cosa sia Google e a cosa serva - le operatrici hanno spiegato che non serve cercare virtualmente delle risposte quando le si può trovare sfogliando i tanti libri presenti in biblioteca.
Io avevo portato mia figlia a Montegranaro con l'intenzione di assistere a qualche spettacolo ma quando una delle operatrici le ha proposto di partecipare al laboratorio in biblioteca non ha resistito ed ha detto subito di si. Le è piaciuta anche l'accoglienza, davanti alla biblioteca, con un particolare salottino...
All'interno della biblioteca è stato messo in moto un particolarissimo motore di ricerca. Non virtuale... no no... reale. Più che reale! Le operatrici avevano preparato una serie di domande, scritte su dei bigliettini inseriti all'interno di un cappello: gli utenti sono stati invitati a pescare una domanda per poi cercare la risposta nel grande motore di ricerca rappresentato dalla biblioteca. Ecco, dunque, che gli utenti sono stati chiamati a capire l'argomento e a cercare il libro adatto. Bhè, mia figlia ha voluto pescare più di una volta... Almeno quattro (se ho tenuto bene il conto). La prima domanda era: "Quali aono i monumenti più importanti di Roma?" e mia figlia è andata alla ricerca di un libro che parlasse di Roma. Ha trovato un bellissimo libro fotografico che le ha mostrato i monumenti della Capitae in tutto il loro splendore, anche con pagine che arrivavano ad estendersi per oltre un metro. Molto bello ed affascinante. Non c'erano testi ma l'abbiamo apprezzato entrambe per la bellezza che ci hanno trasmesso... e ci ha anche fatto venir voglia di andare alla scoperta "di persona" di tali bellezze!

Non paga della scoperta, ha pescato di nuovo ed ha trovato una domanda del tipo: "Come funziona il telefono?". Risposta trovata su un libricino illustrato da Agostino Traini, parte di una collana che conoscevamo già. E poi, ancora, "Cosa sono i terremoti?" per passare a "Come è nato internet?". Noi conoscevamo la biblioteca ed anche la disposizione dei vari libri ma, per l'occasione, si era fatto ordine e la disposizione era stata modificata per semplificare la ricerca per cui per noi è stata una vera e propria caccia al tesoro.
Mia figlia si è divertita (io con lei) ed ha anche individuato diversi libri che intende prendere in prestito la prossima volta che andremo in quella biblioteca in orario di apertura.
 
Insomma, anche in occasione di una iniziativa particolare come il Veregra Street abbiamo fatto tappa in biblioteca tornando a casa soddisfatte. 

venerdì 20 giugno 2014

Il principe felice (O. Wilde) - Venerdì del libro


Ieri sera, come lettura della buona notte, ho proposto ai miei bimbi un libro scelto da me in biblioteca: Il Principe Felice. Si tratta di una storia di Oscar Wilde, tradotta da Vivian Lamarque e con illustrazioni di Maria Battaglia.
Mi aveva incuriosita il formato così come l’illustrazione: non conoscevo la storia per cui non sapevo a cosa sarei andata incontro nel proporre una lettura del genere.

Il Principe Felice altro non è se non una statua che è stata viva, un tempo – era davvero un principino felice – ma che è diventata un imponente simbolo della città grazie anche ai preziosi materiali con cui è stata realizzata. Si imbatte nel Principe Felice una rondine che, reduce da un amore finito male (si era innamorata di un giunco), va a riposarsi ai piedi della statua alla vigilia di un lungo viaggio. I due fanno amicizia e, nonostante la voglia della rondine di partire al più presto, una volta compreso che il Principe, pur essendo Felice di nome, di fatto non lo è per niente, decide di aiutarlo. La statua, dall’alto, vede tanta infelicità: vede bambini sofferenti, affamati, persone tristi, sole e povere che si contrappongono ad una borghesia ricca e spensierata. Così, la statua decide di privarsi, pezzo dopo pezzo, di tutto ciò che di prezioso possiede e chiede alla rondine di farne dono ad un bambino malato, ad una fiammiferaia intirizzita dal freddo, a bambini affamati.

Un sacrificio, quello del Principe Felice, che lo porterà, pian piano, a perdere lustro e bellezza tanto da diventare insignificante ed inutile agli occhi dei politici che decidono di fondere ciò che resta della statua...

Anche la rondine si sacrifica visto che, piegata dal freddo, non solo non partirà per il suo viaggio per restare accanto al buon principe a cui si è affezionata, ma morirà dal freddo e cadrà ai suoi piedi.

Anche la sua, di presenza, è considerata di troppo ed il suo corpicino verrà gettato tra i rifiuti.
Il riscatto arriva alla fine della storia quando Dio vorrà con se due cose preziose: il cuore del Principe Felice, che nessuno è riuscito a fondere, e il corpicino della rondine.

I miei bimbi sono rimasti un po’ perplessi, lo ammetto. La rondine che si innamora di un giunco, la statua che si anima e si fa cavare gli occhi preziosi per aiutare i poveri, la morte della rondine, la statua che viene fusa, il cuore che resiste… Non è stato semplice far afferrare loro il senso della storia, fargli comprendere il sacrificio del principe e della rondine visto che tanti elementi sono stati inseriti, nella storia, per lanciare messaggi diversi, indirizzati più ai grandi che ai piccini, secondo me.

Da adulta posso dire che è una storia commovente e ricca anche di spunti per delle riflessioni più ampie come il ruolo dei politici, la dissolutezza della società, il particolare amore che scocca tra il giunto e la rondine ed anche il principe che ad un certo punto chiede alla rondine di essere baciato in bocca e non su una guancia… 

Ai bimbi, però, qualche elemento è suonato un po’ stonato trattandosi, comunque, di una storia più impegnativa del previsto – per loro – non certo a misura delle favole più semplici e più “da piccoli” che spesso ci troviamo tra le mani.

Belle le illustrazioni, il testo è scritto con caratteri un po’ troppo piccoli per i miei gusti e, in più di una pagina, su un fondo colorato che non rende agevole la lettura soprattutto se si pensa di leggere la storia (come ho fatto io) prima di andare a letto per cui con una luce bassa, accanto al lettino.

Ho voluto proporla per questo Venerdì del libro soprattutto perchè sono curiosa di sapere se qualcuno di voi l'ha letta e che cosa ne pensa...
*** 
Il Pricipe Felice
Oscar Wilde
Fabbri Editori
lire 25.000 - euro 12.91

giovedì 19 giugno 2014

La terrazza proibita. Vita nell'harem (F. Mernissi)

Quella che Fatema Mernissi propone nel libro La terrazza proibita. Vita nell'harem è una biografia della quale sono venuta a conoscenza per caso, in biblioteca. L'autrice, nata in un harem di Fez nel 1940, racconta la sua vita di bambina e propone uno spaccato della vita musulmana visto dagli occhi di una donna, una donna che vive in un harem.
Quello di cui parla Fatema, però, non è un harem come quello che appare più noto all'immaginario collettivo. L'harem in cui vive è una grande casa nella quale si trovano a convivere le famiglie di due fratelli (quella del padre e di suo fratello, zio di Fatema) e, con loro, una schiera variopinta di donne oltre che di servitori.
Si tratta di una casa in cui vigono delle severe regole imposte dagli uomini soprattutto per quel che riguarda dei precisi confini che non possono essere superati. Sono i confini delle mura domestiche oltre ai quali le donne non possono andare, se non in eccezionali situazioni e rispettando, anche in questo caso, delle particolari regole. 
Nell'harem di Fez c'è un luogo speciale... è la terrazza. Una terrazza molto ampia ma anche proibita: un luogo proibito in cui le donne ed i bambini dell'harem si recano costantemente per sognare la libertà. E' in quel luogo che si svolgono delle riunioni nel corso delle quali discutere degli argomenti più disparati, dove si azzardano contatti con i vicini, dove potenzialmente possono sbocciare degli amori partendo da sguardi, da occhiate più intense del solito. 

Il racconto dell'autrice permette di conoscere più da vicino la cultura musulmana ma la lettura mi è risultata un po' troppo noiosa e "lenta" per i miei gusti. Probabilmente mi aspettavo qualche cosa di diverso ed il racconto della vita quotidiana all'interno dell'harem non mi ha presa più di tanto.

Il periodo storico è quello della fanciullezza dell'autrice, tra gli anni quaranta e gli anni cinquanta: il forte senso della tradizione, che traspare dal racconto, inizia a contrapporsi con la necessità di aprirsi alla modernità. La mamma di Fatema, in particolare, ha grandi progetti per sua figlia: la vede come una ragazza e una donna libera che non rinuncia, comunque, alla propria cultura.

Il libro è ben scritto e Fatema è una bambina che inizia a porsi molte domande sia sulla condizione delle donne dell'harem che sulle dinamiche che regolano il rapporto con gli uomini. 
Lo consiglio a chi volesse approfondire la conoscenza della cultura musulmana anche se, per me (opinione ovviamente personale) non è stata una lettura entusiasmante... ammetto anche di aver saltato qualche pagina...

Ho apprezzato le descrizioni soprattutto degli ambienti e delle rappresentazioni teatrali che venivano messe in scena in casa: mi è sembrato di vedere le grandi stanze con ricchi tendaggi, i cortili spaziosi, la terrazza da cui si può vedere l'immensità del cielo così come i personaggi di volta in volta proposti al pubblico. Ne va dato merito all'autrice.

Segnalo, in conclusione, un dettaglio. Mi ha fatto un po' storcere il naso l'uso del trattino che introduce un inciso nelle frasi in modo tale da aprire un inciso senza chiuderlo. Un dettaglio di poco conto, lo ammetto, usato anche in modo non eccessivamente ripetuto ma che, però, ho notato.
Non ci era permesso, per nessuna ragione, camminare su quel tappeto con le babbucce - e men che meno con i piedi bagnati, cosa assai difficile da evitare d'estate, quando il selciato del cortile veniva rinfrescato due volte al giorno con l'acqua della fontana.
O forse perchè Mina riusciva a combinare due ruoli apparentemente contraddittori - danzare con un gruppo, e al tempo stesso danzare controtempo al proprio ritmo.
Delle piccole imperfezioni, come qualche volta l'uso della virgola in modo non propriamente corretto, che però passano decisamente in secondo piano rispetto all'armonia della narrazione.
***
La terrazza proibita. Vita nell'harem
Fatema Mernissi
Giunti Editore
euro 11.90