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giovedì 27 gennaio 2022

La stazione (J. De Michelis)

 


La stazione è, da sempre, considerata un crocevia d’esistenze.

Chi parte per un domani migliore, chi torna dopo un periodo difficile, chi aspetta un amore da troppo tempo lontano, chi è pronto a dare un taglio netto con il passato, chi sbuffa perché avrebbe voluto dormire un’ora in più, chi è in ritardo e non vede l’ora di essere altrove… tutte esistenze che si incrociano e si sfiorano su quei binari, in quelle sale d’attesa, alla fila in biglietteria. A volte, capita, gli sguardi restano persi nel vuoto dell’indifferenza più totale. Altre volte, invece, c’è tempo per un sorriso, per una gentilezza, per un saluto anche ad uno sconosciuto.

La stazione è anche luogo di viaggi per eccellenza. Come quello di un gruppo di ultras che incenerisce tutto ciò che incontra lungo il cammino o come quello di Sonia che si lascia alle spalle un passato difficile ed è su quel vagone per guardare con fiducia ad un futuro tutto nuovo.

O come quello di Cardo, alias Riccardo Mezzanotte, che in quella stazione è arrivato per punizione, in forza alla Polizia Ferroviaria dopo un passato turbolento. Il suo è un viaggio all’inferno: se pensava che il suo incarico alla Polfer sarebbe stato noioso si sbagliava di grosso e ne ha una prova, giorno dopo giorno, quando si trova a tu per tu con il ventre nascosto di quel luogo. Un posto angusto, misterioso, buio dove, invece, brulicano esistenze di cui non sapeva nulla. Sono rifiuti della società? Oppure no? Sarà lì che ha trovato il suo habitat naturale il male? E di che entità può essere, questo male?

Il viaggio, infine, può essere come quello di Laura che sente in modo particolarmente intenso le emozioni altrui tanto da stare male ogni volta che quel dono, dal quale sua nonna l’ha aiutata a schermarsi, prende il sopravvento. Un viaggio in esistenze difficili, in vite sull’orlo del baratro ma anche nei ricordi di un passato che è ancora vivo tra le pareti di quel posto che resta sconosciuto ai più.

La storia narrata dall’autore in oltre 800 pagine è adrenalinica e ricca, ricchissima di informazioni che sono tutte come dei tasselli, più o meno grandi, di un grande puzzle che va a comporre non una ma tante avventure concatenate, tutte ad alta tensione, dove anche il sovrannaturale fa la sua parte, oltre che le intuizioni e le abilità umane necessarie per arrivare a capo di casi difficili.

È una trama ben costruita, con elementi del passato che si incastrano alla perfezione a tutto il resto dando conto innanzitutto di personalità complesse – in primis quella di Cardo e Laura – ma anche di storie che catturano.

La mole del libro (letto in collaborazione con Thrillernord) non è indifferente ma se questo può rappresentare un ostacolo materiale, con un tomo che non si può agevolmente pensare di portare in giro in borsa, non offre assolutamente una storia pesante o ridondante. Tutt’altro. Ho avuto l’impressione che anche quegli episodi apparentemente slegati dal resto (penso al viaggio dei tifosi che apre il libri) nel complesso erano tessere importanti dell’insieme, dando un senso – anche dopo parecchie pagine – a sviluppi inaspettati o a dettagli non trascurabili. Leggendo le avventure di Cardo ho avuto ogni volta l’impressione di essere arrivata alla fine della storia con ancora troppe pagine da leggere per rendermi conto, puntualmente, che la storia era tutt’altro che finita.

Molto ben delineato il rapporto di Cardo con il suo defunto padre, cardine fondamentale di tutta la storia anche quando si può avere l’impressione che non sia così. La parte sovrannaturale non ci stona per niente, anzi… quella sensazione che sia tutto troppo difficile da credere pian piano svanisce.Un romanzo dove niente è di troppo e dove ogni esistenza è importante, anche quella considerata più infima ed insignificante per i più.
***
La stazione
Jacopo De Michelis
Giunti Editore
876 pagine

19.00 copertina flessibile, 12.99 Kindle

martedì 30 novembre 2021

La sentenza della polvere (A Bongiorni)

Ho avuto questo libro con uno scambio ed è rimasto per un bel po' di tempo ad aspettare che arrivasse il suo momento. L'ho lasciato decantare per bene per poi accorgermi di avere tra le mani un noir ben costruito, ben scritto, con un sacco di intrecci che secondo il mio parere sono ben riusciti anche se in alcuni punti ho pensato che magari si stesse un po' esagerando.

 Ho scoperto una Milano violenta, molto violenta, quasi irriconoscibile per chi, come me, è abituato a pensare alla Milano bene, ai monumenti, alla capitale mondiale della moda e del design.

Quella che racconta Alessandro Bongiorni è una Milano oscura, dove è la violenza a fare da padrona legata ad un traffico consistente di droga, a metodi alquanto ortodossi per ottenere informazioni, ad ambienti malfamati, ad un giro di prostituzione non indifferente ma anche ad un ambiente politico luccicante e insospettabile al punto tale da non essere credibile.

Il vice commissario Carrera lavora proprio qui: nella questura di una Milano che ama, in ambienti che presentano una faccia oscura, è vero, ma che hanno quel piglio amorevole e quel calore che solo con una passeggiata in solitaria si riescono a percepire. Quando un giovane viene ritrovato cadavere per overdose sembra tutto nella norma, cose che capitano in quei posti. Ma nel momento in cui ci si rende conto che quel giovane è il figlio del commissario Fenisi che era tossico da tempo ma stava seguendo un percorso di disintossicazione, la situazione prende una piega diversa. 

Carrera si trova ben presto ad indagare nel torbido, partendo da una morte che non sembra poi così chiara come si può pensare. Viene così a conoscenza di un giro d'affari a molti zeri legato alla droga pesante. Eroina: la guerra è a tutto campo contro il traffico d'eroina che, a quanto pare, si consuma quotidianamente - e in modo piuttosto indisturbato - in quella Milano che sembra avere davvero una doppia faccia. Il tentativo di seguire le indagini in sordina, senza attirare troppe attenzioni viene meno quando un giornalista in cerca dello scoop, Sandro Chiodi, inizia a curiosare ma anche quando un politico che ambisce ad un seggio in Europa decide di fare della guerra all'eroina il suo cavallo di battaglia. Tutte variabili, queste, che si intersecano tra loro e che coinvolgeranno, in un modo o nell'altro, Carrera.

La strada appare tutta in salita e l'indagine avrà molti risvolti che rendono la storia ricca ed intricata senza mai, però, diventare pesante. 

L'unica grande difficoltà che ho incontrato, nella primissima parte del romanzo, è stata quella di districarmi con i nomi. L'autore non fa delle chiare presentazioni dei personaggi al lettore: Rodolfo, Rudi, Carrera... ci ho messo un po' a capire che  si trattava della stessa persona: vice ispettore Rodolfo Carrera, Rudi per gli amici. Una volta viene chiamato in un modo, una volta in un altro e sulle prime ho fatto davvero fatica perchè come per lui lo stesso discorso vale per altri personaggi.

Piano piano, però, il quadro si chiarisce e si comprendono legami, amicizia, rapporti interrotti, storie passati, amori precedenti, ambizioni attuali, rimpianti e rimorsi oltre al tanto dolore che la violenza porta inevitabilmente con sé.

Carrera è un vice ispettore molto particolare: è un uomo tormentato (e in alcuni punti mi ha fatto pensare all'Harry Hole di Nesbø) pronto a tutto pur di arrivare al suo obiettivo ma ha anche un cuore grande.

Non mancano colpi di scena e... mi sento di consigliare questa storia a chi ama l'alta tensione e non si scandalizza davanti a metodi non troppo convenzionali ma anceh davanti a scelte discutibili sotto certi punti di vista.

Bel libro, ritmo molto alto, ben scritto, consigliato a chi ama il genere.
***
La sentenza della polvere
Alessandro Bongiorni
Piemme edizioni
571 pagine
17.50 euro copertina flessibile - 9.99 Kindle