Visualizzazione post con etichetta De Agostini editore. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta De Agostini editore. Mostra tutti i post

domenica 7 febbraio 2021

Enola Holmes. Il caso del marchese scomparso (N. Springer)

Chi l'avrebbe mai detto che l'acuto Sherlock avesse una sorella minore? E, soprattutto, che fosse estremamente intelligente, abile, agile, acuta, osservatrice e furba al punto giusto?

Di certo non i suoi fratelli maggiori che, pur sapendo della presenza di questa giovane creatura nata quasi per sbaglio quando loro erano oramai grandi, poco sanno di lei e quel che credono di sapere si dimostra del tutto sbagliato. 

Oltre a Mycroft - tutto d'un pezzo, attento alle convenzioni dell'epoca e fratello maggiore - ecco che arriva lei: una ragazzina piena di telanti coltivati all'ombra non di un ombrellino parasole come le convenzioni dell'epoca vorrebbero ma di all'aria aperta, sotto un bell'albero o in riva ad un fiume. Sa leggere, sa scrivere e fare di conto, ama esplorare nidi di uccelli e vermi, ama pescare ed andare in bici. Questo è quanto lei stessa ammette. Ma Enola è molto di più di tutto ciò e lo dimostra nella sua prima avventura.

Siamo alla fine del 1800 quando da una ragazzina ci si aspetterebbe una certa postura, un certo contegno, modi aggraziati. Enola, però, sfida le convenzioni dell'epoca, coltiva abilità ben diverse da quelle che il resto dalla società si aspetterebbe da una ragazzina come lei e quando si accorge che sua madre se n'è andata decide di non rassegnarsi ma di cercarla. 

Quando i suoi impettiti fratelli arrivano nella sua grande casa e si trovano davanti "...una ragazzina selvaggia educata da una donna selvaggia" e alla quale riconoscono un quoziente d'intelligenza al di sotto della media (sulla base di cosa, poi, i due arrivano a tali giudizi non l'ho mica capito! Tanto più se l'ultima volta che l'hanno vista aveva quattro anni!) decidono - in particolare Mycroft - che è il momento di darle una vera educazione in una struttura adatta. Di cercare la mamma, Eudoria (rimasta vedova quando la bambina era piccola) sembra interessarsi solo lei perché per i fratelli ciò non appare una priorità.

Quella ragazzina considerata poco più di una sciocca, però, dimostra di essere più sveglia del suo geniale fratello e anche del sapiente fratello maggiore, tanto da farla ad entrambi sotto al naso.

Mentre è impegnata a sfuggire ai suoi fratelli e alla strada che hanno in mente per lei, non dimentica il suo obiettivo: cercare sua madre. E' proprio in questo contesto che si imbatte nella scomparsa di un giovane marchese...

Senza scendere troppo nei dettagli della trama devo dire che nella prima parte ho fatto un po' fatica ad ingranare il ritmo di lettura. Mi sono distratta spesso ed ho notato che ogni piccolezza era buona per fare altro... dalla metà in avanti è andata un po' meglio.  

Un libro per ragazzi, è vero, ma devo dire che ne ho letti altri di questo genere che mi hanno catturata molto di più. Avrei gradito maggiore approfondimento sui personaggi, almeno. Avrei tanto voluto conoscere meglio la personalità di quella madre che è protagonista di gran parte della storia ma per la sua assenza,n on oper la sua presenza. Avrei gradito capire cosa potesse esserci sotto alla necessità di andarsene e di lasciare da sola una ragazzina... Credo che ci sarebbe stato da lavorare perchè il personaggio si presta (anzi, i personaggi si prestano) ad un approfondimento maggiore. Anche lo stesso Mycroft... sarebbe stato bello conoscerlo meglio. Sherlock è noto già  di suo ma gli altri no!

Sherlock Holmes non fa una gran bella figura in questa avventura sia per i suoi commenti piuttosto pesanti e segno di una mentalità molto molto gretta sia nei confronti della madre che della sorella (...delle donne in generale) ma anche per... non posso dire per che cosa ma sul finale la situazione mi ha fatto davvero sorridere. Per essere uno che ha fama di risolvere chissà quali misteri mi è sembrato un tantino distratto e poco attento.

Che altro dire... non è un libro che rileggerei e avevo immaginato una lettura molto più scorrevole e coinvolgente di quella che mi sono trovata tra le mani.

E poi mi chiedo.... marchese e visconte sono sinonimi? I conti non tornano... lascio ai lettori capire perché.
***
Enola Holmes. Il caso del marchese scomparso
Nancy Spinger
De Agostini Editore
224 pagine
14.90 copertina rigida - 6.99 Kindle

sabato 7 marzo 2020

Sono Francesco (A.Pellai e B. Tamborini)

Francesco è un ragazzo a cui non manca nulla. Suo padre ha dei progetti per lui, una carta di credito da mettergli a disposizione, tante idee in mente per farlo diventare il bastone della sua vecchiaia non tanto dal punto di vista personale quanto lavorativo.

Ma Francesco è un ragazzo inquieto. Non riesce a comprendere quale sia, con esattezza, la sua strada e si trova in un periodo della sua vita in cui riesce ad intravedere a fatica un equilibrio che gli porti serenità e lo faccia sentire realizzato. Ha tanti amici, è affabile, ha successo con la gente, ci sa fare. Lo sa bene anche suo padre che, probabilmente in forza del suo carattere e del suo modo di fare, già lo vede impegnato in azienda a tenere contatti con i fornitori.

Ad un certo punto della sua vita, però, Francesco si rende conto che qualche cosa gli manca.
Arriva, pur non volendo, lo scontro con suo padre.

Arriva, sempre in virtù di uno scontro anche se di altro tipo, l’incontro con una nuova figura che assumerà un ruolo importante nella sua vita: un prete, Don G., che sembra mandato da qualcuno per aiutarlo.
Non basterà Don G., non basterà Chiara – anch’essa una giovane benestante a cui vanno strette le vesti di ragazza dell’alta società come vorrebbero i suoi – e non basterà nemmeno l’affetto di sua madre ad aiutare Francesco a comprendere qual è la sua vera strada.
Il ragazzo dovrà comprendere da solo quale possa essere il percorso giusto, quello che lo possa rendere davvero felice, che gli alleggerisca l’anima e che lo riempia fino all’orlo. Ecco, questa è l’immagine che gli autori mi hanno trasmesso: quella di un ragazzo che ho assimilato ad un bel bicchiere di cristallo ma pieno poco più della metà. Questo è il Francesco che si mostra all’inizio del libro. Pian piano quel bicchiere di cristallo perde in parte il suo bagliore e si scheggia, anche, ma alla fine è pieno fino all’orlo di un liquido dorato che riluce e illumina di una luce nuova tutti coloro che gli stanno attorno.
In Francesco ha visto la fragilità di tanti giovani che fanno fatica a dare voce alla propria insoddisfazione, alla propria inquietudine. Ho visto un giovane che ha dovuto fare i conti con i suoi sbagli, con le proprie delusioni ma che non si è lasciato abbattere.

Il protagonista mi è rimasto nel cuore non solo per i suoi modi all’inizio stravaganti e che, pian piano, pur restando stravaganti virano verso quella sicurezza che la consapevolezza si porta appresso. Mi è rimasto nel cuore perché Francesco è coraggioso. Non solo nella scelta di vita che fa, radicalmente diversa da quella che suo padre avrebbe voluto per lui, ma anche perché ha il coraggio di affrontare il suo percorso di maturazione e a testa alta ed ha il coraggio di piangere.

E’ un’immagine molto bella quella di un Francesco in lacrime che non teme di mostrare la sua fragilità, che non teme di chiedere aiuto e che non teme di mostrare il suo lato sensibile. Quello che nessuno penserebbe che potesse avere quel mattacchione, abituato a stare sempre al centro dell’attenzione e ad avere successo con tutti.
E’ una storia, quella di Francesco, ambientata in tempi moderni ma che richiama quella di un Francesco vissuto parecchio tempo prima, che si è spogliato di tutto per andare incontro ai poveri e che ha avuto degli amici, dei compagni di avventura che – in un modo o nell’altro – fanno capolino accanto al Francesco di oggi.

Un personaggio che non si dimentica è anche il padre di Francesco. Un uomo tutto d’un pezzo che non accetta le scelte di suo figlio, che si arrende davanti ad una volontà diversa dalla propria tanto da chiudere completamente le porte, senza dare una possibilità a quel ragazzo che, pure, cerca la sua approvazione (anche se da alcuni suoi comportamenti non sembra).
Suo padre gli manca.
E’ un uomo che soffre, suo padre. Soffre come – ne sono certa – soffrono molti padri davanti a scelte dei propri figli che non condividono e non mi sento di giudicarlo. E’ una figura che mi ha rattristata molto, questo sì, lo posso dire. Mi sono anche messa nei panni di quel ragazzo, in una situazione familiare come quella che è venuta a crearsi… ed ho sofferto.

Il libro - letto in collaborazione con Thrillernord - è scritto in modo fluido, scorrevole, semplice, ma non banale. Adatto a lettori giovani ma anche a lettori più maturi che vogliano attualizzare una storia di cui tutti noi abbiamo bisogno.

Ho molto apprezzato, come parte integrante del libro, la parte finale che propone la biografia di San Francesco d’Assisi. L’ho considerata parte integrante del libro perché, secondo il mio parere, aggiunge alla storia quelle sfumature che, in mancanza, potrebbero sfuggire e restare sullo sfondo.
***
Sono Francesco
Alberto Pellai e Barbara Tamborini
De Agostini Editore
352 pagine
14.90 copertina rigida - 6.99 kindle