mercoledì 21 aprile 2021

La famiglia prima di tutto (S. Kinsella)

Una lettura d'evasione ogni tanto ci vuole. Anche stavolta Sophie Kinsella riesce a proporre un personaggio molto particolare che, lo ammetto, in alcuni momenti mi ha anche fatta innervosire per il modo di porsi nei confronti degli altri. 

Fixie Farr è lei il soggetto.

Orfana di padre, si occupa del negozio di famiglia assieme ai suoi due fratelli, James e Nicole, e alla loro madre che è, da sempre, considerata come lo zoccolo duro, la persona che infonde fiducia, che tira le redini. Si tratta di un negozio di articoli per la casa che l'uomo di famiglia, venuto prematuramente a mancare, ha lasciato in eredità assieme ad un motto che era solito ripetere: "La famiglia prima di tutto". 

Quando la mamma dei tre giovani, dopo un malore, decide di concedersi una lunga vacanza assieme a sua sorella lasciando il negozio in mano ai ragazzi, fiduciosa nelle loro capacità di gestirlo al meglio in suo assenza, la situazione precipita.

Eh sì, perché i tre fratelli si rendono conto di non avere la stessa idea, o per lo meno idee compatibili tra loro, di come gestire il negozio: James punta allo scatto di qualità, a maggiore ambizione, ad obiettivi puntati piuttosto in altro; Nicole, sempre con la testa fra le nuvole, sembra vivere fuori dal mondo e propone idee che nulla hanno a che vedere con il negozio; Fixie sembra... avete presente la pallina di un flipper? Sballottata da una parte all'altra prendendo colpi a malo modo? Ecco, questa è Fixie. Da sempre si considera inferiore nei confronti di suo fratello, in debito con sua madre per una vecchia avventura di lavoro andata male, incapace di dire ciò che pensa e di farsi rispettare, pronta a subire qualunque cosa pur di difendere gli equilibri familiari.

Ma cosa vuol dire, realmente, "...la famiglia prima di tutto"? Vuol dire forse che si debba sempre tacere ed essere accomodante pur di non creare frizioni? Oppure vuol dire tirar fuori il carattere per un confrontro, anche duro se serve, ma onesto? Amare un membro della propria famiglia vuol dire essere sempre disposti a soprassedere, a tacere anche quando si vorrebbe urlargli contro, accettare ogni sua scelta senza battere ciglio sacrificando il buonsenso sull'altare del mantenimento degli equilibri familiari?

La vicende che si susseguiranno indurranno Fixie a rivalutare il suo modo di fare ma anche il suo concetto di famiglia e il significato di quell'assunto che suo padre le ha trasmesso con tanta convinzione. Se, poi, agli equilibri familiari si sommano anche delle questioni di cuore un po' ingarbugliate, il cocktail è servito!

Devo ammettere che tutta questa storia ha fatto riflettere anche me sul modo in cui ci poniamo o affrontiamo gli ostacoli quando ci sono di mezzo equilibri familiari. É proprio vero che abbozzare, scansare ai nostri cari gli ostacoli che gli si pongono davanti voglia dire mettere la famiglia prima di tutto? Vuol dire questo?

Ammetto che all'inizio la storia mi è sembrata un pochino piatta e monotona, a tratti ripetitiva. Poi per fortuna ha subito un'accelerazione fino ad arrivare a degli interessanti sviluppi alla vigilia di Natale. Sì, lo so, non è una lettura che si addice al periodo primaverile ma che importa? 

É sempre bello immergersi in uno scenario natalizio, con le lucine, i pacchi regalo, gli oh oh oh e tutto il resto, anche se, una volta chiuso il libro, ci si ritrova con una primavera che fa ancora fatica a trovare i suoi spazi!

Lettura di evasione, per chi non ha grosse pretese ed ama lo stile della Kinsella che non risparmia ironia e qualche stoccata, ogni tanto, strappando anche un sorriso.
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La famiglia prima di tutto
Sophie Kinsella
Mondadori editore
331 pagine
19.00 euro copertina rigida, 12.00 euro copertina flessibile, 7.99 Kindle

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