giovedì 18 febbraio 2021

Il figlio giusto (S. Zecchi)

Il libro di Stefano Zecchi Il figlio giusto ha coperto una distanza di 400 chilometri per arrivare da me. L'ho avuto in virtù di uno scambio. Non lo cercavo, non avevo nemmeno idea che esistesse ma mi ha incuriosita e sono contenta di averlo letto.

Quello proposto dall'autore è il romanzo di una maternità cercata a tutti i costi. La narrazione è proposta dal punto di vista di lei, Francesca, e di lui, Andrea. Una coppia ben equilibrata che si trova a fare i conti con una realtà ben diversa da quanto immaginato: un figlio che non arriva, seppur fortemente voluto.

 

Dando voce ai pensieri della coppia l'autore pone interrogativi importanti: è giusto che una donna insista a voler avere un figlio ad ogni costo, andando anche oltre i limiti imposti dal proprio corpo? È indispensabile avere un figlio per essere completi come coppia? La mancanza di un figlio può mettere in discussione un equilibrio consolidato nel tempo tra marito e moglie?

Francesca vuole un figlio. Dopo aver usato per anni contraccettivi di ogni tipo per evitare tale evenienza sente che è arrivato il momento e propone a suo marito Andrea di coronare il sogno di maternità. Un desiderio normale, la normale estensione di un rapporto di coppia felice ed equilibrato. Quella normalità tanto desiderata, però, non arriva. Dopo vari tentativi Francesca ed Andrea si rendono conto che il tempo passa e il loro desiderio di avere un figlio tarda a realizzarsi. La loro storia viene messa a dura prova dal susseguirsi degli eventi: iniziano a perdersi, ad allontanarsi, a reagire in modo differente a ciò che sta capitando loro.

E non è più il desiderio di un figlio a motivare le loro scelte, quelle di Francesca, in particolare, quanto i bisogno di maternità in quanto tale, quasi la sfida al proprio corpo affinché si decida a svolgere il compito a cui è chiamato.

La prima parte del libro è dedicata a Francesca, ai suoi pensieri, ai suoi ricordi, alle sue aspettative e alle sue decisioni. Parla con un'amica, Francesca. Si confronta con lei, si mette a nudo, riporta a galla ricordi importanti e mette sul piatto aspettative ancora più importanti.

La seconda parte è dedicata ad Andrea: il punto di vista di un uomo, padre mancato, professionista di successo che sente in modo diverso il problema, reagisce in modo diverso e fa il suo percorso, proprio come Francesca decide di fare il suo.

Prima innamorati e complici, poi determinati e calcolatori fino a diventare quasi due estranei. La storia di Francesca ed Andrea non può non risentire di una situazione sempre più pesante che segna in modo profondo il corpo di lei ma anche l'anima di entrambi. Tra loro si fa largo, lentamente ma in modo costante, un'infelicità profonda.

Sono tanti gli interrogativi che si pongono nel leggere una storia di questo tipo. Una storia intensa, dolorosa, toccante. Ci si interroga sui risvolti non solo fisici (perché Federica soffre anche fisicamente) ma soprattutto psicologici di una situazione di questo tipo. 

Personalmente mi sono trovata davanti ad un mio grosso limite: la mancata capacità di consolare, di stare accanto a chi mi è vicino ed ha vissuto o vive una situazione di questo tipo. Mi sono interrogata a lungo su cosa dire, cosa fare e mi sono resa conto di non essere stata presente quanto avrei dovuto ed ora so con chiarezza perché: non ho gli strumenti giusti, non so cosa fare, cosa dire. Sarei scontata, banale, anche irritante, credo. Me lo ha fatto capire Francesca con le sue reazioni davanti a chi si è posto nei suoi confronti, in estrema buona fede, ma con le solite frasi fatte... magari avendo pure alle spalle delle gravidanze portate felicemente a termine (ovviamente non che si possa fare loro una colpa di questo... ma nella situazione di Francesca anche questo incide). Questo libro mi ha posto davanti agli occhi e all'anima il dolore e le difficoltà che una mancata gravidanza provoca nella donna, in primis, ma anche nel suo uomo e, in generale, negli equilibri di un rapporto di coppia. Chi non vive una situazione del genere credo che non possa capire e non possa essere in grado di consolare... Ne ero già consapevole ma Zecchi mi ha fatto toccare con mano i risvolti psicologici a cui, magari, avevo dato poca importanza.

Anche se in alcuni punto o trovato i dialoghi un po' artefatti, un po' troppo strutturati e costruiti per essere spontanei, è una lettura che mi ha toccato le corde dell'anima. E non me lo aspettavo. 

In particolare ho trovato tanta delicatezza e tanta sensibilità da parte dell'autore che riesce a rendere appieno la personalità, i dubbi, i timori, il dramma vissuto da entrambi i protagonisti.
***
Il figlio giusto
Stefano Zecchi
Mondadori editore
255 pagine
17.50 copertina rigida - 7.00 euro copertina flessibile

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