domenica 3 ottobre 2010

Abbiamo vinto! 2487 volte grazie!


Oggi siamo a condividere con tutti Voi una bella notizia: i miei bimbi, nella foto scattata con la loro nonna al mare, hanno vinto il primo premio in palio nel concorso Angeli dell'infanzia indetto dal sito http://www.fiorentinisicresce.it/ in occasione della Festa dei Nonni.

Un'iniziativa di cui siamo venuti a conoscenza per caso, facendo zapping tra i siti ed i blog che si occupano di bambini e alla quale abbiamo aderito con entusiasmo.

Per noi è stata la prima volta... Non avevamo mai partecipato a gare o concorsi in rete*.

Abbiamo messo mano a tutte le nostre conoscenze, reali e virtuali, vicine e lontane, più o meno recenti e vogliamo dire 2487 grazie... Tanti sono i voti che la nostra foto ha ricevuto, di gran lunga superiori alle aspettative più rosee.

Grazie a tutti coloro che ci hanno votato e che ci hanno fatto votare.

Grazie ai nostri amici e agli amici dei nostri amici...

Grazie a tutti i nostri contatti facebook che non si sono spazientini davanti ai nostri continui inviti a votare.

Grazie a tutti i nostri contatti e-mail, anche a quelli che erano per caso nella nostra rubrica e nemmeno si ricordavano di noi ma che, nonostante questo, non ci hanno fatto mancare il loro voto.

Grazie a chi ha coinvolto parenti e conoscenti in un passaparola che si è esteso a macchia d'olio.

Grazie a chi ci ha dato un solo, preziosissimo voto.

Grazie a chi si è fatto portavoce della gara presso tutti i propri contatti.

Grazie a chi ci ha dato una mano con un inaspettato entusiasmo.

Grazie a chi ci ha manifestato un profondo affetto, rispondendo al nostro invito al voto come se i figli in gara fossero stati i suoi!

E allora in alto i calici (noi abbiamo festeggiato rigorosamente con acqua fresca e cristallina!!!) in attesa dell'arrivo dei due libri in palio.

La nostra vittoria ci è stata tempestivamente comunicata via mail ed abbiamo subito provveduto a comunicare il nostro indirizzo per la spedizione oltre che a ringraziare per l'opportunità che ci è stata fornita.

Non appena avremo i nostri nuovi libri, non mancheremo di renderVi partecipi... E' il minimo che possiamo fare, nell'impossibilità di ringraziarVi tutti uno ad uno.

* Parliamo al passato visto che ora ci abbiamo preso gusto e stiamo partecipando ad un'altra gara tutt'ora in corso: si tratta di una mostra-gara di foto scattate dai nostri bimbi durante l'estate. Partecipano tutti e due i miei tesori, ognuno con il suo capolavoro. Si tratta di CANDY CAMERA Con gli occhi di un bambino e le nostre foto sono:
- Greta al mare
http://www.flickr.com/photos/52959134@N02/4887109437/in/pool-candycamera
Per votare basta selezionare i titoli delle nostre foto che compaiono qui:
http://vogliounamelablu.blogspot.com/2010/07/candy-camera-con-gli-occhi-di-un.html (chi volesse votare deve copiare il link sulla barra di naviazione se non funziona cliccandoci sopra)....
Stavolta però abbiamo incontrato un piccolo problema tecnico visto che le nostre foto, quelle che ho caricato io dal mio album pesonale, non si vedono in tutti i pc di chi si collega al sito della gara... Ci spiace un po' ma stiamo comunque facendo propaganda "porta a porta" segnalando che le nostre foto anche se non si vedono sono comunque in gara e visibili ai link indicati sopra. In questo caso il voto può anche essere multiplo per cui si possono votare più foto: chi non l'avesse ancora fatto e volesse gustarsi le foto scattate da un gruppetto di "fotografi in erba" non deve fare altro che sbirciare tra le foto e cercare quella (o quelle) che preferisce votandole spuntando il nome relativo nell'apposita griglia di votazione!
Vi saprò dire... Anche qui siamo un bel po' avanti!

giovedì 30 settembre 2010

La solitudine dei numeri primi (Paolo Giordano)

Lei e Mattia erano uniti da un filo elastico ed invisibile, sepolto sotto un mucchio di cose di poca importanza, un filo che poteva esistere solo fra due come loro: due che avevano riconosciuto la propria solitudine l'uno nell'altra.

La solitudine dei numeri primi si sintetizza qui, in questa frase che arriva a pagina 272 del libro ma che si intuisce presto, molto prima che gli occhi del lettore possano trovare stampate tali parole, nero su bianco. E' quella solitudine che è fatta di silenzi, di parole non dette, di indecisioni. Fatta di schermi, più o meno forti, contro tutto il mondo esterno. Fatta di sofferenza, di sottomissione. Di paure.
Quella solitudine che non è facile riconoscere perché talmente evidente da poter essere scambiata per qualcosa di diverso. O perché talmente palese da mettere paura a chi vi si imbattesse anche solo per un momento.

E' la solitudine di Mattia Balossino, un ragazzino dotato di una particolare intelligenza, tale da compensare l'handicap di sua sorella gemella, Michela. Identici nel fisico ma del tutto squilibrati per tutto il resto. Molto dotato, riflessivo, più maturo degli altri bambini della sua età, lui. "Con qualche rotella fuori posto", lei. Persa in un mondo tutto suo, incapace di stare al passo con i bambini della sua età rispetto ai quali è rimasta molto indietro, come catturata in una bolla di sapone. Tocca a Mattia fare di tutto per adeguarsi a sua sorella, anche subire le umiliazioni che nello spietato mondo dei bambini - che non volendo sono capaci di tanta cattiveria soprattutto davanti a qualcuno che non è uguale a loro - sono oramai quotidiane. E sarà proprio Mattia a fare una scelta che lo segnerà per tutta la vita: invitato ad una festa assieme a sua sorella, la abbandona in un parco "...giusto il tempo della festa poi ritorno, tu non muoverti di qui". Convinto che lei, così incapace di rendersi conto anche del passare del tempo, l'avrebbe aspettato senza problemi. Ma non sarà così. Michela al ritorno di Mattia non c'è.

E' la solitudine di Alice Della Rocca che, a sette anni, ha un brutto incidente in montagna: costretta a sciare da suo padre, lei che non ama affatto questa pratica sportiva ma che è incapace di opporsi alla volontà di lui, si ritrova immobilizzata in mezzo alla neve dopo essere finita fuori pista, allontanatasi dal suo gruppo. Un incidente che lascerà un segno profondo in lei e non solo nel fisico. Le resterà addosso un'insicurezza che la porterà a rifiutare anche se stessa, il suo corpo, per mezzo del cibo.

Bambini che diventeranno adolescenti segnati profondamente dalle loro storie. Adolescenti che si incontreranno quasi per caso e che si accorgeranno fin da subito di essere legati da un filo speciale, quello che - come dice Mattia nella sua mente matematica - lega quei numeri speciali che in matematica vengono chiamati "numeri primi gemelli". Sono due numeri primi separati da un solo numero pari, tanto vicini quanto impossibilitati a toccarsi.
Due storie che si portano appresso tutta la loro drammaticità che si incontrano e si riconoscono silenziosamente. Sanno di essere profondamente simili ma non arrivano mai a fondere le loro vite restando sempre a debita distanza. Forse per la paura di scoprirsi troppo. Forse per la certezza che tanto l'atro non ha bisogno di parole per capire. E' così che tante parole restano non dette, soffocate in gola e represse fino nel fondo dell'anima. E' così che le loro strade si separano, proseguono su binari paralleli per poi ricongiungersi, anche solo per un momento.
E' una storia pervasa da una tristezza di fondo che attanaglia i vari personaggi che compaiono - siano essi i due protagonisti principali che coloro che stanno loro accanto - ed è una tristezza silente, di quelle che si incarniscono nell'anima ma che vengono nascoste dietro una parvenza di normalità, che però normalità non riesce mai ad essere.
Mattia ed Alice vivono in famiglie che non riescono a sopportare il peso del confronto, che non affrontano il problema pur sapendo che un problema c'è.

E sono in entrambi i casi dei problemi che si manifestano in modo inequivocabile ma che lasciano sia Mattia che Alice sempre più soli. Tanto da pensare di poter contare solo l'uno sull'altro, malgrado ciò non venga mai palesato più di tanto. Stanno nella stessa stanza a lungo, Alice e Mattia. Ma stanno in silenzio, rispettando ognuno il silenzio altrui mentre l'io di entrambi vorrebbe dire e fare molto più che stare in silenzio. Condividono momenti di divertimento, Alice e Mattia, ma sono sempre momenti "ovattati" da quello strato di silenzio che non permette loro di condividere davvero quelle esperienze.
Anche la loro separazione sarà consumata in silenzio, lasciando molto in sospeso. Tutto ciò che negli anni a venire, malgrado ognuno percorra una strada diversa, continua a pendere dall'alto sulle loro teste come un aquilone invisibile che li ha seguiti, senza fare rumore, per tutto quel tempo.

Si ritrovano cambiati, cresciuti, ulteriormente provati dalla vita. E si riconoscono appena l'uno nell'altra...
La solitudine di numeri primi è l'opera prima di un giovane autore, Paolo Giordano, che ha meritato appieno tutti i premi che ha ottenuto con questo romanzo. Un romanzo che trovo ben scritto, profondo, toccante, mai superficiale. Anzi, a volte trovo che l'autore calchi un po' la mano su alcune problematiche che emergono con violenza e senza fare sconti. Ma non lo trovo un difetto perché si tratta pur sempre di un romanzo e qualche accelerazione la si può concedere.

A ben vedere non sono storie così assurde come potrebbe sembrare in alcuni punti. La fotografia che Giordano fa dei due bambini, giovani poi, è una fotografia che non viene tratteggiata con i toni del rosa ma che viene mostrata con i suoi toni naturali, un tantino scuriti verso il grigio. Il suo è un romanzo che fa riflettere sulla solitudine, sulla difficoltà di relazionarsi con i propri coetanei ma anche - e soprattutto - con i membri delle rispettive famiglie. L'anoressia, l'autolesionismo, il bullismo, il bisogno di sicurezza scambiato per amore sono problematiche che emergono chiaramente dalla lettura di questo romanzo e costringono a pensare.
Il finale non è quello che mi sarei aspettata ma devo dire che non mi è dispiaciuto affatto. Sarò una voce fuori dal coro ma secondo me è un finale positivo, che lascia un senso di quella speranza che a tratti ho invocato nel proseguire da un capitolo all'altro ma che non ho mai trovato. Il finale che avevo immaginato io sarebbe stato troppo scontato. Il finale di Giordano è doloroso... Ma trovo che non sia un finale negativo.

***
La solitudine dei numeri primi
Paolo Giordano
Mondadori
14.40 euro
304 pag.

mercoledì 29 settembre 2010

Una rana per amica

Dopo aver pianto disperatamente nel momento in cui la mamma se ne andava verso l'uscita della scuola, dopo aver atteso davanti alla finestra che tornasse indietro e lo riportasse a casa, anche per il mio piccoletto iniziano giornate più tranquille alla Scuola per l'Infanzia. L'inserimento procede pian pianino ma con buoni risultati.

Stamattina abbiamo trovato la tecnica giusta per evitare pianti a non finire: la mamma accompagna i bimbi davanti alla porta della scuola ma non varca la soglia... E' la sorellina maggiore che accompagna il piccoletto nella sua aula e l'aiuta a sistemare le sue cose. Lei si sente grande ed utile, lui - anche se si gira verso la mamma un paio di volte prima di dire un "ciao" convinto - non piange più.



Oggi, poi, è arrivato anche il suo primo "lavoro" da grande... Il piccoletto è uscito dalla sua aula, alla fine della mattinata, sventolando una simpatica rana tutta verde, realizzata a scuola con le maestre. "E' il mio lavoro", ha detto orgoglioso e l'ha appeso in cucina in attesa di farlo vedere alla sorellina che rientrerà tra poco più di un'oretta e a papy che invece rientrerà per cena.
Mi ha raccontato di aver usato la colla e di aver appicciato i pezzetti colorati tutto da solo...

Orgoglioso, con gli occhi accesi di una luce nuova, il mio piccino sembra tranquillo ed anche la sua mamma lo è... Più di ieri, dell'altro ieri e della settimana scorsa... Ma eravamo solo agli inizi.

E tu, ce l'hai una rana per amica?

lunedì 27 settembre 2010

Per mille mozzarelle... ho vinto al Tototopo! (Geronimo Stilton)

Vincere una somma di denaro piuttosto sostanziosa potrebbe far perdere la testa a chiunque. Anche ad un topo che può dimenticare improvvisamente le sue origini per darsi alla bella, anzi bellissima, vita. Eh si... La dimostrazione pratica l'abbiamo avuta leggendo Per mille mozzarelle... ho vinto al Tototopo! che abbiamo ricevuto in regalo da Maria Luna e Marco Maria e che è nella versione audiolibro.

Chiamarlo libro è davvero riduttivo. Ed anche audiolibro è riduttivo. Trovo che sia più adatto considerarlo un concentrato di divertimento visto che non offre solo la possibilità di leggere ed ascoltare una delle divertenti storie del topo più famoso nelle librerie (Geronimo Stilton, appunto) ma anche di cantare e di giocare.... Un piccolo concentrato di divertimento che, come indicato nell'ultima di copertina, costa 12.50 euro in libreria.

Il libro è di bella presenza: rilegato con copertina rigida cartonata (15x19 cm le sue dimensioni), si trasforma in un vero e proprio cofanetto di idee visto che alla fine ospita anche un cd audio ed un blocchetto per gli appunti a disposizione dei topo-lettori. Tra le pagine del libro, inoltre, si trova non solo la storia da leggere ma anche qualche altra simpatica attività. Il libro si apre con la consueta (per chi segue Stilton lo è) presentazione dei personaggi per poi dare il via alla storia scritta - anche qui devo dire come di consueto - usando non solo le parole ma anche le immagini e usando caratteri molto allegri e piuttosto eterogenei tra loro. Una storia che arriva fino a pag. 29.

Da pag. 29 in avanti vengono proposte delle attività musicali da effettuare con l'aiuto del cd. Eh si, perché il cd contiene non solo il racconto della storia che si può leggere nel libro (effettuato dalla voce di Stilton) ci sono anche delle canzoncine che possono essere ascoltate e cantate assieme al coro ma anche cantate a mo' di karaoke. Per questo vengono messi a disposizione anche degli "strumenti" da ritagliare dalle pagine del libro come un biglietto di invito da fotocopiare ed inviare agli amici per la serata del karaoke, due palette per le votazioni, un prospetto su cui riassumere chi passa le selezioni e chi no.

La storia raccontata nel cd merita un piccolo approfondimento. Si tratta della stessa storia che si legge tra le pagine ma è molto arricchita di ulteriori dettagli che la allungano al punto tale da permettere alla narrazione di durare la bellezza di 44 minuti (esclusa una sigletta iniziale): ben si capisce che non è facile tenere alta l'attenzione dei bambini per un così lungo periodo di tempo... Magri per ragazzini più grandi ci può stare (anche se ho i miei dubbi) ma per i miei bimbi, che sono più piccini, la narrazione seppur simpatica e ricca di particolari, è troppo lunga. Il fatto, poi, che sia un racconto arricchito di particolari non permette ai piccoli lettori (che sapessero leggere, non è il caso dei miei bimbi) di seguire il racconto sul libro visto che alcune parti mancano.
Si tratta di un libro che fa parte della collana PIEMME Junior e questa storia è la numero 1. Complessivamente la collana è composta da otto storie di questo tipo, sempre con cd e attività varie. Ognuna con gli stessi protagonisti del mondo di Stilton ma con una diversa storia.
A proposito di storia. Un accenno agli avvenimenti narrati. Si parla di una vincita al Tototopo e si parla di un'improvvisa ricchezza di Trappola, cugino di Geronimo.

La storia ha inizio nel locale più "in" della città: La Pantegana de Copacabana... Una storia che narra di ricchezze improvvise, di parentele dimenticate e recuperate, di fallimenti, di fortuna e di sfortuna. Una storiella molto simpatica che merita di essere letta (o ascoltata, dipende dai gusti).
***
Per mille mozzarelle... ho vinto al Tototopo!
Geronimo Stilton
Piemme Junior - audiolibro
12.50 euro

sabato 25 settembre 2010

Una mamma da URL (Patrizia Violi)


Una lettura simpatica, scorrevole, che mi ha fatto sorridere e mi ha messo addosso una certa allegria... Una mamma da URL di Patrizia Violi è un libro che ho conosciuto facendo zapping tra i blog delle tante mamme che affidano alla rete i propri pensieri. Ed è proprio questo, quello delle mamme nei blog, il mondo di cui parla l'autrice nel suo simpatico libro.

Silvia è una donna che vive in quartiere piuttosto "in", ha due figli ed un marito votato all'ecologia soprattutto da quando è stato promosso all'interno dell'azienda per cui lavora. Una donna come tante. Una donna che, come tante, affida i suoi pensieri e le sue riflessioni alla rete: ha aperto un blog, conosce molte mamme blogger, divide il suo tempo tra il lavoro, la famiglia, le amicizie e la rete. Amicizie reali ma anche amicizie virtuali.

Il racconto che Silvia fa della sua vita - di un periodo della sua vita - mi ha fatto sorridere più e più volte. Uno humor frutto di piccole sit com quotidiane, situazioni in cui ognuna di noi può ritrovarsi, con i suoi limiti ed i suoi eccessi, nella normalità di tutti i giorni, nell'eccezionalità di alcune situazioni.

Il rapporto con i figli, con le amiche di sempre ma anche la vita parallela, quella del blog mi hanno fatto pensare a situazioni in cui ogni donna dei nostri tempi più tranquillamente vedersi.

Mi ha fatto davvero sorridere il finale, non tanto per quanto riguarda la sua storia personale quanto per le sorti dell'assessore, marito di una sua amica "in" che mi ha fatto pensare a qualche personaggio che ho avuto occasione di conoscere per via del mio lavoro di giornalista.

Uno stile scorrevole e semplice, quello di Patrizia Violi, che è una sorta di trasposizione in chiave romanzesca della sua esperienza nel blog e con il blog. Autrice che ha dato anche corpo al suo libro aprendo davvero il blog di Silvia. Silvia è ovviamente un personaggio inventato ed il blog che ora è in rete "Ringhiando al mondo" altro non è se non il prosieguo delle riflessioni che Silvia fa nella rete ma nel racconto del libro. O meglio, Silvia - la protagonista del libro - racconta di aver aperto un blog che si chiama in quel modo. Ora, se si va on line, lo si trova davvero il blog di Silvia. Che non è quello si Patrizia perchè il suo, di blog, è un altro... E' davvero divertente continuare a seguire Silvia in questo modo.

E' un personaggio molto simpatico questa donna tuttofare e pronta a rubare minuti preziosi al suo lavoro o alla sua famiglia per andare a controllare la posta elettronica o gli accessi, i commenti al suo ultimo post.

Una mamma da URL è stata una lettura gradevole e leggera, che mi ha permesso di staccare un po' la spina dopo aver letto alcuni libri più pesanti ed impegnativi. Ogni tanto ci vuole. Se poi si riesce a fare qualche risata senza che l'autrice debba usare volgarità di nessun tipo (spesso chi tenta di fare umorismo scade nel volgare... non è questo il caso, assolutamente) ma comunque facendo divertire e facendo anche riflettere sulla vita di ogni giorno.
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Una mamma da URL
Patrizia Violi
B. C. Dalai Editore (collana Pepe Rosa)
17,70 euro
218 pag.

lunedì 20 settembre 2010

Splash! Un tuffo in vacanza (Marta Bartolucci)


“Ma che dici? I compiti delle vacanze anche ai bambini delle scuole materne?”.

Un interrogativo quasi scandalizzato quello che più volte mi è stato rivolto quando mi capitava di parlare del libro che la mia bimba doveva terminare prima di tornare a scuola. Libro che questa mattina è stato riconsegnato in classe, non so ancora con quale esito, ma che è stato completato in tutte le sue 60 pagine.

Splash! Un tuffo in vacanza. Si tratta di un libro di attività indicate per bambini di 4/5 anni che ruotano attorno alle tematiche più comuni d’estate e che mira a tenere “in allenamento” i piccoli nel periodo in cui stanno lontani dalle attività della scuola per l’infanzia.

E’ un libro piuttosto grande nelle dimensioni, con immagini altrettanto grandi all’interno che vanno a strutturare una serie di semplici attività che mirano a rafforzare e verificare alcuni obiettivi didattici come lo sviluppo della percezione visiva, l’espressione di preferenze e scelte, il rafforzamento della conoscenza del viso e delle sue espressioni, contare fino a nove, allenare l’occhio dando sfogo alla propria vena creativa e misurandosi con il “bello” artistico, rafforzare la conoscenza dei colori primari e secondari e così via discorrendo.
L’idea è quella di consolidare le conoscenze acquisite durante l’anno scolastico precedente ed anche porre basi per le conoscenze che arriveranno in futuro. Il tutto, divertendo e dando un tocco di colore alle attività in modo che non risultino pesanti ma giocose e gradevoli da affrontare.
Dopo aver appiccicato sulla prima pagina una foto della mia piccina ritratta al mare (il titolo della foto era “Questo sono io in vacanza”), abbiamo dato un’occhiatina alle varie attività e la mia bimba ha subito scelto ciò che le sarebbe piaciuto fare prima di tutto il resto. La mia intenzione di procedere con ordine è andata miseramente fallita e l’ho lasciata fare. L’imposizione, quando non è necessaria, mi sembra solo una forzatura così ho lasciato a lei la scelta.

Tra le varie attività:
• COLORA BENE – in alcune pagine sono proposti alcuni personaggi da colorare (penso a Pippo di Topolino o a Spiderman per citare qualche esempio). A tal proposito la notazione che mi ha fatto la piccola è che le immagini sono troppo grandi. “Mi stanco a colorare tutto questo spazio bianco”, è quello che mi ha detto più volte. In effetti, si tratta di disegni grandi, a tutta pagina (e le pagine sono 26x28,5 cm) e lei mi ha fatto presente più volte che avrebbe preferito disegni più piccoli, magari più di un personaggio per pagina ma con spazi più piccoli da colorare.
• COLORA L’ARTE – si tratta di un inserto con alcuni riferimenti a vere e proprie opere d’arte e l’invito ad ispirarsi alle varie tecniche mostrate per creare qualche cosa di proprio. La tecnica con i puntini all’inizio l’ha spaventata un po’ ma poi l’ha divertita.
• GIOCHI IN CARTONCINO – sono delle parti staccabili o da ritagliare che richiedono una certa abilità manuale con forbici, colla e simili. Queste attività le sono piaciute…
• UN TUFFO NELLA FANTASIA – sono pagine che contengono storie da leggere e da farsi leggere. Ma c’è una particolarità: il libro è completato da un Cd audio in cui si trovano sia le storie lette da un narratore che le musichette e le canzoni che sono sparse tra le pagine. Ascoltare le storielle è la cosa che le è piaciuta meno. Meglio con le canzoncine che alla fine abbiamo anche imparato.
• LO SAI CHE… - si tratta di spazi in cui vengono fornite informazioni e curiosità.
• PAGINA SPLASH – è una pagina in cui vengono fornite informazioni in genere per mezzo di una canzoncina o di una storiella in rima.

Le attività sono spiegate con delle brevi didascalie evidentemente indirizzate ai genitori visto che i bimbi non sanno ancora leggere a quell’età. Le attività sono, comunque, alla portata di un bambino di 4/5 anni che abbia una certa manualità ed un giusto senso logico. Il tutto con 8.00 euro di spesa. Si tratta di un libro edito da Raffaello, autrice Marta Bartolucci. So che ce ne sono diversi, della stessa collana, anche per bambini delle altre classi della Scuola per l’Infanzia (la mia bimba l’anno scorso ha frequentato il secondo anno) perché quando, assieme alle maestre, abbiamo deciso (io sono rappresentante di classe) se consigliare o meno l’acquisto di questo libro, ne avevano anche una copia per le altre classi ma non so dire se siano strutturate allo stesso modo oppure no perché non le ho viste.
Finite le fatiche estive, ora si riprende il pieno ritmo dell’anno scolastico! Così questa mattina, zainetto alla mano - e con accanto il fratellino - la mia bimba ha "imbracciato" il suo libro delle vacanze pronta a dare prova alle maestre del suo impegno estivo.

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Splash! Un tuffo in vacanza

Marta Bartolucci

Raffaello Editore

8.00 euro

60 pag.

venerdì 17 settembre 2010

Sirena senza coda (Giancarlo Trapanese - Cristina Tonelli)

Un inno alla speranza ed alla vita.

Un invito alla speranza ed alla vita.

Un esempio di speranza e di amore per la vita.

Qualunque cosa essa riservi.
Qualunque sofferenza essa comporti pur di essere vissuta.

Tutto ciò mi ha trasmesso la lettura del romanzo Sirena senza coda, scritto a quattro mani da Giancarlo Trapanese e Cristina Tonelli.

Gemma è cerebrolesa dalla nascita e i medici – molti medici - la davano come spacciata già appena nata. Gemma ora è una giovane donna che solo la tenacia, la forza, la convinzione dei genitori è riuscita a strappare ad una sorte che troppi davano per irrimediabilmente segnata. Per anni, da piccina, non ha potuto trasmettere in nessun modo i suoi pensieri. Il suo “corpo matto” come lei stessa lo definisce, le concedeva pochi movimenti e per lo più sconnessi. Nessuna possibilità di articolare parole, tantomeno frasi di senso compiuto ma solo suoni. Per anni non ha potuto fare altro che immagazzinare informazioni, trattenere emozioni, acuire il suo spirito di osservazione dietro gli stimoli di un padre ed una madre che hanno sempre creduto in lei e che non si sono mai arresi davanti alle inclementi sentenze di chi riteneva che la sorte della piccola fosse più che evidente. Grazie a tanti sforzi e tanta fatica Gemma è riuscita a fare progressi inimmaginabili fino ad arrivare ad esprimere – finalmente – il suo pensiero, con l’ausilio di moderni pc. Gemma ora comunica, si relaziona con il mondo. Con quel mondo che fino a qualche anno prima a lei era precluso. Quel mondo per il quale ha lottato con le unghie e con i denti fino a diventarne parte integrante, non un semplice “accessorio” senza volontà.

Giorgio è un giornalista piuttosto famoso, lavora in Rai ed è giudice in un concorso in memoria di un sacerdote scomparso di recente. Nel leggere a valutare degli scritti in gara si accorge di Gemma. O meglio, si accorge del lavoro di “Sirena Senza Coda”: un’autrice che si firma così e che lo colpisce per la particolarità della scrittura, per la ricchezza dei contenuti ma, allo stesso tempo, per l’originalità con cui vengono costruite frasi dal senso profondo e ricercato. Quasi al di sopra delle possibilità dei giovani studenti ammessi a quel concorso. Da qui inizia la storia. Quella storia che porterà Giorgio e la sua famiglia, suo figlio Riccardo in particolare, a conoscere un mondo nuovo, visto con gli occhi di una speciale Sirena capace di amare la vita fino al midollo, seppur nella sua condizione di diversamente abile.
Riccardo avrà un ruolo molto importante nello svolgimento della storia...

Sirena senza coda è un romanzo che, però, ha il suo fondamento su una storia vera. Sulla vera storia e la vera forza di Cristina Tonelli che ha voluto raccontare, assieme a Giancarlo Trapanese, una storia fatta di speranza e forza di volontà. Un’iniezione di fiducia per quanti si trovano in condizioni di sofferenza ed un esempio per quanti si trovano a vivere momenti “no” di qualsiasi genere.

Un libro scritto con la semplicità lessicale che solo una storia tanto importante è capace di arricchire. Sono i contenuti che mi hanno colpita. Espressi in una forma piuttosto scorrevole ma tutto sommato semplice, è il messaggio che passa ciò che più mi ha segnata.
Mi sono commossa durante la lettura e non faccio fatica ad ammetterlo.
Mi sono resa conto di quanto siano ingiusti certi atteggiamenti, anche miei perché no, di insoddisfazione davanti ai piccoli problemi di ogni giorno. Piccoli problemi se paragonati a quelli che Gemma-Cristina ha dovuto affrontare e sta ancora affrontando.

Tutto si ridimensiona. Tutto diventa più piccolo davanti al grande amore per la vita che questa creatura è capace di trasmettere. E lo trasmette a modo suo, con quel linguaggio particolare, con quelle frasi profonde e lessicalmente uniche nel loro genere. Quel modo di comunicare che ha permesso alla protagonista di far sentire con forza la sua presenza nel mondo circostante.
Nei meandri del racconto, oltre alle difficoltà che la famiglia di Gemma ha dovuto affrontare per dare alla propria figlia i giusti stimoli, emerge con chiarezza la voglia di vivere di quella creatura così a lungo chiusa in quel corpo matto. Ed emerge, con particolare veemenza, quando Gemma si trova a dare un consiglio ad una sua amica, davanti ad una scelta importante.

Il mio inadeguato fisico – dice, o meglio, scrive al pc che è la sua voce – mi ha dato problemi e sofferenze che non immaginate ma se ora mi fosse concesso di tornare alle origini e poter scegliere io se nascere o no, sarei di nuovo qui tra voi. Così come sono.

Una prova di estrema dignità ed estremo amore per la vita, seppur con le sue sofferenze ed i suoi limiti. Discorsi molto toccanti, capaci di far riflettere davvero.

Ed ancora.
Se venti anni fa i mie non avessero ascoltato la mia vocina e mi avessero lasciato andare (si riferisce alla scelta dei suoi genitori di lottare per la loro bambina), non avrei mai gioito della vita. Non è stato facile per loro ma mi hanno desiderata e amata e sanno quanto avrebbero sofferto se non fossi mai nata. Vale sempre la pena vivere, se anch’io, con tutte le mie difficoltà, sono sostenitrice di questo credo sia perché ho conosciuto il dolore e il buio…..
Non si può restare indifferenti davanti a tale testimonianza. E non si può far proprio il messaggio che arriva.
Credo che sia un libro che debba essere letto. Da chiunque e in ogni età. Per non abbandonare mai la speranza e per lottare, sempre, in favore della vita.

Giancarlo Trapanese è un giornalista marchigiano, scrittore, vice caporedattore Rai per le Marche, docente di Teoria e tecnica del linguaggio radiotelevisivo presso la facoltà di scienze della comunicazione dell’Università di Macerata. Nel romanzo è lui Giorgio. E’ lui che incontra Gemma quasi per caso e non vorrà più lasciare che se ne vada dalla vita sua e della sua famiglia.
Cristina Tonelli ha venti anni, cerebrolesa dalla nascita, sogna di fare la giornalista e frequenta il terzo anno del liceo sociopedagocico. Comunica per mezzo di un pc e nel 2008 ha vinto, con una recensione teatrale, il premio giornalistico Volpini di Pesaro. E’ lei quella Sirena Senza Coda che mi ha fatto commuovere e che mi ha trasmesso una gran forza di volontà. E’ lei Gemma. Una ragazza dall’intelligenza straordinaria, fiorita alla vita come un delicato bocciolo. A lei va il mio ringraziamento – per quel che può valere – per aver trasmesso tutto ciò che mi ha trasmesso nello scrivere questo libro che consiglio senza riserve.
***
Sirena senza coda
Giancarlo Trapanese/Cristina Tonelli
Vallecchi edizioni
14.50 euro
281 pagine