martedì 18 agosto 2020

La figlia dimenticata (A. L. Correa)

Vive a New York da tanto tempo ma è francese d’origine. E’ stata adottata dallo zio materno alla fine della guerra e dei suoi anni precedenti non ricorda nulla.

E’ il passato, però, che viene a bussare alla sua porta raccontandole una storia che la colpisce come un pugno nello stomaco.

Con un viaggio nei ricordi che mai avrebbe immaginato di fare, Elise (la protagonista del libro La figlia dimenticata, letto in collaborazione con Thrillernord) scopre di aver avuto una famiglia diversa da quella che lei ricorda così come una madre che è stata costretta a fare delle scelte dolorose.

Scelte compiute per amore ma che per lei, ora che se ne rende conto, hanno avuto il sapore dell’abbandono. Scopre di essere cresciuta in una famiglia che ha dovuto affrontare le brutture di una guerra che ne ha segnato irrimediabilmente le sorti. 

Il racconto prende le mosse da una storia tristemente vera, quella che riporta all’attenzione il massacro effettuato dall’esercito nazista durante l’occupazione del sud della Francia, in un villaggio chiamato Oradur-Sur-Glane.

Il lettore va alla scoperta di quel passato assieme alla protagonista. Un passato che sembrava sepolto ma che, ora, reclama tutte le attenzioni di una donna che inizia a mettere assieme tasselli di cui non aveva memoria.

L’autore racconta di un villaggio che scompare… racconta il coraggio di una madre che, in un contesto del genere, deve rinunciare a ciò che ha di più caro. Racconta una guerra che ha tolto molto a tutti, che ha strappato figli alle proprie madri ma che ha anche spezzato vite innocenti senza alcun motivo. In questo contesto quella madre ha dovuto fare delle scelte che le hanno strappato l’anima ma che rappresentavano le uniche strade da percorrere per poter aspirare ad un futuro.

Io ammetto di aver avuto un dubbio fino alla fine e cioè quale fosse la figlia dimenticata… la storia propone diverse figure femminili addosso alle quali l’aggettivo di “figlia dimenticata” si cuce alla perfezione.

Si cuce addosso a Viera, destinataria delle curiose lettere che arrivano nelle mani di una Elise ormai anziana.

Si cuce a dosso ad Elise ma anche ad un’altra bambina che, per certi versi, è anche lei dimenticata o, se non altro, messa da parte. Questa, almeno, è la sensazione che ha. E questa cosa mi è piaciuta molto: l’autore è stato abile – almeno io così l’ho percepito – a lasciare qualche sospeso per il lettore che non riesce a sapere tutto e subito. Bello!

L’autore propone un racconto potente ma allo stesso tempo delicato.

Propone una storia di morte ma anche di speranza.  Una storia di distruzione ma anche di rinascita.

Propone, soprattutto, un viaggio nella memoria dimostrando come il passato non possa mai essere cancellato anche quando si ha l’impressione che sia così.

E’ una storia che mi ha commossa e mi ha fatto pensare ai racconti di mio nonno, quelli dei tempi di guerra. Siamo in un’altra nazione ma la guerra è guerra ovunque, così come gli occhi terrorizzati dei bambini sono gli stessi in qualsiasi parte del mondo.

Un unico appunto: avrei tanto voluto sapere qualche cosa di più in merito a Viera.
Ma chissà che l’autore non voglia raccontare la sua storia in un nuovo libro?

Secondo me Viera avrebbe molto da raccontare!

***
La figlia dimenticata
Armando Lucas Correa
Casa editrice Nord
384 pagine
17.67 euro copertina rigida - 9.99 Kindle

martedì 11 agosto 2020

Frankenstein (M. Shelley)

Ero andata in biblioteca per restituire un prestito scaduto e non avevo alcuna intenzione di prendere altro in prestito.

Però... quando la bibliotecaria mi ha chiesto: "...ora cosa ti andrebbe di leggere?" e le ho risposto "...veramente vorrei leggere Frankenstein" il suo volto si è illuminato. Mi ha messo in mano un'edizione per ragazzi - quella a destra nella foto - completa di versione audiolibro con la storia letta da Giulio Scarpati dicendomi: "... intanto per farti un'idea. Tra un paio di giorni posso procurarti l'edizione integrale disponibile in un'altra biblioteca".

E così è stato. 
 
La versione per ragazzi è molto semplificata e si tratta di un libro ad alta leggibilità. La voce di Scarpati molto carezzevole ma io ho solo scelto un assaggio in attesa della versione integrale che mi è arrivata tra le mani da lì a poco. 
 
Ho letto una edizione edita da Mondadori nel 1982 abbinata all'epoca, a Il Resto del Carlino.
Ed ho scoperto una storia che non conoscevo affatto, arrivata a me a seguito di adattamenti cinematografici che - ora me ne rendo conto - ne hanno alterato il personaggio.

L'autrice, la giovane Mary Shelley, ha dato vita a quello che per antonomasia viene considerato il mostro: un personaggio nato con un'anima espressiva ed intelligente ma modificato, nel tempo, in un essere inarticolato e mostruoso ogni oltre immaginazione. 
 
Viktor Frankenstein non è il Frankenstein che avevo in mente io.
No. E' uno studioso di scienze consumato dall'ambizione di riportare in vita i defunti. Mettendo insieme le varie parti di cadaveri umani ed animali, riesce a dare vita ad una creatura per la quale, però, prova repulsione e la rifiuta rinnegando ogni senso di responsabilità nei suo confronti. 
La storia di Frankenstein e della sua natura - che nasce come creatura senza identità dalla penna di Mary Shelley - arriva a noi grazie a Robert Walton che, in una serie di missive inviate a sua sorella  (si tratta di un romanzo scritto in forma epistolare) racconta la storia di un uomo in cui si imbatte durante un viaggio verso il Polo Nord. Durante tale viaggio si imbatte in Frankenstein che, in condizioni disperate, racconta la storia sua e della sua creatura.
 
Frankenstein racconta di aver messo al mondo una Creatura rifiutata da tutti per via del suo aspetto mostruoso ma molto sensibile e di gran cuore. Abbandonata a se stessa, la Creatura è profondamente sola ed infelice tanto da cercare, prima, un codice di comunicazione adatto per essere accettato da quelli che considera i suoi simili fino a trasformarsi, un rifiuto dopo l'altro, nel mostro contro il quale tutti puntano il dito. 
 
Quando nasce, dunque, il mostro? 
Quando vengono assemblati pezzi di cadavere o quando l'incapacità di accettare il diverso, mostrata dalla società dell'epoca, rifugge ed attacca quella creatura che, invece, ha tanto affetto da dare?
La Creatura tenta di ritagliarsi un posto nel mondo ma ben presto si renderà conto che un posto, con il suo aspetto mostruoso, non c'è.
Eppure non ha chiesto lui di nascere
Non ha chiesto di nascere con quell'aspetto e quelle proporzioni. 
 
Monta, in lui, una profonda voglia di vendetta che sfocerà in gesti degni del peggior mostro del mondo.
La Creatura diventa davvero ciò che tutti pensano che sia ma la verità è che non era così che avrebbe voluto essere.
 
E' una storia che mi è piaciuta e mi ha permesso di conoscere un personaggio che era arrivato a me alterato rispetto alla sua origine: una Creatura che diventa malvagia per causa di forza maggiore, odiata e cacciata da tutti, senza ottenere alcuna pietà pur essendo mosso dalle migliori intenzioni. E per quale motivo lui, invece, dovrebbe avere pietà per chi non ne ha nei suoi confronti? Se non può suscitare affetto, allora seminerà terrore contro il mondo che lo rifiuta e contro colui che, per primo, lo ha rifiutato subito dopo aver visto il frutto della sua creazione.

Lo stile narrativo in alcuni punti è un po' ridondante, non posso non dirlo, soprattutto nelle descrizioni della parte finale del libro quando non vedevo l'ora di sapere come la storia fosse andata a finire ma l'autrice ha sembrato di voler temporeggiare un po'.,
 
Con Frankenstein nasce l'icona dello scienziato pazzo ma anche quella della creatura frutto di una forzatura della natura umana. Motivo di riflessione anche questo.
 
E poi... la storia della biblioteca non finisce qui perchè la bibliotecaria mi ha messo tra le mani un volume meraviglioso.... Mary e il mostro: amore e ribellione. Come Mary Shelley creò Frankenstein.
Ne parlerò prossimamente ma è una vera meraviglia! 
***
Frankenstein
Mary Shelley
Mondadori Editore
276 pagine
in allegato a Il Resto del Carlino (anno 1982)

lunedì 10 agosto 2020

Le ossa della principessa (A. Gazzola)

Proseguono le avventure di Alice Allevi, frutto della penna e della fantasia di Alessia Gazzola.

Alice - per chi non la conoscesse - è una specializzanda in medicina legale che è un tantino sbadatella ma che ama il suo lavoro ed ha delle doti che in pochi sono disposti ad ammettere o, addirittura, ad intravedere dietro la sua goffaggine.

Nelle sue precedenti avventure - Le ossa della principessa è parte di una serie che ha per protagonista Alice - l'abbiamo vista impegnata come singolare assistente del commissario Calligaris che le chiede sempre più spesso di vestire i panni di una singolarissima assistente. Calligaris le chiede anche stavolta di aiutarlo soprattutto per via del suo spirito d'osservazione, per la sua testardaggine, per la sua attenzione ai particolari ed anche per il suo buon cuore. 

E se, da una parte, il suo lavoro all'istituto di Medicina Legale richiede la sua competenza dal punto di vista medico, il suo impegno accanto a Calligaris chiede che vengano messe in campo tutte le altre sua abilità, quelle che non hanno niente a che fare con camici e bisturi.

In questo volume Alice è sempre meno presente in obitorio ma sempre più presa da indagini diverse, quelle accanto Calligaris, appunto.  E onestamente questo suo allontanarsi dalla medicina legale non mi piace più di tanto... La preferisco alle prese con le autopsie e con i suoi colleghi (Conforti compreso).

A parte questo, stavolta Alice è alle prese con un singolare ritrovamento: delle ossa di una giovane scomparsa anni prima accanto alle quali è presente una corona che sembra una di quelle usate nelle feste di compleanno delle bambine.

Il ritrovamento se, da una parte, porta un minimo di risposte alla famiglia della ragazza scomparsa, dall'altra apre un panorama inquietante, legato alla scomparsa di Ambra, una collega di Alice. Alla fine del volume precedente eravamo rimasti proprio con la notizia della sua scomparsa.

Verrà a galla una storia piuttosto intricata, legata a degli scavi archeologici e a dei ritrovamenti, risalente a qualche tempo prima e che si collega - nessuno avrebbe potuto immaginarlo - anche ad Ambra.

Lettura scorrevole, formato comodo da portare in borsa, copertina rigida, storia che si lascia leggere e che riserva qualche sorpresa lasciando però anche alcuni sospesi, soprattutto per quanto riguarda le vicende personali di Alice.

La struttura della storia è molto simile alle precedenti, con Alice che viene "sottratta" alla sua vita in istituto per svolgere - a modo suo delle indagini - e mi auguro che nella prossima avventura venga introdotto qualche cosa di più originale, soprattutto dal punto di vista della vita della nostra protagonista un po' sbadatella. Mi aspetto una evoluzione nel personaggio. Ci sarà?

***

Le ossa della principessa
Alessia Gazzola
Tea Libri
344 pagine
10.00 euro copertina rigida - 5.00 euro copertina flessibile - 6.99 euro kindle

giovedì 6 agosto 2020

Hypnos (G. Saladini - V. Mastronardi)

In una Vienna misteriosa del 1889 un giovane commissario dalla bellezza conturbante, che vive con la sua sorella gemella altrettanto bella, si trova ad indagare su omicidi di prostitute di alto borgo collegati alla morte di Rodolfo D’Asburgo. Una morte attorno alla quale appare difficile fare chiarezza e la cui vera causa, a quanto pare, è destinata a restare celata ai più a salvaguardia degli equilibri politici dell’epoca.

Si cerca di far passare la notizia della morte di Rodolfo come un suicidio, nella camera da letto del castello di Mayerling, il 30 gennaio 1889. L’erede al trono dell’impero austro-ungarico, però, non si è realmente suicidato ma è stato ucciso e con lui la giovanissima baronessa Maria Vetsera, sua amante.

In questo contesto si inserisce la figura di Sigmund Freud: impegnato a curare con le proprie sedute ipnotiche l’isteria della sorella del commissario, è un uomo che ha un alto senso della morale, convinto che l’ipnosi possa essere utilizzata per curare le persone senza, però, superare determinati limiti. Limiti che, invece, vengono travalicati senza fatica da chi ha imparato a manipolare la mente per scopi ben diversi da quelli in cui Freud crede.

Una diversa visione della potenza dell’ipnosi, dell’uso della stessa e, soprattutto, un diverso senso della morale che cambia le prospettive.

Gino Saladini, medico legale e criminologo, e Vincenzo Mastronardi, psichiatra e criminologo clinico, libero docente universitario, ipnologo, sono gli autori di un libro che mi ha spiazzata visto che mi aspettavo qualche cosa di completamente diverso.

Avevo immaginato che fosse un libro per ragazzi (forse l’immagine di copertina, non so) ed ero del tutto fuori strada!

 I due autori – le cui mani si fondono alle perfezione visto che non traspare in nessun modo la doppia origine (dal punto di vista stilistico) del romanzo – conoscono bene ciò di cui parlano e lo si capisce dalla struttura del racconto, dalla dovizia dei particolari, dalla cura per le descrizioni sia fisiche, circostanziali che storiche.

In una Vienna lussuriosa, dove luci ed ombre di un’esistenza apparentemente tranquilla si alternano agli eccessi legati alle pulsioni della carne, si alternano vicende che portano il lettore a scoprire i misteri della mente umana.

Hypnos – attorno a lui ruota la storia - è un personaggio misterioso, avvolto in una nube d’ombra che lo rende quasi intangibile ma che, allo stesso tempo, ha una concretezza tale da provocare conseguenze irreparabili, a seguito delle proprie azioni. Freud non lo sa ma è una figura sfuggente ma capace di essere anche dove non dovrebbe…

E’ il protagonista indiscusso di un libro che va letto con attenzione per tenere ben presenti i parallelismi, anche temporali, che vengono proposti.  Hypnos fa parte dell’Evidenzbureau, il servizio segreto austriaco impegnato a mettere a tacere le notizie che tendono a sfuggire di mano sulla morte di Rodolfo. E’ un personaggio ossessionato dalla figura del commissario e di sua sorella ed è attorno a loro, oltre che agli omicidi sui quali il commissario stesso sta indagando, che si strutturano le sue mosse.

Hypnos è un libro che va letto con attenzione perché vengono proposti dettagli che sulle prime possono sembrare insignificanti, circa il ruolo dei vari personaggi, ma che pian piano si incastrano alla perfezione fino ad arrivare ad un finale ad alta tensione.

Hypnos è un personaggio molto particolare che riserva delle sorprese in un thriller psicologico che non solo indaga in una torbida e lussuriosa realtà di una Vienna del passato ma indaga nelle perversioni della mente umana e delle capacità (o possibilità) di influenzare determinati meccanismo tramite l’ipnosi.

***

Hypnos
G. Saladini - V. Mastronardi
Sonsogno Editore
237 pagine
16.00 euro copertina flessibile - 9.99 kindle

mercoledì 5 agosto 2020

Quello che ancora non sai di me (V. Bramati)

Probabilmente avevo bisogno di una storia così. Una storia leggera ma non banale, che pone l’attenzione su diverse questioni piuttosto serie ma senza essere pesante, che invita a riflettere ma senza angosciare il lettore.

La storia proposta dall’autrice nel libro Quello che ancora non sai di me - che ho letto in virtù della collaborazione con Thrillernord - è quella di persone come ce ne potrebbero essere tante, con storie non molto lontane dalla realtà ma, allo stesso tempo, capaci di far pensare.

Caterina è sulla soglia del matrimonio con il fidanzato storico ma sente il bisogno di un cambiamento. La sua non è una situazione poi così strana: ha tutto a portata di mano per essere felice eppure sente che qualche cosa le manca.

Luca è un avvocato che ha scelto di fare una vita diversa da quella che suo padre avrebbe voluto per lui. Ha deciso di non praticare la professione – se non in modo sporadico – per occuparsi di ragazzi che hanno bisogno di un tetto sulla testa e di un ambiente sicuro. E’ il responsabile di una casa-famiglia i cui ospiti sono adolescenti con un passato (ed anche un presente, in alcuni casi) difficile alle spalle.

Carla è il trait d’union tra i due. E’ una parrucchiera che mi ha fatto pensare a quelle professioniste del mestiere che hanno sempre a che fare con le vite degli altri e che riescono, come nel suo caso, ad allontanare i propri, di pensieri, per accogliere quelli degli altri e a diventare anche amiche delle loro clienti tanto da confermarsi, per loro, come punto di riferimento.

La storia prende avvio dalla scelta di Caterina di trasferirsi al nord e viene narrata dall’autrice proponendo i punti di vista dei tre protagonisti. La stessa vicenda viene raccontata da tutti e tre ed ognuno coglie aspetti diversi, sfuggiti all’altro, dando così una sorta di immagine tridimensionale delle vicende. All’inizio ho avuto l’impressione che la ripetizione di alcune circostanze fosse un po’ noiosa (tanto so come va a finire, mi dicevo) ma poi, andando avanti, mi sono resa conto che sono necessari tutti e tre i punti di vista per avere una visione d’insieme. E se alcuni dettagli vengono ripetuti sono sempre proposti con sfumature diverse.

La prima osservazione che ho fatto una volta chiuso il libro è relativa a Caterina: ha dimostrato di essere una donna coraggiosa soprattutto affrontando il suo disagio, il suo stato d’animo senza cercare delle certezze che la potessero sostenere. Riesce a fare un’analisi oggettiva della situazione che sta vivendo e riesce ad affrontarla apertamente. Mi è sembrato tutto molto facile, lo ammetto… non so se nella realtà sia davvero così che funzioni però è pur sempre un romanzo e un minimo di semplificazione dell’evoluzione di determinate situazioni ci può stare.

Ho molto apprezzato lo spirito con cui Luca affronta la quotidianità e l’ho ammirato per questo realizzando che è proprio vero… quando ci si occupa degli altri spesso si mette da parte la propria vita ma non è giusto che sia così!

Lo stile dell’autrice è molto semplice e scorrevole, in alcune espressioni ammetto anche di aver storto il naso perché la perfettina che è in me si sarebbe espressa in altro modo ma io non scrivo libri per cui…

E’ una storia che riserva qualche sorpresa e che è un buon intrattenimento per chi cerca una lettura senza troppi pensieri. E credo che ognuno degli ospiti della casa famiglia avrebbe una storia da raccontare… chissà che in futuro l’autrice non voglia farci un pensierino!

***
Quello che ancora non sai di me
Virginia Bramati
Giunti Editore
300 pagine
14.90 copertina flessibile - 9.99 Kindle

domenica 2 agosto 2020

Tra corpo e anima (L. Ulitskaya)

Non è facile, per me, recensire l’ultimo libro di Ludmila Ulitskaya che ho avuto modo di leggere in virtù della collaborazione con Thrillernord. Non è facile perché non ho molta familiarità con la letteratura russa e anche perché non amo particolarmente i racconti.

Ho voluto superare i miei limiti questa volta leggendo Tra corpo e anima: un libro che pone in primo piano l’anima dei protagonisti (proprio come indicato dal titolo che, in questo caso, è perfettamente calzante) i loro limiti e le loro fragilità ma anche i loro sentimenti e le loro aspirazioni. Lo fa mettendo in relazione i vari personaggi con le convenzioni di una società, quella “idea russa” che sono caratteristiche del suo Paese di provenienza.

Protagoniste dei racconti di Ulitskaya sono le persone, le loro vite, la loro esistenza fisica in continua relazione con la loro anima. L’autrice somma esperienze di vita quotidiana all’incontro ideale tra l’aspetto corporeo e quello spirituale, del corpo e dell’anima.

In particolare, le attenzioni dell’autrice sono concentrate sulle figure femminili che sono dominanti rispetto a quelle maschili: sono racconti che si avvicinano molto al mondo delle favole e che, in alcuni casi, sembrano lasciare il lettore in sospeso, come se dovesse immaginare un finale.

L’autrice parla di vita e di morte, di libertà (come nel caso di Alice acquista la morte dove la protagonista vivrà situazioni che le dimostrano quanto la vita sia imprevedibile) ma anche di ambizioni (come nel caso di Zenja che si oppone alle convenzioni che vorrebbero le donne tra i fornelli per perseguire la sua vocazione scientifica) così come, in generale, di legami.

Legami più o meno forti che si trovano spesso davanti a cambiamenti inaspettati e a sconvolgimenti di fronte improvvisi che mettono alla prova i protagonisti.

Sono certa che non sia stato facile tradurre il testo dei vari racconti: in alcuni punto, lo ammetto, avrei fatto una diversa scelta dal punto di vista lessicale soprattutto per quanto riguarda l’uso dei verbi.

E’ un libro che consiglio a chi ama sperimentare, a chi non si ferma davanti al significato letterale delle parole ma si lascia guidare dalla curiosità di scendere più in profondità fino a toccare le pieghe di racconti che, ad una prima lettura, possono lasciare perplessi ma che hanno sempre un messaggio da trasmettere. 

Non è un libro semplice, però. Basta approcciarsi alla lettura con tale consapevolezza per non trovarsi troppo spiazzati soprattutto se, come me, con la letteratura russa non si ha molta familiarità.

***

Tra corpo e anima
Ludmila Ulitskaya
La nave di Teseo
240 pagine
18.00 euro copertina flessibile - kindle 9.90

sabato 1 agosto 2020

Rocco l'allocco e Alfonsino il topino amici per la pelle (Robo & Momo)

Un libro da sfogliare, leggere e scarabocchiare.
Rocco l'allocco e Alfonsino il topino amici per la pelle è tutto questo.
E' un libro da sfogliare per farsi rapire dalle simpatiche immagini.
E' un libro da leggere: da farsi leggere nel caso di bambini troppo piccoli per farlo da soli, da leggere non appena se ne ha la capacità. I caratteri grandi, le frasi semplici, il testo a sinistra alternato con le illustrazioni a destra rendono tutto facile ed immediato.
Un libro da scarabocchiare: eh sì! Perchè sono stati lasciati appositamente degli spazi bianchi nelle pagine in modo tale che il bambino o la bambina che l'avesse tra le mani possa renderlo un po' più suo, personalizzandolo.
Ovviamente questo non vuol dire che sia un libro da maltrattare, tutt'altro.
Permettere di disegnare tra le pagine o anche scarabocchiare, perchè no, vuol dire anche avere fiducia nei giovani lettori che vogliano, sì, personalizzare il libro ma ricordando sempre che va rispettato e conservato con cura.
La storia, poi... semplice e bellissima.
Rocco e Alfonsino sono due amici. Vivono nello stesso grande albero ma uno tra i rami e l'altro ai suoi piedi.
Sono così diversi tra loro, Rocco e Alfonsino, eppure sono legati da un'amicizia grande.
L'uno vola e l'altro no.
L'uno ha le ali e l'altro una lunga e sottile coda.
L'uno ha due occhioni grandi, l'altro due orecchie simpatiche.
Sono diversi. Ma l'amicizia supera la diversità e la loro storia dimostra come non si debba necessariamente essere uguali, avere le stesse caratteristiche, gli stessi gusti, le stesse predisposizioni per volersi bene.
La loro è un'amicizia semplice, fatta di piccole cose che, ai loro occhi, diventano grandi proprio perchè condivise.
La loro è una quotidianità che non ha bisogno di effetti speciali per essere piacevole e per donare momenti di condivisione indimenticabili.
E sta qui, se vogliamo, l'insegnamento che arriva da questa storia: l'amicizia non ha spazio per la diversità e non servono gesti straordinari per gustare appieno la felicità di ogni giorno.

Può un libro piccino piccino trasmettere tutto ciò? Certo che sì! E credo che stia a noi grandi trasmettere valori semplici ma importanti ai nostri figli, partendo anche dalle storie, da storie come questa, che non sono mai banali!
***
Rocco l'allocco e Alfosino il topino amici per la pelle
Robo & Momo
Graphe.it
11.90