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sabato 19 novembre 2022

Il circo delle illusioni (A. Parikh)

Siamo nel 1938, in un circo itinerante - Il Mondo delle Meraviglie - che porta la magia e la suggestione offerta da grandi artisti in giro per l'Europa.

Il celebre illusionista Theo Papadopoulos ha una figlia a cui pensare: una ragazzina costretta in sedia a rotelle per via della poliomelite, orfana di madre, sveglia e con un sogno ben chiaro in testa, quello di diventare una scienziata. Una ragazzina protetta in modo quasi ossessivo da suo padre, tanto da sentirsi inutile ed isolata in qualunque ambiente perché diversa.

Sul loro cammino arriva un ragazzo, Alexandre, ritrovato da Lena esanime in una tappa del tour del circo: è malridotto, orfano ed ebreo, sfuggito ai nazisti.

I due ragazzi si comprendono, si riconoscono, si affezionano l'uno all'altra. Ma si è in tempo di guerra, gli ebrei rappresentano un pericolo per tutto il circo che li ospita e Theo, che ha preso il ragazzo sotto la sua ala protettrice, ne è ben consapevole. Tra tradimenti da parte di persone fidate, allontanamenti, scommesse vinte, tenacia e forza di volontà, i destini di Theo, Alexandre e Lena li porteranno a percorrere strade diverse. Si perderanno e sfideranno la sorte per tentare di ritrovarsi fino a rischiare tutto, anche la loro stessa vita.

La storia si snoda lungo decenni di dolore, di perdite, di distanze che appaiono incolmabili. Il mondo del circo appare come un mondo magico non solo per la presenza di tanti artisti ma anche perché sembra offrire una realtà alternativa a quella fatta di bombe, di violenza, di morte. Sotto questo punto di vista devo dire che, essendo nel periodo della seconda guerra mondiale, ho avuto qualche dubbio sull’effettiva condizione degli artisti che appaiono davvero lontani dai rischi che un conflitto mondiale si porta dietro.

Ad un certo punto ho anche pensato che la storia fosse un tantino scontata soprattutto quando sono emersi dei sotterfugi, delle bugie che avrebbero avuto sicuramente un risvolto prevedibile soprattutto quando diventano la base di un rapporto tra persone intelligenti. Ad un certo punto le vicende si sono svolte così come avevo immaginato ma è stato un attimo visto che, poi, ci sono state delle ulteriori evoluzioni inaspettate e capaci davvero di  depistare il lettore.

Viene affrontato il tema della disabilità, che all'epoca altro non era se non un handicap estremamente limitante, tanto più per una ragazzina. Un handicap che si somma, però, alle ambizioni di una giovane donna per la quale, all’epoca, era impensabile un futuro da scienziata. Tematiche affrontare non con superficialità ma dimostrando, da parte dell’autrice, anche un certo approfondimento attorno al tema della poliomelite, dei rimedi messi in campo, delle terapie messe a punto. In un’epoca in cui inclusione, uguaglianza ed autonomia non erano certo scontate, la storia di Lena e di suo padre (superprotettivo nei confronti della ragazzina) fa pensare che non tutte le porte fossero chiuse anche in quel periodo storico così delicato. Mi piace pensare che non fosse così anche nella realtà, non solo nel romanzo.

Si tratta di una storia frutto della fantasia dell’autrice – anche se la ricostruzione storica è piuttosto fedele ed alcuni personaggi sono realmente esistiti o sono ispirati a persone realmente esistite – che porta speranza nell’ambito di un’epoca in cui era proprio la speranza la prima che si perdeva e dove spesso si perdeva la vita.

Il mondo del circo è suggestivo ed ammaliante: siamo dopo l’età dell’oro della magia statunitense ma in un periodo in cui distrazioni come quelle offerte dagli artisti sotto ad un tendone erano considerate come necessarie in certi ambienti e per offrire una parvenza di normalità. Come, ad esempio, nel campo di concentramento Theresienstadt (citato e realmente esistito) che era in realtà un luogo di raccolta e smistamento di prigionieri ma veniva fatto passare per luogo in cui l’alta concentrazione di artisti, di intellettuali ebrei mitteleuropei facesse pensare a qualche cosa di diverso di un semplice luogo di passaggio verso la morte.

Viene affrontato in modo efficace anche il tema dell'amore, quello con la A maiuscola che viene reso al lettore con vicende che lo declinano in tanti modi diversi, non sono quello tra un ragazzo e una ragazza.

Ad un certo punto ho avuto la sensazione che mancasse qualcosa per quanto riguarda la caratterizzazione dei personaggi, come se si facessero degli accenni velati a situazioni che, invece, da lettrice avrei voluto conoscere. Gap recuperato poi strada facendo.

Bel libro. Lettura consigliata.
***
Il circo delle illusioni
Amita Parikh
Giunti editore
418 pagine
14.90 euro copertina flessibile, 9.99 Kindle

martedì 17 marzo 2015

La contea dei ruotanti (F. Bomprezzi)

Lui non ci sarà. Franco Bomprezzi, autore del libro La Contea dei Ruotanti non sarà presente alla presentazione della nuova edizione del suo libro - la terza - che arriva a 16 anni di distanza dalla prima. 
Bomprezzi è venuto a mancare di recente, nel dicembre dello scorso anno, ed in suo omaggio è stato messo a punto un appuntamento al quale avrei parteciperei molto volentieri se solo fossi un po' meno lontana.
Il 28 di marzo prossimo, alle ore 11.30, presso la Sala conferenze della Casa dei Diritti intitolata a Franco Bomprezzi (Via De Amicis 10 - ingresso senza barriere Via Fabbri 9 a Milano) il suo romanzo sarà presentato alla presenza di Lella Costa, Sibyl von der Schulenburg, Padre Giuseppe Bettoni, Gerardo Bombonato, Marco Bomprezzi e Simone Fanti del Corriere della Sera. 

Io ho appena terminato di leggerlo, il suo libro. E devo dire che mi ha spiazzata. Eh si, perchè non ho mai pensato alla disabilità in questi termini.

La Contea dei Ruotanti è un posto futuristico in cui la disabilità è la normalità e i "diversi" sono i camminanti, coloro che non stanno su una sedia a rotelle. Ogni ambiente è concepito a misura di ruotante, cioè pensato per rendere normale la vita di chi - essendo costretto su una carrozzina - in un ambiente diverso troverebbe indubbiamente difficoltà e barriere, architettoniche e non solo.
Ed è la stessa società ad essere al contrario. 
Non ci sono barriere architettoniche di nessun tipo. Persino gli ambienti più prestigiosi dal punto di vista artistico sono stati riconcepiti a misura di ruotante demolendo scalinate da sostituire con comodi scivoli, tanto per citare un esempio.

Una società di questo tipo è frutto di una rivoluzione che ha avuto, in testa, un leader che ha saputo trasmettere di forti ideali, tali da creare un ambiente chiuso in se stesso dove sono banditi coloro che verrebbero abitualmente considerati normali
Tant'è che si arriva addirittura a pensare che i medici debbano intervenire geneticamente qualora un bambino concepito sano da due ruotanti corra il rischio di nascere camminante. Si arriva al paradosso ma il messaggio che viene lanciato è chiaro.
Visto che la società ha sempre lasciato ai margini i disabili, creando un mondo a misura di persone normali (passatemi il termine... è per far capire il concetto...) ci si è ribellati cambiando completamente la prospettiva creando una Contea in cui tutto viene concepito a misura di chi è in carrozzina. 
Ad un certo punto gli equilibri faticosamente raggiunte all'interno della Contea vengono sbilanciati dalla cattura di un camminante che deve seguire un percorso di riabilitazione... in carrozzina. Anche questo è al contrario: è colui che cammina che va riabilitato affinchè sia al pari di tutti gli altri... e questo compito viene affidato ad una bellissima ragazza in carrozzina che dovrà confrontarsi con dei sentimenti e dei tumulti interiori che la portano a mettere in discussione l'intero sistema, nel quale ha sempre creduto.

Gli ingranaggi iniziano ad incepparsi tanto che emerge un certo malessere in coloro che, fino a quel momento, hanno sempre accettato e condiviso i principi del capo assoluto della rivoluzione che ha portato alla costituzione della Contea: Giovanni delle Ruote Nere.
Qualcuno inizia a contestare un sistema così rigido, fatto di regole così chiuse e atte ad escludere i "diversi", i non ruotanti. 
Noi non volevamo una Contea per soli handicappati, noi volevamo essere la misura delle cose e dei servizi, aspiravamo a un mondo migliore, nella misura in cui anche i camminanti avrebbero potuto comprendere i propri errori, fare autocritica e ricominciare da capo, senza arroganza e senza prevaricazioni. Sono stanca di vedere carrozzine dappertutto! 
Sono questi i pensieri rivoluzionari che iniziano a circolare tra i più giovani. Sono questi i pensieri che iniziano a far cambiare le cose o che, per lo meno, tentano di farlo.

Senza voler togliere il gusto della lettura svelando la trama nei dettagli, mi limito a dire che un romanzo di questo tipo cambia completamente la prospettiva delle cose e fa riflettere. Fa riflettere circa la necessità di un cambiamento, affinchè realmente non ci siano "diversi" ma tutti siano sullo stesso piano, tutti messi nella condizione di avere le stesse opportunità attuando una vera uguaglianza, concreta, che non sia fatta di tante belle parole.

A sedici anni di distanza dalla prima edizione di questo libro trovo che si tratti di un romanzo molto attuale che invita alla riflessione sul concetto di normalità così come su quello di diversità, che propone argomenti spesso considerati come "scottanti" quali i sentimenti, l'amore, il sesso.

Ammetto che sulle prime mi è sembrato un racconto paradossale. Ma il paradosso accende la riflessione e lascia il segno. E' un romanzo che consiglio a tutti e che, credo, vada letto con occhi attenti e mente aperta affinchè il messaggio che passa non scivoli addosso al lettore ma ne faccia un "...ambasciatore di pace" proprio come si ritroverà ad essere Paolo, il camminante protagonista della storia.

Se posso permettermi un appunto, ma si tratta più di una considerazione di carattere personale che di una critica, non mi è piaciuta la grafica utilizza per i discorsi diretti con il trattino all'inizio e alla fine della frase e il punto che chiude il discorso dopo il trattino. Ma si tratta di un dettagli che passa in secondo, terzo, quarto, centesimo piano davanti a tutto il resto.

Parte del ricavato della vendita del libro verrà devoluta alla Fondazione Arché Onlus di cui l'autore è stato un grande amico e sostenitore. Può essere acquistato a 10.00 euro direttamente dal sito dell'editore con spedizione gratuita.