lunedì 16 settembre 2019

Felicità per umani (P.Z. Reizin)

Nel leggere le primissime pagine di Felicità per umani ho subito pensato al film War Games: correva l'anno 1983 e si ipotizzava un mondo in cui le macchine iniziassero ad acquistare autonomia al punto tale da sfiorare una guerra mondiale, per loro iniziativa.

Siamo un bel po' di anni dopo e la storia raccontata da Reizin parte dallo stesso presupposto: IA - intelligenze artificiali - create dall'uomo, diventano talmente autonome da riuscire a vagare nella rete ed arrivare addirittura ad interrogarsi su sentimenti, gusti ed emozioni. IA che controllano la vita umana e che ne influenzano l'evoluzione al punto tale da creare situazioni che, senza interferenze di questo tipo, probabilmente non si sarebbero mai verificate.

E' quello che succede a Iari e Iaia: due algoritmi che vagano nella rete, spiano vite, si intromettono in un modo o nell'altro per modificare gli eventi. Lo fanno a fin di bene, questo è i loro intento, ma quando subentra una terza IA che viene messa in circolazione dai programmatori allo scopo di riportare ordine, la situazione cambia.

A farne le spese, o comunque, a subire le conseguenze del comportamento di Iari e Iaia, sono due umani in cerca della felicità: Jen e Tom.
Si incontrano - non certo per caso - si innamorano ma vivono una storia molto particolare.

Non è un romanzo rosa punto e basta. Si parla di amore, è vero, ma l'autore offre diversi spunti per riflettere sul rapporto tra uomo e macchine, su dove si potrebbe arrivare e su quanto gli eventi possano sfuggire di mano.

Secondo il mio parere l'autore si dilunga troppo in diverse situazioni rendendo la narrazione più lenta e a tratti noiosa soprattutto nella seconda parte. I personaggi principali, Jen e Tom, sembrano vivere in una bolla di sapone e a tratti ho trovato assurde alcune situazioni. Sono personaggi che restano piatti, che non acquistano spessore nel corso della storia. E il ruolo degli algoritmi ad un certo punto troppo pesante. Credo che l'autore avrebbe perfettamente reso l'idea anche senza calcare troppo la mano. Se penso, poi, a come la situazione si risolve mi domando: non lo si poteva fare prima ed evitare tante complicazioni?


Onestamente mi sarebbe piaciuto approfondire maggiormente l'aspetto che riguarda il rapporto tra Tom e suo figlio. Un ragazzo particolare che sembra quasi comparire per sbaglio in una storia in cui gli viene riservare poco spazio e senza una particolare incisività. Verso la fine ha anche un ruolo importante ma sembra quasi una macchia scura su un foglio bianco più che un personaggio in un certo qual modo determinante ai fini degli sviluppi della storia. Ho avuto questa impressione e mi sarebbe piaciuto che avesse maggiore rilevanza, che venisse approfondito un po' di più come personaggio.

Non è un libro che rileggerei. Lo consiglio a chi fosse alla ricerca di una lettura leggera che offra qualche spunto di riflessione, anche divertente, ma senza troppe aspettative. Sono più di 500 pagine ma non ha niente a che vedere con letture di pari pagine ma decisamente più impegnative e strutturate che ho letto di recente.
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Felicità per umani
P. Z. Reizin
Rizzoli Editore
506 pagine
20.00 euro

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