martedì 14 gennaio 2014

Voglio prenderti per mano (A. Hood)

Una bellissima bambina in copertina, fiocchetto rosso in testa, abitino rosso, occhi a mandorla. Il libro che mi è stato regalato a Natale dalla mia amica Cristiana, che ringrazio per l'azzeccatissimo dono, è stata una delle prime letture di questo nuovo anno. 
Dopo aver letto il libro della Murgia che parla di eutanasia e di maternità, mi sono trovata tra le mani un libro che parla di voglia di maternità, di abbandoni, di adozioni, di maternità. 
Libri diversi, luoghi diversi ma pur sempre situazioni collegate a bambini e a madri.
In questo caso, nel libro Voglio prenderti per mano l'autrice - Ann Hood - parte da un'esperienza vissuta per dare vita ad un libro che, seppur non del tutto autobiografico, narra situazioni che lei stessa ha vissuto da vicino.

La storia è ambientata a Providence, nel Rhode Island.
Maya ha un'agenzia di adozioni che si chiama Filo Rosso, come quel filo che lega ogni bambina - così dice - alla madre a cui è destinata. Bambine. Solo bambine. Perché Maya si occupa di adozioni di bambine dagli occhi a mandorla abbandonate nel loro Paese, dalle loro madri, dalle loro famiglie. Quelle bambine, spesso abbandonate su un gradino o sotto un ponte, sono destinate a diventare - anche se non tutte - bambine felici, amate, allegre e spensierate, lontane però da quella cultura nella quale sono viste come esseri inutili e non desiderati, solo perché femmine. 

Ho fatto un segno su una delle ultime pagine nella quale è condensata la realtà che si ha dietro agli abbandoni di figlie femmine in Cina.
...centocinquantamila neonate abbandonate in Cina ogni anno, forse di più; una politica del figlio unico che prediligeva i maschi; il fatto che in Cina fossero i maschi a ereditare proprietà e denaro anche di antenati morti da tempo; in alcune province (...) si poteva avere un secondo figlio solo se il primo era femmina.
"Capisci Charlie?" diceva "Possono tentare di avere un maschio, ma se anche la seconda volta è femmina allora viene abbandonata". 

E' questo, in sintesi, il quadro relativo agli abbandoni di bambine in Cina. 

L'autrice narra, in parallelo, la storia di coppie che non riescono ad avere figli e quella di donne che sono costrette ad abbandonare le loro figlie in Cina. I capitoli non hanno un titolo ma il loro titolo è un nome: il nome del personaggio, o della coppia, di cui l'autrice intende parlare. Si avverte, in questo modo, il netto contrasto tra donne che soffrono per la loro mancata maternità e che darebbero tutto pur di avere un figlio, le paure di una coppia che è sul punto di decidere per un'adozione, con la disperazione di donne a cui viene strappata una creatura dalle braccia, con l'inganno o che, per necessità, si trovano a dover assecondare gli ordini di un uomo che non ne vuole sapere di un'altra femmina in casa. Si passa da una storia all'altra in un turbinio di sentimenti che rende la storia palpitante. In tutto ciò, tra le coppie, le donne rimaste senza le loro bambine e le piccole in attesa di adozione, c'è anche la storia di Maya che non è solo colei che permette il ricongiungimento dei due capi di quel filo rosso, ma che è una donna, ed una madre. Su di lei non posso dire di più perché svelerei dettagli del racconto che meritano di essere scoperti pian piano dal lettore.

Posso dire che il libro mi è piaciuto e mi ha fatto molto pensare alla mia doppia maternità. Leggendo quelle storie ho rivisto me stessa in attesa, della prima poi del secondo figlio, ho riportato alla mente quelle sensazioni e quelle paure. Ma mi sono anche potuta immedesimare, seppur in parte, in tutte le altre donne di cui si racconta una storia unica e particolare, diversa da tutte le altre seppur accomunata dalla maternità, in un senso o nell'altro, mancata o agognata, conquistata o perduta.

L'unico passaggio in cui sono rimasta un po' perplessa è relativo al fatto che viene raccontato di una donna sola che adotta una di quelle bambine. Sulle prime, a dire il vero, ho anche avuto delle perplessità sulla possibile esistenza di un'agenzia che si occupa di adozioni ma poi, non conoscendo il settore, l'ho preso come un dato di fatto attorno al quale non discutere. Sull'adozione da parte di una donna sola ho delle perplessità...

lunedì 13 gennaio 2014

Accabadora (M. Murgia)

Non è una nuova uscita ma raramente mi capita di leggere libri appena usciti, tantomeno se sono molto pubblicizzati. Il libro "Accabadora" mi è stato suggerito in biblioteca: ero alla ricerca di un libro di un autore italiano ma non avevo idee precise circa la storia. Mi sono ritrovata tra le mani un libro che ha vinto il Premio Campiello nel 2014 di un'autrice che conoscevo solo di fama non avendo ancora letto nulla di suo.
E' un libro che mi ha incuriosita già dalla copertina e che, una pagina dopo l'altra, mi ha permesso di conoscere una terra (anche se in un modo molto particolare) che non conosco più di tanto: la Sardegna.

Dalle prime righe del libro, capitolo primo:
Fillus de anima. 
E' così che li chiamano i bambini generati due volte, dalla povertà di una donna e dalla sterilità di un'altra. 
Di quel secondo parto era figlia Maria Listru, frutto tardivo dell'anima di Bonaria Urrai.

Bonaria Urrai è una donna che non ha avuto figli suoi ma che ha preso con se la piccola Maria. 
Maria è una bambina che ha vissuto, con equilibrio, la situazione di figlia naturale di una donna che l'ha ceduta ad un'altra che, a sua volta, l'ha amata e cresciuta come figlia sua.
Bonaria Urrai è una donna misteriosa. Rispettata nel paese per qualche cosa di misterioso che la piccola Maria non riesce ad afferrare appieno fino a che non si troverà davanti ad una realtà che la sconvolge. La donna che l'ha cresciuta è una "Accabadora", colei che finisce. E' una donna che pone fine alle sofferenze di chi si trova sul letto di morte.

L'autrice affronta il tema dell'eutanasia proponendo una storia che arriva dalla sua terra, dalle sue radici. Una storia che invita a riflettere e che pone la stessa Maria in una situazione di iniziale rifiuto assoluto ma successivo momento di riflessione. 

Il libro mi è piaciuto. Non avevo mai letto nulla su un argomento tanto delicato e, se non me l'avessero consigliato in biblioteca, probabilmente non sarei mai andata a cercarlo.

Nel corso della narrazione capita spesso che l'autrice usi il suo sardo: all'inizio questa cosa mi ha un po' indispettita perchè pensavo di fare fatica a seguire alcuni passaggi del discorso ma poi, pian piano, mi sono abituata a questo modo di scrivere e mi sono immedesimata ancora di più in quella terra, in quegli ambienti. Nei ringraziamenti posti in coda al libro ho letto un ringraziamento dall'autrice ad una persona "...per avermi guarita dalla paura di usare il mio sardo". Leggendo queste poche parole mi sono resa conto che, come è capitato anche a me, l'autrice in partenza si è posta il problema di usare o meno il sardo. Credo che la scelta sia stata azzeccata.

Con questa lettura partecipo alla gara di lettura Monthy keyword reading challenge.
Nel titolo non c'è nessuna delle parole chiave indicate ma nella copertina compare l'OCCHIO ed anche il FUOCO delle candele.


sabato 11 gennaio 2014

Il Profeta. Entrare nel segreto della vita (K.Gibran)

Ho letto diversi libri di Gibran, alcuni li ho anche riletti più volte negli anni ma questo, "Il Profeta. Entrare nel segreto della vita", l'ho avuto tra le mani solo di recente dopo aver avuto a che fare, in modo piuttosto intenso, con alcuni passi da esso tratti.
Qualche anno fa ho partecipato ad un corso di dizione e, come saggio di fine corso, il nostro insegnante ha scelto alcuni passi di questo libro che, assegnati ad ognuno di noi, diventarono i protagonisti di un pomeriggio di letture e musica. Lo ricordo come fosse ora tanto più dopo aver letto tutto il libro nella versione edita da DEMETRA srl. Si tratta di una edizione piuttosto vecchia, risalente al mese di giugno del 1996, ma che ho trovato perfettamente conservata nella libreria di casa e che non ho potuto non leggere.

Chi conosce Gibran non ha bisogno di molte spiegazioni. Per chi non lo conosce posso dire che non si tratta di un racconto, di una storia, di una biografia. Le sue sono pillole di saggezza, più o meno strutturate in racconti, che in questo libro prendono la forma di risposte a domande che la gente di Orfalese - città nella quale il Profeta ha trascorso anni di solitudine - gli pone su molteplici aspetti della vita di ogni giorno. Risponde sulla morte, sul matrimonio, sull'amore, sul tempo, sul conversare... Riflessioni intense, profonde e capaci di lasciare il segno. Per lo meno su di me.
Quella di Gibran è una saggezza che in molti hanno bollato come "semplicistica". 
A ben guardare, quella de Il Profeta è una saggezza che non deriva da una particolare estrazione religiosa: contiene non saggezza cristiana, né buddista, né mussulmana, né induista. Non si rifà ad una qualche grande religione o filosofia. Raccoglie, invece, molto di quanto sta alla comune radice di tutte queste religioni e di altre ancora.
Quella di Gibran è una voce che si rivolge direttamente all'io profondo degli uomini ed in questo libro lo fa in modo spesso così semplice e diretto da essere disarmante, quanto vero e profondo. 

Questo è il primo libro con cui partecipo alla gara di lettura Monthy keyword reading challenge 


Nel titolo ho trovato la parola "SEGRETO" che è una delle parole chiave indicate e, a ben guardare, in copertina compare l'albero di una nave ed anche "ALBERO" è una parola chiave. 

venerdì 10 gennaio 2014

Alfabeto - Il Venerdì del libro

Quest'anno la Befana ha pensato bene di evitare i dolci e portare ai bimbi qualche cosa di meno goloso per le papille gustative ma non per la loro voglia d'imparare. Tra le varie cosine trovate nelle calze segnalo, per questo Venerdì del libro, un albo della serie "Sillabari e fantasia" sull'alfabeto. Si tratta di un bell'abecedario che permette ai bimbi di imparare divertendosi, ritagliando, disegnando, incollando e giocando con le lettere. 
In tutte le pagine di destra sono proposte le lettere che danno vita, grazie a magici ritagli e all'aiuto della colla, a dei simpatici personaggi il cui nome inizia per quella lettera.
Davvero ben fatto e molto gradito sia al piccoletto che l'ha ricevuto nella sua calza (e che frequenta la prima elementare... io la chiamo ancora così...) che alla sorellina più grande. 
Ci siamo davvero divertiti (e ci stiamo tutt'ora divertendo visto che diamo vita a due lettere al giorno) a crare l'anatra o l'hotel, all'erba e alla balena così come a tanti altri personaggi ed oggetti che richiamano la lettera dell'alfabeto con cui iniziano.
Abbiamo anche scelto una scatola per tenere tutti le letterine che prendono vita ed anche una più piccola per raccogliere le frasi che, frasi brevi e concise, che vengono proposte in abbinamento ad ogni lettera.
E' un albo che consiglio calorosamente: costa 4.90 euro, è edito da EDIZIONI DEL BALDO ed è un prodotto nuovo visto che è stato messo sul mercato - così mi ha detto chi me l'ha venduto - da qualche mese. 





Nella prima pagina Alfabeto, perchè questo è il suo nome, si presenta. Dice di essere un alfabeto da costruire creando pagina dopo pagina simpatici personaggi. Vengono anche date, con chiarezza, le indicazioni per i passaggi un po' più complicati (ma è tutto molto semplice, garantisco), e viene illustrato, in alto a destra, quello che sarà il risultato finale dopo l'assemblaggio dei vari pezzi.
Trovo che sia adatto per bambini che iniziano ad avere familiarità con le letterine ma anche quelli più grandicelli lo apprezzeranno, soprattutto se amano la manualità, se amano costruire e realizzare cose nuove.
Consigliato.

martedì 7 gennaio 2014

Libri a peso 2014

Ho iniziato il 2014 con diverse interessanti novità sul fronte "libri". Una di queste è stata, senza dubbio, la possibilità di acquistare libri a peso. Mi era già capitato nel marzo dello scorso anno ed avevo fatto una buona scorta e mi sono nuovamente imbattuta in quel fantastico tavolo dei libri a peso qualche giorno fa. 

A dire il vero, l'esperienza precedente mi ha soddisfatta per metà visto che non tutti i libri acquistati in quel modo mi sono piaciuti ma quando si compra un libro il rischio che non possa piacere c'è sempre... per cui... 


Questa volta ho cercato di limitarmi per evitare di accumulare tanti, troppi libri in casa ancora da leggere. Ammetto di essere stata guidata, nella ricerca tra i vari titoli disponibili, anche dalla gara in corso in questo periodo (per chi non avesse seguito il post precedente si tratta del Monthly Keywords Readings Challenge!

http://www.libri-stefania.blogspot.it/2014/01/monthly-keywords-reading-challenge.html

Per questo, quando ho visto un libro che conteneva la parola "giardino" non ci ho pensato su due volte e l'ho preso senza nemmeno leggere la trama. Il "giardino" mi interessava in quanto è un termine a cui si può collegare la parola "albero"... ci saranno degli alberi in un giardino, no? Comunque lo terrò come lettura di riserva visto che per la gara ne ho altri in mente.

Per gli altri, Il bambino della casa numero 10 mi aveva incuriosito navigando su Amazon quando mi aveva colpito sia la copertina che la trama... Me lo sono ritrovato tra le mani ed è finito nel carrello.
Histoire d'O... bhè... l'ho preso al volo visto che avevo in mente da tempo di leggerlo e pensavo quasi di prenderlo in prestito in biblioteca ma... a quel prezzo....
A proposito di prezzi, Histoire d'O mi è costato 1,83 euro, Il bambino della casa numero 10 è costato 2,55 euro  e Il giardino di dio (è scritto minuscolo sulla copertina e così lo scrivo anche io), è costato 2,41 euro. A ciò, ho aggiunto due albi con adesivi per i bimbi: Cuccioli per il maschietto per poco meno di un euro e Bella Sara con tanti cavalini ed adesivi scintillanti per la principessa di casa a poco più di un euro. Che dite, potevo forse resistere? Ora la fatica sarà nello stare lontana da quel supermercato perchè altrimenti, lo so, tornerei con altri libri.... e per ora credo di essere a posto!


sabato 4 gennaio 2014

Monthly Keywords Reading Challenge!

Nel corso del 2013 ho partecipato alla sfida "Io leggo italiano" lanciata da La Fede Librovora (non ho vinto niente... vabbè.... ma è stato comunque divertente partecipare) ed è proprio grazie ad una sua segnalazione che sono venuta a conoscenza di una nuova sfida lanciata per il 2014. A dire il vero mi è sembrata ancora più stimolante e, a prescindere dai risultati che riuscirò a raggiungere, mi sono iscitta con molto entusiasmo.

Si tratta della Monthy keyword challenge! di Serena. Sono una new entry come follower del suo blog ed ammetto di non essermi mai imbattuta prima in suoi post ma partecipo comunque con entusiasmo alla sfida.
http://serenaricominciadaqui.blogspot.it/2013/12/2014-monthly-keyword-reading-challenge.html

Si tratta di una sfida di lettura che prevede l'indicazione, all'inizio di ogni mese, di un elenco di parole attorno alle quali ruota il tutto: per accumulare punti è necessario che la parola (o le parole... rinvio qui al regolamento preciso) si presente nel titolo (la parola esatta o un collegamento di idee) oppure la parola sia rappresentata nella copertina.
Es. se la parola è GIARDINO, nel titolo del libro deve essere presente la parola stessa, o una ad essa coorelata come ad esempio GIARDINIERE oppure un giardino deve essere presente in copertina anche se il titolo non lo richiama. Ogni opzione comporta l'accumulo di un diverso punteggio.

Forte, no? Io sono pronta alla sfida. Ora termino di legge il libro che ho per le mani da un paio di giorni poi si parte. Sarà divertente cercare titoli con delle parole chiave in essi contenuti... Non ho mai partecipato ad una sfida del genere e mi entusiasma davvero.
Per chi volesse seguire il mio percorso, come ho fatto nel post di presentazione della sfida dello scorso anno, aggiornerò questo spazio con i libri letti con rinvio, di volta in volta, alle relative recensioni.

Buone letture a tutti. 

Ps. se qualcuno volesse darmi qualche suggerimento sui titoli da prendere in considerazione per accumulare più punti tenga conto che le parole chiave di gennaio sono le seguenti:

Le mie letture del mese di gennaio per un totale di 91 punti (che mi hanno permesso di essere la prima in classifica per il primo mese di gara):

"Il Profeta. Entrare nel segreto della vita" di K. Gibran (la parola SEGRETO è nel titolo e sulla copertina compare l'ALBERO di una nave);

"Accabadora" di Michela Murgia (in copertina compare un OCCHIO nel volto della bambina ed anche il FUOCO delle candele);

"La figlia della fortuna" di Isabel Allende (nel titolo si legge la parola FORTUNA e nella copertina compare un OCCHIO nel ritratto della protagonista);

"La vita a passi di musica" di Lucia Forani (nel titolo del libro compare la parola "MUSICA", nella copertina compare la "MUSICA" visto che ci sono tante note musicali e già una sola nota musicale è musica. Compare anche un "ALBERO" con una singolarissima chioma di note al posto delle foglie (il punteggio per la parola MUSICA nella chioma dell'albero non mi è stato assegnato perchè considerata un'associazione d'idee e non un'immagine della parola. Io non sono d'accordo perchè la musica si rappresenta con le note musicali ma va bene comunque così);

"Un segreto nel cuore" di Nicholas Sparks: nel titolo compaiono due parole chiave quali "SEGRETO" e "CUORE" mentre nella copertina compare un uomo che si trova di profilo, in riva al mare, con sulle spalle un bambino e si vede un OCCHIO sul suo viso.

"L'isola del faro" di Sebastiano Ruiz Mignone: nel titolo compare la parola chiave FARO, nella copertina si vede un FARO, si vede un ALBERO ed anche un OCCHIO visto che sono ritratte delle persone.

Nel mese di febbraio le parole chiave sono le seguenti:

Ed io partecipo alla gara con le seguenti letture per un totale di 97 punti:

"Tre uomini in barca" di J. K. Jerome: compare la parola BARCA nel titolo, sulla copertina i tre uomini sono su una BARCA.

"Concerto in memoria di un angelo" di E. E. Schmitt: sul titolo compare la parola ANGELO, sulla copertina si vede una BARCA e si vede anche uno SCOGLIO (non è stato considerato valido). La donna in copertina, inoltre, ha i capelli NERI.

"Caduto fuori dal tempo" di D. Grossman: sul titolo compare la parola TEMPO e sulla copertina si vede uno SCOGLIO.

"La ragazza dietro la maschera" di S. Knightley: sul titolo compare la parola MASCHERA e la ragazza in copertina indossa una MASCHERA sul viso. inoltre, lo sfondo della copertina è NERO.

"La barca dei sogni" di E. Moser: sul titolo compare la parola BARCA, la parola SOGNI e sulla copertina si vede una BARCA (anzi, due a ben guardare), e sul lato destro del libro si intravede uno SCOGLIO (non è stato considerato valido) .

"Detective al mare" di M. Venturini: sul titolo compare la parola DETECTIVE, sulla copertina i due bambini si affacciano da uno SCOGLIO (non è stato considerato valido) e si vede una BARCA (anzi due) in mezzo al mare. I due bambini in copertina sono NERI così come è NERA la lente.

Ed ora via alla gara per il mese di marzo con le seguenti parole chiave:

Rispetto alle parole date nello schema controllando l'elenco pubblicato da Serena nell'apposito spazio in cui raccoglie tutte le parole mi sono accorta che c'era anche FIORE... me ne sono accorta qualche giorno fa per cui non l'ho preso per niente in considerazione.
Ebbene, per il mese di marzo partecipo con le seguenti letture per un totale di 99 punti:

"Stelle, starlet e adorabili frattaglie" di G. Cappelli: sul titolo compaiono STELLE e STARLET, sulla copertina è NOTTE e in cielo ci sono le STELLE (ma credo che la parola stelle presente sulla copertina non valga perchè è la parola bonus e vale solo sul titolo);

"L'isola del tesoro" di R. L. Stevenson: compare la parola TESORO sul titolo e sulla copertina si vede il TESORO;

"Il principe dei fulmini" di M. Lawrence: sul titolo compare la parole FULMINI, sulla copertina si vedono i FULMINI, la PIOGGIA ed è NOTTE. Inoltre, il guerriero ha in mano una spranga di FERRO;

"La lunga notte" di L. Castillo: sul titolo compare la parola NOTTE e sulla copertina è NOTTE, il cielo è squarciato da un FULMINE;

"Percy Jackson & gli dei dell'Olimpo - Il ladro di fulmini" di R. Riordan: nel titolo compare la parola FULMINI e nella copertina è NOTTE, il ragazzo ha in mano un FULMINE;

"La prima stella della notte" di M. Levy: nel titolo compare la parola STELLA e la parola NOTTE. Viene rappresentata una scena al tramonto, non so se la si può considerare NOTTE. Giorno non è di certo.

Nel mese di aprile la gara è in stand by. Letture libere, dunque.

Con l'arrivo del mese di maggio sono arrivate le nuove parole per la gara. Sono le seguenti:


Nel mese di maggio ammetto di aver selezionato i libri guardando più al contenuto che alla gara. Le parone non erano semplici da abbinare, ad esempio, ad immagini sulla copertina (pernso a sempre, ultimo, verità) e negli altri casi mi ero imbattuta in libri dalla trama che poco mi entusiasmava. Così, ho preferito scegliere qualche cosa che potesse andare incontro ai miei gusti sacrificando il punteggio ma garantendomi delle letture gradevoli. Inoltre ho anche deciso di non comprare nemmeno un libro per la gara: ho passato in rassegna le biblioteche della zona... Ho un bel po' di libri che attendono di essere letti e non mi andava l'idea di doverne comprare ancora di nuovi.
Detto questo, per il mese di maggio partecipo con:

"Il tempo della verità" di G. Cooper che propone la parola VERITA' sul titolo;

"Il grande libro delle piccole storie" di A. Rocard che propone la parola STORIE sul titolo. Nella copertina c'è un personaggio intento a leggere una STORIA e ci sono dei bambini INSIEME a lui;

"La spia che venne dal freddo" di J. Le Carré che ha la parola FREDDO sul titolo e sulla copertina si vede uno scenario invernale, con la neve, riconducibile al FREDDO;

"La regina dei sogni" di Divakaruni con la parola REGINA in copertina; 

"Il gioco delle verità" di S. Casati Modignani con le parole GIOCO e VERITA' in copertina;

"Ultima fermata: Auschwitz. Storia di un ragazzo ebreo durante il fascismo" di F. Sessi che ha nel titolo le parole ULTIMA e STORIA.

Complessivamente, dunque, ho usato sei parole: verità, storie, freddo, regina, gioco, ultimo.

Per il mese di giugno siamo in gara con le seguenti parole:
Ed io di libri ne ho letti solo cinque. Mi sono imbattuta in due libri che mi sono piaciuti poco e la cui lettura è andata a rilento proprio perchè mi sono sentita poco catturata... Così, ho letto:

"Quando volano le farfalle" (F. Alessi) che è stato un vero e proprio calvario però conteneva la parola FARFALLE nel titolo e nella copertina si vedono le FARFALLE;

"Ogni giorno della mia vita" di Nicholas Sparks che contiene le parole GIORNO e VITA nel titolo;

"La terrazza proibita. Vita nell'harem" di F. Mernissi con le parole PROIBITA e VITA nel titolo;

"Il canto delle farfalle" di V. Marcati che contiene nel titolo la parola FARFALLE e si vedono FARFALLE sulla copertina;

"Il giorno dell'ombra" di N. Sahgal che contiene le parole GIORNO ed OMBRA nel titolo, inoltre nella copertina si vedono degli occhi che in parte sono in OMBRA.

Ora si riparte con le parole di luglio che sono le seguenti:
Ed ho letto:
"Il Mistero degli Elfi" di Geronimo Stilton che contiene nel titolo la parola ELFI e degli ELFI si vedono nella copertina;

"Il giro del mondo in 80 giorni" di J. Verne che contiene la parola MONDO nel titolo ed il MONDO si vede poi nella copertina;

"L'alba di un mondo nuovo" di A. Asor Rosa che contiene le parole ALBA e MONDO nel titolo mentre nella copertina si vede una camera da letto con una bambina che dorme sotto le prime luci dell'ALBA;

"Il mondo negli occhiali" di A. Munter che ha le parole MONDO e OCCHIALI sul titolo ed in copertina si vede il volto di un bambino con gli OCCHIALI;

"Gli occhiali d'oro" di G. Bassani che ha la parola OCCHIALI nel titolo e propone un paio di OCCHIALI in copertina;

"L'uomo che comprò Londra" di E. Wallace che nel titolo ha la parola LONDRA e nella copertina c'è la città di Londra rappresentata dal Big Ben.

Nel mese di agosto saremo alle prese con le seguenti parole:
Nel mese di agosto ho letto:
"Nessuno può toglierti il sorriso" di Valetina Pitzalis: contiene la parola NESSUNO nel titolo e la ragazza in copertina porta un orecchino;

"Il regalo" di Danielle Steel: compare la parola REGALO nel titolo, nella copertina si vede un paesaggio con l'erba VERDE;

"La ragazza con l'orecchino di perla" di T. Chevalier ha nel titolo la parola ORECCHINO e la ragazza in copertina indossa un ORECCHINO;

"La sorella" di S. Marài che ha la parola SORELLA nel titolo e in copertina compare una donna con un copricapo (che ricollego a CAPPELLO) di colore VERDE;

"Mago Merlino e la Spada della Luce" della Osborne che ha nel titolo la parola SPADA e in copertina si vede il mago con un CAPPELLO ed ha in mano una SPADA, l'erba è VERDE e compaiono due bambini accanto a lui che sono fratello e SORELLA nella storia narrata. Inoltre, dietro ai personaggi compaiono delle NUVOLE;

"Racconti di Natale" di Charles Dickens: nel titolo abbiamo la parola RACCONTI, in copertina compaiono delle persone con un CAPPELLO, ed il ragazzino ha addosso un giacchino di colore VERDE.

Complessivamente, dunque, sei libri usando nove parole diverse, tutte tranne INCHIOSTRO: NESSUNO, REGALO, ORECCHINO, SPADA, CAPPELLO, RACCONTI, SORELLA, NUVOLE, VERDE.

Nel mese di settembre le parole chiave sono le seguenti:
Ed io ho letto:
"La lunga strada verso casa" di Danielle Steel: sul titolo è riportata la parola STRADA e sulla copertina si vede una ragazza con i CAPELLI lunghi che cammina lungo una STRADA ed indossa delle SCAPRE.

"Donne dagli occhi grandi" di A Mastretta: in copertina compare una donna che indossa un paio di orecchini ROSSI ed un vestito Rosso. Inoltre ha dei CAPELLI scuri.

"Ondine" di Lacombe: in copertina si vede una ragazza dai lunghi CAPELLI ROSSI e si vedono dei FIORI.

"I fiori splendenti nell'abbraccio degli amanti" di Alì Al-Baghdadi: in copertina si vede un FIORE ROSSO e sul titolo compare la parola FIORI.

"Una vita tutta curve" di Elisa D'Ospina: la ragazza in copertina ha i CAPELLI neri, il fondo della copertina è ROSSO, indossa rossetto ROSSO e SCARPE ROSSE. Nel titolo compare la parola TUTTO.

"Senza famiglia" di Malot: FAMIGLIA nel titolo, nella copertina compare un ragazzino che indossa un gilet ROSSO, ha i CAPELLI castani, ed accanto a se ha un cane LUPO.

Complessivamente ho usato le seguenti parole: TUTTO, FAMIGLIA, ROSSO, SCARPA, FIORE, STRADA, LUPO, CAPELLI.

Le parole di Novembre (ottobre pausa voluta dall'organizzatrice):
ed io ho letto, per questo mese:
"Se chiedi al vento di restare" di Paola Cereda: VENTO sul titolo, la donna di spalle ha i capelli ed il vestito mossi dal VENTO, all'orizzonte il mare ha i toni del BLU;
"Veloce come il desiderio" di L. Esquivel: DESIDERIO compare nel titolo, in copertina c'è il colore BLU, l'uomo che ha tra le braccia la donna è suo MARITO (dalla storia lo si deduce), i capelli di lei sono mossi dal VENTO, il bacio può essere collegato al DESIDERIO;
"Un cuore in silenzio" di N. Sparks: la parole SILENZIO compare sul titolo, la persona che compare di spalle in copertina ha dei pantaloni BLU scuro e la maglietta che indossa è gonfiata dal VENTO, in alto a destra compaiono dei gabbiani con le ali stumate di BLU;
"Il marito" di D. Koontz: MARITO compare sul titolo e compare una cornetta BLU;

"Baby Ranocchio" di J. M. Strel: la dicitura BABY nel tilolo è riferita ad un ranocchio PICCOLO (ci può stare il collegamento), in copertina c'è un'immagine in cui si vede una famiglia di ranocchi (ci sono dunque un MARITO e una MADRE), dentro all'uovo c'è un ranocchio PICCOLO e alla base dell'uovo compare il colore BLU; 
"Le piccole cose della felicità" di I. Palmosi: FELICITA' sul titolo, il bambino che compare ha una mascherina BLU così come BLU sono i suoi jeans e le scarpe della ragazza;

Nei cinque sei libri letti, dunque, ho usato le parole: VENTO, BLU, DESIDERIO, MARITO, FELICITA', SILENZIO, MADRE, PICCOLO (ma è un collegamento di idee).

Nel mese di dicembre - ultimo mese della lunga sfida - le parole sono state:
Io ho letto:
"Una donna non dimentica" di S. Sheldon: nel titolo compare la parola DONNA, una DONNA compare in copertina ed in copertina i caratteri del titolo sono in ORO;
 
"La scuola degli ingredienti segreti" di  E Bauermeister: la parola SCUOLA compare nel titolo e si vedono delle mani di DONNA nella copertina;

"Una lacrima mi ha salvato" di A. Lieby: nel titolo compare la parola LACRIMA, in copertina si vede un volto di DONNA ed una LACRIMA che scende;

"Draculicchio e la scuola dei vampiri" di R. Pavanello: nel titolo compare la parola VAMPIRI e SCUOLA, in copertina si vedeono dei VAMPIRI;

"Sette giorni e sette notti", di L. Gay: nel titolo compare la parola SETTE e in copertina si vede una DONNA.

Complessivamente, dunque, ho letto cinque libri usando le parole: donna, scuola, lacrima, vampiri, sette e oro (se è valido il colore del carattere del primo libro).

venerdì 3 gennaio 2014

Che fine ha fatto la Signora Aria & co. (Agostino Traini)

Anche se il Venerdì del libro oggi gode del suo meritato riposo natalizio, l'abitudine di segnalare letture interessanti di venerdì non mi ha abbandonata e in questo primo venerdì dell'anno propongo alcune letture che i miei bimbi hanno particolarmente apprezzato.

Si tratta di quattro libri arrivati sotto l'albero di Natale e scritti da Agostino Traini. Un autore che abbiamo avuto modo di apprezzare più e più volte, papà - tra gli altri - della Mucca Moka e del Signor Acqua e che anche questa volta propone personaggi a noi noti aiutando i bambini ad imparare cose importanti non senza divertimento.
Si tratta di libri cartonati nei quali le immagini sono molto grandi e colorate ed i personaggi richiamano quelli che Traini ha presentato in altri libri per cui i bimbi hanno ritrovato delle immagini "amiche" che hanno reso ancora più piacevole la lettura. Sono libri suggeriti dai tre anni in su e il limite minimo di età non vuol dire che non possano piacere anche ai più grandicelli: sia il piccoletto di casa che di anni ne ha sei che la sua sorellina che ne ha otto hanno molto apprezzato il dono.
Il piccoletto è alle prime armi con la lettura e, grazie al fatto che i testi sono iscritti in STAMPATO, con molta soddisfazione li legge da solo. Sua sorella li legge più in fretta ma questo non vuol dire che non li apprezzi. Ammetto anche che ogni tanto mi hanno chiesto, in questi giorni, di leggere le storie prima di andare a dormire: insomma, libri promossi a pienissimi voti!

Come ben si capisce dai titoli - "Come è nato il Signor Albero", "Il sole si mette il pigiama", "Come è nato il Signor Albero" e "Che fine ha fatto la Signora Aria" - le storie propongono, a misura di bambino, spiegazioni relative alla nascita degli alberi, all'alternarsi tra il giorno e la notte, alla teoria dei colori oltre che a svelare il mistero legato all'aria e al vento. Se non erro, ci dovrebbe essere anche qualche altro titolo che completa il tutto.... uno se non sbaglio sui vulcani ma al momento non l'abbiamo.

Oltre al fatto di essere libri che si presentano bene, che aiutano i bambini ad imparare cose importanti aiutati dal Signor Acqua, oltre ad avere testi comprensibili ed illustrazioni sempre molto colorate e carine, nella parte finale vengono proposti giochi ed attività e il divertimento, in questo modo, è ancora maggiore. Esperimenti, giochi, fumetti: come non si può amare un libro così?
 
Fanno tutti parte della collana "Il Mondo del Signor Acqua" e li consiglio senza riserve. Sono davvero ben fatti e di sicuro successo.