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lunedì 30 maggio 2022

Le madri non dormono mai (L. Marone)

Lorenzo Marone sa emozionare.

Non è una novità per me ma questa volta, secondo il mio parere, si è superato.

Nel suo ultimo libro l’autore racconta storie dolorose ma lo fa dando ai suoi personaggi quella dignità che, in situazioni come quelle descritte, si potrebbe perdere. Non vuole impietosire, Marone. Non mette sul piatto personaggi che passano come vittime di una realtà difficile. No. Vivono situazioni difficili (tutti, anche quelli che meno ti aspetti), questo è vero, ma si pongono con estrema dignità e coraggio.

Marone intreccia vite che emozionano il lettore che al finale non è pronto.

Io, per lo meno, non lo ero.

Marone colpisce il lettore nel profondo. Lo fa mettendo su carta non una ma tante storie, fuori e dentro l’istituto in cui Miriam si trova a scontare la pena che le è stata comminata per aver “coperto” i traffici di suo marito. E, con lei, anche Diego, suo figlio. Incolpevole, lui, eppure condannato a vivere dietro le sbarre. Troppo piccolo per restare fuori da quel posto ma troppo grande per restare con sua madre fino alla fine della pena. Troppo fragile per affrontare la vita fuori, troppo sensibile per farsi scivolare addosso il dolore degli altri ma tanto sensibile da comprendere il bisogno d’amore di chi gli è accanto.

I personaggi vengono resi con maestria. Le loro personalità sono rese alla perfezione e ci si rende ben presto conto che non ci sono personaggi principali e secondari. Sono tutti ingranaggi di un meccanismo che, è vero, ruoto attorno a Miriam e suo figlio ma che non funzionerebbe appieno se gli altri mancassero.

Ci si emoziona per le fragilità nascoste dietro ad un volto burbero, ad una risposa sgarbata, ad un’apparente impassibilità. Ci si emoziona per quei dialoghi a volte sgangherati, che l’autore propone in dialetto napoletano in modo molto efficace. L’effetto non sarebbe lo stesso se non avesse fatto una scelta linguistica diversa. Ci si emoziona anche per i non detti, per le emozioni che restano sopite, per la sofferenza che non viene mai a galla così come per gli eccessi d’ira, per agli atteggiamenti fuori posto in un contesto che richiederebbe tutt’altro ma che sono comunque segno di una sofferenza interiore profonda. Ma sono anche segno di grande coraggio, perché per fare certe scelte ci vuole tanto coraggio. Lo sa Diego così come lo sa Mike, lo sa Greta come Anna… ognuno affronta i propri mostri con coraggio.

Anche se a volte è la disperazione a bussare alla porta, è sempre il coraggio che emerge.

Non credo serva dilungarsi oltre per rendere l’idea. Marone emoziona e, per una come me che di solito non rilegge mai libri già letti, dire che questo è il primo libro in assoluto che rileggerei già da subito rende perfettamente l’idea delle emozioni che mi ha lasciato addosso.

Un solo, piccolissimo appunto: dal punto di vista grammaticale a me non suona bene l’uso di “e però”. Può starci nei dialoghi… ma nella narrazione mi piace davvero poco. Minimo dettaglio, comunque, che nulla toglie a tutto il resto. Libro letto in collaborazione con Thrillernord e che consiglio caldamente.
***
Le madri non dormono mai
Lorenzo Marone
Einaudi editore
352 pagine
18.50 euro copertina flessibile, 9.99 Kindle

martedì 25 gennaio 2022

Il bosco di là (L. Marone)

Una novella: così lo stesso autore, Lorenzo Marone, intervistato all'interno della rassegna Pordenonelegge ha definito la sua ultima fatica letteraria. Un lavoro diverso dal suo solito ma che riprende un po' il personaggio protagonista del libro precedente ne La donna degli alberi.

In questa novella Marone dimostra di non avere difficoltà ad allontanarsi dalla sua comfort zone ed è abile nel dare intensità ad un racconto di poche pagine che, però, consegna ai lettori un personaggio di grande spessore. 

É una storia dolorosa e magica allo stesso tempo così come lo è Matteuccia, la protagonista: una donna che serba un grande dolore ma che ha una dote speciale, quella di parlare con la natura che la circonda e rapportarsi con lei come sua pari. Non con gli uomini, no. Con loro non parla. E proprio per questo viene considerata diversa, un po' matta. A confermare quest'ultima sua caratteristica sarebbe proprio il fatto che riesce a percepire ciò che a tutti gli altri resta indifferente. La sua è una magia che arriva proprio dal dolore che le ha forgiato l'anima e che l'ha seguita per tutta la sua esistenza. 

Ora che è anziana, dopo aver convissuto per tanto tempo in solitudine con il suo dolore in compagnia solamente di alberi ed animali, è il momento di affrontarlo e liberarsene, per quanto possibile. 

Marone riesce a tenere alta l'attenzione del lettore su un personaggio che colpisce sia nel presente (il presente di Matteuccia è il 2005) che nel passato (quel 1943 nel quale si arroccano i suoi ricordi di bambina). Una donna dalla personalità credibile, una persona strana agli occhi degli altri, una donna fondamentalmente sola se si pensa alla solitudine umana ma ricca di compagnia se si pensa al suo rapporto con la natura che la circonda.

Il suo grande dolore l'ha indotta ad affinare la sua sensibilità nei confronti degli altri esseri viventi: parla con le piante, si intende con gli animali, con chi regola gli eventi atmosferici che, spesso, arrivano anche in suo aiuto. La sua è una dimensione magica che fa pensare alla favola ma che è un invito a cambiare il modo di vivere la propria vita e di trasformare l'indifferenza per la natura (che purtroppo è molto comune nella società odierna) in un rapporto più stretto, più intimo, salvifico. 

In questa novella Marone inserisce riferimenti storici ben precisi: Matteuccia è stata una delle tante donne che hanno lottato, in tempo di guerra, facendo la staffetta partigiana. Lo ha fatto per stare vicina a suo padre, è vero, ma anche spinta dalla volontà di rendersi utile nella lotta contro il nemico. A questo periodo storico sono legati ricordi tragici, violenti, che l'hanno segnata nell'anima. Un dolore grande, profondo che ha portato con sé per tanti anni tacendo al mondo la sua sofferenza che, non per questo, ne è risultata meno grande. 

Sulle prime mi sono trovata un po' spiazzata nel leggere questo racconto. Ho fatto fatica a trovare una dimensione temporale e a dare concretezza al racconto, mi sono trovata davanti ad un autore diverso da quello che mi aspettavo. Poi andando avanti ho capito e mi sono anche commossa davanti a questo personaggio al cospetto del quale mi sono sentita piccola piccola. E mi sono convinta, una volta di più, della necessità di ascoltare anche il silenzio degli altri che credo sia sempre pieno di tante parole, anche quando non viene espresso.

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Il bosco di là
Lorenzo Marone
Aboca Edizioni
136 pagine
16.00 euro copertina flessibile, 9.99 Kindle