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venerdì 15 ottobre 2021

SINcera (Fucina Okapi)

 

Senza ombra di dubbio originale. Un po' strano e particolare ma originale.
Originale la grafica, originale l'idea, originale la scrittura.

SINcera, senza cera (quando le imperfezioni delle statue di marmo erano corrette con la cera). Geniale l'idea di un titolo così come particolare è lo sviluppo della storia.

Una storia di riscatto e di miseria. Questo ho pensato. Il riscatto è quello che cercano gli dei dell'Olimpo che si sentono dimenticati dagli uomini sulla terra e cercano un modo per far valere la loro autorità e riconquistare, da parte loro, la stima perduta. La miseria è quella umana, quella che nasconde dietro ad un velo di bugie vite diverse, vite nelle quali la verità, quella pura, porterebbe verso direzioni inimmaginabili.

Nel momento in cui gli dei - oramai annoiati e senza potere, occupati solo a bisbocciare senza troppa soddisfazione lontani e dimenticati dal mondo umano - si rendono conto che è necessario fare qualcosa per cambiare questo stato di cose, l'idea arriva impietosa e devastante: costringere gli umani a momenti di verità assoluta. Per fare questo ognuno degli dei sceglie una play list che arriverà alle loro orecchie umane scompigliando le carte.

Zeus, Athena, Poseidon, Apollo, Ares, Demetra, Afrodite, Efesto, Dionisio, Hermes, Ade, Artemide, Hera: sette canzoni per ognuno, da spedire sulla terra. In diverse nazioni, ad umani di diversa età e di diversa estrazione sociale.

Cosa potrebbe accadere è presto detto visto che vengono proposte le immagini degli umani che ascoltano quelle melodie e si sentono spinte a comportarsi con sincerità. 

Il risultato non è sempre dei più entusiasmanti ma non era forse questo l'obiettivo? Quello di far emergere la vera natura dei rapporti umani per svelare, alla fine, il dominio degli dei e portare gli umani all'originale adorazione oramai perduta? 

Quando, però, la situazioni rischia di andare fuori controllo gli dei si rendono conto che non è possibile esercitare un potere se non si è capaci di controllarlo. 

E poi, le bugie - anche le più piccole, quelle dette per quieto vivere - non dilagano forse anche nell'Olimpo? Gli dei sono capaci di guardarsi allo specchio e mostrarsi senza maschera?

La lettura è scorrevole, strappa un sorriso ma fa anche riflettere. Mi è sembrato che si calcasse un po' la mano sull'aspetto sessuale legato alla noia degli dei, ripetendo troppo spesso questo aspetto tanto da arrivare a noia ma sono dettagli... Credo di poter dire che sia la particolarità dell'insieme che cattura e spiazza, anche.

Il finale? Bhè... da leggere senza escludere sorprese.

Consigliato a chi cerca una lettura originale, un po' strana, particolare sia come idea che come grafica e sviluppo.

Ps. particolare anche la formula scelta per la scrittura, quella di un collettivo.
***
SINcera
Fucina Okapi
Sabireditore 
200 pagine
15.00 euro copertina flessibile

venerdì 20 dicembre 2019

Percy Jackson & gli dei dell'Olimpo. Lo scontro finale (R. Riordan) - Venerdì del libro

E' un libro per ragazzi, lo so bene. E io tanto ragazzina non lo sono da un po'.
Ma io sono sempre più convinta che non ci sia un'età giusta per leggere storie, soprattuto quando sono capaci di portare via il lettore e farlo volare lontano con la fantasia.

Il quinto capitolo della saga di Rick Riordan Percy Jackson & gli dei dell'Olimpo mi ha tenuto compagnia nei giorni scorsi e devo dire che Percy e tutta la sua allegra compagnia già mi mancano.

Siamo oramai arrivati alla resa dei conti. 
Percy e gli altri semidei si stanno preparando allo scontro finale con i Titani che minacciano sempre più da vicino l'Olimpo. 
Spetterà a loro difendere il luogo in cui gli dei greci, loro genitori, hanno sempre vissuto in serenità (più o meno!).

Percy - per  chi non lo conoscesse - è un adolescente che ha scoperto di essere figlio di una madre umana e di un padre divino che risponde al nome di Poseidone. Dopo un'infanzia tranquilla, la sua adolescenza è stata segnata dalla notizia della sua semi-divinità e tutto ciò che essa comporta. E' entrato in contatto con altri ragazzi ed altre ragazze come lui ma anche con mostri più o meno pericolosi e divinità più o meno vendicative.
Non si è risparmiato lotte e pericoli, fino a qui, ma ora siamo arrivati alla vera resa dei conti. 
Crono vuole il potere assoluto. 
Vuole abbattere l'Olimpo e assumere il comando. 
La sua minaccia prende sempre più corpo, tanto più quando diversi dei, piuttosto potenti, si alleano con lui per vendetta o solo per sete di potere.
Ai ragazzi mezzosangue e ai loro compagni d'avventura spetta l'onere di affrontare la minaccia e proteggere l'Olimpo... c'è anche di mezzo una profezia che non lascia presagire niente di buono.

Non mi dilungo oltre sulla trama che non è nemmeno semplice da accennare senza spoilerare troppo. Mi vorrei soffermare, però, su ciò che mi ha maggiormente colpito di questo quinto capitolo.

Innanzitutto la consapevolezza di quanto l'unione faccia la forza. 
Percy non riesce ad unire tutti i mezzosangue e questa cosa rappresenterà una mancanza importante, anche se lui sembra non volerlo far pesare più di tanto. A tal proposito emerge la figura di Clarisse: colpita nell'orgoglio resta ferma nella sua posizione e non aiuta gli altri contro Crono. Ma nelle more del racconto qualche cosa cambierà e la sua figura mi ha fatto pensare a quante volte ognuno di noi resta fermo nelle sue posizioni nonostante tutto e a quanto sia difficile tornare sui propri passi. 
Ci vuole coraggio anche nel fare ciò! E a Clarisse tutto si può dire tranne che non sia coraggiosa!

Oltre che Clarisse, ciò che più mi è piaciuto in questo capitolo è il ruolo in generale delle figure femminili. Vengono valorizzate molto, si dimostrano all'altezza della situazione e danno anche qualche lezione al lettore. 
C'è chi si sacrifica per un amico.
C'è chi è pronto a combattere senza se e senza ma.
C'è chi riesce a tornare sui propri passi per il bene di tutti.
Sono ragazzi ma sono, soprattutto, ragazze i personaggi che trasmettono emozioni. 
Almeno per me è stato così.
La scena che ho amato di più in assoluto è quella che vede Talia scendere in campo con le sue combattenti: scena a dir poco mitica. Mi è proprio sembrato di vedere quel plotone di donne con lupi bianchi ai loro piedi pronte a difendere l'Olimpo. 
Alla faccia delle Barbie!!!

Anche il cattivo ha qualche cosa da trasmettere e la sorpresa finale mi ha colpita. 

La prima serie è arrivata alla fine ma Percy riserva ancora qualche sorpresa. Mi sono talmente trovata in sintonia con la mitologia greca che sono andata a cercare altro di questo autore... e presto avrò tra le mani il primo volume della serie successiva.

Riordan dimostra - ma non avevo certo bisogno di avere delle prove di questo, dopo quattro libri letti - di avere grande padronanza della mitologia greca e riesce a trasmettere tutta la magia e l'atmosfera che quei personaggi evocano. Tanti, tantissimi i dettagli. Le immagini delle battaglie si materializzano davanti agli occhi e sembra di essere lì in mezzo con la spada in mano!

Tra gli dei il mio preferito stavolta è Ade, dio delle ombre e dei morti: ha un passato che lo mette in contrapposizione con gli dei ed avrebbe più di un motivo per schierarsi con Crono ma il buonsenso lo porta a fare una scelta diversa, che meraviglia tutti. 
Ha una storia da raccontare, più di ogni altro ed è un personaggio che mi ha catturata.
Tra i mezzosangue, Percy domina su tutti per coraggio e per decisione: sa qual è la sua missione e non ha timori, mai. Degno figlio di Poseidone e orgoglio di mamma!
Tra i personaggi minori, ho adorato Paul, attuale compagno della mamma di Percy. Non dico perchè... non vorrei svelare troppo. Ma per quel poco per cui compare mi è sembrato davvero in gamba, il patrigno giusto per Percy.

La serie è conclusa ma credo ci rivedremo, io e te, caro Percy.
Avventure consigliate a giovani lettori e non solo. Segnalo questa lettura per il Venerdì del libro di oggi.
***
Percy Jackson & gli dei dell'Olimpo. Lo scontro finale
Rick Riordan
Mondadori editore
361 pagine
11.00 euro

sabato 29 marzo 2014

Percy Jackson & gli Dei dell'Olimpo - Il ladro di fulmini (R. Riordan)

Ho scoperto solo un paio di settimane fa che Percy Jackson è un personaggio molto noto soprattutto tra i più giovani, amanti delle storie fantasy. Un giovane eroe mezzosangue di cui ero del tutto all'oscuro. 
Per me era un perfetto sconosciuto salvo poi venire a sapere che Perseus, questo è il suo vero nome poi reso in modo più familiare come Percy, è diventato anche un personaggio in carne ed ossa grazie alla trasposizione cinematografica della saga composta da 5 libri che ha spopolato tra i giovani lettori.

Ebbene, da non-troppo-giovane lettrice quale può essere una quarantenne come me, posso dire che Percy mi è proprio simpatico. Quel suo essere mezzo uomo e mezzo dio in modo così inconsapevole me l'ha reso simpatico.
Io ho letto quello che poi ho scoperto essere il primo libro della saga, quello in cui viene spiegata l'origine della sua condizione di figlio di un dio dell'Olimpo: Percy Jackson &gli dei dell'Olimpo - Il ladro di fulmini
Il suo divino padre non avrebbe dovuto avere figli per via di una precisa regola vigente tra dei: un figlio terrestre, invece, l'ha avuto... e pure coraggioso!

La storia è ambientata a New York: come viene spiegato nelle more del racconto, i dei dell'Olimpo sono vivi e vegeti, solo che si sono spostati in una città dei tempi nostri, nel suo caos e nella sua routine. Percy non si è mai reso conto di essere un mezzosangue e tutti coloro che gli sono vissuti attorno hanno fatto in modo di creare le condizioni affinchè vivesse nell'inconsapevolezza il più a lungo possibile. Perchè? Perchè un piccolo dio come lui attira i mostri che vogliono eliminarlo... Cosa che effettivamente accadrà e che gli permetterà di iniziare a capire che qualche cosa della sua normale vita di adolescente non è poi così normale.
Percy scoprirà di essere il figlio di un dio molto potente dell'Olimpo, uno dei più potenti. E sarà anche il protagonista di una fantastica avventura: dovrà portare a termine una importante missione nel recuperare la Folgore di Zeus che è stata rubata ed è il pomo della discordia. Gli dei dell'Olimpo sono sull'orlo di una distruttiva guerra e proprio Percy potrà fare in modo che ciò non accada.
Accanto a lui ci saranno degli amici e compagni d'avventura molto particolari.... Per chi ancora non conoscesse la storia evito di raccontare la trama... Mi limito a dire che ho fatto un bel ripasso sulla mitologia greca ed è stato un viaggio davvero avventuroso tra i tanti personaggi, buoni o cattivi che siano, che popolano l'Olimpo.
Percy è un personaggio positivo: è un ragazzo come tutti gli altri suoi coetanei, adolescenti di New York, ma scopre di essere qualche cosa di più. Dimostrerà coraggio ma anche attaccamento ai suoi affetti e il finale del libro lascia una porta aperta per quello che, poi, in effetti sarà il sequel.
Pur non essendo un genere che amo, ho letto Percy Jackson con piacere e sono anche curiosa di conoscere le altre sue avventure. Chissà che prima o poi non mi decida di leggere anche il resto? 
Per ora mi sento di consigliare questo fantasy adatto a giovani lettori e non c'è paragone tra questo personaggio e l'altro giovane protagonista di un altro fantasy che ho letto di recente e che, invece, non mi è piaciuto affatto: Il principe dei fulmini. Questo ragazzino mi piace. L'altro invece no.