mercoledì 24 marzo 2021

Dimmi che non può finire (S. Sparaco)

Dimmi che non può finire è un libro arrivato a casa mia per iniziativa di mia figlia che ha sentito la necessità di leggerlo e mi ha chiesto di comprarlo per lei. Mi sono chiesta come mai avesse scelto una storia di questo tipo e, a lettura ultimata, credo di aver capito perché.

In questo periodo della sua vita, in un'adolescenza vissuta in molto molto singolare per via della situazione emergenziale che tutti noi stiamo vivendo, mi chiede spesso letture che tocchino tematiche a lei care come il senso di solitudine, il disagio di non sapere ancora bene quale sia il suo posto del mondo, l'amore che inizia a sbocciare, quel senso di inadeguatezza che si vive alla sua età..

Quella di Amanda è la storia di una giovane donna che cerca di sfuggire alla sofferenza evitando di arrivare al momento in cui determinati eventi, potenzialmente dolorosi, dovrebbero verificarsi. Sono i numeri a guidarla: si relaziona nei confronti delle persone che incontra e si muove nelle situazioni che si trova a vivere in base ai numeri la cui combinazione dà delle indicazioni ben precise. E' una donna che gioca perennemente in difesa: cerca di fare di tutto per non piacere agli altri in modo tale che nessun tipo di rapporto potesse iniziare (di amicizia, d'amore, d'affetto) e, di conseguenza, non potesse mai finire. Perché è la fine di ogni situazione che la spaventa. Il suo è un meccanismo di difesa che la porta a vivere una vera e propria nevrosi che la limita, per sua scelta.

Questa situazione non è casuale ed il lettore lo scopre leggendo: è un abbandono che le pesa ancora oggi ed è per evitare ulteriori abbandoni, ulteriori occasioni di vedere scritta la parola fine a qualche cosa di bello che la inducono a scappare. Preferisce non creare le condizioni per cadere e soffrire. 

Amanda ha delle ferite profonde che le segnano l'animo e quella che si è creata attorno è una gabbia che le permette di fuggire dalle sofferenze, a modo suo.

Si tratta di un romanzo dai risvolti psicologici non indifferenti. Io ammetto di non aver provato alcuna empatia per Amanda: mi è sembrata fin dall'inizio una persona molto strana e con la quale fosse impossibile creare un qualsivoglia rapporto. E credo che l'autrice abbia colpito nel segno per aver reso alla perfezione questa tipologia di personaggio.

Quando incontra Samuele e suo padre Davide per Amanda qualche cosa cambia. Ci sono delle solitudini che si incontrano e si riconoscono ma non solo. 

Samuele è il personaggio che ho amato più di tutti: un bambino orfano di madre, profondamente solo e invisibile, come lui stesso si sente, sia agli occhi di un padre che si è trovato troppo presto a vestire i panni di padre e per di più vedovo ma anche agli occhi dei tutti coloro che gli gravitano attorno sia a scuola che nel resto della famiglia. Anche lui chiuso in una gabbia di protezione in cui, fino a questo momento, nessuno è stato capace (o ha voluto?) di entrare.

Lo scossone legato alla presenza di Samuele e Davide nella sua vita la porterà a fare una scelta: abbattere quella gabbia e, nonostante i numeri, affrontare il futuro con serenità, capiti ciò che capiti. Ce la farà?

Pur non essendo entrata in sintonia con la protagonista (e pur non essendo riuscita a dare una identità psicologica ben precisa a Davide) devo dire che la lettura non mi è dispiaciuta affatto.
***
Dimmi che non può finire
Simona Sparaco
Einaudi Editore
312 pagine
18.00 euro copertina flessibile - 9.99 euro Kindle

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