domenica 22 marzo 2020

Troppo lontano per andarci e tornare (S. Di Lauro)


Copertina molto bella, romantica, intrigante per un libro molto particolare.

I libri della casa editrice Exòrma mi piacciono già esteticamente, per il formato e per le copertine sempre capaci di catturare l’attenzione del lettore ancor prima della storia.
Quando, poi, anche la storia stupisce e catalizza, allora l’alchimia è completa.

Questo è il caso di Troppo lontano per andarci e tornare, di Stefano Di Lauro. L’autore propone, con una penna ricercata e caratterizzata da una particolare sensibilità per i dettagli, le evoluzioni del mondo del circo. 

Il piccolo circo Au Diable Vauvert – nome che vuole evocare mondi lontani – si sta spostando all’interno del piroscafo mercantile Holy Steam partito dal porto di Le Havre verso Buenos Aires. Sarà un lungo viaggio, ma non di certo monotono. Il racconto passa da momenti trascorsi, che hanno segnato la storia del circo, alla realtà di oggi, al viaggio vero e proprio. 

E’ una storia molto originale che è la somma di tante vite, tante esperienze, tante voci diverse e tanti luoghi che passano davanti agli occhi del lettore come affreschi dipinti con colori vivaci.
Sono personaggi speciali, quasi magici quelli che danno vita ad una storia capace di catturare il lettore in modo poetico, cullandolo quasi. Nounours, Orlano (al secolo Méliès), Louise detta Lou, Mardea la gigantessa, Chouchou lo scimpanzé invitano il lettore ad entrare nella loro vita e gli offrono il loro modo di essere speciali per una lettura più profonda delle mere apparenze.

E’ proprio il loro “essere speciali”, secondo il mio parere, la forza di questa storia. Una storia già di per se’ magica perché ambientata nel mondo del circo che, comunque, evoca emozioni straordinarie, lascia a bocca aperta, strappa consensi… ma la forza, secondo il mio parere, arriva dalla capacità di ogni personaggio di fare della propria diversità il proprio punto di forza. 

E’ l’alternarsi di quella magia che arriva dai personaggi con descrizioni più realistiche degli ambienti e delle situazioni che crea quel giusto equilibrio che serve per catturare un lettore che, però, non abbia fretta. Ecco, questa è la sensazione che ho provato nel leggere questo libro: trovo che non sia adatto a chi abbia fretta di arrivare alla fine, a chi non voglia concedersi del tempo per assaporare le parole, le frasi prima che il racconto. Se dovessi fare un paragone direi che si tratta di una lettura che va gustata come un the caldo. Senza fretta perché altrimenti il rischio è quello di scottarsi, ma con calma ed assaporandone fino alla fine il gusto, per vedersi riscaldato il cuore e l’anima.
Mi sono lasciata andare, poi, verso il senso dell’ignoto: cosa ci sarà alla fine del viaggio? Come proseguirà la storia personale di ognuno? Ci saranno altri viaggi? 

Lettura particolare che consiglio con gli accorgimenti detti sopra e per la quale raccomando cura per il volume perché è proprio bello anche esteticamente, e merita il massimo rispetto.

Ho fatto un po' di fatica a scrivere questi miei pensieri (non riesco a scendere maggiormente nei dettagli perchè la trama va letta, tutta... assaporata, non anticipata a trozzi e bocconi) soprattutto per il timore di non rendere giustizia al libro. 
Spero di aver trasmesso le sensazioni positive che questa storia ha trasmesso a me.
***
Troppo lontano per andarci e tornare
Stefano Di Lauro
Exòrma 
342 pagine
16.50 euro

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