sabato 22 dicembre 2018

Coraline (N. Gaiman)

Cercavo da tempo l'occasione giusta per leggere Coraline. E l'ho trovata grazie a due challenge a cui sto partecipando e che mi hanno spinta in biblioteca per chiedere in prestito il volumetto scritto da Neil Gaiman: sono la VisualChallenge che per questo ultimo mese di gara chiede una candela in copertina e la nuovissima  challenge Le quattro cavaliere dell'Apocalisse in quanto libro per ragazzi.

Dal libro è stato poi tratto un film, proposto con la tecnica dello stop-motion.
Di solito non guardo i film tratti dai libri. Più volte sono rimasta delusa e preferisco che mi restino addosso le emozioni che mi trasmettono le pagine piuttosto che lo schermo.
Questa volta ho fatto il percorso inverso visto che anni fa ho avuto l'occasione di vedere il film senza sapere nulla del libro arrivato, a distanza di tempo, tra le mie mani.
L'aspetto positivo sta nel fatto che del film ricordo poco.

Così, quando mi sono messa alla lettura, la storia per me era quasi nuova se non per concetti molto generali.

Coraline è una bambina che vive con i suoi genitori un pochino distratti. Questa è l'impressione che mi ha dato quella famigliola impegnata in tante occupazioni quotidiane ma i cui membri mi sono sembrati distanti, troppo distanti, l'uno dall'altro. Distanti al punto tale che una carezza fatta da Coraline a suo padre suona strana.

Nella casa in cui vive dopo un trasloco, Coraline si trova alle prese con tante, tantissime porte. Tredici per la precisione - tante per una casa normale - che portano in altrettanti locali. La quattordicesima porta, però, non ha una destinazione. C'è un muro dall'altra parte.... oppure no? 
La curiosità della ragazzina, che si definisce un'esploratrice e che troppo spesso soffre di una pesantissima noia, è tale da portarla più volte ad aprire quella porta proibita fino a scoprire un corridoio buio che la porta in una casa uguale alla sua, con genitori uguali - più o meno - ai suoi. 
L'altra casa è abitata da l'altra-madre e dall'altro padre che sembrano uguali a quelli veri ma sono delle copie deformate con dei bottoni neri cuciti al posto degli occhi. Sguardi inespressivi, freddi, distaccati anche quando tentano di trasmettere amore. Un amore strano, però, diverso... falsato, morboso.

L'autore non risparmia scene un tantino paurose soprattutto per un giovane lettore: se i miei figli leggessero un libro così non dormirebbero... ne sono certa. Solo l'idea del buio - e sono il buio così come la nebbia grandi complici dell'autore nel creare l'ambientazione adatta per una storia di questo tipo - li lascerebbe ad occhi spalancati. Poi l'idea dell'altra-madre o dell'altro-padre con bottoni al posto degli occhi, soprattutto del tentativo dell'altra-madre di cucire bottoni al posto degli occhi di Coraline darebbe il colpo di grazia. Senza pensare allo zampettio dei topi che hanno, pure loro, un ruolo importante nell'intero racconto.
Niente di esagerato, sia chiaro,

Proprio sulla figura dei topi vorrei fare una riflessione: nella prima parte sono dei personaggi negativi, inquietanti, infestanti... cambia, invece, il loro ruolo alla fine del racconto. Un dettaglio che rende l'idea dell'evoluzione del racconto.

Nel complesso ho apprezzato il messaggio che lancia ai lettori e che Coraline riassume con chiarezza: 
Io non voglio tutto ciò che desidero. Nessuno lo vuole. Non veramente. Che divertimento sarebbe, se potessi avere tutto ciò che desidero, senza problemi? Non avrebbe nessun valore.
Coraline arriva a questa conclusione alla luce di ciò che le accade: l'altra-madre è una trasposizione della mamma che lei vorrebbe avere. Anche se non lo dice mai in modo esplicito, è una sorta di realizzazione di un desiderio ciò che trova dall'altra parte della porta. Ben presto, però, comprenderà che è prezioso ciò che si ha e cambia anche il suo atteggiamento nei confronti delle persone che ama.

E' un'avventura horror fantasy pensata per ragazzi ma che trovo adatta anche per lettori più maturi. Sempre tenendo conto che è nata per un pubblico giovane.
Se mi è piaciuta? Ni. Originale, senza dubbio, in alcuni passaggi mi ha però lasciata perplessa e, onestamente, non è un libro che rileggerei.

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