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venerdì 16 dicembre 2016

Il vero Babbo Natale sono io! (I. Ostheeren - C. Unzner) - Venerdì del libro

E se Babbo Natale venisse sulla terra e si accorgesse che la sua figura è più che inflazionata?
Cosa potrebbe succedere? 
Bhè, lo si può scoprire leggendo il libro Il vero Babbo Natale sono io! della casa editrice Nord-Sud.

Si tratta di un bel libro dal sapore natalizio che mia figlia ha molto gradito. L'ometto di casa si è fatto anche una grassa risata quando un poliziotto, non riuscendo a riconosce il vero Babbo Natale, stava per fargli una multa perchè non aveva ruote a norma sulla slitta!
 
Babbo Natale è pronto a consegnare i suoi doni quando si accorge, arrivato sulla terra, che è diventato davvero semplice farsi passare per lui. Nei supermercati, nelle palazzine dei pompieri, nella piazze: Babbo Natale alto, basso, magro, grasso, con gli occhiali da sole e le scarpe da tennis.

Quando, poi, una signora impedisce alla sua bambina di ricevere dalle sue mani una bambola che tanto desiderava perchè "...non si può dare confidenza agli sconosciuti" allora crolla del tutto.

Sente di non essere più utile, di non servire più a nessuno e se ne torna per la via di casa con tutto il suo carico di doni incartati con nastri luccicanti.
Incontra, però, una vecchina che gli fa capire che c'è ancora chi crede in lui.

E' una bella storia, capace di far riflettere sulla figura di Babb Natale (esiste? non esiste? c'è da crederci oppure no?) con delle belle immagini e un testo capace di fare una fotografia della situazione attuale. Si può forse negare che si trovi un Babbo Natale in ogni angolo? Figura inflazionata, super inflazionata, tanto che i bambini sono davvero frastornati davanti a tutti questi uomini barbuti in rosso che li invitano a consegnare nelle loro mani la propria letterina in cui sono indicati tutti i desideri che vorrebbero vedere realizzati.

Non so dire se questo libro sia ancora in commercio. Quella che ho avuto in prestito io da una biblioteca della zona è un'edizione del 1999.
Un bel racconto natalizio che suggerisco per questo Venerdì del libro, così vicino al Natale. Si tratta di un libro scritto da Ingrid Ostheeren e illustrato da Christa Unzner, testo in italiano di Cristina Trom bara.

E voi, ci credete a Babbo Natale?

venerdì 14 ottobre 2016

Fuga dal Natale (J. Grisham) . Venerdì del libro

Lo stile di John Grisham è un altro. O meglio, per chi conosce Il cliente o Il re dei torti, tanto per citare due esempi con cognizione di causa (visto che li ho letti), non è questo lo stile che ha consegnato Grisham al grande pubblico di lettori. 

Eppure l'esperimento è ben riuscito. Almeno secondo me.

Nel libro Fuga dal Natale l'autore propone una storia natalizia divertente ed anche commovente, alla fin fine, perfettamente in tema con il periodo dell'anno da cui prende il titolo. Ora è un po' presto, è vero, ma visto che il tempo vola, ho letto con piacere la storia di Luther e Nora che mi hanno fatto divertire un po'.
So che è stato proposto anche un film tratto da questo libro ma io non l'ho visto, per cui posso dire di aver affrontato la lettura senza alcun pregiudizio.
Ebbene, mi sono divertita ad immaginare le varie situazioni e, alla fine, ho chiuso il libro arrivata all'ultima pagina con pensieri positivi addosso. 

Una favola moderna ma dal retrogusto classico. 

Luther e Nora, assieme alla loro unica figlia Blair, sono abituati a festeggiare in modo piuttosto pomposo il Natale, in linea con tutte le famiglie della via in cui abitano. Luci, decorazioni, feste, inviti, biglietti d'auguri e chi più ne ha più ne metta. Quella del Natale è una tradizione a cui non si può sfuggire. 
Ma è davvero così?

Nel momento in cui Blair comunica ai suoi genitori che quest'anno non ci sarà per Natale, impegnata in una missione umanitaria in Perù, i due genitori decidono che, per un volta, si possa saltare il Natale. Niente di niente. Niente calendari natalizi, niente renne, niente doni, niente compere dell'ultim'ora, niente. Niente! E non serve andare a suonare al campanello per la solita vendita di solidarietà. Non serve chiamare a casa per chiedere come mai non si siano ancora prenotati i cartoncini natalizi. Non serve suonare alla porta con un abete pronto ad essere infilato in casa, come tutti gli anni. 
Luther e Nora sono fermi sulle loro posizioni, anche a costo di non far vincere alla loro via la tradizionale gara per la zona meglio illuminata. Anche a costo di non scambiarsi nemmeno un piccolissimo dono.
In compenso, tutto ciò che non sarà speso per le feste di Natale verrà investito in una crociera. Ecco, questa è la scelta. E i due si preparano a partire proprio il giorno di Natale.
Una scelta, questa, che non piace a nessuno nel quartiere, considerato un gesto egoistico e sconsiderato. I vicini tentano di far cambiare idea a Luther e Nora in ogni modo ma... niente.

Per questo Venerdì del libro suggerisco di leggere questo libro e verificare di persona se i due coniugi riusciranno davvero a restare fermi nella loro decisione o se possa qualche cosa possa cambiare le carte in tavola.

Mi sono davvero divertita! Ho cercato anche di mettermi nei panni dei due coniugi e davvero è stato divertente. Alla fine la storia si chiude con un positivo messaggio, in perfetto stile natalizio ma non dico altro perchè le vicissitudini di Luther e Nora meritano di essere gustate fino alla fine.

E' una lettura leggera, non impegnativa e scivola via tra un sorriso e l'altro. 
Con questa storia che si svolge in un periodo natalizio partecipo alla quarta tappa della Challenge Le Lgs sfidano i lettori, per l'obiettivo n.6.

venerdì 23 settembre 2016

Come fu che Babbo Natale sposò la Befana (A. Vitali) - Venerdì del libro

Questa volta Andrea Vitali propone una storia che non è ambienta nella sua Bellano.
Cambia la location, cambiano gli ambienti ed i personaggi. Non cambia di molto il suo stile che resta, comunque, leggero ma non banale.

Nel libro Come fu che Babbo Natale sposò la Befana - un libro che si legge in fretta e che consiglio anche a giovani lettori - il Natale è oramai alle porte e Tom, un bambino di dieci anni, pone a suo padre un interrogativo di vitale importanza: "Babbo Natale esiste davvero?".
Da questo interrogativo posto a tavola dal ragazzino - tanto da far quasi andare di traverso la cena a mamma e papà - si snoda la trama di un racconto che, grazie ad un pizzico, di magia, si snoda entro un arco di tempo piuttosto breve (ciò non è nuovo nei racconti di Vitali) e vengono dipinti personaggi dalle caratteristiche piuttosto verosimili. 

So che è ancora presto per Natale ma vorrei suggerire questa lettura per il Venerdì del libro di oggi.
I personaggi inventati da Vitali hanno sempre qualche caratteristica che li rende simpatici.
Lo è, ad esempio, la spigolosa signora Irene Stecchetti, una quattr'ossa dall'anima di vipera che, a ben guardare, non è affatto antipatica come appare all'inizio.
Il modo in cui Vitali presenta i suoi personaggi è capace di dare loro un tocco di simpatia anche quando non sono del tutto positivi.

Tutta la storia ruota attorno alla necessità di dare una risposta all'interrogativo di Tom. Il ragazzino è in un'età di passaggio e chiede conferme a suo padre circa l'esistenza di Babbo Natale, anche se attorno ha parecchi compagni dubbiosi. 
Una, in particolare, la figlia di quell'Irene Stacchetti spigolosa, l'altrettanto spigolosa Ricami Rebecca. Lei sa per  certo che Babbo Natale non esiste perchè i suoi genitori hanno ritenuto che fosse arrivato il momento di dirle la verità. 
La verità.
 Qual è, poi, la verità? 
Se si incontra un uomo che ha proprio l'aspetto di Babbo Natale, il suo pancione, la sua barba, il suo vestito e che se ne sta tranquillo a zonzo per la città, come si fa a dire quale sia la verità, quella vera, circa la sua esistenza?

E' con questa piccola commedia degli equivoci che Vitali invita a sognare e a restare bambini, sia che il suo libro finisca tra le mani di un lettore adulto o di uno che adulto ancora non lo è.

Con questa storia che si svolge in un periodo natalizio Andrea Vitali mi permette di partecipare alla quarta tappa della Challenge Le Lgs sfidano i lettori, per l'obiettivo n. 6.

venerdì 28 dicembre 2012

I segreti del perfetto Babbo Natale - Il venerdì del libro

Sotto il nostro albero di Natale non poteva mancare qualche libro e, visto che siamo ancora nel periodo festivo, post-natalizio, per questo venerdì - anche se l'appuntamento con il Venerdì del libro è sospeso - vorremmo condividere le nostre impressioni su uno di quei libri che abbiamo ricevuto come dono da Babbo Natale. Non è il caso di attendere oltre, altrimenti si finisce davvero oltre ogni tempo massimo!
Uno dei libri ricevuti dalla principessa di casa ha esaudito un suo desiderio: "...vorrei che Babbo Natale mi portasse un libro che parla di lui... ma proprio di lui, non storie di Natale...".
Così, è arrivato "I segreti del perfetto Babbo Natale": si tratta di una sorta di vademecum scritto dagli Elfi e rivolto a Babbo Natale affinchè non dimentichi nulla, ma proprio nulla, nello svolgere il suo delicato compito nel periodo natalizio.

Il volume è cartonato ed ha anche un campanellino applicato in alto, sull'attaccatura delle pagine. Un campanellino che rende la lettura ancora più magica di quanto non lo sia già sfogliando le pagine.
Gli Elfi hanno pensato proprio a tutti: rammentano a Babbo Natale ogni dettaglio e, allo stesso tempo, svelano ai giovani lettori un sacco di segreti e rivelano interessanti informazioni sugli strumenti che usa, sulla sue dotazioni di base e su tutto ciò che deve fare, abitualmente, per accontentare i bambini di tutto il mondo.

Ecco, dunque, che gli Elfi ricordano a Babbo Natale di controllare la dotazione per il pronto soccorso giocattoli, con tutto l'occorrente per ripararli nel caso in cui durante il volo dovesse rompersi qualche cosa. Ma viene anche svelata la dotazione della slitta, con finestrelle che si aprono per svelare dei piccoli segreti fino ad ora sconosciuti ai più. E poi vengono presentate le renne, con i loro nomi e le loro caratteristiche, viene illustrato l'abbigliamento anti-freddo che Babbo Natale indossa sotto al suo tradizionale abito rosso e bianco... Insomma, una lettura curiosa e divertente, che parla di Babbo Natale.... proprio come chiedeva la mia principessa.

Il libro, nemmeno a dirlo, le è piaciuto molto. Anche il piccoletto di casa, che ha cinque anni e mezzo, ha molto gradito: l'unico problema che si è presentato è stata la delicatezza di una pagina, cosa comune ai pop-up in generale (ed anche in questo libro ce n'è un accenno, di pop-up): verso la fine del libro ci si imbatte in un gioco simile al Gioco dell'Oca. I giocatori devono avanzare in base al punteggio che ottengono facendo girare una ruota di cartone che gira su una protuberanza di cartone... troppo sottile e fragile, tanto che dopo una partita la ruota non ha più girato. Si può sempre rimediare usando i dadi, niente paura.
So che con questa segnalazione siamo fuori tempo per consigliarlo come dono ma abbiamo voluto comunque condividerlo perchè merita.

sabato 24 dicembre 2011

Letterina a Babbo Natale...

Caro Babbo Natale… è la terza volta che ricomincio a scrivere questa letterina dopo averne stracciate alcune che proprio non mi piacevano.

E' da un po' di tempo che non ti scrivo e devo ammettere di sentirmi un po' in colpa nel farlo… non è bello ricordarsi di te solo quando c'è qualche cosa da chiedere, quando si desidera qualche cosa da trovare sotto l'albero e poi dimenticarsi della tua esistenza per tutto l'anno… E forse è proprio per questo che ho smesso di scriverti, tanto tempo fa… per evitare di continuare a sentire addosso questo senso di colpa ogni volta che, aprendo il mio pacchetto che avevi lasciato sotto l'albero, mi pervadeva nella consapevolezza di essere un tantino egoista…. Un po' come tutti, insomma. Che ti archiviano già il 26 dicembre per ricordarsi di te più o meno 360 giorni dopo….

Ma ora sono qui. E ci provo a scriverti una letterina.

Anche se la tua identità non è più un mistero, per me, ed anche se materialmente non hai più trovato le mie letterine nella tua cassetta della posta, io ho sempre sentito la tua presenza…. Quella magia che ogni anno avverto nel periodo di Natale, quella sensazione di serenità che le lucine dell'albero di Natale mi hanno sempre trasmesso… le ho sempre considerate come dei piccoli tesori da conservare nel profondo del mio cuore anche quando tutto il resto, attorno, era meno scintillante e molto più triste.

Meno scintillante, perché crescendo mi sono resa conto che non a tutti è riconosciuto lo stesso diritto di sognare e di sognarti, di immaginare le tue renne volare in cielo, di sentire i campanelli che accompagnano il tuo arrivo. Meno scintillante perché ho capito che molti di quei bambini che nemmeno conoscevo non avevano neanche un pezzo di pane da mangiare, mentre io avevo di tutto e di più…. Crescendo ho iniziato a sentirmi prima impotente, poi responsabile. Responsabile per i tanti sprechi quotidiani, responsabile per i piccoli comportamenti ai quali non si fa mai caso ma che, messi tutti insieme, rappresentano davvero una mancanza di rispetto verso chi era meno fortunato di me. Ma non sono qui a chiederti di far scomparire la fame nel mondo… no… sono certa che se avessi potuto farlo l'avresti fatto già da tempo… sono qui a chiederti di rendermi sempre più responsabile anche per quei bambini…. Perché credo che  da tanti piccoli gesti quotidiani possa dipendere un futuro migliore. Un futuro che non può essere affidato ad una magia natalizia… ma che dipende da ognuno di noi.

Meno scintillante perché ho iniziato a capire che tante mamme - mamme come la mia, mamme come ora lo sono io - non potevano vedere gli occhi sereni dei loro bimbi…. Perché i loro bimbi non erano con loro. Bimbi smarriti, bimbi rubati, bimbi lasciati davanti ad un portone sulla scia della disperazione…. E non ti chiedo di riportare tutti questi bimbi alle loro mamme… No, se avessi potuto farlo credo che l'avresti fatto già. Ti chiedo di darmi il coraggio di non restare indifferente davanti alla sofferenza di tante mamme... Mamme sconosciute, ma il cui dolore è lo stesso che proverei io se non potessi più perdermi negli occhi dei miei bimbi.

Un Natale più triste… perché ho iniziato a capire che tutt'attorno quello che interessava era l'apparire, il "dare" che non arriva dal cuore ma che è dettato dall'abitudine, da una fredda indifferenza a volte, ma pur sempre dare… un "dare" di facciata… che rattrista il cuore. Non ti chiedo di fare in modo che tutti coloro che mi sono accanto tornino a pensare con il cuore prima che con il portafogli…. Non ti chiedo questo. Ti chiedo di mantenere viva in me quella voglia di dare per vedere negli altri la gioia di un pensiero gentile… per leggere nel viso di chi riceve i miei sempre modesti doni quella luce che arriva davvero dal cuore… e non da un pacco grande e grosso incartato di fretta o fatto incartare da mani sconosciute che magari hanno anche scritto, su commissione, un anonimo biglietto d'auguri.

Un Natale più triste, perché ho scoperto che il dio denaro dettava legge ogni giorno di più…. E quando ho sentito dire in casa quest'anno niente regali la tristezza non è stata tanto quella di sentire che non avremmo aperto pacchetti (cosa che poi, alla fine, si è sempre fatta comunque!) ma quella di veder sfumare, pian piano, quel senso dello stare insieme, dello scambio d'auguri che non si misura con la grandezza del pacco consegnato o con lo scintillio del fiocco che c'è sopra… Ho letto in tutto questo una sorta di triste rassegnazione al fatto che il Natale fosse diventato un giorno come tutti gli altri, dove ci si fa gli auguri per tradizione. Nulla più.
 
Ecco, allora, che oggi, a 39 anni suonati, voglio scrivertela la mia letterina di Natale, con la speranza che non finisca in un cassetto remoto della mia mente ma che resti viva anche in me ogni singola richiesta che ti sto per fare….

Ti chiedo serenità… Quella serenità che si conquista giorno per giorno con il rispetto reciproco, con la sincerità reciproca… anche con il duro confronto quando serve… ma che porta sempre ad un costruttivo scambio di vedute.

Ti chiedo coraggio. Non quello della sfida ma quello che permette di fare scelte importanti. Scelte di vita che non si possono demandare agli altri, che non si possono rimandare a domani. Perché ogni giorno in cui apriamo gli occhi siamo posti davanti ad una scelta, piccola o grande che sia, che va fatta con coraggio.

Ti chiedo orgoglio. Non l'orgoglio che porta alle presunzione. Non quello. Ti chiedo l'orgoglio di camminare a testa alta sempre e comunque, senza dover mai abbassare lo sguardo per vergogna, o per timore.

Non ti chiedo di cancellare i miei errori ma di farmi trarre da loro insegnamento. Un insegnamento vero, non quello che si dice a parole tanto per dire. Non ti chiedo nemmeno di farmi dimenticare i miei errori: sarebbe troppo comodo chiederti una cosa del genere. No, non farmi dimenticare i miei errori ma tienili vivi nella mia mente affinché non ne commetta mai più.

Non ti chiedo la felicità assoluta per me e per i miei cari… Sarebbe troppo facile riceverla in dono. Ti chiedo di darmi la forza di costruire la nostra felicità ogni giorno. La felicità che si sente nell'aria al mattino con il primo buongiorno, che sento attorno al collo quando i miei bimbi si stringono a me, quella che avverto nell'aria ogni volta che incontro lo sguardo di mio marito, quella che le piccole mani dei nostri bimbi ci trasmettono ogni volta che cercano le nostre. Aiutami a costruirne sempre in abbondanza, perché la felicità non è mai troppa. Per noi come per nessuno.

Ti chiedo di non togliermi mai il sorriso. Fin da piccina sono sempre stata una bimba molto solare, sorridente, allegra. Ti chiedo di concedermi il dono di continuare ad essere così anche quando le avversità della vita dovessero - come è già capitato - minacciare di spegnerlo per fare posto ad un ghigno d'indifferenza o ad un muso lungo dettato dal dolore e dalla tristezza.

Ti chiedo di farmi essere comprensiva e tollerante. Comprensiva non solo quando è facile esserlo, ma anche quando la comprensione rischia di essere schiacciata sotto al peso della rabbia o dell'indifferenza. 
Tollerante, perché tutti possono sbagliare ed ognuno ha diritto di farlo. Ognuno ha diritto di essere se stesso ed essere accettato per questo…

Ti chiedo di concedermi il dono del silenzio. Non quel silenzio che fa sprofondare nella solitudine, ma quel silenzio che permette di mettersi in ascolto, che fa percepire anche i minimi segnali che potrebbero confondersi con le tante, troppe parole….
…per essere che non volevo chiederti nulla… ho esagerato, vero?
 
Concedimi di scrivere queste righe più per chiedere tutto questo a me stessa che a te. Perché so che molto di ciò che ti chiediamo dipende da noi. Avrei molto altro da aggiungere ma è meglio che mi fermi qui.

Permettimi solo un ultimo appunto.

L'altro giorno sono stata a fare visita ad una zia che non vedevo da tempo, con i miei due bimbi. Non si aspettava la nostra visita e ho letto nei suoi occhi la gioia vera, quella che vorrei leggere negli occhi di tutti coloro ai quali auguro Buon Natale. Era così sorpresa nel vederci che non sapeva cosa dirci… Ha regalato ai miei bimbi due fischietti di plastica con delle caramelle che aveva preso - così ci ha detto - qualche mese prima con la speranza che qualcuno dei suoi nipoti gli facesse visita con qualche bimbo piccolo…. Avresti dovuto vedere la gioia negli occhi dei miei bambini con quei due fischietti in mano… Hanno iniziato a giocare e giocare e giocare ancora come se avessero tra le manine il più prezioso dei giochi… Ecco cosa ti chiedo. Non farmi dimenticare la gioia che ho avvertito nell'aria l'altro giorno e aiutami a portarne ancor di più nella mia semplicità e nel mio modesto modo di essere me stessa.
Con affetto, Stefania

Ps. Caro Babbo Natale di solito non rileggo le lettere che scrivo e non lo faccio nemmeno io. Sii paziente con me... e perdonami se sono stata un po' confusa...

Un'ultimissima cosa ti chiedo: guarda con benevolenza tutti i miei amici, i miei cari e tutti coloro che mi conoscono... ma anche chi non mi conosce...
 
Anche se non ti scrivono letterine so che sai leggere nei loro cuori... aiutali non tanto a realizzare i loro sogni, ma ad averne... e porta loro i miei più affettuosi auguri di Buon Natale!

venerdì 10 dicembre 2010

Babbo Natale - Tony Wolf

E' uno di queli libri che oltre ad essere letti possono essere anche ascoltati. Non un audiolibro ma un libro con un dispositivo che deve essere premuto per poter ascoltare una canzoncina. Si tratta di Jingle Bells, niente di più classico nel perido di Natale. Ed il libro ha un titolo altrettanto classico: Babbo Natale.
Ebbene, questo libro è spesso in mano ai miei bimbi che si divertono ad ascoltare la canzoncina ad oltranza - a volte mi fanno andare proprio fuori di testa - ma che quando mi chiedono di leggere la storia hanno imparato ad essere pazienti... eh si, è anche questo il lato educativo di un libro di questo tipo visto che tra le pagine viene narrata la storia di diversi personaggi che, nel periodo di Natale, dormono, giocano o stanno in casa e che sono accomunati da una comune melodia, quella di Jingle Bells appunto. Ma non è una melodia che va ascoltata senza criterio: alla fine di ogni pagina la storiella dei vari personaggi si conclude dicendo qualche cosa del tipo il silencio viene interrotto da una simpatica melodia... che cosa sarà?
E' solo a questo punto che si può (almeno questo è quello che ho cercato di far capire loro) far partire la musica. Una volta ciascuno per non litigare.
Così, quando leggiamo il libro di Babbo Natale, i miei bimbi si mettono più vicini che posso a me e al libro stesso per poter arrivare in tempo ad azionare la musica. Ovviamente, quando si attiva la melodia, cantiamo tutti insieme per accompagnare la canzone di Babbo Natale.
Dal punto di vista tecnico il libro non ha molte pagine e sono realizzate in cartone pesante. I testi sono scritti sulla pagina di sinistra mentre in quella di destra ci sono le illustrazioni. Ha una copertina rigida e per fare spazio al dispositivo che va premuto per attivare la musica sia la copertina che le pagine sono bucate. La copertina è molto colorata (così come l'interno) e la presenza di brillantini i più punti l'ha resa ancora più preziosa agli occhi di mia figlia.
Sono tutti e due molto buffi, i miei bimbi, quando li invito a leggere con me concludendo le frasi che io inizio e che loro sono in grado di terminare leggendo le immagini. Quando arriva la parola "slitta" il piccoletto di casa mi fa davvero ridere perchè non riesce a dirlo bene e dice che "...Babbo Natale arriva con la sua sglitta". Davvero buffo. A dire il vero anche la sua sorellina fa fatica a dire questo termine anche se si avvicina di più alla pronuncia giusta.
Ho preso questo libro in libreria la settimana scorsa per 8.90 euro ma stamattina nel mio supermercato di fiducia, nel reparto libri, ho visto che era in vendita un libro identico per immagini e contenuti ma diverso nel formato (e nel prezzo): più grande del nostro ma, credo, anche più scomodo da tenere in mano e da riporre in libreria. Se avessi dovuto scegliere tra i due formati, per lo stesso contenuto, avrei di sicuro scelto il formato che ho comprato già.
Si tratta di un libro tematico, a tema natalizio come ben si capisce, ma per i bambini, in fatto di storie, non ci sono periodi dell'anno migliori o peggiori per volare con la fantasia per cui non ci sarebbe niente di male a leggere un libro così anche lontani dal periodo natalizio.
A noi piace molto. E' una lettura che consiglio.
***
Babbo Natale
Tony Wolf
Testi Silvia D'Achille
Dami Editore
8.90 euro