mercoledì 5 giugno 2019

Le assaggiatrici (R. Postorino)

Sapevo che Adolf Hitler, terrorizzato dall'idea di essere prima o poi avvelenato, avesse l'abitudine di far assaggiare a qualcuno il cibo che era destinato a lui. Non avevo mai letto prima d'ora, però, una storia che avesse proprio loro come protagoniste, Le assaggiatrici.

Ecco perchè dico fin da subito che la storia raccontata la Rosella Postorino, pur riportando una situazione che conoscevo, per me è stata originale ed unica nel suo genere. Magari ci sono in circolazione altri libri che parlano della figura di coloro che assaggiavano il cibo del Fürer ma per me questa storia è una novità assoluta.

Rosa è una delle donne che vengono arruolate per mettere la propria vita a servizio di Hitler: ha il compito di assaggiare il cibo a lui destinato, assieme ad altre compagne di sventura, e viene anche pagata per questo. Non tanto per ingozzarsi. non è certo un premio quello che le viene riconosciuto,  quanto per verificare che sia tutto a posto e che non vi sia cibo avvelenato. In caso vi fosse, perderebbe la vita immolandosi sull'altare della difesa della vita del Fürer. Questo è il suo compito. Questa la sua via di scampo, la sua unica possibilità di avere un presente ed un futuro in un momento storico incerto e difficile.

E' un romanzo forte che fa arrivare al lettore il punto di vista di una protagonista tedesca che vive sulla sua pelle una serie di contraddizioni che le attanagliano l'esistenza.
Sa che potrebbe morire in ogni momento. Sa che il cibo con cui si sazia potrebbe essere letale. Sa anche che sta facendo quello che sta facendo in nome di una fedeltà che, a dire il vero, le va un po' stretta. Ma non ha avuto molta scelta.

Accanto a lei, che vive anche una tragedia personale dovuta ad un marito al fronte che viene dichiarato disperso, appaiono donne che si portano addosso il peso di esistenze di cui poco si sa, ma che hanno in ogni caso lasciato dei segni. 

La più misteriosa - ed anche il personaggio che ho preferito - è Elfriede che porta marchiata sulla pelle la storia di un'epoca.

E' un libro ricco di contenuto ma non pesante e mi è piaciuto.
Soltanto un aspetto mi ha un po' spiazzata: in diversi momenti l'autrice fa dei salti in avanti raccontando situazioni rispetto alle quali il lettore sente che manca qualche cosa. 
Non so se mi spiego in modo chiaro: in più punti il racconto inizia con una situazione alla quale la protagonista è arrivata ma che il lettore non sa come, non si rende nemmeno conto se c'è stato un salto temporale... Personalmente ho creduto, un paio di volte, di essermi persa qualche cosa, di aver letto qualche capitolo più distrattamente del solito perchè i conti non tornavano.
Non ero io ad essere distratta, no. 
Si tratta di una scelta stilistica dell'autrice che fai dei salti in avanti per poi fornire le spiegazioni dovute, quelle che sulle prime al lettore mancano per capire bene dove si sia arrivati o di cosa si stia parlando.

Mi è capitato soprattutto sul finale quando mi sono trovata davanti ad una situazione - rispetto alla quale nutrivo parecchia curiosità, non lo nascondo - che ho fatto fatica, sulle prime, a comprendere. Poi pian piano ho messo insieme i pezzi ed ho svelato l'arcano.

Per il resto, bel libro, tematica importante, stile equilibrato ed efficace.

Con questa lettura partecipo alla Challenge Dalle 3 ciambelle in quanto libro ambientato nel '900. Questa è anche una delle ultime letture con cui partecipo all'attuale fase della challenge Le quattro cavaliere dell'Apocalisse a cui sto partecipando.
***
Le assaggiatrici
Rosella Postorino
Feltrinelli Editore
285 pagine
17.00 euro

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