mercoledì 12 gennaio 2022

La felicità del lupo (P. Cognetti)

 

 É la montagna la protagonista assoluta del libro di Cognetti, La felicità del lupo

Lo è almeno secondo il mio punto di vista perché è lei che, oltre ad offrirsi al lettore grazie alle efficaci ed emozionanti descrizioni, ha un ruolo fondamentale nella storia di tutti i personaggi che compaiono.

Per Fausto è un luogo in cui dare un taglio netto con il passato, con una moglie che oramai non è più tale, con il suo mestiere di scrittore che non lo soddisfa più, con opere nelle quali non si rivede... É linfa vitale per un nuovo capitolo della sua vita dove trovare nuovi compagni d'avventura ma anche dove fare pulizia interiore per aprirsi al futuro. In montagna ha trovato un lavoro come cuoco ed anche la possibilità di una nuova storia: per il momento gli basta.

Per Silvia è la tappa di un percorso di vita che non le è ancora chiaro. Cerca emozioni ad alta quota, ha voglia di esplorare, di conoscere, di ampliare i suoi orizzonti ma è pronta per altro?

Per Babette è un'esperienza lavorativa che potrebbe anche finire, sacrificata sull'altare di un viaggio che la vedrà lasciare tutto per paesi lontani. Sarà un addio definitivo?

Per Santorso è il luogo della sua solitudine, il luogo dell'anima, la pace. Lui che vive in disparte, che ha trovato in Fausto un inaspettato amico ma che è profondamente solo proprio come ognuno di quegli alberi che è chiamato a trovare la sua felicità nel luogo da cui non si può spostare: l'albero perché la natura vuole così, Santorso per scelta. 

Sono esistenze che si incrociano in una storia che non riserva grandi colpi di scena ma che è ricca di emozioni, soprattutto quelle che arrivano dalla natura circostante con i suoi segreti, i suoi pericoli, le sue meraviglie.

La parte che mi ha maggiormente emozionata è quella nella quale si racconta di un incidente ad alta quota (non faccio spoiler di nessun tipo): l'autore non riserva moltissimo spazio a questa vicenda che tocca i protagonisti solo di riflesso ma mi sono sentita molto vulnerabile nel leggere quei passaggi visto che è di qualche giorno fa una tragedia che ha toccato la mia comunità proprio per via della morte di un ragazzo che è scivolato lungo un dirupo, sui Sibillini. Si tratta di una vicenda secondaria, nel libro, ma mi ha molto toccata. L'autore riesce a rendere la vicenda senza voler impietosire il lettore, dando conto di come situazioni di questo tipo siano legate alla natura stessa della montagna, ai suoi pericoli, ai suoi silenzi, alla sua vastità. Eppure non lo fa con freddezza e arriva al cuore soprattutto se è già un tantino dilatato per un dolore recente.

Coinvolgenti le descrizioni degli ambienti in cui i protagonisti si muovono e non mi riferisco solo alla montagna. Quando Fausto affronta un viaggio verso Milano emerge chiaramente la differenza di ambientazione che si lascia alle spalle e quella che trova in città. Merito delle descrizioni. 

Una particolarità mi ha colpita ma non mi ha disturbata: Cognetti non usa virgolette di nessun tipo per i dialoghi ma questo non rende né difficile la lettura né confuso il racconto. L'abilità dell'autore sta nel rendere tutto così intimo e familiare da permette al lettore di immedesimarsi nelle situazioni e non serve rimandare a chi dice cosa... lo si comprende e basta.
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La felicità del lupo
Paolo Cognetti
Einaudi Editore
152 pagine
18.00 euro copertina flessibile, 9.99 Kindle

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