giovedì 9 aprile 2020

Tehran Girl (M. Mohebali)

Ho avuto occasione di leggere il libro Tehran Girl nell'ambito della collaborazione in corso con Thrillernord e devo dire che è stata un'esperienza di lettura particolare.

Elham, la protagonista, non rappresenta, di certo, l’immagine della donna Iraniana che ci arriva da quella cultura. Ha trentatré anni e non incarna affatto il prototipo della donna sottomessa.
Di mestiere fa la segretaria ma la storia ruota tutta attorno ad una realtà in sui si sente stretta: la donna porta addosso il peso di un passato che torna quotidianamente a bussare alla sua porta, ha bisogno di risposte per trovare quella pace che - nonostante i comportamenti sopra le righe - in realtà le manca. Ha bisogno di ritrovare suo padre che è lontano da 25 anni e che non ha più voluto sapere nulla della sua famiglia.

Io ammetto di non aver mai approfondito la cultura mediorientale e ammetto che la figura di Elham mi ha decisamente spiazzata. Dai ragionamenti ai comportamenti, dal modo di apparire al carattere: la protagonista ribalta l’idea di donna  iraniana che avevo in mente.
Ed anche la sua storia mi ha presa in contropiede: tanti, tantissimi i personaggi che compaiono in modo più o meno determinante con tanti, tantissimi nomi che ho fatto fatica a memorizzare. Comportamenti sopra le righe, a partire dalla sgommata con l’auto fino al calcio tra le gambe sferrato ad un bestione grande e grosso. Situazioni che ho fatto fatica a mettere in fila anche per via della scelta fatta dall’autrice di  continui salti temporali che, secondo il mio parere, non hanno agevolato la lettura.
Probabilmente è un mio limite, probabilmente non ero pronta per una lettura di questo tipo ma non posso negare di aver fatto fatica ad arrivare alla fine.
Ciò che più mi ha incuriosita tra le tante vicende narrate è stato il rapporto di Elham con suo padre: lui che se n’è andato 25 anni prima e che solo ora lei apprende essere ancora vivo. Lo rintraccia con estrema facilità ma il risultato di questo riavvicinamento è diverso da quanto la ragazza aveva sperato. Sono loro ad essere diversi e quel vuoto lungo 25 anni non è colmabile in modo altrettanto semplice.

L’aspetto più toccante dell’intera vicenda è il senso di colpa che la protagonista si porta addosso fin da quando era bambina: è convinta di essere stata lei la causa della rovina della sua famiglia ma si rende conto di essere stata tradita. Qualcuno ha tradito lei e la sua famiglia in un periodo di instabilità politica ed ora, a distanza di anni, ha intenzione di capire chi possa essere stato anche se questo non potrà certo restituirle gli anni perduti.

E’ una missione, la sua, che però ho avuto l’impressione si sia persa tra una situazione e l’altra. Non è un racconto lineare. E’ a tratti claustrofobico.
I due obiettivi – trovare suo padre e capire chi all’epoca la tradì – mi sono sembrati due enunciati rimasti appesi a penzoloni su personaggi, vite e storie che hanno portato altrove il lettore.

E’ una storia che consiglio a chi voglia conoscere un personaggio che rappresenta l’inquietudine di una generazione che cerca il suo spazio al di sopra delle convenzioni di un luogo e di un tempo che gli vanno decisamente stretti. Una letture per chi voglia conoscere uno stile narrativo particolare e non abbia paura, a sua volta, di far parte di un esperimento letterario, secondo me, non adatto a tutti.
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Tehran Girl 
Mahsa Mohebali
Bompiani editore
240 pagine
17.00 euro copertina flessibile - 9.99 Kindle

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