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mercoledì 8 maggio 2019

Deliziosa tentazione. Un’avventura d’amore e desiderio con la babysitter (J. Rossi)

Mila è una giovane - di età non meglio definita - che lavora al bar di un locale in cui si balla la lap dance. Suo fratello Julian è in un letto d'ospedale tenuto in vita dalle macchine a seguito di un brutto incidente stradale e visto che la degenza è costosa, molto costosa, Mila decide di guadagnare qualcosina in più ballando la lap dance nel locale in cui lavora.
La prima sera di esibizione entra per caso (ed è la sua prima volta, dice) un ricchissimo signore di un'età non meglio definita che la vede ballare mezza nuda e un po' impacciata: resta folgorato, decide che deve essere sua e solo sua, farà del tutto per averla e sente che di lei si può fidare tanto da andarla a cercare, il giorno dopo, per affidarle un lavoro come babysitter per sua figlia. Una figlia che adora e che è contesa con sua moglie, una donna molto particolare ed un po' fuori di testa, dalla quale sta divorziando. Avrà il divorzio, però, solo se fino al momento dell'apposizione dell'ultima firma non avrà storie con altre donne. E fino a quel punto problemi non ne ha avuti, dice. Con Mila la situazione si complica...

Storia assurda, personaggi assurdi, situazioni assurde per un libro che ho letto per la alla  Challenge Le quattro cavaliere dell'Apocalisse in quanto libro valutato con meno di tre stelline su Amazon.
Che mi potevo aspettare? Niente di meglio di ciò che ho trovato.

Nell'arco di un mese lei che si dichiara vergine passa dall'essere una barista acqua e sapone ad essere una ballerina di lap dance fino a diventare babysitter/amante di un uomo straricco che non fa nessuna fatica a darle le chiavi di una delle due Lamborghini parcheggiate in garage. Non fa fatica ad affidarle, completamente alla cieca e solo sull'istinto che probabilmente gli arriva dalla zona del cavallo dei pantaloni, la sua unica figlia. Ma non finisce qui. Nell'arco di un mese saranno riservate altra sorprese che non posso svelare per non spoilerare la trama anche se ho una gran tentazione di farlo!

Una fatica la fa, però, Julian (questo il suo nome): non riesce a tenere a bada i suoi istinti pur sependo che cedere potrebbe voler dire perdere sua figlia.
Lui è uno spocchioso (potrei avere tutte le donne che voglio! Ora le faccio vedere che vuol dire stare con un uomo vero! Di sicuro non avrà mai provato le sensazioni che solo io le faccio provare...), superficiale (ne è prova il modo con cui fa la scelta di far entrare quella giovane sconosciuta nella vita sua e di sua figlia) ma riesce anche ad essere tenero (con sua figlia soprattutto), appassionato (e su questo aprirò una parentesi bella grande) e pronto a fare tutto ciò che è nelle sue possibilità per difendere le persone che ama.

Dopo nemmeno un'ora da quando conosce la figlia di Julian la piccina la chiama mammina e non vuole più staccarsi da lei.  Lei, Mila... non sono proprio riuscita ad inquadrarla. Va a vivere a casa di un uomo che non conosce, i suoi genitori non sanno niente di tutto ciò, sostiene di essere l'unica che si dà da fare per tenere in vita suo fratello ma poi, alla fine, sono i genitori che decidono di staccare la spina. 
Anche qui, finale assurdo che più assurdo non si può ma non dico altro!
Apprezzabile il legame fraterno che emerge, apprezzabile il suo impegno per guadagnare le cifre stratosferiche che improvvisamente servono per tenere in vita Julian ma la situazione generale non è credibile per niente. Irritante, direi!

Assurde anche le scene di sesso con descrizioni minuziose, per gli amanti del genere porno è la lettura giusta, ma del tutto fuori luogo nel contesto di una storia che vuole anche essere tragica (vedi il ragazzo in ospedale, vedi la bambina contesa tra padre e madre) e profonda.
Chiedo scusa ma certe cose non le reggo!!! Vorrei spoilerare... vorrei, ma non posso ;-)

Se anche volessi chiudere un occhio sulle scene di sesso, ma la trama? Il finale? Nell'arco di un mese succede di tutto, fino al miracolo finale su più fronti. 
La figura della moglie di lui non è migliore: lotta con le unghie e con i denti per avere l'affido esclusivo di sua figlia pur non amandola (e lo dichiara) solo per far dispetto al suo ex marito e spillargli più soldi. E' così attenta a comportarsi bene per avere l'affido esclusivo che finisce per aggredire Mila, rapire (o quasi) sua figlia e presentarsi all'udienza dal giudice in condizioni che mi hanno fatto davvero dire "...ma no, dai, non è possibile". Talmente attenda da rovinarsi con le sue stesse mani.

Ho apprezzato solo una cosa: nella presentazione su Amazon - dove l'ho scaricato con l'abbonamento Kindle Unlimited - è inserita la dicitura 
Questo è un romanzo romantico di 44.000 parole adatto per chi ha più di 18 anni che contiene scene esplicite. 
Almeno questo.
Per il resto: fermate questa donna, questa autrice intendo! E correggete gli errori, suvvia! Già la trama non si regge, i personaggi non si reggono, il finale non si regge... pure gli errori!!!

Ho cercato di contenermi nel mio giudizio perché, davvero, la tentazione di raccontare riga per riga e demolirla, parola per parola, è stata davvero grande. 

Ah, un ultimo appunto: l'erotismo è altra cosa!!!
***
Deliziosa tentazione. Un'avventura d'amore e desiderio con la babysitter
Josefina Rossi
240 pagine
Kindle Unlimited

martedì 29 maggio 2018

Il delta di Venere (A. Nin)

Pornografia per un dollaro a pagina. Questo è quanto un misterioso committente, collezionista di libri, offrì ad Henry Miller nel 1940 per scrivere su commissione racconti erotici. Lui accettò finendo, però, nel coinvolgere Anaïs Nin nello scrivere una certa dose di pornografia. Così l'autrice stessa racconta nel prologo de Il delta di Venere dove racconta anche di aver coinvolto un gruppo di poeti attorno a se per offrire al collezionista ciò che cercava.

Scrivere su commissione ma anche con dei paletti ben precisi: lasciar stare la poesia e le descrizioni di tutto ciò che non fosse sesso per concentrarsi solo su quest'ultimo. Questa la richiesta circostanziata di un committente che non ne vuol sapere di romanticherie di alcun tipo. Ed è questo che ci si ritrova tra le mani.

L'autrice, assieme agli altri poeti, arriva ad odiare il committente per le sue richieste e glielo fa sapere.
Lei non sa cosa si perde con il suo esame al microscopio dell'attività sessuale, con l'esclusione degli aspetti che sono il carburante che la infiamma. Componenti intellettuali, fantasiose, romantiche, emotive. Questo è quel che conferisce al sesso la sua struttura sorprendente, le sue trasformazioni sottili, i suoi elementi afrodisiaci. Lei sta rimpicciolendo il mondo delle sue sensazioni. Lo sta facendo appassire, morir di fame, ne sta prosciugando il sangue.
Eppure, nonostante ciò, la Nin scrive assieme agli altri senza sosta, permettendo la pubblicazione di quel Diario che - così sostiene in prefazione - letto dopo diversi anni da quando venne scritto, mira a lasciar trasparire il tocco femminile, il punto di vista femminile in un mondo, quello dell'erotismo, che fino a quel momento era stato di solo dominio maschile. I suoi personaggi non vogliono essere soltanto delle macchine da sesso come il collezionista vorrebbe ma sono capaci di amare con intensità, di soffrire, di godere dell'atto sessuale senza limiti. I paletti imposti dal committente valgono fino ad un certo punto.

In quindici racconti viene dipinto un quadro dal quale le donne, a dire il vero, escono come ninfomani e, in più di un caso, pronte a darsi a chiunque.
I personaggi che compaiono sono a dir poco eccentrici, particolari, ognuno con le proprie fissazioni, manie e particolarità. E non tutti positivi, secondo me.

Non vengono risparmiati particolari, su questo c'è da stare tranquilli. Il rapporto intimo è reso con intensità, con dovizia di particolari e, secondo me amplificando un tantino le descrizioni. E' questo che è stato commissionato, d'altronde!
Devo dire che è piuttosto efficace: se si pensa alla lettura dal solo punto di vista fisico l'effetto erotico dei vari racconti non manca. C'è, però, l'aspetto mentale, psicologico delle varie situazioni che, in più d'una, non sono riuscita proprio riuscita ad afferrare.

Già con il primo racconto, L'avventuriero ungherese, non siamo partiti con il piede giusto. Per niente proprio. Il protagonista è un uomo che ama viaggiare, abituato a sposare una donna ricca ogni volta che ha bisogno di denaro per poi lasciarla ed andarsene altrove. Ma non è tanto questo che mi ha negativamente colpita. No. E' il fatto che abbia rapporti sessuali con bambine e addirittura con due sue figlie ad avermi disgustata.

Matilde, nel secondo racconto, è una modista di Parigi che viene sedotta dal Barone appena ventenne. Ma non è certo solo il Barone il suo compagno di giochi. Incontra anche Antonio, tra gli altri, che è uno strano soggetto, abituato a violare le donne niente di meno che con un coltello. Pessimo personaggio anche lui.

Nel racconto Il collegio il lettore è posto davanti ad un abuso collettivo. Magari l'immaginario erotico può essere stuzzicato da un'idea del genere. Il discorso, però, non vale per me. Racconto bocciato.

In un altro racconto protagonista è un anello, usato come strumento di castità. Racconto piuttosto breve e che non mi ha lasciato niente.

In Maiorca si narra di incontri ravvicinati in acqua per passare ad un racconto più complesso con Artisti e modelle. In questo caso si cerca di creare una storia ma la situazione è simile ad altre con una donna che riesce a tenere in piedi due relazioni segrete che, ad un certo punto, diventano difficili per lei ma che le piacciono sia per via del pericolo che rappresentano che per l'intensità dei rapporti che le offrono.

Lilith viene presentata come una moglie sessualmente fredda, pur capace di fingere alla perfezione. In questo caso la protagonista mostra la sua fragilità, la sua difficoltà dal punto di vista psicologico prima che fisico ed è forse uno dei pochi casi che si incontrano tra i vari racconti in cui il lettore si sofferma - almeno così è stato per me - sui tratti psicologici del protagonista.  

Marianne è una giovane donna che batte a macchina i racconti scritti dall'autrice per essere poi consegnati al collezionista. Una donna che sembra ancora vergine pur avendo avuto delle esperienze intime che, però, non le hanno lasciato nulla. Marianne incontra Fred che ha dei comportamenti particolari e riesce a stuzzicarla a dovere... 

Arrivati al racconto di Elena la struttura narrativa sembra cambiare: il racconto è più lungo e mi ha dato l'impressione di non finire mai con incontri, tradimenti, allontanamenti e sesso a volontà. Tante pagine senza una storia che possa appassionare il lettore oltre le descrizioni di sesso. Il risultato mi è risultato pesante.

Nel racconto Il Basco e Bijoux il personaggio più curioso è quello di una donna che gestisce una casa di piacere: è curiosa in quanto ha la capacità di comprendere un uomo guardando i cavallo dei suoi pantaloni (diciamo così). Questo racconto mi ha strappato anche qualche sorriso con tanti personaggi che si incontrano e trovano una buona intesa l'uno con l'altro... dico solo che interviene anche un cane... e questo poteva essere evitato!

Nella storia di Pierre tornano a fare capolino dei minorenni... e non mi è piaciuto per niente quello che viene narrato mentre ho provato tenerezza per Manuel che è un esibizionista e finisce per sposare una donna che non ha pretese di nessun tipo nei suoi confronti se non quella di stare a guardare. Con Linda arriviamo ad orge in maschera (scena molto sfruttata nell'immaginario erotico collettivo) per concludere con l'estate meravigliosa di Marcel.

So bene che sono racconti datati, che la Nin è entrata a pieno titolo nell'olimpo della letteratura erotica, ma non è una lettura che ho apprezzato. E' anche vero che preferisco le storie, i romanzi strutturati, non i racconti... un mio limite, probabilmente. 
Che posso dire? L'amante di Lady Chatterley è un'altra cosa. Ho anche rivalutato Histoyre d'O: è uno dei pochi che ho avuto voglia di rileggere e che ho interiorizzato - soprattutto dal punto di vista della storia di fondo - con il tempo.
Questi racconti non mi hanno lasciato molto anzi, alcuni mi hanno disgustata in più passaggi e non sono riuscita ad apprezzare appieno lo sforzo dell'autrice di rendere il punto di vista femminile. Se le donne devono essere rese in questo modo, meglio evitare.
 Elena moriva dalla voglia di essere violentata ogni giorno.
Come posso apprezzare racconti in cui si dice ciò? Sarà un modo di dire, lasciando intendere che amava essere presa con la forza ma io proprio non ho apprezzato.
Mi spiace.

Con questa lettura partecipo alla Challenge Di che colore sei? in quanto titolo adatto per lo spicchio verde, libro da cui è stato tratto un film.
Partecipo alla Challenge Tutti a Hogwarts con le 3 ciambelle nell'ambito della macro-categoria Piton in quanto raccolta di racconti.
 
infine partecipo alla Visual Challenge in quanto in copertina compare un'ombra, utile per questo mese di gara.

giovedì 15 febbraio 2018

Amore illegale (E. Chase)

Ho avuto in prestito la trilogia Sexy Lawyers Series, tre romanzi in uno, da una mia amica. Ho letto il primo della serie e, per il momento, mi fermo qui.
Si tratta di Amore illegale, di Emma Chase.
Stanton è un avvocato di successo.
Sofia è la sua amica di letto.
Come la vogliamo chiamare un'amica con cui ha rapporti intimi senza null'altro a pretendere? Momenti di divertimento, nulla più.
Chiamiamola amica di letto.
Jenny è la donna che ha dato a Stanton un figlio.
O meglio, una figlia.


Erano poco più che adolescenti all'epoca con grandi progetti in mente, meno che quello di un figlio. Quando Jenny ha la certezza di essere in dolce attesa compie un grande gesto d'amore nei confronti del suo uomo: lo lascia libero di inseguire i suoi sogni e decide di crescere da sola la bambina, con i suoi genitori. Quello tra Stanton e Jenny diventa un rapporto molto aperto. Lui la considera la sua fidanzata ma, per accordo bilaterale, se la spassa senza problemi con altre donne. Sofia è una sua collega avvocato alla quale è legato da un forte legame che ha il sesso come collante. Sesso descritto in modo molto esplicito e che, in alcuni punti, ha alimentato in me un moto di schifo. Ecco, l'ho detto. In particolare in riferimento ad una certa scena.
In ogni modo, la figlia di Stanton e Jenny cresce (non ho ben capito come cresce in rapporto ai suoi genitori vedendo pochissimo un padre con il quale, comunque, una volta cresciuta si relaziona senza problemi). 
Se, da una parte, Stanton si sente legittimato a divertirsi a più non posso con altre donne che non siano Jenny, nel momento in cui gli arriva un invito ad un matrimonio che porta il nome della sua fidanzata abbinato ad un uomo che non è lui va fuori di testa e decide di tornare a casa per riprendersi la sua donna.

Il libro è strutturato con la narrazione di due punti di vista: quello di Stanton e quello di Sofia
Non di Jenny. No. Il secondo punto di vista è quello di Sofia e questo fa subito capire che sarà lei la protagonista e non quella che dalle prime pagine si pensa che possa essere.

Quella stessa Sofia che viene coinvolta da Stanton nel suo piano: lo accompagna a casa sua per fargli da spalla e da sostegno mentre tenta di riconquistare la sua donna. E per tutto il tempo in cui questa missione sarà in corso lei stabilisce una regola (che poi non rispetterà): niente sesso con Stanton per rispetto di non so chi e non so cosa visto che fino a poco prima della partenza si sono concessi di tutto. Cosa cambia? Il fatto di essere più vicini a quella Jenny che Stanton ha messo da parte per più di dieci anni?

Storia assurda, secondo il mio parere. Che non ha ne' capo ne' coda con un uomo che rivendica che cosa? La sua donna? Ma non scherziamo! Che razza di uomo se ne va, lascia la sua donna con una figlia da crescere e, come se non bastasse, se la spassa a più non posso a chilometri di distanza? Certo, si sente autorizzato perchè è stata proprio Jenny a proporre un accordo di questo tipo (ma non scherziamo!) ma dal sentirsi autorizzato a concretizzare sul serio un proposito di questo tipo ce ne passa. La lontananza da Jenny si è consolidata nel tempo, non solo per il periodo degli studi, ed è chiaro che tra i due non ha motivo di esistere alcun tipo di legame che possa andare oltre la maternità e la paternità di una stessa figlia.

Lui però non la pensa così e parte in quarta quando si sente affrontato nei sentimenti (ma quali?). 
Nessun altro può stare accanto alla sua donna (mentre lui... invece...) ed è convinto di riuscire a farla desistere dall'idea di sposarsi. 

Da donna posso dire che si tratta di una storia davvero umiliante. Ok il rapporto di coppia aperto, ci può stare. In questo caso, però, non fa bella figura Jenny e non fa bella figura Sofia (anche lei si sacrifica per amore... ma un uomo così secondo me non merita nessun sacrificio) che viene continuamente umiliata da un uomo che, a mio modesto parere, non ha un minimo di spina dorsale.

La storia prosegue senza grossi colpi di scena ed ha l'unico finale che, secondo me, può meritare una storia così. 

Non è scritto male, non dico questo. Per gli amanti della letteratura erotica devo dire che le descrizioni dei momenti hot sono piuttosto minuziose e rendono perfettamente l'idea. 
Personalmente è la storia che mi ha fatto storcere il naso. Non mi sono affezionata a nessuno dei personaggi e, in certi punti, avrei preso volentieri a schiaffi qualcuno.

Non ho nessuna curiosità di leggere il volume due. Magari più in là, quando non avrò altro da leggere. Per ora mi basta così. 

Con questo libro partecipo alla Challenge  Di che colore sei?  per lo spicchio rosa, obiettivo 2 (primo di una serie).
 

giovedì 8 febbraio 2018

Peccato originale. L'innocenza (T. Reisz)

Regina incontrastata del mondo sommerso e scrittrice di romanzi hot con una vita erotica sfrenata.

E' in un passaggio de libro Peccato originale. L'innocenza che viene descritta la protagonista in modo conciso ma efficace.

Nora. E' lei la protagonista.  


Alla luce del sole si presenta come scrittrice di romanzi erotici ed è in questa veste che incontra quell'uomo che diventerà il suo editor, pur non essendo affatto convinto della qualità di romanzi di questo tipo. Scettico fin dall'inizio, Zach accetta con riserva un incarico che fin dall'inizio sembra andargli stretto. 

Conoscendo meglio Nora, però, le cose cambiano fino a che non si convince che quello che è in gestazione possa essere un buon libro e possa risollevare le sorti della casa editrice per cui lavora.
Lui non sa, però, della personalità che Nora cela agli occhi di molti. Non di tutti, ma di molti. Lei è la regina della notte, è la Dominatrice per eccellenza. Pagata, strapagata per infliggere dolore a chi condivide il suo stesso modo di essere e di concepire i rapporti carnali. Parlo al plurale perché è di questo che stiamo parlando. 

In un mondo sadomaso, in cui il sesso e il dolore vanno a pari passo con il piacere, Zach si trova immischiato in una storia più grande di lui. Una storia reale, non solo una fantasia come lui inizialmente credeva che fosse, leggendo quel manoscritto bollente. 

Posto che vengono proposte scene di sesso piuttosto esplicite, ciò che emerge è l'amore. 
L'amore declinato in modo molto particolare, come quello tra Nora e il suo Padrone (perché Nora non è nata Dominatrice ma è anche stata schiava del suo uomo, di colui al quale, nolente o volente, continua ad essere legata anche dopo aver detto basta, per amore).
L'amore puro, come quello che Wesley, giovane stagista che condivide lo stesso tetto (ma non lo stesso letto) con Nora. Un amore che fa onore ad un giovane coerente con le proprie scelte e le proprie convinzioni, nonostante le circostanze. Un amore tenero, delicato, di quelli che fanno sentire in giro profumo di buono. 
L'amore tormentato, come quello che lega Zach e sua moglie. Un amore difficile, segnato da vicende che hanno lasciato cicatrici profonde, un amore in cui i silenzi hanno creato solchi fino alla radice ma che ancora fa tremare entrambi. 

Nora ha a  che fare sempre con uomini o giovani bellissimi. Sembra che viva in un mondo in cui non esistano altro che lineamenti perfetti, labbra carnose, addome piatto e.... attributi notevoli. 

Il legame di Nora con il suo Padrone è inserito in un ambiente particolare, quello ecclesiastico. Un po' forte ma capace di rendere perfettamente l'idea.
Il personaggio che ho preferito in assoluto è Wesley. Penso a lui con estrema tenerezza. Il suo modo di essere mi ha fatto pensare ad un ragazzo oramai in via di estinzione, con dei forti principi morali che non ha intenzione di mettere a repentaglio con superficialità. La sua coerenza gli costa fatica, lo fa soffrire, e questo lo ha reso ancora più tenero ed indifeso ai miei occhi.

Devo essere sincera: in questo momento non sento l'esigenza di andare a leggere la seconda parte di quella che è stata concepita come una trilogia. Ciò non toglie che il libro sia scritto bene, con una trama ben strutturata, personaggi che non nascondono le proprie debolezze anche se il continuo riferimento al sesso che Nora fa in ogni momento della sua vita mi è sembrato un tantino pesante.

Storia coinvolgente, se si ama il genere. 
Con questa lettura partecipo  alla  Visual Challenge in quanto in copertina compare una piuma che è una delle immagini da cercare per questo mese. 

Inoltre, partecipo alla challenge  Di che colore sei? in quanto libro suggerito per lo spicchio rosa.

 

giovedì 23 febbraio 2017

Big apple (M. Seals)

Lex bello, ricchissimo e sciupafemmine.
Dora (Fedora è il suo nome originale), assistente personale del capo che sa fare un ottimo caffè ma che non viene affatto valorizzata per le sue qualità professionali.

Sono loro i protagonisti di un libro che non rientra affatto nei generi che amo e che ho apprezzato solo in parte. Quella che viene descritta secondo me è una situazione piuttosto assurda che, tutto sommato, scorre.

Erotico nelle intenzioni (e di fatto non mancano le descrizioni di amplessi stellari) il libro non risparmia espressioni volgari anche quando non sarebbe affatto necessario. Dal piglio ironico, fin troppo in alcuni passaggi, l'autrice propone il riscatto di una donna sul grande capo: il loro legame professionale inizia nel momento in cui lui la licenzia. Strano a dirsi ma nella situazione in cui vengono a trovarsi i due è proprio così. Si arriva ad un contratto ed una delle clausole imposte da Dora è una convivenza, a casa sua, per un certo periodo di tempo.

Lex dovrà lasciare il lusso sfrenato per adattarsi ad una situazione che gli va più che stretta. C'è di mezzo un contratto (non è una situazione nuova, o mi sbaglio?) ma stavolta ad avere il coltello dalla parte del manico (chiedo scusa per l'espressione...) è lei, non lui.

Intende riscattare l'intero genere femminile punendo un uomo che, da sempre, considera le donne come mero oggetto sessuale anche se lei, a dire il vero, è fatta della stessa identica pasta visto che ammette candidamente di non amare rapporti duraturi ma rapporti. Fisici, s'intende!
Lui è abituato a comprare tutto e tutti con il denaro e, a dire il vero, non si smentirà fino alla fine. 
Lei si propone come salvatrice del mondo nel momento in cui si prefigge di dare una sonora lezione a quel giovane rampollo pieno zeppo di soldi e di donne, con il chiodo fisso del sesso (argomento discusso apertamente anche con amici che hanno la stessa fissa).

Non ho proprio gradito lo stile narrativo dell'autrice che si fa rivolgere i personaggi in modo diretto al lettore. Non è una cosa che mi piace. I personaggi diventano attivi nei confronti del lettore rivolgendosi a lui con affermazioni che intendono chiamarlo in causa o con espressioni che non mi sono affatto gradite.

Big Apple è un libro che propone la storia secondo i punti di vista di entrambi i protagonisti e questo, spesso, comporta delle ripetizioni che solo in alcuni casi sono utili ai fini della comprensione da parte del lettore. Nella maggior parte dei casi sono ripetizioni punto e basta.

Non lo disprezzo del tutto, suvvia!
La storia tra i due mi è sembrata un tantino assurda (ma in storie dal taglio erotico non capita quasi sempre così?) ma l'autrice è brava ad offrire un'altra storia al lettore: quella di Thomas e della sua sorellina che, con una storia personale e familiare alle spalle, entreranno prepotentemente nella vita dei due protagonisti.

Thomas è il personaggio che mi è piaciuto più di tutti ed anche in questo caso si sono semplificate parecchio alcune situazioni che lo riguardano. Resta il fatto che Thomas, nonostante tutto, è un personaggio positivo. 

Lex... troppo issimo
Bellissimo, ricchissimo, affascinantissimo, issimo anche dalla cintura in giù!
Dora del tutto estranea al mondo dei ricchi e lontana anni luce a quell'eleganza e quella classe che donne di un certo livello - lo stesso livello di Lex o giù di lì - dovrebbe avere. Somiglia più ad uno scaricatore di porto che non ad una potenziale fidanzata per il capo. 

Queste due realtà si incontrano e si trovano sulle stesse corde nelle ripetute scene di sesso, così senza pensarci troppo. Seppur coinvolti al massimo in quei momenti, per il resto del tempo Lex e Dora non fanno che odiarsi, disprezzarsi... 
Potranno avere un futuro? Soprattutto, lo vogliono un futuro o, per entrambi, è la solita storia di sessoe e niente più? Cosa realmente li lega?

Per gli amanti del genere, per chi cerca scene erotiche può andare bene. Io - l'ho già detto e lo ripeto - credo che l'erotismo e la sensualità siano altro rispetto alla descrizione di movimenti nei minimi particolari. Dopo aver letto Histoire d'O sono molto critica nei confronti di chi si cimenta in questo genere. Quelle ripetute scene mi hanno un po' annoiata, alla fine, soprattutto perchè l'atto sessuale viene continuamente proposto come fine a se stesso punto e basta... Ho seguito con molto più interesse la storia di Thomas e di sua sorella, lo ammetto.
Va anche detto, però, che ad un certo punto la situazione cambia e subentra qualche cosa di nuovo per entrambi.

Con questa lettura - che consiglio solo a chi non ha grosse pretese - partecipo alla  challenge di Chiara del blog La lettrice sulle nuvole.
Ps. il tizio in copertina non ha niente a che vedere (dal punto di vista del fisico e dell'aspetto che le descrizioni lasciano immaginare) con Lex. Niente proprio! Ed anche il tacco di lei... fuorviante!

domenica 14 agosto 2016

Prima di questo letto (S. Piloni)

Non mi è piaciuto. L'esordio letterario di Stefania Piloni con Prima di questo letto non mi è proprio piaciuto. Ho fatto una gran fatica ad arrivare alla fine.

L'ho trovato in biblioteca e l'ho scelto per partecipare alla terza tappa della Challenge Le Lgs sfidano i lettori, per l'obiettivo n. 2: un libro con una donna raffigurata in copertina.
Utilissimo per la challenge ma proprio non mi è piaciuto.

Buone le intenzioni: l'autrice ha voluto dimostrare come una donna possa darsi un'occasione di riscatto dal punto di vista sessuale e passare da mero oggetto di desiderio di un marito che sta con lei più per abitudine che per altro ad una donna che, per scelta, decide di godere dell'uomo e non subire in fretta punto e basta. 

Scopre, così, una femminilità del tutto sopita nel periodo di un matrimonio che andava stretto ad entrambi. Un matrimonio quasi subito più che desiderato.
E lo fa scegliendo i suoi amanti a caso, senza andare troppo per i sottile. Una notte e via. Questo è quello che vuole. Chi inizia a starle con il fiato sul collo la opprime. Non è questo che vuole.

Fino a che, nei meandri della ricerca del pieno godimento e nella riscoperta della propria passione, arriva anche l'Amore. Quello che l'autrice scrive sempre con la A maiuscola. E come, dice l'autrice nella bandella del libro, l'amore potrà essere, per entrambi, la vera tentazione, l'ultima trasgressione? Quando il sesso diventa qualche cosa di più di un incontro tra due corpi e due anime, allora cosa succede?

L'autrice, secondo il mio parere, usa dei giri di parole inutili. Scrive in modo troppo cervellotico per parlare di un argomento che, secondo me, non lo richiede affatto. Anche quando mette a nudo la sessualità femminile lo fa in modo complicato e a volte confuso. In alcuni punti mi sono proprio persa per poi ritrovare scene di sesso anche piuttosto esplicite che, però, mi hanno annoiata. Non posso farci niente. Può andare bene per chi cerca la descrizione di qualche scena spinta, ma credo che questo non basti per fare di un libro un bel libro. Almeno per me è così. Ci si deve sorbire un sacco di noia prima di arrivare, ammesso che lo si cercasse, un passaggio di quel tipo. Non è il mio caso.

Vada per il riscatto del gentil sesso nei confronti dell'oppressione, anche sessuale, di un uomo che ama tutto meno che sua moglie. Ma per il resto ho apprezzato ben poco. 

Mi dispiace ma non è un libro che è stato capace di toccare le corde giuste. Forse sono io che ho dei limiti da questo punto di vista, non lo so. Ma in alcuni punti mi è venuto il mal di testa. Preferisco un linguaggio più sempliche, chiaro ed anche ricercato, perchè no, ma meno arzigogolato, soprattutto in un contesto che non richiede affatto una scrittura così.

sabato 20 febbraio 2016

Dolce come il cioccolato (L. Esquivel)

Di Laura Esquivel ho letto, tempo fa Veloce come il desiderio e ricordo che mi piacque molto di più di quanto non mi sia piaciuto Dolce come il cioccolato.

Ho preso in prestito in biblioteca un'edizione piuttosto vecchiotta (vi è stampato il prezzo in lire) e devo dire che la copertina non solo non mi è piaciuta affatto ma l'ho trovata un tantino inopportunta. Probabilmente, anni fa, le copertine in stile "Harmony" andavano alla moda per attirare lettrici... Anche in copertina è stata stampata una dicitura in rosso con cui si specifica che si tratta di un romanzo pizzante in dodici puntate con ricette, amori e rimedi casalinghi.

Ricette - amori - rimedi casalinghi: ingredienti, questi, che probabilmente avevano il compito di attirare lettrici.
Io vi ho trovato ricette, quello è vero, una per ogni capitolo (ed i capitoli sono dodici).
Amori, questo anche è vero visto che si intrecciano diverse storie d'amore.
Rimedi casalinghi, vero anche questo.
Allora cos'è che non va?
Innanzitutto il titolo non è per niente rispondente alla storia: la traduzione italiana del titolo originale porta fuori pista.

Como agua para chocolate: questo è il titolo originale e la dice lunga. Eh si... perchè nel libro, tra le varie ricette, si propone anche il metodo migliore per far sciogliere la cioccolata (al capitolo nove) nel modo giusto e senza inconvenienti. 
...si mette a cuocere una tavoletta di cioccolato nell'acqua (...) quando inizia a prendere bollore, si toglie dalla fiamma, si fa sciogliere perfettamente la tavoletta e si sbatte con il frullino finché si amalgama bene con l'acqua. 
Un passaggio carico di simbologia se lo si mette in collegamento con quanto accade tra due persone che si amano, che si desiderano... ciò che accade quando l'uno entra in contatto con l'altro. L'acqua che bolle e quel bollore che porta  sciogliere completamente la cioccolata fino a diventare un tutt'uno. Ecco, in questo contesto il titolo ha un senso. Ma Dolce come il cioccolato proprio non c'entra.

E poi la storia in se mi è piaciuta poco. 
La figura di Tita, la protagonista, è quella di una donna carismatica, forte e caparbia. Ama Pedro ma non può sposarlo per un'assurda tradizione di famiglia secondo cui l'ultima figlia non può convolare a giuste nozze perché deve accudire la madre fino alla sua morte. Ecco, dunque, che quando Pedro si presenta a chiedere la mano della sua innamorata il consenso da parte della madre di lei viene dato per un matrimonio, ma non per il suo!

Tutto ha inizio da qui. Un amore tormentato con personaggi che, secondo me, non sono molto approfonditi. La passione che mette Tita nella cucina è ammirevole e si tramuta in pietanze che non sono solo buone per il palato ma che hanno effetti anche per l'anima. A tutto ciò si mischia anche una certa aurea magica, misteriosa che, secondo mio parere, rende le situazioni assurde.
La storia non mi ha catturata. Non posso dire altro perché rischierei di svelare troppo ma - pur nella consapevolezza che all'epoca (siamo nel Messico dei primi del Novecento) si avessero abitudini particolari soprattutto in fatto di rapporti familiari, quanto accade mi è sembrato davvero assurdo e poco realistico. 

Il finale? Non me lo aspettavo proprio ma questa sorpresa non è stata sufficiente a farmi amare questo libro.

Da ultimo. Romanzo piccante proprio no. Su. Non ci ho trovato proprio niente di piccante. Magari in qualche momento si descrivono situazioni sensuali, di tensione amorosa tra i personaggi ma di piccante non c'è niente, fuorchè il peperoncino che magari Tita aveva in cucina!

Con questa lettura partecipo  alla Challenge 2016 - Le Lgs sfidano i lettori.
Per la prima tappa propongo questa lettura per il raggiungimento dell'obiettivo n. 1: un libro con un alimento nel titolo. In questo caso, CIOCCOLATO.