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giovedì 5 gennaio 2023

Il Natale di Poirot (A. Christie)

 

A Natale si è tutti più buoni. Più o meno. 

Nel libro di Agatha Christie se ne ha una prova in quello che è diventato un classico del giallo, in particolare nel periodo natalizio. Scritto nel 1939 narra le vicende che hanno per protagonista la famiglia Lee convocata dal patriarca, Simeon, per passare tutti insieme la vigilia e il giorno di Natale.

Tutti insieme a scambiarsi grandi sorrisi e abbracci - molti di loro non si vedevano da parecchio tempo - al cospetto di un uomo che appare subito come un burattinaio che è pronto a condurre un gioco che lui stesso ha studiato a tavolino, in ogni dettaglio.

Il signor Lee non è stato, in gioventù e negli anni della maturità, un padre affettuoso così come non ha coltivato un buon rapporto con la defunta moglie e il suo carattere emerge a chiare lettere proprio nel momento in cui tutti si aspetterebbero armonia e serenità: è un uomo che ama divertirsi alle spalle degli altri, dei suoi famigliari nello specifico.

L'autrice presenta tutti coloro che si trovano in casa con lui: Alfred e Lydia, George e Magdalene, David e Hilda (figli e rispettive mogli), Harry (figlio), a sorpresa l'unica nipote Pilar Estravados (figlia della sua figlia defunta due anni prima), Stephen Farr figlio di un vecchio amico di Simeon, in realtà figlio illegittimo di Simeon. A loro si sommano il Sovrintendente Sugden e il Colonnello Johnson della Polizia, Tressilian maggiordomo, Horbur cameriere personale e lui, Hercule Poirot che arriva sul posto come consulente della polizia.

L'atmosfera è tutt'altro che natalizia soprattutto dopo che il patriarca comunica telefonicamente al suo avvocato di voler cambiare il proprio testamento e dopo che tutti ascoltano, perchè convocati nella staza in cui sta avvenendo il colloqui telefonico.

Cosa lega quella famiglia? O meglio, c'è qualche cosa che lega quella famiglia? Un pizzico di amore fraterno o filiale si fa fatica a rintracciarlo... il passato o il presente di ognuno dei convenuti allunga delle ombre sul rapporto con Simoeon tanto che appare inevitabile "il fattaccio" compiuto il quale (l'assassinio del patriarca) Johnson, Sugden e Poirot iniziano ad indagare, a fare domande, a raccogliere elementi da mettere insieme.

Tutti mentono: Poirot non ha dubbi in merito, dopo aver ascoltato le diverse versioni dei fatti. Il punto sta chi lo fa in modo innocuo e chi, invece, per nascondere la sua colpa.

L'idea narrativa di fondo non è originalissima nel senso che altri romanzi sono stati strutturati, nel tempo, allo stesso modo. A rendere originale la storia, però, è lo stile della Christie che descrive alla perfezione i personaggi senza esagerazioni, che non ha bisogno di ambientazioni eccessivamente scenografiche o di espedienti tali da trasmettere un omicidio "sopra le righe". Con eleganza viene concentrato il tutto sulle capacità di Poirot: capacità d'osservazione, d'ascolto, di deduzione tanto da arrivare a dire - una volta che viene svelato il mistero - "...ma come ha fatto a capirlo??". 

Si tratta di una lettura che non può mancare per gli estimatori dell'autrice ma anche per chi volesse lasciarsi andare ad un giallo scorrevole, che ha il sapore del passato anche (e non potrebbe essere altrimenti) per lo stile di scrittura, che intrattiene e stuzzica il lettore coinvolgendolo nelle indagini, pezzetto dopo pezzetto.

Un piccolo appunto: l'uso del passato remoto mi è sembrato inopportuno soprattutto nelle descrizioni di quanto accaduto pochi attimi prima. Il passato prossimo avrebbe reso il tutto ancora più scorrevole e grammaticalmente corretto, secondo me. Ma chi sono io per criticare la Christie??? 

Ultima considerazione: ho trovato disponibile in biblioteca una vecchia edizione (1977 per la modica cifra di lire 800!!!) con le pagine ingiallite... al piacere di avere tra le mani un libro che mi ha dato l'impressione di essere senza tempo ho dovuto sommare la difficoltà di dover fare attenzione a sfogliare le pagine per non rovinarlo e il colore delle pagine ha reso un po' più faticosa la lettura, ma ciò riguarda l'edizione che ho trovato io, non certo il libro in assoluto. In edizioni più recenti il problema, di certo, non sussiste. In ogni modo, non disdegno edizioni vintage che hanno sempre un loro fascino.
***
Il Natale di Poirot
Agatha Christie
Mondadori editore
Edizione del 1977 - 213 pag.

venerdì 30 dicembre 2022

Il Grinch - Dr. Seuss

 

Conoscevo di fama Il Grinch e nei giorni scorsi ho avuto il piacere di fare la sua conoscenza "da vicino".
 
Alla ricerca di letture in biblioteca da proporre ad alta voce ai bambini della scuola primaria è spuntato fuori questo piccoli librettino e mi sono lasciata prendere dalla curiosità. Prima di leggerlo in classe leggiamo sempre noi grandi le letture scelte ed ecco come ho fatto la sua conoscenza.
Non ama il Natale, lui. Per niente.
E cerca di rompere le uova nel paniere a tutti coloro che, invece, stanno vivendo appieno l’aria natalizia.
Le prova di tutte, ma proprio tutte.
Alla fine, però, si rende conto che lo spirito natalizio non sta nei doni, nelle luci, nei dolci bensì nei cuori.
 
In poche pagine si racconta, in modo efficace, come si può cercare di rovinare il Natale agli altri ma anche quanto sia facile comprendere che non sono i doni, l’albero con le lucine o i dolcetti a fare il Natale quanto, piuttosto, la vicinanza di un amico, di una persona cara.
Trovo che sia una storia piuttosto efficace per far comprendere quando basti poco per riscoprire il senso del Natale e alla fine la figura del Grinch, seppur negativa perché vorrebbe annullare la gioia di tutti coloro che sono – invece – presi dal periodo natalizio, diventa un mezzo per eliminare tutto ciò che è superfluo e arrivare al cuore del Natale.

Storia carina, personaggio che è diventato famoso più grazie al piccolo schermo che ai libro ma che non può mancare in nessun Natale che si rispetti.
Stile scorrevole, linguaggio perfetto per arrivare ai più piccoli, personaggio che diventa simpatico anche se si comporta da antipatico!
*** 
Il Grinch
Dr. Seuss
Mondadori editore
pag. 64

mercoledì 21 dicembre 2022

L'anno che a Roma fu due volte Natale (R. Venturini)

 

 

Una commedia tragicomica che non mi ha trasmesso niente. 

Mi spiace ma non sono riuscita a trovare sintonia con i personaggi, con la storia, con lo stile. 

Il libro L'anno che a Roma fu due volte Natale (che peraltro di atmosfera natalizia non ha niente se non il titolo e la copertina con la pallina dell'albero) non mi ha catturata, non mi ha emozionata, non mi ha nemmeno divertita se non per qualche fugace momento, subito rientrato però perchè se è vero che alcune situazioni strappano un sorriso è anche vero che arriva, uguale e contraria, tanta tristezza.

Ma andiamo con ordine. La fatica letteraria dell'autore è coraggiosa, questo sì. Ma per quel che mi riguarda non ha raggiunto l'obiettivo sperato: indurmi ad apprezzare la storia narrata.

Siamo a Torvaianica, frazione di Pomezia e località balneare del litorale romano nella quale, negli anni Sessanta, attori e registi andavano a passare le vacanze. Da allora le cose sono cambiate e l'autore ben descrive quanto accaduto: la storia non è ambientata negli anni Sessanta, no, ma in tempi più moderni quando ormai il quartiere è diventata "una torretta della mafia su Roma" (metto tra virgolette perchè non sono io a dirlo). 

In questo ambiente vive Alfreda, una signora anziana che rappresenta il declino di quel posto: dopo una vita coniugale felice, rimasta vedova, oggi è un'accumulatrice seriale, diabetica, fortemente sovrappeso. Marco è suo figlio: un ragazzo piuttosto particolare al quale la donna - che dice di vedere Sandra Mondaini nella sua casa e di ascoltare le sue lamentele e richieste - chiede di fare in modo di dare corso ad una richiesta di Sandra, quella di ricongiungerla con Raimondo, ora che sono entrambi passati a miglior vita e che riposta lontano da lei. Una richiesta piuttosto perentoria, la sua, dietro minaccia di uccidersi se suo figlio non farà in modo di accontentarla e dare a Sandra la serenità che le manca.

Con Marco scende in campo una singolare compagnia: Er Donna, un travestito che non ha mai nascosto di aver fatto vita di strada; Carlo, da sempre presente nella vita di Marco ed Alfreda cui è legato da un'antica amicizia.

Questa la storia di fondo, arricchita da ricordi che tornano alla mente a destra e a sinistra, tentativi di offrire scene divertenti ma che a me, onestamente, anche se sulle prime hanno strappato un sorrisino poi hanno subito profondamente rattristata.

Magari saranno piccole o grandi follie quotidiane quelle raccontate e che potrebbero far sorridere ma io non ne ho compreso il senso... faccio proprio fatica a raccontare in modo coerente tutto ciò che accade e riesco solo a limitarmi alla richiesta di Alfreda, ai tre che cercano di accontentarla e poco più.

Un grande "bho!" è poi legato al riferimento al Natale che ho cercato tra le righe, tra i capitoli ma tranne un accenno a qualche cosa di natalizio che ho pure rimosso, non c'è altro.

Probabilmente anche stavolta è un mio limite, sono una lettrice più tradizione... Surreale... particolarissimo e non nelle mie corde.

Per fortuna ho preso questo libro in prestito sul sistema bibliotecario Mlol della mia regione altrimenti averi di sicuro detto che sarebbero stati soldi buttati. Mi spiace ma è così!
***
L'anno che a Roma fu due volte Natale
Roberto Venturini
SEM editore
192 pagine
17.00 euro copertina flessibile, 8.99 Kindle

giovedì 16 dicembre 2021

Un Natale indimenticabile (T. Ashley)

 

Classica storia natalizia, tanti buoni sentimenti e scontatissimo finale.

Un Natale indimenticabile è un libro che avevo immaginato di iniziare e finire nell'arco di un paio di giorni ma che si è trascinato, pagina dopo pagina, per più del previso. Non che non fosse scorrevole o scritto male ma... ho avuto l'impressione che la storia non arrivasse mai al dunque, che si "trascinasse", proprio questo è il verbo giusto, di pagina in pagina senza mai arrivare a quella svolta che prima o poi ci sarebbe dovuta essere. E che immaginavo fin dall'inizio. 

La trama è originale almeno nella parte iniziale ed ho subito pensato che promettesse bene poi, però, l'autrice si è persa.

Tabby finisce in carcere per un crimine che non ha commesso ma per il quale viene inchiodata dalla testimonianza di una persona della quale si fidava. Come se non bastasse, il suo ragazzo la lascia e non crede nella sua innocenza ma è fermamente convinto del contrario. 

Giunta all'ultimo periodo di detenzione, quando può continuare a scontare la pena a casa ma con il classico braccialetto di controllo, Tabby trova lungo il suo cammino un angelo che ha l'aspetto di una signora anziana. Mercy, questo, è il suo nome, non è un angelo inteso in senso spirituale (non si tratta di un fantasy in cui ci sono angeli con le ali) ma ha l'animo di un angelo. Sempre pronta a prendersi cura delle persone in difficoltà l'anziana donna tende la sua mano a Tabby tanto da ospitarla ed assumerla come assistente nell'azienda di famiglia che ha bisogno di nuove idee e nuova energia per potersi risollevare dopo un periodo di difficoltà.

La fiducia e l'affetto di Mercy non bastano, però, per abbattere del tutto il muro di diffidenza di Randal, nipote della dell'anziana donna, per un'ex galeotta. L'uomo, futuro amministratore dell'azienda di famiglia, è convinto che dietro a quegli occhi scuri ci sia la mente di una criminale pronte a truffare sua zia. La Marwood’s Magical produce decorazioni natalizie e Randal ha delle idee in testa per poter riconvertire la produzione: Mercy, però, è una donna decisa e, su consiglio di Tabby, non intende cambiare rotta semmai migliorare il migliorabile rendendo proprio la sua assistente una figura importante al suo interno.

Randal è sempre più scettico nei confronti di quella ragazza così particolare che non sembra essere affatto nelle sue corde. Eppure... tra un disastro e l'altro, tra una delusione ed una grande soddisfazione, le vite dei due si incrociano in maniera molto più intensa di quanto non potessero inizialmente pensare.

Il periodo natalizio è perfetto per il finale che è stato messo su carta dall'autrice, evoca la magia del Natale, dei fiocchi di neve, dei buoni sentimenti... però mi aspettavo qualcosina di più.

La storia di Tabby è originale, dicevo, ma gli sviluppi della storia un po' meno. L'autrice si dilunga molto sull'azienda, ripete più e più volte i progetti che la proprietaria ha in mente, si dilunga sui lavori da fare, sulle modifiche da apportare, su tanti dettagli che ad un certo punto mi hanno annoiata. Aspettavo una svolta che è arrivata in modo piuttosto banale per poi arrivare allo scontatissimo finale.

Che dire? Per essere una storia di Natale ho apprezzato la figura di Mercy: una donna buona, sempre pronta a vedere il bicchiere mezzo pieno, pronta a dare a tutti un'opportunità, capace di trasmettere serenità e buon umore. Una figura perfetta in una storia natalizia.

Per il resto, al di là dei progetti per l'azienda poco si sa di Mercy: la sua personalità viene resa in modo superficiale ed è un peccato perchè credo che avrebbe potuto emergere maggiormente visto che già qual poco che si sa di lei non è male, così come quella di Randal (che pure mi sembra una figura interessante) non è approfondita come avrebbe meritato.

Onestamente avrei preferito meno dettagli aziendali e più informazioni di carattere personale che avrebbero senza dubbio arricchito l'intera trama. 

Il finale arriva molto velocemente e non mi aspettavo niente di diverso.

Non è un libro che rileggerei e di storie natalizie ammetto di averne lette, in passato, di più appassionanti.
***
Un Natale indimenticabile
Trisha Ashley
Newton Compton Editori
415 pagine
9.50 copertina rigida - 14.90 copertina flessibile - 4.99 Kindle

lunedì 29 novembre 2021

Il maialino di Natale (Jk. Rowling)

Scritto per giovani lettori, Il maialino di Natale è un libro che ho letto anche io in questi giorni.

Solitamente non vado dietro alle ultimissime uscite. Anzi, quando sento molto parlare di un libro a ridosso dell'uscita solitamente me ne tengo alla larga.

Ho fatto un'eccezione principalmente perché per una challenge di lettura che si conclude a dicembre avrei dovuto leggere un libro ambientato a Natale e questo maialino è arrivato a casa mia come dono inaspettato per mano di una mia amica che lo ha pensato come coccola per me ma anche come lettura adatta ai miei ragazzi. Una sorta di regalo collettivo!

I libri per ragazzi non mi dispiacciono.

Li leggo sempre volentieri soprattutto quando ho voglia di qualche cosa di accogliente, che mi riscaldi il cuore. Spesso i libri per ragazzi lo sono. Il maialino della Rowling non fa eccezione: è il protagonista, assieme al piccolo Jack, di una storia perfetta per il periodo di Natale e che punta l'attenzione su tanti aspetti importanti che, dietro la narrazione fantastica, emergono con chiarezza. 

Jack è molto legato al suo maialino di pezza (io avevo un pupazzetto che ho tenuto accanto a me per taaaaanto tempo per cui mi sono sentita molto vicina a quel bambino) ma per una serie di circostanze lo perde. Jack è disperato ma non sa che nel giorno della vigilia di Natale tutto può succedere. Quando si trova per le mani un pupazzetto nuovo, un Maialino di Natale come "rimpiazzo" del suo Lino la prima reazione che ha è quella di scagliarlo via lontano da sé.

Reazione comprensibile. Poi, però, quel maialino diventerà - volente o nolente - un suo alleato in una ricerca forsennata in un mondo in cui vanno a finire tutte le cose perdute. Jack non è perduto e, soprattutto, non è una cosa: come potrà arrivare in quel mondo? Chi troverà e cosa succederà? Riuscirà a ritrovare il suo amato Lino?

Durante il suo cammino Jack imparerà il valore dell'amicizia, del sacrificio, della perdita, della speranza. 

Senza dilungarmi troppo sulla trama posso dire di aver pensato immediatamente a mia figlia: lei è molto attaccata alle sue cose, le dispiace buttare via ciò che non usa e se avesse spazio conserverebbe di tutto. Ho immaginato la sua reazione nel conoscere le sensazioni provate dagli oggetti smarriti, che nessuno cerca più o quelli di cui ci si è volontariamente liberati perché sono queste sensazioni che emergono ed arrivano al lettore.

Lo stile è molto semplice, scorrevole e capace di far volare la fantasia però - non so se la mia sarà una delle poche voci fuori dal coro - in alcuni punti mi sono un tantino annoiata. Mi aspettavo qualcosina di più soprattutto dopo aver letto e amato Harry Potter. Forse gli autori famosi pagano pegno per i successi precedenti, non so, e magari dovrei liberarmi dalla zavorra legata a quel famosissimi personaggio. Storia carina, con riferimenti ad argomenti importanti ma ne ho letti di più belli, di libri per ragazzi. 

Ps. molto carine le illustrazioni. Credo che per i lettori più giovani sia perfetto. Magari per un lettore più maturo un po' meno, soprattutto se si aspetta qualche cosa che sia all'altezza dei precedenti lavori dell'autrice.
***
Il maialino di Natale
JK. Rowling
Salani Editore
320 pagine
17.95 euro copertina rigida, 10.99 Kindle

domenica 20 dicembre 2020

Regalare libri a Natale. Perchè no?

Non è mai facile regalare un libro. Bisogna conoscere bene il destinatario del dono per interpretarne i gusti e le preferenze, è vero, ma ci può stare anche una buona dose di rischio, perchè no?

In questo Natale un po' particolare, in cui si ha poca voglia di pensare a doni che, magari, faremo anche fatica a consegnare a persone lontane, io qualche libro sotto l'albero ce lo metterei. Prima di tutto per me, perchè mi sono già fatta qualche regalino... ma anche per le persone care.

Ad oggi ne ho comprati per mia madre (che ama le storie vere, le biografie e storie d'attualità) ed anche per mia figlia, stavolta dietro sua precisa richiesta. Nel pieno dell'uragano che risponde al nome di "adolescenza", stanca di leggere solo i libri consiglia dall'insegnante di lettere, mi ha chiesto un libro che proprio non conoscevo e che, da quanto ho capito, parla agli adolescenti usando la loro lingua.

Prima di consegnarli alle destinatarie non posso svelare i titoli altrimenti che sorpresa sarebbe? Anzi, per mia figlia posso dirlo, visto che me lo ha chiesto lei.

Mi ha chiesto Il ritratto di Dorian Gray perchè assegnato dalla prof. di italiano come lettura delle vacanze ma anche Sempre con te di Mattia Ollerongis che io, onestamente, non so chi sia. Di solito leggo prima di lei i libri che mi chiede, per avere un'idea di cosa si tratta e capire se sono adatti ma stavolta temo che inizierà a leggerlo appena lo avrà tra le mani e io non farò in tempo!!! 

Fatta tale premessa, un paio di titoli da regalare a Natale ho avuto occasione di suggerli in un articolo di Patrizia Gariffo nel quale, assieme ad altri bookblogger, cerco di dare il mio contributo per regalare una buona lettura alle persone che si amano. Ho suggerito un classico ed un libro per ragazzi. 

Chi volesse soddisfare la sua curiosità può cliccare sul link

Ringrazio Patrizia per aver pensato a me. E' sempre bello collaborare con chi condivide la mia stessa passione per la lettura.

Ed io? In tanti mi hanno chiesto cosa vorrei trovare sotto il mio albero di Natale. 

Ebbene, sarà scontata ma quest'anno vorrei trovare un pizzico di serenità, ne abbiamo tutti molto bisogno.

E chi volesse regalarmi un libro? 

Spesso mi dicono: "...ma tu leggi molto, poi se sbaglio, se non è un genere cha ami...". Ebbene, io non ho dei generi che rifuggo in assoluto. Nel tempo mi sono ricreduta anche su vampiri e libri storici, per cui... I libri che ho letto sono tutti recensiti su questo blog per cui chi volesse farmi un regalo può scegliere tra i titoli che qui non compaino. Facilissimo!

A parte gli scherzi... regalare libri è sempre bello anche se so che spesso la paura di sbagliare fa da deterrente! Invito a superare questa paura e a provarci.

Se regalate un libro che avete già letto ed amato non servirà molto altro, sarà un dono fatto con il cuore.

Buon Natale e... buone letture!

venerdì 27 dicembre 2019

La locanda del bianco Natale (C. Wright)

Quanto avrei voluto essere anche io, questo Natale, nella locanda di Jeanne e Tim, nel Vermont! 
Quell'ambientazione così suggestiva, quella neve, quel focolare mi hanno attirata fin dalle prime pagine di un libro perfetto nel periodo natalizio e capace, davvero, di scaldare il cuore.

E' una storia un po' magica ma che potrebbe realmente accadere. E se c'è un pizzico di magia, è quella che il Natale porta con se'.

Il posto è descritto con dovizia di particolari sia dal punto di vista estetico che dei comfort che offre così come della cucina: sembra quasi di sentire i profumi speziati, di avvertire la croccantezza dei dolcetti, la freschezza del pane appena cotto.
Sono descrizioni che contribuiscono a rendere tutto ancora più magico.

Nella locanda si incontrano persone diverse, ognuno con la sua storia, ognuno con le sue aspettative e le sue speranze. Complice una tormenta di neve che ha reso necessario la chiusura delle strade, alla locanda arriverà anche chi non era prenotato e chi non avrebbe proprio dovuto fare tappa in quel posto. Ognuno, alla fine della storia, si è invece trovato nel posto giusto, al momento giusto. E un piccolo grazie va dato anche alla tormenta di neve, a ben guardare, che ha permesso che si verificassero alcune particolari circostanze.

E' una lettura che consiglio a chi abbia voglia di una storia capace di strappare un sorriso e di riscaldare il cuore, a chi crede nella magia nel Natale o vuole tornare a crederci. La consiglio anche a giovani lettori e giovani lettrici: la storia è scorrevole, scritta con garbo ed in modo efficace, con uno stile semplice ma non banale.
Probabilmente era il momento giusto ma devo dire che questa lettura mi è proprio piaciuta!

I personaggi principali, o per lo meno quelli che mi sono piaciuti di più...
Molly: è colei con cui si apre il libro. Scrive storie per bambini ed è in cerca dell'ispirazione per il suo libro: non è in formissima, a dire il vero, ed ha cercato un luogo adatto per risvegliare il suo estro. Farà un incontro importante, che potrebbe cambiarle la vita. Di Molly ho apprezzato la schiettezza, la semplicità ma anche la paura... la puara di non riuscire, di non essere apprezzata, di non essere all'altezza.
Luke: è il personaggio che mi è piaciuto più di tutti. Nipote dell'ex proprietaria della locanda, che tuttora vi lavora, viene descritto come un bel ragazzo davvero a modo, atletico, umile (è l'umiltà la caratteristica che ho letto prima di tutte le altre), rispettoso, pronto a fare la sua parte senza voler mai stare al centro dell'attenzione. E' il classico bravo ragazzo che ogni ragazza vorrebbe incontrare nella sua vita!
Geoffrey: parsonaggio un po' burbero che mi ha subito incuriosita. Avevo intuito che fosse un personaggio misterioso ma non avevo ben capito fino a che punto. E' stata una positiva sorpresa, la sua presenza.

Il più odioso? Trevor, senza ombra di dubbio. Irritante, pieno di se', convinto di poter fare e disfare a suo piacimento, altrettanto convinto che tutto gli sia dovuto... Non è un personaggio con il quale si può avere feeling sia per come si comporta che per la descrizione, soprattutto caratteriale, che l'autrice traccia. 
E' comunque un personaggio importante, necessario ai fini della storia. Ma ciò non toglie che sia odioso.

E' un libro che ho anche consigliato ad un'amica che cercava una storia da regalare a Natale: sono certa di averci visto giusto. Piacerà ad animi romantici e non solo!
***
La locanda del bianco Natale
Colleen Wright
Newton Compton Editori
279 pagine
9.90 euro

domenica 20 gennaio 2019

Apettando il Natale. 25 racconti per la Vigilia (AA. VV.)

Sono decisamente fuori tempo, lo so! 
Avevo in programma di leggere nel mese di dicembre il libro Aspettando il Natale. 25 racconti per la Vigilia ma nella biblioteca in cui credevo fosse disponibile era ancora in prestito per cui ho dovuto aspettare. E' arrivato con un mesetto di ritardo ed ho comunque approfittato visto che mi è utile per la challenge Le quattro cavaliere dell'Apocalisse in quanto libro scritto da più autori (è una raccolta di racconti che arrivano da diverse penne) ed anche per la Visual Challenge Upgrade.

Si tratta di una raccolta di racconti di autori vari che hanno voluto raccontare delle storie legate, in un modo o nell'altro, al Natale. Il giorno più atteso dell'anno in alcuni di essi fa da sfondo alle vicende narrate, in altri è solo fonte di ispirazione, in altri ancora è fulcro principale di ciò che accade. E', comunque, l'elemento che accomuna tutti anche se, a volte, per piccole sfumature.
Non tutti i racconti mi sono piaciuti, non tutti mi hanno trasmesso qualche cosa. Lo dico subito, a scanso di equivoci. 

Inoltre, dico fin da subito che non si tratta di racconti adatti a bambini. Forse qualcuno più breve e meno datato di altri.
Un po' per lo stile narrativo - alcuni racconti sono particolarmente  datati e, di conseguenza, lo stile è quello di un tempo - un po' per la morale, non c'è da aspettarsi in assoluto dei racconti gioiosi che terminano tutti con "...e vissero felici e contenti". Cosa, questa, che l'idea di racconti di Natale può dare.

Sono 25, giusti giusti per essere letti a mo' di calendario dell'avvento. 
Questo sì. 
Da lettori adulti, però.

Nel primo racconto ho preso familiarità con una tradizione che non conoscevo, con la Strana vigilia di Ceppo. E' un racconto natalizio piuttosto comune con un uomo ricco che pensa solo a se stesso e dimentica, persino la notte di Natale, sua figlia e i suoi nipoti che sono poveri e non hanno molto da festeggiare. 
Giovanni Verga, nel secondo racconto -  Il Carnevale fallo con chi vuoi; Pasqua e Natale falli coi tuoi - non mi è piaciuto. La storia di quell'uomo lasciato dalla moglie per un altro e poi a sua volta lasciata non mi ha impressionata più di tanto.
Camillo Boito, nel racconto Notte di Natale, narra la storia di un uomo sfortunato che perde gli amori della sua vita e muore in solitudine.
Chi prima non pensa in ultimo sospira è il racconto che mi è piaciuto di più nella prima parte del libro: un uomo che perde un grande amore, sacrificato sull'altare del divertimento e della spensieratezza, in vecchiaia sente tutto il peso di questa scelta scellerata. Ma la vita riserva sorprese... che non sempre portano ad un lieto fine ma fanno riflettere e comprendere appieno gli errori di gioventù. Emerge il senso del rifiuto, l'opportunismo di certe scelte, la delusione davanti alla realtà.

Miracolo di Natale che ricordo bene ma per la scarsa originalità visto che è una rivisitazione de La piccola fiammiferaia di Andersen, richiamata in ogni riga.

Toccante il racconto di Cordelia dal titolo Da un Natale all'altro. Forse poco originale come messaggio natalizio ma comunque commovente: non è la ricchezza che fa la felicità.

Per L'ultimo giocattolo, di Ugo Fleres, ho fatto il tifo fino alla fine affinchè si avesse un finale diverso. Non un finale fatto di solitudine, come invece è stato. Peccato. La storia mi era piaciuta, con un uomo e una donna che si conoscono durante un viaggio in treno e vivono una bella avventura fingendosi, poi marito e moglie... Triste il finale, però.

Emilio De Marchi, con le sue Due scarpe vecchie, torna a proporre un uomo egoista che poi si pente del suo egoismo quando, oramai, è troppo tardi.
D'Annunzio mi ha catturato con la musicalità della sua scrittura e il suo racconto Un albero in Russia non ha riservato una bella sorpresa, alla fine.

Ed ancora, mi si perdoni se non completo l'elencazione ma vorrei concludere segnalando ciò che mi ha colpita di più, aggiungo alcuni  racconti che mi hanno emozionata maggiormente nella seconda parte del libro. Sono, nell'ordine, Il dono di Natale di Grazia Deledda, Una torta e una carezza di Dino Buzzati, La Lettera di Giovannino Guareschi.

La Deledda culla il lettore con dolcezza e delicatezza, portandolo per mano lungo il racconto della nascita di un pastorello. Nell'altro racconto, invece, protagonisti sono gli affetti, l'amore non ripagato allo stesso modo, con la stessa moneta. Trovo che sia una storia molto attuale, che ben si adatta anche ai tempi moderni seppur con alcuni distinguo.

La Lettera di Guareschi fa fare al lettore un tuffo in un  campo di concentramento dove viene data la possibilità ai soldati italiani di scrivere a casa. E come si può, nel poco spazio concesso, racchiudere tutto ciò che il cuore di un soldato vorrebbe dire alla sua famiglia, alla sua amata? E' un soldato che racconta in prima persona e l'autore è molto abile nel toccare le corde del cuore riuscendo anche a strappare un amaro sorriso.
Anche Giulio Bedeschi -  con un racconto tratto da Il Natale degli Alpini - parla di guerra e di chi ha sacrificato la propria vita senza che nessuno ricordasse più il suo nome e di come, per inaccettabili corsi e ricorsi storici, si continui ad uccidere senza aver nulla imparato dal passato. Una storia triste, anche questa, purtroppo, molto attuale. 

Ho apprezzato, in coda al libro, le note esplicative che permettono di conoscere meglio gli autori. Ammetto che alcuni mi erano sconosciuti ed ho fatto tesoro delle informazioni che ho trovato a lettura ultimata per sapere qualche cosa di più su di loro. 

Ps. in apertura dicevo che non si tratta di storie adatte ai bambini. Avevo pensato che fosse così forse per via dell'immagine di copertina che, però, mi ha fuorviata.

mercoledì 5 dicembre 2018

Emozioni di Natale (Cordelia, P. Pulixi)

Può sembrare un libro con storie natalizie adatte ai più piccoli ma non è così. Eh no! Emozioni di Natale è un libro piccino piccono che raccoglie due racconti molto diversi tra loro ma accomunati da un unico comune denominatore: situazioni di contrasto o, comunque, rapporti oramai sfaldati possono essere recuperati. 
E se tutto ciò accade a Natale, meglio ancora!
Nel primo racconto, di Cordelia, sono rapporti familiari che si sono incrinati nel tempo. Rapporti tra due famiglie che, per orgoglio, sono non solo freddi ma addirittura ostili per una serie di motivi. Eppure, con un po’ di buona volontà e con qualcuno che faccia il primo passo, anche gli scontri più profondi possono essere annullati e sostituiti da buoni rapporti.

Nel secondo, il racconto di Piergiorgio Pulixi, la situazione è molto diversa. I protagonisti sono degli adulti che portano addosso i segni della solitudine e della sofferenza, del rimorso e della colpa. Si arriverà al punto di rottura prima di riuscire a riprendere la retta via e creare le condizioni perché la situazione non degeneri. 

Volutamente non dico altro delle due storie che, essendo piuttosto brevi, verrebbero svelate in un batter d'occhio. 

Posso dire che non si tratta di storie per bambini, come accennavo in apertura. Soprattutto la seconda è una storia forte, che pone in primo piano la solitudine, la disperazione, il rimorso, la vogli di vendetta per una dolorosa perdita.

In entrambi i casi, però, si fa largo la speranza, un raggio di luce che torna a portare serenità. Sono letture di Natale appunto per questo, raccolte in un libro maneggevole e che propone anche una introduzione poetica.

E' un libro edito da Graphe.it, qui la scheda.

mercoledì 11 gennaio 2017

La cena di Natale di Io che amo solo te (L. Bianchini)

Natale è stato archiviato ma Luca Bianchini è riuscito a farmi tornare indietro di qualche settimana per immergermi nuovamente in quell'atmosfera festosa del periodo appena archiviato.
E mi ha fatto sorridere raccontando le vicissitudini dei personaggi proposti nel libro precedente, Io che amo solo te, che tornano ad essere di nuovo protagonisti.

La cena di Natale di Io che amo solo te è proprio l'appuntamento natalizio di tutti quei personaggi che l'autore ha fatto conoscere in precedenza e che ritrova con le loro caratteristiche, le loro particolarità ed anche con le loro fragilità.

Ecco, dunque, che l'arrivo della neve a Polignano a Mare porta un pizzico di novità per tutti gli abitanti. 
Per qualcuno, in particolare, la novità arriva per altra mano: è Matilde che riceve un anello con smeraldo da suo marito, don Mimì che la omaggia in questo modo senza dare lo stesso peso che a quell'anello darà sua moglie. Per lei è un segno del suo rinnovato amore. Per lui è un modo per scusarsi di averla trascurata. 
Perchè don Mimì la trascura, ed anche parecchio, soprattutto per via di quella Ninella (consuocera in quanto madre di suo genero) che è stata il suo grande amore e che ancora ha un posto speciale nel suo cuore.
Matilde, rinfrancata nell'animo da un così prezioso ed inaspettato dono - peraltro consegnato anche in anticipo sui classici tempi natalizi - decide di voler approfittarne per mettere al tappeto quella che sa essere la sua rivale al cospetto di don Mimì: pensa di sfoggiare quella meraviglia di anello nel corso di una sontuosa cena, la cena di Natale, che intende organizzare in fretta e furia con l'intenzione di fare, però, non bella ma ottima figura con tutti gli inviati che dovranno morire d'invidia per la manifestazione d'amore di suo marito e, allo stesso tempo, per il banchetto che sarà offerto.
Ninella, da parte sua, accetta con entusiasmo l'invito, se non altro per trovarsi nella stessa stanza con il suo grande amore: cinquant'anni, vedova, bella donna, madre di due figlie, Ninella prova le stesse sensazioni di una giovane innamorata pur sapendo che quello non è il suo uomo, non del tutto almeno.

Attorno al tavolo della Firsth Lady (è questo l'appellativo di Matilde) si troveranno personaggi persi nei loro pensieri, tutti legati l'uno a l'altro, e pronti a portare un pezzetto di se per arricchire una storia simpatica, che sembra la parodia di una cena di Natale dei tempi moderni in una grande famiglia.
Ci sarà l'adolescente Nancy che, terrorizzata dall'idea di essere ancora illibata, pensa al modo per poter diventare una come le altre perdendo con onore la sua verginità.
Ci sarà un uomo schiacciato tra una moglie probabilmente incinta ed un'amante probabilmente incinta. Ci sarà un ragazzo gay, figlio di Matilde e don Mimì, che prova sentimenti contrastanti per un Innominato e che darà una svolta alla sua vita, almeno per quanto riguarda questa controversa figura. Ci sarà anche una zia irriverente, un ragazzo intraprendente pronto a consegnare prodotti congelati ma anche ad intrattenere la bella cliente e tanto altro ancora.

E' un libro che si legge in fretta: lo stile di Bianchini è leggero ma pungente, ironico quanto basta per far sorridere ma anche per trasmettere tutta la tristezza che può essere celata dietro ad un sorriso di circostanza.

Il personaggio che più mi ha emozionata è stato quello di Ninella: l'ho immaginata con la sua tinta bionda non proprio azzeccata, alle prese con due figlie (una sposata da poco ed un'adolescente) con i loro pensieri ed i loro problemi ma ho anche percepito la sua emozione ed il battito del suo cuore per un contatto casuale ma non troppo, per un bacio rubato, per una promessa mai avuta.

Per poter meglio afferrare le vicissitudini dei personaggi consiglio di leggere prima l'altro libro, Io che amo solo te
Per chi, invece, volesse partire da qui credo di poter dire che la storia si regge comunque, anche senza la puntata precedente che, però, darebbe completezza. Ci sono alcuni riferimenti a vicende precedenti che, se manca il primo libro, qui restano solo accennate.
Lettura divertente e leggera ma, a ben guardare, non banale. 

Ps. ci sono tutti gli ingredienti giusti per pensare che si possa avere un seguito!

Con questo libro partecipo alla gara di lettura The Hunting Word Challenge.
 
Nel titolo compare la parola NATALE ed un ALBERO DI NATALE è illustrato in copertina.

venerdì 30 dicembre 2016

Posso aiutarti San Nicolò? (G. M. Scheidl - J. P. Corderoc'h) - Venerdì del libro

Per questo ultimo Venerdì del libro dell'anno la nostra proposta arriva dalla principessa di casa con una storia natalizia. Natale è passato, è vero, ma storie di questo tipo fanno sempre bene, non solo a Natale.

Si tratta di Posso aiutarti San Nicolò? libro della casa editrice Nord Sud Edizioni, trovato in biblioteca. E' un libro illustrato, edito nel 1988 ma non per questo sorpassato. Chi l'ha detto che i bei libri vadano cercati solo tra le novità in libreria? Noi amiamo le biblioteche e spesso riservano delle belle sorprese, come in questo caso.

Propone la figura di San Nicolò alle prese con la consegna dei doni ai bambini.
Devo dire che dalle mie parti questa figura non è molto nota. Dilaga Babbo Natale e San Nicolò è conosciuto da pochi.
San Nicola, si racconta, venne a sapere che tre povere bambine della sua città sarebbero state vendute come schiave, perché la famiglia non poteva assegnare loro una dote con la quale, divenute grandi, si sarebbero potute sposare. Allora il vescovo andò solo nella notte, fino alla casa delle povere bambine e posò sulla finestra tre sacchetti pieni d’oro. Da qui nasce la tradizione secondo la quale San Nicola (conosciuto anche come San Nicolò), nella notte del 5 dicembre porta doni ai bambini.
Ecco, questo è quello che so io di questo personaggio.

Nel libro che proponiamo oggi San Nicolò si trova un po' in difficoltà e lungo il suo cammino incontra alcuni amici che gli offrono il loro aiuto. Lui non è molto fiducioso, anzi... teme che l'orso e gli altri animali abbiano delle cattive intenzioni nei suoi confronti ma si dovrà ricredere.

E' una bella storia di solidarietà ed amicizia. Una storia che lascia cadere i pregiudizi davanti alle buone azioni e alla volontà di dare una mano.

Molto belle le illustrazioni che accompagnano la storia, libro illustrato di gran formato molto gradevole anche da maneggiare. 
A noi è piaciuto. In biblioteca abbiamo trovato anche un'altra storia della stessa casa editrice e con lo stesso personaggio ma per il momento abbiamo preso in prestito solo questo. E ci è piaciuto.

Anche se il Natale è passato è una storia che suggeriamo. Una storia che "sa di buono" non può certo far male.

venerdì 16 dicembre 2016

Il vero Babbo Natale sono io! (I. Ostheeren - C. Unzner) - Venerdì del libro

E se Babbo Natale venisse sulla terra e si accorgesse che la sua figura è più che inflazionata?
Cosa potrebbe succedere? 
Bhè, lo si può scoprire leggendo il libro Il vero Babbo Natale sono io! della casa editrice Nord-Sud.

Si tratta di un bel libro dal sapore natalizio che mia figlia ha molto gradito. L'ometto di casa si è fatto anche una grassa risata quando un poliziotto, non riuscendo a riconosce il vero Babbo Natale, stava per fargli una multa perchè non aveva ruote a norma sulla slitta!
 
Babbo Natale è pronto a consegnare i suoi doni quando si accorge, arrivato sulla terra, che è diventato davvero semplice farsi passare per lui. Nei supermercati, nelle palazzine dei pompieri, nella piazze: Babbo Natale alto, basso, magro, grasso, con gli occhiali da sole e le scarpe da tennis.

Quando, poi, una signora impedisce alla sua bambina di ricevere dalle sue mani una bambola che tanto desiderava perchè "...non si può dare confidenza agli sconosciuti" allora crolla del tutto.

Sente di non essere più utile, di non servire più a nessuno e se ne torna per la via di casa con tutto il suo carico di doni incartati con nastri luccicanti.
Incontra, però, una vecchina che gli fa capire che c'è ancora chi crede in lui.

E' una bella storia, capace di far riflettere sulla figura di Babb Natale (esiste? non esiste? c'è da crederci oppure no?) con delle belle immagini e un testo capace di fare una fotografia della situazione attuale. Si può forse negare che si trovi un Babbo Natale in ogni angolo? Figura inflazionata, super inflazionata, tanto che i bambini sono davvero frastornati davanti a tutti questi uomini barbuti in rosso che li invitano a consegnare nelle loro mani la propria letterina in cui sono indicati tutti i desideri che vorrebbero vedere realizzati.

Non so dire se questo libro sia ancora in commercio. Quella che ho avuto in prestito io da una biblioteca della zona è un'edizione del 1999.
Un bel racconto natalizio che suggerisco per questo Venerdì del libro, così vicino al Natale. Si tratta di un libro scritto da Ingrid Ostheeren e illustrato da Christa Unzner, testo in italiano di Cristina Trom bara.

E voi, ci credete a Babbo Natale?

martedì 22 novembre 2016

Buon Natale, Valentina! (A. Petrosino)

Da un mesetto a questa parte abbiamo ripresto l'abitudine di leggere a voce alta un capitolo di un libro la sera prima di andare a dormire. I miei figli iniziano ad essere grandini (nove ed undici anni) e leggono per conto loro ma da quando ci ha scombussolati il terremoto la coccola serale della lettura ad alta voce è stata richiesta a gran voce da tutti e due. 

Un modo per addormentarsi in serenità, con belle storie a far loro compagnia.

Ho proposto loro una storia natalizia con una simpatica protagonista che si chiama Valentina, in un libro carico di buoni propositi e positività.  Buon Natale, Valentina: il titolo lascia ben intendere il periodo in cui si svolge l'avventura così come la copertina è piuttosto eloquente!

Valentina è un personaggio di una serie di libri in cui mi sono imbattuta in biblioteca ed ho iniziato da qui, da quello natalizio. 

L'autore, Angelo Petrosino, propone le avventure di una ragazzina che sa il fatto suo. Ha le idee chiare, chiarissime: quest'anno la festa di Natale sarà una festa speciale, con invitati speciali!
Per questo si mette al lavoro cercando di coinvolgere persone speciali alla festa a casa sua. Ma non sono persone speciali perchè hanno fatto qualche cosa di straordinario, gli invitati che ha in mente: sono piuttosto persone normalissime che Valentina ha piacere di avere vicino in questo importante giorno.

Non sono solo persone che conosce e che, magari, non vede da tempo. Farà qualche incontro speciale, come ad esempio quello con Irene, una bambina che chiede l'elemosina ai bordi della strada e  che ha un misteriosa storia alle spalle. O con lo zio, fratello di suo padre, che non aveva mai conosciuto... 
          
La narrazione è scorrevole e ricca, ricchissima di dialoghi. Nella maggior parte dei casi sono dei botta e risposta senza che venga specificato chi è che parla e chi è che risponde: il lettore deve fare attenzione, dunque, per seguire il racconto, tanto più se - come nel nostro caso - la mamma legge a voce alta ed i due uditori ascoltano. Ho cercato di dare diversa intonazioni sui dialoghi ed è stato divertente!

Mi è piaciuto il formato: con copertina rigida e  un formato maneggevole (15 x 20 cm circa).
Mi è piaciuta Valentina: è un personaggio positivo, una bambina allegra e responsabile.
Mi è piaciuta la storia: propone un Natale all'insegna dei buoni sentimenti, dove i regali passano in secondo piano così come passa in secondo piano il menu del pranzo di Natale,  meno importante della copagnia delle persone invitate.
Fa parte della collana Piemme Junior Il battello a vapore e non sarebbe male come idea per un dono da mettere sotto l'albero di un giovane lettore.

Con questa storia che si svolge in un periodo natalizio partecipo alla quarta tappa della Challenge Le Lgs sfidano i lettori, per l'obiettivo n.6. 

lunedì 14 novembre 2016

Natale su tutti i piani (M-A. Murail; Boiry)

E' una storia d'altri tempi quella che viene proposta da Marie-Aude Murail (con illustrazioni di Boiry) nel libro Natale su tutti i piani che, nel titolo originale, è Noel à tous les étages
Una storia dal sapore dickensiano, con personaggi che arrivano al cuore del lettore ed una vicenda che riempie di speranza.

Siamo nel dicembre del 1843.
Janne è una giovane sarta che vive con il suo fratellino malato. Un ragazzino che, probabilmente, non arriverà a festeggiare il prossimo Natale e che custodisce un grande desiderio: imparare a leggere.
Febbricitante e perennemente debole, la sua situazione risente anche del tenore di vita dei due fratelli: vivono in povertà, sono orfani, il lavoro di lei non permette di avere molto. Anzi, non riescono nemmeno a nutrirsi come dovrebbero, soprattutto tenendo conto della situazione del ragazzino, il piccolo Hugues. Che bel regalo sarebbe potergli insegnare a leggere! Sarebbe come realizzare il suo ultimo desiderio. 
Janne, però, non ha soldi per comprare un libro e, soprattutto, lei stessa non sa leggere. Come potrebbe, in questo stato di cose, aiutare il suo fratellino? 
Vivono in un palazzo in cui ognuno ha la sua vita e non è semplice pensare di rivolgersi a qualcuno per chiedere aiuto. Ma è davvero così? O, a ben guardare, qualcuno disposto ad aiutarli c'è? 

Questo libro, edito da Camelozampa nell'edizione italiana e stampato in Italia su carta riciclata con il 100% di fibre riciclate post- consumo, è un cartonato che si presenta esteticamente molto bene, è arricchito da illustrazini che sembrano arrivare da un libro di altri tempi, in linea con la storia.
E' un libro ad alta leggibilità - e questo gli dona un valore aggiunto - adatto, dunque, per tutti i lettori, anche quelli che avessero delle difficoltà.

Mi è piaciuta la tenacia di quel ragazzino. Un ragazzino lontano dal prototipo dei suoi coetanei di oggi che, a differenza sua, spesso non apprezzano la loro capacità di leggere. Per Hugues saper metttere l'una dopo l'altra quelle lettere che a fatica inizia a riconoscere sarebbe un grandissimo dono. E desidera con tutto il cuore un libro che, alla fine, sua sorella le procurerà anche se per fare ciò sarà costretta a rubare. Ruba un libro in casa di una famiglia per la quale lavora e lo ruba ad un ragazzino strafottente che, al contrario di suo fratello, per quel libro non porta nessun rispetto tanto da definirlo noioso e da buttarlo a terra senza troppi complimenti.
Ho ammirato il coraggio di sua sorella, pronta a tutto pur di fare felice il suo fratellino.

Essendo un libro per ragazzi la storia scorre via veloce, senza troppi approfondimenti. Questo però non vuol dire che sia una storia banale, anzi!
Marie-Aude Murail - la più grande scrittrice francese per ragazzi - riesce a condensare tematiche delicate come la malattia, la povertà, l'amore smodato per la lettura ma anche l'egoismo dei ricchi del tempo e la sensibilità di chi, all'apparenza, potrebbe sembrare tutto tranne che sensibile ed attento ai bisogni altrui.

Mi è piaciuto anche il formato e ne consiglio la lettura non solo ai giovani lettori: una storia così può far bene a tutti i cuori, piccoli o grandi che siano.

Con questo libro che è ambientato in un periodo natalizio partecipo alla quarta tappa della Challenge Le Lgs sfidano i lettori, per l'obiettivo n.6.

venerdì 14 ottobre 2016

Fuga dal Natale (J. Grisham) . Venerdì del libro

Lo stile di John Grisham è un altro. O meglio, per chi conosce Il cliente o Il re dei torti, tanto per citare due esempi con cognizione di causa (visto che li ho letti), non è questo lo stile che ha consegnato Grisham al grande pubblico di lettori. 

Eppure l'esperimento è ben riuscito. Almeno secondo me.

Nel libro Fuga dal Natale l'autore propone una storia natalizia divertente ed anche commovente, alla fin fine, perfettamente in tema con il periodo dell'anno da cui prende il titolo. Ora è un po' presto, è vero, ma visto che il tempo vola, ho letto con piacere la storia di Luther e Nora che mi hanno fatto divertire un po'.
So che è stato proposto anche un film tratto da questo libro ma io non l'ho visto, per cui posso dire di aver affrontato la lettura senza alcun pregiudizio.
Ebbene, mi sono divertita ad immaginare le varie situazioni e, alla fine, ho chiuso il libro arrivata all'ultima pagina con pensieri positivi addosso. 

Una favola moderna ma dal retrogusto classico. 

Luther e Nora, assieme alla loro unica figlia Blair, sono abituati a festeggiare in modo piuttosto pomposo il Natale, in linea con tutte le famiglie della via in cui abitano. Luci, decorazioni, feste, inviti, biglietti d'auguri e chi più ne ha più ne metta. Quella del Natale è una tradizione a cui non si può sfuggire. 
Ma è davvero così?

Nel momento in cui Blair comunica ai suoi genitori che quest'anno non ci sarà per Natale, impegnata in una missione umanitaria in Perù, i due genitori decidono che, per un volta, si possa saltare il Natale. Niente di niente. Niente calendari natalizi, niente renne, niente doni, niente compere dell'ultim'ora, niente. Niente! E non serve andare a suonare al campanello per la solita vendita di solidarietà. Non serve chiamare a casa per chiedere come mai non si siano ancora prenotati i cartoncini natalizi. Non serve suonare alla porta con un abete pronto ad essere infilato in casa, come tutti gli anni. 
Luther e Nora sono fermi sulle loro posizioni, anche a costo di non far vincere alla loro via la tradizionale gara per la zona meglio illuminata. Anche a costo di non scambiarsi nemmeno un piccolissimo dono.
In compenso, tutto ciò che non sarà speso per le feste di Natale verrà investito in una crociera. Ecco, questa è la scelta. E i due si preparano a partire proprio il giorno di Natale.
Una scelta, questa, che non piace a nessuno nel quartiere, considerato un gesto egoistico e sconsiderato. I vicini tentano di far cambiare idea a Luther e Nora in ogni modo ma... niente.

Per questo Venerdì del libro suggerisco di leggere questo libro e verificare di persona se i due coniugi riusciranno davvero a restare fermi nella loro decisione o se possa qualche cosa possa cambiare le carte in tavola.

Mi sono davvero divertita! Ho cercato anche di mettermi nei panni dei due coniugi e davvero è stato divertente. Alla fine la storia si chiude con un positivo messaggio, in perfetto stile natalizio ma non dico altro perchè le vicissitudini di Luther e Nora meritano di essere gustate fino alla fine.

E' una lettura leggera, non impegnativa e scivola via tra un sorriso e l'altro. 
Con questa storia che si svolge in un periodo natalizio partecipo alla quarta tappa della Challenge Le Lgs sfidano i lettori, per l'obiettivo n.6.

venerdì 23 settembre 2016

Come fu che Babbo Natale sposò la Befana (A. Vitali) - Venerdì del libro

Questa volta Andrea Vitali propone una storia che non è ambienta nella sua Bellano.
Cambia la location, cambiano gli ambienti ed i personaggi. Non cambia di molto il suo stile che resta, comunque, leggero ma non banale.

Nel libro Come fu che Babbo Natale sposò la Befana - un libro che si legge in fretta e che consiglio anche a giovani lettori - il Natale è oramai alle porte e Tom, un bambino di dieci anni, pone a suo padre un interrogativo di vitale importanza: "Babbo Natale esiste davvero?".
Da questo interrogativo posto a tavola dal ragazzino - tanto da far quasi andare di traverso la cena a mamma e papà - si snoda la trama di un racconto che, grazie ad un pizzico, di magia, si snoda entro un arco di tempo piuttosto breve (ciò non è nuovo nei racconti di Vitali) e vengono dipinti personaggi dalle caratteristiche piuttosto verosimili. 

So che è ancora presto per Natale ma vorrei suggerire questa lettura per il Venerdì del libro di oggi.
I personaggi inventati da Vitali hanno sempre qualche caratteristica che li rende simpatici.
Lo è, ad esempio, la spigolosa signora Irene Stecchetti, una quattr'ossa dall'anima di vipera che, a ben guardare, non è affatto antipatica come appare all'inizio.
Il modo in cui Vitali presenta i suoi personaggi è capace di dare loro un tocco di simpatia anche quando non sono del tutto positivi.

Tutta la storia ruota attorno alla necessità di dare una risposta all'interrogativo di Tom. Il ragazzino è in un'età di passaggio e chiede conferme a suo padre circa l'esistenza di Babbo Natale, anche se attorno ha parecchi compagni dubbiosi. 
Una, in particolare, la figlia di quell'Irene Stacchetti spigolosa, l'altrettanto spigolosa Ricami Rebecca. Lei sa per  certo che Babbo Natale non esiste perchè i suoi genitori hanno ritenuto che fosse arrivato il momento di dirle la verità. 
La verità.
 Qual è, poi, la verità? 
Se si incontra un uomo che ha proprio l'aspetto di Babbo Natale, il suo pancione, la sua barba, il suo vestito e che se ne sta tranquillo a zonzo per la città, come si fa a dire quale sia la verità, quella vera, circa la sua esistenza?

E' con questa piccola commedia degli equivoci che Vitali invita a sognare e a restare bambini, sia che il suo libro finisca tra le mani di un lettore adulto o di uno che adulto ancora non lo è.

Con questa storia che si svolge in un periodo natalizio Andrea Vitali mi permette di partecipare alla quarta tappa della Challenge Le Lgs sfidano i lettori, per l'obiettivo n. 6.